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	<title>sinistra &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Mario Oliverio: siamo in campo per una battaglia di libertà, di dignità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Sep 2021 14:56:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dalle Regioni]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Oliverio]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;Siamo in campo per una battaglia di libertà, di dignità. Per liberare la Calabria dalla cappa che ne impedisce la crescita, ne comprime e mortifica ogni energia positiva&#8221;. Così, il comunicato agli organi della stampa di Gerardo Mario Oliverio, già Presidente della Regione Calabria tradito dal PD. Lo stesso PD che ha più volte tradito [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">&#8220;<strong>Siamo in campo per una battaglia di libertà, di dignità</strong>. Per liberare la Calabria dalla cappa che ne impedisce la crescita, ne comprime e mortifica ogni energia positiva&#8221;. </p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario-oliverio-2-1-396x270.jpg" alt="" class="wp-image-15855" width="708" height="483" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario-oliverio-2-1-396x270.jpg 396w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario-oliverio-2-1-300x205.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario-oliverio-2-1-768x524.jpg 768w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario-oliverio-2-1-218x150.jpg 218w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario-oliverio-2-1-696x475.jpg 696w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario-oliverio-2-1.jpg 900w" sizes="(max-width: 708px) 100vw, 708px" /><figcaption>Gerardo Mario Oliverio</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Così, il comunicato agli organi della stampa di Gerardo Mario Oliverio, già Presidente della Regione Calabria tradito dal PD. Lo stesso PD che ha più volte tradito i suoi stessi ideali e che oggi è altro. <strong>Mario Oliverio non si arrende</strong> perché sa tutto e sa anche che questo è il tempo nel quale bisogna parlare chiaro, fuori dalla diplomazia dei vertici dei partiti che molto spesso hanno tradito i cittadini. L&#8217;ex Presidente della regione Calabria lo sta facendo impegnandosi a portare all&#8217;interno della Cittadella Regionale la sua lista che vede a capo <strong>Maria Francesca Corigliano</strong>, molto amata e in maniera assolutamente trasversale, da molti per la sua onestà e per come ha svolto il suo compito istituzionale in passato. </p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;<strong>I commissariamenti romani &#8211; afferma Gerardo Mario Oliverio &#8211; hanno prodotto e continuano a produrre seri danni alla comunità calabrese.</strong> Primo fra tutti quello della Sanità, dove oltre 10 anni di gestione commissariale romana hanno impoverito i servizi sul territorio, chiuso 18 ospedali, indebolito e smantellato le strutture ospedaliere, favorito l’emigrazione verso strutture sanitarie di altre regioni, moltiplicando il debito. <strong>Da presidente di Regione mi sono battuto strenuamente per liberare la Sanità dal commissariamento</strong> ma interessi potenti, alleati con i poteri romani, hanno prevalso sugli interessi della popolazione calabrese. La nostra è stata una lotta condotta in solitudine, contro i Governi romani di ogni connotazione politica. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L&#8217;altra cappa da cui bisogna liberare la Calabria è quella del commissariamento romano </strong>della politica, che ha cancellato ogni forma di partecipazione dei cittadini calabresi alle scelte di interesse collettivo. <strong>Il commissariamento, da circa 3 anni, del PD ha dato un colpo mortale alla vita democratica. </strong>Il centro sinistra è stato portato ad una sconfitta pesante alle ultime elezioni regionali e non si è avvertita neanche la necessità di fare una riflessione critica sulle ragioni di quel disastro. Realtà e forze fondamentali della sinistra e del centro sinistra sono rimaste inascoltate da una gestione burocratica, arrogante, indifferente e chiusa ad ogni domanda di partecipazione democratica. Si è ancora una volta impedito il ricorso alle primarie per la scelta del candidato presidente, praticate nel resto d’Italia e la scelta dei candidati e delle liste nel PD è stata fatta con la sola preoccupazione di preservare l’elezione di soggetti che rispondono al sistema correntizio romano, volgarmente preoccupati della conservazione di un posto in Consiglio Regionale. La mia candidatura è a Presidente, sono in campo non per un posto di Consigliere Regionale, lo sono stato a 26 anni dietro input di <strong>Enrico Berlinguer,</strong> ma per servire ancora una volta la Calabria, le donne, gli uomini, i giovani e le ragazze. </p>



<p class="wp-block-paragraph">È ai candidati della nostra lista che affidiamo la rappresentanza in Consiglio Regionale del nostro progetto di <strong>rigenerazione della sinistra calabrese.</strong> Io dal mio partito ho ricevuto e ho anche dato molto. Sarebbe inopportuno ritirarmi, come se l’obiettivo della mia vita politica fosse stato quello di avere una pensione da parlamentare. Io devo ancora restituire quello che mi è stato dato innanzitutto dalla Calabria che mi ha eletto a rappresentarla nelle sedi istituzionali perché ha creduto nella mia lealtà. E per lealtà il mio impegno va avanti con questa nuova sfida. <strong>Una sfida anomala, perché caratterizzata dall’incubo della pandemia. </strong>Ma è soprattutto perché questo è un momento particolarmente difficile e la Calabria ha bisogno di uomini e donne che sappiano agire alla luce dei valori che hanno guidato la nostra intera esistenza. Sollevare dal bisogno, recuperare il mancato sviluppo, proteggere la Calabria dal saccheggio messo in atto verso le risorse ad essa destinate, combattere contro il pregiudizio che ne blocca la crescita economica e sociale. È quello che ho sempre fatto e che bisogna continuare a fare per affermare anche in Calabria i diritti costituzionali che al momento vedo negati. <strong>La Calabria deve avere coraggio di reagire alle paure.</strong> Il coraggio di liberarsi dai gioghi di stampo feudale e affermare la propria dignità&#8221;.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" width="637" height="952" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario-oliverio-1.png" alt="" class="wp-image-15858" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario-oliverio-1.png 637w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario-oliverio-1-201x300.png 201w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario-oliverio-1-181x270.png 181w" sizes="(max-width: 637px) 100vw, 637px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"> </p>
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		<title>Vota Antonio! E l&#8217;Antimafia chiede notizia alla Procura di Napoli. De Luca: &#8220;crociata del calamaro&#8221;</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2016/11/vota-antonio-e-lantimafia-chiede-notizia-alla-procura-di-napoli-de-luca-crociata-del-calamaro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Nov 2016 20:40:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[PD]]></category>
		<category><![CDATA[rosy bindi]]></category>
		<category><![CDATA[sinistra]]></category>
