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	<title>sicurezza &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Il Movimento NOI insieme ai diecimila genitori e insegnanti del Comitato Nazionale IdeaScuola.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 May 2022 15:36:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[comitato ideascuola]]></category>
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					<description><![CDATA[Si è svolto l’incontro istituzionale tra il Comitato Nazionale IdeaScuola e Movimento civico NOI dedicato ai problemi che docenti e genitori riscontrano nella scuola, tra i quali il trattamento del Covid19 in classe. Un tema molto caro al Comitato Nazionale IdeaScuola, che conta circa 10mila membri, genitori, docenti e accademici desiderosi di contribuire alla realizzazione [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Si è <strong>svolto l’incontro istituzionale tra il Comitato Nazionale IdeaScuola e Movimento civico NOI</strong> dedicato ai problemi che docenti e genitori riscontrano nella scuola, tra i quali il trattamento del Covid19 in classe. <strong>Un tema molto caro</strong> al Comitato Nazionale IdeaScuola, che conta circa 10mila membri, genitori, docenti e accademici desiderosi di contribuire alla realizzazione di un ambiente scolastico moderno e sicuro, aperto all’innovazione didattica e tecnologica, all’inclusione reale e alla collaborazione di tutti coloro che vivono la scuola: alunni, famiglie, personale scolastico e istituzioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>UN INCONTRO ALL&#8217;INSEGNA DEI VALORI</strong><br>All’incontro, per il Comitato IdeaScuola hanno partecipato il Presidente <strong>Roccodavide Guerra</strong>, il Vice Presidente <strong>Stefania Sambataro</strong>, il Responsabile Territoriale Calabria <strong>Pasqualino Raso</strong> e la Responsabile Rapporti Internazionali <strong>Katia Amore</strong>. Per il Movimento NOI il Portavoce nazionale <strong>Fabio Gallo</strong>, <strong>Roberto Perri</strong> e <strong>Maria Luisa Celani</strong>, rispettivamente referenti del Dipartimento Scuola e Politiche Sociali e Welfare e la coordinatrice nazionale <strong>Eleonora Cafiero</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="http://noimagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/maestra.jpg" alt="Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è maestra.jpg"/></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>MAESTRA APRI LA FINESTRA</strong><br>Nei prossimi giorni, il Movimento NOI e IdeaScuola, daranno vita all’iniziativa “<strong>Maestra apri la finestra</strong>!”, una serie di <strong>incontri e webinar informativi volti a supportare il mondo scolastico</strong> <strong>sul tema della sicurezza sanitaria</strong> partendo dal riconoscimento della qualità dell’aria, quale imprescindibile misura per la mitigazione del rischio contagio di tutti i virus a trasmissione aerea a tutela della salute di tutti coloro che vivono la scuola, con particolare riguardo per docenti ed alunni con fragilità, per il miglioramento dell&#8217;apprendimento. Politiche già attuate in maniera sperimentale dal Comitato IdeaScuola in numerose scuole.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="http://noimagazine.it/wp-content/uploads/2022/05/noimagazine-1.jpg" alt="Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è noimagazine-1.jpg"/></figure>
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		<title>Covid19, Scuola e Famiglia. SI DAD e NO DAD a confronto.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Apr 2021 16:01:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
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					<description><![CDATA[La Scuola sta cambiando e si avvia verso il futuro nel quale la didattica digitale ha il suo peso. Ne parliamo, insieme. Crescere insieme è tutto. Potete seguire la diretta qui oppure sulla pagina Facebook del Movimento NOI o tramite NOIRadio.eu. Chi desidera può intervenire e commentare.]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">La Scuola sta cambiando e si avvia verso il futuro nel quale la didattica digitale ha il suo peso. Ne parliamo, insieme. Crescere insieme è tutto. Potete seguire la diretta qui oppure sulla pagina Facebook del Movimento NOI o tramite NOIRadio.eu. Chi desidera può intervenire e commentare.</p>
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		<title>Cosenza, Sanità nel panico. &#8220;NOI&#8221;: cittadini e medici abbandonati</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2020/08/cosenza-sanita-nel-panico-cittadini-e-medici-abbandonati/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2020 09:15:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dalle Regioni]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[diritto alla salute]]></category>
