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	<title>turchia &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Turchia, a pochi voti dalla fine dello scrutinio Erdogan in lieve vantaggio.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Apr 2017 17:18:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Il Parlamentare]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
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					<description><![CDATA[Lo scrutinio del referendum costituzionale con cui Recep Tayyip Erdogan potrebbe acquisire più poteri sta riservando delle sorprese. All’inizio dello spoglio sembrava che il Reis andasse verso una schiacciante vittoria. Invece con il 90,50% delle schede scrutinate al referendum costituzionale sul presidenzialismo in Turchia, voluto da Recep Tayyip Erdogan, il &#8216;sì&#8217; continua a calare ma resta in vantaggio. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/tuchia-il-sole-24ore.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-12168" alt="Referendum Costituzionale Turchia" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/tuchia-il-sole-24ore.jpg" width="834" height="437" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/tuchia-il-sole-24ore.jpg 834w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/tuchia-il-sole-24ore-300x157.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/tuchia-il-sole-24ore-480x251.jpg 480w" sizes="(max-width: 834px) 100vw, 834px" /></a><br />
Lo scrutinio del <strong>referendum costituzionale</strong> con cui <strong>Recep Tayyip Erdogan</strong> potrebbe acquisire più poteri sta riservando delle sorprese. All’inizio dello spoglio sembrava che il Reis andasse verso una schiacciante vittoria. Invece con il 90,50% delle schede scrutinate al referendum costituzionale sul presidenzialismo in <strong>Turchia</strong>, voluto da Recep Tayyip Erdogan, il &#8216;sì&#8217; continua a calare ma resta in vantaggio. Secondo i dati diffusi da Anadolu, il 52,74% ha votato a favore della riforma e il 47,26% contro.</p>
<p style="text-align: justify;">Fino alla metà delle schede scrutinate (50,70%), invece il vantaggio del sì al referendum costituzionale sul presidenzialismo in Turchia, voluto da Recep Tayyip Erdogan, restava ampio. I favorevoli sono il 57,8% e i contrari il 42,2%, secondo i dati di Anadolu.</p>
<p style="text-align: justify;">Erdogan vincerebbe nella Anatolia centrale. Gli ultimi dati comunque dimostrano un risultato incerto.</p>
<p style="text-align: justify;">La protesta dell’opposizione<br />
«Il Consiglio elettorale supremo ha cambiato le regole del voto. Questo significa permettere brogli», creando «un serio problema di legittimità». Così il vice-leader del principale partito di opposizione (Chp) in Turchia, Bulent Tezcan, ha commentato la decisione di oggi del Consiglio (Ysk) di autorizzare per la prima volta il conteggio delle schede senza timbro ufficiale nel referendum costituzionale sul presidenzialismo, a meno che non venga provato un loro impiego fraudolento.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte Il Sole 24Ore</p>
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		<title>Erdogan corre, ma dove? Gli Haker si ribellano e pubblicano e-mail del suo partito</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Jul 2016 15:28:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[erdogan]]></category>
		<category><![CDATA[giampiero scola]]></category>
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					<description><![CDATA[Roma &#8211; di Fabio Gallo/ Il Sultano-Presidente Erdogan corre, corre, ma non si sa dove, cosa vuole fare e dove vuole arrivare. Nel senso che lo hanno capito tutti e questo golpe sta diventando il tormentone degli Organi della Stampa internazionale. Non c&#8217;è un solo Magazine che si rispetti che non da sfogo a mille [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_11047" aria-describedby="caption-attachment-11047" style="width: 795px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/la-vignetta-su-erdogan-di-scola.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-11047" alt="la-vignetta-su-erdogan-di-scola" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/la-vignetta-su-erdogan-di-scola.jpg" width="795" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/la-vignetta-su-erdogan-di-scola.jpg 795w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/la-vignetta-su-erdogan-di-scola-300x175.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/la-vignetta-su-erdogan-di-scola-460x270.jpg 460w" sizes="(max-width: 795px) 100vw, 795px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11047" class="wp-caption-text">La vignetta di Giampiero Scola, Avvocato e Disegnatore italiano</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">Roma &#8211; di Fabio Gallo/</p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>Sultano-Presidente Erdogan</strong> corre, corre, ma non si sa dove, cosa vuole fare e dove vuole arrivare. Nel senso che lo hanno capito tutti e questo golpe sta diventando il tormentone degli Organi della Stampa internazionale. Non c&#8217;è un solo Magazine che si rispetti che non da sfogo a mille interrogativi, davvero troppi per essere taciuti&#8230;, e raffigurati.