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	<title>Siria &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Mattarella a Putin: &#8220;Registriamo con soddisfazione un dialogo Bilaterale Positivo e Produttivo&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[eleonora]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Apr 2017 16:49:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, in visita ufficiale nella Federazione Russa, è stato ricevuto al Palazzo del Senato del Cremlino dal Presidente Vladimir Vladimirovič Putin. I due Capi di Stato hanno avuto un colloquio, allargato alle delegazioni ufficiali, al termine del quale hanno rilasciato dichiarazioni alla stampa. Il Presidente Mattarella è accompagnato dal Sottosegretario di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_12152" aria-describedby="caption-attachment-12152" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mattarella-putin.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-12152" alt="mattarella e putin" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mattarella-putin.jpg" width="1000" height="600" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mattarella-putin.jpg 1000w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mattarella-putin-300x180.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mattarella-putin-450x270.jpg 450w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12152" class="wp-caption-text">ll Presidente Russo Vladimir Putin accoglie il capo dello Stato Sergio Mattarella</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Il Presidente della Repubblica Italiana, <strong>Sergio Mattarella</strong>, in visita ufficiale nella <strong>Federazione Russa</strong>, è stato ricevuto al <strong>Palazzo del Senato del Cremlino</strong> dal Presidente <strong>Vladimir Vladimirovič Putin</strong>. I due Capi di Stato hanno avuto un colloquio, allargato alle delegazioni ufficiali, al termine del quale hanno rilasciato dichiarazioni alla stampa. Il Presidente Mattarella è accompagnato dal <strong>Sottosegretario di Stato</strong> agli <strong>Affari Esteri</strong> e alla <strong>Cooperazione Internazionale</strong>, <strong>Vincenzo Amendola</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>L&#8217;amicizia tra Russia e Italia è un&#8217;amicizia solida</em>&#8221; <em>e nonostante le tante difficoltà nelle relazioni internazionali &#8220;è rimasta molto forte&#8221; e si può lavorare ancora per rafforzarla</em> &#8211; ha affermato il presidente Sergio Mattarella parlando a Mosca nei locali dell&#8217;ambasciata italiana poco prima di incontrare al Cremlino il presidente Vladimir Putin. Nessun intoppo questa volta al Cremlino. Vladimir Putin, che nella sua lunga carriera da statista ha collezionato spettacolari ritardi nei suoi incontri con i leader di mezzo mondo, con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha spaccato il minuto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Medio Oriente, Siria, Ucraina e la situazione delle attuali relazioni tra Russia e Ue.</strong> Questi i temi al centro dell&#8217;incontro tra i due capi di Stato.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>Sono felice di poterla accogliere la Cremlino, noi stessi viviamo un tempo non facile, ma spero veramente che la sua visita dia un impulso positivo e che riusciremo a superare tutti gli ostacoli e le divergenze che ci sono</em>”, ha dichiarato Putin accogliendo il capo dello Stato italiano, “<em>L’Italia è un importante partner della Russia</em>”. Putin ha ribadito che è &#8220;interesse comune&#8221; ristabilire i rapporti tra Russia e Ue su base &#8220;paritaria&#8221;. E, a sua detta, la visita di Mattarella, che ha rinnovato le condoglianze per l’attentato di San Pietroburgo, contribuirà a far &#8220;progredire la cooperazione fra la Russia e l&#8217;Italia&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra gli argomenti in agenda, anche i rapporti economici tra le due nazioni, rimasti saldi nonostante le reciproche sanzioni economiche varate in seguito all’annessione russa della Crimea. Sanzioni che, secondo una stima di Coldiretti, hanno pesato per 10 miliardi solo sull’export agroalimentare. “L&#8217;Italia è un partner buono e affidabile, purtroppo il nostro interscambio è crollato, ma nonostante questo c&#8217;e&#8217; una tendenza positiva&#8221; perché all&#8217;inizio del 2017 &#8220;si e&#8217; verificata una crescita dell&#8217;interscambio di oltre il 33%&#8221;, ha aggiunto Putin, rimarcando le &#8220;relazioni profonde&#8221; tra i due Paesi anche nel &#8220;settore culturale e umanitario&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il punto più delicato del colloquio ha riguardato il conflitto siriano</strong>. Proprio nella stessa giornata il segretario di Stato americano, <strong>Rex Tillerson</strong>, vedrà il suo omologo russo, <strong>Sergei Lavrov</strong>, ed è risoluto nel chiedere a Mosca di staccarsi da Assad, che gli Usa accusano di essere responsabile dell’attacco chimico avvenuto a Idlib, ancora controllata dai ribelli islamisti. Putin chiede all’Onu di avviare un’indagine sulla vicenda e definisce la strage una provocazione destinata a ripetersi. Il presidente russo paragona la vicenda agli eventi del 2003 quando gli Stati Uniti con le &#8220;presunte armi chimiche&#8221; scoperte al regime di Saddam Hussein &#8220;<em>hanno iniziato la campagna in Iraq che ha provocato la distruzione del paese e la conseguente nascita dello Stato islamico. Abbiamo già visto tutto</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<em>L&#8217;uso di armi chimiche è inaccettabile</em>&#8220;, ha affermato da parte sua il presidente della Repubblica Italiana Mattarella, dopo il colloquio, “<em>auspichiamo che Mosca e gli altri attori si attivino perché non si ripetano attacchi simili</em>&#8220;. Quanto accaduto in Siria &#8220;dimostra l&#8217;urgente esigenza di trovare soluzioni condivise alla crisi, con un dialogo a molteplici livelli tra parti siriane contrapposte ed attori internazionali”, ha aggiunto Mattarella,<strong> “serve una soluzione politica sostenibile sotto l&#8217;egida dell&#8217;Onu&#8221;</strong> ha proseguito il Capo dello Stato per il quale servono &#8220;sforzi comuni&#8221; per superare l&#8217;attuale situazione.<br />
