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	<title>televisione &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Mattarella all&#8217;incoronazione di Carlo III e tutti gli ospiti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 May 2023 19:16:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la sig.ra Laura partecipano alla cerimonia di incoronazione di re Carlo III e della regina Camilla all’abbazia di Westminster. Ieri hanno incontrato Re Carlo prima del ricevimento presso Buckingam Palace. Presente anche la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola. Incoronazione Carlo III, l&#8217;arrivo degli invitati all&#8217;abbazia di Westminster Sono molti [&#8230;]]]></description>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="700" height="528" src="https://www.ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mattarella.jpeg" alt="" class="wp-image-16525" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mattarella.jpeg 700w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mattarella-300x226.jpeg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mattarella-358x270.jpeg 358w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mattarella-696x525.jpeg 696w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /><figcaption>Von Der Leyen pubblica foto con il presidente Mattarella e Metsola &#8211; Ansa</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la sig.ra Laura partecipano alla cerimonia di incoronazione</strong> di re Carlo III e della regina Camilla all’abbazia di Westminster. Ieri hanno incontrato Re Carlo prima del ricevimento presso Buckingam Palace.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Presente anche <strong>la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola.</strong> <strong>Incoronazione Carlo III, l&#8217;arrivo degli invitati all&#8217;abbazia di Westminster</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono molti gli ospiti d&#8217;onore nell&#8217;abbazia di Westminster. All&#8217;evento sono stati invitati circa 2000 fra dignitari stranieri e britannici, teste coronate, personalità del mondo della cultura, dello show business, dell&#8217;impegno sociale. Fra i rappresentanti degli Stati esteri&nbsp;<strong>la first lady ucraina Olena Zelenska</strong>, chiamata a rappresentare il marito Volodymyr, accompagnata a sorpresa anche dal&nbsp;<strong>primo ministro Denys Shmyhal</strong>. Mentre per gli Usa c&#8217;è pure&nbsp;<strong>la first lady Jill Biden</strong>, in assenza del marito Joe, entrata con un fiore in testa ma senza il copricapo, indossato da quasi tutte le altre donne presenti e senza essere promossa nell&#8217;ordine delle priorità al livello dei capi di Stato: destinati ad accomodarsi per ultimi (incluso, per l&#8217;Italia, il presidente Sergio Mattarella), giusto prima dell&#8217;ingresso dei membri di casa Windsor.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non mancano fra i banchi celebrities come il <strong>cantautore australiano Nick Cave</strong>, dichiaratamente filo monarchico, o le <strong>popstar americana Lionel Ritchie e Katy Perry.</strong> Per le strade, al di là del fermo di polizia di una frangia di attivisti repubblicani, cresce il numero di fan e curiosi decisi ad assistere all&#8217;evento, incuranti del cielo grigio e della pioggerellina che da stamane cade a intermittenza su Londra. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Fonte ANSA</p>
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		<title>Anche la TV ci riconoscerà, come lo smartphone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Oct 2017 23:00:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[HD Forum Italia]]></category>
		<category><![CDATA[iphone]]></category>
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					<description><![CDATA[Come l&#8217;iPhone X che ci riconosce dal viso, o gli speaker Google Home e Amazon Echo che riconoscono la nostra voce, anche il televisore saprà chi sta entrando in salotto, e si adeguerà ai suoi gusti audiovisivi. E&#8217; una delle novità portate dall&#8217;HbbTv 2, un nuovo standard presente su decoder e smart Tv che arriveranno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_12741" aria-describedby="caption-attachment-12741" style="width: 700px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/televisione-come-iphpne.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-12741" alt="televisione,riconoscimento" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/televisione-come-iphpne.jpg" width="700" height="467" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/televisione-come-iphpne.jpg 700w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/televisione-come-iphpne-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/televisione-come-iphpne-404x270.jpg 404w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12741" class="wp-caption-text">Le Tv del futuro esposte al 6th HbbTV Symposium 2017 presso l&#8217;Auditorium Antonianum. Roma, 17 ottobre 2017. ansa/Claudio Peri</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Come l&#8217;iPhone X che ci riconosce dal viso, o gli speaker Google Home e Amazon Echo che riconoscono la nostra voce, anche il televisore saprà chi sta entrando in salotto, e si adeguerà ai suoi gusti audiovisivi. E&#8217; una delle novità portate dall&#8217;HbbTv 2, un nuovo standard presente su decoder e smart Tv che arriveranno nei negozi nei prossimi mesi.<br />
