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	<title>valerio onida &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Gira gira per evitare errori rispunta la Consulta: ma non è mica Mandrake!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Aug 2013 20:16:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
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					<description><![CDATA[di Alessandro Corneli &#8211; www.grrg.it &#8211; Capire qualcosa in tutto quanto sta succedendo nella politica italiana in questo momento non è facile. proponiamo ai nostri lettori di seguire attentamente gli appunti del Prof. Alessandro Corneli perché essi ci aiutano ad avere una visione dei fatti per quelli che sono. Il Parlamentare.it &#8220;Gli sguardi si stanno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_6173" aria-describedby="caption-attachment-6173" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="Consulta" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Consulta.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-6173" title="Consulta" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Consulta.jpg" alt="Gira e rigira siamo giunti alla Consulta" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Consulta.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Consulta-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Consulta-160x90.jpg 160w" sizes="(max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-6173" class="wp-caption-text">Gira e rigira siamo giunti alla Consulta</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;"><strong>di Alessandro Corneli</strong> &#8211; <a href="http://www.grrg.it " target="_blank">www.grrg.it </a>&#8211;</p>
<p style="text-align: justify;">Capire qualcosa in tutto quanto sta succedendo nella politica italiana in questo momento non è facile. proponiamo ai nostri lettori di seguire attentamente gli appunti del Prof. Alessandro Corneli perché essi ci aiutano ad avere una visione dei fatti per quelli che sono. Il Parlamentare.it</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Gli sguardi si stanno orientando verso la <strong>Consulta</strong>, cioè la <strong>Corte Costituzionale</strong>, alla quale il Senato potrebbe/dovrebbe rivolgersi per avere indicazioni chiare sulla costituzionalità della <strong>legge Severino</strong> e la sua applicabilità a Silvio Berlusconi.<br />
Lasciamo da parte il tatticismo della richiesta/proposta, che dimostra l’incertezza che domina nei due campi contrapposti, la paura che aleggia in ciascuno di essi di fare la mossa sbagliata, la insicurezza di avere la vittoria in pugno. Stupisce tuttavia che il Pdl ora punti sul giudizio della Consulta dopo averla definita più volte una roccaforte dell’antiberlusconismo, l’affossatrice delle leggi sulla giustizia che avrebbero potuto mettere un freno ai magistrati.  È politica pura che si cambi idea quando conviene, ma se la Suprema Corte è risultata sistematicamente ostile, non si vede perché dovrebbe cambiare.<br />
Anche il costituzionalista di fiducia del Quirinale, <strong>Valerio Onida,</strong> si è espresso a favore, o almeno non contrario, <strong>ad un esame della legge Severino da parte della Consulta</strong>, ma ha ribadito che è solo una manovra per guadagnare tempo. E poi l’entrata in campo della Corte costituzionale alleggerirebbe la posizione di Giorgio Napolitano.<br />
Anche il guadagnare tempo fa parte, comunque, della lotta politica che se registra qualche tentennamento nel campo della sinistra – Pd, Psi, M5S – sta cominciando a fare emergere delle asprezze anche tra esponenti del Pdl, al di là della divisione tra falchi e colombe.<br />
Se il centrodestra ha interesse a guadagnare tempo per fare crescere i dubbi a sinistra sulle conseguenze dell’applicazione stretta del calendario (e delle leggi), anche il centrosinistra ha interesse a prendere tempo per vedere che il granito Pdl è veramente così granitico, specie dopo l’eventuale ritorno a Forza Italia.<br />
In ogni caso, la Consulta, pur nella posizione di vertice che le è riconosciuta, non può risolvere tutto: anche i suoi poteri sono limitati. Sono cresciuti anche a causa della <strong>perdita di centralità del Parlamento, abbandonato/disertato dai leader politici per diversi moti</strong>: come Veltroni, D’Alema, Violante, lo stesso Grillo e, forse tra qualche tempo, anche Berlusconi, mentre Renzi è sindaco di Firenze.<br />
Il segnale non è solo italiano. In Francia, il Parlamento conta poco da decenni. In Germania, la Corte suprema può bloccarne le decisioni. Negli Stati Uniti c’è il solito tira e molla con la Casa Bianca&#8221;.</p>
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		<title>Giorgio Napolitano bene interpretato dal quotidiano di Confindustria Sole 24 Ore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Aug 2013 11:16:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[di Alessandro Corneli &#8211; www.grrg.eu &#8211; Dopo lo screzio con il Corriere della Sera, il quotidiano di Confindustria, Sole 24Ore, è chiaramente diventato il preferito del Quirinale poiché ne riporta e illustra i pensieri più reconditi senza travisarli, ma svolgendo un’opera di supporto. Ne è conferma l’intervento del costituzionalista Valerio Onida nell’edizione del 15 agosto. Onida fu [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_6151" aria-describedby="caption-attachment-6151" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="Giorgio-Napolitano-3" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Napolitano-312.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-6151" title="Giorgio-Napolitano-3" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Napolitano-312.jpg" alt="Il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Napolitano-312.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Napolitano-312-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Napolitano-312-160x90.jpg 160w" sizes="(max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-6151" class="wp-caption-text">Il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;"><strong>di Alessandro Corneli &#8211; <a href="http://www.grrg.eu" target="_blank">www.grrg.eu</a> &#8211;</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo lo screzio con il <em>Corriere della Sera</em>, il quotidiano di Confindustria, S<em>ole 24Ore</em>, è chiaramente diventato il preferito del Quirinale poiché ne riporta e illustra i pensieri più reconditi senza travisarli, ma svolgendo un’opera di supporto.</p>