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					<description><![CDATA[a cura della Redazione/ La questione sanità della Calabria rappresenta una delle piaghe più profonde e maleodoranti di tutta Europa. Certamente, una delle peggiori di tutta Italia. Le prime vittime sono gli stessi cittadini calabresi che rappresentano la grande flotta del turismo della salute che sono costretti a raggiungere le Regioni del Nord Italia per [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_14070" aria-describedby="caption-attachment-14070" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ospedale-annunziata-cosenza1.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-14070" alt="Ospedale Civile di Cosenza" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ospedale-annunziata-cosenza1.jpg" width="1000" height="582" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ospedale-annunziata-cosenza1.jpg 1000w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ospedale-annunziata-cosenza1-300x174.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ospedale-annunziata-cosenza1-463x270.jpg 463w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><figcaption id="caption-attachment-14070" class="wp-caption-text">Ospedale Civile di Cosenza</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: center;">a cura della Redazione/</p>
<p style="text-align: justify;">La<strong> questione sanità della Calabria</strong> rappresenta una delle piaghe più profonde e maleodoranti di tutta Europa. Certamente, una delle peggiori di tutta Italia. <strong>Le prime vittime sono gli stessi cittadini calabresi</strong> che rappresentano la grande flotta del <strong>turismo della salute</strong> che sono costretti a raggiungere le Regioni del Nord Italia per avere certezza della cura e un ambiente sanitario degno di chi contribuisce economicamente e con le proprie tasse a sostenerlo. Eppure, di punte di eccellenza e di medici professionalmente molto preparati ce ne sono ma, incredibile a credersi, testimoniano continue vessazioni. Recentemente, in Calabria, abbiamo assistito ad una vera e propria battaglia ingaggiata da nuove forze politiche e sindacali per migliorare le condizioni degli ospedali, in maggior parte vetusti al punto tale da non assicurare né al Corpo Sanitario, né ai pazienti condizioni tali da potersi considerare umanamente sostenibili. Nella maggior parte dei casi infatti, non si parla più semplicemente di problemi che appaiono risolvibili ma di vere e proprie violazioni dei Diritti Umani. Un Sanità quella della Calabria commissariata da anni senza alcun effetto positivo. <strong>Le indagini della Magistratura Antimafia</strong>, hanno individuato una importante serie di infiltrazioni mafiose nelle ASL, all&#8217;interno delle quali sembra essere consolidato un potere al quale le cose stanno bene così come sono. A tal proposito, innanzi alla realtà, <strong>ci si chiede quale sia stata l&#8217;efficacia dell&#8217;azione sindacale, peraltro spesso indebolita dallo scarso coinvolgimento del personale sanitario,</strong> con il risultato di apparire non solo neutralizzati ma appiattiti ed incapaci di rispondere con fermezza e coraggio ad <strong>una crisi epocale che è soprattutto valoriale</strong> e che deve necessariamente approdare ad una soluzione che ponga al centro la<strong> tutela della salute del cittadino</strong> e il <strong>buon vivere del personale sanitario</strong>. A dimostrarlo sono i fatti.</p>
<p><figure id="attachment_14168" aria-describedby="caption-attachment-14168" style="width: 1382px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/bandiere-movimento-noi.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-14168" alt="Bandiera e Logo del Movimento sturziano NOI" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/bandiere-movimento-noi.jpg" width="1382" height="782" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/bandiere-movimento-noi.jpg 1382w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/bandiere-movimento-noi-300x169.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/bandiere-movimento-noi-477x270.jpg 477w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/bandiere-movimento-noi-1024x579.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1382px) 100vw, 1382px" /></a><figcaption id="caption-attachment-14168" class="wp-caption-text">Bandiera e Logo del Movimento sturziano NOI</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Da alcune settimane, il <strong>Movimento sturziano NOI</strong>, nato dall&#8217;impulso di <strong>Papa Francesco</strong> rivolto ai laici, la cui azione politica estremamente efficace è equidistante sia dalla Destra che dalla Sinistra, <strong>sta accogliendo il giusto lamento di medici ed infermieri.