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	<title>USA &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Harris ammette, Trump si prepara a prendere il potere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Nov 2024 11:34:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[la vicepresidente degli Stati Uniti ha reso noto di avere perso contro Trump ma comunica al suo elettorato che la battaglia continuerà. Kamala Harris ha comunicato che dai dati risulta evidente che Donald Trump si sta preparando per assumere la presidenza degli Stati Uniti d&#8217;America.]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">la vicepresidente degli Stati Uniti ha reso noto di avere perso contro Trump ma comunica al suo elettorato che la battaglia continuerà. Kamala Harris ha comunicato che dai dati risulta evidente che Donald Trump si sta preparando per assumere la presidenza degli Stati Uniti d&#8217;America.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Nancy Pelosi attesa a Taiwan, Usa-Cina mobilitano le forze armate</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Aug 2022 19:42:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[(askanews) – Gli Stati Uniti hanno avvertito la Cina di non rispondere con provocazioni militari all’attesa vista a Taiwan, seppure non confermata, della presidente della Camera dei rappresentanti Nancy Pelosi. Anche se funzionari dell’amministrazione Usa hanno cercato di rassicurare Pechino sul fatto che l’eventuale arrivo a Taipei di Pelosi non rappresenterebbe alcun cambiamento della politica [&#8230;]]]></description>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1400" height="934" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nancy-pelosi.jpg" alt="" class="wp-image-16317" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nancy-pelosi.jpg 1400w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nancy-pelosi-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nancy-pelosi-405x270.jpg 405w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nancy-pelosi-768x512.jpg 768w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nancy-pelosi-696x464.jpg 696w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nancy-pelosi-1068x713.jpg 1068w" sizes="(max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /><figcaption>Nancy Pelosi</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">(askanews) – Gli Stati Uniti hanno avvertito la Cina di non rispondere con provocazioni militari all’attesa vista a Taiwan, seppure non confermata, della presidente della Camera dei rappresentanti Nancy Pelosi. Anche se funzionari dell’amministrazione Usa hanno cercato di rassicurare Pechino sul fatto che l’eventuale arrivo a Taipei di Pelosi non rappresenterebbe alcun cambiamento della politica di Washington nei confronti del territorio, la Casa Bianca ha affermato di essere preoccupata dal fatto che la Cina possa lanciare missili nello Stretto di Taiwan, inviare aerei da guerra nella zona di difesa aerea di Taiwan o organizzare attività navali o aeree su larga scala che attraversano linee tradizionali.<br>E in vista di un’ipotetica attività militare cinese, Washington sta già prendendo le sue contromisure. Dopo avere in ogni modo cercato di persuadere Pelosi a non recarsi a Taipei, ha dovuto approntare un dispositivo di protezione della presidente della Camera. Per terra, sono stati disposti più piani per la difesa degli spazi – hotel, percorsi stradali, uffici adibiti ad incontri con autorità – ed eventuali vie di fuga, in evidente accordo con le autorità locali. Per mare e per aria, il Pentagono ha invece disposto un ricollocamento delle unità già dispiegate nella regione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le risorse navali americane nella regione includono la portaerei USS Ronald Reagan, che è tornata nel Mar Cinese Meridionale dopo aver fatto scalo a Singapore la scorsa settimana, la nave d’assalto anfibia USS Tripoli, che si trova vicino a Okinawa, e la nave d’assalto anfibia USS America, a Sasebo, in Giappone. Nel Pacifico, la portaerei USS Abraham Lincoln, la Landing Helicopter Dock USS Essex e altre 36 navi da guerra, assieme a tre sottomarini, sono alle Hawaii per partecipare all’Esercitazione Rim of the Pacific (RIMPAC), che si concluderà giovedì.<br>Nel frattempo, i siti web di monitoraggio dei voli mostrano che due HC-130J Combat King II – l’unico velivolo ad ala fissa dedicato al recupero del personale dell’aeronautica americana – sono arrivati a Okinawa da Anchorage. Erano accompagnati da alcuni KC-135 Stratotanker e da un aereo da rifornimento in volo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">D’altra parte, anche la Cina sta intensificando l’attività militare intorno a Taiwan. Diversi caccia cinesi hanno volato questa mattina nei pressi della linea mediana che divide lo Stretto di Taiwan, a ricordare a Taipei che l’aviazione di Pechino potrebbe raggiungere l’isola in pochi minuti. Inoltre, le unità militari del Southern Theatre Command dell’Esercito popolare di liberazione cinese, che è responsabile del Mar Cinese Meridionale e di alcune missioni legate a Taiwan, sono entrate in stato di massima allerta.