Mattarella ha poi affermato che è &#8220;<em>fondamentale il principio dell&#8217;accertamento delle responsabilità delle violazioni più gravi e del loro perseguimento&#8221;</em>. &#8220;<em>Ci auguriamo che quanto avvenuto solleciti con immediatezza tutti gli attori della crisi, particolarmente i più autorevoli, a mettere in campo sforzi comuni per superare l&#8217;attuale, intollerabile, situazione. L&#8217;Italia</em> &#8211; ha assicurato il capo dello Stato &#8211; <em>è pronta a fare la sua parte, sia nel quadro dell&#8217;importante sforzo portato avanti dall&#8217;Unione Europea</em> &#8211; di cui la conferenza di Bruxelles rappresenta uno sviluppo incoraggiante &#8211; <em>sia in seno al Consiglio di Sicurezza dell&#8217;Onu</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Alla crisi in Libia</strong> &#8220;non esiste una soluzione militare &#8220;, ha ribadito Mattarella, affermando la necessità di uno sforzo di dialogo di tutte le parti, pur da posizioni di partenza diverse:  &#8220;<em>L&#8217;Italia è convinta che non esista una soluzione militare alla crisi e che l&#8217;Accordo di Skhirat e la conseguente, unanime risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell&#8217;Onu costituiscano la cornice legittima per una soluzione politica. Contiamo sull&#8217;atteggiamento costruttivo da parte di Mosca e sulla piena comprensione della grande importanza che per l&#8217;Italia riveste la stabilizzazione della Libia stessa e di tutto il Mediterraneo</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">A proposito del conflitto in Ucraina, Mattarella ha espresso la forte preoccupazione dell’Italia “per l&#8217;assenza di sviluppi significativi sul terreno e di evoluzioni positive sul piano politico”. “Riteniamo che nessuno, non la Russia, non l&#8217;Europa, né l&#8217;Ucraina trarrebbero beneficio da una situazione di prolungata instabilità al cuore del continente&#8221;, ha dichiarato, confermando la fiducia negli <strong>Accordi di Minsk</strong>, &#8220;auspichiamo che la Russia eserciti tutta la propria influenza per il consolidamento del cessate-il-fuoco, per una rapida de-escalation e per la stabilizzazione del Paese, richiesta che rivolgiamo a tutti gli attori di quel teatro di crisi&#8221;.</p>
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<p style="text-align: justify;">
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		<title>La portaerei russa verso il Mediterraneo che preoccupa la Nato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Oct 2016 20:05:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[marina militare russa]]></category>
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					<description><![CDATA[Il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg si è detto preoccupato che il contingente militare della portaerei russa &#8220;Ammiraglio Kuznetsov&#8221; diretta verso laSiria possa unirsi agli attacchi sulla città di Aleppo. &#8220;Siamo preoccupati che la squadra navale della portaerei possa sostenere le operazioni militari in Siria, aumentando le sofferenze della popolazione&#8221;, ha dichiarato citando Aleppo. La portaerei [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_11317" aria-describedby="caption-attachment-11317" style="width: 799px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/portaerea-La-portaerei-russa-verso-il-Mediterraneo-che-preoccupa-la-Nato.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-11317" alt="La Portaerei russa &quot;Ammiraglio Kuznetsov&quot;" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/portaerea-La-portaerei-russa-verso-il-Mediterraneo-che-preoccupa-la-Nato.jpg" width="799" height="499" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/portaerea-La-portaerei-russa-verso-il-Mediterraneo-che-preoccupa-la-Nato.jpg 799w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/portaerea-La-portaerei-russa-verso-il-Mediterraneo-che-preoccupa-la-Nato-300x187.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/portaerea-La-portaerei-russa-verso-il-Mediterraneo-che-preoccupa-la-Nato-432x270.jpg 432w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11317" class="wp-caption-text">La Portaerei russa &#8220;Ammiraglio Kuznetsov&#8221;</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg</strong> si è detto preoccupato che il contingente militare della portaerei russa &#8220;<strong>Ammiraglio Kuznetsov</strong>&#8221; diretta verso la<strong>Siria</strong> possa unirsi agli attacchi sulla città di Aleppo. &#8220;Siamo preoccupati che la squadra navale della portaerei possa sostenere le operazioni militari in Siria, aumentando le sofferenze della popolazione&#8221;, ha dichiarato citando Aleppo. La portaerei russa &#8220;Ammiraglio Kuznetsov&#8221; è salpata il 15 ottobre per il Mar Mediterraneo, dove le unità navali russe sono impegnate nel supporto dei raid aerei contro i ribelli siriani.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La portaerei è scortata da un incrociatore, un cacciatorpediniere e alcune unità antisommergibile</strong>; per la &#8220;Kuznetsov&#8221; &#8211; l&#8217;unica portaerei della Marina militare russa, di stanza nella base di Murmasnk &#8211; si tratta della prima missione dopo le recenti operazioni di ammodernamento. La portaerei è transitata nei giorni scorsi davanti alle coste norvegesi e oggi, secondo il Daily Mail, era diretta allo stretto di Dover. Asca</p>
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		<title>Aleppo: i bambini pagano la follia umana. Uccisi in 4.500. Le immagini di Omran entrano nel mondo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Aug 2016 18:56:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[aleppo]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[cnn]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Gallo]]></category>
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					<description><![CDATA[Introduzione di Fabio Gallo/ Il suo nome è Omran Daqneesh. La sua immagine insanguinata e coperta di polvere sta facendo il giro del mondo. Un volontario lo ha estratto dalle macerie, immediatamente dopo l’ultimo dei tanti bombardamenti e lui, piccolo e cosciente, è seduto in silenzio in ambulanza in attesa di aiuto. L’immagine di questo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_11133" aria-describedby="caption-attachment-11133" style="width: 762px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/aleppo.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-11133" alt="aleppo, omran, guerra" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/aleppo.jpg" width="762" height="422" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/aleppo.jpg 762w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/aleppo-300x166.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/aleppo-480x265.jpg 480w" sizes="(max-width: 762px) 100vw, 762px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11133" class="wp-caption-text">Aleppo: il piccolo Omran</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">Introduzione di Fabio Gallo/</p>
