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	<title>voto di scambio &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Luigi Incarnato arrestato dalla Procura guidata da Nicola Gratteri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Dec 2019 14:36:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
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					<description><![CDATA[Corruzione elettorale. Con questa accusa è stato arrestato Luigi Incarnato commissario della Sorical (Società Risorse Idriche Calabresi), dalla Procura della Repubblica di Catanzaro all&#8217;interno dell&#8217;indagine &#8220;Rinascita-Scott&#8221; coordinata dal Procuratore Nicola Gratteri. Luigi incarnato (PD) secondo l’accusa, al fine di ottenere a proprio vantaggio il voto elettorale, avrebbe offerto a Pietro Giamborino (ex Consigliere regionale della [&#8230;]]]></description>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="900" height="540" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/luigi-incarnato-1.jpg" alt="" class="wp-image-16030" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/luigi-incarnato-1.jpg 900w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/luigi-incarnato-1-300x180.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/luigi-incarnato-1-450x270.jpg 450w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/luigi-incarnato-1-768x461.jpg 768w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/luigi-incarnato-1-696x418.jpg 696w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption>Luigi Incarnato</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Corruzione elettorale</strong>. Con questa <strong>accusa è stato arrestato Luigi Incarnato</strong> commissario della Sorical (Società Risorse Idriche Calabresi), dalla Procura della Repubblica di Catanzaro all&#8217;interno dell&#8217;indagine <strong>&#8220;Rinascita-Scott&#8221;</strong> coordinata dal Procuratore <strong>Nicola Gratteri.</strong></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" width="790" height="466" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicola-gratteri5.jpg" alt="Il Procuratore Nicola Gratteri" class="wp-image-12360" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicola-gratteri5.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicola-gratteri5-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicola-gratteri5-457x270.jpg 457w" sizes="(max-width: 790px) 100vw, 790px" /><figcaption>Il Procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Luigi incarnato</strong> (PD) secondo l’accusa, al fine di ottenere a proprio vantaggio il voto elettorale, avrebbe offerto a<strong> Pietro Giamborino </strong>(ex Consigliere regionale della Calabria)<strong> e Pino Cuomo</strong> (che accettavano l’accordo) <strong>la propria disponibilità a favorire gli interessi economico-imprenditoriali ai due</strong>, in quanto interessati alla realizzazione, nel Comune di Paola, di un centro di accoglienza straordinario per migranti richiedenti asilo, presentandoli al sindaco di Paola, Roberto Perrotta, e propiziando un incontro (al quale prese parte anche lo stesso Incarnato) per la illustrazione a Perrotta dell’iniziativa imprenditoriale di Cuomo. Questo l’episodio che è costato ad Incarnato l’arresto in regime di detenzione domiciliare. </p>



<p class="wp-block-paragraph">I PM <strong>contestano a Giamborino l’aggravante mafiosa</strong>, per aver agevolato e rafforzato il sodalizio ‘ndranghetistico da riconoscere nella locale di Piscopio. Prima della Procura della Repubblica di Catanzaro a tentare l&#8217;arresto di Luigi Incarnato era stata quella di Reggio Calabria poi respinta dal GIP.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Don Ennio Stamile, Libera: a Corruzione opporre classe politica sana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 May 2017 20:43:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
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					<description><![CDATA[a cura di Don Ennio Stamile/ Non mi sono meravigliato più di tanto nel leggere le statistiche sul fenomeno della corruzione divulgate qualche giorno fa dalla &#8220;Ey Fraud Survey&#8221; in un rapporto biennale curato da Ernest &#38; Young, una delle quattro società di revisione contabile e consulenza a livello mondiale. Lo studio, che si concentra [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_11509" aria-describedby="caption-attachment-11509" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/don-ennio-stamile1.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-11509" alt="Don Ennio Stamile" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/don-ennio-stamile1.jpg" width="800" height="531" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/don-ennio-stamile1.jpg 800w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/don-ennio-stamile1-300x199.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/don-ennio-stamile1-406x270.jpg 406w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11509" class="wp-caption-text">Don Ennio Stamile &#8211; Referente di &#8220;Libera Calabria&#8221;</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: center;">a cura di <strong>Don Ennio Stamile</strong>/</p>
