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	<title>tortora &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Tortora, Museo Archeologico di Blanda: un Capolavoro tra storia e mondo digitale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Mar 2019 15:05:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[alto tirreno cosentino]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Museo Archeologico di Blanda è ubicato nella suggestiva sede di Palazzo Casapesenna, nel centro storico di Tortora, attraverso l’esposizione di reperti rinvenuti a partire dal 1990 e una serie di pannelli didattici. Il Museo di Blanda permette di apprezzare lo sviluppo storico di questo suggestivo lembo di Calabria al confine con la Basilicata. Importanti scavi archeologici hanno interessato negli anni il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/museodiblanda-slide-00.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14060" alt="museodiblanda-slide-00" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/museodiblanda-slide-00.jpg" width="2000" height="900" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/museodiblanda-slide-00.jpg 2000w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/museodiblanda-slide-00-300x135.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/museodiblanda-slide-00-480x216.jpg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/museodiblanda-slide-00-1024x460.jpg 1024w" sizes="(max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></a>Il <strong>Museo Archeologico di Blanda</strong> è ubicato nella suggestiva sede di <strong>Palazzo Casapesenna</strong>, nel centro storico di <strong>Tortora</strong>, attraverso l’esposizione di reperti rinvenuti a partire dal 1990 e una serie di pannelli didattici. Il Museo di Blanda permette di apprezzare lo sviluppo storico di questo suggestivo lembo di Calabria al confine con la Basilicata.</p>
<figure id="attachment_14061" aria-describedby="caption-attachment-14061" style="width: 2000px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/museodiblanda-slide6.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-14061" alt="Museo Archeologico di Blanda - Comune di Tortora - Calabria" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/museodiblanda-slide6.jpg" width="2000" height="900" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/museodiblanda-slide6.jpg 2000w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/museodiblanda-slide6-300x135.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/museodiblanda-slide6-480x216.jpg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/museodiblanda-slide6-1024x460.jpg 1024w" sizes="(max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></a><figcaption id="caption-attachment-14061" class="wp-caption-text">Museo Archeologico di Blanda &#8211; Comune di Tortora &#8211; Calabria</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Importanti <strong>scavi archeologici </strong>hanno interessato negli anni il territorio portando alla luce testimonianze di insediamenti umani preistorici (fu abitata nel corso del Paleolitico Medio, circa 35 mila anni orsono), ma soprattutto i <strong>resti dell’antica città</strong> di <strong>Blanda Julia</strong>, tuttora esposti nel museo archeologico.</p>
<p style="text-align: justify;">Le sale del Museo sono divise in cinque grandi settori che raccontano e fanno rivivere le civiltà che si sono succedute. Oltre ai <strong>reperti delle varie epoche storiche</strong> sono presenti efficaci <strong>pannelli didattici</strong> e interessanti ricostruzioni di ambienti che rendono la visita, una esperienza piacevole e nello stesso tempo educativa. L’esperienza della visita è resa ancora più coinvolgente grazie alle varie applicazioni multimediali presenti, tra cui TV in 3D per ricostruzioni virtuali e tridimensionali di oggetti e ambientazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">La Piattaforma digitale è stata realizzata dalla Fondazione Culturale &#8220;Paolo di Tarso&#8221; e considerata dagli esperti un &#8220;capolavoro digitale&#8221;. Caratteristica della Fondazione, infatti, è l&#8217;estrema cura con la quale tratta e immette in rete il patrimonio dei beni culturali italiani. Il Museo Archeologico di Blanda è inserito nel DIGITAL CULTURAL HERITAGE MUSEUM, il primo Museo Digitale a carattere visuale che valorizza i Beni Culturali italiani che nel 2018 ha ricevuto il Marchio dell&#8217;Anno Europeo del Patrimonio Culturale.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; possibile ammirare il Museo e non solo dalla Piattaforma <a href="http://digitalculturalheritagemuseum.it/museodiblanda/il-museo/" target="_blank">http://digitalculturalheritagemuseum.it/museodiblanda/il-museo/</a></p>
