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	<title>strage &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Strage in due moschee di Christchurch: da Cosenza una preghiera di Pace dal Movimento NOI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Mar 2019 21:31:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[moschea]]></category>
		<category><![CDATA[nuova zelanda]]></category>
		<category><![CDATA[religione]]></category>
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					<description><![CDATA[Strage in due moschee di Christchurch, in Nuova Zelanda: il bilancio è di 49 morti. Tra le vittime c&#8217;è anche una bambina di 5 anni, morta insieme a suo padre. Un altro bambino di 4 anni è invece tra i feriti e lotta per sopravvivere, in gravissime condizioni. L&#8217;autore dell&#8217;attacco si chiama Brenton Tarrant ed è un australiano bianco di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_14028" aria-describedby="caption-attachment-14028" style="width: 900px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/86608c4506fd2faacd39cf1e78e501f9.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-14028" alt="New Zealand Mosque Shooting - Photo/Mark Baker - The Associated Press" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/86608c4506fd2faacd39cf1e78e501f9.jpg" width="900" height="622" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/86608c4506fd2faacd39cf1e78e501f9.jpg 900w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/86608c4506fd2faacd39cf1e78e501f9-300x207.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/86608c4506fd2faacd39cf1e78e501f9-390x270.jpg 390w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a><figcaption id="caption-attachment-14028" class="wp-caption-text">New Zealand Mosque Shooting &#8211; Photo/Mark Baker &#8211; The Associated Press</figcaption></figure>
<p><strong>Strage in due moschee di Christchurch</strong>, in Nuova Zelanda: il bilancio è di <strong>49 morti</strong>. Tra le vittime c&#8217;è anche una bambina di 5 anni, morta insieme a suo padre. Un altro bambino di 4 anni è invece tra i feriti e lotta per sopravvivere, in gravissime condizioni. L&#8217;autore dell&#8217;attacco si chiama <strong>Brenton Tarrant</strong> ed è un australiano bianco di 28 anni. L&#8217;uomo, originario dello Stato di New South Wales, sulla costa orientale del Paese, lo ha rivendicato con motivazioni anti-immigrati. In tutto arrestate <strong>4 persone</strong>. La premier neozelandese, <strong>Jacinda Ardern</strong>, ha affermato che la strage è stata frutto di un &#8220;<strong>attacco terroristico</strong>&#8220;, ed ha aggiunto: &#8220;E&#8217; uno dei giorni più bui&#8221; per il Paese.</p>
<p>Da Cosenza viene pronunciato un grido di dolore da <strong>Ahmed Berraou</strong>, referente della Comunità Islamica del territorio che da Facebook afferma:</p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;In questo Venerdì di preghiera islamica, il mondo si è svegliato con la tragica notizia della strage terroristica in Nuova Zelanda. Almeno 40 musulmani uccisi mentre pregavano in Moschea. Oggi è un giorno di lutto per tutti gli uomini di pace e di dialogo. Mi stringo alla mia Comunità nel dolore e prego per i nostri fratelli e sorelle cadute in questo attacco islamofobo. Rinnoviamo tutti pertanto il nostro appello a tutte le componenti politiche, civili e religiose e a tutti i mezzi di informazione affinché condannino, isolino e delegittimino ogni discorso di odio che alimenta il razzismo, l’islamofobia e la xenofobia nelle nostre società. Non dobbiamo assuefarci all’odio e alla violenza! Non armiamo altri attentatori!&#8221;</em></p>
<p style="text-align: justify;">A esprimere profondo dolore per quanto accaduto è il portavoce nazionale della <strong>Comunità cattolica NOI Fabio Gallo</strong> &#8211; fondatore della Carta della Pace e della Città della Pace, che condanna il gesto folle contro una Comunità in preghiera. <em>&#8220;Giunga alle famiglie delle vittime un nostro abbraccio di pace. Questo dramma rende oggi comprensibile la nostra scelta di adoperarci, insieme alle diverse confessioni religione, perché la società prenda atto che solo dal dialogo e dalla condivisione potrà emergere una società in grado di sopportare le grandi sfide del futuro. La mia solidarietà e quella dell&#8217;intero Movimento NOI giunga al nostro Ahmed Berraou che, non a caso, abbiamo voluto componente del Dipartimento per il dialogo multiculturale ed interreligioso&#8221;.</em></p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
					