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;immaginario collettivo il Presidente Erdogan risolve il golpe tramite video messaggio dal cellulare, mentre è in corsa. Il fatto sta animando giornalisti, critici e analisti e disegnatori di tutto il mondo e ILPARLAMENTARE.IT ha scelto la vignetta di <strong>Giampiero Scola</strong>, Avvocato di professione ma noto anche per la <strong>straordinaria capacità della sua matita di cogliere l&#8217;attimo, senza mai offendere</strong>. La vignetta raffigura il <strong>Presidente turco Erdogan</strong> che corre con il cellulare in mano ma non si comprende da cosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Una cosa è certa: la rete torna a pullulare di immagini terrificanti e <strong>decapitazioni di bambini operate dai militanti islamici</strong> che lottano per la Nour al-Din al-Zenki (Movimento <strong>turco-backed</strong>). Qui il link della decapitazione del bambino che sconsigliamo nel modo più assoluto a chi non tollera immagini molto dure, ma che riteniamo di dovere pubblicare perché i lettori possano avere la possibilità di comprendere cosa siano diventate queste devianze umana senza onore. <a href="https://www.almasdarnews.com/article/aleppo-rebels-behead-a-child/?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss." target="_blank">Clicca qui</a> <a href="https://www.almasdarnews.com/article/aleppo-rebels-behead-a-child/?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss" target="_blank"><br />
</a></p>
<figure id="attachment_11049" aria-describedby="caption-attachment-11049" style="width: 495px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Erdogan-i-disegni-di-Scola-2.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-11049" alt="Il Sultano-Presidente Erdogan nel disegno di Scola" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Erdogan-i-disegni-di-Scola-2.jpg" width="495" height="690" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Erdogan-i-disegni-di-Scola-2.jpg 495w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Erdogan-i-disegni-di-Scola-2-215x300.jpg 215w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Erdogan-i-disegni-di-Scola-2-193x270.jpg 193w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Erdogan-i-disegni-di-Scola-2-300x418.jpg 300w" sizes="(max-width: 495px) 100vw, 495px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11049" class="wp-caption-text">Il Sultano-Presidente Erdogan nel disegno di Scola</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Ma è proprio vero che <strong>chi di innovazione ferisce, di innovazione perisce.</strong> Infatti, a poche ore dai fatti, gli Hacker non gradendo il delinearsi di una purga di Stato che ricorda le impennate ottomane del passato, hanno sottratto e pubblicato su <strong>Wikileaks quasi 300mila e-mail</strong> dell&#8217;<strong>Akp, il partito al potere del presidente Recep Tayyip Erdogan</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel dettaglio si tratta di 294.548 messaggi di posta elettronica. &#8220;Il materiale è stato ottenuto una settimana prima del tentato colpo di Stato. Abbiamo anticipato la pubblicazione in risposta alle epurazioni del governo&#8221;, ha spiegato Wikileaks.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di un primo scaglione, contenente mail e migliaia di file allegati, provenienti da 762 caselle di posta elettronica con iniziali dalla lettera A alla lettera I. &#8220;Abbiamo verificato il materiale e la fonte &#8211; aggiunge Wikileaks &#8211; che non è collegata in alcun modo agli elementi dietro al tentato golpe o a un partito politico o Stato rivali&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Le e-mail provengono da <strong>akparti.org.tr</strong>, <strong>dominio primario del partito di Erdogan</strong>. La mail più recente è stata inviata il 6 luglio 2016, la più datata risale al 2010. Wikileaks fa notare come &#8220;le mail associate a tale dominio dovrebbero essere quelle utilizzate per trattare con il mondo&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Wikileaks:</strong> <strong>&#8220;attaccati da hacker, probabile Ankara&#8221;</strong> &#8211; Wikileaks ha denunciato anche di aver subìto due giorni fa un &#8220;pesante&#8221; attacco hacker e di essere tutt&#8217;ora sotto tali attacchi, presumibilmente da parte di &#8220;fazioni del potere statale turco o suoi alleati&#8221;. &#8220;Non siamo sicuri della reale origine dell&#8217;attacco &#8211; afferma l&#8217;organizzazione di whistleblowing fondata da <strong>Julian Assange</strong> -, ma &#8220;la tempistica suggerisce&#8221; questo. I denunciati attacchi hacker sono arrivati subito dopo l&#8217;annuncio dell&#8217;imminente pubblicazione, avvenuta poi effettivamente martedì sera, di centinaia di migliaia di mail provenienti dal dominio del partito di Erdogan.</p>
<p>I NUMERI DEL TENTATO GOLPE AGGIORNATI AL 19 LUGLIO</p>
<p>oltre <strong>300</strong> morti<br />
<strong>104</strong> golpisti uccisi<br />