</strong> Gli stessi che, dopo essere stati considerati <strong>gli &#8220;eroi&#8221; del</strong> <strong>Covid 19</strong>, come accaduto a Cosenza sono stati oggetto di aggressioni fisiche con gravi conseguenze psicologiche, senza che alcuno abbia preso provvedimenti. <strong>Ma vi è di più e di peggio</strong>. In questi giorni, si è registrato un ingiustificato e paradossale attacco da parte di noti Sindacati proprio ad alcuni di questi medici che in tempo di Covid 19 sono stati le vere sentinelle dell&#8217;accoglienza degli ammalati, sempre presenti nonostante gli altissimi livelli di stress imposti dai turni di lavoro. Medici che nel peggior momento, appunto quello della pandemia, tra l&#8217;altro, <strong>sono stati esposti ad altissimi rischi</strong> per la propria salute poiché privi delle necessarie protezioni che in Calabria, come noto, sono mancate. Molti medici ed infermieri, infatti, hanno dovuto provvedere a protezioni di fortuna pur di continuare senza sosta l&#8217;assistenza ai pazienti letteralmente terrorizzati dalla malattia. <strong>Le cronache, anche in questo caso, parlano chiaro.</strong> Riteniamo utile condividere, a tal proposito, due testimonianze che rendono bene l&#8217;idea: la prima a cura di <strong>Fabio Gallo</strong> portavoce del Movimento NOI molto attivo sul tema: la seconda, proveniente da un comunicato stampa del <strong>SUL</strong> il Sindacato Unitario Lavoratori che con il suo attivismo sta facendo molto discutere, segno che qualcosa si sta finalmente muovendo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>MOVIMENTO NOI, FABIO GALLO: &#8220;SITUAZIONE GRAVISSIMA, CHI NON PROVVEDE E&#8217; COMPLICE E RESPONSABILE&#8221;</strong><br />
&#8220;La situazione non è più grave ma gravissima &#8211; <strong>afferma il Portavoce Nazionale del Movimento NOI Fabio Gallo</strong>. Seguiamo da tempo quanto accade all&#8217;interno del <strong>Pronto Soccorso di Cosenza, perennemente al centro di polemiche e attenzioni da parte degli Organi della Stampa. La situazione risulta essere esplosiva. </strong>Ormai sono frequenti anche le aggressioni fisiche al corpo sanitario da parte di cittadini esasperati a causa dei disservizi dovuti alla mancanza di personale sanitario, che sottopone ad alti livelli di stress medici e infermieri che <strong>eroicamente ancora trovano il coraggio di prestare servizio</strong> in questo luogo che sempre più somiglia ad un girone dell&#8217;inferno. Alcuni giorni addietro, come registrano le cronache, è stata aggredita con violenza inaudita anche una Guardia Giurata che ha tentato di difendere i medici del Pronto Soccorso. Quando si aggrediscono i medici e nessuno interviene con estrema fermezza per risolvere il problema &#8211; <strong>continua Fabio Gallo</strong> &#8211; significa che c&#8217;è qualcosa di marcio nel profondo della gestione della Sanità. <strong>Non tolleriamo che ciò accada ancora</strong> e per questo, abbiamo deciso di avviare una serie di protocolli con le preposte Istituzioni nazionali. <strong>Bisognerebbe chiedersi &#8211; </strong>rileva Fabio Gallo<strong> &#8211; quali benefici ha prodotto,</strong> sia in termini di riduzione dei costi e di contenimento del deficit che di qualità del servizio, la lunga stagione del commissariamento governativo e come mai a nessuno di quelli che si sono avvicendati alla guida della Sanità in Calabria è stato chiesto di rispondere del proprio operato. Il risultato, afferma senza mezzi termini Fabio Gallo &#8211; oggi è veramente paradossale: <strong>i cittadini calabresi (regione tra le più povere d’Europa) sono costretti a subire una tassazione altissima a fronte di una Sanità in condizioni drammatiche.</strong> L’ulteriore beffa è rappresentata, secondo quanto contestato dalla magistratura di recente, dall&#8217;autoattribuzione di somme aggiuntive, non spettanti, a favore degli stessi commissari.La gestione del Pronto Soccorso che <strong>manca di quasi il 50% del personale</strong> per essere adeguata alla normalità &#8211; <strong>afferma Fabio gallo</strong> &#8211; è la cartina al tornasole che mostra inequivocabilmente l&#8217;incapacità da parte di chi avrebbe dovuto farlo sino ad oggi, di affrontare e risolvere i problemi. Abbiamo fatto nostre le istanze non solo di parte del Corpo Sanitario, stressato a causa di turni di lavoro insostenibili, ma anche della comunità dei cittadini. Solo pochi mesi addietro, nell&#8217;inaugurare il ripristino dell&#8217;ingresso dell&#8217;Ospedale Civile di Cosenza &#8211; <strong>continua Fabio Gallo</strong> &#8211; l&#8217;Arcivescovo Metropolita di Cosenza-Bisignano <strong>Mons. Francesco Nolè</strong>, facendosi carico