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	<title>venezia &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Venezia, beni danneggiati: Movimento NOI ne sostiene la digitalizzazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Nov 2019 20:24:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[beni culturali]]></category>
		<category><![CDATA[beni librari]]></category>
		<category><![CDATA[digitalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Gallo]]></category>
		<category><![CDATA[Fondazione Paolo di Tarso]]></category>
		<category><![CDATA[movimento noi]]></category>
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					<description><![CDATA[Nella notte del 15 di Novembre, a Venezia, l&#8217;acqua alta ha superato il metro e ottantasette centimetri procurando enormi danni anche al Conservatorio &#8220;Benedetto Marcello&#8221;, nel quale rischiano di andare perdute per sempre opere musicali eccellenti. Da qui l&#8217;idea del Movimento cattolico NOI, di sostenere una campagna di digitalizzazione di beni culturali a rischio.  IL MOVIMENTO NOI: DIGITALIZZARE I BENI [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Biblioteca-adattiva.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14448" alt="Biblioteca" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Biblioteca-adattiva.jpg" width="1200" height="700" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Biblioteca-adattiva.jpg 1200w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Biblioteca-adattiva-300x175.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Biblioteca-adattiva-462x270.jpg 462w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Biblioteca-adattiva-1024x597.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Nella notte del 15 di Novembre, a Venezia, l&#8217;acqua alta ha superato il<strong> metro e ottantasette centimetri</strong> procurando enormi danni anche al <strong>Conservatorio &#8220;Benedetto Marcello&#8221;,</strong> nel quale rischiano di andare perdute per sempre opere musicali eccellenti. Da qui l&#8217;idea del <strong>Movimento cattolico NOI,</strong> di sostenere una campagna di digitalizzazione di beni culturali a rischio. <strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">IL MOVIMENTO NOI: DIGITALIZZARE I BENI A RISCHIO<br />
A discutere in queste ore della proposta sono i Delegati del Dipartimento Arte Sacra e Beni Culturali del <a href="http://www.movimentonoi.it" target="_blank">Movimento NOI</a> che già nel 2017 hanno proposto alla <a href="http://www.paoloditarso.it" target="_blank">Fondazione Culturale &#8220;Paolo di Tarso&#8221;</a> con la quale condivide alcuni dirigenti, la digitalizzazione dei <strong>Beni Culturali della Città Storica di Cosenza</strong> (vedi <a href="http://www.cosenzacristiana.it" target="_blank">www.cosenzacristiana.it</a>). Scopo del progetto che portò anche la fortunata attribuzione alla Città Storica di <a href="http://cosenzacristiana.it/2018/02/90-milioni-di-euro-alla-citta-storica-di-cosenza-nel-video-il-perche/" target="_blank">90 milioni di Euro da parte del Ministero</a> per la sua riqualificazione urbana, è stato quello duplice di valorizzarli e, contestualmente, tutelarli da calamità naturali realizzando una memoria digitale in altissima risoluzione.</p>
<p style="text-align: justify;">FABIO GALLO: PRONTI AD INTERVENIRE<br />
&#8220;Prenderemo contatti con il <strong>Conservatorio &#8220;Benedetto Marcello&#8221;</strong> ma anche con la Sede Metropolitana del <strong>Patriarcato di Venezia</strong> &#8211; ha comunicato il responsabile dell&#8217;Area Progetti della Fondazione Culturale &#8220;Paolo di Tarso&#8221; <strong>Fabio Gallo,</strong> per dare la nostra disponibilità gratuita come abbiamo fatto con il progetto COSENZA CRISTIANA  e molti altri. Faremo la stessa cosa con le Istituzioni di <strong>Matera</strong>, qualora dovessero averne necessità. Se le opere potranno essere già digitalizzate, procederemo con immediatezza. A Venezia parliamo di opere settecentesche di <strong>Vivaldi,</strong> prime edizioni di Beethoven dell’Ottocento, composizioni di <strong>Benedetto Marcello</strong>, <strong>&#8220;Gli Oriazi e i Curiazi&#8221;</strong> e <strong>&#8220;Il matrimonio segreto&#8221;</strong> di <strong>Domenico Cimarosa</strong> che risultano essere tra le vittime più illustri dell&#8217;acqua alta a Venezia&#8221;.</p>