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		<title>&#8220;Nola, cronaca dall’eccidio&#8221;. I Martiri del 43</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Sep 2013 21:21:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[1943]]></category>
		<category><![CDATA[alberto liguoro]]></category>
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		<category><![CDATA[Roberto Ormanni]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<category><![CDATA[strage]]></category>
		<category><![CDATA[tenente alberto pesce]]></category>
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					<description><![CDATA[a cura di Roberto Ormanni Il libro di Alberto Liguoro &#8220;Nola, cronaca dall’eccidio&#8220; in questi giorni viene presentato in varie città italiane. L’autore racconta il suo viaggio nella memoria verso i genitori perduti nel cimitero della ragione. Settant’anni fa, a Nola, in Campania, un tenente italiano trentenne e nove altri ufficiali italiani venivano buttati contro il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_6335" aria-describedby="caption-attachment-6335" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="Nola, Cronaca dall'eccidio" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/libro-nola-cronaca-dalleccidio-liguoro.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-6335" title="Nola, Cronaca dall'eccidio" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/libro-nola-cronaca-dalleccidio-liguoro.jpg" alt="&quot;Nola, Cronaca dall'eccidio&quot;. Due sposi, la rappresaglia Nazista, i martiri dell'11 settembre 1943 - Di alberto Liguoro - Prefazione Roberto Ormanni" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/libro-nola-cronaca-dalleccidio-liguoro.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/libro-nola-cronaca-dalleccidio-liguoro-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/libro-nola-cronaca-dalleccidio-liguoro-160x90.jpg 160w" sizes="(max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-6335" class="wp-caption-text">&quot;Nola, Cronaca dall&#39;eccidio&quot;. Due sposi, la rappresaglia Nazista, i martiri dell&#39;11 settembre 1943 - Di alberto Liguoro - Prefazione Roberto Ormanni</figcaption></figure>
<p align="center"><strong>a cura di Roberto Ormanni</strong></p>
<p><strong>Il libro di Alberto Liguoro &#8220;<em>Nola, cronaca dall’eccidio</em>&#8220;</strong> in questi giorni viene presentato in varie città italiane. L’autore racconta il suo viaggio nella memoria verso i genitori perduti nel cimitero della ragione.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Settant’anni fa, a Nola, in Campania, un tenente italiano trentenne e nove altri ufficiali italiani venivano buttati contro il muro della loro stessa caserma dai reparti della Wermacht nazista di stanza nella zona e venivano fucilati davanti ai loro commilitoni attoniti, disarmati e inginocchiati a terra e davanti a tutta la popolazione civile. </em><em>Dieci a uno era il rapporto stabilito dai Nazisti: per ogni tedesco ucciso, andavano ammazzati dieci italiani. Fu, quella di Nola, la prima strage, il primo eccidio consumatosi in Italia ad opera dei tedeschi non più alleati ma invasori, all’indomani dall’armistizio dell’8 settembre 1943 e di una scaramuccia costata la vita a un ufficiale degli ex alleati di Berlino. Alberto Pesce, tenente dell’esercito italiano, e i suoi nove colleghi furono assassinati a sangue freddo l’11 settembre, giorno che poi la storia avrebbe immortalato, pietrificato, come data tremenda tra le più terribili, basti pensare al golpe in Cile del 1973 e all’attentato alle Torri Gemelle di New York del 2001. </em><em>Il tenente Alberto Pesce, architetto torinese, era il padre di Alberto Liguoro, autore del bellissimo “</em><em><a href="http://www.infinitoedizioni.it/prodotto.php?tid=250"><strong>Nola, cronaca