<p style="text-align: justify;">Il suo nome è <b>Omran Daqneesh.</b> La sua immagine insanguinata e coperta di polvere sta facendo il giro del mondo. Un volontario lo ha estratto dalle macerie, immediatamente dopo l’ultimo dei tanti bombardamenti e lui, piccolo e cosciente, è seduto in silenzio in ambulanza in attesa di aiuto. L’immagine di questo bambino <strong>è un nuovo monito al mondo</strong> e alla sua indifferenza rispetto alla guerra in Siria. Ma di cosa stiamo parlando? Parliamo di morte, della morte di migliaia di bambini. <b>Ad oggi sono 4.500 solo ad Aleppo,</b> nel nord della Siria. Dalla storia del mondo abbiamo imparato che quando il Mediterraneo è in fermento ne risente tutto l&#8217;occidente. E così è, ma non sappiamo cosa succederà di preciso. Una cosa è certa: le guerre si combattono per acquisire potere, sopravvivere agli altri. Ma non è la strada giusta. Lo sappiamo tutti. Intanto si ritorna agli armanenti, a produrre armi sofisticate, a spolverare i protocolli nucleari, a non pensare che la fine di un Paese è solo l&#8217;inizio della fine di tutti. Ciò che fa paura più di ogni altra cosa è l&#8217;impotenza delle organizzazioni internazionali rispetto all&#8217;assordante frastuono dei bombardamenti. Non rimane che contare i morti. Le parole del cameramen <b>Mustafa al Sarouq </b>che ha girato la scena che sta facendo il giro del mondo, non lasciano dubbi: bisogna fermare a tutti i costi la guerra ad Aleppo.</p>
<p style="text-align: justify;">Le immagini diffuse da tutti i media del mondo mostrano  Omran  trasportato a braccia e momentaneamente seduto nell’ambulanza con le sue braccia paffute e le gambe sospese. E’ un bambino, ha cinque anni e i suoi piedini non toccano terra. Insanguinato e pieno di polvere dei calcinacci esplosi dalle bombe non piange, neanche una lacrima, ma asciuga con la sua manina il sangue che gli scorre dalla tempia sinistra.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa scena è uscita dalla quotidianità di Aleppo per entrare nel mondo e lasciare che si interroghi su quale mondi si stanno contendendo che cosa. Una cosa è certa: le guerre le pagano sempre i civili, i bambini e quasi sempre non producono se non distruzione e ingiustizia.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma questa guerra ci mostra il lato oscuro della nostra umanità, l’incapacità di reagire, i limiti delle grandi organizzazioni e, probabilmente, il loro reali limiti.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;La verità è che l&#8217;immagine che si vede oggi si ripete ogni giorno ad Aleppo&#8221;, ha detto <b>Mustafa al Sarouq</b>, un cameraman di <b>Aleppo Media Center</b>, che ha filmato il video e ha riferito a <b>Nima Elbagir</b> di <strong>CNN</strong> via Skype. &#8220;Ogni giorno ci occupiamo di questi massacri e questi crimini di guerra a Aleppo. Quando andiamo nei luoghi che sono stati effettuati bombardamenti, gli aerei di regime volano in cerchio per bombardare nuovamente e uccidere anche le persone che stanno cercando di dare soccorso”.</p>
<p style="text-align: justify;">Dai dati forniti dall’<strong>Osservatorio siriano</strong> per i diritti umani dal <b>15 marzo 2011 al 18 agosto 2016</b> i civili uccisi sono più di <b>18.000</b>, solo nella provincia di Aleppo.</p>
<p style="text-align: justify;"><b>&#8220;Il mondo intero è in silenzio di questi crimini a Aleppo contro donne e bambini&#8221;</b>, ha detto Sarouq alla giornalista della CNN. &#8220;Ci sono migliaia di bambini come Omran che vengono bombardati quotidianamente, uccisi ogni giorno &#8230; ogni giorno questa città viene colpita con ogni tipo di arma, con ogni tipo di crimine. le condizioni di vita sono terribili. l&#8217;unica via d&#8217;uscita dalla città è del tutto inutilizzabile. Chiediamo al mondo intero questo regime e le milizie che stanno uccidendo i bambini e in particolare i figli di Aleppo. I crimoni di Aleppo devono essere fermati. &#8220;</p>
<p style="text-align: justify;">LA RICHIESTA DELLE NAZIONI UNITE PER FERMARE LA VIOLENZA IN ALEPPO</p>
<p style="text-align: justify;">Giovedì la Russia si è dichiarata pronta a sostenere una chiamata dall’inviato speciale delle Nazioni Unite <b>Staffan de Mistura</b> per fermare la violenza in Aleppo e consentire la distribuzione di aiuti umanitari.</p>
<p style="text-align: justify;">A dichiararlo è stato il portavoce del ministero della Difesa russo <b>Igor Konashenkov</b> ha detto ai media russi.&#8221;Rispettando i principi internazionali del diritto umanitario e con l&#8217;intenzione di estendere la bilancia della missione umanitaria in Aleppo, il Ministero della Difesa russo <b>è pronto a sostenere la proposta di de Mistura</b> in merito alle 48 ore a settimana di cessate il fuoco per rendere possibile le missioni umanitarie di consegnare ai cittadini cibo, medicine e di ripristinare i servizi vitali distrutti nel corso dei bombardamenti dei ribelli &#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Siria e Russia hanno annunciato alla fine di luglio l&#8217;apertura di corridoi umanitari per le persone che intendono fuggire da Aleppo ma sull’argomento. Staffan De Mistura ha detto che l&#8217;introduzione di tali misure dovrebbero essere lasciate alle Nazioni Unite e ai suoi partner, aggiungendo che non si può costringere nessuno ad abbandonare la propria città.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel frattempo, i dettagli della guerra in Siria sono stati evidenziati da Amnesty International che parla di condizioni strazianti per i detenuti e di metodi brutali di tortura, tra cui lo stupro, la violenza sessuale, la fustigazione, e scottature. Unicef, l&#8217;agenzia Onu per l&#8217;infanzia, stima che almeno 10 milioni di bambini sono stati colpiti dal conflitto in Siria.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>I Giovani russi sui social: è un onore battersi per la Siria!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Feb 2016 00:07:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[militari russi]]></category>
		<category><![CDATA[Siria]]></category>