<p style="text-align: justify;">Non mi sono meravigliato più di tanto nel leggere le statistiche sul <strong>fenomeno della corruzione</strong> divulgate qualche giorno fa dalla &#8220;<em>Ey Fraud Survey</em>&#8221; in un rapporto biennale curato da <strong>Ernest &amp; Young</strong>, una delle quattro società di revisione contabile e consulenza a livello mondiale. Lo studio, che si concentra sull&#8217;attività di imprese private operanti in 41 Paesi, pone, tra l&#8217;altro, l&#8217;attenzione sull&#8217;importanza dell&#8217;anticorruzione nelle aziende, essendo organizzazioni composte da uomini, è indispensabile  inserire al loro interno una scala di valori. In questi ultimi anni le grandi multinazionali e gran parte delle imprese, danno molta importanza, come è giusto che sia, alla responsabilità sociale ed ambientale per non arrecare danni all&#8217;ambiente in cui viene svolta l&#8217;attività. Al di là delle interessanti annotazioni circa il futuro delle aziende soprattuto dopo l&#8217;elezione di <strong>Trump</strong> che rappresenta un motivo di incertezza ed al contempo di sfida per chi vuole fare business, ciò che come dicevo all&#8217;inizio non mi ha sorpreso è conoscere cosa ne pensano i giovani dai 25 ai 34 anni di età riguardo al fenomeno della corruzione. Ebbene, il 73% di essi ritiene plausibile o quantomeno giustificabile ricorrere alla corruzione per far carriera sia dentro che fuori dalle stesse imprese. Insomma, la cosiddetta <strong>generazione Y o Millenials</strong>, non solo guarda con tolleranza alle operazioni  poco corrette delle proprie aziende, ma il 68% è convinto che il management sia disposto a porre in essere comportamenti poco etici pur di fare business. Non a caso il 25 % dei giovani sarebbe disposto a pagare bustarelle pur di far mantenere in vita un&#8217;attività di impresa. Se tutto ciò accade nel mondo delle imprese figuriamoci in quello della politica!</p>
<p style="text-align: justify;">Sebbene dal 2012, anno in cui finalmente venne varata la legge anticorruzione, l&#8217;Italia abbia guadagnato ben 12 posizioni nella classifica delle percezione della corruzione raggiungendo il 60esimo posto a livello mondiale, si piazza al terzultimo posto in Europa per l&#8217;indice di corruzione percepita. Davanti a noi solo Grecia e Bulgaria. Che dire poi circa i dati forniti da tre economisti italiani (<strong>Oriana Bandiera, Tommaso Valletti, Andrea Prat</strong>) pubblicato sull&#8217;American economic review, secondo il quale in Italia su 100 euro di sprechi, 83 sono dovuti ad inefficienza, 17 alla corruzione. Giustamente, G. Galeazzo ed I. Lombardo ritengono che &#8220;<em>tale criterio di calcolo potrebbe essere la base sistematica per valutare il peso dei danni subiti dalla pubblica amministrazione se solo il Governo istituisse un gruppo di lavoro incaricato di replicare lo schema</em>&#8220;. Ma sappiamo bene che in Italia si pensa ad altro! Sarebbe interessante a questo punto leggere i programmi elettorali delle liste che concorrono al rinnovo dei consigli comunali di 83 comuni sparsi per la Calabria, cinque di essi (Catanzaro, Acri, Gioia Tauro, Palmi e Paola) sopra i 15.000 abitanti. Quale attenzione è stata data a temi come la lotta alla corruzione, alla trasparenza, ai beni confiscati, all&#8217;impegno di costituirsi parte civile nei processi contro le &#8216;ndrine? Con quale impiego di risorse, obbiettivi e verifiche periodiche? Questi ed altri come sappiamo, sono ambiti che vedono impegnate diverse realtà in Italia tra cui <strong>Libera</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il coordinamento provinciale di Catanzaro, consapevole che l&#8217;ente comunale è uno degli organi amministrativi più a rischio di infiltrazioni mafiose e di corruzione, ma contemporaneamente rappresenta il primo e fondamentale baluardo per tener fuori dalle logiche amministrative, corrotti, corruttori e collusi, ha diramato una nota stampa prima che iniziasse la campagna elettorale nella quale &#8220;<em>vengono auspicate candidature di manifesta integrità e senza macchia</em>&#8220;. &#8220;<em>In particolare</em> &#8211; continua la nota  &#8211; <em>chiediamo sin da subito che tutte le forze