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		<title>Nuovi ritrovamenti nel parco archeologico dell’antica città di Blanda a Tortora</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jul 2018 19:43:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[colle palecastro]]></category>
		<category><![CDATA[foro di blanda]]></category>
		<category><![CDATA[prof. fabrizio mollo]]></category>
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					<description><![CDATA[Il testo è a cura del Prof. Fabrizio Mollo Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne dell’Università degli Studi di Messina TORTORA (CS): Si è appena conclusa la terza campagna di indagini archeologiche nel Foro di Blanda, cinque settimane di scavo sul colle del Palecastro. Dalla fine di maggio il sito di Blanda è stato indagato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_6624" aria-describedby="caption-attachment-6624" style="width: 1920px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.ilgiornaledelturismo.it/wp-content/uploads/2018/06/3-colle-palecastro-antica-blanda-area-archeologica.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-6624" alt="area archeologica tortora" src="http://www.ilgiornaledelturismo.it/wp-content/uploads/2018/06/3-colle-palecastro-antica-blanda-area-archeologica.jpg" width="1920" height="950" /></a><figcaption id="caption-attachment-6624" class="wp-caption-text">Colle Palécastro &#8211; Antica Città di Blanda &#8211; Area Archeologica &#8211; Tortora</figcaption></figure>
<p>Il testo è a cura del <strong>Prof. Fabrizio Mollo Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne dell’Università degli Studi di Messina</strong></p>
<p>TORTORA (CS): Si è appena conclusa la terza campagna di indagini archeologiche nel Foro di Blanda, cinque settimane di scavo sul colle del Palecastro. Dalla fine di maggio il sito di Blanda è stato indagato dal Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne dell’Università degli Studi di Messina, concessionario per conto del Mibact, sotto la direzione scientifica del Prof. Fabrizio Mollo, in strettissima collaborazione con il comune di Tortora, che ancora una volta in maniera encomiabile e significativa ha messo a disposizione attrezzature, ospitalità e supporto logistico, e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Catanzaro, Cosenza e Crotone, nelle persone del Soprintendente dott. Mario Pagano e del Funzionario responsabile, dott. Simone Marino.</p>
<figure id="attachment_6602" aria-describedby="caption-attachment-6602" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.ilgiornaledelturismo.it/wp-content/uploads/2018/06/SCAVITORTORA.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-6602" alt="SCAVITORTORA" src="http://www.ilgiornaledelturismo.it/wp-content/uploads/2018/06/SCAVITORTORA.jpeg" width="1024" height="576" /></a><figcaption id="caption-attachment-6602" class="wp-caption-text">Area Archeologica Tortora</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Lo scavo ha visto la partecipazione di <strong>oltre quaranta ricercatori</strong> (studenti, laureati, specializzati e specializzandi) provenienti dalle Università di Messina, ma anche dall’Unical e da altri Atenei italiani. Oggetto delle ricerche la città di<em> Blanda Iulia,</em> colonia di veterani romani databile alla fine del I sec. a.C., in vita sino all’età di Alarico come importante centro amministrativo dell’area del golfo di Policastro, nato in seguito alla guerra annibalica, quando fu preso ai Lucani.</p>
<p>Le indagini hanno riguardato anche per quest’anno l’area del <em>Foro</em> della città romana, con una serie di saggi effettuati per cercare di meglio definire e completare gli interventi effettuati nel 2016 e nel 2017.</p>
<p>Sono stati indagati soprattutto i settori nord del Foro stesso, dove sono state intercettate le botteghe che si dispongono intorno ad una <em>porticus triplex</em>, un <strong>grande portico coperto</strong>, di cui si è individuato un poderoso ed ampio crollo del tetto.</p>
<p>Al fine di meglio comprendere la situazione planimetrica e l’evoluzione della struttura dell’abitato di <em>Blanda</em> è stato, inoltre, completata l’esplorazione dell’area cosiddetta 1000, posta a ridosso del tempio cosiddetto A, con una serie di edifici appartenenti agli isolati posti a nord e a sud della plateia A, proprio a ridosso dell’ingresso al Foro.</p>