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					<description><![CDATA[C&#8217;è chi posta la foto di un siriano che, mentre cammina, su una spalla tiene un bazooka e con l&#8217;altra mano scrive un sms. C&#8217;è chi pubblica l&#8217;immagine di un hezbollah e aggiunge &#8220;&#8230; Si battono insieme ai russi contro Daesh in Siria. Rispetto per questi ragazzi!&#8221;. E ancora chi usa il ministro degli esteri [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_10282" aria-describedby="caption-attachment-10282" style="width: 738px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sold-russi.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-10282" alt="Soldati Russi" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sold-russi.jpeg" width="738" height="462" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sold-russi.jpeg 738w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sold-russi-300x187.jpeg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sold-russi-431x270.jpeg 431w" sizes="auto, (max-width: 738px) 100vw, 738px" /></a><figcaption id="caption-attachment-10282" class="wp-caption-text">Soldati Russi</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">C&#8217;è chi posta la foto di un siriano che, mentre cammina, su una spalla tiene un bazooka e con l&#8217;altra mano scrive un sms. C&#8217;è chi pubblica l&#8217;immagine di un hezbollah e aggiunge &#8220;&#8230; Si battono insieme ai russi contro Daesh in Siria. Rispetto per questi ragazzi!&#8221;. E ancora chi usa il ministro degli esteri Sergey Lavorv mentre ride a un talk show, a commento delle ultime dichiarazioni di Ankara. I giovani russi, attivissimi sui social, sono in maggioranza schierati al fianco della propria leadership quando si parla di Siria. Su VKontakte, la rete sociale più popolare in Russia, è fin troppo evidente, mentre su Twitter è ampio anche il contingente di chi scrive in cirillico ma esprime una visione filoccidentale. In sostanza però a prevalere è uno sguardo cinico ull&#8217;informazione, che venga da Ovest o da Est.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra i bersagli più colpiti dalla satira online dei filorussi c&#8217;è Angela Merkel: la cancelliera tedesca viene messa alla gogna principalmente per aver proposto la no fly zone su tutta la Siria: il profilo &#8216;Voina Slaviane&#8217; la definisce &#8220;una triste vecchietta&#8221; che dovrebbe ritirarsi a coltivare l&#8217;orto &#8220;fuori Aleppo&#8221;. E ancora &#8220;la nonnina in tarda età è uscita di testa: se fai la no fly zone, chi bombarda l&#8217;Isis? Pensa che se ne vadano da soli&#8221;. L&#8217;idea di una no fly zone appoggiata dalla Merkel si ritrova anche su Twitter (e non solo in russo, fioccano i messaggi anche in bulgaro) associata a un&#8217;immagine di figure di cartapesta, dove un&#8217;Europa accovacciata bacia il piede a Erdogan, evidente riferimento a un carro allegorico.</p>
<p style="text-align: justify;">Esiste inoltre una frequentatissima open community su VKontakte che prende il nome di Angela Merkel, rigorosamente in cirillico. Postati numerosi video-parodia, alcuni abbastanza pesanti. In particolare uno vede la cancelliera presentata come un uomo con i peli sul petto, che dice: &#8220;Per ogni frau esiste un Maometto!&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Un altro esempio lampante è il profilo Vsio Plokho (ossia &#8220;Va tutto male&#8221; @sranysovok) sul social dell&#8217;uccellino blu. Una foto di jihadiste completamente coperte, che imbracciano kalshnikov e apparentemente pronte al sacrificio viene commentata con un sarcastico: &#8220;Dolce &amp; Gabbana?&#8221;, con un richiamo evidente all&#8217;ultima collezione degli stilisti italiani dedicata al mondo arabo. Poi in un tweet intitolato &#8220;si allarga l&#8217;incendio&#8221; si mette in luce il crescendo dei toni in Turchia, accorpando tre breaking news uscite nel giro di mezz&#8217;ora: la prima è &#8220;Turchia tratta con la coalizione per un&#8217;invasione di terra della Siria&#8221;; la seconda è &#8220;Fonti turche dicono a Reuters che la guerra in Siria non può essere fermata senza un&#8217;operazione di terra&#8221;; la terza è &#8220;Il premier turco dice che i raid russi in Siria sono atti barbarici&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">In cirillico esistono numerosi profili dedicati alla Siria. Si va dai nazionalisti ucraini filorussi di Novorossia sino ai sostenitori dell&#8217;opposizione anti Assad. Girato abbastanza sui social e tradotto in russo anche un video in cui Donald Trump afferma di &#8220;amare il fatto che la Russia colpisca l&#8217;Isis in Siria&#8221;. E alla conduttrice americana che lo ferma e gli dice, &#8220;Guardi che la Russia colpisce i gruppi che noi sosteniamo&#8221;, replica: &#8220;Appunto e mi chiedo perchè li sosteniamo&#8221;. Tra chi ha postato Trump si trova anche chi sembra avere posizioni decisamente filoccidentali, come l&#8217;internauta @NinaByzantina.</p>
<p style="text-align: justify;">Su Vkontakte tra i post più interessanti figura quello di &#8216;Eroi della Russia&#8217; intitolato &#8220;Scenari della Terza Guerra Mondiale che inizia in Siria (esperti militari)&#8221;. Nel materiale pubblicato anche una cartina con i numerosi focolai (non solo la Siria, ma anche la Crimea, lo Yemen, Cipro e Israele). La spiegazione inizia così: &#8220;La minaccia di una guerra globale in Medio Oriente è diventata una realtà oggettiva. L&#8217;Arabia Saudita ha annunciato ufficialmente che avrebbe cominciato a un&#8217;operazione di terra in Siria, e la Turchia ha chiaramente indicato la sua partecipazione al conflitto. Un funzionario del Cremlino ha parlato a sua volta di uno scenario di guerra permanente &#8220;tutti contro tutti&#8221; per molti anni&#8221;.</p>
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		<title>Russi: mai tanto fieri del proprio Paese. E hanno ragione!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Dec 2015 01:42:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[federerazione russa]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[patriottismo]]></category>
		<category><![CDATA[Siria]]></category>
