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	<title>Sud &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>&#8220;Calabria perduta&#8221;. Voce ai giovani universitari: &#8220;un nuovo umanesimo o è finita&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Jun 2019 15:48:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dalle Regioni]]></category>
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					<description><![CDATA[All&#8217;alba della manifestazione dei Sindacati a Reggio Calabria per la quale erano state previste 150 mila presenze divenute solo 20-25 mila, sui social network si è espresso il pensiero dei Calabresi che hanno bocciato, a chiare lettere, la performance farcita dalla vecchia politica, alla quale si attribuisce la responsabilità del fallimento politico ed economico della [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_7882" aria-describedby="caption-attachment-7882" style="width: 795px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/unical-universita-della-calabria.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-7882" alt="unical-universita-della-calabria" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/unical-universita-della-calabria.jpg" width="795" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/unical-universita-della-calabria.jpg 795w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/unical-universita-della-calabria-300x175.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/unical-universita-della-calabria-460x270.jpg 460w" sizes="(max-width: 795px) 100vw, 795px" /></a><figcaption id="caption-attachment-7882" class="wp-caption-text">UNICAL &#8211; Università della Calabria. Una immagine dell&#8217;ingresso del Campus</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">All&#8217;alba della manifestazione dei Sindacati a Reggio Calabria per la quale erano state previste <strong>150 mila presenze</strong> divenute solo <strong>20-25 mila,</strong> sui social network si è espresso il pensiero dei Calabresi che <strong>hanno bocciato, a chiare lettere</strong>, la performance farcita dalla vecchia politica, alla quale si attribuisce la responsabilità del fallimento politico ed economico della Calabria.<br />
Il solo affacciarsi del Presidente della Regione Calabria <strong>Mario Oliverio </strong>(PD) tra i capi dei Sindacati, ha fatto andare in tilt la <strong>grande piazza di Facebook</strong>. Irripetibili i commenti. Come dare torto ai calabresi onesti che si vedono mortificati in tutto, dalla Sanità, alla tutela dell&#8217;Ambiente, alla gestione delle mille risorse positive che la Calabria offre e non utilizza, come ad esempio le risorse europee, all&#8217;occupazione?<br />
Nessuno ne parla ma tutti lo pensano: la Sanità di una Regione che gestisce fondi comunitari da oltre 20 anni è stata messa con le spalle al muro da una puntata del programma televisivo de le <strong>&#8220;Iene&#8221;</strong> dal quale, incredibile a credersi ma è così, è scaturito il Decreto del Ministro della Sanità <strong>Giulia Grillo </strong>(M5S) attualmente in vigore. Il Decreto, di fatto, ha commissariato la Sanità regionale e ciò lascia intuire quanto sia debole il meccanismo istituzionale e politico che, come risulta da indagini della Magistratura da Reggio Calabria a Catanzaro, a Cosenza e non solo, è fagocitato da corruzione e mala politica dal centro destra al centro sinistra. <strong>Nicola Gratteri, docet</strong>. Ma la responsabilità di questo andazzo politico istituzionale che mostra una &#8220;<strong>Calabria perduta&#8221; &#8211; </strong>come l&#8217;ha definita un giovane universitario<strong>,</strong> è solo di certa politica o di chi, questa parte di classe politica sostiene al governo della Regione? La Calabria è da sempre colonia politica e figlia di una cultura subalterna che si manifesta concretamente nell&#8217;agire politico.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;avanzare della <strong>Lega di Salvini</strong> ne è prova e le parole di Giustino Fortunato tornano profetiche quando affermava che la politica protezionistica adottata dallo Stato italiano nel 1877 e nel 1887  procurò <strong>&#8220;il fatale sagrifizio degl&#8217;interessi del sud&#8221;</strong> e <strong>&#8220;l&#8217;esclusivo patrocinio di quelli del nord&#8221;</strong>, in quanto cristallizzò il monopolio economico del nord sul mercato italiano. Da sempre in Calabria si sceglie il male minore ma, questa volta, privi di una novità assoluta, si sceglierà tra due mali maggiori, sapendo di commettere in ogni caso un gravissimo errore.</p>
<p style="text-align: justify;">ILPARLAMENTARE.IT INTERVISTA I GIOVANI UNIVERSITARI<br />
Noi de ILPARLAMENTARE.IT &#8211; abbiamo deciso di non ascoltare i soliti noti ma di dare <strong>voce ai Giovani</strong> nei quali crediamo profondamente. Il loro parlare, ancora, non ha mediazioni e dicono: &#8220;<em>Tranne rare eccezioni che, ovviamente, ci sono, la classe politica calabrese andrebbe formattata</em>&#8220;. E&#8217; questa la prima battuta nell&#8217;intervista ad un gruppo di giovani universitari da ILPARLAMENTARE.IT, ai quali abbiamo promesso di pubblicare per intero il loro pensiero.</p>
