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	<title>sprechi &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>La bomba di Carlo Guccione: in Calabria la speculazione ha regalato il patrimonio Asp e AO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jul 2018 12:30:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Cosenza, 27 luglio 2018 &#8211; Un patrimonio immobiliare di oltre un miliardo e 300 milioni di euro. Beni mobili e immobili non strumentali di proprietà delle Aziende ospedaliere e delle Asp calabresi utilizzati in maniera inefficiente, con contratti non perfettamente in regola, in molti casi inesistenti, fatti con scrittura privata o scaduti addirittura negli anni ’20-30. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_10225" aria-describedby="caption-attachment-10225" style="width: 900px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/carlo-guccione2.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-10225" alt="carlo-guccione" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/carlo-guccione2.jpg" width="900" height="589" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/carlo-guccione2.jpg 900w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/carlo-guccione2-300x196.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/carlo-guccione2-412x270.jpg 412w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a><figcaption id="caption-attachment-10225" class="wp-caption-text">Il Consigliere regionale della Calabria Carlo Guccione</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;"><b>Cosenza, 27 luglio 2018 &#8211;</b> Un patrimonio immobiliare di oltre un miliardo e 300 milioni di euro. Beni mobili e immobili non strumentali di proprietà delle Aziende ospedaliere e delle Asp calabresi utilizzati in maniera inefficiente, con contratti non perfettamente in regola, in molti casi inesistenti, fatti con scrittura privata o scaduti addirittura negli anni ’20-30. Molti sono i “contratti orali” riportati negli atti ufficiali. Così come numerosi sono i terreni espropriati per usucapione, come certificato dalle relative sentenze, mentre altri giudizi sono ancora in corso.</p>
<p style="text-align: justify;">Il consigliere regionale Carlo Guccione ha presentato uno stralcio del dossier sui documenti ricevuti dal Dipartimento competente della Regione Calabria, dopo la sua richiesta di avere gli atti di ricognizione del patrimonio immobiliare delle Asp e Ao.</p>
<p style="text-align: justify;">«Dai documenti e dagli atti emerge, in maniera chiara, uno spreco e una gestione scellerata del patrimonio pubblico delle Asp e Aziende ospedaliere della Calabria. Il rischio concreto – sostiene Guccione &#8211; è che una parte consistente di questi beni disponibili possa diventare di proprietà privata». Come dimostrato già dalle due sentenze emesse dal Tribunale di Palmi sui terreni per un complessivo di 73.440 mq, il cui valore di bilancio complessivo è stato omesso dall’Azienda Sanitaria di Reggio Calabria: la proprietà, scaduti i termini fissati dalla legge (che stabilisce dai 10 ai 20 anni la durata del possesso necessario a usucapire), è stata trasferita al possessore privato del terreno. «È evidente che gli Enti hanno permesso che si potessero realizzare le condizioni per esercitare il diritto di usucapione». Ma tanti altri giudizi sono ancora in corso: spesso nonostante le Asp e Ao fossero a conoscenza dell’altrui impossessamento del bene, non hanno sollevato alcuna opposizione nei confronti del possessore. Inoltre tali “distrazioni” sono alla base di ulteriori cause di potenziale perdita patrimoniale che lo stesso Ente potrebbe subire per il realizzarsi delle condizioni che hanno già permesso a terzi l’esercizio del diritto di usucapione.</p>
<p style="text-align: justify;">«Un chiaro ed evidente meccanismo truffaldino – non ha dubbi il consigliere regionale &#8211; che non esclude che, in molte situazioni, si siano intromessi i poteri criminali, venendo o cercando di venire in possesso di terreni, figurativamente a destinazione agricola, e fabbricati di pregio di proprietà della Asp e Aziende ospedaliere calabresi a prezzi molto inferiori a quelli reali.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra i casi eclatanti segnalati nel dossier ci sono terreni di 465.082 metri quadri dell’Azienda Sanitaria di Reggio – valore di bilancio complessivo (molto sottostimato) di 3.829.145,58 euro – oggi oggetto di dodici cause per usucapione. Così come è in corso la causa per usucapione di due fabbricati, sempre dell’Azienda Sanitaria di Reggio Calabria,  di 174 metri quadri (valore di bilancio complessivo – sempre molto sottostimato – di 23.567,81 euro)».</p>
<p style="text-align: justify;">Il canone dei fitti passivi delle Aziende sanitarie e ospedaliere della Regione Calabria ammonta a 6.024.890,15 euro; il canone dei fitti attivi è di 999.753,35 euro. Non è semplice fare una ricognizione precisa del valore del patrimonio immobiliare, disponibile e indisponibile, oggi calcolato in 1.340.591.444,74 euro. «Ma è comunque un valore sottostimato – spiega Carlo Guccione &#8211; poiché nella maggior parte dei casi il valore di bilancio e il valore commerciale di alcuni immobili concessi in locazione è stato omesso. Da una stima prudenziale il valore effettivo o di mercato complessivo potrebbe infatti superare i 2 miliardi e 500 mila euro (con riserva di verificare la destinazione urbanistica dei terreni in base al Piano regolatore adottato dai singoli Comuni)».</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Dai documenti, inoltre, nella stragrande maggioranza dei casi non si rilevano dati sui contratti di fitto e non emerge nulla circa la data di stipula e di scadenza, la clausola del rinnovo e l’adeguamento del canone, la loro destinazione urbanistica.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">«È la dimostrazione della gestione poco oculata del patrimonio. L’Azienda Sanitaria di Vibo Valentia – sottolinea Guccione &#8211; negli atti mette nero su bianco che “Non esiste un contratto” per un terreno in località Rombiolo di 45mila metri quadri il cui canone di fitto annuo (inesistente) è di 50,40 euro. A Pizzo c’è poi il caso di un fabbricato in locazione di 75,30 metri quadri, il cui canone di fitto annuo è pari a 49,60 euro, ma viene riportata la dicitura “Contratto orale”».</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">C’è poi un terreno dell’Azienda ospedaliera di Cosenza il cui contratto risulta scaduto nel 1926 e il canone di fitto annuo è inferiore a 23 euro.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">«Dai dati della ricognizione immobiliare – afferma il consigliere regionale &#8211; risulta una scarsa utilizzazione del patrimonio pubblico con beni che non producono alcun reddito o un introito irrisorio, quasi inesistente».</p>
<p style="text-align: justify;">I fabbricati dell’Azienda Sanitaria di Catanzaro concessi in locazione hanno un canone di fitto pari a zero, ma il valore di bilancio di questi immobili  è di 4.886.941,42 euro. Diversi conduttori degli immobili risultano inadempienti.</p>
<p style="text-align: justify;">Dai documenti dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza si rileva che i contratti di locazione, laddove riscontrati, risultano tutti scaduti. Nulla è scritto, ad esempio, in merito al contratto di locazione della Banca nei pressi del nosocomio; invece il contratto dei fabbricati concessi in locazione nel Comune di Cosenza risultano scaduti negli anni ’90.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda i fabbricati in possesso dell’Azienda Sanitaria di Reggio Calabria, i contratti di locazione sono dichiarati tutti scaduti (ad eccezione di un solo caso) tra il 1958 e il 1973 e gli affittuari, nonostante i canoni esigui, risultano, anche in questo caso, inadempienti. C’è anche chi non ha pagato un fitto annuo di 2,47 euro per un fabbricato di 50 metri quadri, il cui contratto è scaduto nel 1958.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Contratti scaduti e canoni non pagati anche per i terreni dell’Azienda Sanitaria di Reggio Calabria. C’è chi avrebbe dovuto pagare 12 euro annui per un terreno di oltre 20mila metri quadri (contratto stipulato nel 1933), ma ad oggi risulta inadempiente.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">«Va interrotta con decisione una pratica che sta favorendo il passaggio di proprietà dalle Aziende sanitarie e Ospedaliere della nostra Regione a privati, di terreni e immobili dal valore di milioni di euro, “rapinati” per pochi spiccioli attraverso la pratica dell’usucapione. È evidente – ha affermato Guccione &#8211; che è perdurato per troppo tempo il possesso di beni pubblici in capo a soggetti privati permettendo che tali situazioni di fatto si trasformassero in una situazione di diritto creando un danno erariale e patrimoniale alle Asp e alle Aziende ospedaliere.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo bisogno che venga immediatamente messa in campo un piano di valorizzazione e alienazione del patrimonio immobiliare non strumentale per tutte le Asp e Ao per garantire efficienza, produttività e redditività che potrebbe rappresentare una entrata importante per i bilanci delle Aziende.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">È necessaria ora una vera e propria operazione di legalità e trasparenza per impedire che una parte di patrimonio pubblico passi in mani private. La Regione deve costituire subito una task force per impedire, con l’ausilio della Guardia della Finanza, ciò che è già avvenuto, e può accadere, attraverso l’usucapione, e con contratti di comodo o addirittura con contratti orali, inesistenti o non rinnovati da decenni – come risulta dagli atti certificati dalle Asp e AO in nostro possesso. Il tutto per evitare una speculazione per centinaia di milioni di euro a danno dei calabresi».</p>