<figure id="attachment_14449" aria-describedby="caption-attachment-14449" style="width: 900px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/aaaaaaaaaaaa.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-14449" alt="Archivio Vaticano del Capitolo Lateranense digitalizzato dalla Fondazione &quot;Paolo di Tarso&quot;" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/aaaaaaaaaaaa.jpg" width="900" height="1296" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/aaaaaaaaaaaa.jpg 900w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/aaaaaaaaaaaa-208x300.jpg 208w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/aaaaaaaaaaaa-187x270.jpg 187w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/aaaaaaaaaaaa-300x432.jpg 300w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a><figcaption id="caption-attachment-14449" class="wp-caption-text">Archivio Vaticano del Capitolo Lateranense digitalizzato dalla Fondazione &#8220;Paolo di Tarso&#8221;</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">NOTE: La Fondazione Culturale &#8220;Paolo di Tarso&#8221; ha digitalizzato il fondo librario di Musica Sacra più celebre al Mondo. Si tratta dell&#8217;<strong>Archivio Vaticano</strong> della Sacrosanta Arcibasilica San Giovanni in Laterano, sede del Romano Pontefice, custodito dal Capitolo Lateranense, dando vita alla prima <strong>&#8220;Digital Library&#8221; on line</strong>. Si tratta dell&#8217;Archivio che contiene, tra gli altri, i codici manoscritti <strong>Rari 56 e 59 di Giovanni Pierluigi da Palestrina,</strong> la cui digitalizzazione fu protagonista dell&#8217;inaugurazione dell&#8217;Auditorium della Musica di Roma.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi, la &#8220;Paolo di Tarso&#8221; che dal 2003 ad oggi ha realizzato oltre un milione di opere fotografiche digitali dedicate ai Beni Culturali Italiani, ha fondato il DIGITAL CULTURAL HERITAGE MUSEUM &#8220;<a href="http://www.italiaexcelsa.it" target="_blank">ItaliaExcelsa</a>&#8220;. Si tratta del primo Museo Digitale in chiave esclusivamente visuale posto in rete per valorizzare i Beni Culturali italiani e donare di essi un approccio gratuito e di eccezionale livello al mondo della rete, per il diritto allo studio e alla conoscenza.</p>
<figure id="attachment_14455" aria-describedby="caption-attachment-14455" style="width: 900px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/aaaaaaaaaaaaaa.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-14455" alt="archivio vaticano, digitalizzazione, fabio gallo" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/aaaaaaaaaaaaaa.jpg" width="900" height="1296" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/aaaaaaaaaaaaaa.jpg 900w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/aaaaaaaaaaaaaa-208x300.jpg 208w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/aaaaaaaaaaaaaa-187x270.jpg 187w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/aaaaaaaaaaaaaa-300x432.jpg 300w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a><figcaption id="caption-attachment-14455" class="wp-caption-text">Digitalizzazione di Beni Culturali a cura della Fondazione Culturale &#8220;Paolo di Tarso&#8221;</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Lotto torna nella Marche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Oct 2018 18:28:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Dalle Regioni]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[lorenzo lotto]]></category>
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		<category><![CDATA[rinascimento italiano]]></category>
		<category><![CDATA[venezia]]></category>
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					<description><![CDATA[Schivo, perfezionista, ossessionato dalla verità che gli impediva di venire a compromessi anche con la committenza, ma consapevole del suo enorme talento. Lorenzo Lotto (Venezia 1480 &#8211; Loreto 1557) trovò nelle Marche uno dei suoi luoghi di elezione, sfuggendo alla marginalità cui volevano relegarlo grandi metropoli come Venezia e Roma e creando per questo territorio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_13789" aria-describedby="caption-attachment-13789" style="width: 900px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/lorenzo-lotto.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-13789" alt="lorenzo lotto, rinascimento" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/lorenzo-lotto.jpg" width="900" height="540" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/lorenzo-lotto.jpg 900w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/lorenzo-lotto-300x180.