almeno <strong>1.491</strong> feriti<br />
<strong>9.322</strong> persone arrestate<br />
<strong>103</strong> tra generali e alti ufficiali detenuti<br />
<strong>21.000</strong> docenti della scuola privata a cui è stata revocata la licenza<br />
<strong>15.200</strong> insegnanti della scuola pubblica sospesi<br />
<strong>1.577</strong> decani universitari a cui sono state chieste le dimissioni<br />
<strong>7.899</strong> poliziotti sospesi<br />
<strong>2.745</strong> giudici rimossi<br />
<strong>8.777</strong> dipendenti del ministero dell&#8217;Interno sollevati dai loro incarichi, tra cui<br />
<strong>614</strong> gendarmi<br />
<strong>47</strong> governatori di distretti provinciali<br />
<strong>30</strong> prefetti su 80 sospesi</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Accordo tra Grecia e Troika: ha vinto Obama con il &#8220;Cavallo di Troika&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2015 19:01:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia&Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
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					<description><![CDATA[A cura di Alessandro Corneli/ Esperto in Geopolotica/ È sempre abbastanza facile mettere d’accordo gli idioti: basta mettere un po’ di noccioline nel piatto e tutti ci si ficcano a testa bassa. Ben più difficile è mettere d’accordo le persone intelligenti, che vivono di distinguo, di priorità, di identità cui non vogliono rinunziare. Vale anche [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_9548" aria-describedby="caption-attachment-9548" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/cavallo-di-troika.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-9548" alt="cavallo-di-troika" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/cavallo-di-troika.jpg" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/cavallo-di-troika.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/cavallo-di-troika-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/cavallo-di-troika-457x270.jpg 457w" sizes="auto, (max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-9548" class="wp-caption-text">Il Cavallo di Troika</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">A cura di Alessandro Corneli/ Esperto in Geopolotica/</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>È sempre abbastanza facile mettere d’accordo gli idioti:</strong> basta mettere un po’ di noccioline nel piatto e tutti ci si ficcano a testa bassa. <strong>Ben più difficile è mettere d’accordo le persone intelligenti</strong>, che vivono di distinguo, di priorità, di identità cui non vogliono rinunziare. Vale anche per popoli idioti e popoli intelligenti.</p>
<p style="text-align: justify;">La civiltà è nata in uno spazio territoriale ristretto, che sulla cartina oggi identifichiamo con l’Iraq, la Siria, la Turchia e la fascia libano-palestinese, a contatto con la civiltà della valle del Nilo e con quella minoica di Creta, su cui più tardi si innestarono quella micenea e quella propriamente greca.  La grande intuizione di <strong>Alessandro Magno</strong> fu di riunire questa prodigiosa energia in un’unica struttura. Se non fosse morto giovane, la storia del mondo sarebbe cambiata ben più di quanto hanno influito la morte di Cesare o la sconfitta di Napoleone.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora, il punto è che i popoli e gli Stati eredi di questa spettacolare concentrazione di intelligenza e di creatività, sviluppatasi nel corso di tre millenni, sono l’uno contro l’altro a disputarsi fazzoletti di terra, per lo più montagnosa e soggetta a movimenti tellurici, e di mare, caldo e quindi non eccessivamente pescoso, ma sul quale si specchiò Ulisse.</p>
<p style="text-align: justify;">Non c’è dubbio che a volere mantenere tante animosità in così piccolo spazio siano, da secoli, potenze vicine e lontane, lontane soprattutto dai vertici di civiltà raggiunti nel Vicino Oriente. Se al Cairo, a Gerusalemme, a Damasco, a Baghdad, ad Ankara e ad Atene si capisse questo, e si rimettesse in campo l’idea di Alessandro, tutti i giochi sulle spalle dei popoli e degli Stati del Vicino Oriente finirebbero di colpo e la prosperità si diffonderebbe.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma non è così e la Grecia è rimasta isolata perché i suoi guai sono visti con favore dai suoi vicini (petrolio dell’Egeo, turismo, ecc.) che sperano di trarre vantaggi da un’Atene commissariata che dovrà ospitare i rappresentanti della Troika, guardiani dell’Acropoli.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il piano presentato a Tsipras non è l’ennesimo salvataggio della Grecia, ma l’ennesimo salvataggio della Ue e dell’euro</strong>, che non deve però essere assegnato alle capacità negoziali della Germania o alla salvaguardia di un progetto europeistico morto da tempo – <strong>la Germania si è limitata a fare il lavoro sporco: ne sarà fiera Angela Merkel?</strong> – ma alla volontà americana di mantenere la Grecia nella Nato per bloccare la Russia, la disgregazione della Nato stessa e impedire la fine dell’influenza americana sul Vecchio Continente.</p>
