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	<title>Stefano Zamagni &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Nel Movimento NOI i &#8220;Popolari&#8221; di Sturzo e Toniolo coerenti nelle scelte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Apr 2021 09:02:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[cose nuove]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Gallo]]></category>
		<category><![CDATA[movimento noi]]></category>
		<category><![CDATA[popolari]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Zamagni]]></category>
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					<description><![CDATA[La Redazione/ I Popolari hanno una nuova bandiera e un nuovo simbolo di cui è stato fatto dono a S. E. il Cardinale Angelo De Donatis, Vicario di Papa Francesco per la Diocesi di Roma, in occasione della sua presa di possesso nella qualità di Cardinale titolare della Basilica San Marco Evangelista al Campidoglio in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">La Redazione/</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>I Popolari hanno una nuova bandiera</strong> <strong>e un nuovo simbolo</strong> di cui è stato fatto dono a <strong>S. E. il Cardinale Angelo De Donatis</strong>, <strong>Vicario di Papa Francesco</strong> per la Diocesi di Roma, in occasione della sua presa di possesso nella qualità di Cardinale titolare della Basilica San Marco Evangelista al Campidoglio in Roma. Un grande onore concesso al Movimento dei Popolari &#8220;NOI&#8221; nell&#8217;anniversario della sua costituzione che sta dando vita ad una diffusa comunità sociale, culturale e politica che dalla Calabria e dalla Sicilia si sta espandendo in tutta Italia anche grazie alla istituzione della Rete Federativa &#8220;Libertà Civica&#8221; della quale il Movimento NOI è tra i promotori.<strong> </strong></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" src="http://noimagazine.it/wp-content/uploads/2021/04/95.jpg" alt="" class="wp-image-5262"/><figcaption><em>Fabio Gallo consegna a S.E. Rev.ma Cardinale Angelo De Donatis</em> la maglia del Movimento sturziano NOI</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi, nella direzione auspicata dallo stesso <strong>don Luigi Sturzo</strong> che come <strong>Giuseppe Toniolo </strong>spese la sua vita per innescare quel processo di cambiamento in grado di indirizzare l&#8217;impegno della politica dall&#8217;IO al NOI, i Popolari che guardano alle &#8220;cose nuove&#8221;, hanno il loro Movimento di opinione che genera &#8220;reti umane&#8221; territoriali e <strong>raccoglie l&#8217;impulso rivolto da Papa Francesco ai laici</strong> ai quali chiede di <strong>entrare tutti in politica ma in quella con la &#8220;P&#8221; maiuscola.</strong> Sta funzionando e tutti sono al lavoro.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1920" height="1079" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/movimento-noi-cattolici.jpg" alt="movimento-noi-cattolici" class="wp-image-12899" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/movimento-noi-cattolici.jpg 1920w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/movimento-noi-cattolici-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/movimento-noi-cattolici-480x270.jpg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/movimento-noi-cattolici-1024x575.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption>Il logo del Movimento Cattolico Popolare &#8220;NOI&#8221; &#8211; Rete Umana</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>I POPOLARI NELL&#8217;ISTITUTO &#8220;LUIGI STURZO&#8221; DI VIA DELLE COPPELLE A ROMA</strong><br>Quando in Via delle Coppelle a Roma il <a href="http://www.movimentonoi.it"><strong>Movimento NOI</strong></a> ha scelto di seguire la strada tracciata per una riforma del popolarismo, ha ben compreso che si trattava di una <strong>forte chiamata al senso di responsabilità</strong> che in quel <strong>23 novembre del 2017</strong> annunciava qualcosa di estremamente nuovo per abbracciare le grandi sfide del presente e del futuro.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" src="http://noimagazine.it/wp-content/uploads/2017/12/PP.jpg" alt="Istituto Internazionale di Studi Don Luigi Sturzo" class="wp-image-1033"/><figcaption>Istituto Internazionale di Studi Don Luigi Sturzo &#8211; Il Tavolo di lavoro</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Al tavolo dell&#8217;<strong>Istituto Internazionale di Studi &#8220;Don Luigi Sturzo&#8221;</strong> con <strong>Giovanni Palladino, Alessandro Corneli, Giampiero Cardillo, Marco Zabotti</strong>, erano seduti anche <strong>Fabio Gallo</strong> ed <strong>Eleonora Cafiero</strong>, tra i fondatori del Movimento NOI. Solo oggi, affermano in una nota, dopo tre anni, hanno compreso quanto importante fosse stato per il giovane <a title="www.movimentonoi.it" href="http://www.movimentonoi.it"><strong>Movimento NOI</strong></a> quell&#8217;invito di chi li stava osservando attentamente. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" src="http://noimagazine.it/wp-content/uploads/2017/12/OL.jpg" alt="Istituto Internazionale di Studi Don Luigi Sturzo" class="wp-image-1032"/><figcaption>Istituto Internazionale di Studi Don Luigi Sturzo &#8211; da sx: Marco Zabotti, Giampiero Cardillo, <em>Eleonora Cafiero</em> (Movimento NOI)</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Tra i meriti molto apprezzati del Movimento NOI, quello di avere intuito che solo una grande dimestichezza con il mondo delle innovazioni tecnologiche e della comunicazione sociale digitale, sarebbe stato possibile il percorso di alta formazione largamente diffuso, indispensabile per <strong>redigere una nuova pagina di Democrazia e di vita politica del Paese</strong>. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" src="http://noimagazine.it/wp-content/uploads/2017/12/OO.jpg" alt="Istituto Internazionale di Studi Don Luigi Sturzo - I convocati al tavolo di lavoro" class="wp-image-1037"/><figcaption>Istituto Internazionale di Studi Don Luigi Sturzo &#8211; Il portavoce del Movimento NOI Fabio Gallo con Giovanni Palladino, Alessandro Corneli, Giampiero Cardillo, Marco Zabotti</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Il tavolo di lavoro istituito da <strong>Giovanni Palladino</strong> immediatamente dopo la giornata nella quale, nel Palazzo Apostolico Lateranense, iniziava il percorso di <strong>don Luigi Sturzo </strong>verso la canonizzazione, è certamente da considerare la radice dell&#8217;evoluzione dei nuovi Popolari. In due parole, del cambiamento.</p>



<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="youtube-embed" data-video_id="UnXcyDLHg0Q"><iframe title="Fabio Gallo - Canonizzazione Don Luigi Sturzo" width="696" height="392" src="https://www.youtube.com/embed/UnXcyDLHg0Q?feature=oembed&#038;enablejsapi=1&#038;enablejsapi=1" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;essere tra tutti i chiamati in Via delle Coppelle i meno storicizzati nel cammino pluridecennale dei Popolari, è stato un bene &#8211; afferma Fabio Gallo &#8211; consentendo alla nostra aggregazione civica sturziana di uscire subito dalla <strong>bulimia dell&#8217;IO</strong> tipica di chi deve difendere un proprio ruolo, per ramificarci senza perdere tempo prezioso, nelle <strong>reti umane del NOI</strong>, ponendoci immediatamente <strong>al servizio del bene comune</strong>. Dal tavolo emergevano forti le solide radici del pensiero sempre nuovo di don <strong>Luigi Sturzo e Giuseppe Toniolo </strong>che richiamavano, tra le altre cose, a modificare gli errori del passato che hanno generato una moltitudine di periferie, <strong>trasformandole in nuove centralità.</strong></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" src="http://noimagazine.it/wp-content/uploads/2021/03/Senza-titolo-3.jpg" alt="Luigi Sturzo-Giuseppe Toniolo" class="wp-image-5107"/><figcaption>Luigi Sturzo-Giuseppe Toniolo</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi &#8211; afferma Fabio Gallo &#8211; dopo oltre tre anni da quel tavolo di lavoro, rifletto sulle tante riunioni telematiche cui ho partecipato successivamente con tanti gruppi di popolari. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" width="1376" height="776" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/La-Bandiera-del-Movimento-sturziano-NOI.jpg" alt="Movimento civico NOI" class="wp-image-15187" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/La-Bandiera-del-Movimento-sturziano-NOI.jpg 1376w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/La-Bandiera-del-Movimento-sturziano-NOI-300x169.