<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Società SGR &#8211; Il Parlamentare</title>
	<atom:link href="https://ilparlamentare.it/tag/societa-sgr/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://ilparlamentare.it</link>
	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
	<lastBuildDate>Thu, 27 Sep 2012 19:35:36 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0</generator>
	<item>
		<title>Società  SGR: Ministro Profumo non risponde e ora lo dice anche il Politecnico di Milano</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2012/04/societa-sgr-ministro-profumo-non-risponde-e-ora-lo-dice-anche-il-politecnico-di-milano/</link>
					<comments>https://ilparlamentare.it/2012/04/societa-sgr-ministro-profumo-non-risponde-e-ora-lo-dice-anche-il-politecnico-di-milano/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Apr 2012 18:01:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Corriere della Ser]]></category>
		<category><![CDATA[crisi finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Gallo]]></category>
		<category><![CDATA[francesco profumo]]></category>
		<category><![CDATA[Governo Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Sideri.]]></category>
		<category><![CDATA[Società SGR]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilparlamentare.it/?p=4375</guid>

					<description><![CDATA[Negli ultimi mesi di vita del Governo Berlusconi una vera battaglia per la legalità e legittimità in merito alla gestione dei Fondi delle Società SGR è stata ingaggiata, senza mezzi termini, dalla Fondazione “Paolo di Tarso” alla quale ha fatto subito dato eco la qualificata penna di Massimo Sideri. Dopo i silenzi di Renato Brunetta oggi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_4387" aria-describedby="caption-attachment-4387" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="Francesco-Profumo" href="https://ilparlamentare.it/2012/04/societa-sgr-ministro-profumo-non-risponde-e-ora-lo-dice-anche-il-politecnico-di-milano/francesco-profumo-2/"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-4387" title="Francesco-Profumo" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Francesco-Profumo1.jpg" alt="Il Ministro Francesco Profumo al quale è stata rivolta la lettera della Fondazione &quot;Paolo di Tarso&quot; che difende il lavoro dei giovani e lo sviluppo di nuove economie nel settore Innovation Tecnology" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Francesco-Profumo1.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Francesco-Profumo1-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Francesco-Profumo1-160x90.jpg 160w" sizes="(max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-4387" class="wp-caption-text">Il Ministro Francesco Profumo al quale è stata rivolta la lettera della Fondazione &quot;Paolo di Tarso&quot; che difende il lavoro dei giovani e lo sviluppo di nuove economie nel settore Innovation Tecnology</figcaption></figure>
<p>Negli ultimi mesi di vita del Governo Berlusconi una vera battaglia per la legalità e legittimità in merito alla gestione dei <strong>Fondi delle Società SGR</strong> è stata ingaggiata, senza mezzi termini, dalla <strong>Fondazione “Paolo di Tarso”</strong> alla quale ha fatto subito dato eco la qualificata penna di <strong>Massimo Sideri</strong>. Dopo i silenzi di Renato Brunetta oggi anche il Ministro Francesco Profumo sembra fare finta di niente.</p>
<p><strong><span style="color: #800000;">In due parole</span></strong> la Fondazione &#8220;Paolo di Tarso&#8221; (alla quale bisogna riconoscere indubbie competenze nel mondo dell&#8217;Analisi relativa alla Gestione della Conoscenza) è convinta che l&#8217;Italia potrebbe offrire decine di migliaia di posti di lavoro ai giovani con fondi che maturerebbero in breve grazie alla buona gestione dei fondi statali del settore IT. In particolare, affermano gli esperti della &#8220;Paolo di Tarso&#8221;, i settori Turismo, Agroalimentare, Tessile e dei servizi, potrebbero maturare oltre 100 miliardi di euro in pochi anni.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Oggi</strong> alla voce della Fondazione romana si unisce quella autorevolissima del <strong>Politecnico di Milano</strong></span> che in un servizio edito da <strong>RAIUNO il giorno 9 Aprile</strong> (ore 14,00 circa) afferma che se lo Stato investisse in questa direzione, entro breve tempo il PIL nazionale ne risentirebbe con un guadagno dell&#8217;1%.</p>
<p>La Fondazione ha segnalato in passato gravi manchevolezze di una Società SGR e per questo ne è nato un caso nazionale i cui esiti il Ministro Profumo ha certamente seguito poiché ha avocato a se il <strong>&#8220;Dipartimento per la Digitalizzazione&#8221; da cui dipende lo sviluppo del futuro del settore IT.</strong> Ma, e questo è il problema, il Ministro e neanche i suoi collaboratori, hanno risposto alla lettera del Presidente della Fondazione &#8220;Paolo di Tarso&#8221; che ha deciso di non arrendersi e di ritornare all&#8217;attacco.</p>
<p><em>&#8220;E&#8217; la prima volta che ci accade. In questo momento drammatico per il futuro del nostro Paese &#8211; afferma <strong>Fabio Gallo</strong> analista esperto di gestione della conoscenza &#8211; seguiamo tutti l&#8217;invito rivolto alla società dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che auspica, un salto generazionale nel Sud a favore dei Giovani qualificati. Lo stesso auspicio è stato espresso da Papa Benedetto XVI nella sua recente visita Pastorale in Terra di Calabria. Ma il problema serio &#8211; continua <strong>Fabio Gallo</strong> &#8211; è che poi, quando si deve passare ai fatti, il termine &#8220;SUD&#8221;, così come il termine &#8220;Giovani&#8221; &#8220;Occupazione&#8221;, fa diventare anche i migliori uomini segno della dicotomia di questo tempo. Noi siamo figli di Giovanni Paolo II e dei grandi cambiamenti, di grandi uomini come Benedetto XVI. Siamo abituati a lottare per i nostri diritti e per alimentare la speranza. Ora, in modo civile e responsabile noi dobbiamo continuare a fare il bene della società di oggi e di domani e <strong>continueremo a bussare alla porta del Ministro Francesco Profumo</strong> fino a quando ci aprirà per affrontare la questione in modo serio maturo. Non esiste una magia che farà lavorare tutti e risolverà i problemi economici del nostro Paese. Dobbiamo analizzare tutte le possibilità di cambiamento e lo dobbiamo fare insieme ascoltando chi ha qualcosa di serio da dire per il bene di tutti. Noi siamo certi di essere tra coloro i quali hanno cose importanti da comunicare al Ministro Francesco Profumo, con dati alle mani&#8221;. </em></p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>LA STORIA: Leggi tutti gli atti del passato.</strong></span></p>
<p><strong><span style="color: #800000;">NEL PASSATO FONDAZIONE PAOLO DI TARSO E CORRIERE DELLA SERA HANNO FATTO NOTARE LA QUESTIONE<br />
</span></strong>Entrambi le Istituzioni, perché Sideri scrive per conto del Corriere della Sera, hanno fatto in modo che si facesse luce sulla gestione dei fondi SGR dopo alcuni incidenti gravissimi ripetutamente segnalati senza alcuna risposta al Ministro Brunetta e ai suoi Uffici. Oggi, da quelle scintille divampa il fuoco anche grazie ai format &#8220;investigativi&#8221; delle TV nazionali.</p>
<p>Ovviamente, tutto si fa per il bene del Paese in attesa che al posto giusto vada un uomo (o una donna) giusta a governare questi fondi per davvero strategici  per lo sviluppo delle nuove economie.</p>
<p>La crisi del lavoro è significativa e ha superato già di molto il livello massimo di disperazione per cui il Presidente della Fondazione “Paolo di Tarso” scrive una lettera al Ministro Francesco Profumo, certa di un incontro a breve tempo, proprio perché la questione riguarda l’occupazione, quindi il Lavoro di giovani qualificati ai quali si chiede di non abbandonare l&#8217;Italia, in un settore dal quale potrebbe, a breve, scaturire nuove economie (reali).</p>
<p><strong>LA LETTERA DEL PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE &#8220;PAOLO DI TARSO&#8221; LUANA GALLO AL MINISTRO FRANCESCO PROFUMO<br />
</strong><em>“Ill.mo Signor Ministro Francesco Profumo, abbiamo appreso con sommo piacere che finalmente il <strong>Dipartimento per la Digitalizzazione</strong> è passato alla <strong>diretta gestione del Ministero da  Lei guidato</strong> .<br />
</em><em>Siamo soddisfatti che finalmente si sia cominciato a chieder conto alle <strong>società SGR, </strong>che gestiscono il <strong>Fondo Promo Equity Sud</strong>, delle somme  loro assegnate per la nascita e lo <strong>sviluppo di aziende HT del Sud</strong>.<br />
</em><em>A tal proposito anche la <strong>Fondazione Culturale “Paolo di Tarso” </strong>(<a href="http://www.paoloditarso.it/">www.paoloditarso.it</a>)<strong> </strong>che mi pregio rappresentare, <strong>ha la sua storia da raccontare</strong> in merito alla gestione del Fondo sopracitato, ma mentre con<br />
</em><em>apprezzamento abbiamo preso nota della tempestiva e dura risposta fornita dallo stesso Dipartimento all&#8217;articolo di <strong>Massimo Sideri,</strong> apparso sul <strong>Corriere della Sera</strong>  pur tuttavia, <strong>non ho avuto altrettanto rapidamente risposta alle nostre  lettere inviate a suo tempo al Dipartimento</strong>, addirittura neanche a quella in cui richiedevamo un tavolo tecnico per la valutazione dei nostri progetti.</em></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><em><strong>Le chiedo quindi di essere da Lei ascoltata</strong> per rappresentare in maniera esaustiva la nostra vicenda, soprattutto alla luce del fatto che addirittura <strong>Lei richiede  indietro i soldi non investiti</strong>, <strong>in questo momento di crisi</strong> in cui, al contrario, dovrebbero essere  investiti <strong>per creare le premesse di sviluppo nel mezzogiorno dell’Italia</strong> e nuove aziende che possano creare significativi posti di lavoro.<br />
</em><em>Chiedo a nome della Fondazione e di numerosi giovani le cui speranze dipendono da questa opportunità, un incontro a breve. Rimango in attesa e colgo l’occasione per augurale buon lavoro”.</em></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="color: #800000;">L&#8217;ARTICOLO DI MASSIMO SIDERI DEL CORRIERE DELLA SERA<br />
</span></strong><em>“(m.sid.) Non sembra esserci fine ai danni occulti ma fin troppo tangibili che l&#8217;operazione Fondo Hi Tech per il Sud continua a causare. Anzi, per dirla tutta nel caso di Vegagest &#8211; una delle quattro società che aveva vinto la gara del ministero della Pubblica amministrazione e dell&#8217; Innovazione con Principia (ex Quantica), Vertis e Atlante (Intesa Sanpaolo) &#8211; un risultato positivo c&#8217; è, ma nella direzione sbagliata: i soldi che non finiscono a finanziare startup meridionali stanno finendo ad ingrassare la cassa di una società che negli ultimi due anni è uscita sulla stampa solo per i molteplici scontri che ha avuto in tribunale. Conti alla mano Vegagest (oggi rinominata Norvega) avrebbe dovuto allocare 20 milioni nel fondo «Promo Equity Sud» per averne altri 20 dal ministero. Ma dall&#8217; avvio dell&#8217;</em></p>
<p><em>operatività-non-operativa nel giugno 2009 a oggi il fondo: 1) non ha effettuato alcun investimento; 2) ha versato solo 4 milioni; 3) in cambio ne ha ottenuti 3,5 sotto forma di commissioni. Un refuso? Un errore contabile? No, tutto giusto, nel senso che le regole sono rispettate. Come previsto dai regolamenti del fondo, le commissioni di gestione pari al 2,65% annuo si percepiscono su tutto il capitale sottoscritto (i 40 milioni) anche se non versato. Idem è avvenuto per le commissioni di collocamento pari al 2%. Risultato 2,7 milioni di commissioni di gestione e 0,8 milioni di commissioni di collocamento.”</em></p>
<p><em>Dove sono Bankitalia e ministero? <strong>Sideri Massimo</strong></em></p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>LEGGI, INOLTRE, LE PESANTI POLEMICHE DEL PASSATO<br />
</strong></span>CLICCA SU <a href="https://ilparlamentare.it/2011/11/renato-brunetta-e-le-societa-sgr-ecco-i-fondi-non-spesi-nel-sud-2-0/">https://ilparlamentare.it/2011/11/renato-brunetta-e-le-societa-sgr-ecco-i-fondi-non-spesi-nel-sud-2-0/</a></p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>OPPURE LEGGI QUI APPRESSO<br />
</strong></span><strong>Continuano i lamenti </strong>già più volte denunciati da ComunicareITALIA e IL PARLAMENATRE.IT nel maggio 2011 sulla gestione dei fondi pubblici assegnati a <strong>4 società SGR</strong> .</p>
<p>Le quattro società che si sono unite nella cattiva sorte al <strong>Ministro Renato Brunetta sono Vertis, Atlante (Intesa), Quantica, Vegagest.<br />
</strong>Oggi, però, c’è una novità per il Sud che ha tra le sue forze il<strong> Sottosegretario all’Economia con delega al Sud Antonio Gentile </strong>che potrebbe, per esempio, chiedere lumi a<strong> Renato Brunetta </strong>a difesa delle Aziende 2.0 del SUD.<strong><br />
</strong>Queste società, in pratica, gestiscono <strong>153,1 </strong>milioni di Euro di cui <strong>76,5 milioni di Euro pubblici,</strong> per investirne altrettanti su progetti nel settore Innovazione a <strong>vantaggio del Sud</strong>. Anzi, di progetti innovativi che nel Sud sono destinati a generare economia. Queste società, dopo avere individuato i progetti diventano “socie” dei progetti stessi per una determinata percentuale e poi, al momento dell’uscita, vendono la loro parte di società al fine di ottenerne una remunerazione superiore all’investimento della loro percentuale del 50%. La prima anomalia è, però, che tale percentuale richiesta dalle società SGR è doppia poichè la metà del fondo è di natura pubblica. Ma magari fosse solo questo!</p>
<p><strong>Vertis, Atlante (Intesa), Quantica, Vegagest</strong> sono finite anche sulle autorevoli pagine del Corriere della Sera e ciò significa che, evidentemente, il loro comportamento anomalo già denunciato pubblicamente più volte, prima o poi, dalle scrivanie delle redazioni giornalistiche potrebbe finire sulla scrivania, ancora più determinata a conoscere la verità, della magistratura competente.<em>“Sarebbe ora…!”,</em> dicono i giovani ricercatori del settore IT sconcertati dalle metodologie adottate per la valutazione dei loro progetti.<br />
Tra l’altro, diciamolo, siamo tutti stati trascinati in una crisi finanziaria che non è estranea a questo modello di gestione dei fondi pubblici e l’Italia non può permettersi di non finalizzare i fondi dei contribuenti su progetti 2.0 che sono proprio quelli che potrebbero far nascere e decollare nuove economie.<br />
E’ impensabile, tra l’altro, che la <strong>Presidenza del Consiglio dei Ministri</strong>, in quanto tale, possa condividere o essere in accordo con tutto quanto si sta denunciando pubblicamente con nomi e cognomi sull’affare SGR.</p>