<figure id="attachment_13471" aria-describedby="caption-attachment-13471" style="width: 965px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/asp-cosenza.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-13471" alt="asp, cosenza, reggio calabria, vibo valentia" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/asp-cosenza.jpg" width="965" height="471" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/asp-cosenza.jpg 965w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/asp-cosenza-300x146.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/asp-cosenza-480x234.jpg 480w" sizes="(max-width: 965px) 100vw, 965px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13471" class="wp-caption-text">Allegato della conferenza stampa del Consigliere Regionale Carlo Guccione</figcaption></figure>
<figure id="attachment_13472" aria-describedby="caption-attachment-13472" style="width: 699px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/asp-reggio-calabria-2.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-13472" alt="Allegato della conferenza stampa del Consigliere Regionale Carlo Guccione" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/asp-reggio-calabria-2.jpg" width="699" height="987" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/asp-reggio-calabria-2.jpg 699w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/asp-reggio-calabria-2-212x300.jpg 212w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/asp-reggio-calabria-2-191x270.jpg 191w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/asp-reggio-calabria-2-300x423.jpg 300w" sizes="(max-width: 699px) 100vw, 699px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13472" class="wp-caption-text">Allegato della conferenza stampa del Consigliere Regionale Carlo Guccione</figcaption></figure>
<figure id="attachment_13473" aria-describedby="caption-attachment-13473" style="width: 663px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/asp-reggio-calabria-3.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-13473" alt="Allegato della conferenza stampa del Consigliere Regionale Carlo Guccione" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/asp-reggio-calabria-3.jpg" width="663" height="656" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/asp-reggio-calabria-3.jpg 663w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/asp-reggio-calabria-3-300x296.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/asp-reggio-calabria-3-272x270.jpg 272w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/asp-reggio-calabria-3-50x50.jpg 50w" sizes="auto, (max-width: 663px) 100vw, 663px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13473" class="wp-caption-text">Allegato della conferenza stampa del Consigliere Regionale Carlo Guccione</figcaption></figure>
<figure id="attachment_13474" aria-describedby="caption-attachment-13474" style="width: 654px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/asp-reggio-calabria-4.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-13474" alt="Allegato della conferenza stampa del Consigliere Regionale Carlo Guccione" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/asp-reggio-calabria-4.jpg" width="654" height="960" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/asp-reggio-calabria-4.jpg 654w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/asp-reggio-calabria-4-204x300.jpg 204w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/asp-reggio-calabria-4-183x270.jpg 183w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/asp-reggio-calabria-4-300x440.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 654px) 100vw, 654px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13474" class="wp-caption-text">Allegato della conferenza stampa del Consigliere Regionale Carlo Guccione</figcaption></figure>
<figure id="attachment_13475" aria-describedby="caption-attachment-13475" style="width: 653px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/asp-reggio-calabria-5.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-13475" alt="Allegato della conferenza stampa del Consigliere Regionale Carlo Guccione" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/asp-reggio-calabria-5.jpg" width="653" height="949" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/asp-reggio-calabria-5.jpg 653w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/asp-reggio-calabria-5-206x300.jpg 206w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/asp-reggio-calabria-5-185x270.jpg 185w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/asp-reggio-calabria-5-300x435.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 653px) 100vw, 653px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13475" class="wp-caption-text">Allegato della conferenza stampa del Consigliere Regionale Carlo Guccione</figcaption></figure>
<figure id="attachment_13476" aria-describedby="caption-attachment-13476" style="width: 1074px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/asp-vibo-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-13476" alt="Allegato della conferenza stampa del Consigliere Regionale Carlo Guccione" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/asp-vibo-1.jpg" width="1074" height="665" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/asp-vibo-1.jpg 1074w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/asp-vibo-1-300x185.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/asp-vibo-1-436x270.jpg 436w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/asp-vibo-1-1024x634.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1074px) 100vw, 1074px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13476" class="wp-caption-text">Allegato della conferenza stampa del Consigliere Regionale Carlo Guccione</figcaption></figure>
<figure id="attachment_13477" aria-describedby="caption-attachment-13477" style="width: 1039px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/asp-vibo-2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-13477" alt="Allegato della conferenza stampa del Consigliere Regionale Carlo Guccione" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/asp-vibo-2.jpg" width="1039" height="677" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/asp-vibo-2.jpg 1039w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/asp-vibo-2-300x195.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/asp-vibo-2-414x270.jpg 414w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/asp-vibo-2-1024x667.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1039px) 100vw, 1039px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13477" class="wp-caption-text">Allegato della conferenza stampa del Consigliere Regionale Carlo Guccione</figcaption></figure>
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		<title>Castrovillari: 4 sale Operatorie mai entrate in funzione. Guccione interroga Oliverio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 May 2018 18:13:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[«Quattro sale operatorie del presidio ospedaliero di Castrovillari inaugurate, una prima volta, nel 2012 e mai entrate in funzione. Tanti sono i punti oscuri sui quali urge fare chiarezza». Il consigliere regionale Carlo Guccione ha presentato un’interrogazione a risposta scritta al presidente della Regione Mario Oliverio per sapere quali iniziative urgenti intende adottare affinché «possano entrare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_13294" aria-describedby="caption-attachment-13294" style="width: 900px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/guccione-oliverio.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-13294" alt="Da sx: il Consigliere Regionale della Calabria Carlo Guccione - il Presidente della Regione Calabria Mario Oliverio" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/guccione-oliverio.jpg" width="900" height="614" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/guccione-oliverio.jpg 900w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/guccione-oliverio-300x204.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/guccione-oliverio-395x270.jpg 395w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13294" class="wp-caption-text">Da sx: il Consigliere Regionale della Calabria Carlo Guccione &#8211; il Presidente della Regione Calabria Mario Oliverio</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">«<strong>Quattro sale operatorie</strong> del presidio ospedaliero di Castrovillari inaugurate, una prima volta, nel 2012 e <strong>mai entrate in funzione</strong>. Tanti sono i punti oscuri sui quali urge fare chiarezza». Il consigliere regionale <strong>Carlo Guccione</strong> ha presentato un’interrogazione a risposta scritta al presidente della Regione <strong>Mario Oliverio</strong> per sapere quali iniziative urgenti intende adottare affinché «possano entrare finalmente in funzione le nuove sale operatorie ponendo fine a farsesche inaugurazioni. Lavori e procedure di collaudo risultano in itinere da anni e la mancata realizzazione dell’opera va a incidere sulla salute dei cittadini».</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2008 venne aggiudicata la gara per la realizzazione <strong>“chiavi in mano”</strong> del blocco parto e sale operatorie presidio ospedaliero di Castrovillari all’ATI Sapio Life S.r.l.–SHD S.r.l.  con registrazione contratto a Cosenza il 07/11/2008 per un importo contrattuale delle opere pari a <strong>euro 4.778.400,00</strong> (Iva inclusa).</p>