<p>Negli anni passati era stato individuato in questo settore un edificio pluristratificato che si affaccia sulla <em>plateia</em> A, nel settore meridionale, all’ingresso dell’area del Foro, dove nella prosecuzione della strada è emersa anche la presenza della fogna di epoca romana.</p>
<figure id="attachment_6603" aria-describedby="caption-attachment-6603" style="width: 1080px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.ilgiornaledelturismo.it/wp-content/uploads/2018/06/SCAVI-TORTORA-GIOVANI.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-6603" alt="Area Archeologica Tortora" src="http://www.ilgiornaledelturismo.it/wp-content/uploads/2018/06/SCAVI-TORTORA-GIOVANI.jpeg" width="1080" height="1440" /></a><figcaption id="caption-attachment-6603" class="wp-caption-text">Area Archeologica Tortora</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le novità più importanti e significative sono riferibili al settore posto alle spalle del tempio A del <em>Capitolium</em></strong>, dove è stato rinvenuto un poderoso livello di materiali arcaici, già individuato nel 2017 e meglio definito nel corso della campagna 2018, riferibili ad un abitato enotrio posto sulla parte sommitale del Palecastro. Si tratta delle prime attestazioni di un insediamento indigeno databile nella prima metà del VI sec. a.C., una delle più grandi scoperte degli ultimi anni, considerato che per la prima volta è emerso un livello arcaico relativo al 560-550 a.C., più antico delle tombe della prima fase della necropoli, databili invece tra 540 e 520 a.C., un orizzonte dove i contatti degli indigeni con il mondo greco sono labili e sfuggenti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lo scavo 2018 ha permesso di indagare un tratto significativo della plateia A</strong>, per una trentina di metri, rinvenuta ingombra dello strato di abbandono e distruzione delle strutture, in parte crollate nella carreggiata, come dimostra la presenza di un intero segmento murario lungo alcuni metri, collassato sulla strada.</p>
<p style="text-align: justify;">Al di sotto degli strati di riempimento della strada è stata rinvenuta e indagata per una ventina di metri circa la fogna, passante al centro della strada, costituita da un canale in cementizio coperto da grossi basoli piani ed i tubuli di terracotta all’interno.</p>
<p style="text-align: justify;">La fogna sembra essere stata abbandonata tra la fine del I e la metà del II sec. d.C., con la dismissione della fogna stessa, con la copertura divelta ed il riutilizzo delle tubature in laterizio in posizione verticale, al fine di drenare l’acqua.</p>
<p style="text-align: justify;">Il sito di <em>Blanda</em> sul Palecastro di Tortora, con le fasi enotrio-indigene, lucane e romane tra VI sec. a.C. e sino al VI sec. d.C.,<strong> rappresenta uno dei più importanti insediamenti e palinsesti archeologici della Calabria per livello di indagine, storia dell’insediamento ma anche per il mirabile connubio tra istituzioni</strong> (Università di Messina, Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, Comune di Tortora) che ne fa ormai un modello virtuoso di riferimento. In ultimo, le ricerche degli ultimi anni, hanno fortemente aumentato il contesto archeologico fruibile, in vista dell’imminente completamento dei lavori del parco archeologico.</p>
<p style="text-align: justify;">a cura di Francesca La Gatta (www.francescalagatta.it)</p>
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		<title>Il Museo Archeologico dell&#8217;Antica Città di Blanda</title>
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		<dc:creator><![CDATA[eleonora]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Jul 2018 19:36:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Museo Archeologico di Blanda permette di apprezzare lo sviluppo storico di questo suggestivo lembo di Calabria al confine con la Basilicata. Importanti scavi archeologici hanno interessato negli anni il territorio portando alla luce testimonianze di insediamenti umani preistorici (fu abitata nel corso del Paleolitico Medio, circa 35 mila anni orsono), ma soprattutto i resti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_6615" aria-describedby="caption-attachment-6615" style="width: 1920px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.ilgiornaledelturismo.it/wp-content/uploads/2018/06/museodiblanda-tortora.