La tecnologia è al centro dell&#8217;HbbTv Symposium 2017 in corso a Roma, organizzato dall&#8217;Associazione HbbTV con il supporto dell&#8217;associazione HD Forum Italia (Hdfi). I nuovi televisori sfrutteranno il riconoscimento vocale, ma anche facciale e gestuale, per individuare il membro della famiglia cui mostrare contenuti audiovisivi. Basterà dire &#8220;ciao&#8221;, o sedersi sul divano, per accedere a una selezione personalizzata di programmi. La novità, ha spiegato il presidente di Hdfi Benito Manlio Mari a margine del convegno, &#8220;va incontro anche alle esigenze di anziani e disabili, in un&#8217;ottica di semplificazione rispetto a telecomandi sempre più complessi&#8221;.</p>
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		<title>Rai: Corte dei Conti, stop a inefficienze e sprechi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Jul 2017 18:05:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[corte dei conti]]></category>
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					<description><![CDATA[La Rai deve attivare &#8220;ogni misura organizzativa, di processo e gestionale, idonea ad eliminare residue inefficienze e sprechi, proseguendo, laddove possibile e conveniente, nel percorso di internalizzazione delle attività e concentrando gli impegni finanziari sulle priorità effettivamente strategiche&#8221;, con decisioni di spesa &#8220;strettamente coerenti con il quadro di riferimento&#8221;. E&#8217; il monito della Corte dei [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_12501" aria-describedby="caption-attachment-12501" style="width: 700px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/statua-cavallo-ingresso-rai-roma.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-12501" alt="rai" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/statua-cavallo-ingresso-rai-roma.jpg" width="700" height="467" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/statua-cavallo-ingresso-rai-roma.jpg 700w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/statua-cavallo-ingresso-rai-roma-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/statua-cavallo-ingresso-rai-roma-404x270.jpg 404w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12501" class="wp-caption-text">La statua del cavallo morente all&#8217;ingresso della sede Rai di viale Mazzini, Roma Foto © Copyright ANSA</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>Rai</strong> deve attivare &#8220;ogni misura organizzativa, di processo e gestionale, idonea ad eliminare residue inefficienze e sprechi, proseguendo, laddove possibile e conveniente, nel percorso di internalizzazione delle attività e concentrando gli impegni finanziari sulle priorità effettivamente strategiche&#8221;, con decisioni di spesa &#8220;strettamente coerenti con il quadro di riferimento&#8221;. E&#8217; il monito della Corte dei Conti nella Relazione sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria per l&#8217;esercizio 2015.</p>
<p style="text-align: justify;">La gestione della Rai e del gruppo &#8211; rileva la <strong>Corte dei Conti</strong> &#8211; ha registrato nel 2015 un miglioramento rispetto al precedente esercizio. La capogruppo chiude il bilancio con una perdita di 45,9 milioni di euro, in miglioramento rispetto al 2014 (-203,4 milioni). La struttura patrimoniale della società ha posto in evidenza un capitale proprio pari a 811,7 milioni, in diminuzione rispetto al 2014 (828,4 milioni). Il volume dei debiti finanziari verso banche ha registrato la consistenza di 51 milioni, mentre nel 2014 ammontava a 356 milioni. Il miglioramento &#8211; spiega la Corte &#8211; è solo apparente, essendo stato determinato dall&#8217;emissione obbligazionaria di 350 milioni del maggio 2015, operazione che ha permesso il rimborso anticipato di un finanziamento di 295 milioni di durata inferiore. I ricavi totali hanno subito una leggera flessione (-0,6% pari a 14,4 milioni), passando da 2.349,7 milioni nel 2014 a 2.335,3 milioni nel 2015. Le entrate da canone (1.588,1 milioni nel 2014 e 1.637,5 milioni nel 2015) sono cresciute del 3% (+49,4 milioni), mentre i proventi pubblicitari sono stati pari a 585,5 milioni, con una diminuzione di 10,7 (-1,8%) rispetto all&#8217;esercizio precedente. Sul versante opposto la capogruppo ha sopportato costi complessivi per 2.251,7 milioni che presentano, rispetto all&#8217;esercizio 2014, un calo di 77,3 milioni (-3,3%) dovuto soprattutto alla assenza di costi relativi ai grandi eventi sportivi tenuti nel 2014. Il costo del personale di Rai Spa ammonta a 888,3 milioni, in diminuzione rispetto al 2014 (913,8 milioni) di 25,5 milioni (-2,8%). Per quanto riguarda le risultanze del gruppo Rai, si registra una perdita di 25,6 milioni, in diminuzione rispetto a quella del 2014 (-175,8 milioni). Il capitale proprio del gruppo nel 2015 è stato pari a 492,8 milioni (499,8 milioni nel 2014), mentre i debiti finanziari verso banche si sono attestati in 171,1 milioni contro i 436,3 milioni del 2014. I ricavi totali hanno evidenziato invece un incremento di 3,9 milioni di euro (+0,2%) nei confronti del 2014, passando da 2.489,2 milioni a 2.493,1 milioni nel 2015 in relazione al peso crescente di Rai Com. Anche per il gruppo Rai i ricavi da pubblicità hanno registrato una flessione, pari a 14,6 milioni, rispetto al 2014 (-2.2%). I costi operativi, pari a 1.965,6 milioni, sono diminuiti di 107,6 milioni (-5,2%). Il costo del personale è risultato pari a 976,5 milioni, in contrazione rispetto al 2014 (1.001,1 milioni di euro) di 24,6 milioni (-2,5%).<br />