<br>Taiwan, che si è detta pronta e determinata a difendersi in caso di attacco cinese, sta invece preparando i suoi rifugi antiaerei. Secondo quanto riferito oggi dall’agenzia Reuters, non si tratterebbe di bunker appositamente costruiti ma di spazi sotterranei come parcheggi, il sistema della metropolitana e centri commerciali sotto il livello del suolo. La capitale Taipei ha più di 4.600 di questi rifugi che possono ospitare circa 12 milioni di persone, più di quattro volte la sua popolazione.</p>
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		<title>Pelosi a Taiwan: “Per la democrazia”. Pechino: ‘Provocazione’</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Aug 2022 19:34:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[(askanews) – La vista della delegazione del Congresso statunitense a Taiwan è in linea con l’impegno statunitense a sostegno della democrazia sull’isola. Lo ha dichiarato la Speaker della Camera, Nancy Pelosi, al suo arrivo a Taipei. “La nostra visita è una di varie delegazioni del Congresso a Taiwan – e non contraddice in alcun modo [&#8230;]]]></description>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" width="1217" height="694" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nancy-pelosi-taiwan.jpg" alt="" class="wp-image-16314" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nancy-pelosi-taiwan.jpg 1217w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nancy-pelosi-taiwan-300x171.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nancy-pelosi-taiwan-473x270.jpg 473w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nancy-pelosi-taiwan-768x438.jpg 768w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nancy-pelosi-taiwan-696x397.jpg 696w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nancy-pelosi-taiwan-1068x609.jpg 1068w" sizes="(max-width: 1217px) 100vw, 1217px" /><figcaption>Nancy Pelosi a Taiwan</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">(askanews) – La vista della delegazione del Congresso statunitense a Taiwan è in linea con l’impegno statunitense a sostegno della democrazia sull’isola. Lo ha dichiarato la Speaker della Camera, Nancy Pelosi, al suo arrivo a Taipei. “La nostra visita è una di varie delegazioni del Congresso a Taiwan – e non contraddice in alcun modo la politica di lunga data degli Stati Uniti, guidata dal Taiwan Relations Act of 1979, dai Comunicati congiunti Sino-americani e dalle Sei Rassicurazioni”. I deputati ribadiranno il sostegno americano per una libera regione indopacifica, e la contrarietà ad un cambiamento unilaterale dello statu quo dell’isola: gli Stati Uniti non possono rimanere a guardare mentre la Cina “minaccia Taiwan”, ha concluso.<br>“Una enorme provocazione politica”, così il ministero degli Esteri cinese ha definito la visita di Pelosi. La Cina “adotterà tutte le misure necessarie per proteggere la propria sovranità”, si legge in un comunicato diffuso dal ministero degli Esteri di Pechino. La Cina accusa gli Stati Uniti di voler “cambiare lo status quo” nell’isola, e ha chiesto a Washington di “smettere di interferire nella politica interna cinese, sostenendo le forze indipendentiste di Taiwan”.</p>
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		<title>Ue-Usa, Draghi: usacollaborazione di cui beneficeranno imprese Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Jun 2021 07:56:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Roma, 15 giu. (askanews) – “Con l’accordo di oggi Usa e Ue rafforzano la propria alleanza, consolidando una nuova stagione di cooperazione. In particolare, molte produzioni italiane di eccellenza potranno beneficiare della sospensione a lungo termine dei dazi commerciali. Un ulteriore passo verso il ritorno ad una piena collaborazione nei fori multilaterali, di cui beneficerà [&#8230;]]]></description>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" width="1160" height="724" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mariodraghi-presidentedelconsigliodeiministri.jpg" alt="Il presidente del Consiglio Mario Draghi" class="wp-image-15423" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mariodraghi-presidentedelconsigliodeiministri.jpg 1160w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mariodraghi-presidentedelconsigliodeiministri-300x187.