<p style="text-align: justify;">A PARLARE SONO I GIOVANI UNIVERSITARI DI CATANZARO E COSENZA<br />
&#8220;Il rischio sul futuro della Calabria è altissimo &#8211; afferma il loro portavoce Giovanni &#8211; e a pagarne le conseguenze saremo innanzi  tutto noi Giovani, le Università e il mondo del Lavoro. A Catanzaro, il Governo ha inibito una serie di corsi di specializzazione e gli studi di Medicina, così, risultiamo amputati nelle prospettive. Ormai, conviene se pur con grandi sacrifici da parte delle nostre famiglie, andare a studiare in altre università perché, il periodo di studi, per chi eccelle, può rappresentare un investimento. La responsabilità &#8211; parla chiaro Giovanni &#8211; è della classe politica ma anche delle nostre università che a chi è incapace, si genuflette alleggerendo il peso del mondo Accademico nel futuro delle sorti della Calabria. Anche nell&#8217;Università della Calabria &#8211; prende la parola Laura &#8211; non basta continuare a dire che siamo il Campus più bello per i cubi dislocati nel verde di Arcavacata. Anche noi abbiamo bisogno di rompere con i vecchi schemi e soprattutto, con la gestione che in questi ultimi anni ha bloccato ogni potenziale evoluzione. In Calabria si sta producendo solo disoccupazione e rovina perché manca una visione olistica del futuro che dovrebbe nascere proprio nelle nostre Università. La verità, continua Laura &#8211; è che abbiamo bisogno di quel nuovo umanesimo di cui tutti parlano ma nessuno attua. Non basta essere bravi tecnici. Oggi, una Università deve avere la capacità di saper parlare, dialogare, farsi apprezzare per la cultura umanistica di cui noi, espressione di cultura magno greca e giudaico cristiana, siamo espressione con le nostre università&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">POLITICA E MONDO ACCADEMICO: L&#8217;UNICAL ALLA ELEZIONI<br />
La Regione Calabria, condotta da Mario Oliverio recentemente sottoposto ad indagini dalla Procura della Repubblica di Catanzaro guidata da Nicola Gratteri, ha inglobato tra i suoi assessori anche docenti universitari dell&#8217;UNICAL (Università della Calabria) che, nonostante i probabili sforzi, non sono riusciti a rendere visibile più di tanto il loro contributo. Non sono pochi a chiedersi oggi se l&#8217;allineamento dell&#8217;UNICAL (Rettore Gino Mirocle Crisci) alle politiche dell&#8217;attuale presidente della Regione Mario Oliverio (PD), non abbia portato male all&#8217;Università della Calabria che oggi si trova a partorire il prossimo Rettore. Anche qui, gli studenti sembrano essere molto attenti alle valutazioni e Laura riferisce: &#8220;noi studenti facciamo la nostra parte ma le lobby esterne pesano molto e non vorremmo che il vecchio si riciclasse. Abbiamo bisogno di una svolta reale&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">LA COMPETIZIONE ALL&#8217;UNICAL: PERRELLI, LEONE, PALOPOLI<br />
A competere alla carica di Magnifico Rettore dell&#8217;UNICAL sono tre stimati professori: <strong>Leone</strong>, <strong>Palopoli e Perrelli.</strong><br />
Il primo, il prof. Leone è stimato matematico che non sono pochi a identificare come continuità del contestato Rettore Gino Mirocle Crisci. Il Prof. Palopoli è stimato professore di Sistemi di Elaborazione dati, considerato persona dai valori di un tempo. Il prof. Perrelli è stimato umanista dalle grandi doti oratorie, dalla dialettica alta e colta e dal grande senso etico. A concludere è Laura che afferma: &#8220;il prof. Perrelli incarna quell&#8217;alto senso delle Istituzioni di cui noi studenti in grado di viaggiare e confrontarci anche in Europa, abbiamo bisogno di avere come riferimento culturale. Le nostre speranze sono riposte in lui e nel prof. Palopoli poiché temiamo linee di continuità che non portano mai bene. La Calabria può farcela&#8221;.</p>
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		<title>A Pompei la prima uscita del ministro Bonisoli: &#8220;La cultura non è profitto, ma lavoro&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[eleonora]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Jun 2018 19:21:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#8220;Io sono un ministro, ma mi considero un lavoratore della cultura. La cultura non è profitto, ma lavoro&#8221;. È il messaggio che il ministro dei beni e delle attività culturali Alberto Bonisoli ha lanciato durante la visita al sito archeologico di Pompei. &#8220;Sono molto felice di aver scelto questo luogo per la mia prima visita ufficiale perché [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_13376" aria-describedby="caption-attachment-13376" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/albertobonisoli-ministro-beni-culturali.