La Corte rileva anche come l&#8217;evoluzione tecnologica ponga &#8220;la questione dell&#8217;offerta della Rai agli utenti, da orientare verso il recupero degli ascolti delle reti generaliste e l&#8217;incremento di quelli relativi ai canali tematici&#8221;. Nella Relazione si cita anche la fiction, e la &#8220;necessità di coniugare le tematiche oggetto del racconto con l&#8217;esigenza di preservare adeguati livelli di share con investimenti che ne giustifichino la produzione in un contesto caratterizzato da un proficuo contenimento dei costi&#8221;. Nella prospettiva illustrata nel piano industriale della società, &#8220;dell&#8217;insorgenza, nell&#8217;immediato futuro, di gravi difficoltà per il perseguimento dell&#8217;equilibrio di bilancio, a causa soprattutto della prevista riduzione dei ricavi pubblicitari, la Rai &#8211; ricorda la Corte &#8211; ha posto in liquidazione o incorporato talune società controllate, trasferendo alle sue strutture le attività svolte dalle società soppresse&#8221;. Per le società controllate la Corte sottolinea &#8220;l&#8217;esigenza di una rigorosa verifica della loro attuale necessità nel contesto di un proficuo contributo delle stesse nel perseguimento degli interessi della capogruppo&#8221;.</p>
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		<title>Roberto Ormanni a Giuseppe Lorin: i Talk di oggi? per sembrare intelligenti</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2015/02/roberto-ormanni-a-giuseppe-lorin-i-talk-di-oggi-per-sembrare-intelligenti/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Feb 2015 00:16:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
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		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe lorin]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Ormanni]]></category>
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					<description><![CDATA[A cura di Giuseppe Lorin per Laici.it/ Le trasmissioni televisive di Renzo Arbore sono state delle vere e proprie &#8216;officine&#8217; dell&#8217;arte dell&#8217;intrattenimento, che hanno fatto conoscere al pubblico personaggi dalla più svariata allocazione culturale e artistica.&#8216;Quelli della notte&#8217; e &#8216;Indietro tutta&#8217; hanno dato alla televisione, o meglio allo spettacolo italiano, un continuum generazionale di &#8216;creativi&#8217; [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_2486" aria-describedby="caption-attachment-2486" style="width: 750px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://italia-magazine.it/wp-content/uploads/2015/02/giuseppe-lorin.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-2486" alt="Giuseppe Lorin -teatro-cinema-poesia-arte" src="http://italia-magazine.it/wp-content/uploads/2015/02/giuseppe-lorin.jpg" width="750" height="410" /></a><figcaption id="caption-attachment-2486" class="wp-caption-text">Giuseppe Lorin</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: center;">A cura di <a href="http://www.giuseppelorin.blogspot.it/p/curriculum.html" target="_blank">Giuseppe Lorin</a> per <a href="http://www.laici.it" target="_blank">Laici.it</a>/</p>
<p>Le trasmissioni televisive di <b>Renzo Arbore</b> sono state delle vere e proprie &#8216;officine&#8217; dell&#8217;arte dell&#8217;intrattenimento, che hanno fatto conoscere al pubblico personaggi dalla più svariata allocazione culturale e artistica.<b>&#8216;Quelli della notte&#8217;</b> e <b>&#8216;Indietro tutta&#8217;</b> hanno dato alla televisione, o meglio allo spettacolo italiano, un continuum generazionale di &#8216;creativi&#8217; su cui fare affidamento. Sono stati spettacoli che hanno avuto il merito di scoprire e lanciare nuovi personaggi, fra i quali <b>Roberto Benigni, Gegé Telesforo, Giorgio Bracardi, Mario Marenco, Marisa Laurito, Nino Frassica, Milly Carlucci, Daniele Luttazzi e valorizzarne altri come Michele Mirabella, Luciano De Crescenzo e Roberto Ormanni,</b> giornalista, sceneggiatore, cronista giudiziario, avvocato, direttore responsabile dei settimanali di informazione <a href="http://www.goleminformazione.it/"><b>www.goleminformazione.it</b></a> e <a href="https://ilparlamentare.it./"><b>www.ilparlamentare.it.</b></a> <b>Roberto Ormanni, </b>oltre a dirigere redazioni importanti, collabora con diverse testate ed è stato responsabile del settimanale giuridico <b>&#8216;Diritto e Giustizia&#8217; (Giuffrè editore).</b> E&#8217; anche autore del testo teatrale <b>&#8216;Due carissimi nemici&#8217;,</b> musical napoletano sulla vita dei poeti <b>Salvatore Di Giacomo e Ferdinando Russo.</b> La commedia è stata messa in scena per due anni di seguito al <b>teatro &#8216;Cilea&#8217; di Napoli.</b></p>
<p><figure id="attachment_8942" aria-describedby="caption-attachment-8942" style="width: 795px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/roberto-ormanni-2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-8942" alt="Roberto Ormanni" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/roberto-ormanni-2.jpg" width="795" height="470" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/roberto-ormanni-2.jpg 795w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/roberto-ormanni-2-300x177.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/roberto-ormanni-2-456x270.jpg 456w" sizes="auto, (max-width: 795px) 100vw, 795px" /></a><figcaption id="caption-attachment-8942" class="wp-caption-text">Roberto Ormanni</figcaption></figure></p>
<p><b>Roberto Ormanni, ricordando i suoi impegni nelle trasmissioni televisive ideate da Renzo Arbore come &#8216;Quelli della notte&#8217; e &#8216;Indietro tutta&#8217;, può parlarci della spontaneità artistica di quegli anni, da lei vissuta in prima persona?</b><br />