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					<description><![CDATA[La commissione Antimafia, tramite la presidente Rosy Bindi, chiederà alla Procura di Napoli informazioni su eventuali indagini a seguito delle parole del Governatore della Campania Vincenzo De Luca, rese pubbliche in un video pubblicato nei giorni scorsi da organi di stampa, in cui esorta in Sindaci campani a lui legati a raccogliere il massimo dei [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_11455" aria-describedby="caption-attachment-11455" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/de-luca-campania.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-11455" alt="Vincenzo De Luca - Presidente della regione Campania" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/de-luca-campania.jpg" width="800" height="500" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/de-luca-campania.jpg 800w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/de-luca-campania-300x187.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/de-luca-campania-432x270.jpg 432w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11455" class="wp-caption-text">Vincenzo De Luca &#8211; Presidente della regione Campania</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La commissione Antimafia, tramite la presidente Rosy Bindi, chiederà alla Procura di Napoli informazioni su eventuali indagini a seguito delle parole del Governatore della Campania Vincenzo De Luca</strong>, rese pubbliche in un video pubblicato nei giorni scorsi da organi di stampa, in cui esorta in Sindaci campani a lui legati a raccogliere il massimo dei voti a favore del sì al referendum. Ma non acquisirà il contestato video per aprire un&#8217;indagine in proprio come avevano chiesto le forze di opposizione la cui richiesta è stata respinta dai<strong> rappresentanti del Pd e degli altri gruppi centristi </strong>della maggioranza. &#8220;La commissione Antimafia &#8211; ha riferito Bindi sulla riunione dell&#8217;ufficio di presidenza della commissione- all&#8217;unanimità mi ha incaricato di richiedere preventivamente informazioni urgenti alla Procura della Repubblica di Napoli, in merito ad eventuali indagini in corso, agli atti ed ai documenti acquisiti ed alla posizione dei soggetti coinvolti, per verificare i presupposti per l&#8217;avvio di un&#8217;inchiesta da parte della nostra commissione, presupposto che naturalmente è legato al tema mafia, per verificare se ci sono i presupposti. Noi abbiamo sempre agito così per avviare le nostre inchieste ed anche questa volta useremo lo stesso metodo&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre <strong>non è stata accolta la richiesta, da parte dei gruppi di Gal, M5S, FI, Lega e Sinistra Italiana</strong>, di acquisire il video per l&#8217;avvio di un&#8217;inchiesta della commissione sulla vicenda dell&#8217;incontro del presidente della regione Campania con esponenti della politica locale della stessa regione&#8221;. Lo stop all&#8217;acquisizione diretta del video di De Luca da parte dell&#8217;Antimafia deciso dalla maggioranza ha fatto insorgere le opposizioni. &#8220;Al di là delle infelici battute del presidente Vincenzo De Luca sulle fritture miste e i totani arrosto, dall&#8217;audio, che la Commissione non potrà sentire formalmente &#8211; ha denunciato l&#8217;ex ministro di centrodestra Giovanardi- emerge un pressante incitamento rivolto agli amministratori a procacciare voti, trascurando anche i loro compiti di istituto per il si al referendum, contando sul &#8220;rispetto&#8221; che imprenditori e professionisti devono alla Regione per finanziamenti già erogati e quelli che verranno erogati a loro favore, coinvolgendo anche i loro dipendenti&#8221;. &#8220;<strong>Il governatore della Campania</strong> &#8211; hanno denunciato in una nota i membri M5s della commissione Antimafia- <strong>ammette di fare uso del voto clientelare e istiga i sindaci del Pd ad utilizzare questo metodo per vincere al referendum.</strong> Non è un&#8217;illazione, solo le sue parole registrate e diffuse da tutti i media italiani. Sarebbe doveroso che la commissione Antimafia apra un&#8217;indagine conoscitiva e convochi il Ministro dell&#8217;Interno invece si è solo deciso di richiedere informazioni alla procura di Napoli. Il Pd ritiene che non vi siano ad oggi profili di competenza della commissione antimafia in merito a quanto accaduto ed eventualmente se ne potrà discutere solo dopo il 4 dicembre. Questa è la situazione reale della classe politica del Pd. Un atto vergognoso&#8221;. De Luca, da parte sua, in una nota ha commentato così la richiesta della commissione Antimafia: &#8220;Apprendiamo della richiesta avanzata dalla commissione Antimafia. Ci rende curiosi conoscere l&#8217;iter previsto sul reato di battuta e <strong>come evolverà la crociata del calamaro</strong>&#8221; ASCA</p>
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		<title>Salvini: &#8220;Berlusconi in campo a marzo? Io guardo avanti&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Jan 2015 10:53:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Fazio]]></category>
		<category><![CDATA[matteo salvini]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico]]></category>
		<category><![CDATA[PD]]></category>
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					<description><![CDATA[A cura di ANSA.IT/ Con Berlusconi in gioco come cambia centrodestra? &#8220;Io guardo avanti, Berlusconi ha fatto tantissimo, però andiamo avanti e parlo a quei milioni di italiani che aspettano un progetto concreto nuovo e penso di poterglielo offrire in alternativa a Renzi&#8221;. Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini. Se mi sento [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_8793" aria-describedby="caption-attachment-8793" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/salvini.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-8793" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/salvini.jpg" alt="matteo salvini - fabio fazio" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/salvini.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/salvini-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/salvini-457x270.jpg 457w" sizes="auto, (max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-8793" class="wp-caption-text">Matteo Salvini da Fabio Fazio</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: center;">A cura di ANSA.IT/</p>
<p style="text-align: justify;">Con Berlusconi in gioco come cambia centrodestra? &#8220;Io guardo avanti, Berlusconi ha fatto tantissimo, però andiamo avanti e parlo a quei milioni di italiani che aspettano un progetto concreto nuovo e penso di poterglielo offrire in alternativa a Renzi&#8221;. Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini. Se mi sento di sinistra? &#8220;Di certo mi sento più di sinistra di Renzi&#8221;, ha aggiunto.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Sono comunista alla vecchia maniera, conosco più fabbriche di chi frequenta i banchieri&#8221;, sottolinea Salvini a &#8220;Che tempo che fa&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Tra Renzi e Putin? Putin tutta la vita&#8221; &#8211; &#8220;L&#8217;Europa è una gabbia da cui liberarsi il prima possibile, ridiscutendo tutti i trattati, tornando ad avere il controllo della moneta e se serve uscendone. Renzi è una pedina di quest&#8217;Europa, contesto Renzi non perché mi sta antipatico. Se fossi un marziano e dovessi votare Renzi in base a quello che dice&#8221; in tv &#8220;lo voterei. Ma non ne mantiene una&#8221;. Tra Putin e Renzi chi scelgo? &#8220;Preferisco Putin, tutta la vita&#8221;, aggiunge.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8221; Greta e Vanessa: Salvini,riscatto? Governo ci prende in giro&#8221; &#8211; &#8220;Fossi Renzi io non pagherei il riscatto a nessuno perché metto a rischio altre migliaia di lavoratori. Provo a portarle a casa in altra maniera, ma non voglio essere preso in giro dal governo, ce lo dicessero che hanno pagato, farebbero miglior figura&#8221;, afferma Salvini sulle due italiane rapite in Siria. E, aggiunge, per il futuro, &#8220;magari facessero volontariato in un posto più tranquillo&#8221;. <a href="https://dubaiescortstars.com">dubaiescortstars.com</a></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Per cancellare la legge Fornero tassare le prostitute&#8221; &#8211; Per dar conto dei diritti acquisti della legge Fornero occorrono 20 miliardi. Il leader della Lega Salvini propone &#8220;A Che tempo che fa&#8221; anche di tassare la prostituzione &#8220;come avviene in tutti i Paesi civili in Europa&#8221;. &#8220;Entrerebbero nelle casse dello Stato 2 miliardi. Per il resto, anche di più, basterebbe infatti applicare alla Sanità italiana i criteri del Veneto. Avremmo 20 miliardi di risparmi da destinare a coloro che sono stati colpiti da questa legge: quindi 22 miliardi con cui finanziare il tutto&#8221;, conclude.</p>
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		<title>Sel: Renzi diserta Congresso. Applausi per candidatura a Commissione UE del greco Alexis Tsipras</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2014/01/sel-renzi-diserta-congresso-applausi-per-candidatura-a-commissione-ue-del-greco-alexis-tsipras/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Jan 2014 20:40:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[barbara spinelli]]></category>