<p style="text-align: justify;">«Sono passati ormai dieci anni ma le quattro sale operatorie &#8211; Cardiochirurgia, Ortopedia e due di Chirurgia &#8211; sono state inaugurate altre tre volte ma ancora ad oggi non risultano entrate in funzione. L’undici gennaio del 2018 – specifica il consigliere Guccione all’interno dell’interrogazione &#8211; il collaudatore con una relazione, esprimendo un proprio parere motivato, comunicava che l’opera “blocco operatorio e sale operatorie del P.O. di Castrovillari” non è collaudabile. Sono state evidenziate incongruenze contabili e amministrative riguardanti l’iter di esecuzione delle opere, non è stato possibile reperire atti contabili e progettuali relativi all’appalto. Non sono poche le anomalie riscontrate nel corso delle operazioni di collaudo ed è fondamentale conoscere il costo reale di questa opera rispetto all’iniziale bando di gara».</p>
<p style="text-align: justify;">«Nonostante le iniziative che sono state nel frattempo messe in campo dall’Asp di Cosenza &#8211; che ha affidato a un professionista le operazioni necessarie e propedeutiche alle operazioni di collaudo e messa in esercizio delle Sale operatorie del P.O. di Castrovillari – chiedo al presidente della Regione se non ritenga di fare chiarezza sulla questione con una vera e propria operazione verità su queste sale operatorie più volte inaugurate ma mai entrate in esercizio. Senza dimenticare che la gravita della vicenda ha messo in evidenza un uso spregiudicato delle risorse pubbliche e una politica delle inaugurazioni farsa».</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Cosenza, Movimento cattolico NOI: fermate l&#8217;ennesima colata di cemento</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Feb 2018 18:54:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il caso Cosenza si fa spazio sia in rete che sulla carta stampata ed esce dalle quattro mura che sino a ieri contenevano le questioni scottanti, che oggi esondano. La scandalosa situazione di abbandono della Città Storica, dimenticata dalla classe politica al governo sia comunale che regionale, è diventata il campo di battaglia della Comunità [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_13110" aria-describedby="caption-attachment-13110" style="width: 900px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/piscina-42.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-13110" alt="Cosenza - il complesso sportivo abbandonato all'incuria e ai vandali" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/piscina-42.jpg" width="900" height="567" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/piscina-42.jpg 900w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/piscina-42-300x189.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/piscina-42-428x270.jpg 428w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13110" class="wp-caption-text">Cosenza &#8211; il complesso sportivo abbandonato all&#8217;incuria e ai vandali</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>caso Cosenza</strong> si fa spazio sia in rete che sulla carta stampata ed esce dalle quattro mura che sino a ieri contenevano le questioni scottanti, che oggi esondano. La <strong>scandalosa situazione di abbandono</strong> della Città Storica, dimenticata dalla classe politica al governo<strong> sia comunale che regionale</strong>, è diventata il campo di battaglia della Comunità politica del <a href="http://www.movimentonoi.it" target="_blank">Movimento Cattolico NOI</a> che, proprio nel cuore della <strong>Città Antica</strong>, ha la sede dell&#8217;<strong>Arcidiocesi Metropolitana di Cosenza &#8211; Bisignano.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Fioccano i comunicati Stampa con tanto di immagini e filmati che mostrano il volto di un&#8217;amministrazione incapace di guardare con maturità politica al ripristino della Città Storica e di tutte quelle grandi opere incompiute che la renderebbero viva, attrattiva e in grado di offrire lavoro.</p>
<figure id="attachment_13104" aria-describedby="caption-attachment-13104" style="width: 1400px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/piscina-61.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-13104" alt="Cosenza - il complesso sportivo abbandonato all'incuria e ai vandali" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/piscina-61.jpg" width="1400" height="898" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/piscina-61.jpg 1400w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/piscina-61-300x192.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/piscina-61-420x270.jpg 420w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/piscina-61-1024x656.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13104" class="wp-caption-text">Cosenza &#8211; il complesso sportivo abbandonato all&#8217;incuria e ai vandali</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;"><strong>MOVIMENTO NOI &#8211; COSENZA &#8211; FERMATE L&#8217;ENNESIMA COLATA DI CEMENTO</strong><br />
&#8220;Prima che inizi l’ennesima colata di cemento a nord della città &#8211; afferma il comunicato stampa del Movimento NOI &#8211; in quella che sta diventando la terra di conquista nel <strong>quartiere di Gergeri</strong>, si ponga l’attenzione e il proprio cuore verso la città storica. Il progetto di rigenerazione territoriale &#8220;Cosenza Cristiana&#8221;, realizzato sia per la valorizzazione che prevenzione da calamità naturali e che ha indotto il Ministro dei Beni Culturali a inserire la Città Storica di Cosenza nel piano di finanziamenti delle Città storiche del Sud Italia, è la prova che le buone prassi vengono premiate e che ciò è possibile.</p>
<figure id="attachment_13105" aria-describedby="caption-attachment-13105" style="width: 1400px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/piscina-21.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-13105" alt="Cosenza - il complesso sportivo abbandonato all'incuria e ai vandali" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/piscina-21.jpg" width="1400" height="924" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/piscina-21.jpg 1400w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/piscina-21-300x198.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/piscina-21-409x270.jpg 409w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/piscina-21-1024x675.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13105" class="wp-caption-text">Cosenza &#8211; il complesso sportivo abbandonato all&#8217;incuria e ai vandali</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;"><strong>MOVIMENTO NOI: AMMINISTRAZIONE COMUNALE COMPLETI LE OPERE ABBANDONATE</strong><br />
L&#8217;Amministrazione Comunale di Cosenza termini, dunque, le <b>opere pubbliche iniziate e abbandonate </b>come il <b>Centro Polifunzionale e le piscine sul lungofiume</b>, il <b>contratto di quartiere di Santa Lucia</b> e il <b>parcheggio di Portapiana</b>. Tali opere, in grado tra l&#8217;altro di creare lavoro, sono diventate da anni ricettacolo di ogni sorta di abbandono e incuria, ma soprattutto luoghi dove proliferano vizi e <b>micro-criminalità</b>. Il <b>Movimento NOI chiede con forza</b> che venga fermata la corsa al cemento perché si attuino le direttive europee dell&#8217;<b>Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile</b>.</p>
<figure id="attachment_13106" aria-describedby="caption-attachment-13106" style="width: 1400px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/piscina-31.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-13106" alt="Cosenza - il complesso sportivo abbandonato all'incuria e ai vandali" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/piscina-31.jpg" width="1400" height="935" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/piscina-31.jpg 1400w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/piscina-31-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/piscina-31-404x270.jpg 404w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/piscina-31-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13106" class="wp-caption-text">Cosenza &#8211; il complesso sportivo abbandonato all&#8217;incuria e ai vandali</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;"><strong>MOVIMENTO NOI: FERMARE IL CONSUMO SFRENATO DEL SUOLO DELLA CITTA&#8217;</strong><br />
Chiediamo di fermare il <b>“consumo” sfrenato del suolo della città dì Cosenza</b> così come precisato dal target sottoscritto con l’adesione all’agenda Onu 2030. Prima di pensare ad occupare ogni angolo della Città di Cosenza con nuove e <b>“fantasmagoriche” opere pubbliche</b>, come in un gioco per riempire caselle del Monopoli, bisognerebbe rigenerare le zone completamente abbandonate da anni come la Città Storica in grado di produrre importanti nuove economie del turismo e non solo, attesa la concentrazione in esso di un grande Patrimonio della Cultura concentrata in essa. Terminare le opere pubbliche lasciate al degrado, deve essere oltre che una missione, <b>un dovere istituzionale al quale non si può più abdicare.</b></p>
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		<title>Movimento NOI denuncia: a Cosenza imponenti opere abbandonate al degrado</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Feb 2018 22:56:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dalle Regioni]]></category>
		<category><![CDATA[amministrazione comunale]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Occhiuto]]></category>
		<category><![CDATA[movimento noi]]></category>
		<category><![CDATA[piscina comunale]]></category>
		<category><![CDATA[sport]]></category>
		<category><![CDATA[sprechi]]></category>