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/La-Bandiera-del-Movimento-sturziano-NOI-480x270.jpg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/La-Bandiera-del-Movimento-sturziano-NOI-768x433.jpg 768w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/La-Bandiera-del-Movimento-sturziano-NOI-696x393.jpg 696w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/La-Bandiera-del-Movimento-sturziano-NOI-1068x602.jpg 1068w" sizes="(max-width: 1376px) 100vw, 1376px" /><figcaption>La Bandiera del Movimento civico NOI</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">E&#8217; normale che chiunque abbia un ruolo storicizzato voglia mantenerlo. <strong>Una normalità colpevole,</strong> molte volte, di divisioni che impediscono la concreta crescita di quell&#8217;auspicato moderno partito in grado di richiamare da trent&#8217;anni di diaspora, le <strong>Donne e gli Uomini &#8220;liberi e forti&#8221;</strong> all&#8217;adunanza dei valori ben dettagliata nella dottrina sociale della chiesa per noi tutti cristiani. Una battaglia resa ormai indispensabile ma che tocca a noi laici combatterla nei tanti ruoli del vivere civile di chiunque voglia intraprendere il cammino verso <strong>&#8220;le cose nuove&#8221;</strong>.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" src="http://noimagazine.it/wp-content/uploads/2020/12/movimento-civico-noi-1.jpg" alt="Il Movimento civico NOI - Cos'è" class="wp-image-4748"/><figcaption> Movimento civico NOI</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Con l&#8217;umiltà di chi è aperto a tutti ma con la fermezza di chi non vuole essere trascinato negli errori del passato, <strong>Il Movimento sturziano NOI</strong> si è fatto ascolto di tutti coloro i quali ritengono di essere popolari e di poter dare un contributo esperienziale alla <strong>&#8220;grande chiamata&#8221;</strong>. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="1300" height="731" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/fabiogallogoogle.jpg" alt="" class="wp-image-15556" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/fabiogallogoogle.jpg 1300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/fabiogallogoogle-300x169.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/fabiogallogoogle-480x270.jpg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/fabiogallogoogle-768x432.jpg 768w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/fabiogallogoogle-696x391.jpg 696w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/fabiogallogoogle-1068x601.jpg 1068w" sizes="auto, (max-width: 1300px) 100vw, 1300px" /><figcaption>Fabio Gallo &#8211; Portavoce nazionale del nuovo Movimento dei Popolari &#8220;NOI&#8221;</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Un giornalista recentemente ha dichiarato che <strong>&#8220;il civismo in Calabria e in Sicilia si declina con il nome del Movimento NOI e delle sue attività progettuali e politiche volte al bene comune&#8221;</strong>. Ciò &#8211; conclude Fabio Gallo &#8211; non solo ci gratifica ma ci dice che la strada intrapresa, è quella giusta. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="http://www.movimentonoi.it" title="www.movimentonoi.it">www.movimentonoi.it</a></p>
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		<title>Mario Monti &#8211; Presidente del Consiglio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 16:10:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[Angela Merkel]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; Non potendo pubblicare la Biografia ufficiale del Presidente Mario Monti poichè sul sito ufficiale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in data 20 Gennaio 2012 ancora non risulta inserita, abbiamo pensato di offrirti alcuni tratti della vita del Presidente Mario Monti offerti a cura di Marco Cobianchi diPanorama.it. Ma quale Trilaterale? Ma che gruppo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_3859" aria-describedby="caption-attachment-3859" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/2012/01/mario-monti-presidente-del-consiglio/mario_monti_3/" rel="attachment wp-att-3859"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-3859" title="Mario Monti" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Mario_Monti_3.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Mario_Monti_3.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Mario_Monti_3-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Mario_Monti_3-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-3859" class="wp-caption-text">Il presidente del Consiglio Mario Monti</figcaption></figure></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non potendo pubblicare la Biografia ufficiale del Presidente Mario Monti poichè sul sito ufficiale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in data 20 Gennaio 2012 ancora non risulta inserita, abbiamo pensato di offrirti alcuni tratti della vita del Presidente Mario Monti offerti a cura di Marco Cobianchi diPanorama.it.</p>