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-6615" alt="museodiblanda-tortora" src="http://www.ilgiornaledelturismo.it/wp-content/uploads/2018/06/museodiblanda-tortora.jpg" width="1920" height="950" /></a><figcaption id="caption-attachment-6615" class="wp-caption-text">Museo Archeologico di Blanda &#8211; Tortora</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Museo Archeologico di Blanda</strong> permette di apprezzare lo sviluppo storico di questo suggestivo lembo di Calabria al confine con la Basilicata. Importanti scavi archeologici hanno interessato negli anni il territorio portando alla luce testimonianze di insediamenti umani preistorici (fu abitata nel corso del Paleolitico Medio, circa 35 mila anni orsono), ma soprattutto i <strong>resti dell’antica città di Blanda Julia</strong>, tuttora esposti nel museo archeologico.</p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/1LecrXRcS8U?controls=0" height="450" width="800" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
<p>Fonte Calabria News24</p>
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		<title>Tortora: una cittadina immersa tra archeologia e spiagge incantevoli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Jul 2018 19:30:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dalle Regioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Situata a nord nella Calabria, al punto più estremo che ne delimita il confine con la Basilicata, sorge la cittadina di Tortora (cs) che oltre a possedere una sua bellezza naturalistica e culturale ha conservato, ancora intatte, importanti tracce delle varie civiltà succedutesi fin dal Paleolitico e nella cui area è stato ritrovato un giacimento preistorico all’aperto, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_6594" aria-describedby="caption-attachment-6594" style="width: 1920px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.ilgiornaledelturismo.it/wp-content/uploads/2018/07/0-tortora-colle-palecastro-antica-blanda.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-6594" alt="Tortora (CS)" src="http://www.ilgiornaledelturismo.it/wp-content/uploads/2018/07/0-tortora-colle-palecastro-antica-blanda.jpg" width="1920" height="950" /></a><figcaption id="caption-attachment-6594" class="wp-caption-text">Tortora (CS)</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Situata a nord nella Calabria, al punto più estremo che ne delimita il confine con la Basilicata, sorge la cittadina di <strong>Tortora (cs)</strong> che oltre a possedere una sua <strong>bellezza naturalistica e culturale</strong> ha conservato, ancora intatte, importanti tracce delle varie civiltà succedutesi fin dal Paleolitico e nella cui area è stato <strong>ritrovato un giacimento preistorico all’aperto</strong>, datato a circa 150.000 anni fa e riconosciuto come <strong>uno dei più antichi siti preistorici italiani</strong>. Quello di Tortora cs è infatti proprio il primo comune della Calabria ad affacciarsi sul Mar Tirreno e che fa da apripista a quella che viene chiamata appunto <strong>Riviera dei Cedri</strong>, date le numerose, importanti ed eccellenti coltivazioni di cedro diffuse in tutta l’area che arriva sino alla cittadina di Paola, tale territorio prevalentemente collinare è <strong>incluso in gran parte nel Parco Nazionale del Pollino</strong>.</p>
<figure id="attachment_6595" aria-describedby="caption-attachment-6595" style="width: 1920px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.ilgiornaledelturismo.it/wp-content/uploads/2018/07/1-colle-palecastro-antica-blanda-area-archeologica.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-6595" alt="1-colle-palecastro-antica-blanda-area-archeologica" src="http://www.ilgiornaledelturismo.it/wp-content/uploads/2018/07/1-colle-palecastro-antica-blanda-area-archeologica.jpg" width="1920" height="950" /></a><figcaption id="caption-attachment-6595" class="wp-caption-text">Tortora &#8211; Colle Palecastro &#8211; Area Archeologica</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Il comprensorio di Tortora è suddiviso in tre realtà ben distinte e separate: il centro storico che conta circa 550 abitanti, le frazioni montane con circa 550 abitanti e la marina con circa 4900 abitanti e proprio attraverso l’esposizione museale di reperti storici, archeologici e litici è possibile apprezzare lo sviluppo storico di questo lembo di terra calabrese. Diciamo pure che Tortora è una cittadina che non passa inosservata agli occhi del viaggiatore più curioso e più attento poiché nasconde in sé molteplici anime che la rendono una <strong>meta piuttosto ambita</strong>, particolarmente caratteristica e nella quale poter degustare la <strong>buona cucina calabrese</strong> e il <strong>buon vino locale.</strong></p>