<p>Intanto se la redazione de <a title="Informazione di Politica e Costume in Italia" href="https://ilparlamentare.it/" target="_blank">IL PARLAMENTARE.IT</a> e di <a title="Brand Italia e Made in Italy in Rete" href="http://www.comunicareitalia.it/" target="_blank">ComunicareITALIA.IT</a> avevano già palesato il meccanismo involutivo e folle di coloro che in queste società fungono da valutatori, oggi <strong>Massimo Sideri del Corriere della Sera</strong>, dati alla mano, ci aiuta a capirne le gravi contraddizioni.<br />
Per questo, vi suggeriamo vivamente di leggere il dettagliato articolo di Sideri <strong>“Corriere della Sera nella pagina 35 di giorno 8 Novemvre 2011″</strong> che titola <a title="Corriere della Sera - articolo di Massimo Sideri" href="http://archiviostorico.corriere.it/2011/novembre/08/Sud_Fondo_che_non_spende_co_9_111108022.shtml" target="_blank">“SUD, IL FONDO CHE NON SPENDE – Inutilizzati in larga parte gli oltre 76,5 milioni del Ministro Brunetta”</a>.<br />
Capirete che Renato Brunetta ha sottovalutato la questione delle Società SGR, i progetti innovativi del SUD, e le opportunità per i “Cervelli” meridionali che oggi saranno testimoni del fallimento della politica dello stesso Brunetta e delle Istituzioni italiane che hanno retto questo sistema.</p>
<p>In sintesi e per evitare distorsioni di qualsiasi sorta diciamo subito che al <strong>Ministro Brunetta</strong> sono state più volte denunciate per iscritto gravissime anomalie, ma nessuna risposta è mai stata fornita ne’ dallo stesso Brunetta, ne’ dalla sua segreteria. Tali anomalie rendono possibile credere che le società SGR, che gestiscono i fondi dei progetti innovativi (2.0, ndr) del Sud, non abbiano assolutamente le capacità tecnico scientifiche adeguate per valutare a chi attribuire i fondi che, si ripete, per il 50% , sono dei contribuenti italiani. Perchè? perché lo dicono loro per mezzo di un loro valutatore che scrive nero su bianco di non essere in grado e di non avere gli strumenti per valutare. <em>Ma allora – sarebbe lecito chiedere a questo valutatore del quale gelosamente conserviamo la lettera nella quale scrive ciò – che ci stai a fare? e quanto ti pagano? e quanti rimborsi chiedi allo Stato per andare a valutare i progetti ai quali rispondi di non avere gli strumenti per valutare?</em></p>
<p>Ma la cosa che oggi preoccupa ancor di più il redattore a fronte dell’attuale situazione finanziaria è che il <strong>Ministro Renato Brunetta</strong> non risponde e non interviene. Certo è che, così facendo, pare scontato che, trattandosi di danaro pubblico, questo silenzio potrebbe essere assimilato ad una omissione di atti d’ufficio.</p>
<p><span style="color: #800000;"><strong>L’ARTICOLO DEL CORRIERE DELLA SERA A CURA DI MASSIMO SIDERI</strong></span><br />
<strong>Venture capital 2.0 Quattro le società che avevano vinto la gara: Vertis, Atlante (Intesa), Quantica e Vegagest<br />
</strong><strong>Sud, il Fondo che non spende<br />
</strong><strong>Inutilizzati in larga parte gli oltre 76,5 milioni del ministro Brunetta Usato il 12-13% Dopo due anni e mezzo usato solo il 12-13% E tra un anno e mezzo i fondi verranno ritirati</strong></p>
<p>MILANO – Sud, il fondo che c’è ma non spende. Sono 153,1 i milioni di euro, 76,5 pubblici e l’ altra metà privati, già pronti per progetti imprenditoriali 2.0 ma in larga parte dimenticati a fare la polvere: secondo la ricostruzione fatta dal Corriere e stando larghi di manica solo 19 sarebbero i milioni allocati fino ad oggi. Il 12-13% del totale. Per il varo nel 2009 il Fondo digitale per il Sud era stato acclamato dal ministro Renato Brunetta come una svolta nel veicolare innovazione e finanziamenti al Sud. Nella sostanza erano stati «commissariati» i fondi europei: non siete in grado di utilizzarli? Bene, il governo aveva trovato la quadra affidandoli a venture capitalist di professione: Vertis, Quantica, Vegagest. Addirittura a una grande banca come Intesa Sanpaolo, attraverso Atlante Venture Mezzogiorno. Ma a due anni e mezzo dalla partenza – con l’aggravante che ora la crisi spaventa, la disoccupazione giovanile nel Mezzogiorno cresce e il credit crunch nei confronti delle aziende si diffonde a macchia d’ olio – i professionisti stanno sostanzialmente fallendo. Se non verranno utilizzati entro un anno e mezzo per aiutare delle start up andranno persi nella peggiore tradizione dei finanziamenti europei di cui siamo campioni al rovescio. E le premesse non sono buone. Il fondo fu varato dopo una gestazione soffertissima che lo stava quasi portando alla morte prematura in culla: le risorse erano state individuate con la Finanziaria 2005. La gara era partita nel luglio del 2007 e in mezzo erano passati diversi ministri, dall’ idea iniziale di Lucio Stanca a Brunetta che lo aveva dovuto difendere con le unghie dal collega «accentratore» Giulio Tremonti. Sembra surreale: ci sono i soldi già assegnati, ci sono i fondi di venture capital, ci sono anche le start up visto che la maggior parte delle idee d’ impresa 2.0, alcune che hanno anche raggiunto il successo internazionale, vengono presentate da ragazzi del Sud. Ciò nonostante i soldi sono spiaggiati e in lenta agonia. A sua modo, ognuna delle Sgr potrebbe essere presa come modello di cosa non funziona. C’ è la grande banca (Intesa), il fondo privato con un socio pubblico come il Cnr (Quantica), la piccola realtà napoletana che in teoria dovrebbe avere il contatto maggiore con il territorio (Vertis) e anche una strana creatura come Vegagest che non aveva nessuna esperienza nel settore e che doveva operare grazie a un accordo mai ufficializzato con Gianni Lettieri, l’imprenditore sconfitto a Napoli dal sindaco De Magistris. Nessuno ha creato imprenditorialità e lavoro nonostante i soldi pubblici. Per ricordarla tutta a fare pressione per mettere le mani sulla ricca torta del fondo per il Sud, nel 2009, c’era anche la Sgr Cape Natixis guidata allora da Simone Cimino, il finanziere che voleva acquistare Termini Imerese finito nel frattempo nei guai con la giustizia. I conti: partiamo da Quantica che con 31,55 milioni pubblici e altrettanti privati (il bando prevedeva il raddoppio della somma vinta) aveva portato a casa la fetta più grande. Il fondo partecipato dal Cnr con il 36% ha già deliberato tre investimenti da circa un milione l’ uno per tre società: X2tv, CrowdEngeneering e CityNews. E si è preso impegni (cioè investe se le società raggiungono milestone di fatturato o di tecnologie) di almeno altri 2-4 milioni. Risultato: 6-7, considerando anche gli assegni futuri, su 63. La Sgr di Intesa guidata da Davide Turco: ufficialmente c’ è una sola operazione conclusa ma altre 3 starebbero attendendo il via libera dell’ Antitrust per un impegno totale tra i 6-7 milioni sui 25 totali. Vertis, Sgr di Amedeo Giurazza che si è mossa anche insieme alla TTVenture di Giuseppe Campanella, ha investito 2,8 milioni in 4 società mentre di una quinta operazione non si conosce la cifra. Fosse anche il massimo allocabile per legge (2,5 milioni, ma è difficile) saremmo sui 5 milioni su 25. Vegagest, infine: 40 milioni. Zero operazioni annunciate. Tutto ciò che non sarà dato entro il giugno 2013 tornerà indietro. E considerando gli importi individuali massimi e le regole di ingaggio la missione Fondo per il Sud sembra impossibile: le 4 società dovrebbero trovare tra le 50 e le 60 start up in volata. Pubblico e privato bocciati. A cura di Massimo Sideri.</p>
<p><strong><span style="color: #800000;">VEDI ANCHE LINK CORRELATI DE IL PARLAMENTARE.IT</span></strong></p>
<p><a href="https://ilparlamentare.it/2011/05/gestione-fondi-societa-sgr-pesanti-lamentele/">https://ilparlamentare.it/2011/05/gestione-fondi-societa-sgr-pesanti-lamentele/<br />
</a><a href="https://ilparlamentare.it/2011/02/new-allarme-innovazione-groupon-la-start-up-che-ha-detto-di-no-ai-6-miliardi-di-google/">https://ilparlamentare.it/2011/02/new-allarme-innovazione-groupon-la-start-up-che-ha-detto-di-no-ai-6-miliardi-di-google/<br />
</a><a href="https://ilparlamentare.it/2011/02/il-nostro-made-in-italy-nelle-tasche-delle-multinazionali-estere/">https://ilparlamentare.it/2011/02/il-nostro-made-in-italy-nelle-tasche-delle-multinazionali-estere/</a></p>
<p>Per meglio comprendere la natura di questo lassismo delle società SGR leggi anche<br />
<a href="http://www.ultimenotizie.tv/notizie-politiche/senza-calabria-e-campania-litalia-al-primo-posto.html" target="_blank">SENZA CALABRIA E CAMPANIA ITALIA AL PRIMO POSTO<br />
</a>di questo articolo ti suggeriamo di prendere visione anche del commento che riteniamo equilibrato e veritiero.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilparlamentare.it/2012/04/societa-sgr-ministro-profumo-non-risponde-e-ora-lo-dice-anche-il-politecnico-di-milano/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Fondi Società SGR per il SUD: Appello per il Ministro Francesco Profumo</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2012/03/fondi-societa-sgr-per-il-sud-appello-per-il-ministro-francesco-profumo/</link>
					<comments>https://ilparlamentare.it/2012/03/fondi-societa-sgr-per-il-sud-appello-per-il-ministro-francesco-profumo/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Mar 2012 11:08:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[fondi sgr]]></category>
		<category><![CDATA[francesco profumo]]></category>
		<category><![CDATA[Governo Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Il Parlamentare]]></category>
		<category><![CDATA[ministro profumo]]></category>
		<category><![CDATA[Società SGR]]></category>
		<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilparlamentare.it/?p=4141</guid>

					<description><![CDATA[Negli ultimi mesi di vita del Governo Berlusconi una vera battaglia per la legalità e legittimità in merito alla gestione dei Fondi delle Società SGR è stata ingaggiata, senza mezzi termini, dalla Fondazione “Paolo di Tarso” alla quale ha fatto subito dato eco la qualificata penna di Massimo Sideri al quale si deve anche di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi mesi di vita del Governo Berlusconi una vera battaglia per la legalità e legittimità in merito alla gestione dei Fondi delle Società SGR è stata ingaggiata, senza mezzi termini, dalla Fondazione “Paolo di Tarso” alla quale ha fatto subito dato eco la qualificata penna di <strong>Massimo Sideri</strong> al quale si deve anche di avere sostenuto una battaglia per il bene dei giovani del Sud e non solo.</p>
<figure id="attachment_4144" aria-describedby="caption-attachment-4144" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/2012/03/fondi-societa-sgr-per-il-sud-appello-per-il-ministro-francesco-profumo/francesco-profumo/" rel="attachment wp-att-4144"><img decoding="async" class="size-full wp-image-4144" title="Francesco-Profumo" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Francesco-Profumo.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Francesco-Profumo.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Francesco-Profumo-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Francesco-Profumo-160x90.jpg 160w" sizes="(max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-4144" class="wp-caption-text">Il Ministro della Repubblica Italiana Francesco Profumo</figcaption></figure>
<p>Entrambi le Istituzioni, perché Sideri scrive per conto del Corriere della Sera, hanno fatto in modo che si facesse luce sulla gestione dei fondi SGR dopo alcuni incidenti gravissimi ripetutamente segnalati senza alcuna risposta al Ministro Brunetta e ai suoi Uffici. Oggi, da quelle scintille divampa il fuoco anche grazie ai format &#8220;investigativi&#8221; delle TV nazionali.<br />
Ovviamente, tutto si fa per il bene del Paese in attesa che al posto giusto vada un uomo (o una donna) giusta a governare questi fondi per davvero strategici  per lo sviluppo delle nuove economie.</p>
<p>La crisi del lavoro è significativa e ha superato già di molto il livello massimo di disperazione per cui il Presidente della Fondazione “Paolo di Tarso” scrive una lettera al Ministro Francesco Profumo, certa di un incontro a breve tempo, proprio perché la questione riguarda l’occupazione, quindi il Lavoro di giovani qualificati ai quali si chiede di non abbandonare l&#8217;Italia, in un settore dal quale potrebbe, a breve, scaturire nuove economie (reali).</p>
<p>LA LETTERA DEL PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE &#8220;PAOLO DI TARSO&#8221; LUANA GALLO</p>
<p><em>“Ill.mo Signor Ministro Francesco Profumo, abbiamo appreso con sommo piacere che finalmente il <strong>Dipartimento per la Digitalizzazione</strong> è passato alla <strong>diretta gestione del Ministero da  Lei guidato</strong> . </em></p>
<p><em>Siamo soddisfatti che finalmente si sia cominciato a chieder conto alle <strong>società SGR, </strong>che gestiscono il <strong>Fondo Promo Equity Sud</strong>, delle somme  loro assegnate per la nascita e lo <strong>sviluppo di aziende HT del Sud</strong>.</em></p>
<p><em>A tal proposito anche la <strong>Fondazione Culturale “Paolo di Tarso” </strong>(<a href="http://www.paoloditarso.it/">www.paoloditarso.it</a>)<strong> </strong>che mi pregio rappresentare, <strong>ha la sua storia da raccontare</strong> in merito alla gestione del Fondo sopracitato, ma mentre con apprezzamento abbiamo preso nota della tempestiva e dura risposta fornita dallo stesso Dipartimento all&#8217;articolo di <strong>Massimo Sideri,</strong> apparso sul <strong>Corriere della Sera</strong>  pur tuttavia, <strong>non ho avuto altrettanto rapidamente risposta alle nostre  lettere inviate a suo tempo al Dipartimento</strong>, <span style="text-decoration: underline;">addirittura neanche a quella in cui richiedevamo un tavolo tecnico per la valutazione dei nostri progetti.</span></em></p>
<p><em><strong>Le chiedo quindi di essere da Lei ascoltata</strong> per rappresentare in maniera esaustiva la nostra vicenda, soprattutto alla luce del fatto che addirittura <strong>Lei richiede  indietro i soldi non investiti</strong>, <strong>in questo momento di crisi</strong> in cui, al contrario, dovrebbero essere  investiti <strong>per creare le premesse di sviluppo nel mezzogiorno dell’Italia</strong> e nuove aziende che possano creare significativi posti di lavoro. </em></p>
<p><em>Chiedo a nome della Fondazione e di numerosi giovani le cui speranze dipendono da questa opportunità, un incontro a breve. Rimango in attesa e colgo l’occasione per augurale buon lavoro”.</em></p>
<p>Per Sua Conoscenza, allego la corrispondenza agli Uffici Ministeriale interessati e ne chiedo la pubblicazione al mondo della Rete a partire dalle Testate Giornalistiche del Gruppo Editoriale di Rete ComunicareITALIA:</p>
<p><a href="https://ilparlamentare.it/">www.ilparlamentare.it<br />
</a><a href="http://www.comunicareitalia.it/">www.comunicareitalia.it<br />
</a><a href="http://www.ilvaticanese.it/">www.ilvaticanese.it<br />
</a><a href="http://www.ilgiornaledelturismo.it/">www.ilgiornaledelturismo.it<br />
</a><a href="http://www.food-magazine.it/">www.food-magazine.it<br />
</a><a href="http://www.italia-magazine.it/">www.italia-magazine.it</a></p>
<p>L&#8217;ARTICOLO DI MASSIMO SIDERI DEL CORRIERE DELLA SERA</p>