&#8220;La via mediana tra cenacolo culturale e circolo dopolavoro: questo, in sostanza, voleva essere &#8211; e in un certo senso lo fu &#8211; &#8216;Quelli della notte&#8217;. Negli anni &#8217;80, la Rai poteva ancora contare su dirigenti di grande livello culturale, quasi tutti &#8216;figli&#8217; dei concorsi Rai della metà degli anni &#8217;50. La filosofia, se così possiamo chiamarla, della proposta di Renzo era quella di esasperare, prendendola un po&#8217; in giro, la struttura stessa del &#8216;talk show&#8217;. Di cui, non a caso, la Rai vanta i diritti di primogenitura, in campo televisivo, con &#8216;L&#8217;ospite delle due&#8217;, ideato e condotto nel 1975 da Luciano Rispoli, dipendente Rai, per l&#8217;appunto, dal concorso del 1954. A questa &#8216;prima bozza&#8217; di &#8216;talk show&#8217; seguì, con Maurizio Costanzo, &#8216;Bontà loro&#8217;, nel 1976. Da quel momento, il &#8216;salotto&#8217; in tv divenne un&#8217;abitudine. Dietro molti di questi programmi, per quei tempi rivoluzionari, che rappresentarono l&#8217;evoluzione dell&#8217;assai più triste e paludata (per quanto meritoria) &#8216;Tribuna elettorale&#8217; di Jader Jacobelli dell&#8217;aprile 1961, c&#8217;era Angelo Guglielmi, che guarda un po&#8217; era anch&#8217;egli arrivato in Rai con il concorso del 1954. Lo scopo, però, non era solo fare informazione, ma anche l&#8217;intrattenimento. Poco alla volta, anzi, l&#8217;intrattenimento &#8211; parente stretto dello spettacolo &#8216;tout court&#8217; &#8211; prevalse sull&#8217;informazione. Si passò pian piano, insomma, dal cenacolo culturale al dopolavoro. E così, la chiave della recita &#8216;a soggetto&#8217; fu utilizzata da Arbore sia per fare il &#8216;verso&#8217;, un po&#8217; irriverente, al &#8216;talk show&#8217;, sia per costruire una &#8216;griglia&#8217; che potesse offrire qualcosa di nuovo. Il trucco, che Renzo ha sempre padroneggiato assai bene, è stato quello di mettere insieme autori e interpreti dall&#8217;intelligenza brillante e dall&#8217;ironia pungente, capaci di dire cose intelligenti fingendo di essere stupidi. L&#8217;esatto contrario di ciò che, spesso, accade oggi&#8230;&#8221;.</p>
<p><b>Da Renzo Arbore, ai rotocalchi televisivi di Paolo Guzzanti &#8216;Visto da sud&#8217; e &#8216;Giorno per giorno&#8217;: quale è stata la motivazione che l&#8217;ha spinta a impegnarsi nelle sceneggiature della serie a cartoni animati come &#8216;Ulisse &#8211; Il mio nome è Nessuno&#8217;, prodotta dai Raidue?</b><br />
&#8220;Forse, come spesso mi rimprovera qualcuno, la vera motivazione sta nel fatto che non ho ancora deciso cosa fare da grande&#8230; Da bambino, sempre appassionato di fumetti e cartoon, avevo una predilezione particolare per la bellissima storia &#8216;Topolino giornalista&#8217;, disegnata da Gottfredson e sceneggiata da Ted Osborn, uno dei migliori sceneggiatori Disney degli anni Trenta. E allora ho pensato che le due cose potessero essere messe insieme: fare il giornalista (che, come disse Luigi Barzini, è sempre meglio che lavorare) e lo sceneggiatore di cartoon. Scherzi a parte, l&#8217;idea di un &#8216;serial&#8217; a cartoni animati dedicato a Ulisse e all&#8217;Odissea è venuta dal rapporto quasi filiale che mi lega da sempre a Luciano De Crescenzo. Insieme con Massimo Vincenti e Stefano Santarelli (sceneggiatori veri, non come me), pensammo che visto il successo del libro di Luciano &#8216;Ulisse, il mio nome è Nessuno&#8217;, si poteva proporre alla Rai un&#8217;Odissea a cartoni animati. L&#8217;idea piacque allo storico responsabile di Rai Fiction Max Gusberti e, tra alterne vicende produttive, costellate anche, come spesso capita in questo settore, da bizzarri personaggi, alla fine ne è venuta fuori una serie di 23 puntate da 20 minuti ciascuna. In fondo, l&#8217;Odissea è il primo reportage della storia della comunicazione, visto che il cuore della storia è nient&#8217;altro che il racconto del viaggio di ritorno a Itaca che lo stesso Ulisse consegna ai Feaci&#8221;.</p>
<p><b>La nostra curiosità e attenzione va spesso su questi suoi due libri: &#8216;Il cinema di cartone (animato)&#8217; e &#8216;La mia vita dentro &#8211; Le memorie di un direttore di carceri&#8217;, entrambi editi dalla Infinito Edizioni. Ci descrive in maniera concisa le tematiche &#8216;opposte&#8217; di questi suoi due lavori?</b><br />
&#8220;Sinteticamente? Il cinema di cartone è l&#8217;approdo di un sogno &#8211; far muovere un disegno &#8211; che accompagna l&#8217;uomo fin dalla preistoria, come dimostrano gli animali raffigurati sulle pareti delle Grotte di Altamira, in Spagna, dove le tribù di 25 mila anni fa disegnarono i bisonti con otto zampe nel tentativo di dare l&#8217;idea del movimento. Il carcere, così come è oggi gestito in Italia, è il naufragio di una speranza: la pena come rieducazione e principio di reinserimento. I due opposti provocano, singolarmente, il medesimo risultato: il primo riempie i cinema, il secondo riempie i penitenziari&#8221;.</p>
<p><b>Paperino e Topolino incarnano due modelli caratteriali dell&#8217;essere umano, il succube e il saccente che ha sempre ragione: secondo lei, quale rapporto c&#8217;è tra questi due eroi del fumetto?</b><br />
&#8220;In realtà, sono due facce della stessa &#8216;medaglia&#8217; e non è un caso che metà dell&#8217;umanità adori Topolino e l&#8217;altra metà ami Paperino. È come il rapporto da Cosmos e Caos: la vita è il continuo divenire e intrecciarsi di Cosmos e Caos, ordine e disordine. Cosa sia Cosmos e cosa sia Caos, chi dei due possa prevalere con precisione è impossibile stabilirlo: bisognerebbe fermare il divenire e questo, come ci spiega Eraclito, non può mai accadere, perché significherebbe annullare sia ordine che sisordine, così che non si avrebbe più nulla da definire&#8221;.</p>
<p><b>Questi sono gli argomenti &#8216;centrali&#8217; trattati nel suo saggio &#8216;Il cinema di cartone (animato)&#8217;?</b><br />