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					<description><![CDATA[Di certo va detto che le recenti attività di belligeranza intraprese dalla Federazione Russa in difesa delle Nazioni dall&#8217;ISIS, hanno contribuito ad elevare la quotazione della Russia in ambito internazionale. Ma ad essere più soddisfatti di chiunque del proprio Paese sono proprio i russi che non sono mai stati tanto fieri del proprio Paese. Lo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_10027" aria-describedby="caption-attachment-10027" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/vladimir-putin-crimea3.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-10027" alt="vladimir-putin-siria-russia" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/vladimir-putin-crimea3.jpg" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/vladimir-putin-crimea3.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/vladimir-putin-crimea3-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/vladimir-putin-crimea3-457x270.jpg 457w" sizes="auto, (max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-10027" class="wp-caption-text">Vladimir Putin</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Di certo va detto che le recenti attività di belligeranza intraprese dalla Federazione Russa in difesa delle Nazioni dall&#8217;ISIS, hanno contribuito ad elevare la quotazione della Russia in ambito internazionale. Ma ad essere più soddisfatti di chiunque del proprio Paese sono proprio<strong> i russi che non sono mai stati tanto fieri del proprio Paese.</strong> Lo rivela un sondaggio del centro indipendente Levada.</p>
<p style="text-align: justify;">La stragrande maggioranza degli intervistati (85%) ritiene che sia meglio essere un cittadino della Federazione Russa, rispetto a qualsiasi altro paese e su questo avrebbe avuto diretta influenza l&#8217;intervento russo in Siria. L&#8217;anno scorso, a seguito della crisi ucraina e della annessione della Crimea, la pensavano così il 78%. E prima ancora il 70%. <strong>Va notato il patriottismo in forte crescita dei russi,</strong> che nel 1996, ossia quattro anni prima dell&#8217;affermazione di Vladimir Putin a presidente, la vedevano decisamente in maniera diversa: solo il 36% pensava che la Russia fosse il meglio che gli potesse accadere.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1996 addirittura l&#8217;81% dei cittadini riteneva che &#8220;in Russia, si verificano situazioni che mi fanno vergognare per il Paese&#8221;. Nel mese di ottobre 2012, all&#8217;inizio del terzo mandato del presidente Putin, la maggioranza dei russi (52%) ancora si vergognava di quello che sta accadendo nel paese. Ma da ottobre 2014, dopo l&#8217;annessione della Crimea alla Russia, la maggior parte degli intervistati (51%) ha deciso che non c&#8217;è più nulla di cui vergognarsi. E ora con i raid russi in Siria, i russi, che non si vergognano di quello che sta accadendo all&#8217;interno del paese, ha raggiunto il 55%. Inoltre, il 68% dei rispondenti nota una maggiore influenza politica della Russia nel mondo. Fino all&#8217;anno 2003, la maggioranza (52%) non era soddisfatta dal ruolo del proprio Paese.</p>
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		<title>Uso armi chimiche sui civili in Siria scuote coscienze del mondo. Uso indiscriminato gas</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Aug 2013 23:18:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[armi chimiche]]></category>
		<category><![CDATA[barack obama]]></category>
		<category><![CDATA[Bashar al Assad]]></category>
		<category><![CDATA[casa bianca]]></category>
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		<category><![CDATA[john kerry]]></category>
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		<category><![CDATA[Palazzo Chigi]]></category>
		<category><![CDATA[Siria]]></category>
		<category><![CDATA[umanità]]></category>
		<category><![CDATA[violazione diritti]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8221;L&#8217;uccisione di civili in Siria e&#8217; &#8221;un&#8217;oscenita&#8217; dal punto di vista morale&#8221;, l&#8217;attacco della scorsa settimana dovrebbe &#8221;scuotere le coscienze nel mondo. Siamo in possesso di molte informazioni circa il ricorso alle armi chimiche, e molte altre le stiamo valutano assieme agli alleati&#8221;. Così John Kerry, Segretario di Stato Usa, che parla di un uso &#8221;indiscriminato&#8221; e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_6198" aria-describedby="caption-attachment-6198" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="armi-chimiche-siria" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/armi-chimiche-siria.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-6198" title="armi-chimiche-siria" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/armi-chimiche-siria.jpg" alt="Siria: uccisi civili con armi chimiche. Italia dichiara: &quot;superato il punto di non ritorno&quot;" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/armi-chimiche-siria.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/armi-chimiche-siria-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/armi-chimiche-siria-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-6198" class="wp-caption-text">Siria: uccisi civili con armi chimiche. Italia dichiara: &quot;superato il punto di non ritorno&quot;</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8221;L&#8217;uccisione di civili in Siria e&#8217; &#8221;un&#8217;oscenita&#8217; dal punto di vista morale&#8221;,</strong> l&#8217;attacco della scorsa settimana dovrebbe <strong>&#8221;scuotere le coscienze nel mondo.</strong> Siamo in possesso di molte informazioni circa il ricorso alle armi chimiche, e molte altre le stiamo valutano assieme agli alleati&#8221;. Così <strong>John Kerry</strong>, Segretario di Stato Usa, che parla di un<strong> uso &#8221;indiscriminato&#8221; e &#8221;su larga scala&#8221; dei gas. </strong>&#8216;Non e&#8217; possibile giustificare l&#8217;uso di armi messe al bando da tutta la comunita&#8217; internazionale, si tratta di qualcosa che dovrebbe colpire tutto il mondo. E&#8217; reale: armi chimiche sono state usate in Siria&#8221;: la Siria non puo&#8217; nascondere che armi chimiche sono state usate, afferma Kerry sottolineando che il regime siriano mantiene la custodia delle armi chimiche. &#8221;Quello che abbiamo visto la scorsa settimana in Siria dovrebbe scioccare le coscienze. L&#8217;uccisione indiscriminata di civili, di donne e bambini e di innocenti con armi chimiche e&#8217; un&#8217;oscenita&#8217; morale. E&#8217; sotto ogni punto di vista imperdonabile e innegabile&#8221;. Il nostro comune senso di umanita&#8217; e&#8217; offeso non solo da questo crimine codardo ma anche dal cinico tentativo di coprirlo&#8221; afferma Kerry, sottolineando che l&#8217;atteggiamento del governo siriano non e&#8217; stato quello di qualcuno che non aveva nulla da nascondere, &#8221;non era quello di un regime che voleva provare al mondo di non aver usato armi chimiche. Obama &#8211; spiega il Segretario &#8211; assumera&#8217; una decisione informata su come rispondere. Il presidente ritiene che chi e&#8217; responsabile dello&#8217;uso di armi chimiche deve essere chiamato a risponderne.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>USO DELLE ARMI CHIMICHE E&#8217; INNEGABILE</strong><br />