		<category><![CDATA[congresso sel]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia e libertà]]></category>
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		<category><![CDATA[stefano bonaccini]]></category>
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					<description><![CDATA[Matteo Renzi diserta il Congresso di Sel. Al suo posto, a Riccione si presenta Stefano Bonaccini, responsabile Enti locali della segreteria Pd, con funzioni aggiunte, per l&#8217;occasione, di &#8216;parafulmine&#8217; per il segretario. La platea non gli riserva infatti una buona accoglienza, anzi, l&#8217;ostilita&#8217; potrebbe essere sintomo di una profonda frattura tra il partito di Nichi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Nichi-Vendola.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" alt="nichi-vendola-puglia-sel" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Nichi-Vendola.jpg" width="790" height="466" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Nichi Vendola</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Matteo Renzi diserta il Congresso di Sel. Al suo posto, a Riccione si presenta Stefano Bonaccini, responsabile Enti locali della segreteria Pd, con funzioni aggiunte, per l&#8217;occasione, di &#8216;parafulmine&#8217; per il segretario. La platea non gli riserva infatti una buona accoglienza, anzi, l&#8217;ostilita&#8217; potrebbe essere sintomo di una profonda frattura tra il partito di Nichi Vendola e quello del sindaco di Firenze, non solo sulla legge elettorale. Anche in vista delle elezioni Europee, infatti, tanti i delegati Sel che non guardano verso il Pse ma verso Tsipras, valutando pero&#8217; pure l&#8217;ipotesi di andare da soli.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>OBIETTIVO: SOSTENERE FERMAMENTE ALAXSIS TSIPRAS</strong><br />
Il secondo Congresso di <strong>Sinistra Ecologia e Liberta&#8217;</strong> si pone non a caso l&#8217;obiettivo di indicare la &#8221;Strada giusta&#8221; che, secondo molti esponenti del partito saliti sul palco, dovrebbe essere quella di un&#8217;apertura ai movimenti italiani che alle Europee vogliono presentarsi insieme, a <strong>sostegno della candidatura del greco Alexis Tsipras alla presidenza della Commissione Ue</strong> (&#8221;Dobbiamo scegliere e dire &#8216;Siamo con lui&#8221;, rimarca Nicola Fratoianni tra gli applausi dei presenti).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>FABIO MUSSI: UNA LISTA CHE VADA NEL SENSO DI UN&#8217;ALTRA EUROPA</strong><br />
Ma altro passaggio chiave, per il dibattito interno, e&#8217; l&#8217;intervento di <strong>Fabio Mussi</strong>, per il quale <strong>&#8221;Tispras e&#8217; interessante</strong>, ma il Gue e&#8217; improbabile&#8221;. Dunque, <strong>&#8221;avremmo dovuto noi prendere per tempo l&#8217;iniziativa per una lista che andasse nel senso di un&#8217;altra Europa</strong>, rivolgendoci a intellettuali e movimenti. Mentre ora dobbiamo decidere su iniziative altrui&#8221;. Sull&#8217;adesione alla lista promossa da associazioni e intellettuali coordinati da Barbara Spinelli, Mussi spiega di non escludere nulla, &#8221;ma vediamo le condizioni. La lettera di Tsipras di ieri e&#8217; un&#8217;apertura, ma bisogna andare a vedere le condizioni, le prospettive, le collocazioni e il programma. Se non ci sono le condizioni c&#8217;e&#8217; Sel&#8221;, come in fondo ha detto ieri lo stesso Vendola, quando ha sottolineato di non aver paura a candidare Sel da sola con il proprio simbolo, dunque fuori anche dal Pse. Intanto al Congresso di Sel arrivano i saluti proprio del leader di Syriza: &#8221;Vi auguro di cuore che il vostro congresso rappresenti un punto di svolta nel tentativo per la piu&#8217; ampia unita&#8217; delle forze della sinistra e della societa&#8217; civile. Dobbiamo fare tutti insieme un passo indietro per muovere insieme tanti passi in avanti nel Parlamento europeo&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>MARTIN SCHULTZ: SEL AIUTI EUROPA A IMBOCCARE STRADA GIUSTA</strong><br />
Non manca pero&#8217; la lettera di <strong>Martin Schulz:</strong> &#8221;Vi auguro un ottimo congresso nella speranza che insieme alle forze progressiste europee Sel aiuti l&#8217;Europa a imboccare la &#8216;Strada giusta&#8221;&#8217;. Ma la platea, anche oggi, si scalda di piu&#8217; per il primo che per il secondo:<strong> &#8221;Tsipras, Tsipras, Tsipras&#8221;, si sente urlare.</strong> E adesso si aspetta che sia Vendola a tirare le somme e a indicare quale sia la &#8216;Strada giusta&#8217;. Tornando alla politica interna, Bonaccini affronta il tema caldo della riforma della legge elettorale. E approfitta dell&#8217;Assise per aprire uno spiraglio sull&#8217;abbassamento delle soglie di sbarramento per i piccoli partiti: &#8221;Non abbiamo preclusioni a modifiche a larga maggioranza, che riguardino anche la soglia di sbarramento&#8221;. Ma neanche quest&#8217;annuncio e&#8217; bastato a placare gli animi di chi, in sala, ha urlato piu&#8217; volte: &#8221;Buffone, buffone&#8221;. In fondo, i delegati di Sel hanno sperato fino all&#8217;ultimo che Renzi arrivasse, ma cosi&#8217; non e&#8217; stato. Vendola si dice quindi &#8221;dispiaciuto&#8221; e pensa che questa sia stata &#8221;un&#8217;occasione persa di confronto&#8221;. E quando dal palco viene annunciata la presenza dell&#8217;esponente Pd, subito dalla platea si leva un grido ironico: <strong>&#8221;Bonaccini chi?&#8221;</strong>, parafrasando quanto detto da Renzi sul collega <strong>Stefano Fassina.</strong> A Bonaccini non rimane che salire sul palco e rispondere scherzosamente: &#8221;Non mi dimetto, non vi preoccupate&#8221;. E poi, rivolgendosi ai 900 delegati presenti in sala: &#8221;Cari compagni e compagne&#8230;&#8221;. Ma immediatamente una serie di fischi copre le sue parole. Il momento piu&#8217; difficile arriva quando viene affrontato il tema delicato della legge elettorale: &#8221;Le regole devono essere scritte assieme&#8221;. La platea lo interrompe ancora una volta e lo sconfessa: <strong>&#8221;Insieme a chi? a Berlusconi?&#8221;</strong>. A questo punto Vendola e&#8217; costretto a intervenire per richiamare i suoi delegati: &#8221;Pur nel dissenso che abbiamo in questo momento verso il leader del Pd dobbiamo ascoltare con rispetto. Non e&#8217; possibile che voi mi applaudiate quando critico il plebeismo e il primitivismo e poi facciate queste cose&#8221;. Cosi&#8217; il delegato di Renzi, che non ha portato i saluti del segretario e che anzi neanche lo nomina, forse per evitare ulteriori fischi, va avanti con il suo discorso. Al termine, la platea si divide tra chi applaude e chi invece contesta Bonaccini. ASCA</p>
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		<title>Matteo Renzi: un accordo serio e istituzionale su tre punti. Ma parte con il piede sbagliato?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jan 2014 13:53:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E&#8217; interesse di tutti far si che il politico di turno operi, soprattutto, per il bene comune, per l&#8217;interesse primario di tutti i cittadini. Dubbi e perplessità sono una forma di linguaggio indispensabile per dare vita ad un dibattito costruttivo che deve mirare a dare un svolta importante al nostro Paese per un rilancio della [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure style="width: 702px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi-ilparlamentare1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" alt="matteo-renzi-segretario-pd-politica" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi-ilparlamentare1.jpg" width="702" height="412" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Matteo Renzi</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; interesse di tutti far si che il politico di turno operi, soprattutto, per il bene comune, per l&#8217;interesse primario di tutti i cittadini. Dubbi e perplessità sono una forma di linguaggio indispensabile per dare vita ad un dibattito costruttivo che deve mirare a dare un svolta importante al nostro Paese per un rilancio della sua economia a 360 gradi. Vogliano tutti i politici accettare le nostre critiche sempre costruttive perchè essi siano messi in condizione di fare il meglio e soprattutto ciò che è giusto per tutti. IL PARLAMENTARE.IT</p>
