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	<title>ttip &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Accordo tra Grecia e Troika: ha vinto Obama con il &#8220;Cavallo di Troika&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2015 19:01:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A cura di Alessandro Corneli/ Esperto in Geopolotica/ È sempre abbastanza facile mettere d’accordo gli idioti: basta mettere un po’ di noccioline nel piatto e tutti ci si ficcano a testa bassa. Ben più difficile è mettere d’accordo le persone intelligenti, che vivono di distinguo, di priorità, di identità cui non vogliono rinunziare. Vale anche [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_9548" aria-describedby="caption-attachment-9548" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/cavallo-di-troika.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-9548" alt="cavallo-di-troika" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/cavallo-di-troika.jpg" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/cavallo-di-troika.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/cavallo-di-troika-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/cavallo-di-troika-457x270.jpg 457w" sizes="(max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-9548" class="wp-caption-text">Il Cavallo di Troika</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">A cura di Alessandro Corneli/ Esperto in Geopolotica/</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>È sempre abbastanza facile mettere d’accordo gli idioti:</strong> basta mettere un po’ di noccioline nel piatto e tutti ci si ficcano a testa bassa. <strong>Ben più difficile è mettere d’accordo le persone intelligenti</strong>, che vivono di distinguo, di priorità, di identità cui non vogliono rinunziare. Vale anche per popoli idioti e popoli intelligenti.</p>
<p style="text-align: justify;">La civiltà è nata in uno spazio territoriale ristretto, che sulla cartina oggi identifichiamo con l’Iraq, la Siria, la Turchia e la fascia libano-palestinese, a contatto con la civiltà della valle del Nilo e con quella minoica di Creta, su cui più tardi si innestarono quella micenea e quella propriamente greca.  La grande intuizione di <strong>Alessandro Magno</strong> fu di riunire questa prodigiosa energia in un’unica struttura. Se non fosse morto giovane, la storia del mondo sarebbe cambiata ben più di quanto hanno influito la morte di Cesare o la sconfitta di Napoleone.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora, il punto è che i popoli e gli Stati eredi di questa spettacolare concentrazione di intelligenza e di creatività, sviluppatasi nel corso di tre millenni, sono l’uno contro l’altro a disputarsi fazzoletti di terra, per lo più montagnosa e soggetta a movimenti tellurici, e di mare, caldo e quindi non eccessivamente pescoso, ma sul quale si specchiò Ulisse.</p>
<p style="text-align: justify;">Non c’è dubbio che a volere mantenere tante animosità in così piccolo spazio siano, da secoli, potenze vicine e lontane, lontane soprattutto dai vertici di civiltà raggiunti nel Vicino Oriente. Se al Cairo, a Gerusalemme, a Damasco, a Baghdad, ad Ankara e ad Atene si capisse questo, e si rimettesse in campo l’idea di Alessandro, tutti i giochi sulle spalle dei popoli e degli Stati del Vicino Oriente finirebbero di colpo e la prosperità si diffonderebbe.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma non è così e la Grecia è rimasta isolata perché i suoi guai sono visti con favore dai suoi vicini (petrolio dell’Egeo, turismo, ecc.) che sperano di trarre vantaggi da un’Atene commissariata che dovrà ospitare i rappresentanti della Troika, guardiani dell’Acropoli.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il piano presentato a Tsipras non è l’ennesimo salvataggio della Grecia, ma l’ennesimo salvataggio della Ue e dell’euro</strong>, che non deve però essere assegnato alle capacità negoziali della Germania o alla salvaguardia di un progetto europeistico morto da tempo – <strong>la Germania si è limitata a fare il lavoro sporco: ne sarà fiera Angela Merkel?</strong> – ma alla volontà americana di mantenere la Grecia nella Nato per bloccare la Russia, la disgregazione della Nato stessa e impedire la fine dell’influenza americana sul Vecchio Continente.</p>
<p style="text-align: justify;">Un mancato accordo tra la Grecia e la Troika, infatti, non avrebbe fatto precipitare l’Ue o l’euro, ma avrebbe dimostrato che le pressioni americane erano andate a vuoto: a perdere, sarebbe stata l’America. Ha ragione Juncker a dire che non ci sono stati né vincitori né vinti – se si riferiva alla Grecia e alla sua controparte – perché <strong>ha vinto Obama</strong>. Questo non è un bel segnale per l’Europa ma lo è per la prospettiva del grande mercato euro-americano. Quanto ci guadagneranno gli europei è controverso. <strong>Quando il Ttip sarà entrato in vigore, allora il dollaro si sbarazzerà dell’euro</strong> e i 28 membri della Ue andranno ad aggiungersi ai 50 Stati che formano gli Usa. Nuova denominazione: <strong>Stati Uniti d’America e d’Europa</strong>. La Bce diventerà un membro della Fed.</p>
<p style="text-align: justify;">Poteva la piccola polis greca resistere?</p>
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