<p><em>“(m.sid.) Non sembra esserci fine ai danni occulti ma fin troppo tangibili che l&#8217;operazione Fondo Hi Tech per il Sud continua a causare. Anzi, per dirla tutta nel caso di Vegagest &#8211; una delle quattro società che aveva vinto la gara del ministero della Pubblica amministrazione e dell&#8217; Innovazione con Principia (ex Quantica), Vertis e Atlante (Intesa Sanpaolo) &#8211; un risultato positivo c&#8217; è, ma nella direzione sbagliata: i soldi che non finiscono a finanziare startup meridionali stanno finendo ad ingrassare la cassa di una società che negli ultimi due anni è uscita sulla stampa solo per i molteplici scontri che ha avuto in tribunale. Conti alla mano Vegagest (oggi rinominata Norvega) avrebbe dovuto allocare 20 milioni nel fondo «Promo Equity Sud» per averne altri 20 dal ministero. Ma dall&#8217; avvio dell&#8217;</em></p>
<p><em>operatività-non-operativa nel giugno 2009 a oggi il fondo: 1) non ha effettuato alcun investimento; 2) ha versato solo 4 milioni; 3) in cambio ne ha ottenuti 3,5 sotto forma di commissioni. Un refuso? Un errore contabile? No, tutto giusto, nel senso che le regole sono rispettate. Come previsto dai regolamenti del fondo, le commissioni di gestione pari al 2,65% annuo si percepiscono su tutto il capitale sottoscritto (i 40 milioni) anche se non versato. Idem è avvenuto per le commissioni di collocamento pari al 2%. Risultato 2,7 milioni di commissioni di gestione e 0,8 milioni di commissioni di collocamento.”</em></p>
<p><em>Dove sono Bankitalia e ministero? <strong>Sideri Massimo</strong></em></p>
<p>LEGGI, INOLTRE, LE PESANTI POLEMICHE DEL PASSATO</p>
<p>CLICCA SU <a href="https://ilparlamentare.it/2011/11/renato-brunetta-e-le-societa-sgr-ecco-i-fondi-non-spesi-nel-sud-2-0/">https://ilparlamentare.it/2011/11/renato-brunetta-e-le-societa-sgr-ecco-i-fondi-non-spesi-nel-sud-2-0/</a></p>
<p>OPPURE LEGGI QUI APPRESSO</p>
<p><strong>Continuano i lamenti </strong>già più volte denunciati da ComunicareITALIA e IL PARLAMENATRE.IT nel maggio 2011 sulla gestione dei fondi pubblici assegnati a <strong>4 società SGR</strong> .<br />
Le quattro società che si sono unite nella cattiva sorte al <strong>Ministro Renato Brunetta sono Vertis, Atlante (Intesa), Quantica, Vegagest.<br />
</strong>Oggi, però, c’è una novità per il Sud che ha tra le sue forze il<strong> Sottosegretario all’Economia con delega al Sud Antonio Gentile </strong>che potrebbe, per esempio, chiedere lumi a<strong> Renato Brunetta </strong>a difesa delle Aziende 2.0 del SUD.<strong><br />
</strong>Queste società, in pratica, gestiscono <strong>153,1 </strong>milioni di Euro di cui <strong>76,5 milioni di Euro pubblici,</strong> per investirne altrettanti su progetti nel settore Innovazione a <strong>vantaggio del Sud</strong>. Anzi, di progetti innovativi che nel Sud sono destinati a generare economia. Queste società, dopo avere individuato i progetti diventano “socie” dei progetti stessi per una determinata percentuale e poi, al momento dell’uscita, vendono la loro parte di società al fine di ottenerne una remunerazione superiore all’investimento della loro percentuale del 50%. La prima anomalia è, però, che tale percentuale richiesta dalle società SGR è doppia poichè la metà del fondo è di natura pubblica. Ma magari fosse solo questo!</p>
<p><strong>Vertis, Atlante (Intesa), Quantica, Vegagest</strong> sono finite anche sulle autorevoli pagine del Corriere della Sera e ciò significa che, evidentemente, il loro comportamento anomalo già denunciato pubblicamente più volte, prima o poi, dalle scrivanie delle redazioni giornalistiche potrebbe finire sulla scrivania, ancora più determinata a conoscere la verità, della magistratura competente.<em>“Sarebbe ora…!”,</em> dicono i giovani ricercatori del settore IT sconcertati dalle metodologie adottate per la valutazione dei loro progetti.<br />
Tra l’altro, diciamolo, siamo tutti stati trascinati in una crisi finanziaria che non è estranea a questo modello di gestione dei fondi pubblici e l’Italia non può permettersi di non finalizzare i fondi dei contribuenti su progetti 2.0 che sono proprio quelli che potrebbero far nascere e decollare nuove economie.<br />
E’ impensabile, tra l’altro, che la <strong>Presidenza del Consiglio dei Ministri</strong>, in quanto tale, possa condividere o essere in accordo con tutto quanto si sta denunciando pubblicamente con nomi e cognomi sull’affare SGR.</p>
<p>Intanto se la redazione de <a title="Informazione di Politica e Costume in Italia" href="https://ilparlamentare.it/" target="_blank">IL PARLAMENTARE.IT</a> e di <a title="Brand Italia e Made in Italy in Rete" href="http://www.comunicareitalia.it/" target="_blank">ComunicareITALIA.IT</a> avevano già palesato il meccanismo involutivo e folle di coloro che in queste società fungono da valutatori, oggi <strong>Massimo Sideri del Corriere della Sera</strong>, dati alla mano, ci aiuta a capirne le gravi contraddizioni.<br />
Per questo, vi suggeriamo vivamente di leggere il dettagliato articolo di Sideri <strong>“Corriere della Sera nella pagina 35 di giorno 8 Novemvre 2011″</strong> che titola <a title="Corriere della Sera - articolo di Massimo Sideri" href="http://archiviostorico.corriere.it/2011/novembre/08/Sud_Fondo_che_non_spende_co_9_111108022.shtml" target="_blank">“SUD, IL FONDO CHE NON SPENDE – Inutilizzati in larga parte gli oltre 76,5 milioni del Ministro Brunetta”</a>.<br />
Capirete che Renato Brunetta ha sottovalutato la questione delle Società SGR, i progetti innovativi del SUD, e le opportunità per i “Cervelli” meridionali che oggi saranno testimoni del fallimento della politica dello stesso Brunetta e delle Istituzioni italiane che hanno retto questo sistema.</p>
<p>In sintesi e per evitare distorsioni di qualsiasi sorta diciamo subito che al <strong>Ministro Brunetta</strong> sono state più volte denunciate per iscritto gravissime anomalie, ma nessuna risposta è mai stata fornita ne’ dallo stesso Brunetta, ne’ dalla sua segreteria. Tali anomalie rendono possibile credere che le società SGR, che gestiscono i fondi dei progetti innovativi (2.0, ndr) del Sud, non abbiano assolutamente le capacità tecnico scientifiche adeguate per valutare a chi attribuire i fondi che, si ripete, per il 50% , sono dei contribuenti italiani. Perchè? perché lo dicono loro per mezzo di un loro valutatore che scrive nero su bianco di non essere in grado e di non avere gli strumenti per valutare. <em>Ma allora – sarebbe lecito chiedere a questo valutatore del quale gelosamente conserviamo la lettera nella quale scrive ciò – che ci stai a fare? e quanto ti pagano? e quanti rimborsi chiedi allo Stato per andare a valutare i progetti ai quali rispondi di non avere gli strumenti per valutare?</em></p>
<p>Ma la cosa che oggi preoccupa ancor di più il redattore a fronte dell’attuale situazione finanziaria è che il <strong>Ministro Renato Brunetta</strong> non risponde e non interviene. Certo è che, così facendo, pare scontato che, trattandosi di danaro pubblico, questo silenzio potrebbe essere assimilato ad una omissione di atti d’ufficio.</p>
<p>L’ARTICOLO DEL CORRIERE DELLA SERA A CURA DI MASSIMO SIDERI<br />
<strong>Venture capital 2.0 Quattro le società che avevano vinto la gara: Vertis, Atlante (Intesa), Quantica e Vegagest<br />
</strong><strong>Sud, il Fondo che non spende<br />
</strong><strong>Inutilizzati in larga parte gli oltre 76,5 milioni del ministro Brunetta Usato il 12-13% Dopo due anni e mezzo usato solo il 12-13% E tra un anno e mezzo i fondi verranno ritirati</strong></p>
<p>MILANO – Sud, il fondo che c’è ma non spende. Sono 153,1 i milioni di euro, 76,5 pubblici e l’ altra metà privati, già pronti per progetti imprenditoriali 2.0 ma in larga parte dimenticati a fare la polvere: secondo la ricostruzione fatta dal Corriere e stando larghi di manica solo 19 sarebbero i milioni allocati fino ad oggi. Il 12-13% del totale. Per il varo nel 2009 il Fondo digitale per il Sud era stato acclamato dal ministro Renato Brunetta come una svolta nel veicolare innovazione e finanziamenti al Sud. Nella sostanza erano stati «commissariati» i fondi europei: non siete in grado di utilizzarli? Bene, il governo aveva trovato la quadra affidandoli a venture capitalist di professione: Vertis, Quantica, Vegagest. Addirittura a una grande banca come Intesa Sanpaolo, attraverso Atlante Venture Mezzogiorno. Ma a due anni e mezzo dalla partenza – con l’aggravante che ora la crisi spaventa, la disoccupazione giovanile nel Mezzogiorno cresce e il credit crunch nei confronti delle aziende si diffonde a macchia d’ olio – i professionisti stanno sostanzialmente fallendo. Se non verranno utilizzati entro un anno e mezzo per aiutare delle start up andranno persi nella peggiore tradizione dei finanziamenti europei di cui siamo campioni al rovescio. E le premesse non sono buone. Il fondo fu varato dopo una gestazione soffertissima che lo stava quasi portando alla morte prematura in culla: le risorse erano state individuate con la Finanziaria 2005. La gara era partita nel luglio del 2007 e in mezzo erano passati diversi ministri, dall’ idea iniziale di Lucio Stanca a Brunetta che lo aveva dovuto difendere con le unghie dal collega «accentratore» Giulio Tremonti. Sembra surreale: ci sono i soldi già assegnati, ci sono i fondi di venture capital, ci sono anche le start up visto che la maggior parte delle idee d’ impresa 2.0, alcune che hanno anche raggiunto il successo internazionale, vengono presentate da ragazzi del Sud. Ciò nonostante i soldi sono spiaggiati e in lenta agonia. A sua modo, ognuna delle Sgr potrebbe essere presa come modello di cosa non funziona. C’ è la grande banca (Intesa), il fondo privato con un socio pubblico come il Cnr (Quantica), la piccola realtà napoletana che in teoria dovrebbe avere il contatto maggiore con il territorio (Vertis) e anche una strana creatura come Vegagest che non aveva nessuna esperienza nel settore e che doveva operare grazie a un accordo mai ufficializzato con Gianni Lettieri, l’imprenditore sconfitto a Napoli dal sindaco De Magistris. Nessuno ha creato imprenditorialità e lavoro nonostante i soldi pubblici. Per ricordarla tutta a fare pressione per mettere le mani sulla ricca torta del fondo per il Sud, nel 2009, c’era anche la Sgr Cape Natixis guidata allora da Simone Cimino, il finanziere che voleva acquistare Termini Imerese finito nel frattempo nei guai con la giustizia. I conti: partiamo da Quantica che con 31,55 milioni pubblici e altrettanti privati (il bando prevedeva il raddoppio della somma vinta) aveva portato a casa la fetta più grande. Il fondo partecipato dal Cnr con il 36% ha già deliberato tre investimenti da circa un milione l’ uno per tre società: X2tv, CrowdEngeneering e CityNews. E si è preso impegni (cioè investe se le società raggiungono milestone di fatturato o di tecnologie) di almeno altri 2-4 milioni. Risultato: 6-7, considerando anche gli assegni futuri, su 63. La Sgr di Intesa guidata da Davide Turco: ufficialmente c’ è una sola operazione conclusa ma altre 3 starebbero attendendo il via libera dell’ Antitrust per un impegno totale tra i 6-7 milioni sui 25 totali. Vertis, Sgr di Amedeo Giurazza che si è mossa anche insieme alla TTVenture di Giuseppe Campanella, ha investito 2,8 milioni in 4 società mentre di una quinta operazione non si conosce la cifra. Fosse anche il massimo allocabile per legge (2,5 milioni, ma è difficile) saremmo sui 5 milioni su 25. Vegagest, infine: 40 milioni. Zero operazioni annunciate. Tutto ciò che non sarà dato entro il giugno 2013 tornerà indietro. E considerando gli importi individuali massimi e le regole di ingaggio la missione Fondo per il Sud sembra impossibile: le 4 società dovrebbero trovare tra le 50 e le 60 start up in volata. Pubblico e privato bocciati. A cura di Massimo Sideri.</p>
<p>VEDI ANCHE LINK CORRELATI DE IL PARLAMENTARE.IT</p>
<p><a href="https://ilparlamentare.it/2011/05/gestione-fondi-societa-sgr-pesanti-lamentele/">https://ilparlamentare.it/2011/05/gestione-fondi-societa-sgr-pesanti-lamentele/</a></p>
<p><a href="https://ilparlamentare.it/2011/02/new-allarme-innovazione-groupon-la-start-up-che-ha-detto-di-no-ai-6-miliardi-di-google/">https://ilparlamentare.it/2011/02/new-allarme-innovazione-groupon-la-start-up-che-ha-detto-di-no-ai-6-miliardi-di-google/</a></p>
<p><a href="https://ilparlamentare.it/2011/02/il-nostro-made-in-italy-nelle-tasche-delle-multinazionali-estere/">https://ilparlamentare.it/2011/02/il-nostro-made-in-italy-nelle-tasche-delle-multinazionali-estere/</a></p>
<p>Per meglio comprendere la natura di questo lassismo delle società SGR leggi anche</p>
<p><a href="http://www.ultimenotizie.tv/notizie-politiche/senza-calabria-e-campania-litalia-al-primo-posto.html" target="_blank">SENZA CALABRIA E CAMPANIA ITALIA AL PRIMO POSTO</a></p>
<p>di questo articolo ti suggeriamo di prendere visione anche del commento che riteniamo equilibrato e veritiero.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilparlamentare.it/2012/03/fondi-societa-sgr-per-il-sud-appello-per-il-ministro-francesco-profumo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Cibo Sano&#8221;, nuove economie e Lavoro: i giovani sono i veri Ministri italiani</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2012/01/cibo-sano-nuove-economie-e-lavoro-i-giovani-sono-i-veri-ministri-italiani/</link>
					<comments>https://ilparlamentare.it/2012/01/cibo-sano-nuove-economie-e-lavoro-i-giovani-sono-i-veri-ministri-italiani/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 14:05:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[cibo sano]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[Dieta Mediterranea]]></category>
		<category><![CDATA[E-commerce]]></category>
		<category><![CDATA[E-shop dieta mediterranea]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Governo Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[mediterranean diet]]></category>
		<category><![CDATA[politica italiana]]></category>
		<category><![CDATA[progetti IT]]></category>
		<category><![CDATA[Silvia lanzafame]]></category>
		<category><![CDATA[Società SGR]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilparlamentare.it/?p=3721</guid>

					<description><![CDATA[I giovani hanno capito che la politica italiana non riuscirà, almeno per il momento, a produrre nulla di nuovo che possa difendere il valore nazionale e, sul mercato, il valore complessivo del Brand Italia e del Made in Italy che rappresenta idealmente il futuro nel quale i giovani italiani dovrebbero collocarsi. La politica debole sta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_3728" aria-describedby="caption-attachment-3728" style="width: 495px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/2012/01/cibo-sano-nuove-economie-e-lavoro-i-giovani-sono-i-veri-ministri-italiani/silvia-lanzafame-amministratore-dieta_mediterranea-srl/" rel="attachment wp-att-3728"><img decoding="async" class="size-full wp-image-3728" title="Silvia-Lanzafame-Amministratore-Dieta_Mediterranea-srl" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Silvia-Lanzafame-Amministratore-Dieta_Mediterranea-srl.jpg" alt="" width="495" height="278" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Silvia-Lanzafame-Amministratore-Dieta_Mediterranea-srl.jpg 495w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Silvia-Lanzafame-Amministratore-Dieta_Mediterranea-srl-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Silvia-Lanzafame-Amministratore-Dieta_Mediterranea-srl-480x270.jpg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Silvia-Lanzafame-Amministratore-Dieta_Mediterranea-srl-469x263.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Silvia-Lanzafame-Amministratore-Dieta_Mediterranea-srl-160x90.jpg 160w" sizes="(max-width: 495px) 100vw, 495px" /></a><figcaption id="caption-attachment-3728" class="wp-caption-text">Silvia Lanzafame - 23 anni - Imprenditrice Amministratore di Dieta Mediterranea srl</figcaption></figure>
