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	<title>terza guerra mondiale &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Terza guerra mondiale in atto ma pochi se ne sono accorti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Feb 2015 23:01:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Bomba atomica]]></category>
		<category><![CDATA[crisi geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[isis]]></category>
		<category><![CDATA[terza guerra mondiale]]></category>
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					<description><![CDATA[di Luciano Lago per Contrinformazione.info/ Mentre gli avvenimenti incalzano con la duplice guerra in Medio Oriente (Iraq e Siria) a cui si potrebbe aggiungere lo stato di caos e guerra civile in Libia ed il conflitto in Palestina (Gaza) che in questo momento sembra oscurato dai media, l’opinione pubblica occidentale chiede a gran voce un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_8925" aria-describedby="caption-attachment-8925" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/terza-guerra-mondiale.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-8925" alt="bomba atomica" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/terza-guerra-mondiale.jpg" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/terza-guerra-mondiale.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/terza-guerra-mondiale-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/terza-guerra-mondiale-457x270.jpg 457w" sizes="(max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-8925" class="wp-caption-text">Esplosione di Bomba atomica</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">di Luciano Lago per Contrinformazione.info/</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre gli avvenimenti incalzano con la duplice guerra in Medio Oriente (Iraq e Siria) a cui si potrebbe aggiungere lo stato di caos e guerra civile in Libia ed il conflitto in Palestina (Gaza) che in questo momento sembra oscurato dai media, l’opinione pubblica occidentale chiede a gran voce un intervento contro le barbarie dei tagliatori di teste del Califfato dello Stato Islamico (ISIS) ma pochi hanno compreso che la guerra in Medio Oriente contro l’ISIS è solo una parte di quello che appare come un conflitto ormai generalizzato che sta investendo, con modalità nuove e non convenzionali, un’area che va dal Medio Oriente all’Europa, all’Asia, al Sud America.</p>
<p style="text-align: justify;">Molti analisti internazionali  (da Paul C. Roberts, a Thierry Meyssan, Alfredo Jalife, ed altri) definiscono ormai apertamente questo conflitto come <strong>la “terza guerra mondiale” già iniziata.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong></strong>Non hanno torto (a nostro modesto avviso) ma occorre specificare che<strong> si tratta di una guerra globale che non sarà come le altre,</strong> non certo come la prima che fu combattuta sulle trincee, neppure come la seconda che vide i bombardamenti massicci sulle città (Dresda, Amburgo, Berlino), scontri di carri armati (Stalingrado) e l’uso dell’arma atomica su Hiroshima e Nagasaki da parte degli Stati Uniti.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa, che è appena iniziata,<strong> sarà una guerra multidimensionale</strong> come già stiamo vedendo, una guerra che parte dal Medio Oriente ,dove le principali potenze Stati Uniti, Israele, Francia e GB, mediante lo spauracchio dell’ISIS, stanno effettuando un massiccio intervento (per il momento soltanto dall’aria) per riposizionarsi in Iraq, in Siria ed inseguono il chiaro obiettivo della balcanizzazione della regione, con la finalità di controllare le risorse di quell’area strategica e di isolare e contenere l’Iran, potenza emergente della regione, ostacolare la Russia privandola dei suoi alleati strategici (Iran, Siria) e costringendo Mosca a ritirarsi dalla regione per trincerarsi nel Caucaso a difesa della sua zona meridionale dove si sa che vengono infiltrati i miliziani integralisti per suscitare una insurrezione delle minoranze islamiche presenti in quell’area. Fondamentale in questa strategia il ruolo dell’Arabia Saudita, alleata degli USA e complice, finanziatrice  ed ispiratrice dei gruppi terroristi sunniti.</p>