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					<description><![CDATA[COSENZA &#8211; Esempi di spreco e cattiva amministrazione &#8211; Il Movimento politico NOI torna a denunciare gli sprechi e gli esempi di cattiva amministrazione. Alle porte del Centro Storico della Città di Cosenza, a sud dell’ormai desolato lungofiume boulevard doveva nascere il centro sportivo polivalente, con un investimento di centinaia di migliaia di euro, ma [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_13011" aria-describedby="caption-attachment-13011" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/piscina-7.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-13011" alt="Cosenza - il complesso sportivo abbandonato all'incuria e ai vandali" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/piscina-7.jpg" width="800" height="502" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/piscina-7.jpg 800w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/piscina-7-300x188.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/piscina-7-430x270.jpg 430w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13011" class="wp-caption-text">Cosenza &#8211; il complesso sportivo abbandonato all&#8217;incuria e ai vandali</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">COSENZA &#8211; Esempi di spreco e cattiva amministrazione &#8211; Il <a href="http://www.movimentonoi.it" target="_blank"><strong>Movimento politico NOI</strong></a> torna a denunciare gli sprechi e gli esempi di cattiva amministrazione. Alle porte del <strong>Centro Storico della Città di Cosenza</strong>, a sud dell’ormai <strong>desolato lungofiume boulevard</strong> doveva nascere il <strong>centro sportivo polivalente</strong>, con un investimento di <strong>centinaia di migliaia di euro</strong>, ma oggi si presenta invece come un <strong>“relitto alla deriva”</strong>.</p>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">
<figure id="attachment_13010" aria-describedby="caption-attachment-13010" style="width: 1400px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/piscina-6.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-13010" alt="Cosenza - il complesso sportivo abbandonato all'incuria e ai vandali" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/piscina-6.jpg" width="1400" height="898" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/piscina-6.jpg 1400w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/piscina-6-300x192.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/piscina-6-420x270.jpg 420w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/piscina-6-1024x656.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13010" class="wp-caption-text">Cosenza &#8211; il complesso sportivo abbandonato all&#8217;incuria e ai vandali</figcaption></figure>
<p><strong>In sette anni di governo, l’amministrazione comunale non è stata capace di riprendere una struttura che</strong> <strong>era “quasi terminata”</strong>; il centro sportivo che doveva ospitare <strong>tre piscine,</strong> di cui <strong>una semi-olimpionica all’aperto, un parco giochi, campi da calcio e da tennis, palestre e parcheggi,</strong> oggi si presenta con locali pieni di <strong>escrementi, con vetri e porte sfondate, erba alta tre metri</strong> e <strong>carcasse di animali che giacciono all’interno</strong> delle vasche che dovevano in progetto essere delle piscine.</p>
</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">
<figure id="attachment_13009" aria-describedby="caption-attachment-13009" style="width: 1400px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/piscina-5.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-13009" alt="Cosenza - il complesso sportivo abbandonato all'incuria e ai vandali" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/piscina-5.jpg" width="1400" height="1024" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/piscina-5.jpg 1400w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/piscina-5-300x219.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/piscina-5-369x270.jpg 369w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/piscina-5-1024x748.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13009" class="wp-caption-text">Cosenza &#8211; il complesso sportivo abbandonato all&#8217;incuria e ai vandali</figcaption></figure>
<p>Di quel centro sportivo ormai abbandonato rimane solo un magro bottino in preda all’azione incontrastata di vandali e vagabondi. Un altro polo attrattivo del centro storico e di tutta la città, oggi è devastato e <strong>i milioni di euro spesi per costruirlo praticamente sono andato in fumo. </strong>Costosissime attrezzature, infissi, controsoffitti sono stati letteralmente asportati, i servizi igienici e le sale interamente distrutte. Ciò si aggiunte, tra l&#8217;altro, al <strong>vicino Palazzetto dello Sport di Cosenza Casali,</strong> completamente abbandonato all&#8217;occupazione abusiva.</p>
</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">
<figure id="attachment_13007" aria-describedby="caption-attachment-13007" style="width: 1400px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/piscina-3.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-13007" alt="Cosenza - il complesso sportivo abbandonato all'incuria e ai vandali" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/piscina-3.jpg" width="1400" height="935" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/piscina-3.jpg 1400w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/piscina-3-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/piscina-3-404x270.jpg 404w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/piscina-3-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13007" class="wp-caption-text">Cosenza &#8211; il complesso sportivo abbandonato all&#8217;incuria e ai vandali</figcaption></figure>
<p>Purtroppo &#8211; fanno notare i cattolici del Movimento NOI &#8211; continuiamo a costatare <strong>l’eccessiva distrazione</strong> di chi guarda avanti dimenticandosi di ciò che sta dietro, prima di progettare nuove opere, bisognerebbe valorizzare e difendere la testimonianza che ci rappresenta!<strong> </strong></p>
</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">
<figure id="attachment_13005" aria-describedby="caption-attachment-13005" style="width: 1400px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/piscina-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-13005" alt="Cosenza - il complesso sportivo abbandonato all'incuria e ai vandali" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/piscina-1.jpg" width="1400" height="928" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/piscina-1.jpg 1400w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/piscina-1-300x198.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/piscina-1-407x270.jpg 407w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/piscina-1-1024x678.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13005" class="wp-caption-text">Cosenza &#8211; il complesso sportivo abbandonato all&#8217;incuria e ai vandali &#8211; nella vasca una carcassa di animale</figcaption></figure>
<p><strong>Il Movimento NOI chiede immediata opera di bonifica</strong> e l’appalto per terminare un’opera pubblica che la città aspetta da sette lunghi anni. Chiediamo, altresì, a tutte le autorità di tutelare il bene pubblico anche da azioni che <strong>possono apparire ambigue come un sacrificio animale</strong> perpetrato all’interno dell’ormai sfumato centro sportivo polivalente.</p>
</div>
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		<title>Rai: Corte dei Conti, stop a inefficienze e sprechi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Jul 2017 18:05:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[corte dei conti]]></category>
		<category><![CDATA[inefficienze]]></category>
		<category><![CDATA[processo gestionale]]></category>
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					<description><![CDATA[La Rai deve attivare &#8220;ogni misura organizzativa, di processo e gestionale, idonea ad eliminare residue inefficienze e sprechi, proseguendo, laddove possibile e conveniente, nel percorso di internalizzazione delle attività e concentrando gli impegni finanziari sulle priorità effettivamente strategiche&#8221;, con decisioni di spesa &#8220;strettamente coerenti con il quadro di riferimento&#8221;. E&#8217; il monito della Corte dei [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_12501" aria-describedby="caption-attachment-12501" style="width: 700px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/statua-cavallo-ingresso-rai-roma.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-12501" alt="rai" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/statua-cavallo-ingresso-rai-roma.jpg" width="700" height="467" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/statua-cavallo-ingresso-rai-roma.jpg 700w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/statua-cavallo-ingresso-rai-roma-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/statua-cavallo-ingresso-rai-roma-404x270.jpg 404w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12501" class="wp-caption-text">La statua del cavallo morente all&#8217;ingresso della sede Rai di viale Mazzini, Roma Foto © Copyright ANSA</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">La <strong>Rai</strong> deve attivare &#8220;ogni misura organizzativa, di processo e gestionale, idonea ad eliminare residue inefficienze e sprechi, proseguendo, laddove possibile e conveniente, nel percorso di internalizzazione delle attività e concentrando gli impegni finanziari sulle priorità effettivamente strategiche&#8221;, con decisioni di spesa &#8220;strettamente coerenti con il quadro di riferimento&#8221;. E&#8217; il monito della Corte dei Conti nella Relazione sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria per l&#8217;esercizio 2015.</p>