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-13376" alt="albertobonisoli-ministro-beni-culturali" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/albertobonisoli-ministro-beni-culturali.jpg" width="1024" height="683" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/albertobonisoli-ministro-beni-culturali.jpg 1024w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/albertobonisoli-ministro-beni-culturali-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/albertobonisoli-ministro-beni-culturali-404x270.jpg 404w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13376" class="wp-caption-text">Alberto Bonisoli Ministro dei Beni Culturali</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Io sono un ministro, ma mi considero un lavoratore della cultura. La cultura non è profitto, ma lavoro&#8221;. È il messaggio che il <strong>ministro dei beni e delle attività culturali Alberto Bonisoli</strong> ha lanciato durante la <strong>visita al sito archeologico di Pompei</strong>. &#8220;Sono molto felice di aver scelto questo luogo per la mia prima visita ufficiale perché è <strong>una delle eccellenze del patrimonio culturale italiano</strong> &#8211; scrive il ministro su Facebook &#8211; sia per i reperti archeologici che conserviamo, sia per il lavoro fatto in termini di fruibilità e valorizzazione. Quale miglior luogo per dare importanza visiva della priorità del mio mandato, vale a dire l&#8217;attenzione al patrimonio.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Pompei</strong> è una delle gemme dei beni culturali italiani. La nostra responsabilità è quella di conservarla, tutelarla e proteggerla&#8221;.  &#8220;Il mondo dei beni e delle attività culturali ha bisogno di più soldi &#8211; ha detto &#8211; in passato avevano bisogno di trovare risorse, sono state fatte economie. Noi vogliamo invertire questa tendenza, noi spenderemo di più in tutto l&#8217;ambito culturale&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Franceschini è un signore, mi ha chiamato venti minuti dopo l&#8217;annuncio del mio nome, mi è piaciuta molto quella sua signorilità ed è un modo che mi piace di far politica</em>&#8220;. Così il ministro dei Beni Culturali, a chi a Pompei gli chiede un giudizio sul suo predecessore Dario Franceschini. &#8220;<strong>Nel governo c&#8217;è un ministro del Sud</strong>&#8220;, premette e a chi gli chiede se abbia scelto Pompei anche in virtù delle polemiche che ci sono state per l&#8217;assenza del Sud nel contratto di Governo, il neo ministro dei Beni Culturali, Alberto Bonisoli, risponde &#8220;in parte sì&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Sono qui perché Pompei non è al Nord ed ha una sua valorialità &#8211; ha spiegato a Pompei nel corso di un incontro con la stampa &#8211;  Ci si potrebbe aspettare un altro tipo di futuro qui perché si lavora con la cultura&#8221;. Un messaggio di vicinanza a tutti coloro che lavorano nel settore della cultura. C&#8217;è anche questo dietro la scelta di Pompei per il suo debutto da ministro dei Beni Culturali di Alberto Bonisoli. &#8220;<em>È un messaggio ai miei colleghi, a chi lavora nella cultura come me</em> &#8211; ha detto nel corso della sua visita &#8211; <em>qui ci sono 600 persone che lavorano e migliaia che lavorano in Italia, volevo dargli un segnale di vicinanza</em>&#8220;. &#8211;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fonte RAI News.it</strong><br />
www.rainews.it/dl/rainews/articoli/A-Pompei-la-prima-uscita-del-ministro-Bonisoli-La-cultura-non-profitto-ma-lavoro-d28a047b-0200-4e0a-bf4e-0d3c65ca19b0.html</p>
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		<title>Corea, Fidel Castro: oggi pericolo guerra nucleare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Apr 2013 13:44:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_5731" aria-describedby="caption-attachment-5731" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="Fidel-Castro" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Fidel-Castro.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-5731" title="Fidel-Castro" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Fidel-Castro.jpg" alt="Fidel Castro" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Fidel-Castro.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Fidel-Castro-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Fidel-Castro-160x90.jpg 160w" sizes="(max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5731" class="wp-caption-text">Fidel Castro</figcaption></figure>
<p>Oggi nella penisola coreana si sta correndo &#8221;uno grave rischio&#8221; dell&#8217;esplosione di &#8221;una guerra nucleare&#8221;, il piu&#8217; grande &#8221;dopo la crisi di ottobre nel 1962 a Cuba, circa 50 anni fa (la Crisi dei missili, ndr)&#8221;. Lo scrive Fidel Castro in una delle sue riflessioni pubblicata oggi sul sito internet Cubadebate, ricordando di aver in passato &#8221;avuto l&#8217;onore di incontrare Kim Il Sung (ex capo della Repubblica Democratica Popolare di Corea dal 1948 alla sua morte, ndr)&#8221;. &#8221;Un personaggio storico, molto coraggioso e rivoluzionario&#8221;, scrive ancora Castro.</p>
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		<title>Giusy Regalino e Maria Grazia Bafaro: il Sud, le Donne, la Politica del Fare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 May 2011 16:15:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Amministrative 2011]]></category>
