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	<title>Sindacati &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Istituita la “Scorta Civica” per Nicola Gratteri. Venerdì il primo sit-in a Catanzaro.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 May 2022 11:47:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia&Legalità]]></category>
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					<description><![CDATA[È stata istituita la “Scorta Civica” per il procuratore Nicola Gratteri. L’idea nasce da gruppi di professionisti dei vari settori del vivere civile. Un’idea che piace ai Sindacati di Polizia e dei lavoratori ma anche alle note Fondazioni antimafia e ai giovani. Sono previsti una serie di sit-in in tutta Italia e, il primo, si [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">È stata <strong>istituita la “Scorta Civica” per il procuratore Nicola Gratteri</strong>. L’idea nasce da gruppi di professionisti dei vari settori del vivere civile. Un’idea che piace ai Sindacati di Polizia e dei lavoratori ma anche alle note Fondazioni antimafia e ai giovani. Sono <strong>previsti una serie di sit-in in tutta Italia</strong> e, <strong>il primo, si terrà giorno 13 maggio alle ore 11.00 innanzi alla Procura della Repubblica di Catanzaro</strong>. In programmazione quello di Palermo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Siamo alla vigilia del trentennale delle stragi mafiose del ’92 e, se pur importanti cortei e bei discorsi di commemorazione per rinverdire e onorare la memoria dei martiri, è altrettanto importante lavorare quotidianamente per la tutela dei vivi poiché questo è l’insegnamento che le stragi ci offrono. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1200" height="800" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giovanni-falcone.jpg" alt="" class="wp-image-16306" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giovanni-falcone.jpg 1200w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giovanni-falcone-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giovanni-falcone-405x270.jpg 405w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giovanni-falcone-768x512.jpg 768w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giovanni-falcone-696x464.jpg 696w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giovanni-falcone-1068x712.jpg 1068w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption>Il Giudice Giovanni Falcone</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Giovanni Falcone fu ucciso il 23 maggio del 1982</strong> <strong>ma iniziò a morire molto prima con la votazione del CSM</strong> che bocciò la sua nomina. <strong>Talvolta, disse Paolo Borsellino, “<em>le Istituzioni hanno il volto della mafia</em>&#8220;.</strong> Lo smacco dato a Falcone allora con la mancata nomina, portò al suo isolamento, che fu l’anticamera della morte. “Corsi e ricorsi storici”, scriveva Giovan Battista Vico. La Storia si ripete. Ma siamo noi a dover impedire che ciò accada. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" width="1600" height="704" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/scortacivicapernicolagratteri.jpeg" alt="Scorta Civica per Nicola Gratteri" class="wp-image-16299" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/scortacivicapernicolagratteri.jpeg 1600w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/scortacivicapernicolagratteri-300x132.jpeg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/scortacivicapernicolagratteri-480x211.jpeg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/scortacivicapernicolagratteri-768x338.jpeg 768w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/scortacivicapernicolagratteri-1536x676.jpeg 1536w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/scortacivicapernicolagratteri-696x306.jpeg 696w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/scortacivicapernicolagratteri-1068x470.jpeg 1068w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nei giorni scorsi il Procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri è stato pesantemente minacciato ancora una volta</strong>. I servizi di sicurezza stranieri hanno intercettato una telefonata dove progettavano di farlo saltare in aria. Nelle stesse ore, Gratteri concorreva alla nomina di Procuratore nazionale antimafia ma non ce l&#8217;ha fatta. Gli è stato rafforzato il servizio di protezione ma riteniamo che la migliore scorta per lui sia la ribellione dei cittadini alla barbarie criminale. La Calabria prima regione in Europa per Corruzione, necessita dell’impegno civico di tutti i cittadini onesti e laboriosi. <strong>Ora più che mai non bisogna lasciare solo Nicola Gratteri</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>A tal fine venerdì 13 maggio alle ore 11 la “Scorta Civica” stazionerà sotto la Procura di Catanzaro per esprimere al Procuratore Gratteri, vicinanza ed impegno