<p style="text-align: justify;">La gestione della Rai e del gruppo &#8211; rileva la <strong>Corte dei Conti</strong> &#8211; ha registrato nel 2015 un miglioramento rispetto al precedente esercizio. La capogruppo chiude il bilancio con una perdita di 45,9 milioni di euro, in miglioramento rispetto al 2014 (-203,4 milioni). La struttura patrimoniale della società ha posto in evidenza un capitale proprio pari a 811,7 milioni, in diminuzione rispetto al 2014 (828,4 milioni). Il volume dei debiti finanziari verso banche ha registrato la consistenza di 51 milioni, mentre nel 2014 ammontava a 356 milioni. Il miglioramento &#8211; spiega la Corte &#8211; è solo apparente, essendo stato determinato dall&#8217;emissione obbligazionaria di 350 milioni del maggio 2015, operazione che ha permesso il rimborso anticipato di un finanziamento di 295 milioni di durata inferiore. I ricavi totali hanno subito una leggera flessione (-0,6% pari a 14,4 milioni), passando da 2.349,7 milioni nel 2014 a 2.335,3 milioni nel 2015. Le entrate da canone (1.588,1 milioni nel 2014 e 1.637,5 milioni nel 2015) sono cresciute del 3% (+49,4 milioni), mentre i proventi pubblicitari sono stati pari a 585,5 milioni, con una diminuzione di 10,7 (-1,8%) rispetto all&#8217;esercizio precedente. Sul versante opposto la capogruppo ha sopportato costi complessivi per 2.251,7 milioni che presentano, rispetto all&#8217;esercizio 2014, un calo di 77,3 milioni (-3,3%) dovuto soprattutto alla assenza di costi relativi ai grandi eventi sportivi tenuti nel 2014. Il costo del personale di Rai Spa ammonta a 888,3 milioni, in diminuzione rispetto al 2014 (913,8 milioni) di 25,5 milioni (-2,8%). Per quanto riguarda le risultanze del gruppo Rai, si registra una perdita di 25,6 milioni, in diminuzione rispetto a quella del 2014 (-175,8 milioni). Il capitale proprio del gruppo nel 2015 è stato pari a 492,8 milioni (499,8 milioni nel 2014), mentre i debiti finanziari verso banche si sono attestati in 171,1 milioni contro i 436,3 milioni del 2014. I ricavi totali hanno evidenziato invece un incremento di 3,9 milioni di euro (+0,2%) nei confronti del 2014, passando da 2.489,2 milioni a 2.493,1 milioni nel 2015 in relazione al peso crescente di Rai Com. Anche per il gruppo Rai i ricavi da pubblicità hanno registrato una flessione, pari a 14,6 milioni, rispetto al 2014 (-2.2%). I costi operativi, pari a 1.965,6 milioni, sono diminuiti di 107,6 milioni (-5,2%). Il costo del personale è risultato pari a 976,5 milioni, in contrazione rispetto al 2014 (1.001,1 milioni di euro) di 24,6 milioni (-2,5%).<br />
La Corte rileva anche come l&#8217;evoluzione tecnologica ponga &#8220;la questione dell&#8217;offerta della Rai agli utenti, da orientare verso il recupero degli ascolti delle reti generaliste e l&#8217;incremento di quelli relativi ai canali tematici&#8221;. Nella Relazione si cita anche la fiction, e la &#8220;necessità di coniugare le tematiche oggetto del racconto con l&#8217;esigenza di preservare adeguati livelli di share con investimenti che ne giustifichino la produzione in un contesto caratterizzato da un proficuo contenimento dei costi&#8221;. Nella prospettiva illustrata nel piano industriale della società, &#8220;dell&#8217;insorgenza, nell&#8217;immediato futuro, di gravi difficoltà per il perseguimento dell&#8217;equilibrio di bilancio, a causa soprattutto della prevista riduzione dei ricavi pubblicitari, la Rai &#8211; ricorda la Corte &#8211; ha posto in liquidazione o incorporato talune società controllate, trasferendo alle sue strutture le attività svolte dalle società soppresse&#8221;. Per le società controllate la Corte sottolinea &#8220;l&#8217;esigenza di una rigorosa verifica della loro attuale necessità nel contesto di un proficuo contributo delle stesse nel perseguimento degli interessi della capogruppo&#8221;.</p>
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		<item>
		<title>E&#8217; l&#8217;ideatrice della &#8220;Pubblicità Sostenibile&#8221;. Ora la seguono in tanti. Silvia Lanzafame candidata con Forza Cosenza per Occhiuto Sindaco</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2016/05/e-lideatrice-della-pubblicita-sostenibile-ora-la-seguono-in-tanti-silvia-lanzafame-candidata-con-forza-cosenza-per-occhiuto-sindaco/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 May 2016 14:08:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dalle Regioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[Si chiama Silvia Lanzafame la giovane Manager della Dieta Mediterranea, Sostenibilità Ambientale e Sicurezza Alimentare che ha ideato la &#8220;Pubblicità Sostenibile&#8221;, in occasione della sua campagna elettorale per le Amministrative di Cosenza. Si tratta di una forma di pubblicità che utilizza il mondo dei social network con la duplice finalità di lanciare messaggi positivi perché [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_10831" aria-describedby="caption-attachment-10831" style="width: 799px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sostenibilita-silvia-lanzafame.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-10831" alt="Da Sx: Silvia Lanzafame con la sua amica e Ester Falsetti" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sostenibilita-silvia-lanzafame.jpg" width="799" height="514" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sostenibilita-silvia-lanzafame.jpg 799w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sostenibilita-silvia-lanzafame-300x192.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sostenibilita-silvia-lanzafame-419x270.jpg 419w" sizes="auto, (max-width: 799px) 100vw, 799px" /></a><figcaption id="caption-attachment-10831" class="wp-caption-text">Da Sx: Silvia Lanzafame con la sua amica e Ester Falsetti</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Si chiama <strong>Silvia Lanzafame</strong> la giovane Manager della Dieta Mediterranea, Sostenibilità Ambientale e Sicurezza Alimentare che ha ideato la <strong>&#8220;Pubblicità Sostenibile&#8221;</strong>, in occasione della sua campagna elettorale per le Amministrative di Cosenza. Si tratta di una forma di pubblicità che utilizza il mondo dei social network con la duplice finalità di lanciare messaggi positivi perché possano essere condivisi e, contestualmente, sostenere in modo concreto l&#8217;Ambiente evitando sprechi e utilizzo di manifesti, colori e colle che abbondano in campagna elettorale e che finiscono per essere dannosi alla salute umana.</p>
<figure id="attachment_10819" aria-describedby="caption-attachment-10819" style="width: 949px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvia-lanzafame-4.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-10819" alt="La Pubblicità Sostenibile promossa da Silvia Lanzafame" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvia-lanzafame-4.jpg" width="949" height="850" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvia-lanzafame-4.jpg 949w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvia-lanzafame-4-300x268.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvia-lanzafame-4-301x270.jpg 301w" sizes="auto, (max-width: 949px) 100vw, 949px" /></a><figcaption id="caption-attachment-10819" class="wp-caption-text">La Pubblicità Sostenibile promossa da Silvia Lanzafame</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Silvia ha fotografato gli spazi di affissione resi disponibili dal Comune di Cosenza per le elezioni Amministrative e tramite Photoshop ha inserito al loro interno la grafica del suo ideale manifesto pubblicitario. Visto in rete, effettivamente, rende molto, ma non sporca e costa zero.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>MOLTI CONSIGLIERI STANNO ADOTTANDO LA PUBBLICITA&#8217; SOSTENIBILE IDEATA DA SILVIA LANZAFAME</strong><br />
Di positivo c&#8217;è che ora sono in molti ad adottare questa divertende forma di pubblicità sostenibile grazie alla quale si scatena la creatività rispettosa dell&#8217;Ambiente.</p>
<figure id="attachment_10816" aria-describedby="caption-attachment-10816" style="width: 850px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sostenibile.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-10816" alt="La Pubblicità Sostenibile promossa da Silvia Lanzafame" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sostenibile.jpg" width="850" height="765" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sostenibile.jpg 850w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sostenibile-300x270.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 850px) 100vw, 850px" /></a><figcaption id="caption-attachment-10816" class="wp-caption-text">La Pubblicità Sostenibile promossa da Silvia Lanzafame</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;"><strong>PIU&#8217; CHE IDEA LA SOSTENIBILITA&#8217; E&#8217; IL SUO &#8220;STILE DI VITA&#8221;</strong><br />
Silvia Lanzafame è una giovane economista allieva, tra gli altri, del noto Economista Agroalimentare <strong>Fausto Cantarelli </strong>fondatore dell&#8217;Accademia Alimentare Italiana dal quale afferma avere ereditato le idee chiare sul futuro alimentare, e ha dato vita anche al primo e-commerce esclusivamente dedicato agli Alimenti e Prodotti della Dieta Mediterranea, Patrimonio UNESCO (<a title="La Dieta Mediterranea italiana in Tavola" href="http://www.dietamediterraneashop.it" target="_blank">www.dietamediterraneashop.it</a>). &#8220;Se le acque che irrigano i campi sono contaminate anche il raccolto lo sarà &#8211; afferma la giovane candidata. E se noi consumiamo tonnellate di colla per attaccare manifesti, a vostro parere &#8211; continua Silvia Lanzafame &#8211; dove pensate che finiscano?&#8221;</p>