		<category><![CDATA[Crotone]]></category>
		<category><![CDATA[Giusy Regalino]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Grazia Bafaro]]></category>
		<category><![CDATA[Rende]]></category>
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					<description><![CDATA[NEWS- Aggiornamenti all&#8217;alba delle amministrative 2011. E&#8217; Giusy Regalino la vera rivelazione che emerge dai risultati delle Amministrative di Crotone. A poche ore dalla chiusura degli sfogli, per il tramite di www.ilparlamentare.it , Giusy Regalino ringrazia i cittadini di Crotone ed la Community on line, per il grande successo conseguito.    Scesa in politica per la prima volta ha [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_1798" aria-describedby="caption-attachment-1798" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a rel="attachment wp-att-1798" href="https://ilparlamentare.it/2011/05/giusy-regalino-e-maria-grazia-bafaro-il-sud-le-donne-la-politica-del-fare/ilparlamentare-it/"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-1798" title="ilparlamentare.it" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ilparlamentare.it_.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ilparlamentare.it_.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ilparlamentare.it_-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ilparlamentare.it_-250x140.jpg 250w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ilparlamentare.it_-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-1798" class="wp-caption-text">ilparlamentare.it</figcaption></figure>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>NEWS- Aggiornamenti all&#8217;alba delle amministrative 2011.</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;">E&#8217; <strong>Giusy Regalino la vera rivelazione che emerge dai risultati delle Amministrative di Crotone</strong>. A poche ore dalla chiusura degli sfogli, per il tramite di <a href="https://ilparlamentare.it">www.ilparlamentare.it</a> , Giusy Regalino ringrazia i cittadini di Crotone ed la Community on line, per il grande successo conseguito.   <br />
Scesa in politica per la prima volta ha tenuto testa al Sindaco uscente Giuseppe Vallone  fino alle ultime battute dello spoglio per essere superata di poco, e a conclusione dello spoglio, da Dorina Bianchi.<br />
Televisioni, Radio e Siti internet sono in fermento e stanno mostrando molta attenzione per il nuovo personaggio della politica crotonese che insieme ai suoi candidati, in proporzione, ha mostrato di avere tenuto testa a <strong>Silvio Berlusconi </strong>in persona. Evidentemente per come i cittadini  hanno avuto modo di conoscerla nelle vesti di cronista, autentica e vicina ai problemi della Città. <br />
Sino ad oggi da cronista ha indagato a fondo le problematiche che oggi sente di potere rappresentare con un così alto consenso.<br />
C&#8217;è da credere che se <strong>Silvio Berlusconi </strong>non avesse personalmente impegnato ogni sua risorsa del territorio a favore della Bianchi, Giusy Regalino, oggi, si sarebbe battuta per la fascia Tricolore di Sindaco della Città di Crotone.<br />
</span>Giusy Regalino è riuscita a portare a casa questo importante risultato tra nove candidati a Sindaco che hanno letteralmente frammentato l&#8217;elettorato.<br />
<span style="color: #000000;">A questo punto le sorti del ballottaggio potrebbero dipendere proprio da Giusy Regalino che, intanto, <strong>ha già conquistato ben 5 consiglieri </strong>qualificandosi come <strong>&#8220;ago della bilancia&#8221; </strong>della politica crotonese che per questo,  da oggi, potrà essere sbilanciata verso una politica del fare che &#8211; come afferma la stessa Giusy Regalino &#8211; a partire dai problemi molto seri del sociale, deve guardare immediatamente verso il domani di tanti giovani qualificati che intendono investire su Crotone, senza doverla abbandonare per carenza di qualificate iniziative.<br />
</span><span style="color: #000000;">A Giusy Regalino non sfugge il monito del Ministro dell&#8217;Economia pronunciato alla vigilia di queste Amministrative 2011 e, insieme ai suoi alleati, si propone di ampliare la proprosta commerciale del territorio nella direzione dei Fondi Comunitari. Tremonti ha infatti recentemente affermato che <strong><em>”la grande questione del paese è la questione meridionale. Ed è un fatto politico. I fondi europei non vengono spesi e questo è un problema. Quest’anno stiamo rischiando di perdere 6 miliardi non spesi, ecco perché vorremmo usare quei soldi per il credito di imposta nel Mezzogiorno. La questione non è finanziaria – sottolinea Tremonti – ma occorre sapere usare i fondi che ci sono già”.<br />
</em></strong></span><span style="color: #000000;">Tremonti Parla chiaro e dice che il problema è politico. Dunque di chi governa e ha governato. Per questo motivo Giusy Regalino con i suoi alleati potrà sostenere un programma forte, nella direzione della spesa dei fondi comunitari, indispensabili per creare posti di lavoro.<br />