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mariodraghi-presidentedelconsigliodeiministri-433x270.jpg 433w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mariodraghi-presidentedelconsigliodeiministri-768x479.jpg 768w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mariodraghi-presidentedelconsigliodeiministri-696x434.jpg 696w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mariodraghi-presidentedelconsigliodeiministri-1068x667.jpg 1068w" sizes="(max-width: 1160px) 100vw, 1160px" /><figcaption>Il presidente del Consiglio Mario Draghi</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Roma, 15 giu. (askanews) – “Con l’accordo di oggi Usa e Ue rafforzano la propria alleanza, consolidando una nuova stagione di cooperazione. In particolare, molte produzioni italiane di eccellenza potranno beneficiare della sospensione a lungo termine dei dazi commerciali. Un ulteriore passo verso il ritorno ad una piena collaborazione nei fori multilaterali, di cui beneficerà tutta la comunità transatlantica”. E’ quanto dichiara il presidente del Consiglio Mario Draghi.</p>
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		<title>F35, Governo: già in Usa il dovuto per commesse completate</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Mar 2019 13:25:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Roma, 14 mar. (askanews) – “Si è appena concluso l’incontro tra il Presidente del Consiglio Conte e il Ministro della Difesa Trenta. È stata un’occasione per vari aggiornamenti riguardanti i temi della difesa. In particolare, il colloquio ha riguardato anche il tema degli F35. Sono state già trasferite negli Stati Uniti le somme dovute per [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_14022" aria-describedby="caption-attachment-14022" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giuseppe-conte2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-14022" alt="Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giuseppe-conte2.jpg" width="1000" height="600" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giuseppe-conte2.jpg 1000w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giuseppe-conte2-300x180.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giuseppe-conte2-450x270.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><figcaption id="caption-attachment-14022" class="wp-caption-text">Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte</figcaption></figure></p>
<p>Roma, 14 mar. (askanews) – “Si è appena concluso l’incontro tra il Presidente del Consiglio Conte e il Ministro della Difesa Trenta. È stata un’occasione per vari aggiornamenti riguardanti i temi della difesa. In particolare, il colloquio ha riguardato anche il tema degli F35. Sono state già trasferite negli Stati Uniti le somme dovute per le commesse già completate e nei prossimi giorni verranno concretamente effettuati i pagamenti”. È quanto si legge in una nota della presidenza del Consiglio.</p>
<p>Il Lockheed Martin F-35 Lightning II, o Joint Strike Fighter-F35, è un caccia multiruolo monoposto di 5ª generazione, a singolo propulsore, con ala trapezoidale a caratteristiche stealth. Le sue capacità multiruolo lo rendono utilizzabile per compiti di supporto aereo ravvicinato, bombardamento tattico e missioni di superiorità aerea. Battendo il Boeing X-32, è diventato il vincitore della gara per il programma JSF (Joint Strike Fighter) per la ricerca di un aereo che potesse sostituire diversi modelli dell&#8217;USAF, dell&#8217;US Navy e dei USMC (Marines). Inizialmente era previsto che circa l&#8217;80% delle parti fosse in comune fra le diverse versioni, ma poi, con l&#8217;evolversi del progetto, non si è potuto raggiungere più del 25/27%, sebbene l&#8217;elettronica di bordo e una parte del software saranno molto simili tra loro.</p>
<p>Esistono tre versioni dell&#8217;F-35: una variante a decollo e atterraggio convenzionale (F-35A &#8211; Conventional Take Off and Landing), una variante a decollo corto e atterraggio verticale, per poter operare da portaerei di dimensioni ridotte come la portaerei italiana Cavour (F-35B Short Take Off And Vertical Landing), e una variante per l&#8217;uso su portaerei convenzionali dotate di catapulte (F-35C &#8211; Catapult Assisted Take Off But Arrested Recovery). Fonte Wikipedia</p>
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		<title>Donald Trump: pena di morte per i grandi spacciatori di droga</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Feb 2018 22:05:07 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[pena di morte]]></category>