anche lui del lamento della Comunità, chiese a chiare lettere l&#8217;avvio della costruzione di un nuovo Ospedale. Ma la politica sembra avere già dimenticato e il Covid 19 sembra non avere insegnato proprio nulla. Vogliamo essere chiari: contrastiamo con fermezza le politiche che ammettono l&#8217;idea dell&#8217;Uomo-scarto. Da una serie di interviste su <strong>NOI Radio.eu</strong>, sono venute alla luce, grazie a testimonianze dirette di medici ed infermieri di diversi complessi ospedalieri, circostanze che richiedono non più solo il lamento ma una determinata azione rivolta alla risoluzione dei problemi. Recentemente &#8211; <strong>conclude Fabio Gallo</strong> &#8211; il <strong>SUL</strong>, Sindacato Unitario Lavoratori, attivandosi in tal senso, ha ottenuto udienza dal <strong>Prefetto di Cosenza</strong>, ponendo sul suo tavolo la questione così come è. Un primo passo per davvero importante, che, paradossalmente sembra non essere stato gradito dagli storici Sindacati che sono presenti sul territorio da decenni. Una ingerenza rispetto al lavoro di chi in fondo tutela i Diritti Umani di tutti che legittima il sorgere di molti interrogativi che da oggi ci vedranno sempre più in prima linea e determinati a risolvere il problema&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IL COMUNICATO STAMPA A CURA DEL SUL</strong><br />
Una numerosa schiera di sindacati ha sentito la necessità di intervenire sull&#8217;azione che il <strong>SUL</strong> sta conducendo da mesi per riportare le condizioni del <strong>Pronto Soccorso dell&#8217;Annunziata di Cosenza </strong>alla normalità ed alle prescrizioni di legge. Non hanno espresso nessun pensiero sulla questione determinante: il Pronto Soccorso dell’Ospedale Annunziata è <strong>pericolosamente sotto organico</strong> e <strong>mancano almeno 9 medici ed altro personale infermieristico e ausiliario</strong>, tenuto conto che il Pronto Soccorso di Vibo Valentia ha il doppio di medici in organico. Questo dato è stato, sostanzialmente, riconosciuto dall&#8217;Amministrazione aziendale che, nella riunione in <strong>Prefettura</strong> successiva alla proclamazione dello stato d’agitazione, si è impegnata a dotare quella struttura di 2 medici per il mese di agosto, riconsiderando tutto nel successivo incontro settembrino. A fronte di questa situazione indubitabile, e sulla quale la stessa Prefettura cosentina vuole approfondire la discussione, questi rappresentanti sindacali non dicono una parola. Anzi, annunciano barricate qualora si spostassero medici da un reparto al Pronto Soccorso, difendendo così uno stato di fatto che sta mandando in tilt la struttura di immediato intervento. Mettono in campo, invece, una critica senza costrutto a chi sta conducendo battaglie a cui loro hanno rinunciato. Vi è di più: si attaccano diritti conclamati delle lavoratrici violando la legge sulla privacy che non siamo firmatari del contratto. E allora? Significa che sosteniamo cose non vere? Secondo i sottoscrittori del comunicato stampa contro il SUL il problema sarebbe che non siamo firmatari del contratto nazionale. Domanda: se domani firmassimo il contratto cosa cambierebbe per le attuali condizioni del Pronto Soccorso? Esattamente nulla. Noi continueremo a fare il nostro mestiere di sindacalisti che consiste anche nell&#8217;intervento sui carichi di lavoro, gli organici e la sicurezza del personale. <strong>A settembre ci presenteremo in Prefettura con un dossier che consegneremo al Prefetto</strong> per aiutarlo a comprendere quanto denunciamo da tempo e chiedendo che la massima espressione del Governo sul territorio agevoli una soluzione nell&#8217;interesse dei dipendenti e degli utenti.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Immigrazione e sicurezza, via libera del Cdm. Salvini: &#8216;Italia più sicura&#8217;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Sep 2018 12:29:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Consiglio dei Ministri]]></category>
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		<category><![CDATA[giuseppe conte]]></category>