Accoglienza, sfruttamento umano e della prostizuzione in generale, Turismo, attività portuali, Agroalimentare, connettività legata al mondo delle nuove economie e molto altro. Tutti programmi sostenibili dai fondi europei e attuabili.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Allo stesso tempo nella <strong>Città di Rende </strong>la Responsabile di partito (PD) <strong>Maria Grazia Bafaro ha saputo compattare oltre duecento giovani intorno al proprio simbolo </strong>portando avanti una <strong>campagna elettorale intelligente e distesa,</strong> consapevole del fatto che a Rende,  queste elezioni amministrative in modo particolare, in virtù del fortunato accordo tra Vittorio Cavalcanti e SandroPrincipe, avrebbero frammentato e confuso di molto il voto degli elettori.  </span></p>
<p><strong>12 Maggio 2011</strong><br />
La partita dell’Italia oggi si gioca al Sud,  eco del Mediterraneo in fermento e il suo futuro dipenderà da chi questa partita vorrà giocarla onestamente con o, contro il Sud.</p>
<p>Per questo motivo oggi il Parlamentare.it propone ai suoi lettori di prestare attenzione a questa parte dell’Italia, ponte nel Mediterraneo, che in pochi mesi ha visto popoli e nazioni in rivolta, con importante costo di sangue, per il conio di una società che possa riconoscersi nel rispetto dei diritti dell’uomo e nei valori di una vera Democrazia.</p>
<p>Abbiamo chiesto ai nostri reporter di conoscere i possibili nuovi <strong>“modelli”</strong> del fare politica nel Sud e <strong>rispettosi della par condicio </strong>Il Parlamentare.it propone oggi due Donne appartenenti a schieramenti politici contrapposti: <strong>Giusy Regalino</strong>, candidato a sindaco di Crotone <strong>Maria Grazia Bafaro</strong>, aspirante consigliere PD del Comune di Rende.</p>
<p>Personalità e storie contrapposte, comunque accomunate dal limpido amore per le loro città. Ma per che cosa queste due Donne intendono investire la loro vita? Saranno loro stesse a dirlo con alcuni brevi contributi video destinati ad arricchire il sapere della rete.</p>
<p>Crotone è un atollo di bellezza mediterranea che ricorda Pitagora e la sua scuola. Al suo territorio appartiene lo spettacolare promontorio di Capocolonna, che l’intelligenza greca seppe apprezzare fino a renderlo tempio delle sue divinità. Oggi, però, Crotone si è rivelata la “Città dei veleni” per il noto scandalo della Pertusola. E qualcosa di serio bisognerà fare. Inoltre Crotone è un noto centro di accoglienza per immigrati e le problematiche legate alla prostituzione e relative malattie nonché allo sfruttamento umano sono notevoli e tutte da risolvere. Crotone potrebbe essere una mecca del Turismo ma non lo è solo per l’incapacità di concretizzare un vero progetto.</p>
<p>Rende è un vero modello di sistema urbanistico funzionante e città moderna ove sorge il primo Campus universitario d’Europa: l’UNICAL. Una città dove tutte le giovani coppie vorrebbero vivere perché tutto è nuovo, è storia, è verde, è solare, è incontro, è servizio con il suo continuo monitorare le problematiche dal basso. “Una Città capace di offrire ai propri cittadini una qualità di vita altissima e dove la politica è la massima espressione del fare – come affermerà la stessa Maria Grazia Bafaro”.</p>
<p><strong>Giusy Regalino è una Donna onesta, diretta, coraggiosa, esperta di comunicazione.</strong> Ha diretto fino all’inizio della sua campagna elettorale la sua TV locale (molto qualificata) e ha sempre dato voce alle mille problematiche e battaglie per una Crotone migliore, che ha vissuto da giornalista ma soprattutto da cittadina crotonese e da madre. Dunque <strong>Giusy </strong>conosce molto, molto bene le questioni locali e le esigenze dei suoi concittadini e del territorio. Senza veli e profusioni di politichese, <strong>Giusy Regalino </strong>si è perentoriamente presentata da subito con parole semplici e chiare. Sul suo talento di persona per bene convergono forze politiche che fino a ieri erano contrapposte. Una prima vittoria importante. <strong>Giusy Regalino</strong>, dunque, propone un “modello” di <strong>politica innovativa e seria</strong>, basata su gestualità concreta e tangibile, senza osanne e proclami. “Per me e per i miei concittadini la mia candidatura non cambia molto perché con l’esercizio della mia professione di giornalista ho sempre difeso con fermezza il nostro diritto ad una città vivibile e spendibile per il futuro dei nostri figli. Oggi la differenza consiste nel fatto che non lo farò dallo studio televisivo ma, insieme a tutti i miei concittadini, dalla casa di tutti: il Comune di Crotone”.</p>