<p>Ma quale Trilaterale? Ma che gruppo Bilderberg? Ma quale Goldman Sachs e finanza internazionale pseudomassonica… La marcia di avvicinamento di<strong>Mario Monti</strong> verso la categoria esistenziale degli «italiani più ammirati all’estero» non è lastricata dalla partecipazione a misteriosi club antidemocratici, ma da ben più prosaiche amicizie nostrane.</p>
<p>La biografia di MM è nota: a 22 anni è già laureato in economia all’Università Bocconi, subito dopo parte per Yale, dove studia con il premio Nobel <strong>James Tobin</strong>; poi torna in Italia nel 1969, in tempo, ma riesce a evitare la contestazione studentesca, a insegnare nelle Università di Trento e di Torino. Ed è qui, a Torino, che inizia la sua ascesa. Inevitabilmente entra in contatto con il mondo Fiat e, ad appena 26 anni, viene notato dai due «viceré» sabaudi, <strong>Franzo Grande Stevens </strong>e<strong>Gianluigi Gabetti</strong>, custodi dell’impero di <strong>Gianni Agnelli</strong>.</p>
<p>In quegli anni stringe amicizie importanti, tutte nell’ambito accademico: tra queste quelle di <strong>Mario Deaglio</strong>, ordinario di economia internazionale, di sua moglie <strong>Elsa Fornero</strong>, vicepresidente del consiglio di sorveglianza della Banca Intesa e docente di economia politica, e di <strong>Terenzio Cozzi</strong>, presidente dell’Associazione degli economisti italiani.</p>
<p>Le amicizie sono quelle giuste e non possono non portare all’ingresso nella corte di Agnelli che, dopo il suo rientro a Milano come docente della Bocconi, lo nomina nel consiglio d’amministrazione della Fiat nel 1988, ad appena 45 anni. L’anno dopo diventa rettore della Bocconi ed entra nei cda anche della Comit, grazie a <strong>Francesco Cingano</strong>, e delle Generali. Da tutti i cda si dimette in concomitanza con lo scoppio di Tangentopoli.</p>
<p>Il giro milanese di Monti si incentra su quel motore immobile del potere che è stato per decenni <strong>Ariberto Mignoli</strong>, scomparso nel 2003, avvocato della Mediobanca e presidente del patto di sindacato nell’istituto fondato da <strong>Enrico Cuccia</strong>. Da lì a <strong>Piergaetano Marchetti</strong> il passo è un soffio. Marchetti, presidente della Rcs, lo introduce alle colonne del <em>Corriere della sera</em>, il giornale per il quale scrive editoriali, nel 1992 raccolti in un saggio ormai introvabile: <em>Il governo dell’economia e della moneta</em> (Longanesi), uno dei pochissimi libri che portano il suo nome come autore.</p>
<p>Le amicizie, compresa quella con <strong>Romano Prodi</strong>, sono le più classiche. Un po’ meno classica è la sua dottrina economica. Non è liberista e non è keynesiano: Monti è uno dei pochissimi economisti italiani, assieme per esempio a <strong>Stefano Zamagni</strong> (non a caso è circolato il suo nome come ministro dello Sviluppo), seguace dell’<strong>economia sociale di mercato</strong>, una dottrina economica nata in Germania negli anni 40 che coniuga liberismo economico e giustizia sociale esaltando il ruolo regolatore dello stato.</p>
<p>Monti, da questo punto di vista, è «economically incorrect». Su<em>Lavoce.info</em>, influente sito d’informazione economica guidato da <strong>Tito Boeri</strong>(che ha sprezzantemente definito l’economia sociale di mercato «un metodo scientifico per socializzare le perdite e privatizzare i profitti»), non è citato praticamente mai. Idem su <em>Noisefromamerika</em>, il sito liberista dei docenti italiani negli Stati Uniti guidato da <strong>Alberto Bisin</strong>, per i quali quella teoria nemmeno esiste. Probabilmente lo pensa anche il più illustre dei suoi allievi, <strong>Alberto Alesina</strong>.</p>
<p>Le sue amicizie torinesi verosimilmente gli hanno provocato qualche imbarazzo quando assunse, su mandato del governo di <strong>Massimo D’Alema</strong>, l’incarico di commissario europeo alla Concorrenza tra il 1999 e il 2004 (nei cinque anni precedenti era stato commissario al Mercato interno su mandato del primo governo di <strong>Silvio Berlusconi</strong>). In quel ruolo doveva firmare la<strong> concessione di aiuti di stato alle imprese e la Fiat</strong>, proprio in quegli anni, incassò sussidi come non mai. Tra il 1999 e il 2002 Monti si trovò a valutare ben otto richieste di aiuti pubblici provenienti dal Lingotto. Alla fine cinque vennero accolte e tre bocciate.</p>