<p>I giovani hanno capito che la politica italiana non riuscirà, almeno per il momento, a produrre nulla di nuovo che possa difendere il valore nazionale e, sul mercato, il valore complessivo del <strong>Brand Italia e del Made in Italy</strong> che rappresenta idealmente il futuro nel quale i giovani italiani dovrebbero collocarsi. La politica debole sta indebolendo il valore complessivo dell&#8217;Italia e del suo mercato e così di tutti i prodotti Made in Italia che in esso si collocano per trovare mercato.</p>
<p>Un problema complesso che nessuno ancora ha saputo risolvere anche perché nella politica italiana mancano i riferimenti di persone formate per assolvere ad un compito così arduo. In modo particolare perché l&#8217;avvento delle <strong>nuove tecnologie e di Internet</strong> che le unisce in un cervello comune, hanno spiazziato tutto il mercato tradizionale e chi vince, dunque chi diventa ricco oggi in questo nuovo mercato, è chi è capace di <strong>&#8220;gestire la conoscenza&#8221;</strong> tramite la Rete.</p>
<p>Prova ne sono i sistemi che gestiscono conoscenza ed economia: i motori di ricerca come <strong>Google</strong> dai quali noi tutti oggi traiamo le informazioni necessarie per viaggiare, studiare, per saper dove curarci, per cibarci, etc. Questa si chiama &#8220;<em>gestione della conoscensa&#8221;</em> e cioè qualcuno gestisce e organizza, ma <em>per fini commerciali</em>, tutti i dati che sono ormai indispensabili per vivere i tempi moderni.</p>
<p><strong>L&#8217;Italia non è pronta per gestire lo scibile della sua conoscenza</strong> sia nel settore cultura che economico in generale e per questo lo fanno le multinazionali estere. Ciò è stato anche dovuto, oltre all&#8217;incapacità di numerosi politici, ai <strong>clamorosi &#8220;no&#8221;</strong> ricevuti da progetti <em>start up</em> italiani pronunciati dalla società SGR finanziate dal Governo per sostenere progetti IT , che come risultato hanno reso vulnerabilissima l&#8217;Italia costretta a percuotere i suoi cittadini per recuparare danaro senza sapere che potrebbe generarne a fiumi.</p>
<p>Oggi, ad esempio,  i settori turismo, agroalimentare, tessile, vinicolo, oleario e altri, vengono gestiti da una nuova forma di mercato che non appartiene all&#8217;Italia. Si chiama <strong><em>commercio elettronico</em></strong> (quello vero) e muove decine di miliardi di euro italiani che finiscono all&#8217;estero. Per fare un esempio è come dire che la manovra finanziaria Monti ci ha posti tutti su un canotto ove ci sentiamo in salvo ma questo canotto, lentamente e quotidianamente si sgonfia perché ha mille micro fori dai quali si perdono danari che non ritornano più. Uno per ogni settore strategico dell&#8217;economia nazionale.</p>
<p>In questo panorama un gruppo di giovani  italiani che oggi possiamo definire &#8220;generazioni digitali&#8221;  perchè pensano come le macchine che utilizzano, hanno dato vita ad una grande novità che noi sosteniamo per la sua effettiva originalità ed efficacia.</p>
<p><em>&#8220;Il <strong>Made in Italy</strong> &#8211; ha affermato <strong>Silvia Lanzafame</strong> &#8211; laureanda in Economia presso Unical (Università della Calabria), è il brand più imitato del mondo e, ad esempio nel settore Food, come dichiara Coldiretti, circa l&#8217;80% del fatturato mondiale che si avvale del nostro bran è frutto di imitazione e viene intascato da aziende e multinazionali estere. Per non parlare del mercato della rete che è quasi del tutto nelle mani delle multinazionali estere. Per questo motivo ho scelto di investire i miei studi e circa 14 ore al giorno di lavoro, a 23 anni, nella direzione di una riappropriazione responsabile del mercato del prodotto ITALIA a vantaggio dei produttori Italiani e non per ultimo, a vantaggio delle famiglie di tutto il mondo che potranno alimentarsi in modo sano con cibo autenticamente italiano.&#8221;</em></p>
<p>Silvia sa bene di non poter contare sull&#8217;interlocutore politico e, fuori dalle pareti universitarie ha saputo mettere insieme esperti in materia alimentare, una Fondazione cattolica esperta in comunicazione e relazioni, un gruppo di esperti di informatica e un gruppo di esperti in gestione della conoscenza dando vita ad un &#8220;Sistema&#8221;, in realtà paragonabile ad una vera &#8220;Manovra&#8221;, capace di blindare l&#8217;Economia italiana nel settore Food in modo da dare vita ad un luogo nel quale sarà possibile senza tema di smentita, acquistare il &#8220;Cibo Sano&#8221; 100% Italia.</p>
<p><em>&#8220;Nella nostra Rete</em> &#8211; afferma la giovane imprenditrice che intanto in controtendenza con la crisi ha aperto la sua società Dieta mediterranea srl &#8211; <em>non potrà accedere nessun prodotto che non sia veramente ITALIA, prodotto dai contadini e dai produttori italiani con il frutto delle terre italiane. Questo principio ci consentirà di potere affermare &#8220;qui potrete trovare il prodotto originale italiano&#8221;. Vinceremo, come stanno dimostrando i dati, perché siamo molto competenti e abbiamo imparato dalle multinazionali estere che nell&#8217;ultimo decennio hanno fatto man bassa di italianità. In Rete, tra alcuni anni, tutti sapranno che nella nostra rete si colooca l&#8217;autorevolezza del Made in Italy. E&#8217; facile immaginare le ricadute in termini di business&#8221;.</em></p>
<p>Il giro di affari cui si riferisce Silvia Lanzafame supera i 50 miliardi di Euro (circa due manovre del Governo Monti) e almeno 6.000 milioni di Euro fluttuano nel mondo alimentare, vinicolo e oleario ma vengono intascati da altri Paesi. In questa nicchia, quella del mondo Food questo gruppo di italiani hanno dichiarato guerra al cibo spazzatura, alle imitazioni portando dalla parte loro organizzazioni leader come Coldiretti e Campagna Amica. L&#8217;idea è stata quella di blindare il mercato del Cibo Sano tracciabile Made in Italy con una vera &#8220;Manovra&#8221; innovativa che sta riscuotendo un notevole successo in tutto il mondo.</p>
<p><em>&#8220;Per iniziare in modo concreto il cammino &#8211; ha aggiunto<strong> Silvia lanzafame</strong> &#8211; abbiamo istituito una serie di <span style="color: #0000ff;"><strong><a title="E-SHOP prodotti alimentari 100% ITALIA" href="http://www.dispensasimplymed.it" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">testate telematiche e di e-Shop</span></a></strong></span> che hanno lo scopo di dare vita ad una sorta di <strong>adunanza del prodotto Italia</strong> per poi spingerlo sul mercato e gestirne le sorti facendo convogliare il business nella direzione delle Aziende italiane. Per evitare di spingere in rete 1.000 nomi di altrettanti prodotti abbiamo coniato il Brand <span style="color: #0000ff;"><strong><a title="E-Shop prodotti Italiani della Dieta mediterranea" href="http://www.dispensasimplymed.it" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">Simply Med (semplicemente mediterraneo)</span></a></strong></span> anche perché intendiamo riappropriarci in modo responsabile del mercato relativo alla <span style="color: #0000ff;"><strong><a title="E-SHOP prodotti della Dieta Mediterranea 100% ITALIA" href="http://www.dietamediterraneasrl.it" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">Dieta Mediterranea</span></a></strong></span> nota per le sue qualità di dieta legata ad una alimentazione salutare e in particola modo legata alle 5 terre del Sud Italia. Per questo, appare ovvio, che a Cuba, ad esempio, così come in Cina o in Australia, non si può produrre cibo relativo alla Dieta mediterranea perchè essa è una pecualiarità legata alle terre italiane e alle tradizioni contadine del Sud&#8221;. </em></p>
<p>La nostra analisi di redazione ci porta a riflettere che, effettivamente, non esiste una piattaforma di bandiera nella quale possa riconoscersi il Made in Italy e il suo frazionamento (quello del prodotto Italia ndr) ha portato male. Dunque quuesti giovani sono una vera risorsa per l&#8217;Italia e per la sua futura economia.</p>
<p>Ora, IL PARLAMENTARE.IT si pone una domanda, anzi, la pone al Governo italiano: se una ragazza di 23 anni che pensa così volesse parlare con un politico intelligente, con chi dovrebbe relazionarsi?</p>
<p>bella domanda&#8230;.eh?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilparlamentare.it/2012/01/cibo-sano-nuove-economie-e-lavoro-i-giovani-sono-i-veri-ministri-italiani/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Corrado Passera Ministro&#8221;. Imprese e Giovani dicono: Sarà nostra condanna a morte</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2011/11/corrado-passera-ministro-imprese-e-giovani-dicono-sara-nostra-condanna-a-morte/</link>
					<comments>https://ilparlamentare.it/2011/11/corrado-passera-ministro-imprese-e-giovani-dicono-sara-nostra-condanna-a-morte/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 10:56:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Corrado Passera]]></category>
		<category><![CDATA[Corriere della Sera]]></category>
		<category><![CDATA[Presidenza del Consiglio dei Ministri]]></category>
		<category><![CDATA[San Paolo IMI]]></category>
		<category><![CDATA[Società SGR]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo Economico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilparlamentare.it/?p=3409</guid>

					<description><![CDATA[Corrado Passera è stato nominato Ministro allo Sviluppo Economico. &#8221; Possiamo solo sperare &#8211; dicono senza mezzi termini un gruppo di giovani imprenditori del Sud &#8211; che questa nomina a Ministro sia stata voluta da Mario Monti come una risposta tecnica a coloro i quali, con tecnicismo, stanno facendo fuori l&#8217;Italia in ambiente di alta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_3410" aria-describedby="caption-attachment-3410" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/2011/11/corrado-passera-ministro-imprese-e-giovani-dicono-sara-nostra-condanna-a-morte/corrado_passera/" rel="attachment wp-att-3410"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-3410" title="corrado_passera" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/corrado_passera.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/corrado_passera.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/corrado_passera-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/corrado_passera-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-3410" class="wp-caption-text">Corrado Passera su IL PARLAMENTARE.IT</figcaption></figure>
<p><strong>Corrado Passera</strong> è stato nominato <strong>Ministro allo Sviluppo Economico</strong>.<br />
&#8221; Possiamo solo sperare &#8211; dicono senza mezzi termini un gruppo di giovani imprenditori del Sud &#8211; che questa nomina a Ministro sia stata voluta da Mario Monti come una risposta tecnica a coloro i quali, con tecnicismo, stanno facendo fuori l&#8217;Italia in ambiente di alta finanza internazionale. <em>Se così non fosse, </em><em>sarebbe come nominare Ministro della Giustizia l&#8217;esecutore delle pene di morte&#8221;.</em></p>
<p>LA REALTA&#8217; : POLITICA FUORI BANCHE DENTRO<br />
Premettiamo che sarebbe come nascondere un elefante dietro una farfalla continuare a dire che la Politica e i Partiti sono stati indispensabili in questo momento poiché i segni sono chiari e indicano che <strong>Mario Monti</strong> ha dovuto fare completamente piazza pulita di rappresentanti della stessa classe politice ittaliana che, evidentemente, non avrebbe prodotto il benchè minimo surplus di valore. Testimonianza palese è la posizione di Gianni Letta e Giuliano Amato che non compaiono, al momento, nella lista dei nuovi ministri.</p>
<p>IL CONTROSENSO: LE BANCHE ALLA GUIDA DELLO SVILUPPO ECONOMICO DELL&#8217;ITALIA<br />
Cosa significa in linguaggio non politichese tutto questo? Evidentemente Monti sta cercando di mettere insieme un sistema che dia l&#8217;impressione di essere fortemente competente e credibile nella materia finanziaria ed economica allo scopo di dare all&#8217;esterno una immagine prestigiosa e di livello capace di riscattare le sorti economiche dell&#8217;Italia. Ma basterà? <em>&#8220;Assolutamente no&#8221;</em> &#8211; dicono i giovani imprenditori che negli ultimi anni hanno subito la stretta creditizia attuata dalle banche. <em>&#8220;Per stretta creditizia intendiamo &#8211; </em>chiariscono le giovani imprese italiane<em> &#8211; l&#8217;aumento ingiustificato dei tassi d&#8217;interesse passivi, di spese per operazioni bancarie che si rendono sempre più frequenti proprio per l&#8217;evoluzione del sistema finanziario e per la gestione della tesoreria aziendale, di riduzioni di affidamenti in nome di <strong>&#8220;Basilea 2&#8221;</strong> &#8211; oggi &#8211; <strong>&#8220;Basilea 3&#8221;. </strong>Ma la vera realtà &#8211; </em>continuano i giovani imprenditori &#8211; <em>è che le Aziende stanno subendo la mancata patrimonializzazione delle Banche  che non hanno il danaro necessario da accantonare  per affidare le stesse Aziende&#8221;.</em></p>
<p>Ma parliamo più specificatamente nel dettaglio della competenza mostrata dal <strong>Gruppo Intesa San Paolo</strong> al quale appartiene <strong>Corrado Passera</strong>. E&#8217; proprio di queste ore l&#8217;articolo del Corriere della Sera a cura di Massimo Sideri grazie al quale il lamento delle Aziende del Sud stanno ricevendo un trattamento che non si potrà certo imputare alla peggiore politica italiana ma solo ed esclusivamente alle Società SGR tra cui quella del <strong>Gruppo Intesa San Paolo.</strong></p>
<p>&#8220;<em>E&#8217; lecito chiedere al Presidente della Repubblica Italiana e a Mario Monti</em> &#8211; affermano le giovani imprese &#8211; <em>come sia possibile affidare lo <strong>Sviluppo Economico del nostro Paese e in particolare modo del Mezzogiorno</strong> a Corrado Passera che guida un gruppo che non è stato capace di spendere i <strong>fondi SGR </strong>che con il loro<strong> 50%</strong> fondo perduto sono, tra l&#8217;altro, per metà dei contribuenti</em> (tramite <strong>Presidenza del Consiglio dei Ministri</strong> ndr). <em>Proprio i Fondi SGR che servono per finanziare progetti innovativi capaci di sviluppare nuove economie nel Mezzogiorno d&#8217;Italia creando nuovi posti di lavoro&#8221;. Approfondisci su <span style="color: #0000ff;"><a href="https://ilparlamentare.it/2011/11/renato-brunetta-e-le-societa-sgr-ecco-i-fondi-non-spesi-nel-sud-2-0/"><span style="color: #0000ff;">https://ilparlamentare.it/2011/11/renato-brunetta-e-le-societa-sgr-ecco-i-fondi-non-spesi-nel-sud-2-0/</span></a></span></em></p>