<p style="text-align: center;">di Alessandro Corneli/ grrg.eu/</p>
<p style="text-align: justify;">Il neosegretario del Pd ha inviato una lettera ai colleghi segretari di partito per giungere a “un accordo serio, istituzionale, su tre punti”: legge elettorale, riforma del bicameralismo e riforma del titolo V.</p>
<p style="text-align: justify;">Sul primo punto, dopo vari annunci di segno opposto, Renzi ha rinunziato “a formulare la nostra proposta ma offriamo diversi modelli alle forze politiche che siedono insieme a noi in Parlamento”. Quindi ha elencato tre modelli: legge elettorale spagnola; legge Mattarella rivisitata; doppio turno di coalizione (modello legge per i sindaci).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IL PD NON BASTA: LE RIFORME SI SCRIVONO INSIEME</strong><br />
Non ha perso tempo e ha usato il primo giorno lavorativo del 2014, aggiungendo e spiegando: “Per fare le riforme il Pd è decisivo, senza il Pd non si fanno. Ma il Pd da solo non basta. Le riforme non si realizzano da soli… meglio così perché le regole si scrivono insieme. Quando si fanno le riforme si chiamano tutti gli altri partiti. Poi se uno non ci vuol stare, lo dice. Ma senza troppi giri di parole”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ECCO LE RIFORME IN SINTESI IN VISTA DEGLI INCONTRI BICAMERALI:</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; Riforma sul modello della legge elettorale spagnola: prevede una divisione del territorio in 118 piccole circoscrizioni con attribuzione alla lista vincente di un premio di maggioranza del 15% (92 seggi). Ciascuna circoscrizione elegge un minimo di quattro e un massimo di cinque deputati. Soglia di sbarramento al 5%.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; Riforma sul modello della legge Mattarella rivisitata: 475 collegi uninominali e assegnazione del 25% dei collegi restanti attraverso l’attribuzione di un premio di maggioranza del 15% e di un diritto di tribuna pari al 10% del totale dei collegi.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; Riforma sul modello del doppio turno di coalizione dei sindaci: Chi vince prende il 60% dei seggi e i restanti sono divisi proporzionalmente tra i perdenti. Possibile sia un sistema con liste corte bloccate, con preferenze, o con collegi. Soglia di sbarramento al 5%.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ECCO L&#8217;IMBROGLIO O LA DIMENTICANZA (VOLUTA?) NELLA PROPOSTA DI MATTEO RENZI</strong><br />
In queste proposte c’è già un imbroglio, ovvero la dimenticanza (voluta?) di qualcosa che sembrava irrinunciabile: manca la promessa riduzione del numero dei parlamentari. Infatti, quantificare il premio di maggioranza (prima ipotesi) in 92 deputati considerandolo come il 15% del totale, significa mantenere il numero di 630 deputati. Dimenticanza, sbadataggine o volontà di assicurare comunque il posto a un maggior numero di eletti di tutti i partiti, riducendo i malumori dei candidabili e le difficoltà per le Segreterie di lasciare molti di più fuori dalle liste? Lo stesso ragionamento vale per il secondo modello. Per il terzo, è da precisare (ma è probabilmente quello che piace di più a Renzi).</p>
<p style="text-align: justify;">Tra le altre proposte, quella di sforare il limite del 3% del deficit sul Pil ha sicuramente irritato il premier Letta perché va a toccare i suoi (buoni) rapporti con l’Europa. Comunque la formulazione è contorta: “Se all’Europa proponi riforme istituzionali e un Jobs Act che attiri investimenti stranieri, allora in Europa ti applaudono anche se sfori il 3%”. Questo sarebbe un modo per rinviare l’inizio dell’applicazione del Fiscal Compact (riduzione del 5% del debito pubblico ogni anno: costo circa 40-45 miliardi di euro all’anno: dove trovarli?). Posizione comunque compensata dal “no” all’uscita dall’euro.</p>
<p style="text-align: justify;">Sul piano della conquista dei consensi popolari, l’obiettivo di Renzi sembra duplice: sfidare il M5S di Grillo, e mettere in concorrenza tra loro Forza Italia e Nuovo Centro Destra. Più difficile raggiungere il primo obiettivo che il secondo. Infatti Berlusconi si è dichiarato favorevole al modello spagnolo e Alfano a quello del sindaco. Ci vuole così poco… Inoltre Berlusconi pensa che, fatta la riforma elettorale, si va al voto; e Alfano pensa l’esatto contrario.</p>
<p style="text-align: justify;">A Letta, che punta a favorire Telefonica sulla vicenda Telecom – per avere l’appoggio della Spagna sulle future cariche europee – Renzi ha fatto concessioni, affermando che nella vicenda Telecom “il governo ha un potere enorme di moral suasion, indipendentemente dagli appigli legislativi” e “dovrebbe usarlo per chiarire che lo scorporo della rete è una priorità, o che comunque bisogna avere l’assoluta garanzia di investimenti sull’infrastruttura”. Anche su Mps “dovrebbe usarlo per evitare che i soldi prestati dai contribuenti italiani vengano messi a rischio”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il M5S non abbocca e ritiene che l’ascesa di Renzi “è l’operazione mediatica che serviva al Pd, lo ‘scintillio di luci’ per illudere, ancora una volta, sull’inizio di una ‘nuova’ stagione. È quello che serviva per far dimenticare il governo con Berlusconi, per dimostrare di volere uno pseudo rinnovamento, per contrastare il M5S. Oggi riaccende le luci e fa l’ennesimo proclama per ritagliarsi titoli sui giornali: parla, twitta, medita patti, ma le sue proposte, reali e concrete, dove sono?” (parola di Roberto Fico, presidente della Vigilanza Rai e deputato del M5S). Altri parlamentari del movimento di Grillo scrivono sul loro sito: “Matteo Renzi, il leader telecomandato, continua ripetere a pappagallo le storielle che gli suggeriscono i suoi ignoranti mentalisti che nulla sanno né del PD né (tantomeno) del MoVimento 5 Stelle”.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma quanto è diverso il 2014 dal 2013?</p>
<p style="text-align: justify;">Per palati molto, molto sottili</p>
<p style="text-align: justify;">1. Sul Corriere della Sera, c’è un’intervista al filosofo cattolico Giovanni Reale, il massimo studioso italiano e non solo di Platone. Papa Bergoglio è un gesuita e i gesuiti sono grandi estimatori di Aristotele e del suo principale interprete, san Tommaso d’Aquino. E’ un modo sottile per attaccare il Papa?</p>
<p style="text-align: justify;">2. Su Repubblica, a contorno della notizia dell’acquisto totale di Chrysler da parte della Fiat, c’è un’intervista a Paolo Fresco che dice: “Bravo Marchionne, un’alleanza negli Stati Uniti era il sogno dell’Avvocato”. E’ un modo sottile per suggerire all’Italia che gli Usa le convengono più dell’Europa?</p>
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		<title>Pd: Matteo Renzi è il segretario e vince con il 68%. Cuperlo si ferma al 18</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Dec 2013 11:16:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[gianni cuperlo]]></category>
		<category><![CDATA[Gianni Pittella]]></category>
		<category><![CDATA[matteo renzi]]></category>
		<category><![CDATA[nuova generazione]]></category>