<figure id="attachment_6596" aria-describedby="caption-attachment-6596" style="width: 1920px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.ilgiornaledelturismo.it/wp-content/uploads/2018/07/museodiblanda1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-6596" alt="Museo Archeologico di Blanda - Tortora" src="http://www.ilgiornaledelturismo.it/wp-content/uploads/2018/07/museodiblanda1.jpg" width="1920" height="950" /></a><figcaption id="caption-attachment-6596" class="wp-caption-text">Museo Archeologico di Blanda &#8211; Tortora</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Non si può dire di aver visitato Tortora senza aver prima fatto un giro per il suo <strong>caratteristico centro storico</strong>, dove sono presenti numerose chiese e allo stesso tempo non si può saltare una visita al <strong>Museo Multimediale di Blanda</strong> ma soprattutto occorre visitare il <strong><a href="https://www.facebook.com/calabrianews24tv/videos/1743537832396929/" target="_blank" rel="noopener">Parco Archeologico</a></strong> nel quale i primi segni di civiltà risalgono proprio al <strong>popolo degli Enotri</strong>, che dimorò su questo territorio dal VI secolo a.C. al IV secolo a.C. e la loro presenza sul territorio è stata accertata dal <strong>ritrovamento di ben 38 tombe con corredi funerari enotri</strong>, da una <strong>stele litica</strong> e da un <strong>piccolo centro abitato</strong>, nel quale continuano senza sosta le operazioni di scavo che, giorno dopo giorno, continuano a riportare alla luce numerose bellezze esattamente come quelle guidate e appena concluse dal professor <strong>Fabrizio Mollo</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Quella di Tortora non è solo una meta suggerita e scelta dagli amanti dell’archeologia e della storia poiché grazie alle sue acque limpide e cristalline, alle sue spiagge da sogno, al suo lungomare ben curato e alle numerose attività ricettive, ristorative e d’intrattenimento, riesce a richiamare numerosi turisti soprattutto tra i più giovani dal momento che il relax e il divertimento è assicurato.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte Blog Buon Gustai di Calabria.it</p>
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		<title>Tortora: svelati più di 2000 anni di storia.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Jul 2018 19:25:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Si è conclusa la terza campagna di indagini archeologiche nel Foro di Blanda, cinque settimane di scavo sul colle del Palecastro. Dalla fine di maggio il sito di Blanda è stato indagato dal dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne dell’Università degli Studi di Messina, concessionario per conto del Mibact, sotto la direzione scientifica del professore [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_6608" aria-describedby="caption-attachment-6608" style="width: 1400px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.ilgiornaledelturismo.it/wp-content/uploads/2018/07/scaviarcheologici2018.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-6608" alt="tortora Colle Palecastro - Scavi Archeologici" src="http://www.ilgiornaledelturismo.it/wp-content/uploads/2018/07/scaviarcheologici2018.jpg" width="1400" height="788" /></a><figcaption id="caption-attachment-6608" class="wp-caption-text">Tortora: terza campagna di scavi condotta dall’Università di Messina nell’area del Foro di Blanda. Rinvenuti, tra gli altri, i resti di un abitato del 560-550 avanti Cristo</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Si è <strong>conclusa la terza campagna di indagini archeologiche nel Foro di Blanda</strong>, cinque settimane di scavo <strong>sul colle del Palecastro</strong>. Dalla fine di maggio il sito di Blanda è stato indagato dal <strong>dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne dell’Università degli Studi di Messina</strong>, concessionario per conto del <strong>Mibact</strong>, sotto la <strong>direzione scientifica del professore Fabrizio Mollo</strong>, in strettissima collaborazione con il <strong>comune di Tortora</strong>, che ha messo a disposizione attrezzature, ospitalità e supporto logistico, e la <strong>Soprintendenza Archeologia</strong>, Belle Arti e Paesaggio per le province di Catanzaro, Cosenza e Crotone, nelle persone del <strong>Soprintendente Mario Pagano</strong> e del <strong>Funzionario responsabile Simone Marino</strong>. Lo scavo ha visto la partecipazione di <strong>oltre quaranta