&#8220;Può sembrare strano che si parli di filosofia in un saggio sul cartoon, ma c&#8217;è anche questo. L&#8217;obiettivo è quello di raccontare, attraverso tante storie, aneddoti e curiosità, la grande storia di un cinema nato &#8216;prima&#8217; del cinema: nel 1877. Mi auguro di esserci riuscito. Se invece, per citare il Manzoni che così chiude &#8216;I promessi sposi&#8217; (sebbene il paragone possa sembrare inopportuno) &#8220;non fossimo riusciti che ad annoiarvi, credete che non s&#8217;è fatto apposta&#8221;. D&#8217;altro canto, disegno e cinema erano sposi promessi da sempre&#8221;.</p>
<p><b>Lei è stato, in passato, responsabile del settore giustizia dell&#8217;agenzia di stampa &#8216;il Velino&#8217; e ha diretto il quotidiano giuridico &#8216;Diritto e Giustizia&#8217;, nonché il supplemento settimanale cartaceo &#8216;D&amp;G&#8217;, editi dalla società Infogiuridica Spa, del Gruppo Giuffrè. Dunque, vorremmo chiederle: secondo lei, risanare le aziende è un compito ingrato, in Italia?</b><br />
&#8220;Il risanamento più solido e duraturo di un&#8217;azienda passa, o dovrebbe passare &#8211; se l&#8217;imprenditore ha letto qualche manuale di economia aziendale &#8211; per investimenti ragionati e valorizzazioni di risorse preesistenti. E&#8217; il frutto di un equilibrio tra parziale contrazione del vecchio ed espansione del nuovo. Un po&#8217; come il principio dei vasi comunicanti di Archimede. Quando è così, il risanamento è un compito difficile e, forse, anche pericoloso, ma mai ingrato&#8221;.</p>
<p><b>Insomma, rimboccarsi le maniche e cercare di salvare il salvabile: un suo consiglio sulla gestione amministrativa in un momento così difficile per il Paese?</b><br />
&#8220;Amministrare vuol dire conoscere il passato e governare il presente mettendo le basi per il futuro. Molti, invece, credono che significhi indurre a dimenticare il passato, maneggiare il presente ed evitare, per quanto possibile, di pensare al futuro&#8221;.</p>
<p><b>Gestire la rivista settimanale &#8216;D&amp;G&#8217; e il relativo quotidiano online &#8216;Diritto e Giustizia&#8217; apportano &#8216;news&#8217; da inserire nelle rassegne stampa degli organi superiori del Governo italiano?</b><br />
&#8220;Il diritto e la giustizia rappresentano il vero e unico scudo della democrazia: l&#8217;homo politicus, inteso come uomo della polis, della città, ha come obiettivo, direi teleologico, la giustizia, che è a sua volta il fine del &#8216;naturalismo&#8217;. Ma il percorso verso la giustizia deve necessariamente avvalersi del diritto, che invece è espressione del &#8216;positivismo&#8217;: due mondi da sempre in conflitto. Se gli organi superiori del Governo riflettessero di più e conoscessero meglio le news provenienti dal complesso mondo del diritto e della giustizia, anziché oscillare ora verso l&#8217;uno, ora verso l&#8217;altra, si affronterebbero finalmente le cause di molti problemi, invece di continuare a litigare sulle conseguenze&#8230;&#8221;,</p>
<p><b>Il Senato, la Camera, la Corte costituzionale, il Quirinale, il Consiglio di Stato, la Direzione nazionale antimafia, il Comando generale dell&#8217;Arma dei Carabinieri, l&#8217;Associazione nazionale magistrati, l&#8217;Unione delle Camere penali, l&#8217;Organismo unitario dell&#8217;Avvocatura sono gli organi che seguono e leggono le news da lei approvate per la pubblicazione nella rivista &#8216;D&amp;G&#8217;?</b><br />
&#8220;Siamo riusciti a cogliere gli aspetti interessanti e stimolanti di un mondo complesso e problematico, troppo spesso raccontato attraverso la lente del pregiudizio, con la &#8216;chiave&#8217; della semplificazione a tutti i costi, che finisce per diventare approssimazione o, addirittura, mistificazione. Semplificare non vuol dire rinunciare alle parti difficili, ma comprenderle per spiegarle. Questo, i vecchi giornalisti lo sapevano e lo insegnavano. Poi c&#8217;è stato un momento nel quale la comunicazione, anche quella tecnica, in nome della semplificazione ha preteso di sostituire i pensieri con i &#8216;pensierini&#8217;. E degli insegnamenti si sono dimenticati tutti. L&#8217;interesse e, con esso, la partecipazione e il confronto che abbiamo risvegliato in istituzioni, anche professionali, prestigiose dimostrano, ancora una volta, che dalla &#8216;caverna di Platone&#8217; si può uscire&#8221;.</p>
<p><b>Le maggiori agenzie giornalistiche Agi, Ansa e Adn Kronos e i quotidiani come &#8216;La Stampa&#8217;, &#8216;La Repubblica&#8217;, &#8216;Il Messaggero&#8217;, &#8216;Il Corriere della Sera&#8217;, &#8216;Il Mattino&#8217;, &#8216;Italia Oggi&#8217; e &#8216;Il Sole 24 Ore&#8217;, come percepiscono la sua rivista?</b><br />
&#8220;Come la possibilità di scoprire che, dietro una formula tecnica, ci può essere una notizia utile all&#8217;informazione e, dunque, all&#8217;evoluzione della conoscenza&#8221;.</p>
<p><b>La sua riflessione sul terremoto politico che sta scuotendo in questi giorni la capitale d&#8217;Italia?</b><br />
&#8220;I terremoti politici sarebbero delle proficue occasioni di rifondazione se non fossero provocati, sempre e soltanto, da iniziative giudiziarie. Le quali, a loro volta, hanno ormai assunto il compito di affrontare fenomeni sociali, compensando l&#8217;inerzia dei meccanismi di controllo della società cosiddetta &#8216;civile&#8217;. Tanti anni fa, quando Tangentopoli e le inchieste sulla corruzione nella politica e nelle pubbliche amministrazioni non facevano parte nemmeno dei racconti di fantascienza, intervistai un vecchio procuratore della Repubblica che andava in pensione, il quale alla domanda &#8216;qual è il compito della magistratura nella difesa della legalità&#8217;, così rispose: &#8220;La magistratura è il chirurgo della società, interviene quando la medicina ha fallito&#8230;&#8221;.</p>
<p><b>Il suo prossimo impegno letterario?</b><br />