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					<description><![CDATA[New York, 26 feb. (fonte: askanews) – Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, vorrebbe la pena di morte per i grandi spacciatori di droga. Lo sostiene Axios, citando fonti vicine al capo di Stato. Trump si ispirerebbe alle politiche di Singapore per contrastare l’uso e lo spaccio di droghe e da mesi ripeterebbe ad [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/donald-trump1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-13096" alt="donald-trump" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/donald-trump1.jpg" width="800" height="499" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/donald-trump1.jpg 800w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/donald-trump1-300x187.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/donald-trump1-432x270.jpg 432w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a>New York, 26 feb. (fonte: askanews) – Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, vorrebbe la pena di morte per i grandi spacciatori di droga. Lo sostiene Axios, citando fonti vicine al capo di Stato. Trump si ispirerebbe alle politiche di Singapore per contrastare l’uso e lo spaccio di droghe e da mesi ripeterebbe ad amici e consiglieri che nella città-Stato il consumo di droghe è molto basso perché gli spacciatori vengono condannati a morte.</p>
<p style="text-align: justify;">“Quando ho chiesto al primo ministro se avessero un problema con la droga, lui ha risposto: ‘No. Pena di morte&#8217;” ha più volte raccontato il presidente, che considera i grandi spacciatori alla stregua dei serial killer e, per questo, meritevoli della pena di morte. Secondo le fonti di Axios, Trump ripeterebbe che un approccio più morbido sulle droghe non funzionerebbe.</p>
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		<title>USA: il Pentagono rinnoverà il suo arsenale nucleare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Feb 2018 23:48:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[deterrente nucleare]]></category>
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					<description><![CDATA[Washington (askanews) – Bombe nucleari nuove e a basso potenziale; il Pentagono ha fatto sapere di voler rinnovare il suo arsenale nucleare come possibile deterrente contro le azioni russe degli ultimi anni. È scritto nel cosiddetto “Nuclear Posture Review”, il documento con cui vengono delineate le ambizioni nucleari del presidente americano Donald Trump. “Questo Npr – [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_11409" aria-describedby="caption-attachment-11409" style="width: 799px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/donal-trump1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11409" alt="Il Presidente degli Stati Uniti d'America Donal Trump" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/donal-trump1.jpg" width="799" height="541" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/donal-trump1.jpg 799w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/donal-trump1-300x203.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/donal-trump1-398x270.jpg 398w" sizes="auto, (max-width: 799px) 100vw, 799px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11409" class="wp-caption-text">Il Presidente degli Stati Uniti d&#8217;America Donald Trump</figcaption></figure></p>
<p>Washington (askanews) – Bombe nucleari nuove e a basso potenziale; il Pentagono ha fatto sapere di voler rinnovare il suo arsenale nucleare come possibile deterrente contro le azioni russe degli ultimi anni. È scritto nel cosiddetto “Nuclear Posture Review”, il documento con cui vengono delineate le ambizioni nucleari del presidente americano Donald Trump. “Questo Npr – ha spiegato il vice segretario alla Difesa, Patrick Shanahan – risponde alle odierne esigenze di sicurezza con una strategia nucleare su misura e capacità flessibili di deterrenza”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>USA: pronti a colpire la Corea del Nord</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2017/08/usa-pronti-a-colpire-la-corea-del-nord/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Aug 2017 18:02:36 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Corea del Nord]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
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					<description><![CDATA[New York, Donald Trump non abbassa il tiro su Pyongyang e, anzi, rinnova la determinazione degli Stati Uniti ad agire se Kim Jong Un agirà in modo sconsiderato. “Le soluzioni militari sono ora pienamente allestite, caricate e pronte a colpire, nel caso in cui la Corea del Nord dovesse agire in modo dissennato. Speriamo che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_12546" aria-describedby="caption-attachment-12546" style="width: 900px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/navi-da-guerra.