ricercatori</strong> (studenti, laureati, specializzati e specializzandi) provenienti dalle Università di Messina, ma anche dall’Unical e da altri atenei italiani. Oggetto delle ricerche la città di Blanda Iulia, colonia di veterani romani databile alla fine del I secolo a.C., in vita sino all’età di Alarico come importante centro amministrativo dell’area del golfo di Policastro, nato in seguito alla guerra annibalica, quando fu preso ai Lucani. Le indagini hanno riguardato anche per quest’anno l’area del Foro della città romana, con una serie di saggi effettuati per cercare di meglio definire e completare gli interventi effettuati nel 2016 e nel 2017. Sono stati <strong>indagati soprattutto i settori nord del Foro stesso</strong>, dove sono state intercettate le botteghe che si dispongono intorno ad una porticus triplex, un grande portico coperto, di cui si è individuato un poderoso ed ampio crollo del tetto. Al fine di meglio comprendere la situazione planimetrica e l’evoluzione della struttura dell’abitato di Blanda è stato, inoltre, <strong>completata l’esplorazione dell’area cosiddetta 1000</strong>, posta a ridosso del tempio cosiddetto A, con una serie di edifici appartenenti agli isolati posti a nord e a sud della plateia A, proprio a ridosso dell’ingresso al Foro.</p>
<figure id="attachment_6621" aria-describedby="caption-attachment-6621" style="width: 1100px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.ilgiornaledelturismo.it/wp-content/uploads/2018/07/sindaco.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-6621" alt="pasquale lamboglia sindaco tortora" src="http://www.ilgiornaledelturismo.it/wp-content/uploads/2018/07/sindaco.jpg" width="1100" height="627" /></a><figcaption id="caption-attachment-6621" class="wp-caption-text">L&#8217;Ing. Pasquale Lamboglia Sindaco di tortora</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Negli anni passati era stato individuato in questo settore un edificio pluristratificato che si affaccia sulla plateia A, nel settore meridionale, all’ingresso dell’area del Foro, dove nella prosecuzione della strada <strong>è emersa anche la presenza della fogna di epoca romana</strong>. Le novità più importanti e significative sono riferibili al settore posto alle spalle del tempio A del Capitolium, dove <strong>è stato rinvenuto un poderoso livello di materiali arcaici,</strong> già individuato nel 2017 e meglio definito nel corso della campagna 2018, riferibili ad <strong>un abitato enotrio posto sulla parte sommitale del Palecastro.</strong> Si tratta delle prime attestazioni di un insediamento indigeno databile nella prima metà del VI sec. a.C., <strong>una delle più grandi scoperte degli ultimi anni</strong>, considerato che <strong>per la prima volta è emerso un livello arcaico relativo al 560-550 a.C.,</strong> più antico delle tombe della prima fase della necropoli, databili invece tra 540 e 520 a.C., un orizzonte dove i contatti degli indigeni con il mondo greco sono labili e sfuggenti. <strong>Lo scavo 2018</strong> ha permesso di indagare un tratto significativo della plateia A, per una trentina di metri, rinvenuta ingombra dello strato di abbandono e distruzione delle strutture, in parte crollate nella carreggiata, come dimostra la presenza di un intero segmento murario lungo alcuni metri, collassato sulla strada. Al di sotto degli strati di riempimento della strada è stata rinvenuta e indagata per una ventina di metri circa la fogna, passante al centro della strada, costituita da un canale in cementizio coperto da grossi basoli piani ed i tubuli di terracotta all’interno. La fogna sembra essere stata abbandonata tra la fine del I e la metà del II secolo d.C., con la dismissione della fogna stessa, con la copertura divelta ed il riutilizzo delle tubature in laterizio in posizione verticale, al fine di drenare l’acqua. <strong>Il sito di Blanda sul Palecastro di Tortora</strong>, con le fasi enotrio-indigene, lucane e romane tra VI sec. a.C. e sino al VI sec. d.C., <strong>rappresenta uno dei più importanti insediamenti e palinsesti archeologici della Calabria per livello di indagine, storia dell’insediamento</strong> ma anche per il mirabile connubio tra istituzioni (Università di Messina, Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, Comune di Tortora) che ne fa ormai <strong>un modello virtuoso di riferimento.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: Corriere della Calabria</p>
<p style="text-align: justify;">Foto Aerea &#8211; Pilota SAPR Giuseppe Capalbo</p>
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