<figure id="attachment_10815" aria-describedby="caption-attachment-10815" style="width: 949px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvia3.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-10815" alt="La Pubblicità Sostenibile promossa da Silvia Lanzafame" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvia3.jpg" width="949" height="850" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvia3.jpg 949w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvia3-300x268.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvia3-301x270.jpg 301w" sizes="auto, (max-width: 949px) 100vw, 949px" /></a><figcaption id="caption-attachment-10815" class="wp-caption-text">La Pubblicità Sostenibile promossa da Silvia Lanzafame</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Da otto anni <strong>Silvia Lanzafame</strong> scopre di essere dislessica (come Tom Cruise, ndr.) e oggi, a 27 anni, è anche una paladina del volontariato e supporta centinaia di famiglie che hanno scoperto di avere bambini con disturbi dell&#8217;apprendimento (DSA). Anche in tal senso, ha programmi in corso. Figlia di Ecologa specializzata in geochimica dei fluidi,  possiamo dire che rispetta la tradizione e ne fa tesoro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>PUBBLICITA&#8217; SOSTENIBILE: UN PICCOLO GESTO PER UN GRANDE FUTURO</strong><br />
&#8220;Ridurre gli sprechi &#8211; ci comunica telefonicamente Silvia Lanzafame &#8211; è fondamentale in ogni settore e se per davvero desideriamo entrare nella nuova era della Sostenibilità Ambientale, dobbiamo attuarla partendo da piccoli gesti. So bene che in una campagna elettorale chi sporca la Città, mette manifesti ovunque e spreca tonnellate di colle, e inchiostri, per non parlare della carta, avrà maggiore visibilità, ma io sono giovane e per colpa degli sprechi non ho futuro insieme a milioni di altri giovani come me. So bene che perderò molte preferenze ma la mia vittoria per la lista di <strong>Forza Cosenza</strong> che vuole <strong>Mario Occhiuto Sindaco</strong>, sarà quella di essere stata coerente e di avere un programma.</p>
<figure id="attachment_10818" aria-describedby="caption-attachment-10818" style="width: 850px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvia-3.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-10818" alt="La Pubblicità Sostenibile promossa da Silvia Lanzafame" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvia-3.jpg" width="850" height="765" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvia-3.jpg 850w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvia-3-300x270.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 850px) 100vw, 850px" /></a><figcaption id="caption-attachment-10818" class="wp-caption-text">La Pubblicità Sostenibile promossa da Silvia Lanzafame</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Rispettare i Bambini e consegnare loro un futuro sostenibile è per me fondamentale. Questa sarà la mia vittoria più grande e l&#8217;inizio di un cammino che non si ferma alle amministrative poichè l&#8217;Italia non va così com&#8217;è e dobbiamo cambiarla. Vorrei &#8211; <strong>aggiunge Silvia Lanzafame</strong> &#8211; che i Diritti Umani venissero rispettati per davvero: il d<strong>iritto alla Cura, al Cibo Sano, all&#8217;Acqua potabile, all&#8217;Ambiente, allo Studio e alla Conoscenza,</strong> ad esempio. Vorrei che le persone venissero trattate con dignità. Al momento non posso fare più di ciò che faccio ma nel mio piccolo posso e faccio. La &#8220;Pubblicità Sostenibile&#8221; mi consente di avere un rapporto maturo con la Rete, con Internet e con il suo vero potere di cambiare le cose e sviluppare nuove economie. Ho molte idee in tal senso e appena Mario Occhiuto sarà Sindaco di Cosenza, ne parlerò perchè siano di tutti e la nostra Città di Cosenza, rispettosa dell&#8217;Essere Umano e della Natura&#8221;.</p>
<figure id="attachment_10817" aria-describedby="caption-attachment-10817" style="width: 949px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/iju.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-10817" alt="La Pubblicità Sostenibile promossa da Silvia Lanzafame" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/iju.jpg" width="949" height="850" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/iju.jpg 949w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/iju-300x268.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/iju-301x270.jpg 301w" sizes="auto, (max-width: 949px) 100vw, 949px" /></a><figcaption id="caption-attachment-10817" class="wp-caption-text">La Pubblicità Sostenibile promossa da Silvia Lanzafame</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Molto buone le premesse per la giovane Silvia Lanzafame che ad Ottobre 2015 presso la Camera dei Deputati è stata insignita dell&#8217;Attestazione di &#8220;Testimone dei Diritti Umani&#8221; a cura dell&#8217;INPEF &#8211; Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare, patrocinata dal Ministero degli Affari Esteri, Senato della Repubblica e Camera dei Deputati.</p>
<p style="text-align: justify;">Complimenti a Silvia Lanzafame e ai suoi collaboratori!</p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
					
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		<title>Indennità dei parlamentari e non solo.Tutta l’Italia firma: NO AGLI STIPENDI D&#8217;ORO</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2012/07/indennita-dei-parlamentari-e-non-solo-tutta-litalia-firma-no-agli-stipendi-doro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Jul 2012 21:43:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[il Parlamentare.it]]></category>
		<category><![CDATA[Parlamento]]></category>
		<category><![CDATA[PILITICI ITALIANI]]></category>
		<category><![CDATA[sprechi]]></category>
		<category><![CDATA[Stipendi Parlamentari]]></category>
		<category><![CDATA[Top News]]></category>
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					<description><![CDATA[Servizio Gruppo Comunicare Italia.it. Il tenore di vita in forte ribasso degli italiani nonché la povertà delle famiglie ha fatto sì stavolta che neanche il caldo torrido impedisse ai cittadini di firmare in numerosissimi il referendum ad esempio circa l’abrogazione parziale e totale della legge per le indennità parlamentari. I cittadini italiani sono stanchi degli [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a class="lightbox" title="Il-Parlamento-Italiano" href="https://ilparlamentare.it/?attachment_id=4858"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-4858" title="Il-Parlamento-Italiano" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Il-Parlamento-Italiano1.jpg" alt="" width="469" height="278" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Il-Parlamento-Italiano1.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Il-Parlamento-Italiano1-300x177.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Il-Parlamento-Italiano1-455x270.jpg 455w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a>Servizio Gruppo Comunicare Italia.it.</strong> Il tenore di vita in forte ribasso degli italiani nonché la povertà delle famiglie ha fatto sì stavolta che neanche il caldo torrido impedisse ai cittadini di firmare in numerosissimi il referendum ad esempio circa l’abrogazione parziale e totale della legge per le indennità parlamentari. I cittadini italiani sono stanchi degli stipendi d’oro di chi ha governato pochi anni di contro ai sacrifici giornalieri che le famiglie sono chiamate sempre più a sostenere e, come minimo, in proporzione al numero di decenni che taluni cittadini, tra gli altri, hanno speso lavorando presso aziende o pubblica amministrazione per ottenere la pensione, spesso imparagonabile agli sforzi di attività. Attesi anche i provvedimenti persino verso i dipendenti della pubblica amministrazione.</p>
<p>Tutti i cittadini italiani, infatti, possono aderire e siglare alcuni referendum indetti da diversi comitati, anche con modalità differenziata da territorio a territorio ma contribuendo al raggiungimento del quorum.</p>
<p>Il Gruppo Comunicare Italia, considerata l’informazione poco chiara che circola in rete e tra le istituzioni circa tali referendum e quesiti, rende noto nelle linee essenziali le opportunità di adesione ed i contenuti, affinchè le possibilità di partecipazione del cittadino alla vita del Paese sia più democratica.</p>
<p>Siamo partiti nella nostra inchiesta prendendo come unità di misura la capitale, Roma, e alcuni municipi.</p>
<p>Si precisa che al Gruppo Comunicare Italia, occupandosi di informazione etica e corretta in rete, non interessa la natura politica, se così è, dei comitati o dei cittadini che l’hanno composti, essendo il Gruppo di proprietà della Fondazione Paolo di Tarso, apartitico e apolitico, ma il valore dei referendum, la possibilità di partecipazione dei cittadini italiani, il contenuto dei quesiti, la data di scadenza per dare voce agli italiani ed al loro desiderio di migliorare il nostro Paese e le condizioni di vita delle famiglie nella nostra florida terra.</p>
<p><strong> </strong><strong>Primo referendum. Quesito: “Per l’abrogazione della legge 31 ottobre 1965, n. 1261 sulla determinazione delle indennità spettanti ai membri del Parlamento”. Firma entro il 26 luglio 2012.</strong></p>
<p>E’ partita la raccolta firme per il referendum (abrogazione art. 2 – legge 1261 del 1965) per tagliare gli stipendi d’oro dei parlamentari. Ogni cittadino può firmare presso l’Ufficio Elettorale del Comune di residenza entro il 26 luglio per raccogliere almeno 500.000 firme su territorio nazionale.</p>