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					<description><![CDATA[(ASCA) &#8211; Roma, 9 dic &#8211; &#8221;Ora tocca alla nostra generazione, io saro&#8217; il capitano della nostra squadra, questa non e&#8217; la fine della sinistra&#8221;. Lo dichiara Matteo Renzi nel suo primo discorso da segretario del Pd ringraziando i quasi 3 milioni di cittadini che hanno partecipato alle primarie e il 68% che ha votato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure style="width: 716px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/primarie_matteo_renzi_vince_primarie.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" alt="primarie-matteo-renzi-vince-primarie" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/primarie_matteo_renzi_vince_primarie.jpg" width="716" height="412" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Matteo renzi vince le primaria</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">(ASCA) &#8211; Roma, 9 dic &#8211; &#8221;Ora tocca alla nostra generazione, io saro&#8217; il capitano della nostra squadra, questa non e&#8217; la fine della sinistra&#8221;. Lo dichiara Matteo Renzi nel suo primo discorso da segretario del Pd ringraziando i quasi 3 milioni di cittadini che hanno partecipato alle primarie e il 68% che ha votato per lui. Gianni Cuperlo si e&#8217; fermato al 18%. Pippo Civati giudica un buon successo il suo 14,%. &#8221;l&#8217; Unita&#8221;&#8217; titola: &#8221;Il trionfo di Renzi&#8221;. &#8221;Renzi, l&#8217;anno zero&#8221;, e&#8217; il titolo sul sito di &#8221;Europa&#8221;, altro quotidiano di riferimento del Pd. In serata potrebbe esserci il primo incontro tra Enrico Letta e il nuovo leader del Pd che ha convocato per le 15,30 una conferenza stampa in cui annuncera&#8217; la composizione della sua segreteria. Intanto il premier fa un auspicio: &#8221;Con il nuovo segretario lavoreremo insieme con uno spirito di squadra che sara&#8217; fruttuoso, utile al Paese e al centrosinistra&#8221;. Domani sera Renzi partecipera&#8217; alla riunione dei gruppi parlamentari del Pd che dovranno discutere del voto di fiducia chiesto da Letta, che terra&#8217; il suo discorso programmatico mercoledi&#8217; alla Camera e al Senato, dopo la scelta di Forza Italia di collocarsi all&#8217; opposizione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>MATTEO RENZI RINGRAZIA TUTTI COLORO I QUALI HANNO CONTRIBUITO ALLA VITTORIA</strong><br />
&#8221;Grazie a Gianni Pittella, che ha combattuto una bella battaglia. Un grazie a Pippo Civati, chi lo avrebbe mai detto tre anni fa che la Leopolda avrebbe avuto la maggioranza nel Pd. Un grazie speciale a Gianni Cuperlo, a cui vorrei che dedicassimo non soltanto un applauso. Se c&#8217;e&#8217; una persona nel Pd con cui vorrei dialogare e discutere anche non essendo d&#8217;accordo quella e&#8217; Cuperlo, una persona dalla quale c&#8217;e&#8217; da imparare&#8221;, inizia cosi&#8217; il suo discorso da neo segretario Renzi, restato a Firenze, che continua con i ringraziamenti: &#8221;Grazie anche alla mia famiglia, ai miei figli, non vorrei fare una americanata ma grazie ad Agnese che mi ha supportato. Grazie anche al mio staff. Fare politica e&#8217; anche condividere la bellezza delle passioni. Grazie ai cittadini che oggi hanno dato un segnale che definire commovente e&#8217; poco&#8221;. Il sindaco di Firenze valorizza la partecipazione alle primarie e polemizza con il M5S: &#8221;La scorsa settimana alcune migliaia di persone hanno partecipato al vaffaday, oggi qualche milione di italiani vincendo lo stesso disgusto di quei cittadini e&#8217; andato ai seggi fidandosi di noi. Per fidarsi ci vuole coraggio, come fa un bambino: bisogna avere dentro un grande amore per fidarsi, passione, partecipazione coinvolgimento. Io sono tenace e determinato, se mi avete dato la fascia di capitano di questa squadra, non faro&#8217; passare giorno senza lottare su ogni pallone&#8221;. Renzi prosegue con alcune riflessioni: &#8216;<strong>&#8216;Conosco i sorrisi e le lacrime di chi ci lascia il cuore, si puo&#8217; anche piangere in politica.</strong> Oggi pensiamo a tutti quelli che stanno soffrendo nelle carceri, a chi soffre la crisi del fallimento per la crisi economica. Avendo vinto abbiamo consapevolezza che il piu&#8217; grande orgoglio e&#8217; quello di saper vincere. La vittoria piu&#8217; bella e&#8217; quella di chi cade e si rialza. Quindi da oggi non ci sono piu&#8217; alibi per nessuno, non ci sono piu&#8217; scuse, non possiamo piu&#8217; aspettare per il cambiamento. Gli elettori, ci hanno dato l&#8217;idea che si puo&#8217; ancora credere che non siamo tutti uguali&#8221;. Il neosegretario del Pd batte con forza il tasto del rinnovamento generazionale: <strong>&#8221;Ora tocca a noi, che andavamo alle medie quando e&#8217; caduto il muro di Berlino</strong>, <strong>che abbiamo scelto giurisprudenza dopo le stragi di Falcone e Borsellino, tocca a noi che abbiamo conosciuto l&#8217; euro e non l&#8217;Europa.</strong> Noi siamo quelli cresciuti in un mondo dove ci hanno detto che fare politica e&#8217; una parolaccia. Ebbene noi coinvolgeremo le persone piu&#8217; anziane, ma solo per avere dei consigli&#8221;. Renzi e&#8217; ottimista sul futuro: &#8221;Abbiamo dei ricercatori saggi, degli studiosi curiosi ma abbiamo la peggiore classe dirigente che c&#8217;e&#8217; mai stata.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Si deve andare avanti sulla strada del cambiamento.</strong> Se abbiamo avuto questi voti li abbiamo avuti per scardinare il sistema, non per scambiare dirigenti con altri dirigenti. La prima corrente da rottamare sara&#8217; la corrente dei renziani che gia&#8217; da stasera e&#8217; sciolta&#8221;. Il segretario piddino polemizza con chi lo definisce centrista: &#8221;Per battere la poverta&#8217; non serve fare manifestazioni, serve cambiare l&#8217; economia. Con noi il bipolarismo e&#8217; salvo. Non si illudano quelli che hanno brindato al ritorno alla proporzionale. Il Pd mettera&#8217; tutto il proprio impegno per una legge elettorale che garantisca il bipolarismo, che tagli i costi della politica. Basta con le correnti e cominciamo da quella renziana che da stasera e&#8217; ufficialmente sciolta. Non dobbiamo piu&#8217; vedere respingere chi sta fuori, come la gente respinta dai seggi in un. In un paese civile non puo&#8217; bastare l&#8217;iscrizione al sindacato per fare carriera. Il sindacato deve cambiare con noi&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>MATTEO RENZI: NOI VOGLIAMO CAMBIARE LA STORIA, SIAMO STUFI DI ASCOLTARLA</strong><br />
Il sindaco di Firenze chiude il suo discorso rispondendo a chi pensa che la sua vittoria potrebbe coincidere con la fine della sinistra: &#8216;<strong>&#8216;Questa non e&#8217; la fine della sinistra e&#8217; la fine di un gruppo dirigente della sinistra. Non ne possiamo piu&#8217; di sentire la loro storia, vogliamo scrivere la nostra. Stiamo cambiando giocatori, non stiamo cambiando campo</strong>. Stiamo cambiando i giocatori che tante belle sfide e partite hanno vinto. Ma ora e&#8217; arrivato il momento di scrivere la nostra storia. &#8221;Il nostro giocare in piccolo non serve al mondo&#8217;, come ha detto Nelson Mandela. Ragazzi, il meglio deve ancora venire, da domani ci divertiamo insieme&#8221;. Cuperlo e&#8217; soddisfatto: &#8221;Oggi e&#8217; stata scritta una bella pagina della democrazia italiana, non era facile e neppure scontato. <strong>Grazie a quel popolo che si e&#8217; messo in fila ai gazebo e ha scelto di votare, grazie ai volontari e ai militanti.</strong> Il primo pensiero va a loro, il secondo a Renzi, al quale per telefono ho fatto gli auguri piu&#8217; sinceri. Grazie anche a Civati. La politica, quando e&#8217; buona politica, riesce ancora a trasmettere passione. Siamo la forza fondamentale del centrosinistra italiano e siamo l&#8217;argine del sistema democratico e della tenuta del Paese. Attorno a noi cresce la percezione di un sovversivismo dall&#8217; alto: il tentativo di delegittimare il Parlamento, una democrazia aggredita dall&#8217;interno&#8221;. Il secondo arrivato nelle primarie annuncia quale sara&#8217; il suo atteggiamento nei confronti di Renzi: &#8221;La sinistra vuole recuperare la credibilita&#8217; smarrita. Dobbiamo uscire con la forza del consenso popolare da questa crisi. Assumiamoci grande responsabilita&#8217;. Il mio comportamento sara&#8217; leale e sincero come le nostre campagne elettorali. Al nuovo segretario cerchero&#8217; di dare un contributo importante. L&#8217;unita&#8217; del Pd e&#8217; un valore profondo ma si basa sulla chiarezza reciproca, sulla trasparenza delle scelte e sulla forza del pensiero&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>CUPERLO NON RINUNCIA AL PROGETTO DI COSTRUIRE LA SINISTRA ITALIANA</strong><br />