dall’eccidio</strong></a></em><em>” (Infinito edizioni, 2013, 160 pagine, € 14.00). L’Alberto scrittore nacque pochi mesi dopo la morte del padre e rimase poco dopo orfano anche della mamma, spentasi a causa di complicazioni post-parto in quell’Italia squassata dai bombardamenti e abbandonata dalla fuga vergognosa dei Reali. Nell&#8217; articolo che pubblichiamo di seguito, Alberto Liguoro si pone alcuni interrogativi. Le risposte dovrebbero interessare tutti noi e non limitatamente al tragico episodio ricostruito nel libro. E’ proprio negli Alberto Pesce e negli Alberto Liguoro che dovremmo trovare la forza per guardare con rinnovata fiducia e ottimismo al futuro che ci aspetta, alla vita che abbiamo ancora da vivere e da spendere per buone cause che lo meritino.</em></p>
<p><strong>NOLA 11 settembre 1943</strong><br />
<span style="text-align: justify;">CHI FU L’UFFICIALE TEDESCO che ordinò l’ECCIDIO, 70 anni fa, e quindi qualificabile come l’esecutore materiale del crimine? DOVE E’ ORA quel FILMINO, che riproduce l’ESERCITO ITALIANO, letteralmente in ginocchio, girato dai TEDESCHI, l’11 settembre del ’43 e SPEDITO a BERLINO? CHE COSA contengono i FALDONI marcescenti negli archivi del Ministero della Difesa, che riguardano l’ECCIDIO di NOLA l’11 settembre ’43?</span></p>
<p style="text-align: justify;">Sono tutte domande alle quali occorre dare una risposta. Dovrebbero darla in realtà gli STORICI; mi riferisco a storici qualificati e con l’animo rivolto unicamente alla Storia come scienza, alla realtà dei fatti, dei nostri giorni, quelli più giovani, quelli che sarebbero nati 20 o 30 anni dopo la fine della guerra. Molti degli storici del secolo scorso, del passato, diciamo, nel loro insieme, non hanno dato grande prova di sé, un po’ per responsabilità della insulsa politica italiana (non dimentichiamo &#8211; qui ci vuole &#8211; quale era il Partito Guida dell’Italia, e quale era la sua filosofia di oblio, di badare soprattutto al mantenimento dello status quo, quell’asfissiante – da che era partito popolare – Democrazia Cristiana, poi decaduta ma perdurante nella definizione emblematica dei concetti di “retroguardia”, “conformismo”, “opportunismo”). Ricordate quando, a scuola, non ci spiegavamo come mai la Storia italiana finiva dopo la PRIMA GUERRA MONDIALE e molti di noi credevano, non corretti da buoni maestri, che la Storia finisse lì? Un po’ per loro stessa responsabilità, essendo prevalentemente condizionati dalle loro tendenze politiche, dalla loro volontà di avviarsi e affermarsi nelle carriere politiche, alle quali erano soprattutto interessati.</p>
<p><strong>MI DARO’ da FARE<br />
</strong><span style="text-align: justify;">Prego chiunque abbia notizie, cittadino, storico, testimone, giornalista, di mettersi in contatto. MA non dimentichiamo il senso delle cose, il senso della storia. Quella che io racconto nel mio “</span><strong style="text-align: justify;"><em>Nola, cronaca dall’eccidio</em></strong><span style="text-align: justify;">” è anche una storia d’amore, una storia di progetti di vita, di famiglia e di professione. TUTTO CIO’ è stato STRONCATO d’un sol colpo. Su questo maggiormente deve concentrarsi l’attenzione. Prendiamo gli atti di terrorismo, ad esempio, anch’essi crimini, anch’essi fatti abnormi; intere fette di vite private vengono spazzate via, e l’insieme di quelle vite, di quelle piccole storie avrebbe indirizzato in modo diverso la Storia generale, la grande storia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma chi è responsabile di tutto questo</strong>? Coloro che in modo diretto e immediato o indistinguibile e frastagliato, ma curiosamente unitario, hanno ordinato ciò, o l’”esecutore materiale” che non ha identità, non ha qualità, non ha storia (in alcuni quartieri di città degradate si acquistano killer con poche centinaia di euro)?<br />