<p style="text-align: justify;">Il protagonista principale di questa guerra è l’elite di potere di stanza a Washington che sta cercando, in forma neppure tanto mascherata, di imporre la propria egemonia unipolare, sia sul piano militare che su quello economico e sbarrare il passo alle due potenze principali che gli contendono questa egemonia: la Russia e la Cina.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Proviamo a riepilogare sinteticamente gli avvenimenti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sono di questi giorni gli episodi  come l’insurrezione pacifica avvenuta in Hong Kong, distretto della Cina, ove gli studenti sono in rivolta per chiedere più democrazia e ci sono prove evidenti che, a prescindere dalle istanze giustificabili degli studenti, alcune organizzazioni studentesche sono state finanziate da un organismo made in USA,la National Endowmenet of Democracy (NED), che appartiene al partito democratico USA, di cui è presidente , Carl Gershman, con mezzo milione di dollari.</p>
<p style="text-align: justify;">Appare evidente l’interesse degli USA ad indebolire la Cina operando perchè sorgano conflitti al suo interno, meglio se con una possibile “rivoluzione arancione”, di quelle già sperimantate dalla CIA.</p>
<p style="text-align: justify;">Per non parlare delle manovre fatte dal governo di Washington per accerchiare militarmente la Cina con  nuove basi militari aereonavali USA nel Pacifico e con gli accordi, in funzione anti cinese, stipulati ultimamente con Thailandia e Vietnam.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia il conflitto asimmetrico e multidimensionale non è limitato all’Eurasia e Medio Oriente ma sta investendo anche il Sud America e lo si sta portando con modalità diverse su tre paesi importantissimi: il Brasile, l’Argentina, il Venezuela.<br />
In Brasile dove si sta svolgendo una contesa elettorale fittizia tra la candidata della elite finanziaria anglosassone, Marina Silva la quale, con l’appoggio finanziario delle entità bancarie sovranazionali, sta tentando di rovesciare il governo della Wilma Roussef per dare un brusco cambio alle politiche di autonomia applicate in quel paese.</p>
<p style="text-align: justify;">In Argentina attraverso l’assedio finanziario che viene effettuato ai danni del governo di quel paese con il palese tentativo, per mezzo dei “fondi avvoltoio” , maneggiati dall’impresa israel statunitense, Elliot Management Corp. ,di cui fanno parte l’ex candidato alla presidenza repubblicano, Paul Singer, intimo di Netanyahu, fondi manovrati da New York, e con l’intento di portare l’Argentina al default , rovesciare il governo della Cristina Kirchner e rimettere  il paese sotto il controllo totale di Washington. Vedi: <a href="http://www.elfinanciero.com.mx/economia/los-nombres-y-las-cifras-detras-de-los-fondos-buitre.html" target="_blank">Los nombres y las cifras detràs de los “fondos buitre”</a></p>
<p style="text-align: justify;">La stessa situazione anche più accanita si manifesta contro il Venezuela, dove questo paese, capofila di un gruppo di nazioni latino americane avverse all’impero USA (Bolivia, Nicaragua, Ecuador, Uruguay) viene messo sotto assedio tra infiltrazione di mercenari e provocatori dalla Colombia, stato satellite degli USA, e mediante l’assedio finanziario e sabotaggio economico.</p>
<p style="text-align: justify;">Stiamo vedendo una potenza come gli Stati Uniti totalmente esasperata per le minacce alla propria supremazia e lo stesso Obama, che ha perso molte battaglie, come accaduto l’anno passato in Siria, quando Putin, in ultima istanza, grazie al suo ingegno creativo, ha risolto la situazione determinata dalla minaccia di intervento USA, fermando i bombardamenti con le consegna delle armi chimiche siriane.</p>
<p style="text-align: justify;">Obama e gli strateghi di Washington hanno ripreso l’iniziativa creando il fattore ISIS (ci sono una quantità di prove che l’ISIS è stato creato dalla CIA e dal Mossad) nel Medio Oriente, utilizzando questo pretesto vogliono prendere il controllo della Siria ed installarsi nuovamente in Iraq, suddividendo il paese in tre stati (curdo, sunnita e sciita) ed avendone il controllo delle risorse. Vedi: <a href="http://www.controinformazione.info/dietro-lalibi-anti-terrorismo-la-guerra-del-gas-nel-levante/#more-6942" target="_blank">Dietro l’alibi antiterrorismo la guerra del gas nel levante</a></p>