&#8220;Un libro sulla scuola in ospedale: un&#8217;istituzione dal 1986, di cui molti ignorano l&#8217;esistenza. Gli insegnanti d&#8217;ospedale sono professori senza lavagna e senza aula che fanno lezione a un alunno alla volta, accanto al suo letto. E nella maggior parte dei casi, oggi, si tratta di ragazzi e ragazze ricoverate nei reparti di oncologia pediatrica. Infinito Edizioni ne ha programmato la pubblicazione in primavera&#8221;.</p>
<p><b>Un augurio alla Eduardo De Filippo a tutti i politici italiani per il prossimo anno?</b><br />
&#8220;Impossibile rinunciare all&#8217;intramontabile: &#8220;Ha da passa&#8217; &#8216;a nuttata&#8230;&#8221;. Ma aggiungerei: se qualcuno di loro andasse a trascorrere la notte&#8230; altrove, forse la &#8216;nottata&#8217; passerebbe più in fretta&#8230;&#8221;.</p>
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		<title>Magistratura vaglia le frasi di berlusconi dette in TV</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Apr 2014 14:50:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Beppe Grillo]]></category>
		<category><![CDATA[Magistratura]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[televisione]]></category>
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					<description><![CDATA[ANSA &#8211; Le dichiarazioni di Silvio Berlusconi sul suo affidamento in prova ai servizi sociali, rese ieri nell&#8217;intervista andata in onda su La7 nel programma Piazzapulita, da quanto si è appreso, sono al vaglio del Tribunale di Sorveglianza di Milano che lo scorso 15 aprile gli ha concesso la misura alternativa alla detenzione domiciliare. Il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_7093" aria-describedby="caption-attachment-7093" style="width: 702px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvio-berlusconi-2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-7093" alt="silvio berlusconi-servizi sociali" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvio-berlusconi-2.jpg" width="702" height="412" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvio-berlusconi-2.jpg 702w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvio-berlusconi-2-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvio-berlusconi-2-460x270.jpg 460w" sizes="auto, (max-width: 702px) 100vw, 702px" /></a><figcaption id="caption-attachment-7093" class="wp-caption-text">Silvio Berlusconi</figcaption></figure></p>
<p>ANSA &#8211; Le dichiarazioni di Silvio Berlusconi sul suo affidamento in prova ai servizi sociali, rese ieri nell&#8217;intervista andata in onda su La7 nel programma Piazzapulita, da quanto si è appreso, sono al vaglio del Tribunale di Sorveglianza di Milano che lo scorso 15 aprile gli ha concesso la misura alternativa alla detenzione domiciliare.</p>
<p>Il ritorno in TV dell&#8217;ex Cavaliere potrebbe insomma costare caro al leader di Forza Italia. Che questa mattina ha sparato ad alzo zero contro Giorgio Napolitano e Beppe Grillo.</p>
<p>&#8220;La sentenza Mediaset è stata un altro colpo di Stato&#8221;, afferma Berlusconi a Mattino Cinque. &#8220;E&#8217; stata utilizzata per cacciarmi dal Senato, per rendermi incandidabile per 6 anni e ha tolto il leader del centrodestra e l&#8217;unico che riusciva a tenere insieme i moderati&#8221;. &#8220;Cancelli il nome democrazia e parliamo dell&#8217;attuale situazione che è lontana da tutte le regole democratiche, purtroppo in Italia noi abbiamo avuto 4 colpi di stato. Un colpo di stato si ha quando un governo viene mandato a casa e ce n&#8217;è un altro che non passa dalla urne&#8221;, ha aggiunto l&#8217;ex premier rivolgendosi all&#8217;intervistatore.</p>
<p>&#8220;Gli italiani devono imparare ad avere paura perché Grillo lo si vede anche dal modo in cui organizza la sua setta mi fa ricordare personaggi come Robespierre oppure Marx e Lenin. Grillo è il prototipo di questi signori Hitler compreso&#8221;, continua. &#8220;L&#8217;ho detto a lui in faccia. Siccome sa che la sentenza Mediaset è assolutamente infondata e ingiusta ho detto: lei è garante della Costituzione, è risorsa di sicurezza, lei dovrebbe sentire il dovere morale di darmi la grazia, non posso chiederla io perché altrimenti ammetterei la colpa. Lei il ha potere monarchico di darla&#8221;. Così Berlusconi su Napolitano. Ancora su Napolitano: &#8220;Mi viene in mente un film: profondo rosso&#8221;. Risponde così Silvio Berlusconi quando gli viene mostrata, nel corso di Mattino 5, una foto del Capo dello Stato.</p>
<p>&#8220;Renzi non è stato eletto dagli italiani, lui non è nemmeno candidato ed è passato da una sala, quella segreteria Pd a palazzo Chigi. Si regge su una differenza dello 0,37% di vantaggio della sinistra rispetto al centrodestra. Uno 0,37% perchè questi signori sono bravi con brogli e si regge su 144 deputati alla Camera che la Consulta ha dichiarato essere incostituzionali mentre al Senato si tiene in piedi con i nostri senatori, eletti con noi e che hanno tradito il mandato degli elettori diventando stampella sinistra&#8221;, ha detto sempre l&#8217;ex Cavaliere a Mattino Cinque.</p>
<p>Nessuna estorsione per la vicenda escort</p>
<p>Nessuna prova per ritenere che dietro l&#8217;elargizione di 500 mila euro fatta da Silvio Berlusconi a Gianpaolo Tarantini nel periodo marzo-luglio 2011 si sia celata un&#8217;estorsione. Con questa motivazione il gip di Roma Costantino De Robbio ha archiviato le posizioni dell&#8217;imprenditore barese, di sua moglie Angela Devenuto e di Walter Lavitola.</p>
<p>Al centro della vicenda giudiziaria la famosa dazione fatta a Tarantini dall&#8217;ex premier, per il tramite dell&#8217;ex direttore dell&#8217;Avanti Lavitola. Vicenda che vedeva Berlusconi nella veste di parte lesa. L&#8217;ex capo di governo ha sempre sostenuto di non aver subito alcuna estorsione e di aver dato il denaro all&#8217;imprenditore barese ritenendolo &#8220;un amico in difficoltà&#8221;.</p>