<p>Effettivamente sorge spontaneo chiedersi come sia possibile affidare proprio lo Sviluppo Economico all&#8217;Amministratore delegato di un Gruppo bancario che, come tutto il sistema finanziario, in questo momento, sta speculando sull&#8217;acquisto dei nostri Titoli di Stato. Se da una parte vanno ringraziati tutti coloro i quali stanno acquistando il nostro debito pubblico, dall&#8217;altra &#8211; speriamo &#8211; che quanto ricavato dalle stesse banche da tassi di interessi così alti, venga investito a sostegno del mondo imprenditoriale che da lavoro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilparlamentare.it/2011/11/corrado-passera-ministro-imprese-e-giovani-dicono-sara-nostra-condanna-a-morte/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Renato Brunetta e Società SGR: ecco i fondi NON spesi nel SUD 2.0</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2011/11/renato-brunetta-e-le-societa-sgr-ecco-i-fondi-non-spesi-nel-sud-2-0/</link>
					<comments>https://ilparlamentare.it/2011/11/renato-brunetta-e-le-societa-sgr-ecco-i-fondi-non-spesi-nel-sud-2-0/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 15:15:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Amedeo Giurazza]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Gentile]]></category>
		<category><![CDATA[Atlante Venture Mezzogiorno]]></category>
		<category><![CDATA[ComunicareITALIA]]></category>
		<category><![CDATA[Corriere della Sera]]></category>
		<category><![CDATA[e Magistris]]></category>
		<category><![CDATA[il Parlamentare.it]]></category>
		<category><![CDATA[Intesa Sanpaolo]]></category>
		<category><![CDATA[Massimo Sideri.]]></category>
		<category><![CDATA[presidenza consiglio dei ministri]]></category>
		<category><![CDATA[Quantica]]></category>
		<category><![CDATA[Renato Brunetta]]></category>
		<category><![CDATA[Senatore Antonio gentile]]></category>
		<category><![CDATA[Società SGR]]></category>
		<category><![CDATA[TTVenture di Giuseppe Campanella]]></category>
		<category><![CDATA[Vegagest]]></category>
		<category><![CDATA[Vertis]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilparlamentare.it/?p=3197</guid>

					<description><![CDATA[Continuano i lamenti già più volte denunciati da ComunicareITALIA e IL PARLAMENATRE.IT nel maggio 2011 sulla gestione dei fondi pubblici assegnati a 4 società SGR . Le quattro società che si sono unite nella cattiva sorte al Ministro Renato Brunetta sono Vertis, Atlante (Intesa), Quantica, Vegagest. Oggi, però, c&#8217;è una novità per il Sud che ha [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_3199" aria-describedby="caption-attachment-3199" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a rel="attachment wp-att-3199" href="https://ilparlamentare.it/2011/11/renato-brunetta-e-le-societa-sgr-ecco-i-fondi-non-spesi-nel-sud-2-0/renato_brunetta/"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-3199" title="Renato_Brunetta" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Renato_Brunetta.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Renato_Brunetta.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Renato_Brunetta-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Renato_Brunetta-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-3199" class="wp-caption-text">Renato Brunetta e le Società SGR</figcaption></figure>
<p><strong>Continuano i lamenti </strong>già più volte denunciati da ComunicareITALIA e IL PARLAMENATRE.IT nel maggio 2011 sulla gestione dei fondi pubblici assegnati a <strong>4 società SGR</strong> .<br />
Le quattro società che si sono unite nella cattiva sorte al <strong>Ministro Renato Brunetta sono Vertis, Atlante (Intesa), Quantica, Vegagest.<br />
</strong>Oggi, però, c&#8217;è una novità per il Sud che ha tra le sue forze il<strong> Sottosegretario all&#8217;Economia con delega al Sud Antonio Gentile </strong>che potrebbe, per esempio, chiedere lumi a<strong> Renato Brunetta </strong>a difesa delle Aziende 2.0 del SUD.<strong><br />
</strong>Queste società, in pratica, gestiscono <strong>153,1 </strong>milioni di Euro di cui <strong>76,5 milioni di Euro pubblici,</strong> per investirne altrettanti su progetti nel settore Innovazione a <strong>vantaggio del Sud</strong>. Anzi, di progetti innovativi che nel Sud sono destinati a generare economia. Queste società, dopo avere individuato i progetti diventano &#8220;socie&#8221; dei progetti stessi per una determinata percentuale e poi, al momento dell&#8217;uscita, vendono la loro parte di società al fine di ottenerne una remunerazione superiore all&#8217;investimento della loro percentuale del 50%. La prima anomalia è, però, che tale percentuale richiesta dalle società SGR è doppia poichè la metà del fondo è di natura pubblica. Ma magari fosse solo questo!</p>
<p><strong>Vertis, Atlante (Intesa), Quantica, Vegagest</strong> sono finite anche sulle autorevoli pagine del Corriere della Sera e ciò significa che, evidentemente, il loro comportamento anomalo già denunciato pubblicamente più volte, prima o poi, dalle scrivanie delle redazioni giornalistiche potrebbe finire sulla scrivania, ancora più determinata a conoscere la verità, della magistratura competente. <em>&#8220;Sarebbe ora&#8230;!&#8221;,</em> dicono i giovani ricercatori del settore IT sconcertati dalle metodologie adottate per la valutazione dei loro progetti.<br />
Tra l&#8217;altro, diciamolo, siamo tutti stati trascinati in una crisi finanziaria che non è estranea a questo modello di gestione dei fondi pubblici e l&#8217;Italia non può permettersi di non finalizzare i fondi dei contribuenti su progetti 2.0 che sono proprio quelli che potrebbero far nascere e decollare nuove economie.<br />
E&#8217; impensabile, tra l&#8217;altro, che la <strong>Presidenza del Consiglio dei Ministri</strong>, in quanto tale, possa condividere o essere in accordo con tutto quanto si sta denunciando pubblicamente con nomi e cognomi sull&#8217;affare SGR.</p>
<p>Intanto se la redazione de <a title="Informazione di Politica e Costume in Italia" href="https://ilparlamentare.it/" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">IL PARLAMENTARE.IT</span></a> e di <a title="Brand Italia e Made in Italy in Rete" href="http://www.comunicareitalia.it/" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">ComunicareITALIA.IT </span></a>avevano già palesato il meccanismo involutivo e folle di coloro che in queste società fungono da valutatori, oggi <strong>Massimo Sideri del Corriere della Sera</strong>, dati alla mano, ci aiuta a capirne le gravi contraddizioni.<br />
Per questo, vi suggeriamo vivamente di leggere il dettagliato articolo di Sideri <strong>&#8220;Corriere della Sera nella pagina 35 di giorno 8 Novemvre 2011&#8221;</strong> che titola <a title="Corriere della Sera - articolo di Massimo Sideri" href="http://archiviostorico.corriere.it/2011/novembre/08/Sud_Fondo_che_non_spende_co_9_111108022.shtml" target="_blank">&#8220;SUD, IL FONDO CHE NON SPENDE &#8211; Inutilizzati in larga parte gli oltre 76,5 milioni del Ministro Brunetta&#8221;</a>.<br />
Capirete che Renato Brunetta ha sottovalutato la questione delle Società SGR, i progetti innovativi del SUD, e le opportunità per i &#8220;Cervelli&#8221; meridionali che oggi saranno testimoni del fallimento della politica dello stesso Brunetta e delle Istituzioni italiane che hanno retto questo sistema.</p>
<p>In sintesi e per evitare distorsioni di qualsiasi sorta diciamo subito che al <strong>Ministro Brunetta</strong> sono state più volte denunciate per iscritto gravissime anomalie, ma nessuna risposta è mai stata fornita ne&#8217; dallo stesso Brunetta, ne&#8217; dalla sua segreteria. Tali anomalie rendono possibile credere che le società SGR, che gestiscono i fondi dei progetti innovativi (2.0, ndr) del Sud, non abbiano assolutamente le capacità tecnico scientifiche adeguate per valutare a chi attribuire i fondi che, si ripete, per il 50% , sono dei contribuenti italiani. Perchè? perché lo dicono loro per mezzo di un loro valutatore che scrive nero su bianco di non essere in grado e di non avere gli strumenti per valutare. <em>Ma allora &#8211; sarebbe lecito chiedere a questo valutatore del quale gelosamente conserviamo la lettera nella quale scrive ciò &#8211; che ci stai a fare? e quanto ti pagano? e quanti rimborsi chiedi allo Stato per andare a valutare i progetti ai quali rispondi di non avere gli strumenti per valutare? </em></p>
<p>Ma la cosa che oggi preoccupa ancor di più il redattore a fronte dell&#8217;attuale situazione finanziaria è che il <strong>Ministro Renato Brunetta</strong> non risponde e non interviene. Certo è che, così facendo, pare scontato che, trattandosi di danaro pubblico, questo silenzio potrebbe essere assimilato ad una omissione di atti d&#8217;ufficio.</p>
<p>L&#8217;ARTICOLO DEL CORRIERE DELLA SERA A CURA DI MASSIMO SIDERI<br />
<strong><span style="color: #800000;">Venture capital 2.0 Quattro le società che avevano vinto la gara: Vertis, Atlante (Intesa), Quantica e Vegagest<br />
</span></strong><span style="text-decoration: underline;"><strong>Sud, il Fondo che non spende<br />
</strong></span><span style="text-decoration: underline;"><strong>Inutilizzati in larga parte gli oltre 76,5 milioni del ministro Brunetta Usato il 12-13% Dopo due anni e mezzo usato solo il 12-13% E tra un anno e mezzo i fondi verranno ritirati</strong></span></p>
<p>MILANO &#8211; Sud, il fondo che c&#8217; è ma non spende. Sono 153,1 i milioni di euro, 76,5 pubblici e l&#8217; altra metà privati, già pronti per progetti imprenditoriali 2.0 ma in larga parte dimenticati a fare la polvere: secondo la ricostruzione fatta dal Corriere e stando larghi di manica solo 19 sarebbero i milioni allocati fino ad oggi. Il 12-13% del totale. Per il varo nel 2009 il Fondo digitale per il Sud era stato acclamato dal ministro Renato Brunetta come una svolta nel veicolare innovazione e finanziamenti al Sud. Nella sostanza erano stati «commissariati» i fondi europei: non siete in grado di utilizzarli? Bene, il governo aveva trovato la quadra affidandoli a venture capitalist di professione: Vertis, Quantica, Vegagest. Addirittura a una grande banca come Intesa Sanpaolo, attraverso Atlante Venture Mezzogiorno. Ma a due anni e mezzo dalla partenza &#8211; con l&#8217; aggravante che ora la crisi spaventa, la disoccupazione giovanile nel Mezzogiorno cresce e il credit crunch nei confronti delle aziende si diffonde a macchia d&#8217; olio &#8211; i professionisti stanno sostanzialmente fallendo. Se non verranno utilizzati entro un anno e mezzo per aiutare delle start up andranno persi nella peggiore tradizione dei finanziamenti europei di cui siamo campioni al rovescio. E le premesse non sono buone. Il fondo fu varato dopo una gestazione soffertissima che lo stava quasi portando alla morte prematura in culla: le risorse erano state individuate con la Finanziaria 2005. La gara era partita nel luglio del 2007 e in mezzo erano passati diversi ministri, dall&#8217; idea iniziale di Lucio Stanca a Brunetta che lo aveva dovuto difendere con le unghie dal collega «accentratore» Giulio Tremonti. Sembra surreale: ci sono i soldi già assegnati, ci sono i fondi di venture capital, ci sono anche le start up visto che la maggior parte delle idee d&#8217; impresa 2.0, alcune che hanno anche raggiunto il successo internazionale, vengono presentate da ragazzi del Sud. Ciò nonostante i soldi sono spiaggiati e in lenta agonia. A sua modo, ognuna delle Sgr potrebbe essere presa come modello di cosa non funziona. C&#8217; è la grande banca (Intesa), il fondo privato con un socio pubblico come il Cnr (Quantica), la piccola realtà napoletana che in teoria dovrebbe avere il contatto maggiore con il territorio (Vertis) e anche una strana creatura come Vegagest che non aveva nessuna esperienza nel settore e che doveva operare grazie a un accordo mai ufficializzato con Gianni Lettieri, l&#8217; imprenditore sconfitto a Napoli dal sindaco De Magistris. Nessuno ha creato imprenditorialità e lavoro nonostante i soldi pubblici. Per ricordarla tutta a fare pressione per mettere le mani sulla ricca torta del fondo per il Sud, nel 2009, c&#8217; era anche la Sgr Cape Natixis guidata allora da Simone Cimino, il finanziere che voleva acquistare Termini Imerese finito nel frattempo nei guai con la giustizia. I conti: partiamo da Quantica che con 31,55 milioni pubblici e altrettanti privati (il bando prevedeva il raddoppio della somma vinta) aveva portato a casa la fetta più grande. Il fondo partecipato dal Cnr con il 36% ha già deliberato tre investimenti da circa un milione l&#8217; uno per tre società: X2tv, CrowdEngeneering e CityNews. E si è preso impegni (cioè investe se le società raggiungono milestone di fatturato o di tecnologie) di almeno altri 2-4 milioni. Risultato: 6-7, considerando anche gli assegni futuri, su 63. La Sgr di Intesa guidata da Davide Turco: ufficialmente c&#8217; è una sola operazione conclusa ma altre 3 starebbero attendendo il via libera dell&#8217; Antitrust per un impegno totale tra i 6-7 milioni sui 25 totali. Vertis, Sgr di Amedeo Giurazza che si è mossa anche insieme alla TTVenture di Giuseppe Campanella, ha investito 2,8 milioni in 4 società mentre di una quinta operazione non si conosce la cifra. Fosse anche il massimo allocabile per legge (2,5 milioni, ma è difficile) saremmo sui 5 milioni su 25. Vegagest, infine: 40 milioni. Zero operazioni annunciate. Tutto ciò che non sarà dato entro il giugno 2013 tornerà indietro. E considerando gli importi individuali massimi e le regole di ingaggio la missione Fondo per il Sud sembra impossibile: le 4 società dovrebbero trovare tra le 50 e le 60 start up in volata. Pubblico e privato bocciati. A cura di Massimo Sideri.</p>
<p>VEDI ANCHE LINK CORRELATI DE IL PARLAMENTARE.IT</p>
<p><a href="https://ilparlamentare.it/2011/05/gestione-fondi-societa-sgr-pesanti-lamentele/"><span style="color: #0000ff;">https://ilparlamentare.it/2011/05/gestione-fondi-societa-sgr-pesanti-lamentele/</span></a></p>
<p><a href="https://ilparlamentare.it/2011/02/new-allarme-innovazione-groupon-la-start-up-che-ha-detto-di-no-ai-6-miliardi-di-google/"><span style="color: #0000ff;">https://ilparlamentare.it/2011/02/new-allarme-innovazione-groupon-la-start-up-che-ha-detto-di-no-ai-6-miliardi-di-google/</span></a></p>
<p><a href="https://ilparlamentare.it/2011/02/il-nostro-made-in-italy-nelle-tasche-delle-multinazionali-estere/"><span style="color: #0000ff;">https://ilparlamentare.it/2011/02/il-nostro-made-in-italy-nelle-tasche-delle-multinazionali-estere/</span></a></p>
<p>Per meglio comprendere la natura di questo lassismo delle società SGR leggi anche</p>
<p><a href="http://www.ultimenotizie.tv/notizie-politiche/senza-calabria-e-campania-litalia-al-primo-posto.html" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">SENZA CALABRIA E CAMPANIA ITALIA AL PRIMO POSTO</span></a></p>