<p>In maniera informale si ritiene che la scadenza di tale referendum venga prorogata eppure i cittadini hanno letteralmente sgomitato per avere i moduli, che addirittura, stanno finendo nei municipi per l’abbondanza delle richieste di firma.</p>
<p>L’iniziativa di cui si parla poco o con coordinate variegate è stata annunciata dalla Gazzetta Ufficiale del 20-4-2012 n. 93 e corretta nella Gazzetta Ufficiale del 26-4-2012 n. 97 e ancora nella Gazzetta Ufficiale del 28-4-2012 n. 99.</p>
<p>“I sottoscritti cittadini italiani richiedono referendum popolare abrogativo – ai sensi dell’art. 75 della Costituzione e in applicazione della legge 25 maggio 1970, n. 352, sul seguente quesito: ‘Volete voi che sia abrogato l’art. 2 della legge 31 ottobre 1965, n. 1261, determinazione dell’indennità spettante ai membri del Parlamento, pubblicata sulla G.U. del 20 novembre 1965, n. 290?”.</p>
<p>“I sottoscritti firmatari sono informati ai sensi dell’art. 13 decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (in materia di protezione dei dati personali), che i promotori della sottoscrizione, di cui alla G.U. del 20-4-2012 n. 93 e corretta Gazzetta Ufficiale del 26-4-2012 n. 97 e ancora nella Gazzetta Ufficiale del 28-4-2012 n. 99, con sede in via Aurelia 145 – 00165, Roma, sono titolari dei dati compresi in questa dichiarazione. Sono altresì informati che tali dati saranno utilizzati per le sole finalità proprie del referendum di cui al quesito sopra descritto, secondo modalità a ciò strettamente collegate. Sono altresì informati della facoltà di esercitare i diritti previsti dagli articoli 7,8,9,10 del decreto legislativo del 30 giugno 2003, n. 196”.</p>
<p>Una parte di questo testo, corretto, circola in rete ad opera dell’Unione Popolare, il Movimento promotore referendum per le indennità parlamentari.</p>
<p><strong>Secondo referendum. “Per l’abrogazione parziale della legge 31 ottobre 1965, n. 1261 sulla determinazione delle indennità spettanti ai membri del Parlamento”. Firma prorogata al 20 agosto 2012.</strong></p>
<p><strong></strong>Al Movimento dell’Unione Popolare (Via Aurelia 145, 00165, tel. 06.6390095) fa riferimento un’altra possibilità: firmare il referendum circa “l’abrogazione parziale della legge 31 ottobre 1965, n. 1261 sulla determinazione delle indennità spettanti ai membri del Parlamento”, iniziativa annunciata sulla Gazzetta Ufficiale n. 96 del 24/04/2012.</p>
<p>“I sottoscritti cittadini italiani richiedono referendum popolare abrogativo ai sensi dell’Art. 75 della Costituzione e in applicazione della legge 25 maggio 1970, n. 352 e successive modifiche ed integrazioni sul seguente quesito: “Abrogazione parziale della legge 31 ottobre 1965, n. 1261 sulla determinazione delle indennità spettanti ai membri del Parlamento”. Volete voi che sia abrogata la legge 31 ottobre 1965, n. 1261, determinazione della indennità spettante ai membri del Parlamento, limitatamente alle seguenti parti?: Art. 1, comma 1, limitatamente alle parole: “1. Comprensive anche del rimborso di spese di segreteria e di rappresentanza”. Art. 2, comma 1, limitatamente alle parole: “1. Ai membri del Parlamento è corrisposta inoltre una diaria a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma”. Art. 2, comma 2, limitatamente alle parole: “2, Gli Uffici di Presidenza delle due Camere ne determinano l’ammontare sulla base di 15 giorni di presenza per ogni mese ed in misura non superiore all’indennità di missione giornaliera prevista per i magistrati con funzioni di presidente di Sezione della Corte di cassazione ed equiparate”. Art.3, comma 4, limitatamente alle parole: “4. Restano in ogni caso escluse dal divieto di cumulo le indennità per partecipazione a Commissioni giudicatrici di concorso, a missioni, a Commissioni di studio e a Commissioni di inchiesta”. Art. 4, comma 2, unitamente alle parole: “Qualora il loro trattamento netto di attività, escluse le quote in aggiunta di famiglia, risulti superiore ai quattro decimi dell’ammontare dell’indennità parlamentare, detratti i contributi per la Cassa di previdenza per i Parlamentari della Repubblica e detratte altresì l’imposta unica sostitutiva di quelle di ricchezza mobile, complementare e relative addizionali e l’imposta sostitutiva dell’imposta di famiglia, è loro corrisposta, a carico dell’Amministrazione presso cui erano in servizio al momento del collocamento in aspettativa, la parte eccedente”. Art. 4, comma 3, limitatamente alle parole “3. Sono comunque sempre corrisposte dall’Amministrazione le quote di aggiunta di famiglia”. Art. 4, comma 4, limitatamente alle parole: “4, se non per anzianità”. Art. 4, comma 5, limitatamente alle parole: “5, Allo stesso sono regolarmente attribuiti, alla scadenza normale, gli aumenti periodici di stipendio”. Art. 4 comma 7, limitatamente alle parole: “7. Il periodo trascorso in aspettativa  per mandato parlamentare è considerato a tutti gli effetti periodo di attività di servizio e computato per intero ai fini della progressione in carriera, dell’attribuzione degli aumenti periodici di stipendio e del trattamento di quiescenza e di previdenza”. Art. 4, comma 8, limitatamente alle parole. “8 Durante tale periodo il dipendente conserva inoltre per sé e per i propri familiari a carico, il diritto all’assistenza sanitaria e alle altre forme di assicurazione  previdenziale di cui avrebbe fruito se avesse effettivamente prestato servizio”. Art. 5, comma 3, limitatamente alle parole: “3, L’indennità mensile e la diaria  per il rimborso spese di soggiorno prevista  dall’art. 2 sono esenti da ogni tributo e non possono comunque essere computate  agli effetti dell’accertamento del reddito imponibile e della determinazione dell’aliquota per qualsiasi imposta o tributo dovuti sia allo Stato che ad altri Enti, o a qualsiasi altro effetto”. Art. 5, comma 4, limitatamente alle parole: “4. L’indennità mensile e la diaria non possono essere sequestrate o pignorate”.</p>
<p><strong>Dall’Ufficio Protocollo del Segretariato Generale di Roma Capitale</strong> risulta che la data di scadenza dell’abrogazione parziale delle indennità dei membri del Parlamento sia stata prorogata ufficialmente al 20 agosto.</p>
<p>Secondo le informazioni del medesimo Ufficio <strong>i cittadini italiani possono votare nella città di residenza e relativi municipi ma anche in altre città d’Italia</strong>, ove poi il Comune invierà e provvederà a far unificare i dati. Pertanto chi si trova in vacanza o al di fuori del proprio luogo di residenza e di competenza elettorale si informi per firmare presso il comune della città in cui si trova, con le opzioni date da quella città, semplicemente con un documento di riconoscimento.</p>
<p><strong> </strong><strong>A Roma</strong> è possibile votare nei municipi, ciascuno con orari diversi da verificare anche sul siti istituzionale di ciascuna circoscrizione, <a href="http://www.comune.roma.it/">www.comune.roma.it</a>,  o telefonando e <strong>nell’Ufficio Protocollo del Segretariato Generale di Roma Capitale</strong>, dove vengono vidimati e depositati gli atti, <strong>in Via del Campidoglio 1, tel. 06.67103045, in questo caso tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 17.00</strong>.</p>
<p><strong>A Roma</strong> i cittadini possono anche richiedere altri <strong>8 referendum</strong> specificati sul sito www.romasimuove.it, su certificazione degli uffici di Roma Capitale, come da numero info 06.06.06, e recarsi a firmare nei municipi ed all’ufficio protocollo con le stesse modalità, per il raggiungimento del quorum di 50.000 firme affinchè “Roma si muova” e cambi su iniziativa di diversi comitati. Telefonare anche per questi 8 referendum come da informazione Ufficio Protocollo Roma Capitale allo 06.67104659.</p>
<p><strong>Regione Lazio. Primo referendum. Nella Regione Lazio</strong> sono stati promossi <strong>referendum</strong> <strong>“Per l’abrogazione delle norme che prevedono l’Istituto del vitalizio per i Consiglieri e gli Assessori della Regione Lazio (L.R. 16.03.1973, n. 7)”. Scadenza firme 5 settembre 2012.</strong> <strong>Quesito:</strong> “Volete che siano abrogati gli articoli 6,7,10,11,12,13,14,16,17,18,19,20,21,22,23,24,25 della legge regionale 16 marzo 1973, n. 7, recante ‘Determinazione delle indennità, rimborsi spese e norme sulla previdenza dei Consiglieri della Regione Lazio?”.</p>
<p><strong>Regione Lazio. Secondo referendum. “Per l’abrogazione delle norme che prevedono l’istituto del vitalizio per i consiglieri e gli assessori della Regione Lazio (L.R. 2.05.1995, n. 19). Scadenza firme 5 settembre 2012. </strong>Quesito: ‘Volete che siano abrogati gli articoli 1, comma 1, limitatamente alla lettera d); 6, commi 1-1-bis e 3, limitatamente alle parole’ nella misura di cui ai commi 1 e 2 del presente articolo’ e alle parole ‘ dell’assegno vitalizio e’; 8; 9; 10, limitatamente ai commi 1,1 bis, 2,3,4, nonché 5, limitatamente alle parole ‘e dell’assegno vitalizio’; 11;12;13;14 della legge regionale 2 maggio 1995, n. 19, recante ‘Disposizioni in materia di indennità dei consiglieri regionali’?</p>
<p>E’ possibile siglare <strong>altri referendum</strong> tra cui <strong>il quorum 0 per più democrazia</strong> che scade <strong>il 14 agosto</strong> o <strong>un referendum sull’acqua</strong> che di fatto è <strong>una firma alla privatizzazione dell’acqua.</strong></p>
<p>Senza polemica bensì a titolo squisitamente informativo, ogni firma merita di essere promossa se indispensabile contro gli eccessi, gli sprechi, la povertà degli italiani e gli italiani pare proprio che lo abbiano capito, con tutto il rispetto delle Istituzioni che rappresentano i cittadini, in cui bisogna continuare a credere, e che sponte dovrebbero essere le prime, con opzione legislativa apposita e idonea, a tirarsi indietro a beneficio della collettività che le ha delegate.</p>