costante. </strong>L’appello della “Scorta Civica”, va alla coscienza civica di donne e uomini di buona volontà, associazioni, sindacati, mondo della scuola e dell’università che insieme hanno deciso di fare squadra. Hanno già confermato la loro adesione i Sindacati <strong>SIULP</strong> &#8211; Sindacato Italiano Unitario dei Lavoratori della Polizia di Catanzaro, <strong>FSP</strong> Polizia di Stato, <strong>C.I.S.L. Magna Grecia</strong>, <strong>CICAS</strong> Confederazione Imprenditori, Commercianti, Artigiani, Turismo e Servizi, <strong>Antonino De Masi</strong>, la <strong>Fondazione Antonino Caponnetto</strong>, il <strong>Movimento civico NOI</strong>, la <strong>Fondazione Culturale “Paolo di Tarso”</strong>, il <strong>Centro Polifunzionale Padre Pino Puglisi</strong>, il <strong>CELM</strong> Comitato Europeo per la Legalità e la Memoria, l’<strong>Associazione Giustizia e Pace</strong> dedicata ai Giudici Livatino e Costa. Una organizzazione che cresce di ora in ora. Cittadini e organi dell’informazione sono invitati a partecipare.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" width="900" height="1331" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sitin-nicola-gratteri.jpg" alt="" class="wp-image-16304" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sitin-nicola-gratteri.jpg 900w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sitin-nicola-gratteri-203x300.jpg 203w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sitin-nicola-gratteri-183x270.jpg 183w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sitin-nicola-gratteri-768x1136.jpg 768w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sitin-nicola-gratteri-696x1029.jpg 696w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption>La locandina de ILPARLAMENTARE.IT</figcaption></figure></div>
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		<title>Ilva, firmato l&#8217;accordo: subito 10.700 assunzioni. Di Maio: &#8216;Così non si annulla la gara. Non ci sarà il Jobs Act&#8217;</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2018/09/ilva-firmato-laccordo-subito-10-700-assunzioni-di-maio-cosi-non-si-annulla-la-gara-non-ci-sara-il-jobs-act/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Sep 2018 15:53:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[assunzioni]]></category>
		<category><![CDATA[ilva]]></category>
		<category><![CDATA[jobs act]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Sindacati]]></category>
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					<description><![CDATA[È stato raggiunto l&#8217;accordo sull&#8217;Ilva da sindacati, azienda e commissari, alla presenza del vicepremier e ministro Luigi Di Maio. Si parte subito con 10.700 assunzioni.  I sindacati sottoporranno il testo al referendum tra i lavoratori. Il voto dovrebbe concludersi entro il 13 settembre in modo tale che l&#8217;azienda abbia il tempo di avere i risultati e il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_13639" aria-describedby="caption-attachment-13639" style="width: 700px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ilva.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-13639" alt="ilva taranto" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ilva.jpg" width="700" height="467" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ilva.jpg 700w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ilva-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ilva-404x270.jpg 404w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13639" class="wp-caption-text">ILVA: riparte tavolo al MISE. Nella foto una veduta dello stabilimento Ilva di Taranto (2012).</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>È stato raggiunto l&#8217;accordo sull&#8217;Ilva da sindacati, azienda e commissari, alla presenza del vicepremier e ministro Luigi Di Maio. </strong>Si parte subito con 10.700 assunzioni<strong>. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">I sindacati sottoporranno il testo al referendum tra i lavoratori. Il voto dovrebbe concludersi entro il 13 settembre in modo tale che l&#8217;azienda abbia il tempo di avere i risultati e il 15 subentrare quando scadrà l&#8217;amministrazione straordinaria. Le tute blu di Cgil, Cisl e Uil, e l&#8217;Usb hanno revocato lo sciopero proclamato per martedì 11 settembre.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Di Maio ha chiarito che con l&#8217;accordo non si annulla la gara, e che i lavoratori saranno assunti con l&#8217;Art.18</strong>.</p>
