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	<title>Toscana &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Manovra, Giani: preoccupato da conseguenze tagli su sanità toscana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Aug 2023 20:04:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dalle Regioni]]></category>
		<category><![CDATA[ciani]]></category>
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					<description><![CDATA[Firenze, 30 ago. (askanews) – La prospettiva di tagli alla sanità “mi preoccupa, perché già la sanità toscana, per mantenere il proprio livello di eccellenza, ha sempre dovuto aggiungere notevoli risorse regionali a quelle del fondo nazionale sanitario”. Lo ha detto il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, rispondendo ai giornalisti. “Se viene meno l’impegno [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Firenze, 30 ago. (askanews) – La prospettiva di tagli alla sanità “mi preoccupa, perché già la sanità toscana, per mantenere il proprio livello di eccellenza, ha sempre dovuto aggiungere notevoli risorse regionali a quelle del fondo nazionale sanitario”. Lo ha detto il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, rispondendo ai giornalisti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Se viene meno l’impegno dello Stato, è indubbio che dovremo trovare le misure organizzative e, se vogliamo, anche la fantasia per continuare a garantire un livello importante di servizi”, ha aggiunto Giani.</p>
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		<title>Olio extravergine Igp: è corsa al riconoscimento dei marchi regionali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Oct 2021 17:07:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Food&Drink]]></category>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1221" height="637" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/olioextravergineigp.jpg" alt="olioextravergineigp" class="wp-image-15900" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/olioextravergineigp.jpg 1221w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/olioextravergineigp-300x157.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/olioextravergineigp-480x250.jpg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/olioextravergineigp-768x401.jpg 768w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/olioextravergineigp-696x363.jpg 696w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/olioextravergineigp-1068x557.jpg 1068w" sizes="(max-width: 1221px) 100vw, 1221px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">La corsa degli oli regionali. Negli ultimi mesi si è registrata una vera e propria escalation nelle richieste di riconoscimento di oli extravergini d&#8217;oliva a indicazione geografica. La vera novità non è tanto nella richiesta del marchio Igp al posto di quello Dop (in Italia di extravergine a Denominazione d&#8217;origine protetta ce ne sono ben 44) ma del tentativo di replicare un modello di successo: quello dell’olio Toscano Igp. Un modello che ha indubbiamente funzionato perché prima ancora della certificazione Ue ha chiarito in maniera inequivocabile un’area produttiva, la Toscana, molto nota anche a livello internazionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="U40583842695hQF">Il successo del Toscano Igp</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un aspetto che si è rivelato decisivo nel decretare il successo dell’olio Toscano Igp che è riuscito così negli anni ad associare un numero rilevante di produttori (fino a 9mila) e a raggiungere quantitativi certificati fino a 4mila tonnellate, il 20% circa di tutto l’olio made in Italy a marchio Ue. Il restante 80% è messo insieme dalle oltre 40 Dop disseminate sul territorio (e con molte che fanno riferimento ad aree che i consumatori fanno fatica a collocare sulla cartina geografica) con l’unica eccezione della Dop Terra di Bari che, solo dopo anni di lavoro, è riuscita a raggiungere volumi analoghi a quelli dell’Igp Toscano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tema chiave è quello della riconoscibilità. Ed è con questo obiettivo che sono fioccate le nuove domande. A oggi tra nuove autorizzazioni e richieste in via di riconoscimento si contano le Igp delle Marche (25 tonnellate certificate), della Calabria (281 tonnellate), della Sicilia (757 tonnellate) oltre alla Igp Puglia e l’olio Igp Lucano che, poiché sono stati riconosciuti rispettivamente a dicembre 2019 e a ottobre 2020, ancora non hanno debuttato sul mercato. Mentre sullo sfondo sono avviati i confronti per il lancio degli extravergini Igp Roma (che però comprende l&#8217;intero Lazio), Campania e Sardegna.