<p>di questo articolo ti suggeriamo di prendere visione anche del commento che riteniamo equilibrato e veritiero.</p>
<p>a cura di R. Scriptor</p>
<p><span style="color: #000000;"><br />
</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilparlamentare.it/2011/11/renato-brunetta-e-le-societa-sgr-ecco-i-fondi-non-spesi-nel-sud-2-0/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>1</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Bankitalia come Santa Sede: allarme e preoccupazione per giovani e famiglie</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2011/10/bankitalia-come-santa-sede-allarme-e-preoccupazione-per-giovani-e-famiglie/</link>
					<comments>https://ilparlamentare.it/2011/10/bankitalia-come-santa-sede-allarme-e-preoccupazione-per-giovani-e-famiglie/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Oct 2011 17:44:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Benedetto XVI]]></category>
		<category><![CDATA[Etica]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani del Sud]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Draghi]]></category>
		<category><![CDATA[Società SGR]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilparlamentare.it/?p=2864</guid>

					<description><![CDATA[Dopo soli tre giorni dalla lettera nella quale il Santo Padre ha mostrato tutta la sua preoccupazione per i giovani e in modo speciale per quelli del Sud Italia, anche Mario Draghi si dice preoccupato per la situazione la Dopo soli tre giorni dalla lettera nella quale il Santo Padre ha mostrato tutta la sua preoccupazione per i giovani [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_2865" aria-describedby="caption-attachment-2865" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a rel="attachment wp-att-2865" href="https://ilparlamentare.it/2011/10/bankitalia-come-santa-sede-allarme-e-preoccupazione-per-giovani-e-famiglie/mario_draghi_il_parlamentar/"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-2865" title="Mario_Draghi_il_Parlamentare" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Mario_Draghi_il_Parlamentar.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Mario_Draghi_il_Parlamentar.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Mario_Draghi_il_Parlamentar-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Mario_Draghi_il_Parlamentar-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-2865" class="wp-caption-text">Mario Draghi su IL PARLAMENTARE.IT</figcaption></figure>
<p>Dopo soli tre giorni dalla lettera nella quale il <strong>Santo Padre</strong> ha mostrato tutta la sua preoccupazione per i giovani e in modo speciale per quelli del Sud Italia, anche <strong>Mario Draghi</strong> si dice preoccupato per la situazione la</p>
<p>Dopo soli tre giorni dalla lettera nella quale il <strong>Santo Padre</strong> ha mostrato tutta la sua preoccupazione per i giovani e in modo speciale per quelli del Sud Italia, anche <strong>Mario Draghi</strong> si dice preoccupato per la situazione la crescita economica che &#8211; afferma il Governatore &#8211; non può fare a meno dei giovani cos&#8217;ì come i giovani della crescita. <strong>Mario Draghi indica la &#8221;priorità assoluta&#8221;: uscire dalla stagnazione con misure strutturali.</strong></p>
<p>Allo stesso tempo <strong>Benedetto XVI</strong> afferma che nel Sud dell&#8217;Italia i giovani potranno sopportare la crisi solo se investiranno sui valori della Famiglia, dell&#8217;appropriazione responsabile della loro cultura e delle tradizioni che nel Sud hanno sempre richiamato nei secoli una vita cristiana sana.</p>
<p>Sono questi i valori che se coltivati porteranno ad una nuova stagione del Sud dell&#8217;Italia. Alla luce di queste allarmanti considerazioni appare chiaro il totale fallimento della classe politica dell&#8217;ultimo quindicennio che, nel suo consuntivo, ha dimostrato con i fatti di <strong>non avere saputo imporre una politica d&#8217;investimento</strong> sulle sane risorse costituite dalle capacità che ai giovani italiani la classe politica non ha mai riconosciuto.<br />
L&#8217;Italia è governata oggi da una classe politica che si rapporta con i giovani delle attuali generazioni come se fossero quelli di 50 anni addietro, noncuranti, anzi, ignorando del tutto, che le generazioni digitali costituiscono, sul piano dell&#8217;Intelligenza, uno scacco matto all&#8217;ignoranza del politico che ha speso sino ad oggi una quantità di danaro pubblico, senza &#8220;amministralo&#8221;.<br />
L&#8217;era digitale ha rivoluzionato tutto: crescita, strumenti di studio, di lavoro e l&#8217;economia.<br />
Proprio nel settore delle nuove economie, è un dispiacere doverlo ammettere, anche gli attuali ministeri hanno affossato del tutto non solo l&#8217;economia di oggi ma anche quella di domani che, per colpa della loro assoluta inadeguatezza, sarà subalterna per anni ai potenti e rodati sistemi delle multinazionalidi cui avrebbero potuto disporre i giovani per tentare una risalita.</p>
<p>Un breve cenno ai Ministeri del Turismo e delle Innovazioni tecnologiche dunque ai Ministri Brambilla e Brunetta. La prima, Vittoria Michela Brambilla, proprio parlando di Sud, da Reggio Calabria ha annunciato una cascata di milioni di Euro da destinare alla promozione. Oggi, dopo due anni, nulla di quanto promesso è stato attuato a danno degli Operatori del Turismo. Dunque a cosa è servito un Ministro del genere? diciamo la verità: a Nulla. Anzi, forse a retribuire una ventina di rampolli della Milano bene che ruotano intorno al Ministro Brambilla. Ovviamente sorvoliamo la famosissima e triste storia della Piattaforma Turistica del Governo Italia.IT che, se avessero avuto il buon senso di affidarla ad un gruppo di giovani, le cose sarebbero andare diversamente e oggi, il Governo, poteva dire di avere fatto il bene del Paese.</p>
<p>Per quanto riguarda il Ministro Renato Brunetta è stata la sua apparizione di uomo stimato in ambito universitario, una rovina politica. Il settore più importante, quello dell&#8217;Innovation Tecnology, è oggi il cuore delle nuove del governo e della produzione di nuove economie. Anche in questo settore strategico per l&#8217;investimento sui giovani italiani si è registrato un totale fallimento. Non si parla delle più o meno riuscite semplificazioni delle certificazioni digitali, etc., ma della grande quantità di progetti che non sono stati attivati affatto. Pensiamo solo alle<strong>&#8221; Società SGR&#8221; che assorbono Fondi della Presidenza del Consiglio dei Ministri perché dovrebbero finanziare progetti innovativi e dunque per i giovani.</strong> Vorremmo conosce un solo progetto finanziato da queste Società che possa vantare un fatturato che fa concorrenza a Google o ad E-bay o ad Expedia. Al contrario questa redazione è a conoscenza di progetti validissimi di cui il Ministro Brunetta è stato informato e che non hanno neanche avuto due righe di risposta per dire &#8220;no grazie&#8221;. Dunque, il male c&#8217;è ed è grande.</p>
<p>Dunque uno strano e malefico tarlo si è insinuato nella politica che deve essere riformata dalle sue fondamenta stando attenti a che il termine ETICA non diventi il nuovo specchietto delle allodole per richiamare giovani da utilizzare nuovamente come bacino di voti.</p>
<p><strong>L&#8217;Italia &#8211; afferma Mario Draghi &#8211; cresce poco anche perché non punta sui giovani.</strong> E&#8217; la tesi su cui insiste il Governatore di Bankitalia: <strong>&#8220;La bassa crescita dell&#8217;Italia negli ultimi anni è anche riflesso delle sempre più scarse opportunità offerte alle giovani generazioni di contribuire allo sviluppo&#8221;.</strong></p>
<p>&#8220;Specialmente nel nostro paese le prospettive di reddito delle nuove generazioni sono più che mai incerte; il loro contributo alla crescita è frenato in vario modo dai nodi strutturali che strozzano la nostra economia&#8221;, ha osservato il Governatore di Bankitalia. Draghi avverte: &#8220;Si stanno sprecando risorse preziose; stiamo mettendo a repentaglio non solo il loro futuro ma quello del paese intero&#8221;.</p>
<p>Il Governatore dedica buona parte del suo intervento al Seminario dell&#8217;Intergruppo Parlamentare per la Sussidiarietà al legame stretto fra il ruolo dei giovani e la crescita, perché &#8220;la crescita economica non può fare a meno dei giovani né i giovani della crescita&#8221;.</p>
<p>&#8220;Uscire dalla stagnazione riavviando lo sviluppo con misure strutturali &#8211; ha proseguito &#8211; è oggi una priorità assoluta della politica economica nel nostro paese&#8221;. Secondo il numero uno di Via Nazionale, e prossimo presidente Bce, &#8220;occorre rimuovere una serie di vincoli e restrizioni alla concorrenza e all&#8217;attività economica, definire un più favorevole contesto istituzionale per l&#8217;attività delle imprese, promuovere una maggiore accumulazione di capitale fisico e di capitale umano&#8221;.</p>
<p>Draghi, quindi, entra nel merito delle riforme da mettere in campo. &#8220;E&#8217; necessario favorire i processi di riallocazione dei lavoratori tra imprese e settori per cogliere più prontamente le opportunità di crescita sui mercati globali; occorre ridurre il grado di segmentazione del mercato del lavoro, oggi diviso in settori protetti e non protetti, intervenendo sulla regolamentazione delle diverse tipologie contrattuali ed estendendo la copertura degli istituti assicurativi&#8221;, ha spiegato. Secondo il numero uno di Via Nazionale, poi, &#8220;è indispensabile proseguire nell&#8217;azione di riforma del settore dell&#8217;istruzione per incrementare lo stock di capitale umano, oggi inferiore in quantità e qualità rispetto ai paesi con cui competiamo sui mercati&#8221;.</p>
<p>Quindi la denuncia: &#8220;La condizione di povertà economica delle famiglie con figli si è aggravata&#8221;. &#8220;Tra il 2007 e il 2010 il reddito equivalente, ovvero corretto per tenere conto della diversa composizione familiare, sarebbe diminuito in media dell&#8217;1,5 per cento&#8221;, ha rimarcato. Il calo, secondo i dati di Bankitalia, sarebbe stato più forte, oltre il 3 per cento, tra i nuclei con capofamiglia di età compresa tra i 40 e i 64 anni, proprio per le minori entrate degli altri componenti. All&#8217;opposto, sarebbe aumentato il reddito dei nuclei con capofamiglia di 65 e più anni.</p>
<p>a cura di: <em>Scriptor</em></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilparlamentare.it/2011/10/bankitalia-come-santa-sede-allarme-e-preoccupazione-per-giovani-e-famiglie/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gestione Fondi Società SGR: pesanti lamentele</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2011/05/gestione-fondi-societa-sgr-pesanti-lamentele/</link>
					<comments>https://ilparlamentare.it/2011/05/gestione-fondi-societa-sgr-pesanti-lamentele/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 May 2011 19:09:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni De Caro IMI San Paolo]]></category>
		<category><![CDATA[IMI San Paolo]]></category>
		<category><![CDATA[Presidenza del Consiglio dei Ministri]]></category>
		<category><![CDATA[Società SGR]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilparlamentare.it/?p=1973</guid>

					<description><![CDATA[Il Governo italiano per mezzo della Presidenza del Consiglio dei Ministri finanzia al 50% (capitale di rischio) il Fondo per Progetti Innovativi in Ventur Capital che le Società SGR debbono individuare tra quelli meritevoli di sostegno. Ovviamente, sia da parte del Governo che delle Società SGR i soldi si devono investire in progetti che saranno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_2008" aria-describedby="caption-attachment-2008" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-2008" title="Società SGR" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/società-SGR.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/società-SGR.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/società-SGR-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/società-SGR-250x140.jpg 250w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/società-SGR-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /><figcaption id="caption-attachment-2008" class="wp-caption-text">Società SGR</figcaption></figure>
<p>Il Governo italiano per mezzo della <strong>Presidenza del Consiglio dei Ministri finanzia al 50%</strong> (capitale di rischio) il <strong>Fondo per Progetti Innovativi in Ventur Capital </strong>che le <strong>Società SGR </strong>debbono individuare tra quelli meritevoli di sostegno. Ovviamente, sia da parte del Governo che delle Società SGR i soldi si devono investire in progetti che saranno capaci di produrre, possibilmente, economie e lavoro. Altrimenti il danaro, come si dice, si butta. E con quello dello Stato, la seconda ipotesi sarebbe assolutamente folle da perseguire.<br />
Un pesante, ben motivato e circostanziato lamento giunge alla nostra Redazione dalla Fondazione italiana nota per essere la più attiva nel mondo dell&#8217;intelligenza connettiva. La riflessione degli esperti della &#8220;Paolo di Tarso&#8221; <strong>tratta di un problema serio perchè pone la sua attenzione sulla capacità e le competenze dei valutatori nominati dalla Società SGR </strong>ai quali tocca decidere del futuro dei progetti ad essi sottoposti, e dunque, del lavoro del domani nel settore Innovazione.<br />
Quando si parla di valutazioni progettuali nel settore innovazione e connettività, oggi, si dice tutto. I fondatori di Google, per esempio, avrebbero poturo incontrare un valutatore incapace e il tutto si sarebbe fermato li. Oggi, invece, il mondo è schiavo di Google e del suo potere nel settore della Gestione della Conoscenza, incluso il sistema finanziario italiano. Tanto, da poter diventare presto un problema di Sicurezza Nazionale poichè quest&#8217;ultima, la Sicurezza nazionale, dipende anche dal potere economico sul quale un Paese può contare.<br />
<strong>Alcuni valutatori posti in campo dalle Società SGR</strong>, effettivamente, potrebbero non essere preparati o informati al punto tale da individuare tra i progetti quelli che potrebbero sbocciare con certezza e produrre realmente economia, dunque degni di un potenziale investimento del Capitale di Rischio che il Governo Italiano investe. Questo il punto.<br />
La definizione stessa di &#8220;Capitale di Rischio&#8221; significa che il progetto potrebbe anche non andare bene. Ciò fa parte della logica dei progetti in genere. Ma non riuscire a scorgere tra le proprie mani un progetto che  potrebbe rappresentare la mecca del nuovo decennio nell&#8217;Italia della rete, atteso il fatto che esso è interprete dei dettami governativi in materia di Turismo, individuati come strategici, e tra l&#8217;eltro già funzionante, farebbe perdere ogni logica sia al senso che il &#8220;Capitale di Rischio&#8221; ha, sia all&#8217;esborso finanziario del Governo verso le Società SGR che, a questo punto, diventano detentrici di una sorta di monopolio valutativo che non è verificabile per motivi di riservatezza.</p>
<p>Una volta preso atto delle regioni della Fondazione &#8220;Paolo di Tarso&#8221; è logico porsi alcune domande:<br />