<p><figure id="attachment_13638" aria-describedby="caption-attachment-13638" style="width: 700px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/luigidimaio1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-13638" alt="Il vicepremier e Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, al suo rientro al MISE per le fasi finali delle trattative sull'Ilva.  © Copyright ANSA" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/luigidimaio1.jpg" width="700" height="449" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/luigidimaio1.jpg 700w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/luigidimaio1-300x192.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/luigidimaio1-420x270.jpg 420w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13638" class="wp-caption-text">Il vicepremier e Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, al suo rientro al MISE per le fasi finali delle trattative sull&#8217;Ilva.<br />© Copyright ANSA</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Soddisfatta <strong>la segretaria generale della Fiom, Francesca Re David: </strong>&#8220;Gli assunti sono tutti, si parte da 10.700 che è molto vicino al numero di lavoratori che oggi sono dentro e c&#8217;è l&#8217;impegno di assumere tutti gli altri fino al 2023 senza nessuna penalizzazione su salario e diritti, era quello che avevamo chiesto&#8221;. E sull&#8217;esito delle assemblee dei lavoratori, ha aggiunto, &#8220;siamo fiduciosi&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell&#8217;accordo sull&#8217;Ilva con ArcelorMittal &#8220;abbiamo ottenuto quello che abbiamo chiesto sin dall&#8217;inizio &#8211; spiega la segretaria della Fiom &#8211; 10.700 lavoratori verranno assunti subito e sono sostanzialmente quelli che ora lavorano negli stabilimenti, ossia tutti quelli non in cassa integrazione&#8221;. Contemporaneamente parte anche un piano di incentivi alle uscite volontarie e l&#8217;azienda &#8220;si è impegnata ad assumere tutti gli altri che restano in carico all&#8217;Ilva senza penalizzazioni e con l&#8217;articolo 18&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Molto migliorato anche il piano ambientale</strong> &#8220;che porta all&#8217;accelerazione delle coperture dei parchi e a un limite fortissimo delle emissioni. Se Ilva vuole produrre 8 milioni di tonnellate di acciaio lo deve fare senza aumentare di nulla le emissioni che ci sono&#8221;. Ora, conclude Re David, sottoporremo l&#8217;intesa come sempre al giudizio dei lavoratori che è per noi vincolante, oggi sottoscriveremo l&#8217;accordo ma la firma definitiva ci sarà solo al termine dei referendum&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Plaude al lavoro fatto il premier, Giuseppe Conte</strong>, in particolare a quello di Di Maio. &#8220;Ha fatto un lavoro veramente egregio, è stato molto sapiente il percorso che abbiamo costruito, abbiamo acquisito il parere dell&#8217;Anac e dell&#8217;Avvocatura dello Stato, sono emerse irregolarità evidenti, ma l&#8217;annullamento della gara non è così semplice. Non basta un vizio formale occorre dimostrare che attraverso quell&#8217;annullamento si realizza meglio l&#8217;interesse pubblico. I dati che sono stati&#8221; resi noti &#8220;sono di assoluta eccellenza&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Di Maio è tornato, quindi, sulla questione della gara, argomentando: &#8220;La questione è molto semplice. Oggi un annullamento senza le motivazioni di legge, avrebbe determinato una sola cosa: che Mittal andava al Tar, faceva ricorso, vinceva e il 15 settembre entrava dentro l&#8217;Ilva&#8221;. E, a chi gli chiede come risponde ai cittadini di Taranto che si aspettavano l&#8217;annullamento della gara e la chiusura dello stabilimento, risponde: &#8220;ArcelorMittal sarebbe entrata in Ilva non con 10.700 assunti, l&#8217;articolo 18 e le migliorie ambientali, ma con meno assunti, meno tutele e senza accordo sindacale&#8221;. Il tema vero, sostiene, &#8220;è che quel contratto stipulato con Am un anno fa è stato tenuto nascosto per troppo tempo e noi l&#8217;abbiamo, diciamo così, desecretato alla fine di aprile, per poi iniziare il percorso di accertamento della gara&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Quanto al tema del lavoro, in azienda non ci sarà Jobs Act: &#8220;I lavoratori &#8211; dice ancora Di Maio &#8211; saranno assunti con l&#8217;articolo 18, che ci saranno 10.700 assunzioni come base di partenza e che non ci saranno esuberi: tutti riceveranno una proposta di lavoro da Mittal&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Soddifatta anche ArcelorMittal</strong>: &#8220;Oggi è l&#8217;inizio di un lungo percorso per fare dell&#8217;Ilva una impresa più forte e più pulita&#8221;, dice il vice presidente, Matthieu Jehl, uscendo dal Mise dopo l&#8217;accordo, ringraziando governo, sindacati e commissari.</p>
<p style="text-align: justify;">
<strong>Per Genova confermato l&#8217;organico, 1474 dipendenti. </strong> &#8220;Aspettiamo la firma ma è chiaro che rispetto alla fase in cui venivano ipotizzate la messa in discussione di salario e diritti, siamo soddisfatti. Non ci saranno esuberi e per Genova viene riconfermato l&#8217;Accordo di programma con un organico di 1474 lavoratori&#8221;. Per il segretario genovese della Fiom Bruno Manganaro &#8220;ora comincia una lunga storia con una nuova organizzazione della fabbrica che dovremo gestire con il più grande gruppo industriale dell&#8217;acciaio&#8221; ma rispetto alle premesse l&#8217;accordo è un &#8220;buon risultato&#8221;.<br />