<p style="text-align: justify;">Dalla crisi siriana si è arrivati poi all’esplosione della questione ucraina, con il golpe pilotato dagli Stati Uniti a Kiev e la conseguenza della guerra civile, la sucessiva contromossa di Putin dell’annessione della Crimea alla Federazione russa. Una crisi che ha visto ravvicinati i due principali apparati militari che si fronteggiano in Europa: la NATO che ha attuato un processo di accerchiamento strategico della Russia dal Baltico alla Georgia, e le forze russe che si sono trincerate tra la Crimea, nel Baltico ed ai confini meridionali del Caucaso per fronteggiare il sempre più minaccioso schieramento della NATO.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo perchè bisogna avere presente la sequenza temporale degli avvenimenti: la Russia si è opposta alla strategia americana che voleva rovesciare il governo (alleato di Mosca) di al Assad a Damasco e gli USA hanno attaccato gli interessi russi a nord, in Europa, dove da tempo sobillavano per rovesciare il governo filo russo di Kiev.</p>
<p style="text-align: justify;">I due conflitti, quello siriano e quello ucraino, sono collegati dallo stesso fattore principale, la volontà  statunitense di contrastare la Russia e sottrarle le zone di influenza strategica.</p>
<p style="text-align: justify;">La crisi siriana ed il fermo atteggiamento di Putin hanno portato alle sanzioni contro Mosca e questa ha reagito stringendo maggiormante la sua alleanza con i BRICS (Cina, India, Brasile e Sud Africa) di cui fa parte e promuovendo un interscambio che esclude il dollaro e prevede un organismo finanziario internazionale che si sostituisce al FMI. Questo ha scatenato una guerra finanziaria e valutaria da parte del governo USA e delle istituzioni anglosassoni che hanno cercato di indebolire tutte le valute tranne il dollaro, affossare il valore dell’oro, indebolire il rublo e cercare di isolare Mosca. Si tratta di un’altra delle dimensioni di questo conflitto: quella economica e finanziaria, tuttora in corso.</p>
<p style="text-align: justify;">Tale situazione è stata sicuramente accelerata dall’ultimo vertice tenutosi dei paesi aderenti al gruppo BRICS che ha di sicuro indotto Washington a prendere contromisure sia finanziarie che militari, con una corsa al riarmo missilistico e nucleare, in base alla nuova dottrina dettata dagli strateghi neo cons della Casa Bianca, i quali hano stabilito l’idea della inevitabilità di un conflitto degli USA con Russia e Cina e della possibilità per gli USA di sferrare il “primo colpo”.</p>
<p style="text-align: justify;">” <a href="http://www.paulcraigroberts.org/2014/07/28/war-coming-paul-craig-roberts/" target="_blank">War is coming</a>” ha scritto Paul Craig Roberts, un importante analista americano, in un suo pezzo poco tempo fa, ma il mondo ancora non se ne è accorto.</p>
<p style="text-align: justify;">Un commento: Guerra sociale in occidente, contro le classi subalterne, da privare delle sicurezze, dei diritti, dello stato sociale, e guerra con armi tradizionali altrove, uccidendo a man salva. Raggiungiamo in tal modo “il punto più basso della civiltà”, di una civiltà che viene, essa stessa, messa in discussione, “ristrutturata” con violenza o semplicemente demolita. Inoltre, gli eserciti di ventura, mercenari, i tagliagole prezzolati che combattono per il soldo, acquistano un ruolo di primo piano negli episodi bellici, mentre gli eserciti nazionali e regolari arretrano, subiscono l’iniziativa (Siria, Iraq, l’Ucraina, con i regolari che disertavano o erano fucilati da miliziani e mercenari).</p>
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		<title>Ma Scalfari spinge per la terza guerra mondiale?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Aug 2014 23:10:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
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		<category><![CDATA[nuovo ordine monetario internazionale]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_8168" aria-describedby="caption-attachment-8168" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/guerra-monetaria.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-8168" alt="guerra-monetaria-usa-russia-cina-europa" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/guerra-monetaria.jpg" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/guerra-monetaria.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/guerra-monetaria-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/guerra-monetaria-457x270.jpg 457w" sizes="(max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-8168" class="wp-caption-text">Terza Guerra Monetaria Mondiale</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">di Alessandro Corneli /grrg.eu/</p>