<p style="text-align: justify;">Ne è conferma l’intervento del costituzionalista Valerio Onida nell’edizione del 15 agosto. Onida fu tra i “dieci saggi” scelti da Napolitano a marzo e ora fa parte della commissione dei quaranta esperti per la riforma della Costituzione. Si può ragionevolmente supporre che il suo intervento, che ha spiegato il senso della nota di Napolitano del 13 agosto, coincida con il pensiero del Capo dello Stato. Onida non chiarisce tutto ma pone alcuni punti fermi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il primo punto fermo</strong> è l’esclusione che dalla decisione della Cassazione possa discendere una crisi di governo e un eventuale ricorso a elezioni anticipate. Precisa Onida ed è importante: il potere di scioglimento è prerogativa del Capo dello Stato (non si cita più nemmeno il “sentiti i presidenti delle due Camere”: e ciò è significativo), ma viene esercitata “solo quando il Parlamento si dimostri incapace o non disposto a formare una maggioranza che sorregga un Governo”. Finché c’è una maggioranza, le Camere non si sciolgono; se una maggioranza è impossibile, si devono sciogliere per forza. Significato politico: <strong>se il Pdl toglie il sostegno al Governo, se ne assume la responsabilità di fronte all’opinione pubblica, e poi non è certo che si vada a elezioni anticipate</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il secondo punto fermo</strong> è che la sentenza definitiva “produce i suoi effetti automaticamente”, anche se non è accettata dal condannato. Tra questi effetti, “c’è la decadenza dal seggio senatoriale, in virtù della incandidabilità sopravvenuta sancita dalla legge Severino, stabilendo non una ulteriore sanzione penale per il fatto commesso, ma un requisito negativo di eleggibilità per le elezioni future”. Eliminate così le ipotesi di incostituzionalità della legge Severino, aggiunge Onida: “Comunque la decadenza e la ineleggibilità si produrrebbero egualmente fra breve in virtù della pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Circa l’ipotesi del provvedimento di clemenza</strong>, che non dovrebbe comunque essere inteso come un atto diretto a contraddire la sostanza e la legittimità della sentenza, potrebbe essere giustificato da “eccezionali esigenze di natura umanitaria” o di “eccezionali ragioni di interesse pubblico: <strong>non certo per motivi di convenienza politica di una parte</strong>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Da seguire con attenzione il passaggio seguente di Onida: “Un intervento di ‘pacificazione’ politica, d’altronde, potrebbe in ipotesi avere un senso solo se esso sancisse la chiusura definitiva, <strong>con l’uscita del condannato dalla scena politica</strong>, della fase di scontro intorno alla figura di Berlusconi” tenendo conto “che in questo caso i fatti da cui è derivata la condanna definitiva per frode fiscale non hanno nulla a che fare con lo scontro politico nel Paese”.</p>
<p style="text-align: justify;">Se non interpreto male le parole di Onida, <strong>la grazia comporterebbe l’uscita di Berlusconi dalla scena politica</strong> e, probabilmente, escluderebbe anche una discesa in campo della figlia Marina. È indubbiamente questo il punto su cui Berlusconi sta riflettendo dal momento in cui ha avuto il testo della nota di Napolitano.</p>
<p style="text-align: justify;">Prosegue il costituzionalista: “In ogni caso, lo ricorda Napolitano, la grazia inciderebbe solo sull’esecuzione della pena principale, non sugli effetti della pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici, e tanto meno sugli effetti ulteriori derivanti dalla legge sulla incandidabilità”. Ovvero: Berlusconi deve bere fino in fondo la cicuta. Poi si vedrà.</p>
<p style="text-align: justify;">“Oggi – conclude Onida – ciò non servirebbe a evitare l’effetto immediato della decadenza dalla carica parlamentare per effetto della incandidabilità sopravvenuta e, domani, per effetto della interdizione dai pubblici uffici che nel frattempo diverrebbe operante. Il Senato non potrebbe certo differire la dichiarazione di decadenza in vista di un evento futuro e incerto”. Ciò che<strong>taglia corto sull’ipotesi di guadagnare qualche settimana</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 16 agosto, il presidente della giunta per le Immunità del Senato, Dario Stefàno, ha detto che “ai sensi delle prescrizioni introdotte con la legge cosiddetta Severino del 2012 il senatore Berlusconi risulta incandidabile per almeno sei anni”.</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre si alternano voci sull’intenzione di Berlusconi di chiedere, o viceversa di non chiedere, la grazia, è certo che la sofferenza maggiore del fondatore di Forza Italia è quella di doversi trattenere, di non prendere e far conoscere una decisione. Al punto che, impietosamente, e un po’ ingenerosamente, il commentatore Ugo Magri, della <em>Stampa</em>, ha scritto che “l’unica certezza su Berlusconi è che cambia opinione (e strategia) numerose volte al giorno, spesso in ragione dei propri interlocutori”.</p>
<p style="text-align: justify;">Di fatto, con il passare delle ore, e ora dei giorni, <strong>la nota di Napolitano si riduce a un ultimatum a Berlusconi: abbandoni la scena politica</strong>. Il che coincide con l’analisi a caldo di quel testo che ho pubblicato la sera del 13 agosto. Ma questo non vuol dire che Berlusconi accetterà di farsi da parte.</p>
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