&#8211; chi è che controlla la qualità di questi progetti dall&#8217;interno degli uffici governativi? Si badi bene, &#8220;la qualità&#8221;.<br />
&#8211; quanti di questi progetti finanziati dalle Società SGR oggi sono fiorenti e hanno avuto successo?<br />
&#8211; quali sono i metodi di valutazione?<br />
&#8211; vi sono dei metodi di valutazione?<br />
Di certo il valutatore pare non abbia affatto gli &#8220;strumenti&#8221; per valutare &#8211; come candidamente ammette il valutatore della Società SGR di IMI San Paolo nella documentazioone a noi fornita. E se un valutatore di IMI San Paolo dichiara di non avere gli strumenti per valutare, lo stesso, come fa a dire si o no ad un progetto? A simpatia?</p>
<p>Dunque questi progetti cofinanziati dai danari dei contribuenti a quali logiche rispondono?<br />
Dalla lettera ben documentata e con numerose fonti ufficiali a sostegno giunta alla nostra Redazione bisogna dire che il rischio sollevato dalla Fondazione è elevatissimo. La &#8220;Paolo di Tarso&#8221; espone con molta chiarezza il confronto tra i suoi esperti nella materia dell&#8217;Intelligenza Connettiva e un valutatore della Società SGR IMI San Paolo che, nell&#8217;esporre le motivazioni della sua valutazione ha, effettivamente, detto una cavolata colossale, di livello epico. Come dire ad una bottiglia di acqua fresca nel deserto: &#8220;dubito che possa dissetare&#8221;.<br />
Poichè il problema del lavoro è serio e su questi argomenti non si può giocare, perchè di pane di parla e del futuro di molti giovani, chiederemo lumi ai vertici di IMI San Paolo e del Governo e presto pubblicheremo.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilparlamentare.it/2011/05/gestione-fondi-societa-sgr-pesanti-lamentele/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>NEW Italia on line &#8211; Fondi a Società SGR: si accendono i riflettori</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2011/03/fondi-a-societa-sgr-insieme-accendiamo-i-riflettori/</link>
					<comments>https://ilparlamentare.it/2011/03/fondi-a-societa-sgr-insieme-accendiamo-i-riflettori/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Mar 2011 13:18:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Annozero]]></category>
		<category><![CDATA[Beppe Grillo]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Fondi Chiusi Riservati]]></category>
		<category><![CDATA[Gestione fondi del Governo]]></category>
		<category><![CDATA[il Fatto Quotidiano]]></category>
		<category><![CDATA[Porta a Porta]]></category>
		<category><![CDATA[Report]]></category>
		<category><![CDATA[Società SGR]]></category>
		<category><![CDATA[Vieni via con me]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilparlamentare.it/?p=1216</guid>

					<description><![CDATA[La questione sollevata dalla Fondazione &#8220;Paolo di Tarso&#8221; diventa un caso mediatico e pare sia destinato a dimostrare nelle sedi competenti (e qui vi saranno prossime sorprese) quanto a volte progetti seri e innovativi che potrebbero procurare molto lavoro in un momento assai difficile per l&#8217;Italia, vengano fatti oggetto di valutazioni ultronee e poco o per niente professionali da [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-1325" title="Società SGR" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/euro-400x300.jpg" alt="" width="280" height="210" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/euro-400x300.jpg 280w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/euro-400x300-250x187.jpg 250w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/euro-400x300-161x120.jpg 161w" sizes="auto, (max-width: 280px) 100vw, 280px" />La questione sollevata dalla <strong>Fondazione &#8220;Paolo di Tarso&#8221;</strong> diventa un caso mediatico e pare sia destinato a dimostrare nelle sedi competenti (e qui vi saranno prossime sorprese) quanto a volte progetti seri e innovativi che potrebbero procurare molto lavoro in un momento assai difficile per l&#8217;Italia, vengano fatti oggetto di valutazioni ultronee e poco o per niente professionali da parte delle <strong>Società SGR</strong>.<br />
La &#8220;Paolo di Tarso&#8221; non si arrende e procede nella sua marcia verso l&#8217;accertamento di quanto già pubblicato in data 3 Febbraio 2011 e appresso riportato.<br />
Ma in questa battaglia &#8211; dice il Presidente della &#8220;Paolo di Tarso&#8221; &#8211; c&#8217;è una grande novità: <strong>faremo parlare i fatti</strong> perchè essi e solo essi possano essere ambasciatori di legittimità, delle capacità che oggi gli italiani sanno esprimere a volte più delle corazzate multizazionali estere e dell&#8217;incapacità di alcuni di sapere valutare il bene e il meglio, soprattutto quando, come nel caso dei Fondi della Presidenza del Consiglio dei Ministri alle Società SGR, i progetti rispecchiano e interpretano alla perfezione i dettami del Governo.<br />
Una battaglia che finendo in Procura impegnerà non poco la Magistratura competente in diverse sedi italiane, da Milano alla Sicilia.</p>
<p><strong>Intanto, con molto piacere, pubblichiamo a seguito del precendente articolo quelli che il presidente della Fondazione &#8220;Paolo di Tarso&#8221; chiama &#8220;qualche contenuto&#8221; a dimostrazione di quanto possa essere apprezzabile l&#8217;Italia digitalizzata e proposta da professionalità e gusto Made in Italy.</strong> Non è certo nostra intenzione confrontare questi contenuti con quelli sino ad ora resi disponibili, ad esempio, dal Ministero del Turismo ma riteniamo che quando <strong>Vittoria Michela Brambilla</strong> o il <strong>Ministro Renato Brunetta</strong> ne prenderanno atto&#8230;sicuramente dovranno rispondere a qualche domanda della nostra redazione.<br />
<strong>&#8220;E&#8217; giunto il momento di dire &#8220;basta&#8221; ad ogni diplomazia &#8211; ha affermato il Presidente Luana Gallo &#8211; per lasciare il passo ad una riappropriazione responsabile dei valori e del diritto egli italiani al lavoro e alla verità&#8221;.</strong></p>
<p>La Redazione de ILPARLAMENTARE.IT proporrà tutti ogni aggiornamento sulla vicenda legate alle Società SGR a seguire, come uno spazio Blog. Ciò perchè ogni notizia possa essere reperibile con chiarezza e con un semplice click.<br />
<strong> Articolo del 3 Febbario 2011 a cura della Redazione de IL PARLAMENTARE.IT<br />
</strong>Immaginiamo se &#8220;<strong>Report&#8221; </strong>di Milena Gabanelli, &#8220;<strong>Annozero&#8221;</strong> di Michele Santoro con Marco Travaglio, &#8220;<strong>Vieni via con me&#8221;</strong> di Fabio Fazio e Roberto Saviano, &#8220;<strong>Porta a Porta&#8221;</strong> di  Bruno Vespa, e il &#8220;<strong>il Fatto Quotidiano&#8221;</strong>,  la <strong>Blog Sfera di Beppe Grillo</strong>, il mondo del <strong>Social Network</strong> con <strong>Facebook</strong>, <strong>Twitter</strong>, <strong>Stumblers</strong>, e a catena tutti coloro i quali stanno prendendo coscienza che il giornalismo e in ogni caso la comunicazione è uno strumento di perfezionamento della Democrazia, si occupassero tutti insieme di puntare i riflettori sulle cose che si fanno al buio in Italia.<br />
E&#8217; un&#8217;idea che sta prendendo vita in queste ore grazie all&#8217;esperienza diretta vissuta da una nota Fondazione  italiana che sarà tra i testimoni di un sistema sul quale funzionamento si stanno sollevando molte ombre.<br />
La domanda di base è questa: se le direttive del Governo dicono chiaramente che vengono sostenuti i programmi innovativi capaci di creare opportunità di lavoro, come mai, al contrario, si sta inginocchiando il potenziale della geniale progettualità italiana, economia inclusa?<br />
La linea che da qualche ora ha preso vita è quella di rivolgere domande precise a coloro i quali muovono l&#8217;economia e la destinano dalle stanze dei ministeri.<br />
Si inizierà dai <strong>Fondi SGR</strong>, una &#8220;mecca&#8221;  finanziata 50% dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri che, evidentemente, spera che le SGR investano tali fondi in modo da giustificarne con i risultati ottenuti gli stessi investimenti.<br />
Le <strong>Società SGR gestiscono Fondi Chiusi Riservati</strong> <strong>specializzati nell&#8217;attività di private equity (later stage) e di venture capital.</strong> L’attività delle Società  SGR è rivolta unicamente all’investimento nel capitale di rischio delle piccole e medie imprese, a supporto del loro sviluppo, della loro aggregazione e riorganizzazione, con l’obiettivo di fornire costantemente all’imprenditore competenze specialistiche sui temi di consulenza strategica e finanziaria, affiancandolo nell’evoluzione della sua impresa.<br />
Nel rispetto della riservatezza e partendo da un&#8217;esperienza concreta che testimonierà la procedura adottata da una di queste società SGR, sarà interessante conoscere i risultati ottenuti dalle Aziende finanziate con tale sistema ; altrettanto interessante sarà comprendere come esse siano state trattate dalle Società SGR, se vi siano stati risultati concreti nel senso occupazionale e quale sia stato e sia il sistema di valutazione che le <strong>Società SGR</strong> hanno adottato per finanziarle. In merito agli strumenti di valutazione sarà anche importante fare luce sulle metodologie e sui parametri adottati poichè le metodologie di selezione debbono rappresentare un sistema etico anche a garanzia dei <strong>Fondi che il Governo Italiano, quindi anche i contribuenti</strong>, investono in questa direzione. Fondi che rappresentano una fetta importante di questo investimento pari, appunto, al 50%.<br />
&#8220;Non potete immaginare &#8211; dice qualcuno dalla redazione che ha aperto l&#8217;inchiesta &#8211; quante cose si possono fare al buio&#8221;. Forse questo il motivo per cui è necessario accendere i riflettori.</p>
<p style="text-align: justify; line-height: normal; font-variant: normal; font-style: normal; font-weight: normal;">A seguire <strong>una piccola partizione di contenuti</strong> proposti dalla Fondazione “Paolo di Tarso” che la stessa ha riunito in <a title="DigITALIA BANK" href="http://www.digitaliabank.it" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">“<strong>digITALIA BANK”: </strong>la Banca digitale dell’Immagine dedicata al<strong> </strong><strong>Grande</strong><strong> </strong></span></a><strong><a title="DigITALIA BANK" href="http://www.digitaliabank.it" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">Patrimonio Culturale,</span></a></strong><strong><a title="DigITALIA BANK" href="http://www.digitaliabank.it" target="_blank"><span style="color: #0000ff;"> Paesaggistico, Storico Artistico, Archeologico, Ambientale e del Sacro in ITALIA</span></a><span style="color: #0000ff;">.</span></strong><span style="text-decoration: underline;"><br />
</span><span style="font-weight: normal; text-decoration: underline;"> </span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Photogallery in formato ORBICOLARE<br />
Questi contenuti sono visualizzabili in Full Screen<br />
</strong><strong><br />
</strong><span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.paoloditarso.it/fotogallery/archivio-musicale-san-giovanni-laterano/" target="_blank"><strong>Archivio Musicale Papale Arcibasilica S. Giovanni Laterano Roma</strong></a><br />
<a href="http://www.paoloditarso.it/fotogallery/italy-is-a-masterpiece/" target="_blank"><strong>Italy is a Masterpiece</strong></a><br />
<a href="http://www.italiaexcelsa.com/italiapictures/italia/sicily_a_masterpiece/" target="_blank"><strong>La Sicilia che il mondo vorrebbe vedere</strong></a><br />
<a href="http://www.italiaexcelsa.com/fotografia2" target="_blank"><strong><span style="color: #0000ff;">Beni Culturali e Paesaggio in Italia full screen 16/9</span></strong></a></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3366ff;"><br />
</span><strong><br />
</strong></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilparlamentare.it/2011/03/fondi-a-societa-sgr-insieme-accendiamo-i-riflettori/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>5</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>NEW Allarme Innovazione: Groupon, la start up che ha detto di no ai 6 miliardi di Google.</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2011/02/new-allarme-innovazione-groupon-la-start-up-che-ha-detto-di-no-ai-6-miliardi-di-google/</link>
					<comments>https://ilparlamentare.it/2011/02/new-allarme-innovazione-groupon-la-start-up-che-ha-detto-di-no-ai-6-miliardi-di-google/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Feb 2011 21:16:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Gallo]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Groupon]]></category>
		<category><![CDATA[Presidenza del Consiglio dei Ministri]]></category>
		<category><![CDATA[Società SGR]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilparlamentare.it/?p=1361</guid>

					<description><![CDATA[NEW &#8211; I Fondi della Presidenza del Consiglio dei Ministri offerti a sostegno dei progetti innovativi delle Aziende italiane finanziate per il tramite delle Società SGR, potrebbero essere in gravissimo rischio. Tale danno avrebbe ricadute negative non solo nell&#8217;immediato sulle Aziende e sul lavoro italiano costrette a rivolgersi all&#8217;estero ma, complessivamente, sull&#8217;Economia e sulla Sicurezza [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #ff0000;"><strong><span style="color: #ff0000;"><a rel="attachment wp-att-1381" href="https://ilparlamentare.it/2011/02/23/new-allarme-innovazione-groupon-la-start-up-che-ha-detto-di-no-ai-6-miliardi-di-google/senza-titolo-1-4/"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-1381" title="Groupon" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Senza-titolo-18.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Senza-titolo-18.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Senza-titolo-18-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Senza-titolo-18-250x140.jpg 250w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Senza-titolo-18-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a>NEW</span></strong> &#8211; </span><strong>I Fondi della Presidenza del Consiglio dei Ministri offerti a sostegno dei progetti innovativi delle Aziende italiane finanziate per il tramite delle Società SGR, potrebbero essere in gravissimo rischio.</strong><br />
Tale danno avrebbe ricadute negative non solo nell&#8217;immediato sulle Aziende e sul lavoro italiano costrette a rivolgersi all&#8217;estero ma, complessivamente, <strong>sull&#8217;Economia e sulla Sicurezza Nazionale</strong>.<br />
La questione viene segnalata dagli esperti della Fondazione &#8220;Paolo di Tarso&#8221; incappati incidentalmente nella questione che ha generato l&#8217;analisi che oggi sta attraendo l&#8217;ascolto di Opinione Pubblica, Aziende e Istituzioni. Per definire con chiarezza e in modo molto semplificato la questione, perchè tutti possano intendere &#8211; affermano gli esperti d&#8217;intelligenza connettiva della Fondazione  &#8211; diamo spiegazione di cos&#8217;è un <strong>&#8220;bug&#8221;</strong> nel gergo connettivo. Questo esempio semplificato ci servirà per far comprendere meglio la più ampia questione.<br />
