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	<title>triton &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Europa su Mediterraneo: andiamo &#8220;avanti divisi&#8221;. Ma l&#8217;Italia ha ragione ad essere soddisfatta.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Apr 2015 18:27:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Angela Merkel]]></category>
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					<description><![CDATA[ASCA News &#8211; IL PARLAMENTARE.It/ Città del Vaticano &#8211; Timidi passi, occasione persa, impegno soltanto finanziario: sono queste, in sostanza, le critiche che dal Vaticano vengono mosse alle decisioni scaturite dall&#8217;ultimo vertice dell&#8217;Unione Europea, contro il traffico di migranti. Insomma, nella Santa Sede c&#8217;è delusione, espressa soprattutto dalle parole del cardinale Antonio Maria Vegliò e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_9282" aria-describedby="caption-attachment-9282" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/immigrazione-europa.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-9282" alt="immigrazione-libia-barconi-europa" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/immigrazione-europa.jpg" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/immigrazione-europa.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/immigrazione-europa-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/immigrazione-europa-457x270.jpg 457w" sizes="(max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-9282" class="wp-caption-text">La riunione ove l&#8217;Italia ha ottenuto il sostegno al piano Triton</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">ASCA News &#8211; IL PARLAMENTARE.It/</p>
<p style="text-align: justify;">Città del Vaticano &#8211; Timidi passi, occasione persa, impegno soltanto finanziario: sono queste, in sostanza, le critiche che dal Vaticano vengono mosse alle decisioni scaturite dall&#8217;ultimo vertice dell&#8217;Unione Europea, contro il traffico di migranti. <strong>Insomma, nella Santa Sede c&#8217;è delusione,</strong> espressa soprattutto dalle parole del <strong>cardinale Antonio Maria Vegliò</strong> e da quelle dell&#8217;<strong>Osservatore Romano</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IL CARDINALE ANTONIO MARIA VEGLIO&#8217;</strong><br />
<em>&#8220;Non siamo soddisfatti di questo accordo. Qualcosa è stato fatto, come il finanziamento dell&#8217;operazione Triton, ma così non si risolve il problema. Servirebbe un programma a lungo termine, una politica delle migrazioni seria&#8221;</em> ha affermato, senza mezzi termini il Cardinale. Non usa mezzi termini Vegliò, presidente del Pontificio Consiglio per la pastorale dei migranti e degli itineranti. <em>&#8220;L&#8217;Europa</em> &#8211; ha detto il porporato al Sir, Servizio di informazione religiosa &#8211; <em>non ha una politica di integrazione per i migranti. Su 28 Paesi solo 4 o 5 ne accolgono in gran numero. E gli altri che fanno? Non è che se si riceve il Nobel si è santi. Certo, sarebbe un prestigio per l&#8217;Europa far vedere che è in grado di risolvere il problema delle migrazioni. Ogni anno si danno miliardi di dollari per armi e opere internazionali, basterebbe molto meno per risolvere la questione migrazioni. Cosa vuole che interessi alla Finlandia e alla Svezia, che pure è generosa perché è il Paese con più migranti in proporzione alla popolazione, se arrivano migranti in Italia? Dobbiamo fare qualcosa, però <strong>l&#8217;atteggiamento europeo è: vi dò i soldi ma non ci disturbate&#8221;</strong>.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;EUROPA NON HA UNA POLITICA ESTERA</strong><br />
L&#8217;Ue <em>&#8220;è un&#8217;unità economica, finanziaria ma non ha una politica estera comune. Quanto conta l&#8217;Europa in Medio Oriente o in Africa o in America Latina? Niente. Contano i singoli Paesi: i legami della Spagna con l&#8217;America Latina, della Francia con l&#8217;Africa o con il Medio Oriente. Come fa un francese, ad esempio, a trovarsi d&#8217;accordo con un lituano o un bulgaro? Non è facile fare uno Stato federale quando ogni Stato ha una sua storia. È un progetto bellissimo ed entusiasmante ma mi sembra che oggi sia un&#8217;Europa molto egoista, stanca, che ha perso i suoi valori cristiani&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Bombardare i barconi, ha fatto notare ancora Vegliò, <em>&#8220;è un&#8217;idea