politiche, qualunque sia il loro colore, scelgano al loro interno candidati di specchiata integrità e moralità, a partire dai candidati a sindaco, degni di rappresentarci e decidere per tutti noi in rispetto dell’articolo 54 della Costituzione</em>”. Se è sacrosanta la presunzione di innocenza, &#8220;<em>Libera Catanzaro auspica che la città non debba confrontarsi con quei candidati che hanno condanne, o procedimenti giudiziari in corso per reati di particolare rilevanza sociale vista la funzione pubblica da esercitare, oltre che per mafia e corruzione. Chiediamo poi che le forze politiche, fin da questa fase, considerino l’apertura alla società civile e il ruolo della cittadinanza attiva come una opportunità irrinunciabile</em>&#8220;. Sappiamo quanto sia difficile, soprattutto per i partiti tradizionali, rinunciare a certe logiche di appartenenza, a pacchetti di voti magari facendo passare anche il nuovo come ciò che tale non è o lo è solo anagraficamente. Perché quel candidato, ancorché giovane, si è costruito, o si sta costruendo &#8211; con la vergognosa complicità di chi ha responsabilità direttive in quel determinato partito, o politico-amministrative nella compagine regionale &#8211; un futuro politico sulla base di famiglie con pacchetti di voti ben consolidati nel corso degli anni, frutto di collusioni, corruzioni, comparaggi, appartenenze o semplici prestazioni sanitarie e/o servizi pubblici elargiti a mo&#8217; di favore personale. Insomma il famigerato odioso, disdicevole e disonorevole, voto di scambio.</p>
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		<title>Michele Trematerra rinviato a Giudizio. L&#8217;Accusa: concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Feb 2017 19:39:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dalle Regioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Calabria &#8211; È stato rinviato a giudizio l&#8217;ex Assessore all&#8217;Agricoltura della Regione Calabria Michele Trematerra, dell&#8217;Udc, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione elettorale nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta, denominata &#8220;Acheruntia&#8221;. L&#8217;indagine è stata condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro. Il rinvio a giudizio è stato emanato da Giovanna Gioia, Gup del Tribunale di Catanzaro, su [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_11774" aria-describedby="caption-attachment-11774" style="width: 680px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/michele-trematerra1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11774" alt="L'ex Assessore della Regione Calabria Michele Trematerra" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/michele-trematerra1.jpg" width="680" height="380" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/michele-trematerra1.jpg 680w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/michele-trematerra1-300x167.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/michele-trematerra1-480x268.jpg 480w" sizes="auto, (max-width: 680px) 100vw, 680px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11774" class="wp-caption-text">L&#8217;ex Assessore della Regione Calabria Michele Trematerra</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Calabria &#8211; È stato rinviato a giudizio l&#8217;<strong>ex</strong> <strong>Assessore all&#8217;Agricoltura della Regione Calabria Michele Trematerra</strong>, dell&#8217;Udc, <strong>accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione elettorale</strong> nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta, denominata &#8220;Acheruntia&#8221;. L&#8217;indagine è stata condotta dalla <strong>Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro.</strong> Il rinvio a giudizio è stato emanato da<strong> Giovanna Gioia</strong>, Gup del Tribunale di Catanzaro, su richiesta del Pubblico Ministero Pierpaolo Bruni. <strong>Serve sempre prudenza nei processi</strong> che numerose volte, troppe, si sono rivelati solo un dispendio di risorse dello Stato con clamorose assoluzioni di massa. <strong>Michele Trematerra</strong>, recita l&#8217;accusa, avrebbe avuto rapporti con la cosca &#8220;Lanzino-Rua&#8217;&#8221; della &#8216;ndrangheta. Se l&#8217;accusa dovesse trovare conferma, senza dubbio, significherebbe che la zona grigia costituita dai rapporti tra politica e mafia, inizierebbe a scalfirsi.