Cuperlo annuncia di non voler rinunciare al progetto di ricostruire la sinistra italiana: &#8221;Passo dopo passo ho avuto la percezione di una sinistra spinta a rimettersi in piedi e questo e&#8217; un patrimonio che nessuna percentuale potra&#8217; scontare. La sinistra di questo Paese avra&#8217; una grande storia da scrivere. La sinistra e&#8217; la limpidezza con la quale ti batti per difendere i diritti umani di tutti. Il treno dove siamo saliti e&#8217; il nostro treno, non scendera&#8217; nessuno. Adesso avremo un partito piu&#8217; forte con un nuovo segretario che sara&#8217; il segretario di tutti, c&#8217;e&#8217; una lunga strada da percorrere&#8221;. Civati sostiene che il suo 14% sarebbe stato impensabile qualche settimana fa: &#8221;Abbiamo ritrovato un legame con le persone. Il Pd ritrovi orgoglio e coraggio, con questo Pd possiamo vincere. La nostra campagna non finisce qui ma qui inizia, abbiamo fatto molta buona politica con parole chiare e cosi&#8217; continueremo. In campagna elettorale avremmo voluto fare meglio ma la sinistra c&#8217;e&#8221;&#8217;. Il terzo arrivato nelle primarie, che auspica le elezioni anticipate dopo un accordo sulle regole di una nuova legge elettorale, ripropone la sua posizione sull&#8217; esecutivo: &#8221;Rimane la questione della durata delle larghe intese. Sara&#8217; compito della nuova dirigenza affrontarlo. Con questo gruppo dirigente possiamo vincere le elezioni e possiamo soprattutto farle le elezioni. Questo e&#8217; il vero momento di fondazione del Pd. La sinistra c&#8217;e&#8217; e fa del Pd ancora un partito di sinistra. Ora continueremo cosi&#8217;. Buon lavoro al nuovo segretario e al nuovo gruppo dirigente&#8221;. Civati non rinuncia a uno spunto polemico: &#8221;Rinnovo la stima non persa per Cuperlo. Non mi e&#8217; piaciuto molto D&#8217;Alema e lo dico, perche&#8217; sono sincero&#8221;</p>
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		<title>Giuseppe Aieta sostiene il Sud con Matteo Renzi alla Leopolda di Firenze</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Nov 2013 00:35:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[a cura de Il Parlamentare.it/ Tra i renziani presenti alla  tre giorni tenutasi alla Leopolda di Firenze  dove il sindaco di Firenze Matteo Renzi candidato alla segreteria  nazionale del partito democratico ha ratificato un vero e proprio patto con l’Italia, c&#8217;era anche il Sindaco di Cetraro, la nota cittadina turistica calabrese Giuseppe Aieta che ha riscosso [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure style="width: 702px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giuseppe-aieta-cetraro.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" alt="giuseppe aieta-matteo renzi-sinistra" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giuseppe-aieta-cetraro.jpg" width="702" height="412" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Giuseppe Aieta Sindaco di Cetraro con Matteo Renzi alla Leopolda di Firenze</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: center;">a cura de Il Parlamentare.it/</p>
<p style="text-align: justify;">Tra i renziani presenti alla  tre giorni tenutasi alla <strong>Leopolda di Firenze</strong>  dove il sindaco di <strong>Firenze Matteo Renzi</strong> candidato alla segreteria  nazionale del partito democratico ha ratificato un vero e proprio <strong>patto con l’Italia,</strong> c&#8217;era anche il <strong>Sindaco di Cetraro, la nota cittadina turistica calabrese Giuseppe Aieta </strong>che ha riscosso un notevole successo certificato, tra l&#8217;altro da You Tube che mostra come l&#8217;intervento del Sindaco del Porto turistico più noto da Napoli in giù, abbia suscitato non solo l&#8217;apprezzamento del grande popolo dei renziani presenti, ma anche l&#8217;interesse gli utenti della Rete.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>GIUSEPPE AIETA ALLA LEOPOLDA DI FIRENZE</strong><br />
Il primo cittadino cetrarese che ricopre anche l’incarico di Assessore alla Provincia di Cosenza è intervenuto nel corso del dibattito moderato dallo stesso Matteo Renzi. <strong>Giuesppe Aieta</strong>, proveninente da una cultura socialista è un renziano della prima ora e rivolgendosi alla platea della Leopolda ha riconosciuto  in <strong>Matteo Renzi la leadership</strong> di un nuovo centrosinistra che fa ben sperare per il futuro dell’Italia.</p>
<p><figure style="width: 702px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi-leopola.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" alt="Matteo Renzi" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi-leopola.jpg" width="702" height="412" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Matteo Renzi</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>GIUSEPPE AIETA A MATTEO RENZI PER UN SUD LIBERO E PRODUTTIVO</strong><em><br />
“Nell’agenda del sindaco di Firenze, &#8211;</em> <strong>ha sottolineto Giuseppe Aieta</strong>&#8211; <em>e  del futuro centrosinistra un posto importante lo dovrà avere il sud del paese, non in termini assistenziali come avvenuto nel corso di questi anni ma <strong>come una risorsa,</strong> perché il Mezzogiorno d’Italia ed in modo particolare la Calabria ha giovani talenti, università eccellenti, come l’<strong>Università della Calabria a Cosenza</strong>, una tra le migliori d’Italia.</em> <em>Queste eccellenze</em> &#8211; <strong>ha continuato Giuseppe Aieta</strong> &#8211; <em>possono davvero rilanciare la nostra regione e rappresentare una reale speranza, se prese nella giusta considerazione dal futuro leader del centrosinistra, insieme al suo team, riavvicinando la politica ed i così detti palazzi romani alla gente perché solo così si possono sconfiggere il cancro che affligge questa parte del paese come la &#8216;ndrangheta che blocca lo sviluppo della nostra regione.</em> <em>E di questo</em> &#8211; rivolgendosi in modo particolare a <strong>Matteo Renzi</strong> &#8211;   <em>il futuro leader del centrosinistra se ne dovrà occupare, per i tanti cittadini onesti che rappresentano la stragrande maggioranza di questa parte del paese e per quei politici onesti che hanno cercato di estirpare questo cancro pagando a caro prezzo le loro battaglie, come nel caso di <strong>Giovanni Lo Sardo,</strong></em> (esponente del partito comunista di Cetraro che nella sua attività politico amministrativa a favore del comune del tirreno cosentino denunciò di continuo il malaffare politico-mafioso, che gli costò la vita nel 1980) e <strong>Angelo Vassallo</strong> (esponente del partito democratico campano, sindaco di Pollica, ucciso in un attentato di chiara matrice camorristica nel 2010).</p>
<p style="text-align: justify;">Una voce, quella del <strong>Sindaco di Cetraro Giuseppe Aieta</strong> molto gradita alla folla di presenti che non ha mancato di riconoscere il giusto plauso al rappresentante politico della Calabria che con <strong>Renzi Segretario di Partit</strong>o potrà, di certo,<strong> elevare Cetraro a</strong> <strong>Porto Turistico d&#8217;eccellenza</strong> a vantaggio dell&#8217;economia di un vastissimo territorio meglio noto per le sue meraviglie e con il nome di <strong>&#8220;Costa Viola&#8221;</strong></p>
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		<title>Senza Silvio la Sinistra si annoia ed entra in crisi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 12:08:34 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_3533" aria-describedby="caption-attachment-3533" style="width: 469px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://ilparlamentare.it/2011/11/senza-silvio-la-sinistra-si-annoia-ed-entra-in-crisi/bersani-3/" rel="attachment wp-att-3533"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-3533" title="Bersani" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Bersani2.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Bersani2.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Bersani2-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Bersani2-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-3533" class="wp-caption-text">Bersani</figcaption></figure></p>
<p><strong>Senza più lo spauracchio del &#8220;Cavaliere Nero&#8221; la sinistra è disorientata. Sia a livello nazionale che nelle Giunte comunali le alleanze si sfaldano e vengono a galla i disaccordi.</strong> Da Nord a Sud sono molte le amministrazioni in crisi d&#8217;identità. Così a Bologna l&#8217;esecutivo di Merola è finito in una palude dopo il voto sulla fusione di due controllate del trasporto pubblico. A Milano Pisapia e l&#8217;assessore Boeri hanno litigato. Ma anche a Potenza non se la passano bene, con i Verdi che hanno abbandonato il Pd. E in provincia di Bolzano i democratici si dividono, mentre a Livorno Rifondazione perde pezzi. La crisi non risparmia il Sud dove il sindaco di Vibo Valentia ha azzerato la Giunta.</p>