Il pericolo da scongiurare, quindi, è che tutto sia ridotto a rispondere a quelle domande sopra formulate. Una volta che avremo saputo chi era quell’ufficiale, ormai certamente morto; che avremo saputo che fine hanno fatto o, al limite, avremo visto i residuali fotogrammi di quel filmino della vergogna (degli operatori, non degli attori, protagonisti, comparse); che avremo toccato con mano il tradimento, l’insipienza dei vertici dell’Esercito Italiano e le strumentalizzazioni dei governati e degli occupanti tedeschi, che cosa faremo? Chiuderemo il libro? Qui è molto importante non spostare l’ago della bussola. E’ molto importante non dimenticare il senso della storia, il senso della vita. Io aggiungerei un’altra domanda a quelle di cui sopra, ma a questa reclamerei una risposta più decisa, anche se, come spesso o sempre accade, sarà, a sua volta generatrice di altre domande: COME è POSSIBILE, dopo tutto ciò che è accaduto, di cui si parla in sordina, per la verità, sulle lapidi e nei cimiteri, come l’iscrizione nel cimitero di Casaglia, dove riposano molti dei morti dell’eccidio di Monte Sole, tra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944, “… tutti gli uomini e le donne sappiano vigilare perché mai più il nazifascismo risorga.” E ben poco nei libri di storia, tuttavia, bene o male, si sa, CHE ANCORA OGGI ci siano vari e diffusi RIGURGITI di NAZIFASCISMO?<br />
Forse è proprio perché si è persa la memoria? Si è preferita la rimozione collettiva alla sofferenza di RICORDARE? E quali ulteriori effetti ciò comporterà?</p>
<p><strong>Alberto Liguoro</strong></p>
<p>Vedi anche su: <a href="http://www.goleminformazione.it/articoli/nola-eccidio-nazista-martiri-alberto-liguoro.html" target="_blank">GolemInformazione</a></p>
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		<title>Nicola Biondo: il futuro delle stragi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 May 2012 18:39:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Mafia]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Biondo]]></category>
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					<description><![CDATA[Passaparola &#8211; Il futuro delle stragi &#8211; Nicola Biondo &#8211; Dovremmo capire il futuro di quelle stragi, se queste bombe scoppiano ancora, cosa ci hanno insegnato e cos&#8217;è la mafia adesso. Cosa Nostra non esiste più. Non esiste più quell&#8217;organizzazione criminale che abbiamo imparato a conoscere. In questi ultimi anni, a Palermo, ogni volta che provavano [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_4568" aria-describedby="caption-attachment-4568" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="nicola-biondo" href="https://ilparlamentare.it/?attachment_id=4568"><img decoding="async" class="size-full wp-image-4568" title="nicola-biondo" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicola-biondo.jpg" alt="Nicola Biondo - Giornalista" width="469" height="278" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicola-biondo.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicola-biondo-300x177.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicola-biondo-455x270.jpg 455w" sizes="(max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-4568" class="wp-caption-text">Nicola Biondo - Giornalista</figcaption></figure>
<p>Passaparola &#8211; Il futuro delle stragi &#8211; Nicola Biondo &#8211; Dovremmo capire il futuro di quelle stragi, se queste bombe scoppiano ancora, cosa ci hanno insegnato e cos&#8217;è la mafia adesso. Cosa Nostra non esiste più. Non esiste più quell&#8217;organizzazione criminale che abbiamo imparato a conoscere. In questi ultimi anni, a Palermo, ogni volta che provavano a mettere in piedi un&#8217;altra cupola scattavano gli arresti. Eppure la mafia non è morta. Sembra invece che si sia sciolta, mimetizzata. Ha ancora gli arsenali, la gestione di interi quartieri, di paesi, di consigli comunali, ma subisce costantemente colpi e non reagisce. I suoi soldi però, quelli che macina ogni giorno, sono stati legalizzati.<br />
Il futuro delle stragi sono i soldi che tutti i giorni vediamo correre tra le nostre mani e intorno a noi.</p>
<p>Ascolta Nicola Biondo cliccando qui <a title="http://www.beppegrillo.it/2012/05/passaparola_il_3/index.html" dir="ltr" href="http://www.beppegrillo.it/2012/05/passaparola_il_3/index.html" rel="nofollow" target="_blank">http://www.beppegrillo.it/2012/05/passaparola_il_3/index.html</a></p>
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