<strong><br />
</strong></p>
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		<title>Elezioni: &#8220;la difficile scelta del Nemico&#8221;. Attenta riflessione di Alessandro Corneli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Jan 2013 19:07:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
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					<description><![CDATA[di Alessandro Corneli In Italia, il bipolarismo non ce l’ha fatta. Ha lasciato l’odore, che per sé non è né gradevole né sgradevole. Ma lascia tracce che emergono nella difficoltà che i partiti principali hanno mostrato nel a trovare il Nemico. Nel bipolarismo, era facile. Silvio Berlusconi ha tentato una straordinaria capriola, che avrebbe annullato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_5431" aria-describedby="caption-attachment-5431" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="elezioni-vendola-bersani-di-pietro" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/elezioni-vendola-bersani-di-pietro.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-5431" title="elezioni-vendola-bersani-di-pietro" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/elezioni-vendola-bersani-di-pietro.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/elezioni-vendola-bersani-di-pietro.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/elezioni-vendola-bersani-di-pietro-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/elezioni-vendola-bersani-di-pietro-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5431" class="wp-caption-text">A Vasto: Bersani tra Vendola e Di Pietro</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: center;">di <strong>Alessandro Corneli</strong></p>
<p>In Italia, il bipolarismo non ce l’ha fatta. Ha lasciato l’odore, che per sé non è né gradevole né sgradevole. Ma lascia tracce che emergono nella difficoltà che i partiti principali hanno mostrato nel a trovare il Nemico. Nel bipolarismo, era facile.</p>
<p><strong>Silvio Berlusconi</strong> ha tentato una straordinaria capriola, che avrebbe annullato la negatività che aveva accumulato nel periodo immediatamente precedente e seguente alle sue dimissioni nel novembre 2011: indurre Mario Monti ad assumere la leadership di “tutti i moderati”. Non gli è riuscita ma, essendosi più degli altri identificato nel bipolarismo, ha imboccato rapidamente la strada: <strong>il Nemico è Bersani, ultima incarnazione del Nemico di sempre, la sinistra</strong>. Poiché l’odore del bipolarismo è ancora disperso nell’aria che respiriamo, questa scelta gli sta portando risultati: i sondaggi registrano un suo recupero.</p>
<p>Pierluigi Bersani avrebbe preferito la logica bipolare. Non a caso, ha fatto di tutto per rallentare una modifica della legge elettorale: il Porcellum gli andava e gli va benissimo (come a Berlusconi). E così è andata. Aveva cominciato da lontano, dal convegno di Vasto, quando aveva stretto a sé Nichi Vendola e Antonio Di Pietro. Poi <strong>si è accorto che i due alleati toglievano voti al Pd, e allora ha dovuto fare una scelta: si è tenuto Vendola e ha lasciato Di Pietro andare alla deriva</strong>. Le dimissioni di Berlusconi, il pronto appoggio al governo tecnico, hanno consentito a Bersani di recuperare punti nei sondaggi sulle intenzioni  di voto, e questo gli ha dato coraggio fino a fargli accettare delle primarie libere in cui Matteo Renzi  gli ha dato del filo da torcere, almeno nella prima tornata. Gli sarebbe piaciuta un’intesa di non belligeranza con Monti, ma come giustificare di fronte al suo elettorato il voto del Pd a favore di tanti provvedimenti pesanti varati dal governo tecnico? La tentazione è stata forte di combattere su due fronti: contro Monti e contro Berlusconi, ma la consapevolezza di correre un grave pericolo lo ha fermato. Così, <strong>alla fine, ha dichiarato: il Nemico è Berlusconi, responsabile di tutte le difficoltà presenti e future.</strong> Un bipolarismo di ripiego, un trinceramento di sicurezza.</p>
<p><figure id="attachment_5433" aria-describedby="caption-attachment-5433" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="Antonio-Ingroia" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Antonio-Ingroia.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-5433" title="Antonio-Ingroia" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Antonio-Ingroia.jpg" alt="Antonio Ingroia" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Antonio-Ingroia.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Antonio-Ingroia-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Antonio-Ingroia-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5433" class="wp-caption-text">Antonio Ingroia</figcaption></figure></p>