<p>Quelle accolte furono a vantaggio di Pomigliano d’Arco (39,6 miliardi di lire concessi nel 1999), Termoli (54 miliardi nel 1999), Mirafiori Carrozzeria (69 miliardi concessi nel 2000), Melfi (78 miliardi concessi nel 2001) e per l’Iveco di Foggia (121,6 milioni di euro concessi nel 2002). In totale, l’ex consigliere d’amministrazione della Fiat concesse qualcosa come 500 miliardi di lire dell’epoca alla sua ex azienda, mentre i tre aiuti bocciati valevano un totale di 131,6 miliardi. In quegli anni deve essersi slogato il polso a forza di firmare aiuti di stato e per un liberale come lui non deve essere stato piacevole, tanto che alla fine del mandato disse: «Bisogna autonomamente passare da un’economia assistita a un’economia competitiva».</p>
<p>Da <strong>commissario Antitrust</strong> viene soprannominato «SuperMario», anche se non mancano le sconfitte: per tre volte il giudice del Lussemburgo dà il via libera a tre fusioni tra multinazionali bocciate da Monti. Tre scivoloni nella sua carriera, che rivelano un approccio «quantitativo» al problema della concorrenza (quanto può ingrandirsi un’impresa) e meno «qualitativo» (quali sono i vantaggi dell’allargamento).</p>
<p>Nel 2004, dopo 10 anni trascorsi nelle nebbie del Belgio, MM torna alla Bocconi dove riprende gli studi sull’economia sociale di mercato che è il cuore della dottrina sociale della Chiesa: per questo è fatale che Monti abbia <strong>forti legami in Vaticano</strong>. Il suo cardinale di riferimento è sempre stato<strong> Camillo Ruini</strong>, ex presidente della Conferenza episcopale italiana. È amico anche di <strong>Ettore Gotti Tedeschi</strong>, presidente dello Ior e consulente del Papa nella stesura finale dell’ultima enciclica Caritas in veritate che Monti ha accolto, non a caso, anche come un trattato economico oltre che come un documento dottrinario.</p>
<p>Attorno a lui, nel tempo, si è creata un’aura di sacralità, tanto che i suoi interventi pubblici sono definiti goliardicamente dai suoi colleghi come «l’ostensione del sacro Monti» e il suo ufficio alla Bocconi è chiamato «il tabernacolo».</p>
<p>Cattolico, ma non buonista, MM non è antipolitico perché non ha mai fatto politica, bensì perché per lui politica e disciplina contabile sono grandezze che coincidono e assumono addirittura una prospettiva religiosa. È così perché, «impedendo ai politici di gravare con il disavanzo e il debito pubblico sulle generazioni future, rispondono a un grande principio cristiano, che è quello della solidarietà».</p>
<p>E non è europeista perché non crede nell’Italia, ma perché per lui l’obiettivo di ogni singolo paese dovrebbe essere quello di cedere sovranità politica, dopo avere ceduto quella monetaria: «<em>I passi avanti dell’Europa sono cessioni di parti delle sovranità nazionali a un livello comunitario</em>» ha detto in un discorso alla Bocconi all’inizio di quest’anno. Il suo orizzonte, insomma, è l’Europa e in questo è in perfetta sintonia con l’ex commissario europeo <strong>Emma Bonino</strong>, esponente dell’unico partito anticlericale italiano, i radicali.</p>
<p>Monti interpreta la crisi economica in modo inedito: è<strong> l’occasione per gli stati di diventare «migliori»</strong>. Per questo ha detto che «un giorno la crisi della Grecia sarà ricordata come il più grande successo dell’euro»; perché sarà l’euro a riportare la Grecia e l’Italia sui binari della disciplina di bilancio. E chi non ci crede mette in crisi l’euro più di quanto non abbiano fatto le scorribande di Atene e il debito pubblico italiano.</p>
<p>Per questo le sue critiche più dure, in questi ultimi anni, MM le ha riservate alla Germania, che non ha creduto nelle capacità taumaturgiche della moneta unica. «Anche l’agosto 2011 italiano, non è un altro successo dell’euro?» si è chiesto in una conferenza, riferendosi alle quattro riscritture della manovra economica fino a quando proprio l’Europa non ha accettato l’ultima, la più dura.</p>
<p>A proposito: fra Monti e il ministro dell’Economia <strong>Giulio Tremonti</strong> mai nemmeno uno sguardo, così come rapporti non proprio idilliaci legano il prof a Berlino e Parigi. Alla Germania, da commissario, ha imposto di togliere la garanzia statale esplicita sulle casse di risparmio e alla Francia ha imposto di vendere alcuni asset strategici della Alstom prima di nazionalizzarla.<strong>Angela Merkel</strong> e <strong>Nicolas Sarkozy </strong>non l’hanno presa bene, anche perché hanno provato a contraddirlo, cosa che lui non sopporta.</p>
<p>Nel 2007 chiamò <strong>Gianemilio Osculati</strong>, ex capo della McKinsey Italia, alla carica di amministratore delegato della Bocconi della quale era presidente. Due mesi dopo Osculati se ne andò. Non si è mai capito bene perché: si parlò di un litigio sul costo delle rette universitarie. Di certo si sa solo che tra i due ci fu un breve faccia a faccia. Nel tabernacolo di MM.</p>
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