</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="U405838426957ZB">Il potenziale di Puglia, Calabria e Sicilia</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’operazione è di grande rilievo soprattutto perché le Igp di Puglia, Calabria e Sicilia hanno un potenziale davvero rilevante. E si tratta anche di aree che tra le ondate migratorie del passato e i consistenti flussi turistici intercettati oggi sono anche fortemente riconoscibili all’estero. «Tutto è partito qualche anno fa – spiega David Granieri, presidente dell’Unaprol, una delle principali associazioni di produttori olivicoli – quando abbiamo capito che il progetto sull’Igp Italia non sarebbe andato in porto. Da allora abbiamo ripiegato sui marchi regionali che possono vantare nomi territoriali evocativi e al tempo stesso consentire di mettere insieme significativi volumi. Ci siamo resi conto che si riesce davvero a incidere solo se si svolge un reale ruolo sul mercato mentre se si rimane ancorati alla supernicchia si resta ai margini. Va in questa direzione anche l’ultimo progetto che abbiamo avviato di trasformare la Dop dell’olio Terre d&#8217;Otranto nella Igp Salento».</p>



<p class="wp-block-paragraph">«La nostra è un&#8217;esperienza di successo – spiega Fabrizio Filippi, presidente del Consorzio dell’Olio Igp Toscano –. Negli anni migliori siamo arrivati a imbottigliare oltre 4mila tonnellate di olio, quasi un terzo dell’intera produzione toscana. Nelle ultime annate le condizioni meteo e qualche caso di mancato ricambio generazionale ha ridotto la produzione sotto le 3mila tonnellate. Ma ci aspettiamo ora un rimbalzo grazie a molti nuovi uliveti che sono stati piantati. Perché dove c&#8217;è mercato si piantano nuovi uliveti».</p>



<h2 class="wp-block-heading" id="U40583842695yF">Contro l’abbandono degli uliveti</h2>



<p class="wp-block-paragraph">«Noi siamo stati tra i principali promotori della Igp Calabria – spiega il presidente dell’associazione olivicola cosentina, Massimino Magliocchi – perché siamo convinti possa essere una importante leva per valorizzare la produzione olivicola calabrese, seconda per volumi in Italia dopo quella pugliese. Una valorizzazione necessaria per garantire una migliore remunerazione ai produttori che già sono attivi, ma ancora di più per attrarre nuovi imprenditori e magari contrastare uno dei principali problemi dell’olivicoltura italiana degli ultimi anni: l’abbandono degli uliveti».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un trend preoccupante e che va contrastato anche perché alla base di tanti episodi di dissesto idrogeologico o degli incendi che questa estate hanno distrutto 400 ettari di uliveti nella sola Sardegna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fonte Il Sole24ORE di Giorgio dell&#8217;Orefice</p>
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		<title>Toscana: ecco una Regione civile. Tagliati sprechi e stipendi per vivere nella realtà.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 13:10:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Alberto Monaci]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi Finanaziaria]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_3697" aria-describedby="caption-attachment-3697" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/2012/01/toscana-ecco-una-regione-civile-tagliati-sprechi-e-stipendi-per-vivere-nella-realta/alberto_monaci/" rel="attachment wp-att-3697"><img decoding="async" class="size-full wp-image-3697" title="Alberto_Monaci" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Alberto_Monaci.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Alberto_Monaci.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Alberto_Monaci-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Alberto_Monaci-160x90.jpg 160w" sizes="(max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-3697" class="wp-caption-text">Alberto_Monaci</figcaption></figure></p>