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;La ’ndrangheta non è solo una delle mafia. La ’ndrangheta è la mafia &#8211; scrive la Gazzetta del Sud nel lancio della notizia che fa tremare la politica calabrese. Una organizzazione criminale che sa infiltrarsi arrivando dove altri non riescono ad arrivare, stringendo rapporti con la politica per gestire voti e appalti. La mafia delle ’ndrine mostra il suo solito volto anche nell’inchiesta “Acheruntia”, una indagine che ha rischiarato gli ipotetici patti costruiti lungo l’asse Acri-Catanzaro. Il gup distrettuale di Catanzaro, Giovanna Gioia, ha disposto il processo nei confronti dell’ex assessore regionale dell&#8217;Udc, Michele Trematerra, e di altri 21 imputati coinvolti, a vario titolo, nell’inchiesta della Dda di Catanzaro. Il giudice ha pure pronunciato la sentenza, col rito abbreviato, nei confronti dell’ipotetico reggente del clan degli italiani di Cosenza, Rinaldo Gentile (difeso dall’avvocato Cesare Badolato), che è stato condannato a 8 anni di reclusione. Assolto, invece, «perché il fatto non sussiste», Angelo Cofone, come aveva sollecitato il suo difensore, l’avvocato Pasquale Di Iacovo. <strong>Il pm antimafia, Pierpaolo Bruni</strong> aveva chiesto nove anni per Gentile e 4 per Cofone. A giudizio sono finiti: Elio Abbruzzese, Francesco Abbruzzese, Luigi Belsito, Giuliano Bevilacqua, Alfredo Bruno, Giuseppe Burlato, Domenico Cappello, Franco Caruso, Andrea Cello, Adolfo D&#8217;Ambrosio, Claudio Dolce, Giampaolo Ferraro, Angelo Gencarelli, Salvatore Gencarelli, Massimo Greco, Enzo La Greca, Luigi Maiorano, Gemma Martorino, Giuseppe Perri, Antonio Rosa, Giuseppe Tarsitano e, appunto, l’ex esponente di punta dell’Udc calabrese, Michele Trematerra.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Mafia in Calabria: avviso di garanzia ad Orlandino Greco il capogruppo della lista &#8220;Oliverio Presidente&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2015 20:48:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
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					<description><![CDATA[Calabria &#8211; Fioccano gli avvisi di garanzia in Calabria a cura del&#160;Pubblico Ministero&#160;Pierpaolo Bruni&#160;della Distrettuale Antimafia di Catanzaro. Il pentitismo in modo particolare sembra essere una soluzione per delinquenti di ogni ordine e grado appartenenti ad organizzazioni criminali alla ricerca di una nuova forma di protagonismo etico capace di contemplare un ritorno alla normalità e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_9054" aria-describedby="caption-attachment-9054" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a hr="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/orlandino-greco.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-9054" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/orlandino-greco.jpg" alt="orlandino-greco-italia del meridione" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/orlandino-greco.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/orlandino-greco-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/orlandino-greco-457x270.jpg 457w" sizes="auto, (max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-9054" class="wp-caption-text">Orlandino Greco &#8211; Leader di &#8220;Italia del Meridione&#8221; raggiunto da avviso di garanzia dalla Procura Distrettuale Antimafia di Catanzaro</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Calabria &#8211; Fioccano gli avvisi di garanzia in Calabria a cura del&nbsp;Pubblico Ministero&nbsp;<strong>Pierpaolo Bruni&nbsp;</strong>della <strong>Distrettuale Antimafia di Catanzaro</strong>. Il pentitismo in modo particolare sembra essere una soluzione per delinquenti di ogni ordine e grado appartenenti ad organizzazioni criminali alla ricerca di una nuova forma di protagonismo etico capace di contemplare un ritorno alla normalità e un riscatto verso la società civile.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma come fa il pentito di mafia a riscattare la propria immagine? Deve diventare buono. Ma come diventa buono un pentito che fino a ieri è stato cattivo? Facendo il nome di tutti i cattivi come lui che hanno tratto benefici dalla sua attività criminale o che l&#8217;hanno condivisa clandestinamente. Grave, anzi gravissimo, quando si tratta di Politici che traggono vantaggio dalla loro collusione con esponenti della criminalità organizzata. Seguiremo gli sviluppi di questa indagine che sembra destinata ad allargarsi. Il Movimento 5 Stelle in Calabria, intanto, si dichiara pronto a governare la Regione Calabria che a parere dei pentastellati non avrebbe più i numeri, i visti i numerosi atti giudiziari diretti al Pd e l’imminente giudizio della Consulta sulla legge elettorale calabrese.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ORLANDINO GRECO: AVVISO DI GARANZIA DALLA DISTRETTUALE ANTIMAFIA DI CATANZARO</strong><br />