<p>Ricordiamo che i referendum con raccolta di firma (L.352/70) è un diritto sancito dall’art. 75 della Costituzione e non può essere per questo oggetto di limitazione da parte di alcuno.</p>
<p>Grazie alle idee oggettive, a coloro che le hanno, a tutti e a tutti i volontari che credono nel bene dell’Italia e che proseguono a lavorare, ciascuno al loro posto, con tutte le loro capacità e competenza professionale, con intelligenza, con sano desiderio di cambiare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A cura di Viviana Normando</p>
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		<title>Grandi stipendi pessimi risultati. Per i nostri Manager la crisi finiva nel 2010</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 17:12:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[crisi finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[Manager]]></category>
		<category><![CDATA[speco finanziario]]></category>
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					<description><![CDATA[Per i patron delle grandi aziende europee, e per i loro stipendi, la crisi nel 2010 era già finita, con buona pace dello spettro della recessione che aleggiava sull’Europa e dell’allarme di Ocse eFmi sulla disoccupazione. Mentre in ItaliaNapolitano già evocava i “sacrifici necessari” e Confindustria battagliava con i sindacati sul “rigore necessario alla crescita” che diventerà un anno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_3981" aria-describedby="caption-attachment-3981" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/2012/02/grandi-stipendi-pessimi-risultati-per-i-nostri-manager-la-crisi-finiva-nel-2010/economia-11/" rel="attachment wp-att-3981"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-3981" title="economia" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/economia5.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/economia5.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/economia5-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/economia5-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-3981" class="wp-caption-text">I manager italiani: i più pagati</figcaption></figure>
<p>Per i patron delle grandi aziende europee, e per i loro stipendi, la crisi nel 2010 era già finita, con buona pace dello spettro della recessione che aleggiava sull’Europa e dell’allarme di <strong>Ocse </strong>e<strong>Fmi </strong>sulla disoccupazione. Mentre in Italia<strong>Napolitano</strong> già evocava i “sacrifici necessari” e Confindustria battagliava con i sindacati sul “rigore necessario alla crescita” che diventerà un anno dopo il mantra del presidente Monti, gli amministratori delegati delle <strong>367</strong> principali società quotate in Borsa del Vecchio continente hanno guadagnato, in media, <strong>3,928 milioni </strong>di euro ciascuno. Tutto compreso: salario fisso, bonus e premi di risultato, compensi in azioni e stock options, e benefici di varia natura. Senza calcolare gli accordi previdenziali complementari, impossibili da quantificare con precisione a causa della scarsa trasparenza dei resoconti societari sull’argomento.</p>
<p>Basta, dunque, con le rinunce ai bonus e gli stipendi simbolicamente ridotti all’osso: ad appena due anni dall’inizio della crisi, i grandi capi delle aziende europee sono tornati a guadagnare quanto prima, se non di più, nonostante l’economia fosse sull’orlo di un nuovo baratro. Nel 2010, mentre il Pil dell’area Ocse (i 34 Paesi occidentali ad economia più sviluppata) cresceva del <strong>2,8%</strong>, e quello dell’eurozona appena dell’<strong>1,7%</strong>, i loro compensi si involavano del <strong>20%</strong> in Svizzera, del <strong>22%</strong>in Germania e addirittura del <strong>34% </strong>in Francia. Dove, nello stesso anno, i lavoratori a salario minimo garantito si sono dovuti accontentare di un aumento per adeguamento all’inflazione dell’<strong>1,7</strong>%.</p>
<p lang="it-IT">La palma dei più pagati se la sono però assicurata i <em>chief executive officer</em> britannici, che secondo i calcoli del network <strong>Ecgs</strong> (che raggruppa una serie di società di consulenza e ricerca indipendenti, tra cui l’italiana Frontis governance) hanno totalizzato una retribuzione media pro-capite di 6,08 milioni di euro, beneficiando di un cambio favorevole alla sterlina ma soprattutto di un’impennata di bonus e stock options, le cosiddette componenti variabili. Congelate durante la crisi per placare le ire di azionisti e risparmiatori, nonché dei governi costretti a ricapitalizzare banche e assicurazioni sull’orlo del fallimento, nel 2010 sono tornate a fare la parte del leone negli stipendi dei top manager d’Oltremanica, fruttando a ciascuno oltre 5 milioni di euro.</p>
<p lang="it-IT">Appena sotto gli inglesi, sul secondo gradino del podio, si sono accomodati gli amministratori delegati nostrani, con un compenso medio da <strong>5,48 milioni</strong>. Composto da 2,11 milioni di euro di retribuzione variabile tra denaro e azioni e 1,8 milioni di benefit vari (vantaggi in natura, gettoni di presenza e altre forme di compenso legate a elementi straordinari, come il completamento di operazioni finanziarie), da aggiungere a un principesco stipendio fisso: quasi 1 milione e 700 mila euro l’anno, il più elevato d’Europa. Eppure, nelle classifiche Ocse del 2010 sul livello dei salari l’Italia era ben più in giù del primo posto: ventiduesima su 31, appena davanti alla Grecia, con una retribuzione media netta per un single senza figli a carico di <strong>25.155 dollari</strong>, quasi 5.000 in meno della media della zona euro.</p>
<p lang="it-IT">L’exploit dei patron italici è però ancora più stupefacente se si esamina un’altra classifica, quella delle retribuzioni individuali del 2010. Qui due nostri concittadini, nomi più che noti dell’alta finanza tricolore, hanno infatti conquistato prima e seconda piazza, infliggendo agli inseguitori un distacco di tutto rispetto. Medaglia d’oro per <strong>Alessandro Profumo</strong>, che grazie alla buonuscita da <strong>38 milioni </strong>versatagli da <strong>Unicredit </strong>ha visto la sua retribuzione sfondare il tetto dei 40 milioni di euro. Eppure, per l’istituto di piazza Cordusio il 2010 non era stato un buon anno: i ricavi erano calati, soprattutto nel trading, gli utili avevano fatto uno scivolone verso il basso di oltre il <strong>22% </strong>e la filiale di risparmio gestito Pioneer, esperta in derivati, era stata messa in vendita. Gli azionisti si erano quindi dovuti accontentare di un dividendo da 3 centesimi, con la promessa, formulata dal successore di Profumo, Federico Ghizzoni, di un 2011 più fruttuoso. Promessa non mantenuta, dato che l’anno scorso il gruppo è stato travolto dalla crisi del debito nella zona euro, ha azzerato i dividendi e annunciato il taglio di oltre 5.000 dipendenti.</p>
<p lang="it-IT">Il secondo posto se l’è aggiudicato invece <strong>Sergio Marchionne</strong>, numero uno del gruppo Fiat, con<strong>22,97</strong> <strong>milioni</strong> di euro di retribuzione annuale 2010. Stavolta, a pesare non sono bonus o buonuscita, ma il salario fisso, più che generoso: 3,473 milioni di euro, oltre 98 volte lo stipendio annuale medio di uno degli oltre 135mila dipendenti del gruppo torinese. Incassato senza battere ciglio, mentre a <strong>Mirafiori</strong> si susseguivano i periodi di <strong>cassa integrazione</strong>: 420 operai della costruzione stampi e 900 delle presse tra marzo e aprile, 2.500 addetti delle linee di Idea, Musa e Punto tra maggio e giugno, di nuovo 800 delle presse a ottobre, e così via.</p>
<p lang="it-IT">La top ten torna poi a parlare italiano qualche passo più in giù, al 5° posto, dove siede il bresciano<strong>Vittorio Colao</strong>, Ceo della britannica <strong>Vodafone</strong>, con un compenso da <strong>18,126 milioni</strong> di euro. All’ottavo posto, invece, un altro banchiere, stavolta spagnolo: <strong>Alfredo Saenz Abad</strong>, del <strong>Banco Santander</strong>, che nell’esercizio 2010 ha intascato <strong>12,61 milioni</strong> di euro, con un salario fisso che batte tutti gli altri con oltre 3,7 milioni. Cifra considerevole, che lo avrà certo aiutato a consolarsi per i guai con la giustizia che lo hanno travolto a inizio 2011: accusato di aver consentito la presentazione di una denuncia fasulla contro dei clienti, ai tempi in cui era il numero uno di<strong>Banesto</strong>, è stato condannato dal tribunale supremo di Madrid a tre mesi con la condizionale, più un’ammenda e l’interdizione dalla professione. Pena successivamente ‘indultata’ e convertita in sanzione pecuniaria dal governo Zapatero, tra l’indignazione generale di stampa e opinione pubblica iberica.</p>
<p lang="it-IT">Ma come arrivano i top manager a mettere insieme compensi tanto elevati anche in periodo di crisi? Tutta colpa, spiegano gli esperti di Ecgs, dalla mancanza di controllo degli azionisti sui criteri con cui vengono calcolate le retribuzioni. Nella maggior parte dei Paesi europei, infatti, le aziende quotate non sono obbligate a farli ratificare dall’assemblea generale, ma sono solo tenuti a renderli pubblici nel proprio rapporto annuale. Se così non fosse, la situazione sarebbe forse diversa: quando è stato permesso loro di votare, infatti, gli azionisti si sono generalmente espressi contro i sistemi di calcolo dei compensi proposti dai cda, soprattutto quando si trattava di buonuscite per consiglieri a fine mandato e piani di attribuzione gratuita di azioni ai primi dirigenti.</p>
<p lang="it-IT"><strong>di Elena Fiorentino</strong></p>
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