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/lorenzo-lotto-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13789" class="wp-caption-text">Lorenzo Lotto &#8211; Venezia, 1480 – Loreto, 1556/1557</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Schivo, perfezionista, ossessionato dalla verità che gli impediva di venire a compromessi anche con la committenza, ma consapevole del suo enorme talento. <strong>Lorenzo Lotto</strong> (Venezia 1480 &#8211; Loreto 1557) trovò nelle Marche uno dei suoi luoghi di elezione, sfuggendo alla marginalità cui volevano relegarlo grandi metropoli come Venezia e Roma e creando per questo territorio ancora in grado di apprezzarlo innumerevoli capolavori.</p>
<p style="text-align: justify;">IL RICHIAMO DELLE MARCHE</p>
<p style="text-align: justify;">Una mostra, intitolata al grande pittore, <strong>&#8220;Il Richiamo delle Marche&#8221;,</strong> curata da <strong>Enrico Maria Dal Pozzolo</strong> per <strong>Villaggio Globale International</strong>, ricostruisce a <strong>Palazzo Buonaccorsi di Macerata</strong> fino al 10 febbraio prossimo questo percorso.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo fa con 20 dipinti autografi e cinque disegni di sua mano, assieme ad opere grafiche di grandi autori come <strong>Durer e Mantegna,</strong> collegandoli a 25 capolavori disseminati nel territorio (Ancona, Cingoli, Jesi, Loreto, Mogliano, Monte San Giusto, Recanati e Urbino) e contestualizzando la sua attività con manoscritti, volumi, globi e antiche mappe.</p>
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		<title>La Storia non si fa con i SE. Ma la politica si. Analisi di Alessandro Corneli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Jun 2014 21:47:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro corneli]]></category>
		<category><![CDATA[arresti]]></category>
		<category><![CDATA[mose]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
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					<description><![CDATA[di Alessandro Corneli / È il caso di ripensare il celebre detto secondo i il quale “la storia non si fa con i SE”. Perché, trascorso un po’ di tempo, sono i fatti della politica a diventare storia, e non si può tornare indietro, questo è certo. Ma quei fatti, prima di diventare tali, erano [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_7819" aria-describedby="caption-attachment-7819" style="width: 702px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mose.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-7819" alt="mose-venezia-arresti" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mose.jpg" width="702" height="412" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mose.jpg 702w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mose-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mose-460x270.jpg 460w" sizes="auto, (max-width: 702px) 100vw, 702px" /></a><figcaption id="caption-attachment-7819" class="wp-caption-text">Lo scandalo del Mose di Venezia richiama ironicamente il miracolo di Mosè</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">di Alessandro Corneli /</p>
<p style="text-align: justify;">È il caso di ripensare il celebre detto secondo i il quale “la storia non si fa con i SE”. Perché, trascorso un po’ di tempo, sono i fatti della politica a diventare storia, e non si può tornare indietro, questo è certo. Ma quei fatti, prima di diventare tali, erano opzioni, solo una delle quali fu scelta, ma se ne sarebbe potuta fare un’altra. Quindi <strong>nelle scelte della politica c’è intenzionalità, c’è la determinazione di volere influire sugli eventi, sulla storia che verrà scritta</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Con la scadenza certa delle elezioni del 25 maggio, Matteo Renzi, tra le opzioni che aveva a disposizione, ha scelto quella degli “80 euro”. In vista delle elezioni tutti fanno di tutto. Diciamo che l’ha azzeccata.</p>
<p style="text-align: justify;">Prendiamo ora il caso della Procura di Venezia che <strong>il 4 giugno</strong> ha fatto scattare l’arresto per 35 persone legate alla mega-impresa del Mose. Le <strong>indagini andavano avanti da tre anni</strong> e in giro circolavano da tempo parecchie voci sulle irregolarità. Domanda: dopo oltre mille giorni di indagini, la certezza circa i numerosi reati contestati, è stata acquisita solo ieri, <strong>3 giugno</strong>, oppure è stata fatta la scelta di dilazionare la decisione a <strong>10 giorni dopo il voto del 25 maggio</strong> e <strong>2 giorni dopo</strong> la celebrazione della festa della Repubblica, presentatasi con il vestito nuovo dell’accoppiata Napolitano-Renzi?</p>