Ha ricevuto un avviso di garanzia per <strong>voto di scambio politico-mafioso Orlandino Greco</strong>, capogruppo della lista &#8220;<strong>Oliverio presidente&#8221;</strong>. L&#8217;atto, firmato dal Pubblico Ministero <strong>Pierpaolo Bruni</strong>, gli è stato notificato nei giorni scorsi dai carabinieri su mandato della <strong>Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A FERRAGOSTO LE PRIME NOTIZIE APPARSE SU IL CORRIERE DELLA CALABRIA</strong><br />
La prima avvisaglia per <strong>Orlandino Greco</strong> si fece sentire proprio nel giorno di Ferragosto, nel cuore della calda estate calabrese quando il &#8220;<strong>Corriere della Calabria</strong>&#8221; (<a ef="http://www.corrieredellacalabria.it" target="_blank" rel="noopener noreferrer">www.corrieredellacalabria.it</a>) pubblicò le prime indiscrezioni a cura dei <strong>pentiti di mafia contro Orlandino Greco</strong>. Pentiti che stavano collaborando con la Distrettuale Antimafia di Catanzaro. Oggi l&#8217;avviso di garanzia ad <strong>Orlandino Greco</strong> e gli interrogatori disposti dalla magistratura antimafia. Ciò, evidentemente, significa che ai dubbi stanno seguendo le certezze: la Procura antimafia sta procedendo in una indagine che se dovesse confermare le dichiarazioni dei pentiti avrebbe anche serie ricadute sul governo regionale della Calabria. <strong>Orlandino Greco già Sindaco della Città di Castrolibero</strong> e presidente del Consiglio Provinciale, è infatti Consigliere regionale oggi capo gruppo della lista &#8220;Oliverio Presidente&#8221; e già il Movimento 5 Stelle sta chiedendo in Calabria che il Consigliere Greco si faccia da parte. <a href="https://bitcoinbetsport.com">bookmaker btc withdrawal</a></p>
<p style="text-align: justify;">Scrive il&nbsp;<strong><em>Quotidiano del Sud </em></strong>che con<strong><em>&nbsp;</em></strong>Greco sono indagati <strong>Aldo Figliuzzi</strong>, oggi consigliere provinciale, sotto inchiesta per corruzione elettorale, e alcuni uomini appartenenti, all&#8217;epoca dei fatti contestati, alla cosca Bruni. Si tratta di <strong>Ernesto Foggetti</strong>, il pentito che ha raccontato ai magistrati il presunto coinvolgimento dei politici con il clan, suo padre Vincenzo e suo cugino <strong>Marco Foggetti.</strong> L&#8217;avviso di garanzia sarebbe poi stato recapitato anche a Mario Esposito e ad altri due collaboratori di giustizia: Roberto Calabrese Violetta e Marco Massaro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LA NOTIZIA CONFERMATA DALLA SEDE REGIONALE DELLA RAI</strong><br />
La notizia è stata diffusa anche dalla sede regionale RAI e, si apprende, l&#8217;inchiesta si concentrerebbe sugli anni nei quali l&#8217;attuale Consigliere regionale della Calabria&nbsp;<strong>Orlandino Greco</strong> era sindaco di Castrolibero. Due mandati, i suoi, contraddistinti da successi elettorali netti. Entrambi, però, sono finiti nel mirino delle indagini. Foggetti, infatti, sostiene che la cavalcata elettorale trasse giovamento da un accordo tra politica e &#8216;ndrangheta. Il clan &#8220;Bella Bella&#8221;, guidato dal defunto boss <strong>Michele Bruni</strong>, avrebbe – è sempre il racconto di Foggetti – ottenuto denaro (ventimila euro in contanti) e una serie di assunzioni in una cooperativa comunale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LE DICHIARAZIONI DEL M5s ALL&#8217;ANSA RIPORTATE DALLA TESTATA GIORNALISTICA LOCALE &#8220;IACCHITE&#8217;.COM&#8221;</strong><br />
“Il consigliere regionale Orlandino Greco e’ nella maggioranza del governatore Oliverio. Questo fatto non puo’ passare inosservato, sul piano politico”.&nbsp;E’ quanto affermano i parlamentari M5s Nicola Morra, Dalila Nesci e Paolo Parentela, a seguito della notizia dell’avviso di garanzia recapitato a Greco “che nell’ipotesi dell’accusa – riporta la nota dei parlamentari – avrebbe ricevuto un appoggio dal clan ‘Bella Bella’ per la sua elezione a sindaco di Castrolibero nel 2003 e nel 2008”.</p>
<p style="text-align: justify;">“Specie in Calabria – proseguono i parlamentari M5s – il rappresentante politico non puo’ avere un’ombra del genere. Aspettiamo che la magistratura faccia chiarezza. Nel frattempo, Greco si metta da parte. Dopo Rimborsopoli, Oliverio ha un’altra grossa macchia in casa. Il controllo etico e politico degli alleati non gli riesce proprio. Speriamo che stavolta il governatore non parli di un altro eroe fermato dai poteri forti nell’opera di pulizia. In attesa della fine delle indagini continueremo a controllare l’amministrazione regionale, finora attiva soprattutto per le proprie nomine illegittime. Siamo pronti per le prossime elezioni, che non crediamo lontane, visti i numerosi atti giudiziari diretti al Pd e l’imminente giudizio della Consulta sulla legge elettorale calabrese”.</p>
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