Un <strong>&#8220;Bug&#8221;</strong> è <strong>una &#8220;falla&#8221;</strong> che può <strong>rendere instabile un &#8220;sistema&#8221; che si ritiene perfetto</strong> (anche in buona fede) <strong>causandone l&#8217;arresto e in ogni caso il mal funzionamento</strong>; allo stesso tempo <strong>una &#8220;falla&#8221; in un sistema complesso, quale l&#8217;Economia di una Nazione, può essere usata da malintenzionati che accedono al sistema e lo gestiscono.</strong> Ora: rapportato alla realtà cui si riferisce la Fondazione, cos&#8217;è il &#8220;bug&#8221;? E&#8217; una &#8220;falla&#8221; che volontariamente o per ignoranza potrebbe deteriorare gravemente e anche in modo irreversibile, il sistema Economico italiano e della sua Sicurezza se, dall&#8217;Economia ad esempio, dipende anche la complessiva <strong>Sicurezza Nazionale.</strong><br />
Una falla può essere rappresentata tanto da una cattiva valutazione delle potenzialità di un progetto italiano quanto dall&#8217;eccessivo zelo di alcuni membri del Governo a favore di multinazionali estere o, ad esempio, di Google che potrebbe diventare il dispensatore straniero del lavoro e dei Beni Culturali italiani.<br />
<strong>Attenzione!</strong> A pronunciarsi sono gli esperti intorno ai quali si è animata con successo la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali nelle mura accademiche della Pontificia Università lateranense, ove ci si è posto l&#8217;interrogativo sul <strong>futuro della connettività e dell&#8217;Economia legata alla connettività.</strong> Sono le stesse persone che anticiparono, contro un mondo intero che avrebbe scommesso recentemente il contrario, che il colosso Google sarebbe stato battibile e superato. E così è stato da Facebook.<br />
<strong>A parere degli esperti della &#8220;Paolo di Tarso&#8221;  la Presidenza del Consiglio dei Ministri</strong> &#8211; <strong>evidentemente nel porre in essere una politica di sostegno del lavoro innovativo italiano, dunque in buona fede &#8211; avrebbe affidato fondi governativi a Società SGR con lo scopo, appunto, di incoraggiare progettualità innovativa e movimentare in tal senso, il futuro del lavoro. Queste ultime, delegando alla valutazione soggetti non sempre capaci, (i famosi &#8220;Bug&#8221; o &#8220;falle&#8221;), aprono ad uno scenario apocalittico poichè oggi, nella società in cui l&#8217;Economia reale si genera da progetti innovativi, il benessere finanziario della Nazione, da qui a un anno, potrebbe essere seriamente compromessa.<br />
</strong>Le Società SGR, secondo gli Esperti di Intelligenza Connettiva della Fondazione, si avvalgono di valutatori che non appartengono al mondo delle Innovazioni ma  a quello finanziario e dunque sono, evidentemente, assolutamente incapaci di valutare oggettivamente l&#8217;incidenza dei progetti e la loro ricaduta sull&#8217;Economia nazionale. Soprattutto nei casi di progetti la cui materia è la Gestione della Conoscenza da cui dipende già la sicurezza nazionale e internazionale e tutte le forme di Economia.<br />
E su questa ipotesi fanno immediatamente un esempio granitico quando affermano: la fortuna dei due giovani esperti che hanno fondato Google fu che all&#8217;inizio della loro esperienza furono immediatemnte compresi da un Professore esperto nella materia specifica. Se avessero sbagliato la valutazione iniziale non sarebbe nata Google che oggi è un colosso finanziario tra i più ricchi al mondo. Quindi l&#8217;equazione è semplice: <strong>progetto innovativo sta alla prima valutazione come questa sta all&#8217; esplosione finanziaria del progetto e alla sua affermazione sul mercato.<br />
</strong>Dunque<strong> la &#8220;valutazione&#8221; nel mondo innovativo è tutto</strong>.</p>
<p>Ora, mentre le Società SGR potrebbero valutare male i progetti geniali e innovativi delle Aziende Italiane che operano anche nel settore digitalizzazione dei Beni Culturali e sono riconosciute dalla stesso MiBAC, quest&#8217;ultimo ingaggia Google per concedere al motore di ricerca (?) la gestione on line dei maggiori Capitali Culturali Italiani da cui potrà dipendere la nuova economia dei lavoratori italiani. la domanda è: perchè? e perchè non affidare alle aziende italiane questo compito? E i diritti di sfruttamento di chi saranno? E poi.., perchè qualcuno o qualcosa all&#8217;interno dei Ministeri italiani sta sostenendo Google? Se si tratta di mera promozione ai Beni Culturali, mancano forse le opportunità di acquistare posizionamenti o elaborare una Piattaforma di Bandiera? Questo inspiegabile &#8220;Bug&#8221;, questa falla nella gestione dei Beni Culturali potrebbe diventare presto un flagello sopratutto se Google, domani, dovesse usare questo potere per acquisire royalty sul sistema alberghiero italiano e di tutti i servizi ad esso connessi come l&#8217; agroalimentare, il vinicolo, il tessile, ecc. Significherebbe che il dramma già conosciuto dal Sistema Turistico italiano si estenderebbe a tutti i settori della Finanza con un conseguente indebolimento dell&#8217;economia reale. Oggi è intenzione della Fondazione &#8220;Paolo di Tarso&#8221; chiedere con forza al Governo se è al corrente che la ricchezza della Nazione sta per essere ceduta e allo stesso tempo se c&#8217;è coscienza all&#8217;interno della Presidenza del Consiglio dei Ministri che, a causa di pessime valutazioni dei progetti innovativi da parte di qualche &#8220;esperto&#8221; delle Società SGR, le migliori intelligenze continueranno a migrare verso l&#8217;estero. Le Società SGR stanno facendo sorgere seri dubbi sulle professionalità che esse pongono in campo per la valutazione dei progetti delle Aziende italiane e il punto è che bisogna attivare un controllo poichè il 50% dei fondi gestiti da esse sono Governativi. Inoltre, nessuno può sapere cosa e come le Società SGR valutano. Dunque esse potrebbero procedere anche in modo illogico e in tal senso spendere danari dei contribuenti senza centrare obbiettivi innovativi capaci di produrre economia, e di  conseguenza tradendo sia la mission delle stesse società SGR che la fiducia accordata loro dallo Stato. Ovviamente, se le Società SGR fossero responsabili solo ed esclusivamente dei propri fondi nessuno potrebbe eccepire nulla, ma poichè, appunto, esse ricevono il 50% dei fondi dal Governo italiano, allora, è giusto interrogarsi seriamente su metodi di gestione e valutazione di chi, delle Società SGR, dice &#8220;si&#8221; o &#8220;no&#8221; alla geniale opera italiana che molte volte viene mortificata. Immaginiamo dunque quale catastrofico danno potrà subire l&#8217;Italia se non venisse attivato immediatamente un Organo istituzionale di Controllo dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il tempo è maturo perchè capita sempre più spesso di ascoltare il lamento di Aziende italiane magari titolari di un progetto capace di ribaltare l&#8217;economia di un settore a vantaggio del lavoro Italiano, che non sono comprese a causa dell&#8217; ignoranza.  Recentemente la Fondazione &#8220;Paolo di Tarso&#8221; ha denunciato pubblicamente uno di questi casi e appena pubblicato in rete, dopo sole 24 ore, sono saltate fuori altre realtà che facendo nomi e cognomi hanno testimoniato il lamento della Fondazione rivolto oggi alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.<br />
<strong>Oggi a dare in modo incontrovertibile ragione alle tesi degli specialisti di connettività della &#8220;Paolo di Tarso&#8221; è il Quotidiano &#8220;La Repubblica&#8221;.</strong> <br />
ATTENZIONE: mentre la Fondazione &#8220;Paolo di Tarso&#8221; invia al <strong>Ministro Renato Brunetta</strong> una nota in tal senso, <strong>Stefano Carli per &#8220;La Repubblica&#8221; mette a nudo uno degli aspetti più aggressivi di Google e allo stesso tempo la sua debolezza perchè descrive un &#8220;NO&#8221; clamoroso che dimostra, probabilmente, come gli americani sanno difendere il loro lavoro e le loro idee, a differenza di molti italiani. che, appunto, intendono svendere il Paese. </strong></p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>Che cos&#8217; è Groupon?</strong><br />
<strong>E</strong> </span><strong><span style="color: #ff0000;">perché Google ha offerto 6 miliardi di dollari per comprarla?<br />
E , soprattutto, perchè &#8220;Groupon&#8221; ha detto &#8220;NO&#8221; a Google?<br />
</span></strong>E ancora, <strong>perché il 41enne Eric Lefkofsky, che di Groupon ha la maggioranza, e il suo socio, il 29enne Andrew Mason, che di Groupon è l&#8217; inventore,</strong> <strong>hanno detto no al numero uno di Internet rinunciando a entrare al volo e dalla porta principale nel novero degli uomini più ricchi del pianeta?</strong> Qualcuno ha pensato che questa è la prova provata che siamo di fronte a una nuova bolla delle Internet company. Ma stavolta pare che non sia così. Anche perché Groupon, che fa affari online, è paradossalmente l&#8217; Internet company meno tecnologica che ci sia. Il suo punto di forza non è infatti qualche misteriosa formula matematica come quella alla base del motore di ricerca di Google, ma quanto di più tradizionale c&#8217; è: <strong>un&#8217; idea imprenditoriale</strong> e una forte, capillare e attiva rete di venditori. Ecco dunque cos&#8217; è Grupon e come funziona. Non prima di aver risposto all&#8217; ultima domanda: Kefkofsky e Mason (che tra l&#8217; altro non lavorano nella Silicon Valley, ma a Detroit) hanno detto no ai 6 miliardi di Google perché sono convinti che Groupon valga molto di più. Tutto inizia con i coupon: i tagliandi che offrono sconti su certi prodotti, in certi periodi e in certi esercizi. Da noi, nell&#8217; Europa continentale, sono una realtà di nicchia ma in Inghilterra e soprattutto negli Usa sono un fenomeno commerciale ben noto. La maggior parte dei giornali locali americani ha finora «campato» sulle inserzioni pubblicitarie dei coupon. In Usa l&#8217; anno scorso ne sono stati emessi 350 miliardi, con un valore medio di meno di un dollaro e mezzo, e hanno generato vendite per 3,5 miliardi di dollari. Mason ha semplicemente messo tutto questo online. Andrew Mason ha fondato più o meno tre anni fa un sito di social network, The Point. Serviva a raccogliere adesioni online su temi di tipo sociale: campagne politiche, richieste agli enti locali, petizioni di genitori sulle scuole. A margine una volta lanciò l&#8217; idea di creare una lista di persone pronte ad andare a mangiare in un ristorante che offrisse un consistente sconto. Non solo la cosa funzionò ma divenne presto la pagina più vista di The Point. Di qui a farne un business a parte il passo è stato breve. Quello spin off è Groupon, nasce nel novembre del 2008 e modifica l&#8217; idea iniziale: anziché raccogliere persone che vogliono un prodotto o un servizio e andare a cercare chi offre lo sconto migliore, fa il contrario. Si va dagli esercenti, li si convince ad offrire forti sconti, tra il 50 e il 90% a chi si presenta con il coupon di Groupon e si lancia l&#8217; offerta. Per gli utenti il vantaggio è evidente: lo sconto. Per Groupon pure: si prende il 50% del valore della vendita (sul valore scontato ovviamente). Per negozianti e esercenti è una forma di pubblicità che funziona. E funziona al punto che mentre all&#8217; inizio la formula Groupon era di una sola offerta al giorno, adesso ce ne sono diverse: la risposta degli utenti è straordinaria e concentrarla su una sola offerta è pericolosa perché il negoziante non avrebbe la forza di rispondere a tutti. Ultima notazione: Groupon lavora in ambito locale. Chi si iscrive al servizio deve indicare la sua mail e la sua città di residenza e riceverà offerte esclusivamente nella sua area. Le aree commerciali più adatte a questo tipo di business sono quelle del wellness (centri estetici, palestre), ristoranti, alberghi, cinema, teatri. Niente prodotti di largo consumo (per ora) niente catene di grande distribuzione (per ora): sono tutti esercizi commerciali locali. E questa è la forza di Groupon: ha trovato la formula magica (ma stranamente somigliante a quella dell&#8217; acqua calda) per fare quello che tutti stanno cercando di fare da un paio d&#8217; anni in qua: portare le microaziende su Internet. O meglio, trovare la chiave che apre il tesoro della piccola pubblicità locale online. Un obiettivo che anche Google sta perseguendo con impegno perché è una vera miniera: ogni singolo contratto può valere poco, ma sono migliaia e migliaia: è la teoria della coda lunga applicata alla pubblicità online. E&#8217; lo spot 2.0. Una pizzeria, una palestra trovano più difficile comprare parole per la pubblicità su Google, soprattutto perché il motore di ricerca di Page e Brin porta come platea l&#8217; universo mondo, mentre a loro interessano solo quelli che abitano in quella città. <strong>E&#8217; il trionfo del «locale».</strong> <strong>Ma un locale ricco. Anzi, straricco.</strong> Secondo una stima riportata da Business Week la pubblicità locale negli States vale 133 miliardi di dollari. Un intero settore economico sembra aver trovato così in Groupon il suo portale di ingresso nel Web. Per questo in due anni appena la società di Mason e Lefkofsky ha raggiunto la bella quota di 35 milioni di utenti in 300 mercati. Il suo secondo bilancio dovrebbe chiudere con ricavi attorno ai 500 milioni di dollari. E adesso, dopo il no a Google, l&#8217; ipotesi che si fa strada è quella di una Ipo per approdare in Borsa. Ma devono far presto perché, altro paradosso di questa vicenda, il tempo non lavora a loro favore. Proprio perché non si basa su chissà quali alchimie informatiche il modello Grupon è altamente e facilmente replicabile. Ha barriere d&#8217; accesso più elevate dal punto di vista economico, proprio perché non c&#8217; è niente da inventare ma servono invece solide risorse per mettere su reti di vendita in ogni città in cui si vuole essere presenti. Ne è un buon esempio proprio l&#8217; espansione europea del gruppo Usa. Gennaio 2010, tredici mesi dopo la nascita di Groupon, in Germania parte una start up di nome Citydeal che fa la stessa cosa. In poche settimane riesce a trovare fondi per 4 milioni di euro, inizia l&#8217; attività e a maggio, quando viene comprata da Groupon, ha già un milione di utenti registrati ed è presente in 140 città in 18 paesi, tra i quali l&#8217; Italia. E impiega 600 persone, tutte impegnate nella vendita e, a livello centrale, nel lavoro di redazione. Che consiste nell&#8217; organizzare nelle offerte quotidiane tutti i contratti che la rete di vendita porta a casa, creando gli opportuni mix (per esempio più ristoranti il sabato). E i nuovi arrivi si stanno già moltiplicando.</p>
<p>a Cura di La Repubblica</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilparlamentare.it/2011/02/new-allarme-innovazione-groupon-la-start-up-che-ha-detto-di-no-ai-6-miliardi-di-google/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>4</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