<p><strong>Il caso certo più eclatante e vicino nel tempo è quello di Bologna</strong> dove la delibera approvata da parte del Consiglio comunale sulla fusione tra Fer e Atc per la costituzione di una nuova società che gestisca il trasporto pubblico locale ha sollevato un vespaio. La delibera è passata con l&#8217;astensione della lista Vendola-Frascaroli. &#8220;Un partito di maggioranza non si astiene, perché astenersi significa delegare ad altri le decisioni&#8221;, ha attaccato i vendoliani Sergio Lo Giudice, capogruppo del Pd in Comune.</p>
<p><strong>Altro caso eclatante è quello di Milano, dove il sindaco Pisapia ha &#8220;epurato&#8221; un suo assessore, Stefano Boeri</strong>. L&#8217;ex responsabile  all&#8217;Expo, già candidato alle primarie contro il sindaco, era in rottura su tutta la linea. Il casus belli è stata la diatriba sul progetto di museo di arte moderna della capoluogo lombardo. Pisapia ha strigliato Boeri e gli ha tolto la delega all&#8217;Expo lasciandogli solo quella alla Cultura.</p>
<p><strong>Tempi bui anche per Livorno che ha passato un brutto periodo dopo che Alessandro Cosimi,</strong> sindaco dal 2004 in quota Pd, è stato contestato duramente da alcuni membri della Giunta e dai lavoratori scesi in piazza per chiedere risposte concrete alla crisi che ha colpito l&#8217;industria locale. Caso che ha portato ad un cambio della segreteria del Pd, dove Di Rocca ha lasciato il posto a Samuele Lippi.</p>
<p><strong>A parte le grandi città anche le piccole realtà locali sono in crisi e cercano un nuovo nemico da demonizzare</strong>. In Basilicata i Verdi hanno deciso di rompere con il Pd e il presidente Vito De Filippo sta cercando di raffreddare gli animi. A Vibo Valentia, Francesco De Nisi, ha azzerato la Giunta provinciale. E persino a Laives, in Trentino Alto Adige, il sindaco non ha più la maggioranza e sta valutando se allargare all&#8217;Udc.</p>
<p><em>Di Tommaso Cinquemani &#8211; affariitaliani</em></p>
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		<title>L&#8217;Italia compie 150 anni: proposta eccentrica e semisera di un evento celebrativo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Jan 2011 23:00:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Alberto Liguoro &#8212; Mi trovai casualmente a Parigi, con la mia famiglia, il 14 luglio 1989. Suscitava davvero grande emozione vedere le strade gremite di gente in festa; si aveva quasi la sensazione di un corpo unico, ma potremmo anche togliere il quasi. Vero o apparente che fosse, qui il discorso non è di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1027" href="https://ilparlamentare.it/2011/01/21/litalia-compie-150-anni-proposta-eccentrica-e-semisera-di-un-evento-celebrativo/federalismo/"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-thumbnail wp-image-1027" title="federalismo" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/federalismo-150x150.gif" alt="" width="150" height="150" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/federalismo-150x150.gif 150w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/federalismo-50x50.gif 50w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a>di <strong>Alberto Liguoro</strong> &#8212;</p>
<p>Mi trovai casualmente a Parigi, con la mia famiglia, il 14 luglio 1989.</p>
<p>Suscitava davvero grande emozione vedere le strade gremite di gente in festa; si aveva quasi la sensazione di un corpo unico, ma potremmo anche togliere il quasi. Vero o apparente che fosse, qui il discorso non è di cronaca, ma di considerazioni astratte di riferimento, quello spettacolo induceva ad immaginare un popolo assolutamente unito e orgoglioso, come se non esistessero classi, partiti, appartenenze religiose e territoriali. Tutti uniti per quell’irrinunziabile minimo comune denominatore della salvaguardia del benessere pubblico e del prestigio, della proiezione verso il futuro del loro Paese, con la forza trainante e rassicurante del passato. Persino l’estrema destra era affratellata da questo spirito, alle altre espressioni socioculturali, non esclusa la sinistra più battagliera; persino i Maghrebini si sentivano e professavano francesi al 100%.</p>
<p>Eppure divisioni politiche, etniche, religiose, anche lì, non mancano, c’è una sinistra radicale, come una destra, c’è integralismo religioso ed etnico, c’è un midi anche in Francia.</p>
<p>Ora, ritornando dalle nostre parti, faccio enorme fatica ad immaginarmi qualcosa di simile anche qui.</p>
<p>L’odio di classe (ricchi e poveri; oltre all’area snob della nobiltà o pseudo-tale, un po’ di qua un po’ di là, ma prevalentemente… di là) ce lo portiamo appresso come il dna; c’è una inconciliabile divisione tra Nord e Sud; un razzismo latente, ma poi neanche tanto, serpeggia nell’animo di tutti, non solo verso altre etnie e altri popoli, ma anche, reciprocamente, tra settentrionali (da Roma in su) e meridionali (in giù – la città di Roma poi è strapazzata da un parte e dall’altra, ma va affermandosi la collocazione-lega al Sud); la divisione religiosa, sostanzialmente incentrata su Cattolici da una parte e Non Cattolici (dove c’è di tutto, inutile specificare) è manichea e ineluttabile; sul fronte politico la contrapposizione Destra/ Sinistra, di remoto retaggio, ma accentuatasi a dismisura col sistema maggioritario è di impronta sostanzialmente estremista e caratterizzata fondamentalmente da odio reciproco.</p>
<p>Immaginiamoci un settentrionale ricco, di destra e cattolico da una parte e un meridionale povero, di sinistra e ateo da un’altra parte, in una discussione sulle rispettive ricette per il governo dell’Italia. Prima o poi si azzufferebbero, come avviene tra esagitati tifosi di calcio (ma anche tra esponenti politici, le cui uscite in TV sono, a volte, surreali); e in mezzo ci sono molteplici variazioni e gradazioni, ma tutte in senso antagonista e intollerante.</p>
<p>Questa è l’Italia, di oggi per moltissime ragioni che si omette qui di esaminare, essendo diverso lo scopo del presente elaborato. Certo fa male al cuore vedere i campi sportivi del resto d’Europa, pur con notevoli e pericolosi eccessi anche lì (evidentemente fronteggiati e tenuti sotto controllo ed osservazione in modo abbastanza efficace), senza gabbie, recinti ecc., con i giocatori quasi a contatto con il pubblico, mentre qui ogni fine settimana è una guerra.</p>
<p>Ora in tale situazione ci accingiamo ad intraprendere iniziative varie, anzi la macchina celebrativa già si muove, per il 150mo anniversario dell’Unità d’Italia, evento non dissimile dall’esempio francese di cui sopra.</p>
<p>Che cosa c’è da immaginare? In tutte le sedi, televisive, di piazza, di palazzo, nella migliore delle ipotesi, sorrisi melensi e chiacchiere ipocrite tra berlusconiani (dove poi si distinguono e si contrappongono quelli che vogliono i voti per Berlusconi, quelli che vogliono da quest’ultimo soldi, posti, favori, o a loro volta, appoggi politici, artistici, professionali, semmai uno spicchietto o uno spicchione di potere, quelli che strumentalizzano Berlusconi ad altri fini – v. Lega per il federalismo, quelli che, più o meno sotto sotto, preparano il terreno per l’immancabile dopo…, ecc.) e antiberlusconiani (dove pure c’è di tutto in lotta tra tutti: centro, sinistra anche estrema, finiani, democratici in eterna contesa per trovare una leadership, anarchici, qualunquisti e così via); tra cattolici (con varie categorie di antiaboristi, antidivorzisti, antipreservativo, antiricerche varie, antieducazione sessuale, antifamiglie di fatto, antiomosessuali, antimusulmani, anti-altre religioni ecc) e non cattolici (ma italiani? Nonché extracomunitari? Atei? Per caso gay? Appartenenti ad altre religioni tra di loro altrettanto incompatibili?); tra “appartenenti alle classi più abbienti (ma anche qui un ricco ed affermato dirigente o professionista ecc. è un poveraccio al confronto di un Berlusconi, un Tronchetti Provera, una Marcegaglia ecc.)” e c.d. “lavoratori” (dove non manca di farsi viva la solita guerra tra poveri, per cui gli operai si guardano in cagnesco con gli impiegati, e, tra questi, c’è acredine tra i pubblici e i privati); sulla contrapposizione Nord/ Sud (accentuata dal dilagare della Lega) inutile spendere altre parole, basti qui far mente locale ad un mixage tra i vari contrasti sopra menzionati, con in più la solfa Nord/ Sud che vale a rimettere in discussione anche gli equilibri già raggiunti in altre collocazioni. Basti pensare a quante se ne dicono o, in teoria, potrebbero dirsene un cattolico (antiaborista, anti…, anti…, anti ecc.) di Pordenone e un cattolico (parimenti anti…, anti, anti…) di Canicattì, o due berlusconiani (o anti), ma uno di Treviso, e un altro di Catanzaro.</p>