<p>Risparmiare e&#8217; soprattutto un dovere, specie in periodi di crisi generalizzata come questo, ma puo&#8217; essere anche una virtu&#8217; specie se portata avanti con grande scrupolo e dedizione. Ed e&#8217; proprio questa la strada intrapresa dal Consiglio regionale della Toscana fin dal primo giorno della nuova legislatura, avviata il 26 aprile 2010, sotto la guida di Alberto Monaci. Proprio Monaci, tracciando un bilancio dell&#8217;attivita&#8217; consiliare nel 2011, ricorda &#8221;l&#8217;impegno al rigore e alla sobrieta&#8221;&#8217; voluti e cercati fin dal proprio insediamento anche se assicura che non &#8221;taglieremo a prescindere&#8221;. Nel complesso, sottolinea ancora, &#8221;nel 2009 il Consiglio toscano ha impiegato circa 30 milioni di risorse, nel 2010 29,9, e siamo passati a 25,260 mln nel 2011 mentre nel 2012 ci siamo dati il traguardo di scendere ancora di altri 5-600 mila euro&#8221;.</p>
<p>L&#8217;obiettivo comunque &#8221;non deve essere solo quello di &#8216;potare&#8217; le assemblee legislative ma ridurre la macchina complessiva che sta intorno, mantenendo l&#8217;efficienza e l&#8217;efficacia. Si potrebbe governare anche con un solo assessore, ma sarebbe un bene? Ritengo di no&#8221;. In questa direzione va anche la decisione, presa la settimana scorsa in seno all&#8217;approvazione della finanziaria toscana per il 2012, di ridurre, a partire dalla prossima legislatura, il numero dei consiglieri regionali da 54 a 40 e degli assessori da 10 a 8. Questa scelta secondo Monaci &#8221;comportera&#8217; oltre 5 milioni di risparmio annui&#8221;. All&#8217;interno della finanziaria toscana e&#8217; stato anche deciso di eliminare, sempre dal prossimo mandato, il vitalizio dei consiglieri regionali, con il passaggio al sistema contributivo. &#8221;Le indennita&#8217; dei consiglieri toscani &#8211; ha specificato il presidente dell&#8217;Assemblea &#8211; sono comunque al minimo che possiamo immaginare. Oltre c&#8217;e&#8217; solo la &#8216;provocazione&#8217; di dire: ci rimborsate le spese e noi stiamo qui in modo gratuito&#8221;.</p>
<p>Personalmente, ha aggiunto, &#8221;ed e&#8217; stata una mia scelta prendo meno del presidente della Regione e meno del mio predecessore&#8221;. Lo &#8216;stipendio&#8217; di Monaci e&#8217; comunque inferiore a molti suoi altri colleghi di altre regioni, circa 4200 euro (fonte www.parlamentiregionali.it) al netto dei rimborsi, ben lontano dagli oltre 10 mila del presidente dell&#8217;Assemblea siciliana, i 7327 di quello del Friuli V. Giulia, o gli 8250 del Lazio, e superiore solo all&#8217;Umbria, a quota 3700. Discorso simile anche per lo stipendio dei consiglieri regionali. Secondo Monaci in tutte le regioni sarebbe giusto &#8221;applicare un contributo di solidarieta&#8217; ai vitalizi di una certa consistenza, e che sono regolati da normative che per primo ritengo eccessivamente favorevoli&#8221;.</p>
<p>Un&#8217;idea avanzata alla conferenza di tutti presidenti dei consigli regionali, recentemente svolta a Firenze, in cui la Toscana ha proposto l&#8217;ipotesi di istituire un contributo di solidarieta&#8217; per i vitalizi da 3 mila euro in su&#8217;. &#8221;Non ci si deve barricare sul teorema dei diritti acquisiti &#8211; spiega Monaci &#8211; e non vedo perche&#8217; non si possa chiedere solidarieta&#8217; a che prende pensioni del genere&#8221;. Nel computo delle iniziative volte alla sobrieta&#8217; va poi messo in conto la recente abolizione delle indennita&#8217; per le missioni dei consiglieri. Una scelta che e&#8217; stata solo una pura formalizzazione perche&#8217;, spiega ancora Monaci, &#8221;di fatto avevamo deciso di non percepirla fin dall&#8217;inizio della legislatura&#8221;.</p>
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