<p style="text-align: justify;">L’interrogativo nasce leggendo l’articolo odierno di Eugenio Scalfari su <em>la</em><em>Repubblica</em>. Non nella prima parte in cui, riprendendo il discorso di papa Francesco sulla “terza guerra mondiale a puntate”, elenca i punti delle principali crisi, né nella seconda parte dell’articolo in cui esamina il ruolo dello SI (Stato Islamico), limitandosi a dire che si tratta di “una guerra di religione di contrapposte civiltà”. Il Califfato ha come nemici i cristiani, l’Occidente e i ricchi. Ma il presidente Obama, che pure vede la minaccia, “non ha molta voglia di impegnarsi a fondo nel Mediterraneo e in Mesopotamia. Il suo obiettivo in una società multipolare è l’intesa con l’America Latna e il Pacifico”. Quanto all’Europa, “non ha le forze”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il punto critico viene nella terza parte dell’articolo, dedicata a Mario Draghi, la persona che, secondo Scalfari, conta più di tutte le altre in Europa. Il suo compito specifico non è di battere la deflazione, su cui non può fare molto, ma “di aumentare il tasso d’inflazione”, cioè di <strong>aumentare la liquidità</strong>. Scalfari riassume i mezzi a disposizione del governatore della Bce ma, sottolinea, <strong>“lo strumento numero uno cui Draghi mira… è il tasso di cambio dollaro-euro”</strong>. Il tasso ideale sarebbe 1,10 ma ci si potrebbe accontentare di 1,20.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco la domanda posta da Scalfari: “Con quali strumenti può ottenere questo risultato con quella rapidità che provoca uno shock positivo nelle aspettative per quanto riguarda soprattutto l’esportazione europea?”.</p>
<p style="text-align: justify;">E fornisce la sua risposta, che è la chiave dell’articolo: “E’ molto semplice:<strong>vendendo sul mercato dollari</strong> in quantità sufficiente a premere efficacemente sulle quotazioni”. Secondo Scalfari, “la vendita avrebbe un triplo risultato: svalutazione dell’euro, aumento dell’inflazione, investimenti causati dalle esportazioni, cioè da una accresciuta domanda estera”.</p>
<p style="text-align: justify;">Forse non ho capito bene e non so ragionare bene, ma se l’Europa vendesse dollari a mani basse, le quotazioni internazionali del dollaro cadrebbero e <strong>ci sarebbe una fuga dalla moneta americana (e dai titoli di Stato americani</strong> che perderebbero valore) che, rientrando negli Usa, scatenerebbe in quel Paese una spaventosa inflazione. Ora pongo io una domanda: gli Usa potrebbero tollerare che, dopo la Cina e la Russia che sostengono da tempo la necessità di rimuovere il dollaro-centrismo, anche l’Europa sferri un duro colpo alla loro moneta? Equivarrebbe a distruggere la Nato e la partnership euro-americana (oltre a mandare all’aria l’attuale negoziato transatlantico). Lo sconvolgimento sarebbe tale da provocare sul serio la terza guerra mondiale.</p>
<p style="text-align: justify;">Non dico che non si debba rivedere al ribasso il ruolo internazionale del dollaro, anzi lo sostengo. Ma non a rischio di provocare un cataclisma. <strong>Spetta agli Usa comprendere che il ruolo egemonico della loro moneta deve essere modificato</strong>, ma d’intesa con i grandi partner e i maggiori Paesi: <strong>Europa, Cina, Russia</strong>. Purtroppo l’establishment americano non è di questo parere e non esprime un Presidente che dovrebbe porre al centro della sua azione politica internazionale, politica ed economica, un negoziato su un <strong>nuovo ordine monetario internazionale</strong>. Impresa gigantesca che potrebbe essere affrontata da menti superiori e con una consapevolezza morale di lungo termine riguardo ai destini del mondo. <strong>Quella che papa Francesco cerca di portare alla luce,</strong> <strong>condannando ripetutamente un sistema economico e culturale fondato principalmente sulla speculazione a breve termine.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Draghi, vicino alla scadenza del suo mandato, e in pole position per salire al Quirinale, in modo esplicito non ha affrontato questo tema, anche perché vincolato dal suo ruolo formale; ma, una volta lasciato questo, con quale autorevolezza e potere potrebbe parlare e/o agire posto che condivida questa esigenza? La Germania sembra incerta e spaventata. Confuso è il Regno Unito. E la Francia, unica potenza in grado di esprimere idee universali, non ha un leader all’altezza della situazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il pericolo è proprio in questa latitanza di idee forti e di uomini coraggiosi e con una visione che vada al di là della poltrona che hanno conquistato e cercano di mantenere attraverso espedienti. Compito loro facilitato dalle mezze figure di cui si circondano.</p>
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