<p><strong>Maria Grazia Bafaro è una donna che </strong>se pur impegnata in politica da 5 anni <strong>non ha mai indossato l’abito del politico rimanendo autenticamente se stessa</strong>, forse grazie alla sua natura portata all’ascolto, alla condivisione e al conseguente farsi carico e mediatrice di una importante fetta di società rendese che necessita quotidianamente di attenzione e ferrea volontà risolutiva di supporto. Compito che sembra coniato per <strong>Maria Grazia Bafaro</strong> che afferma “vengo dal volontariato che vive di gesti piccoli e concreti e sono perfettamente realizzata nel compimento di me stessa in questa mission. Mi sento bene se concretizzo costruendo qualcosa di utile per la quotidianità e l’orizzonte dei miei concittadini, mettendo a loro disposizione la mia formazione e la mia cultura di donna, di madre e di professionista. In ogni caso – continua <strong>Maria Grazia Bafaro </strong>seguirò il programma del <strong>mio Sindaco</strong>, l’Avv. <strong>Vittorio Cavalcanti</strong>, <strong>che avrà l’onore di avere il timone una Città modello</strong>, in un contesto di altissima levatura come quella evocata dalla sagacia politica di <strong>Sandro Principe</strong>, per orientarla verso il futuro”.</p>
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		<title>L&#8217;Italia compie 150 anni: proposta eccentrica e semisera di un evento celebrativo</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Jan 2011 23:00:17 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1027" href="https://ilparlamentare.it/2011/01/21/litalia-compie-150-anni-proposta-eccentrica-e-semisera-di-un-evento-celebrativo/federalismo/"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-thumbnail wp-image-1027" title="federalismo" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/federalismo-150x150.gif" alt="" width="150" height="150" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/federalismo-150x150.gif 150w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/federalismo-50x50.gif 50w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a>di <strong>Alberto Liguoro</strong> &#8212;</p>
<p>Mi trovai casualmente a Parigi, con la mia famiglia, il 14 luglio 1989.</p>
<p>Suscitava davvero grande emozione vedere le strade gremite di gente in festa; si aveva quasi la sensazione di un corpo unico, ma potremmo anche togliere il quasi. Vero o apparente che fosse, qui il discorso non è di cronaca, ma di considerazioni astratte di riferimento, quello spettacolo induceva ad immaginare un popolo assolutamente unito e orgoglioso, come se non esistessero classi, partiti, appartenenze religiose e territoriali. Tutti uniti per quell’irrinunziabile minimo comune denominatore della salvaguardia del benessere pubblico e del prestigio, della proiezione verso il futuro del loro Paese, con la forza trainante e rassicurante del passato. Persino l’estrema destra era affratellata da questo spirito, alle altre espressioni socioculturali, non esclusa la sinistra più battagliera; persino i Maghrebini si sentivano e professavano francesi al 100%.</p>
<p>Eppure divisioni politiche, etniche, religiose, anche lì, non mancano, c’è una sinistra radicale, come una destra, c’è integralismo religioso ed etnico, c’è un midi anche in Francia.</p>
<p>Ora, ritornando dalle nostre parti, faccio enorme fatica ad immaginarmi qualcosa di simile anche qui.</p>
<p>L’odio di classe (ricchi e poveri; oltre all’area snob della nobiltà o pseudo-tale, un po’ di qua un po’ di là, ma prevalentemente… di là) ce lo portiamo appresso come il dna; c’è una inconciliabile divisione tra Nord e Sud; un razzismo latente, ma poi neanche tanto, serpeggia nell’animo di tutti, non solo verso altre etnie e altri popoli, ma anche, reciprocamente, tra settentrionali (da Roma in su) e meridionali (in giù – la città di Roma poi è strapazzata da un parte e dall’altra, ma va affermandosi la collocazione-lega al Sud); la divisione religiosa, sostanzialmente incentrata su Cattolici da una parte e Non Cattolici (dove c’è di tutto, inutile specificare) è manichea e ineluttabile; sul fronte politico la contrapposizione Destra/ Sinistra, di remoto retaggio, ma accentuatasi a dismisura col sistema maggioritario è di impronta sostanzialmente estremista e caratterizzata fondamentalmente da odio reciproco.</p>
<p>Immaginiamoci un settentrionale ricco, di destra e cattolico da una parte e un meridionale povero, di sinistra e ateo da un’altra parte, in una discussione sulle rispettive ricette per il governo dell’Italia. Prima o poi si azzufferebbero, come avviene tra esagitati tifosi di calcio (ma anche tra esponenti politici, le cui uscite in TV sono, a volte, surreali); e in mezzo ci sono molteplici variazioni e gradazioni, ma tutte in senso antagonista e intollerante.</p>
<p>Questa è l’Italia, di oggi per moltissime ragioni che si omette qui di esaminare, essendo diverso lo scopo del presente elaborato. Certo fa male al cuore vedere i campi sportivi del resto d’Europa, pur con notevoli e pericolosi eccessi anche lì (evidentemente fronteggiati e tenuti sotto controllo ed osservazione in modo abbastanza efficace), senza gabbie, recinti ecc., con i giocatori quasi a contatto con il pubblico, mentre qui ogni fine settimana è una guerra.</p>
<p>Ora in tale situazione ci accingiamo ad intraprendere iniziative varie, anzi la macchina celebrativa già si muove, per il 150mo anniversario dell’Unità d’Italia, evento non dissimile dall’esempio francese di cui sopra.</p>