L&#8217;uso di armi chimiche e&#8217; innegabile e ci &#8221;sono pochi dubbi&#8221; sul fatto che sia stato il governo di Assad a usarle: &#8221;continuiamo a rivedere le opzioni con i consiglieri nazionali, i partner internazionali e il Congresso&#8221;. Lo afferma il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney, sottolineando che Obama non ha ancora deciso e poi spiega: &#8216;Non vogliamo speculare su possibili risposte&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>OBAMA INCONTRERA&#8217; PUTIN</strong><br />
Nel corso del vertice del G20 in programma a San Pietroburgo ai primi di settembre, il presidente americano <strong>Barack Obama si incontrera&#8217; &#8221;certamente&#8221; con il presidente russo Vladimir Putin.</strong> Lo ha detto oggi il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney, spiegando che i due leader si incontreranno visto che Putin ospita il vertice, senza pero&#8217; fare riferimento ad un bilaterale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Italia, superato punto di non ritorno:<br />
</strong>In Siria &#8220;si è oltrepassato il punto di non ritorno&#8221;, ma la soluzione della crisi deve essere &#8220;multilaterale&#8221;, per questo si susseguono i &#8220;contatti con gli alleati europei e americani&#8221;. La posizione del governo italiano che emerge dalla riunione a Palazzo Chigi tra <strong>Enrico Letta</strong>, <strong>Angelino Alfano</strong> e i ministri <strong>Emma Bonino e Mario Mauro</strong>, esprime la <strong>&#8220;condanna totale&#8221; dell&#8217;atteggiamento di Bashar al Assad</strong> e fa appello a una soluzione che abbia una mandato internazionale, pur non chiarendo sotto quale cappello. In giornata i ministri di Esteri e Difesa avevano messo in guardia da un&#8217;azione militare che non abbia una copertura del Consiglio di sicurezza dell&#8217;Onu. &#8220;Impraticabile&#8221;, l&#8217;ha definita Bonino invitando alla prudenza e alla lungimiranza: prima di assumere qualsiasi iniziativa, <strong>&#8220;bisogna pensarci mille volte&#8221;</strong> perché &#8220;le ripercussioni sarebbero drammatiche&#8221;. Commentando a Radio Radicale <strong>l&#8217;uso &#8220;abbastanza assodato&#8221; di armi chimiche in Siria,</strong> il capo della diplomazia italiana &#8211; che negli ultimi giorni ha avuto contatti con i colleghi americani e russi <strong>John Kerry e Serghei Lavrov,</strong> ma anche regionali, tra cui l&#8217;iraniano <strong>Mohammad Javad Zarif</strong> &#8211; ha chiesto a quelle capitali che hanno <strong>&#8220;indizi univoci&#8221; sulla responsabilità del regime di Bashar al Assad</strong> di condividerle e presentarle all&#8217;Onu: le decisioni che ne deriverebbero &#8220;hanno implicazioni tali&#8221; da far sperare di &#8220;non ripetere posizioni per lo meno dubbie&#8221; assunte in passato. Bonino non ha direttamente nominato le armi di distruzione di massa di <strong>Saddam Hussein,</strong> pretesto per l&#8217;attacco americano in Iraq, ma ha suggerito quello che i radicali invocarono invano nel 2003 per evitare il bagno di sangue sulle rive dell&#8217;Eufrate: una campagna internazionale per l&#8217;esilio di Assad, che apra le porte a un governo transitorio. O, in alternativa, il deferimento del presidente siriano alla Corte penale internazionale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Spari sugli ispettori Onu, raccolti &#8220;campioni&#8221; &#8211; </strong>La prima giornata di indagini degli ispettori delle Nazioni Unite dalle quali può dipendere un intervento militare in Siria è cominciata sotto il tiro dei cecchini. Spari di non meglio precisata provenienza hanno infatti tentato di impedire agli esperti Onu &#8211; presenti sul terreno per indagare sul presunto uso di armi chimiche &#8211; di recarsi in uno dei sobborghi della capitale colpito, secondo testimoni e medici, dall&#8217; &#8220;attacco chimico&#8221; del 21 agosto scorso che avrebbe causato la morte di centinaia di persone. Gli esiti della delicata missione delle Nazioni Unite, per quattro lunghi mesi osteggiata dalle autorità siriane che solo ieri e dopo cinque giorni dal sospetto bombardamento hanno concesso i permessi agli esperti internazionali, sembrano essere decisivi nel dare sostegno o meno all&#8217;ipotesi di un&#8217;azione militare occidentale contro il regime degli Assad, al potere da quasi mezzo secolo. Una parte degli ispettori Onu è comunque riuscita a penetrare a Muaddamiya, depresso sobborgo stretto tra l&#8217;aeroporto militare di Damasco e l&#8217;ormai distrutta cittadina di Daraya.  Per gli spari dei &#8220;cecchini&#8221;, il regime ha accusato &#8220;bande armate&#8221;, mentre gli attivisti dei Comitati di coordinamento locale, espressione di quel che rimane della cittadinanza locale, hanno riferito di colpi &#8220;provenienti dal posto di blocco dei servizi di sicurezza militari e dei comitati popolari&#8221;, in riferimento alle milizie del regime che controllano gli accessi al sobborgo.</p>
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		<title>Siria, Giornata del Mediterraneo contro balcanizzazione della Regione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Mar 2013 15:04:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[balcani]]></category>
		<category><![CDATA[fidem]]></category>
		<category><![CDATA[manuela vena]]></category>
		<category><![CDATA[senza parole]]></category>
		<category><![CDATA[Siria]]></category>
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					<description><![CDATA[E&#8217; paradossale dirlo ma la Giornata del Mediterraneo si celebra mentre in Siria esplodono le bombe chimiche che uccidono migliaia di civili e di bambini. Ormai è chiaro che la Siria verrà balcanizzata con la complicità di Qatar, Stati Uniti, Turchia e Lega Araba, Fratelli Musulmani compresi. FIDEM PER L&#8217;INFANZIA L&#8217;associazione FIDEM dice NO a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_5661" aria-describedby="caption-attachment-5661" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="FIDEM-FESTIVAL" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/FIDEM-FESTIVAL.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-5661" title="FIDEM-FESTIVAL" alt="fidem - Festival delle Idee Euro Mediterranee " src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/FIDEM-FESTIVAL.jpg" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/FIDEM-FESTIVAL.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/FIDEM-FESTIVAL-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/FIDEM-FESTIVAL-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5661" class="wp-caption-text">fidem &#8211; Festival delle Idee Euro Mediterranee</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; paradossale dirlo ma la<strong> Giornata del Mediterraneo</strong> si celebra mentre in <strong>Siria esplodono le bombe chimiche</strong> che <strong>uccidono migliaia di civili e di bambini</strong>. Ormai è chiaro che la Siria verrà balcanizzata con la complicità di Qatar, Stati Uniti, Turchia e Lega Araba, Fratelli Musulmani compresi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>FIDEM PER L&#8217;INFANZIA</strong><br />