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-12546" alt="Navi da guerra americane pronte all'attacco" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/navi-da-guerra.jpg" width="900" height="561" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/navi-da-guerra.jpg 900w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/navi-da-guerra-300x187.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/navi-da-guerra-433x270.jpg 433w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12546" class="wp-caption-text">Navi da guerra americane pronte all&#8217;attacco</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">New York, Donald Trump non abbassa il tiro su Pyongyang e, anzi, rinnova la determinazione degli Stati Uniti ad agire se Kim Jong Un agirà in modo sconsiderato. “Le soluzioni militari sono ora pienamente allestite, caricate e pronte a colpire, nel caso in cui la Corea del Nord dovesse agire in modo dissennato. Speriamo che Kim Jong Un troverà un’altra strada”, ha scritto il presidente americano su Twitter. Rincarando anche la dose, il quotidiano ufficiale del Partito dei lavoratori coreani – la dorsale principale del regime di Kim Jong Un – ha promesso che gli Usa pagheranno un prezzo molto caro per le sanzioni decise nel Consiglio di sicurezza Onu e le provocazioni militari.</p>
<p style="text-align: justify;">“E’ una tragedia che i comportamenti spietati e isterici (dell’amministrazione Usa) possano ridurre gli Stati uniti in polvere in ogni momento”, si legge nella traduzione inglese del Rodong sinmun ripresa da KCNA Watch, dopo che il giornale precisa che l’America non deve pensare di essere al di fuori della gittata dei missili nordcoreani. Quale sarà lo sbocco finale della surriscaldata crisi nordcoreana, che sta tenendo col fiato sospeso il mondo in un crescendo di dichiarazioni bellicose da parte del presidente Usa Donald Trump e del regime di Pyongyang?</p>
<p style="text-align: justify;">Gli analisti s’interrogano sui possibili scenari, mentre i protagonisti continuano a lanciare minacce reciproche. Ieri Trump non solo ha ribadito la promessa di far piovere “fuoco e ira” su Pyongyang, ma ha rincarato la dose, mentre oggi un editoriale del quotidiano ufficiale nordcoreano Rodong sinmun avverte che gli Usa “pagheranno a caro prezzo le sanzioni e le provocazioni” contro la Corea del Nord. Sono tre i possibili scenari che si prospettano: quello peggiore, cioè un conflitto armato; il secondo vede Pyongyang cedere a eventuali pressioni cinesi e alle sanzioni economiche; il terzo prospetta un ritorno al tavolo delle trattative ormai impolverato da almeno otto anni di mancato utilizzo. Fonte ASCA)</p>
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		<title>G7 a Taormina, dal terrorismo al clima con l’incognita Trump</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 May 2017 19:37:43 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
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					<description><![CDATA[La lotta al terrorismo unisce, la politica sui cambiamenti climatici divide. O, almeno, crea qualche tensione. Da venerdì a Taormina, i capi di Stato e di governo di Italia, Stati uniti, Francia, Regno unito, Canada, Germania e Giappone discuteranno per due giorni di estremismo, globalizzazione, grandi crisi internazionali, cambiamenti climatici, commercio. Sarà l’occasione per verificare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_11660" aria-describedby="caption-attachment-11660" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/donald-trump.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11660" alt="Il Presidente degli Stati Uniti d'America Donald Trump" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/donald-trump.jpg" width="800" height="513" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/donald-trump.jpg 800w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/donald-trump-300x192.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/donald-trump-421x270.jpg 421w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11660" class="wp-caption-text">Il Presidente degli Stati Uniti d&#8217;America Donald Trump</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">La lotta al terrorismo unisce, la politica sui cambiamenti climatici divide. O, almeno, crea qualche tensione. Da venerdì a Taormina, i capi di Stato e di governo di Italia, Stati uniti, Francia, Regno unito, Canada, Germania e Giappone discuteranno per due giorni di estremismo, globalizzazione, grandi crisi internazionali, cambiamenti climatici, commercio. Sarà l’occasione per verificare punti di convergenza e distanze. E se tutti concorderanno sulla necessità di far fronte senza divisioni alle minacce del terrorismo islamico, qualcuno dovrà fare buon viso a cattivo gioco su temi altrettanto importanti, ma divisivi: il rispetto dell’Accordo di Parigi sul clima e le regole del commercio internazionale in primis.</p>