<p style="text-align: justify;">Il SE è d’obbligo: SE la decisione degli arresti fosse stata formalizzata e resa pubblica due settimane fa, il 40% dei voti, e forse anche più, li avrebbe presi il M5S poiché Grillo e i grillini erano ostili al Mose che criticavano da tempo sotto diversi aspetti; Renzi non avrebbe potuto sbandierare il 40% e Napolitano non avrebbe potuto celebrare una Repubblica un po’ diversa da quella che conosciamo: corrotta fin nel midollo, dalla politica ai diversi comparti della Pubblica amministrazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Procura di Venezia ha scritto la storia, ha deciso il risultato delle elezioni del 25 maggio</strong> e di un buon tratto della vita politica. Intendiamoci: <strong>nella sostanza ha fatto benissimo</strong>, scoperchiando ancora una volta quella trasversalità cementata dal connubio denaro/potere. Non mi interessa quanto il M5S avrebbe potuto lucrare su questa vicenda se solo fosse stata resa di pubblico dominio due o tre settimane fa. Mi interessa sottolineare il fatto che <strong>il SE, che diventa un QUANDO, conta e molto</strong>. Si potrà fare una riforma della Costituzione che non solo impedisca a una Procura di determinare l’esito di una campagna elettorale ma che ponga dei principi in tema di decisioni economiche prese dallo Stato che garantiscano trasparenza e controlli paralleli allo svolgimento delle attività economiche fin dall’inizio?</p>
<p style="text-align: justify;">Nei dettagli, il Gip Alberto Scaramuzza ha firmato l’ordinanza: arrestati il sindaco Giorgio Orsoni (centrosinistra), posto ai domiciliari, l’assessore regionale Renato Chisso e altre 33 persone, tra cui due ex presidenti del magistrato alle Acque della città lagunare. Le ipotesi di reato a vario titolo sono corruzione, concussione, riciclaggio. La GdF ha sequestrato beni per un valore di circa 40 milioni di euro. Indagato con richiesta di arresto anche l’ex governatore del Veneto Giancarlo Galan con l’accusa di aver ricevuto fondi illeciti per almeno 800 mila euro dal Consorzio Venezia Nuova (Cvn) nell’ambito delle opere del Mose. Le dazioni, da fondi neri realizzati dal Consorzio e dalle società che agivano in esso, risalirebbero agli anni tra il 2005 e il 2008 e il 2012. Galan, ora parlamentare di Fi, avrebbe ricevuto dal 2005 al 2011 da Giancarlo Mazzacurati presidente del Cnv, anche tramite l’assessore Renato Chisso, uno stipendio annuo di un milione di euro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dopo il voto del 25 maggio e le celebrazioni del 2 giugno, sono arrivate altre tre notizie drammatich</strong>e:</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; La prima, a cura dell’<strong>Istat</strong>, riguarda la disoccupazione, salita al 13,6%.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; La seconda, a cura di <strong>Confindustria</strong>, riguarda la perdita per l’Italia del settimo posto tra i grandi paesi industrializzati, superata dal Brasile. Ma non è questo il punto. Il punto è la massiccia erosione della base produttiva:  una contrazione di oltre 100mila fabbriche e quasi un milione di addetti tra 2001 e 2011, proseguita nel biennio successivo: altri 160mila occupati e 20mila imprese perduti.</p>
<p style="text-align: justify;">La terza è arrivata dalla <strong>Corte dei Conti</strong> che nel Rapporto 2014 sulla finanza pubblica ha scritto che il sistema tributario italiano è caratterizzato da un livello di prelievo eccessivo e maldistribuito, calcolando che nel 2013 la pressione fiscale era pari al 43,8% del Pil,quasi 3 punti in più rispetto al 2000 e 4 punti in più rispetto alla media UE. Secondo la Corte, l’Irpef presenta ormai dei limiti specifici e andrebbe riformata per garantire una effettiva progressività e redistribuzione dell’imposta. Di conseguenza il bonus da 80 euro viene definito “un surrogato” rispetto ad una revisione complessiva dell’imposta. Infine, il dato sull’economia sommersa: vale il 21% del Pil. Da collegare ai 50 miliardi di evasione per Iva e Irap.</p>
<p style="text-align: justify;">SE queste tre notizie fossero arrivate qualche giorno fa…</p>
<p style="text-align: justify;">Matteo Renzi ha qualcosa da twittare al riguardo? Per quanto si crogiolerà in quel fortuito 40% di voti che lo ha consegnato alla storia?</p>
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