<p>Pier Silvio, quanto fattogli non è civile &#8211; &#8220;Mio padre è sereno, la sua forza continua a stupirmi, ma non riesco a non dire che quello che gli hanno fatto non è da paese civile&#8221;. Lo afferma Pier Silvio Berlusconi parlando di &#8220;una sentenza assurda e qui mi fermo&#8230;&#8221;. ANSA</p>
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		<title>Sviluppo: ComunicareITALIA incontra il Gruppo ADN Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Aug 2013 21:22:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[adn italia]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[gestione della conoscenza]]></category>
		<category><![CDATA[gruppo comunicareitalia]]></category>
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		<category><![CDATA[patrimonio cultura italiano]]></category>
		<category><![CDATA[televisione]]></category>
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					<description><![CDATA[ROMA &#8211; Il Parlamentare.it &#8211; &#8220;Il mondo produttivo italiano e in particolar modo quello del Meridione dell’Italia, così come quello della politica costruttiva e intelligente, necessita di un apposito spazio positivo nel mondo della comunicazione. Ciò, perché il processo di crescita e sviluppo economico possa essere accelerato e sostenuto anche dal basso con efficacia. Uno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_6178" aria-describedby="caption-attachment-6178" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="Il-Quirinale" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Il-Quirinale1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-6178" title="Il-Quirinale" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Il-Quirinale1.jpg" alt="Roma - Il Palazzo del Quirinale" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Il-Quirinale1.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Il-Quirinale1-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Il-Quirinale1-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-6178" class="wp-caption-text">Roma - Il Palazzo del Quirinale</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">ROMA &#8211; Il Parlamentare.it &#8211; <em>&#8220;Il mondo produttivo italiano e in particolar modo quello del <strong>Meridione dell’Italia</strong>, così come quello della <strong>politica costruttiva e intelligente</strong>, necessita di un apposito <strong>spazio positivo nel mondo della comunicazione</strong>. Ciò, perché il <strong>processo di crescita</strong> e sviluppo economico possa essere <strong>accelerato e sostenuto</strong> anche dal basso con efficacia. Uno spazio positivo in un mondo ove la Comunicazione sia amica dell’Italia che cresce e lavora e non distratta sempre e solo da pretestuose note di cronaca che finiscono per demolire quanto di positivo si sviluppa in Italia&#8221;.</em><br />
<strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>GRUPPO ComunicareITALIA INCONTRA IL GRUPPO ADN ITALIA A ROMA</strong><br />
Questo, il contenuto scritto sull’invito rivolto dal <strong><a title="Gruppo Editoriale di Rete ComunicareITALIA per la promozione del Brand Italia e del Made in Italy" href="http://www.gruppocomunicareitalia.it" target="_blank">Gruppo Editoriale ComunicareITALIA</a></strong> per la comunicazione del <strong>Brand Italia e del Made in Italy</strong> <strong>in Rete</strong> al <strong>Gruppo ADN ITALIA</strong>. L’incontro che si è svolto nel cuore della Roma antica, nella sede del Gruppo ComunicareITALIA, è il primo di una lunga serie nella quale prenderà vita una <strong>linea editoriale positiva</strong> in termini di spazi e propositiva in termini progettuali che funzionerà anche da attrattore di esperti nel mondo della <strong>gestione della conoscenza</strong>, capaci di rivolgere il <strong>Potere della Rete</strong> e della <strong>Comunicazione Televisiva e Radiofonica Digitale</strong> in genere, verso un futuro ove quella parte importante di società onesta e produttiva possa vedersi rappresentata in modo adeguato.<br />
<strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IL PATRIMONIO CULTURALE ITALIANO PILASTRO DELL&#8217;ITALIA CHE CRESCE</strong><br />
Il Gruppo ComunicareITALIA ha già reso disponibile il suo noto data base di prestigiose immagini digitali che ritraggono il grande <strong>Patrimonio Culturale Italiano. </strong>Ciò significa che questo modello di comunicazione appositamente studiato per aprire varchi positivi di cui c&#8217;è per davvero bisogno si avvarrà del più prestigioso contenitore di immagini che ritraggono, tra l&#8217;altro, la maggior parte del patrimonio UNESCO italiano. Una manna per l&#8217;imprenditoria e per quel mondo del lavoro che, giustamente, non desidera essere accostata a processi informativi involutivi che caratterizzano oggi parte dell&#8217;Italia e, in particolar modo il Sud. Il prossimo incontro aperto sarà fissato nel Sud dell&#8217;Italia, con molta probabilità in Calabria, da dove sembra essere partita l&#8217;istanza del mondo imprenditoriale.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Laura Boldrini: Donne, pericolosa pubblicità osè</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 May 2013 18:24:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[camera deputati]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8221;L&#8217;Italia e&#8217; tappezzata di manifesti con donne discinte e ammiccanti. Tutto si vende attraverso il corpo delle donne. In tv i modelli sono quelli della casalinga o della donna seminuda. Da li&#8217; alla violenza, il passo e&#8217; breve&#8221;. Lo ha detto la presidente della Camera, Laura Boldrini, ad un convegno a Roma sulla violenza sulle [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_5930" aria-describedby="caption-attachment-5930" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="laura-boldrini" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/laura-boldrini.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-5930" title="laura-boldrini" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/laura-boldrini.jpg" alt="Il Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/laura-boldrini.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/laura-boldrini-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/laura-boldrini-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5930" class="wp-caption-text">Il Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini</figcaption></figure></p>