<p style="text-align: justify;">D’altra parte, al G7 di Taormina parteciperanno leader che siederanno al tavolo dei grandi per la prima volta. O che, addirittura, non si sono mai incontrati prima d’ora. Ospiti del padrone di casa <strong>Paolo Gentiloni</strong> saranno <strong>Emmanuel Macron</strong>, <strong>Angela Merkel, Justin Trudeau, Shinzo Abe, Theresa May</strong> e la grande “incognita” <strong>Donald Trump</strong>, il cui arrivo alla Casa Bianca ha determinato un cambio di rotta dell’America su molti temi caldi.</p>
<p style="text-align: justify;">DOPO MANCHESTER, FRONTE COMUNE CONTRO IL TERRORISMO</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’attentato di Manchester ha cambiato solo parzialmente l’agenda dei lavori, ma la strage di adolescenti nel Regno unito ha compattato ulteriormente il fronte antiterrorismo.</strong> In preparazione del G7, oggi, il premier Paolo Gentiloni ha incontrato Donald Trump a Roma. Se ne parlerà ancora. E a Taormina, su questo, non ci saranno divisioni. Il vertice in Sicilia è visto come un’occasione per mostrare l’unità dei leader e dei Paesi, nonché l’impegno comune e la determinazione contro la minaccia dell’Isis e delle organizzazioni jihadiste, all’indomani della strage. Secondo quanto si è appreso da fonti diplomatiche, il G7 approverà una dichiarazione ad hoc, disgiunta dal comunicato finale (che sarà più breve del solito, al massimo 10 pagine contro le 30-40 di prassi). L’obiettivo è “far arrivare un messaggio di condivisione e di unità sui valori” attraverso un documento “contro il terrorismo” dedicato e approvato all’unanimità.</p>
<p style="text-align: justify;"> LA PARTITA SUL CLIMA. PARIGI AVVERTE: RISCHIO DIVISIONI</p>
<p style="text-align: justify;">Il rispetto degli Accordi di Parigi sul clima sarà, con ogni probabilità, il tema “più complicato” in discussione al vertice, al punto che, secondo quanto indicato oggi da fonti dell’Eliseo, potrebbe impedire un comunicato finale condiviso sul tema. Emmanuel Macron fa dell’attuazione dell’Accordo una delle priorità della sua agenda di politica internazionale; Trump invece non ha ancora completato il processo di revisione delle politiche climatiche Usa, dopo il rinvio a data da destinarsi di una riunione appositamente convocata a Washington.</p>
<p style="text-align: justify;">“La Presidenza italiana ha diverse opzioni”, hanno spiegato fonti presidenziali francesi. “Preparare due testi oppure un testo comune senza menzionare il clima, se non in maniera marginale. Ma sarebbe una delusione”. In ogni caso, si tratterebbe di “un fatto insolito” perché presuppone che a meno di 48 ore dall’inizio del vertice gli sherpa non hanno ancora concordato una posizione condivisa su “un testo di dichiarazione finale” e avranno bisogno di negoziare “fino alle prime ore del mattino di sabato”. Nessuno – hanno riferito fonti diplomatiche italiane – intende compiere passi tali da fornire all’esterno l’impressione di una rottura con gli Usa. Un atteggiamento di cautela che, è stato aggiunto, non impedirà a taluni Paesi come Italia, Germania e Francia di ribadire con forza l’importanza degli accordi raggiunti a Parigi e la necessità della loro “piena attuazione”.</p>
<p style="text-align: justify;"> COMMERCIO INTERNAZIONALE: LIBERO SCAMBIO CONTRO PROTEZIONISMO</p>
<p style="text-align: justify;">Altro tema caldo del vertice sarà quello del commercio internazionale, su cui andranno “chiarite le posizioni reciproche” allo scopo di trovare un’intesa. Gli sherpa sono ancora al lavoro per appianare le differenze. Il punto di partenza comune, si spiega, è che il commercio libero e aperto ha portato benefici, ma è vero che parte della popolazione si è sentita esclusa dalla globalizzazione e che pratiche distorsive a livello internazionale sono innegabili. Dunque – è il ragionamento – il commercio deve essere libero. “Vogliamo essere ambiziosi sulla difesa del sistema multilaterale”, ha precisato una fonte diplomatica francese. Una conclusione che non tutti condividono e che stride con il protezionismo propugnato dal presidente Usa, alla base anche delle decisione di Washington di rinunciare al Partenariato trans-Pacifico (Tpp), l’accordo per l’area di libero scambio più grande al mondo lanciato da Barack Obama e messo in soffitta proprio da Trump.</p>
<p style="text-align: justify;">Il presidente Usa in Sicilia porrà l’accento sulla leadership degli Stati Uniti e metterà in discussione quelle che lui considera pratiche sleali nel commercio internazionale, ha avvertito il consigliere americano per la Sicurezza Nazionale, Herbert Raymond McMaster. Secondo Julianne Smith, analista del Centre for New American Security, “le possibilità di frizione sono molto elevate”. “Ci sono leader che non sono ancora del tutto convinti del valore dell’economia voluta da Trump”, in particolare su commercio internazionale e ruolo dell’Organizzazione mondiale del Commercio.</p>