<p style="text-align: justify;">Un mancato accordo tra la Grecia e la Troika, infatti, non avrebbe fatto precipitare l’Ue o l’euro, ma avrebbe dimostrato che le pressioni americane erano andate a vuoto: a perdere, sarebbe stata l’America. Ha ragione Juncker a dire che non ci sono stati né vincitori né vinti – se si riferiva alla Grecia e alla sua controparte – perché <strong>ha vinto Obama</strong>. Questo non è un bel segnale per l’Europa ma lo è per la prospettiva del grande mercato euro-americano. Quanto ci guadagneranno gli europei è controverso. <strong>Quando il Ttip sarà entrato in vigore, allora il dollaro si sbarazzerà dell’euro</strong> e i 28 membri della Ue andranno ad aggiungersi ai 50 Stati che formano gli Usa. Nuova denominazione: <strong>Stati Uniti d’America e d’Europa</strong>. La Bce diventerà un membro della Fed.</p>
<p style="text-align: justify;">Poteva la piccola polis greca resistere?</p>
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		<title>Vladimir Putin vola in Turchia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Dec 2012 20:24:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Il Parlamentare]]></category>
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					<description><![CDATA[La Voce della Russia &#8211; Ormai da tempo l’asse portante dei rapporti con il paese che punta alla leadership regionale, e’ rappresentato dalla collaborazione energetica. Dice a La Voce della Russia l’esperto Serghej Demidenko, dell’Istituto di analisi strategica: “Oggi le relazioni fra i nostri due paesi vanno avanti assai bene, specie nell’economia e nell’energetica, perche’ [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_5234" aria-describedby="caption-attachment-5234" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="vladimir-putin" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/vladimir-putin.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-5234" title="vladimir-putin" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/vladimir-putin.jpg" alt="Valdimir Putin" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/vladimir-putin.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/vladimir-putin-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/vladimir-putin-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5234" class="wp-caption-text">Valdimir Putin</figcaption></figure>
<p>La Voce della Russia &#8211; Ormai da tempo l’asse portante dei rapporti con il paese che punta alla leadership regionale, e’ rappresentato dalla collaborazione energetica. Dice a La Voce della Russia l’esperto Serghej Demidenko, dell’Istituto di analisi strategica:</p>
<p><em>“Oggi le relazioni fra i nostri due paesi vanno avanti assai bene, specie nell’economia e nell’energetica, perche’ la Turchia e’ interessata alle fonti di energia supplementari.”</em></p>
<p>Sul piano politico pero’ non tutto e’ cosi semplice. Bisogna tener conto della crisi siriana, in cui Ankara, a differenza da Mosca, si e’ schierata con l’opposizione. Non favoriscono il dialogo i programmi per dislocare in Turchia i Patriot americani.</p>
<p>E’ stato superato pero’ il difficile momento di tensione, quando il 12 ottobre la Turchia fece atterrare l’aereo siriano sulla rotta Mosca–Damasco, per il sospetto che a bordo vi fossero carichi militari. Secondo gli esperti, nei rapporti strategici la Russia e la Turchia sanno distinguere le questioni politiche dalla cooperazione economica.</p>
<p>Dell’ultimo incontro Putin–Erdogan, dell’estate scorsa, cosi’ parla il politologo Stanislav Tarasov:</p>
<p><em>“I due paesi hanno ribadito il carattere strategico dei rapporti bilaterali, che hanno registrato l’incremento dell’interscambio commerciale fino a 35 miliardi di dollari. E’ stato annunciato di puntare adesso, a 100-150 miliardi l’anno. Anche questa volta i colloqui di Istambul saranno incentrati sull’energetica e sul coordinamento commerciale e economico, in cui proprio la Turchia ha favorito molto la conclusione delle trattative sul South Stream, il che ha dato il disco verde ai lavori di costruzione”.</em></p>
<p>Rimane sul tappeto la tematica mediorientale, innanzi tutto, la Siria e l’Iraq. Mosca, dice l’esperto Vladimir Feighin, non puo’ ignorare la posizione di Ankara sulle questioni regionali:</p>
<p><em>“A mio avviso, non manchera’ il dibattito sui problemi politici, cosi’ acuti in questa regione, e sulla sicurezza, in quanto si tratta dei focolai di tensione nella vicinanza delle nostre frontiere. La Turchia e’ un paese in rapido sviluppo e con grandi ambizioni politiche”.</em></p>
<p>Nel portafoglio dei due paesi vi sono grossi progetti a lungo termine, come la costruzione della centrale nucleare, che possono essere realizzati soltanto a patto di una situazione stabile nella regione.</p>
<p>La visita presidenziale e’ stata anticipata di un giorno dall’inaugurazione del grande impianto automobilistico di “Gaz” e “Otomotiv”, in cui saranno assemblati i pulmini russi “Gazel business” e “Sobol business”.</p>
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