<p>Che cosa c’è da immaginare? In tutte le sedi, televisive, di piazza, di palazzo, nella migliore delle ipotesi, sorrisi melensi e chiacchiere ipocrite tra berlusconiani (dove poi si distinguono e si contrappongono quelli che vogliono i voti per Berlusconi, quelli che vogliono da quest’ultimo soldi, posti, favori, o a loro volta, appoggi politici, artistici, professionali, semmai uno spicchietto o uno spicchione di potere, quelli che strumentalizzano Berlusconi ad altri fini – v. Lega per il federalismo, quelli che, più o meno sotto sotto, preparano il terreno per l’immancabile dopo…, ecc.) e antiberlusconiani (dove pure c’è di tutto in lotta tra tutti: centro, sinistra anche estrema, finiani, democratici in eterna contesa per trovare una leadership, anarchici, qualunquisti e così via); tra cattolici (con varie categorie di antiaboristi, antidivorzisti, antipreservativo, antiricerche varie, antieducazione sessuale, antifamiglie di fatto, antiomosessuali, antimusulmani, anti-altre religioni ecc) e non cattolici (ma italiani? Nonché extracomunitari? Atei? Per caso gay? Appartenenti ad altre religioni tra di loro altrettanto incompatibili?); tra “appartenenti alle classi più abbienti (ma anche qui un ricco ed affermato dirigente o professionista ecc. è un poveraccio al confronto di un Berlusconi, un Tronchetti Provera, una Marcegaglia ecc.)” e c.d. “lavoratori” (dove non manca di farsi viva la solita guerra tra poveri, per cui gli operai si guardano in cagnesco con gli impiegati, e, tra questi, c’è acredine tra i pubblici e i privati); sulla contrapposizione Nord/ Sud (accentuata dal dilagare della Lega) inutile spendere altre parole, basti qui far mente locale ad un mixage tra i vari contrasti sopra menzionati, con in più la solfa Nord/ Sud che vale a rimettere in discussione anche gli equilibri già raggiunti in altre collocazioni. Basti pensare a quante se ne dicono o, in teoria, potrebbero dirsene un cattolico (antiaborista, anti…, anti…, anti ecc.) di Pordenone e un cattolico (parimenti anti…, anti, anti…) di Canicattì, o due berlusconiani (o anti), ma uno di Treviso, e un altro di Catanzaro.</p>
<p>A questo punto vado momentaneamente fuori tema per ricordare come, a partire da Carlo Marx in poi, tutti gli intellettuali, i politici di ogni tendenza, le persone di buon senso e di buona volontà, hanno sempre considerato che le contraddizioni nella società e nell’individuo, devo esplodere per progredire (basta cercare su Google la frase “far esplodere le contraddizioni” per rendersene conto).</p>
<p>In altri termini, se vuoi raggiungere un obiettivo non devi disdegnare, in presenza di condizioni che lo richiedano, di agire in modo addirittura opposto all’obiettivo stesso (la cd. terapia d’urto, o, come nelle vaccinazioni, la somministrazione calibrata e ponderata del morbo stesso che si vuole combattere).</p>
<p>Dobbiamo allora chiederci, stando così le cose, se non sia il caso di cambiare strategia.</p>
<p>Il mio vuole essere un tono provocatorio, eccentrico e  semiserio, va da sé, però non lo dico neanche come qualcosa di cui ridere. Vorrei che si riflettesse un po’ su queste cose, nient’altro.</p>
<p>In sostanza, dico io, vogliamo essere aggregati come non mai, compatti come i Francesi? Perché non provare, allora, a disgregare tutto?</p>
<p>Perché non celebrare, su questo abbrivio, il 150° anniversario dell’Unità d’Italia (anche) con un convegno.</p>
<p>Tema del convegno “LE DIVISIONI D’ITALIA”.</p>
<p>In tal caso io proporrei (il tono è sempre quello “provocatorio, eccentrico, semiserio, ma non troppo”) la seguente soluzione:</p>
<p>Divisione dell’Italia in Stati fortemente confederati tra loro, con libera circolazione ed unità di indirizzo, ad es.:</p>
<p>Lombardo-Veneto allargato all’ex Stato sabaudo, Liguria, Emilia-Romagna, nonché Regioni del Nord (nel contesto il Sud Tirolo potrebbe realizzare il suo sogno: fuori dall’Italia e dal bilancio dello Stato italiano – e qui magari il sogno andrebbe sfumandosi, ma non si può avere tutto). Una  specie di Repubblica Subalpina, diciamo così.</p>
<p>Toscana, Marche, Umbria, Abruzzo e Lazio (compresa forse la Sardegna ed esclusa Roma capitale e satelliti, che continuerebbe ad essere la Città Eterna, la Roma dei Cesari, dei Papi e dei Popoli, e che avrebbe comunque ruolo di centralità e rappresentanza verso l’estero), le Regioni Unite dell’Italia Centrale.</p>
<p>Finalmente la gloriosa Repubblica Partenopea, tutte le Regioni del Sud (compresa o esclusa la Sicilia, che potrebbe avere una collocazione a sé stante, secondo la volontà dei Siciliani stessi).</p>
<p>Quali sarebbero i risultati? Secondo me, a parte quello psicologico di grande liberazione e gioia costruttiva, un risultato di forte unità (chi è più unito di chi non è costretto ad essere unito, ma usufruisce semplicemente di condizioni geografiche, storiche, culturali ed ambientali? Esempi a iosa qui: gli Stati Uniti d’America, la Svizzera, gli stessi Paesi Bassi), progresso e crescita industriale ed economica.</p>
<p>Si stempererebbero naturalmente le contrapposizioni Nord/ Sud;  si svilupperebbe una benefica concorrenza in tutti i campi e segnatamente quello turistico (nel quale il nostro Paese, in men che non si dica si collocherebbe ai vertici mondiali).</p>