<p style="text-align: justify;"> IMMIGRAZIONE: UNA SFIDA GLOBALE</p>
<p style="text-align: justify;">I sette grandi affronteranno anche la questione migratoria, intesa come sfida globale: un tema molto caro alla presidenza italiana. L’Italia, Paese di approdo di centinaia di migliaia di migranti che dalla Libia tentano di raggiungere l’Europa, spera che Trump accetti un maggior numero di migranti che fuggono dalla guerra in Siria o che contribuisca finanziariamente, aiutando l’Europa ad affrontare la crisi umanitaria. Secondo le fonti diplomatiche, inizialmente era stata ipotizzata una dichiarazione a parte sul tema immigrazione. Questa strada è stata poi abbandonata e sul tema ci sarà un passaggio del comunicato finale.</p>
<p style="text-align: justify;"> LE CRISI INTERNAZIONALI E IL RAPPORTO CON MOSCA</p>
<p style="text-align: justify;">Altri temi caldi da affrontare saranno quelli relativi alle crisi internazionali: Libia, Siria, Corea del Nord, Ucraina. E anche la questione dei rapporti con la Russia. A questo proposito ci sarà una “discussione approfondita” sull’attuazione degli accordi di Minsk. Ci sono diversità di opinioni sulle sanzioni. L’Italia ha sempre spinto contro un automatismo del rinnovo, puntando invece sulla strategia del doppio binario: mantenere aperto un canale di dialogo con Mosca senza rinunciare ai principi condivisi con gli alleati. Un ritorno allo schema del G8, con il rientro della Russia, hanno riferito le fonti, “non è attuale”, anche se per l’Italia “in una prospettiva futura ha un senso”.</p>
<p style="text-align: justify;"> L’AFRICA: UNA STRATEGIA DI LUNGO RAGGIO</p>
<p style="text-align: justify;">All’Africa è dedicata la sessione outreach del sabato, a cui sono stati invitati Tunisia, Niger, Nigeria, Kenya ed Etiopia, ma anche Unione africana, Banca africana per lo Sviluppo, Organizzazione per la Cooperazione economica e lo Sviluppo, Nazioni unite, Fondo monetario internazionale e Banca mondiale. L’approccio dell’Italia, in questo tema, è quello di affrontare la sfida delle migrazioni con una visione di “lungo raggio”, affrontando le cause profonde e puntando su sviluppo sostenibile, innovazione, infrastrutture, sicurezza alimentare. Particolare attenzione verrà prestata al tema delle disuguaglianze, non solo di reddito o ricchezza ma anche di genere, etnia, accesso all’istruzione e alla salute. Per quanto riguarda la parità di genere, l’Italia mira (con “fiducia”) ad approvare una road map per il women empowerment, soprattutto nell’economia e nel lavoro.</p>
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		<title>La ceramica rilancia sugli Usa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[eleonora]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Apr 2017 18:47:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Made in Italy]]></category>
		<category><![CDATA[ceramica]]></category>
		<category><![CDATA[Il Parlamentare]]></category>
		<category><![CDATA[industria]]></category>
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		<category><![CDATA[USA]]></category>
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					<description><![CDATA[Coverings, la più grande fiera internazionale della ceramica e dei marmi in Nord America ha chiuso nei giorni scorsi a Orlando, in Florida (Usa), la 28esima edizione con numeri record: +8% gli spazi espositivi e +30% i materiali esposti negli stand. La rassegna americana ha confermato le altissime aspettative dei produttori di piastrelle sul mercato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ceramica-piastrelle-Imagoeconomica-IlSole24Ore-Web.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-12201" alt="ceramica-piastrelle-Imagoeconomica-IlSole24Ore-Web" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ceramica-piastrelle-Imagoeconomica-IlSole24Ore-Web.jpg" width="835" height="437" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ceramica-piastrelle-Imagoeconomica-IlSole24Ore-Web.jpg 835w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ceramica-piastrelle-Imagoeconomica-IlSole24Ore-Web-300x157.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ceramica-piastrelle-Imagoeconomica-IlSole24Ore-Web-480x251.jpg 480w" sizes="auto, (max-width: 835px) 100vw, 835px" /></a><br />
Coverings</strong>, la più grande <strong>fiera internazionale della ceramica e dei marmi in Nord America</strong> ha chiuso nei giorni scorsi a Orlando, in Florida (Usa), la 28esima edizione con numeri record: +8% gli spazi espositivi e +30% i materiali esposti negli stand. La rassegna americana ha confermato le altissime aspettative dei produttori di piastrelle sul mercato statunitense, a dispetto dei timori legati alle politiche protezionistiche dell’era Trump.</p>