<p>&#8221;L&#8217;Italia e&#8217; tappezzata di manifesti con donne discinte e ammiccanti. Tutto si vende attraverso il corpo delle donne. In tv i modelli sono quelli della casalinga o della donna seminuda. Da li&#8217; alla violenza, il passo e&#8217; breve&#8221;. Lo ha detto la presidente della Camera, Laura Boldrini, ad un convegno a Roma sulla violenza sulle donne. &#8221;Se da donna passi a oggetto, il messaggio e&#8217; chiaro &#8211; ha aggiunto Boldrini &#8211; di un oggetto puoi fare quello che vuoi&#8221;.</p>
<p>Ci complimentiamo con il Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini- dicono un gruppo di ragazzi. Se lo avesse detto un uomo sarebbe scoppiata una guerra senza precedenti. Finalmente a dirlo è una Donna delle Istituzioni. Speriamo che questo messaggio possa iniziare a far discutere per un&#8217;inversione di mentalità, di cultura, che sta trasformando anche i media in fabbriche di oggetti.</p>
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		<title>Meno tv e più sport, l&#8217;elisir di lunga vita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Aug 2011 16:29:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dalle Regioni]]></category>
		<category><![CDATA[le televisione]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_2552" aria-describedby="caption-attachment-2552" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/2011/08/meno-tv-e-piu-sport-lelisir-di-lunga-vita/televisione/" rel="attachment wp-att-2552"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-2552" title="televisione" alt="" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/televisione.jpg" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/televisione.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/televisione-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/televisione-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-2552" class="wp-caption-text">la televisione</figcaption></figure></p>
<p>MILANO &#8211; Chi vuole vivere più a lungo deve guardare meno la televisione e fare più sport. Già lo si sospettava, ora c&#8217;è la certezza grazie a uno studio pubblicato sul British Journal of Sports Medicine, condotto dai ricercatori dell&#8217;università del Queensland su 11 mila persone con più di 25 anni. Secondo gli studiosi australiani, infatti, un&#8217;ora di televisione ha lo stesso effetto di due sigarette: per ogni 60 minuti passati immobili davanti al piccolo schermo, la vita si accorcia di 22 minuti. Per un totale di quasi cinque anni persi per chi (pari a circa l&#8217;uno per cento della popolazione) guarda il piccolo schermo per sei ore al giorno. Gli scienziati hanno stimato che nel 2008 gli australiani con più di 25 anni hanno passato 9,8 miliardi di ore davanti al video, pari a 286 mila anni di vita persi.</p>
<p>MEDIA ALTA &#8211; «Il tempo trascorso guardando la tv», sostiene al ricerca, «è associato a una riduzione dell&#8217;aspettativa paragonabile a quella legata ai principali fattori di rischio per malattie croniche, come l&#8217;inattività fisica o l&#8217;obesità». Il dato, affermano i ricecatori dell&#8217;Università del Queensland, non può essere limitato solo alla realtà australiana: «Gli effetti della tv negli altri Paesi del mondo industrializzato sono con ogni probabilità comparabili», assicurano, considerando che nelle nazioni più sviluppate le ore passate davanti alla tv sono in media simili. Nel Regno Unito sono quattro al giorno, ricorda il Daily Mail, e cinque negli Stati Uniti. E l&#8217;Italia? Secondo il rapporto Eurispes 2008 l&#8217;8% degli italiani trascorre più di quattro ore davanti allo schermo televisivo</p>
<p>TV E MALATTIE &#8211; All&#8217;inizio di quest&#8217;anno uno studio aveva dimostrato che il rischio di ammalarsi di diabete di tipo 2 e malattie cardiache aumenta del 20% con due ore di tv al giorno. Inoltre <a href="http://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(11)60749-6/fulltext" target="_blank" rel="nofollow"><span style="text-decoration: underline;">un altro studio pubblicato sulla rivista medica spezializzata Lancet </span></a>afferma che guardare troppo la televisione andrebbe considerato rischioso quanto fumare, ingrassare o non fare sport. La ricerca, firmata da Chi-Pang Wen dei National Health Research Institutes di Taiwan, e Jackson Pui Man Wai della National Taiwan Sport University, ha analizzato i dati raccolti su oltre 416 mila persone che avevano partecipato a un programma medico di screening fra il 1996 e il 2008. Rispetto a chi non svolgeva alcuna attività fisica, le persone che facevano anche poco esercizio (92 minuti a settimana, circa un quarto d&#8217;ora al giorno) avevano un rischio di morte prematura del 14% inferiore e una probabilità di morire di cancro minore del 10%, con un&#8217;aspettativa di vita di tre anni più lunga.</p>
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