<p>La struttura coriacea, diciamo pure burocratica e istituzionale del Cattolicesimo, per cui esso si identifica come un polo, rispetto al quale ogni altra aggregazione di idee, di uomini, di tradizioni, di religioni o filosofie frutto del libero pensiero, persino di correnti o tendenze artistiche, costituisce il polo contrapposto, che deriva oggi dalla centralità del Vaticano, parallela e combaciante con la centralità dello Stato Italiano, si disperderebbe e diffonderebbe (come avviene oggi rispetto agli altri Stati) nelle varie realtà decentrate e delle relative organizzazioni e comunità clericali, e non  sarebbe più occasione di frizioni, prevaricazioni, e, a volte dure o durissime lotte e contese, come sul divorzio, sull’aborto, sull’eutanasia, sull’educazione sessuale e così via.</p>
<p>Il popolo sarebbe sempre il popolo ad ogni latitudine; sono convinto che quel che unisce tutti i popoli del Mondo, non ha nulla  a che vedere con i confini territoriali. La vanga, l’aratro, la vite da coltivare e la legna da ardere, lo scalpello e  il martello, il compasso ed ogni altro attrezzo, e i loro derivati moderni, dai computer alle catene di montaggio, tutto questo unisce i popoli del Mondo, come i libri vengono letti da tutti gli intellettuali del Mondo e li uniscono e i mercati dove si vende e si compra e, come si sa, le leggi sono invariate ad ogni latitudine.</p>
<p>Non ci sono contrapposizioni e divisioni qui, se non quelle fisiologiche dei mestieri e delle idee.</p>
<p>La contrapposizione viscerale, quella che vede da una parte il popolo inteso come massa indistinta, e dall’ altra, la ricca borghesia, il c.d. nobilato bianco o nero che sia, la massoneria, il clero delle alte gerarchie, si frantumerebbe a sua volta e, in definitiva, non avrebbe ragion d’essere perché i piani di confronto sarebbero disomogenei. I contrasti verrebbero a galla, sarebbero, quindi visibili e verrebbero, conseguentemente, risolti, solo se effettivi e concreti, su situazioni specifiche, non come ora, con riferimento alle categorie di portata generale e nazionale dei “reazionari” e “rivoluzionari”, “conservatori” e “progressisti”, qualificazioni superate dalla Storia, che, finalmente, sarebbero superate anche nella nostra quotidianità e cronaca attuale; potremmo anzi essere noi, una volta tanto, modello e guida per altri popoli.</p>
<p>La stessa sorte, in non piccola parte collimante con quanto appena osservato sulle divisioni basate sul censo, toccherebbe alle situazioni politiche che si fronteggiano, come la Grande Destra (o Grande Centro-Destra che dir si voglia) e Grande Sinistra ( o Centro- Sinistra), semplicemente perché non esisterebbero più. Ogni Stato Confederato, fermi restando i comuni principi, interessi, intenti di crescita economica, culturale, scientifica, artistica, di benessere sociale, di tradizioni, di irrinunciabile fratellanza, per cui mai potrebbero esserci ostilità interne dirette, sarebbe governato nel modo liberamente scelto dagli elettori di appartenenza.</p>
<p>Il controllo del territorio sarebbe più vicino e pregnante; anche l’amministrazione della Giustizia sarebbe più rapida e vicina ai problemi degli Italiani, liberata dai ceppi della centralità e omogeneità per imposizione calata ciecamente in contesti sociali assolutamente disomogenei.</p>
<p>Le capacità e le peculiarità di soluzioni immediate e inventiva degli Italiani emergerebbero e si rafforzerebbero.</p>
<p>Le scuole, con diversificate politiche e gestioni, si misurerebbero tra di loro, che so, la scuola partenopea con quella lombarda, la fiorentina con la ligure piuttosto che con la bolognese, e così via, e non parlo solo di arti e mestieri, licei e Università, emulandosi, immancabilmente migliorerebbero e si migliorerebbero a vicenda. Verrebbero allora sì fuori le intelligenze più elevate, i cervelli che, con tutta probabilità, non fuggirebbero più all’estero, ma anzi richiamerebbero qui altri cervelli e investimenti.</p>
<p> In altri termini, esploderebbero le contraddizioni, come si diceva, si configurerebbe come vincente la terapia d’urto, la ponderata e graduale utilizzazione proprio del virus che si vuole combattere.</p>
<p>Sarebbe assolutamente orribile tutto questo? Io direi il contrario. Visto così, davvero sembrerebbe un sogno; pur dovendosi riconoscere che, come in tutte le cose, anche qui ci sono i pro e i contro, come ad esempio la sfida di responsabilità per un meccanismo politico e organizzativo complessivamente più articolato e la delicatezza della gestione della separatezza.</p>
<p>Ma alla fine tutto funzionerebbe come un orologio svizzero (appunto) e, alla celebrazione del 200° anniversario dell’Unità d’Italia e della liberazione (questo è importante e quasi sempre viene sottovalutato) dall’Austria, dalle dinastie di provenienza ispanica, dall’influenza dominante di Francia e Inghilterra, dall’invadenza del potere temporale della Chiesa, dall’autoritarismo e provincialismo dei Granducati, attraverso l’affermazione dell’unità nella libertà, non ci sarebbe, certamente, nulla da invidiare alle celebrazioni degli altri popoli.</p>
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