<p>A questo punto vado momentaneamente fuori tema per ricordare come, a partire da Carlo Marx in poi, tutti gli intellettuali, i politici di ogni tendenza, le persone di buon senso e di buona volontà, hanno sempre considerato che le contraddizioni nella società e nell’individuo, devo esplodere per progredire (basta cercare su Google la frase “far esplodere le contraddizioni” per rendersene conto).</p>
<p>In altri termini, se vuoi raggiungere un obiettivo non devi disdegnare, in presenza di condizioni che lo richiedano, di agire in modo addirittura opposto all’obiettivo stesso (la cd. terapia d’urto, o, come nelle vaccinazioni, la somministrazione calibrata e ponderata del morbo stesso che si vuole combattere).</p>
<p>Dobbiamo allora chiederci, stando così le cose, se non sia il caso di cambiare strategia.</p>
<p>Il mio vuole essere un tono provocatorio, eccentrico e  semiserio, va da sé, però non lo dico neanche come qualcosa di cui ridere. Vorrei che si riflettesse un po’ su queste cose, nient’altro.</p>
<p>In sostanza, dico io, vogliamo essere aggregati come non mai, compatti come i Francesi? Perché non provare, allora, a disgregare tutto?</p>
<p>Perché non celebrare, su questo abbrivio, il 150° anniversario dell’Unità d’Italia (anche) con un convegno.</p>
<p>Tema del convegno “LE DIVISIONI D’ITALIA”.</p>
<p>In tal caso io proporrei (il tono è sempre quello “provocatorio, eccentrico, semiserio, ma non troppo”) la seguente soluzione:</p>
<p>Divisione dell’Italia in Stati fortemente confederati tra loro, con libera circolazione ed unità di indirizzo, ad es.:</p>
<p>Lombardo-Veneto allargato all’ex Stato sabaudo, Liguria, Emilia-Romagna, nonché Regioni del Nord (nel contesto il Sud Tirolo potrebbe realizzare il suo sogno: fuori dall’Italia e dal bilancio dello Stato italiano – e qui magari il sogno andrebbe sfumandosi, ma non si può avere tutto). Una  specie di Repubblica Subalpina, diciamo così.</p>
<p>Toscana, Marche, Umbria, Abruzzo e Lazio (compresa forse la Sardegna ed esclusa Roma capitale e satelliti, che continuerebbe ad essere la Città Eterna, la Roma dei Cesari, dei Papi e dei Popoli, e che avrebbe comunque ruolo di centralità e rappresentanza verso l’estero), le Regioni Unite dell’Italia Centrale.</p>
<p>Finalmente la gloriosa Repubblica Partenopea, tutte le Regioni del Sud (compresa o esclusa la Sicilia, che potrebbe avere una collocazione a sé stante, secondo la volontà dei Siciliani stessi).</p>
<p>Quali sarebbero i risultati? Secondo me, a parte quello psicologico di grande liberazione e gioia costruttiva, un risultato di forte unità (chi è più unito di chi non è costretto ad essere unito, ma usufruisce semplicemente di condizioni geografiche, storiche, culturali ed ambientali? Esempi a iosa qui: gli Stati Uniti d’America, la Svizzera, gli stessi Paesi Bassi), progresso e crescita industriale ed economica.</p>
<p>Si stempererebbero naturalmente le contrapposizioni Nord/ Sud;  si svilupperebbe una benefica concorrenza in tutti i campi e segnatamente quello turistico (nel quale il nostro Paese, in men che non si dica si collocherebbe ai vertici mondiali).</p>
<p>La struttura coriacea, diciamo pure burocratica e istituzionale del Cattolicesimo, per cui esso si identifica come un polo, rispetto al quale ogni altra aggregazione di idee, di uomini, di tradizioni, di religioni o filosofie frutto del libero pensiero, persino di correnti o tendenze artistiche, costituisce il polo contrapposto, che deriva oggi dalla centralità del Vaticano, parallela e combaciante con la centralità dello Stato Italiano, si disperderebbe e diffonderebbe (come avviene oggi rispetto agli altri Stati) nelle varie realtà decentrate e delle relative organizzazioni e comunità clericali, e non  sarebbe più occasione di frizioni, prevaricazioni, e, a volte dure o durissime lotte e contese, come sul divorzio, sull’aborto, sull’eutanasia, sull’educazione sessuale e così via.</p>
<p>Il popolo sarebbe sempre il popolo ad ogni latitudine; sono convinto che quel che unisce tutti i popoli del Mondo, non ha nulla  a che vedere con i confini territoriali. La vanga, l’aratro, la vite da coltivare e la legna da ardere, lo scalpello e  il martello, il compasso ed ogni altro attrezzo, e i loro derivati moderni, dai computer alle catene di montaggio, tutto questo unisce i popoli del Mondo, come i libri vengono letti da tutti gli intellettuali del Mondo e li uniscono e i mercati dove si vende e si compra e, come si sa, le leggi sono invariate ad ogni latitudine.</p>
<p>Non ci sono contrapposizioni e divisioni qui, se non quelle fisiologiche dei mestieri e delle idee.</p>
<p>La contrapposizione viscerale, quella che vede da una parte il popolo inteso come massa indistinta, e dall’ altra, la ricca borghesia, il c.d. nobilato bianco o nero che sia, la massoneria, il clero delle alte gerarchie, si frantumerebbe a sua volta e, in definitiva, non avrebbe ragion d’essere perché i piani di confronto sarebbero disomogenei. I contrasti verrebbero a galla, sarebbero, quindi visibili e verrebbero, conseguentemente, risolti, solo se effettivi e concreti, su situazioni specifiche, non come ora, con riferimento alle categorie di portata generale e nazionale dei “reazionari” e “rivoluzionari”, “conservatori” e “progressisti”, qualificazioni superate dalla Storia, che, finalmente, sarebbero superate anche nella nostra quotidianità e cronaca attuale; potremmo anzi essere noi, una volta tanto, modello e guida per altri popoli.</p>
<p>La stessa sorte, in non piccola parte collimante con quanto appena osservato sulle divisioni basate sul censo, toccherebbe alle situazioni politiche che si fronteggiano, come la Grande Destra (o Grande Centro-Destra che dir si voglia) e Grande Sinistra ( o Centro- Sinistra), semplicemente perché non esisterebbero più. Ogni Stato Confederato, fermi restando i comuni principi, interessi, intenti di crescita economica, culturale, scientifica, artistica, di benessere sociale, di tradizioni, di irrinunciabile fratellanza, per cui mai potrebbero esserci ostilità interne dirette, sarebbe governato nel modo liberamente scelto dagli elettori di appartenenza.</p>
<p>Il controllo del territorio sarebbe più vicino e pregnante; anche l’amministrazione della Giustizia sarebbe più rapida e vicina ai problemi degli Italiani, liberata dai ceppi della centralità e omogeneità per imposizione calata ciecamente in contesti sociali assolutamente disomogenei.</p>
<p>Le capacità e le peculiarità di soluzioni immediate e inventiva degli Italiani emergerebbero e si rafforzerebbero.</p>
<p>Le scuole, con diversificate politiche e gestioni, si misurerebbero tra di loro, che so, la scuola partenopea con quella lombarda, la fiorentina con la ligure piuttosto che con la bolognese, e così via, e non parlo solo di arti e mestieri, licei e Università, emulandosi, immancabilmente migliorerebbero e si migliorerebbero a vicenda. Verrebbero allora sì fuori le intelligenze più elevate, i cervelli che, con tutta probabilità, non fuggirebbero più all’estero, ma anzi richiamerebbero qui altri cervelli e investimenti.</p>
<p> In altri termini, esploderebbero le contraddizioni, come si diceva, si configurerebbe come vincente la terapia d’urto, la ponderata e graduale utilizzazione proprio del virus che si vuole combattere.</p>
<p>Sarebbe assolutamente orribile tutto questo? Io direi il contrario. Visto così, davvero sembrerebbe un sogno; pur dovendosi riconoscere che, come in tutte le cose, anche qui ci sono i pro e i contro, come ad esempio la sfida di responsabilità per un meccanismo politico e organizzativo complessivamente più articolato e la delicatezza della gestione della separatezza.</p>
<p>Ma alla fine tutto funzionerebbe come un orologio svizzero (appunto) e, alla celebrazione del 200° anniversario dell’Unità d’Italia e della liberazione (questo è importante e quasi sempre viene sottovalutato) dall’Austria, dalle dinastie di provenienza ispanica, dall’influenza dominante di Francia e Inghilterra, dall’invadenza del potere temporale della Chiesa, dall’autoritarismo e provincialismo dei Granducati, attraverso l’affermazione dell’unità nella libertà, non ci sarebbe, certamente, nulla da invidiare alle celebrazioni degli altri popoli.</p>
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