L&#8217;associazione<strong> FIDEM dice NO a questo barbaro processo di balcanizzazione coatta</strong> e lancia un allarme per la pace con <strong>&#8220;Senza parole&#8221;</strong>, un video realizzato per strada per ricordare quanto accade nel Mediterraneo e in Siria e riaffermare l&#8217;<strong>importanza della partecipazione. </strong>Il video precede la missione internazionale organizzata da FIDEM per <strong>donare ai piccoli profughi siriani in fuga tutine e scarpe contro il freddo.</strong></p>
<figure id="attachment_5662" aria-describedby="caption-attachment-5662" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="guerra-siria-strage-bambini" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/guerra-siria-strage-bambini.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-5662" title="guerra-siria-strage-bambini" alt="La strage degli innocenti nella guerra in Siria" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/guerra-siria-strage-bambini.jpg" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/guerra-siria-strage-bambini.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/guerra-siria-strage-bambini-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/guerra-siria-strage-bambini-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5662" class="wp-caption-text">La strage degli innocenti nella guerra in Siria</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Se i precari italiani sono vittime inermi di una politica che ha girato loro le spalle, i bambini siriani sono vittime innocenti di una guerra senza scrupoli di cui troppi fin&#8217;ora si sono dimenticati o hanno finto di dimenticare.<br />
<strong>&#8220;Uniti ce la possiamo fare&#8221;, dichiara Manuela Vena, presidente di FIDEM.  </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;SENZA PAROLE&#8221; &#8211; LINK VIDEO YOU TUBE<br />
</strong>  <strong><a href="http://youtu.be/iKJPj5TofyM" target="_blank">http://youtu.be/iKJPj5TofyM</a></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>VEDIAMO DI CONOSCERE &#8220;SENZA PAROLE&#8221;: IL VIDEO REALIZZATO DALL&#8217;ASSOCIAZIONE FIDEM<br />
</strong>La nuova campagna sociale promossa dall&#8217;<strong>Associazione culturale FIDEM</strong> prende le mosse dall&#8217;ultimo lavoro di <strong>Daniele Silvestri</strong> che, al fine di sostenere la partecipazione alla vita pubblica da parte dei singoli cittadini, spesso semplici destinatari delle decisioni di pubblico interesse, porta per la prima volta sul Teatro dell&#8217;Ariston, il <strong>LIS la lingua italiana dei segni</strong>. Il brano inedito di Silvestri, dal titolo emblematico &#8220;A bocca chiusa&#8221; vuole essere una protesta poetica contro qualunque limitazione alla libertà d&#8217;espressione che forse, vista la rumorosità che contraddistingue molte azioni di protesta, diventa realmente trasgressiva quando è silenziosa, quando oppone all&#8217;imposizione, il dialogo, per sua natura, non ostico. Il testo audiovisivo prodotto e realizzato dallo staff del <strong>FIDEM FESTIVAL</strong>, è liberamente tratto dal video di Silvestri e, rievocando la frase che sostanzia il senso della canzone suggerisce a ognuno di sentirsi parte di una collettività solidale: <strong>&#8220;Guarda quanta gente c&#8217;è che sa rispondere dopo di me a bocca chiusa&#8221;</strong>.</p>
<figure id="attachment_5663" aria-describedby="caption-attachment-5663" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="siria-strage-degli-innocent" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/siria-strage-degli-innocent.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-5663" title="siria-strage-degli-innocent" alt="Siria: la strage degli innocenti" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/siria-strage-degli-innocent.jpg" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/siria-strage-degli-innocent.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/siria-strage-degli-innocent-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/siria-strage-degli-innocent-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5663" class="wp-caption-text">Siria: la strage degli innocenti</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Senza parole&#8221;, il video realizzato dall&#8217;Associazione FIDEM</strong>,  ha il volto degli amici che hanno voluto celebrare il 21 marzo <strong>GIORNATA DEL MEDITERRANEO</strong> ricordando che c&#8217;è solo un mare tra noi e la guerra e questo mare unisce, non divide. Facendosi portavoce della società civile italiana che in continuità con la propria Costituzione &#8220;ripudia la guerra&#8221;, il Festival delle Idee Euro-Mediterranee continua a sostanziare il dialogo tra le due Sponde del Mediterraneo avviato nel 2009 e animato di anno in anno da molteplici iniziative.</p>
<p style="text-align: justify;">Vista l&#8217;emergenza umanitaria che si consuma in SIRIA il 21 marzo 2013 è celebrato in silenzio, ma con passione, e i protagonisti sono i singoli, che con la propria energia, sostanziano quell&#8217;anelito naturale che spinge l&#8217;uomo verso la pace e la condivisone. Tutti gli eventi previsti per la I<strong>V edizione del FIDEM FESTIVAL</strong> sono rimandati in autunno, dopo la visita ai campi di cooperazione internazionale sul confine turco prevista per il prossimo maggio, finalizzata a consegnare i vestiti dei bimbi italiani ai vicini meno fortunati, contribuendo a porre le basi per un futuro che abbia solide radici nell&#8217;apprendimento della solidarietà e della non violenza. Ma questa è un&#8217;altra storia</p>