stranissima: ma cosa bombardano? C&#8217;è il diritto internazionale! Bombardare in un Paese è un atto di guerra! Poi a cosa mirano? Solo ai piccoli battelli dei migranti? Chi garantisce che quell&#8217;arma non uccida anche le persone vicine, oltre a distruggere i barconi? E poi, anche se fossero distrutti tutti i battelli, il problema dei migranti in fuga da conflitti, persecuzioni e miseria continuerà ad esistere. Allora che facciamo? Li lasciamo morire dove sono? È inutile bombardare le imbarcazioni, le persone disperate troveranno sempre sistemi per fuggire: faranno altri barconi, passeranno via terra. Ricordiamoci che la maggior parte dei migranti non arriva dal Mediterraneo ma dalle frontiere terrestri. Finché ci saranno guerra, dittature, terrorismo e miseria ci saranno i profughi, che andranno dove possono andare&#8221;</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>AVANTI DIVISI</strong><br />
Poi, secondo l&#8217;Osservatore Romano (che dedica al vertice europeo straordinario sui migranti l&#8217;apertura dell&#8217;edizione pomeridiana, intitolata <strong>&#8220;Avanti divisi&#8221;</strong>, e un corsivo su <strong>&#8220;solidarietà e multilateralismo europei&#8221;</strong>), l&#8217;Europa <em>&#8220;ha perso l&#8217;occasione per comprendere fino in fondo che la tragedia legata alle migrazioni mette in gioco la sua autorità morale e politica e i principi di solidarietà su cui è fondata&#8221;</em>.<br />
&#8220;<em>Forse</em> &#8211; ha scritto Mario Benotti &#8211; <em>si poteva fare di più. L&#8217;Europa avrebbe potuto dare una risposta più alta e completa (e anche più concreta) alla situazione che, non da oggi, si è venuta a creare nel Mediterraneo. Pur con tutte le sue divisioni interne &#8211; il cancelliere tedesco Merkel, dopo il Consiglio europeo straordinario di ieri a Bruxelles, ha fatto notare che su questo tema i ventotto Paesi membri sono e restano molto lontani da un accordo e da una posizione comune &#8211; l&#8217;Unione europea ha finalmente preso ufficialmente coscienza degli orrori. Ma ha perso l&#8217;occasione per comprendere fino in fondo che la tragedia legata alle migrazioni mette in gioco la sua autorità morale e politica e i principi di solidarietà su cui è fondata. Eppure il Governo italiano ha salutato con favore anche questo primo e timido passo: <strong>l&#8217;Ue si impegna a triplicare i fondi per la missione Triton &#8211; arrivando però a spendere in tutto quello che la sola Italia ha speso per l&#8217;operazione Mare Nostrum</strong> &#8211; <strong>salvo poi portare i profughi nel Paese più vicino, quindi di nuovo l&#8217;Italia.</strong> E pensare che lo stesso Governo italiano alla fine del suo semestre di presidenza, solo quattro mesi fa, aveva posto all&#8217;attenzione di tutta l&#8217;Europa la necessità di intervenire sulla gestione dei flussi migratori con una serie di raccomandazioni e richieste alle quali, di fatto, non è stato dato alcun seguito&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>&#8220;Occorre però prendere nota anche di un piccolo ulteriore passo in avanti</strong>: il mandato conferito dal Consiglio europeo all&#8217;alto rappresentante per la Politica estera e di sicurezza comune, Federica Mogherini, di avviare un dialogo approfondito con le Nazioni Unite e con i Paesi dell&#8217;Africa&#8221;</em>, si legge ancora sul giornale vaticano.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IL GOVERNO ITALIA HA FATTO LA SUA PARTE E PORTA A CASA UN PICCOLO MA IMPORTANTE SUCCESSO</strong><br />
<em>&#8220;Il Governo italiano ha ragione a essere comunque soddisfatto anche solo di questi timidi passi, ma occorre ragionare in termini più approfonditi su una questione che va affrontata in maniera globale&#8221;.</em> Dopo aver elencato una serie di questioni che l&#8217;Europa deve affrontare (quella &#8220;africana&#8221;, &#8220;quella mediterranea&#8221;), l&#8217;Osservatore romano si è soffermato, in particolare, su una sottolineatura: <em>&#8220;Un forte contributo a questa operazione potrebbe venire fin da subito dal regno del Marocco, nazione stabile dell&#8217;area, che potrebbe divenire un valido interlocutore dell&#8217;Europa e che già in tempi lontani aveva sottolineato la necessità di un&#8217;azione politica basata sulla multilateralità e su un forte dialogo tra cristiani, ebrei e musulmani quale via politica alla pace&#8221;.</em></p>
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