<p style="text-align: justify;">Il mercato dell’edilizia oltreoceano sta infatti correndo da sette anni e dopo il +4,4% degli investimenti in costruzioni nel 2016, U.S. Census Bureau stima un +6,3% nel 2017 e un +7,2% nel 2018. L’effetto traino sulla domanda di piastrelle è stato netto, con una crescita media del 7% dal 2013 a oggi e consumi saliti lo scorso anno a 270 milioni di metri quadri (mq) e 3,2 miliardi di euro, per i due terzi alimentati da importazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">E l’industria italiana è la prima a scommettere sulla locomotiva americana, in virtù dell’indiscussa posizione di leadership, in quanto primo Paese fornitore in valore (700 milioni di euro di esportazioni pari a 39 milioni di mq di piastrelle vendute nel 2016) e unico tra i competitor mondiali a presidiare direttamente il mercato a stelle e strisce, con cinque marchi italiani – Marazzi-Mohawk escluso – che nel nuovo continente hanno fabbriche da cui escono altri 25 milioni di mq di piastrelle l’anno.</p>
<p style="text-align: justify;">Di fronte a un mercato italiano dell’edilizia che continua a languire attorno a incrementi dello “zero virgola” (la domanda interna vale oggi meno del 16% del fatturato dell’industria ceramica); a un’Europa che già assorbe oltre la metà dell&#8217;export ceramico italiano con tassi di crescita che difficilmente superano il 3% l’anno; alla domanda paralizzata del mercato russo; e alle incertezze geopolitiche sui nuovi mercati ad alto potenziale, l’America torna a essere la terra promessa.</p>
<p style="text-align: justify;">«Oggi il 22% del consumo di ceramica americano è tricolore, tra quello che esportiamo e quello che produciamo qui, ed è un dato che ci pone allo stesso livello dei produttori americani e davanti a Cina e Messico (primo e secondo fornitore degli Usa in volumi, <i>ndr</i>). Un primato che si va rafforzando: nel 2016 il nostro export negli Usa è aumentato dell’8%, il nostro peso come Paese fornitore è salito dal 35 al 36% in valore e nel 2017, dalle prime indicazioni, sembra destinato a consolidarsi ulteriormente», sottolinea il presidente di Confindustria Ceramica, Vittorio Borelli, intervenendo alla conferenza internazionale all’Orange County Convention Center di Orlando, 1.100 mille imprese espositrici da 40 Paesi capitanate dai 126 marchi italiani. Che catturano i visitatori (25mila lo scorso anno nell’edizione di Chicago) per l’imponenza e il design degli stand. A conferma del primato qualitativo e innovativo del made in Italy che il mercato statunitense valorizza riconoscendo al prodotto italiano un 33% di prezzo in più al metro quadrato rispetto alla media di settore.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli investimenti sulla fiera Covernings – secondo solo al salone italiano Cersaie per importanza, frutto del lavoro di squadra tra Ceramics of Italy (Confindustria Ceramica), gli omologhi spagnoli di Tile of Spain e le associazioni americane dei distributori, dei produttori e dei contractors – possono sembrare massicci rispetto al ruolo effettivo della ceramica sul mercato americano, se si pensa che la piastrella vale appena un 13% dei materiali per pavimenti (contro il 60% in Italia) e i consumi americani incidono per il 4% sul totale mondiale. Ma quando Coverings partì, 28 anni fa, la piastrella era confinata a un 3% del mercato oltreoceano dei rivestimenti e la moquette era al 78%, contro il 50% attuale. E oggi gli Usa sono non solo il primo importatore di piastrelle al mondo (assieme all’Arabia Saudita) con un trend stimato in crescita del 7% anche in questo 2017, ma anche il Paese con i più alti standard di sicurezza e sostenibilità nel costruire. Ciò ha permesso alla ceramica di spodestare tutti gli altri prodotti diretti competitor (legno e luxury vinyl in testa) al punto che è appena stato battezzato un “National Tile Day” statunitense: il 23 febbraio, giorno in cui ogni anno sarà celebrato il valore della ceramica nel design e nell&#8217;architettura.</p>
<p style="text-align: justify;">«In questo contesto la ceramica italiana fa la differenza – conclude Emilio Mussini, presidente della commissione confindustriale Attività promozionali e fiere – perché è imbattibile per qualità, design, innovazione e competenze». Il testimone passa ora a Cersaie, l&#8217;evento clou a livello mondiale per la ceramica con i suoi 156mila mq espositivi e oltre 100mila visitatori, che aprirà a Bologna il prossimo 25 settembre la 35esima edizione.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte Il Sole 24Ore a cura di Ilaria Vesentini</p>
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