<p>Bersani deve però registrare il fatto che,<strong>per Vendola</strong>, suo principale alleato, <strong>il Nemico è Monti</strong>. Anche <strong>per Antonio Ingroia il Nemico è Monti</strong>. Entrambi pescano sul serbatoio dell’ala sinistra del Pd. Ma Vendola sta dentro l’alleanza, Ingroia è fuori e contro, e punta espressamente sulle contraddizioni del Pd. Pungolato dalla “grande stampa”, Bersani ha detto “no” alla patrimoniale, ma Venìdola e Ingroia la vorrebbero. L’idea bersaniana di rimodulare l’Imu avrebbe qualche possibilità se, dalla dichiarazione di principio, scendesse a qualche numero.</p>
<p>E <strong>Mario Monti</strong>? A secondo di come andranno le elezioni e di come si formerà il governo, le analisi sulla sua campagna elettorale si sprecheranno.<strong>Verrà fuori o come un genio o come un ingenuo</strong>. Intanto è già possibile dire qualcosa. Anzitutto ha fatto un po’ di vuoto intorno a sé: Passera si è defilato, o è stato costretto a defilarsi: un concorrente alla premiership in meno. Poi la Lista Monti ha attirato consensi, svuotandole, sia dall’Udc di Pierferdinando Casini (ridotto al 4%) sia da Fli di Gianfranco Fini (che oscilla intorno all’1%). <strong>Quindi Monti ha detto</strong> <strong>che</strong>, poiché il centrosinistra è “sinistra” e il centrodestra è “destra”, <strong>il futuro è lui</strong>: delle riforme, della ripresa, della riduzione delle tasse, della modifica dell’Imu, del no al redditometro (e anche del no al Quirinale). Una sfida a tutto campo, una guerra su due fronti, <strong>un ripudio netto e coerente del bipolarismo</strong>. Ma fino ad oggi i sondaggi non lo premiano: dal 12% al 15%. Che possa portare via voti a destra e a sinistra è difficile: il suo serbatoio è il circa 30% di elettori che al momento sono ancora decisi di non andare a votare. Ma ,se cambieranno idea, si sparpaglieranno, lasciando inalterati i rapporti proporzionali. Qualche battuta arrogante, qualche battuta fuori dalle righe mentre le reiterate accuse al governo “precedente” dimostrano che <strong>l’odore di bipolarismo penetra anche nelle fila montiane</strong>.</p>
<p><strong>Per Beppe Grillo</strong> non ci sono problemi: <strong>il Nemico è tutti</strong>. Non solo i partiti ma anche i sindacati, eccetto la Fiom. Il leader del Movimento 5 Stelle ha rotto un tabù: nessuno, in Italia, aveva mai attaccato le confederazioni sindacali che si sono subito ricompattate e che probabilmente si impegneranno maggiormente nella campagna elettorale. Però Grillo ha toccato un nervo scoperto del sistema-Italia. <strong>L’attacco ai sindacati gli poterà il consenso</strong> di chi pensa che essi abbiano avuto non poche responsabilità nel declino industriale del Paese e nel ritardo con cui sono state fatte alcune riforme. Dai picchi del 16-18%, Grillo è sceso al 10-12% ma il fronte aperto sui sindacati potrebbe portargli altri consensi.</p>
<p>Infine, per quanto i partiti abbiano un po’ ripulito le liste dei candidati eliminando alcuni cosiddetti i<strong>mpresentabili</strong>, e per quanto enfatizzeranno questa operazione, <strong>la gente sa che non erano questi quattro o otto gatti ad affondare le finanze pubbliche</strong>. L’operazione potrebbe dare risultati inferiori alle aspettative o risultare controproducente.</p>
<p>Fonte GR&amp;RG</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Fiat: raggiunta intesa su Termini Imerese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Manuel]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Nov 2011 17:46:40 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_3515" aria-describedby="caption-attachment-3515" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/2011/11/fiat-raggiunta-intesa-su-termini-imerese/fiat/" rel="attachment wp-att-3515"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-3515" title="Fiat" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Fiat.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Fiat.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Fiat-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Fiat-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-3515" class="wp-caption-text">Fiat: raggiunta intesa a Termini Imerese</figcaption></figure></p>
<p>E&#8217; stata raggiunta l&#8217;intesa tra Governo, Fiat e sindacati sullo stabilimento di Termini Imerese.</p>
<p>Lo fa sapere il Ministero dello Sviluppo Economico. Sono 640 i dipendenti di Termini Imerese che andranno in mobilita&#8217; verso la pensione. Lo fanno sapere i sindacati spiegando che l&#8217;accordo prevede un incentivo complessivo alla mobilita&#8217; medio di 22.850 euro piu&#8217; l&#8217;indennita&#8217; per il mancato preavviso e il premio fedelta&#8217;. Hanno firmato l&#8217;accordo tutti i sindacati, anche la Fiom.</p>
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