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		<title>Primavere arabe: ripensare il dialogo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Nov 2011 17:26:31 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_3504" aria-describedby="caption-attachment-3504" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/2011/11/primavere-arabe-ripensare-il-dialogo/primavera_araba/" rel="attachment wp-att-3504"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-3504" title="primavera_araba" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/primavera_araba.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/primavera_araba.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/primavera_araba-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/primavera_araba-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-3504" class="wp-caption-text">Primavera Araba - IL PARLAMENTARE.IT</figcaption></figure>
<p>&#8220;Gli avvenimenti di questi giorni confermano che le &#8216;primavere arabe&#8217; fanno molta fatica ad ottenere risultati positivi e fanno intravvedere che il loro percorso verso la democratizzazione sarà lungo e irto di ostacoli&#8221;; al tempo stesso chiedono all&#8217;Occidente e, in particolare, all&#8217;Europa di &#8220;ripensare e rifondare un rapporto che non ha mai realmente portato allo sviluppo economico e sociale&#8221; dei Paesi del Nord Africa e del Medio Oriente (Mena, Middle East and North Africa), ma &#8220;ha piuttosto oscillato tra tentazioni neocolonialiste e ancestrali paure verso il mondo islamico&#8221;. Guarda in particolare a Egitto e Siria <strong>Rony Hamaui</strong>, ebreo arabo, docente di economia all&#8217;Università cattolica e autore del volume &#8220;Il Mediterraneo degli altri. Le rivolte arabe fra sviluppo e democrazia&#8221; (Egea editore, ottobre 2011), intervenuto il 22 novembre a Roma all&#8217;incontro &#8220;Il Mediterraneo, nuova sfida per l&#8217;Europa&#8221;, ospitato dalla Rappresentanza in Italia della Commissione europea.</p>
<p><strong>Dignità e identità.</strong> Rispetto ai numerosi Paesi che nell&#8217;Europa dell&#8217;Est, in America latina e, perfino, in Africa &#8220;negli ultimi 30 anni hanno conosciuto un&#8217;evoluzione in senso democratico&#8221;, come spiegare la &#8220;deprecabile eccezione&#8221; dei Paesi Mena, la cosiddetta &#8220;anomalia araba?&#8221;, si chiede Hamaui, secondo il quale &#8220;non esiste una risposta univoca. Per i Paesi del Golfo è stata elaborata la &#8216;teoria della maledizione del petrolio&#8217;: Stati molto ricchi con basso livello di tassazione ed elargizione di sovvenzioni e sussidi per guadagnare consenso, e forti investimenti nel settore della difesa&#8221;. Per gli altri si tratta di un mix di fattori: &#8220;Scarsa apertura al resto del mondo, società frammentate a livello religioso, etnico, culturale, di tradizioni: elementi di debolezza che frenano il processo democratico&#8221;. Secondo <strong>Franco Rizzi</strong>, docente di storia dell&#8217;Europa e del Mediterraneo (Università Roma Tre) e autore del libro &#8220;Mediterraneo in rivolta&#8221; (Castelvecchi, Roma 2011), &#8220;per comprendere queste rivoluzioni occorre rivalutare concezioni e valori completamente annientati per decenni da una o più dittature, a capo delle quali sono stati uomini spesso aiutati dall&#8217;Occidente a conquistare il potere&#8221;. &#8220;Un giovane che si dà fuoco sulla piazza lo fa per rivendicare dignità &#8211; precisa -, e anche oggi il popolo egiziano sta facendo una lunga marcia verso il traguardo della propria identità; dignità e identità, prima ancora che democrazia&#8221;.</p>
<p><strong>Dove sta andando il Mediterraneo?</strong> &#8220;L&#8217;Occidente &#8211; ammette l&#8217;economista <strong>Luigi Ruggerone</strong>, coautore con Hamaui del primo volume &#8211; ha indubbiamente tentennato e non ha compreso fin dall&#8217;inizio. Mubarak aveva comunque garantito per 40 anni la stabilità della regione. Contro Gheddafi non era possibile far intervenire la Nato senza il beneplacito Usa. In questi decenni la politica dell&#8217;Europa è stata molto miope, volta quasi esclusivamente a procurarsi sbocchi commerciali. Qualche spiraglio sembra venire dal G20 di Marsiglia dello scorso settembre che ha stanziato 111 miliardi di dollari in due anni per lo sviluppo di questi Paesi che hanno skills e risorse umane, ma non economiche&#8221;. &#8220;Non basta mettere i soldi sul tavolo &#8211; replica Rizzi -. L&#8217;Europa dovrebbe interrogarsi su dove sta andando il Mediterraneo e sulle politiche globali che dal Trattato di Roma ha sviluppato nei suoi confronti; occorre una fase di riflessione e ripensamento per togliere di mezzo le politiche fatte di mistificazioni e i luoghi comuni sui quali per anni abbiamo vissuto&#8221;. &#8220;L&#8217;Europa non deve offrire solo aiuti economici e tecnologie &#8211; precisa Hamaui -; deve soprattutto mettere a disposizione il proprio know-how istituzionale, ma per fare ciò servono leader politici illuminati e unità di intenti tra i partner Ue&#8221;.</p>
<p><strong>Il peso sulle coscienze.</strong> Hamaui si dice &#8220;molto positivo sulla Tunisia che sembra ben avviata&#8221;, e invece &#8220;molto preoccupato per l&#8217;Egitto &#8211; che oltretutto gioca da sempre un ruolo di leadership politica e culturale nella regione &#8211; per lo Yemen e la Siria&#8221;. &#8220;Il successo o l&#8217;insuccesso delle rivolte &#8211; sostiene &#8211; spetterà soprattutto agli stessi arabi, ma senza una classe media forte e senza sviluppo economico e culturale è molto difficile che l&#8217;anelito alla democrazia basti a portare il processo a buon fine&#8221;. &#8220;Occorre anche che l&#8217;Occidente accetti l&#8217;idea di una democrazia di stampo islamico &#8211; aggiunge Ruggerone -; non l&#8217;abbiamo mai vista, mettiamola alla prova&#8221;. Rimane aperta la questione Siria, dove durano da oltre un anno le manifestazioni di piazza con un bilancio di quasi quattromila morti &#8211; nella sola giornata del 22 novembre sono stati uccisi cinque bambini &#8211; mentre molti parlano ormai di guerra civile e di emergenza umanitaria, Russia e Cina appoggiano Bashar el Assad, e il presidente turco Abdullah Gul definisce &#8220;inevitabile&#8221; un cambiamento ai vertici di Damasco, ma &#8220;senza interventi esterni&#8221;. &#8220;Quattromila morti &#8211; sostiene Hamaui &#8211; pesano sulle nostre coscienze, ma occorre essere molto prudenti prima di intervenire perché la Siria è un Paese complesso e frammentato dal punto di vista politico, etico e culturale. Anche l&#8217;opposizione è molto divisa al proprio interno&#8221;. &#8220;Se &#8216;scoppiasse&#8217; la Siria&#8221;, conclude Rizzi pensando alle questioni aperte con l&#8217;Iran e la Turchia, &#8220;lo scenario potrebbe diventare apocalittico. Almeno per ora sembra prevalere la logica del male minore&#8221;. sir</p>
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