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					<description><![CDATA[Via libera del Consiglio dei ministri al decreto che ha unificato i precedenti testi su sicurezza e migranti. &#8220;#DecretoSicurezza, alle 12.38 il Consiglio dei Ministri approva all&#8217;unanimità! Sono felice. Un passo in avanti per rendere l&#8217;Italia più sicura&#8221;. Lo scrive il ministro dell&#8217;Interno, Matteo Salvini, su Fb. &#8220;Non lediamo nessuno diritto fondamentale: se entri a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_13691" aria-describedby="caption-attachment-13691" style="width: 700px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/decreto-sicurezza.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-13691" alt="premier conte e ministro salvini" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/decreto-sicurezza.jpg" width="700" height="467" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/decreto-sicurezza.jpg 700w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/decreto-sicurezza-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/decreto-sicurezza-404x270.jpg 404w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13691" class="wp-caption-text">Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e il vicepremier e ministro dell&#8217;Interno, Matteo Salvini<br />&#8211; © Copyright ANSA</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Via libera del Consiglio dei ministri al decreto che ha unificato i precedenti testi su sicurezza e migranti</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;#DecretoSicurezza, alle 12.38 il Consiglio dei Ministri approva all&#8217;unanimità! Sono felice. Un passo in avanti per rendere l&#8217;Italia più sicura&#8221;. Lo scrive il ministro dell&#8217;Interno, Matteo Salvini, su Fb.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Non lediamo nessuno diritto fondamentale: se entri a casa mia e spacci ti accompagno da dove sei arrivato&#8221;: ha detto <strong>Salvini</strong>, in conferenza stampa a Palazzo Chigi. &#8220;Se sei condannato in via definitiva è di buon senso toglierti al cittadinanza&#8221;, ha aggiunto. &#8220;Per i richiedenti asilo &#8211; ha aggiunto il vicepremier &#8211; lo stop alla domanda si avrà in caso di pericolosità sociale o condanna in primo grado. Questa è stata una delle mediazioni aggiunti e suggerite&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/postsalvinidecretosicurezza.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-13692" alt="post salvini decreto sicurezza" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/postsalvinidecretosicurezza.png" width="854" height="1000" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/postsalvinidecretosicurezza.png 854w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/postsalvinidecretosicurezza-256x300.png 256w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/postsalvinidecretosicurezza-230x270.png 230w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/postsalvinidecretosicurezza-300x351.png 300w" sizes="auto, (max-width: 854px) 100vw, 854px" /></a>&#8220;In un quadro di assoluta garanzia dei diritti delle persone e dei Trattati, <strong>andiamo a operare una revisione per una disciplina più efficace</strong>&#8220;, ha detto il premier, <strong>Giuseppe Conte</strong>, aggiungendo: &#8220;Ci sono norme contro la mafia e il terrorismo&#8221;. &#8220;<strong>Non cacciamo nessuno dall&#8217;Italia dall&#8217;oggi al domani, ma rendiamo più efficace il sistema dei rimpatri</strong>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Rispetto all&#8217;ordinaria formulazione abbiamo unificato in un&#8217;unica struttura normativa, più funzionale anche in ragione della complementarietà delle materie, i testi su migranti e sicurezza &#8211; ha detto Conte -. L&#8217;obiettivo è riorganizzare l&#8217;intero sistema di riconoscimento della protezione internazionale per adeguarla agli standard europei. Ci siamo accorti che c&#8217;erano disallineamenti significativi rispetto ad altri Paesi europei&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte ANSA</p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="relatedMobile"></div>
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		<title>Movimento NOI, Cosenza &#8220;Città Aperta&#8221; per affrontare problemi della Città</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Feb 2018 22:22:47 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[cosenza città aperta]]></category>
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					<description><![CDATA[Prende sempre più forma il movimento cattolico NOI costituito in seguito all&#8217;invito rivolto da Papa Francesco ai giovani cattolici di prodigarsi in politica &#8220;ma in quella con la P maiuscola&#8221;. Se pur istituito da pochi mesi, sono già molti sia gli iscritti che i progetti all&#8217;attivo. Tra questi COSENZA CRISTIANA (www.cosenzacristiana.it) la cui realizzazione non solo ha [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_9347" aria-describedby="caption-attachment-9347" style="width: 1100px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.comunicareitalia.it/wp-content/uploads/cosenza-citta-aperta.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-9347" alt="Cosenza Città Aperta del Movimento cattolico NOI" src="http://www.comunicareitalia.it/wp-content/uploads/cosenza-citta-aperta.jpg" width="1100" height="612" /></a><figcaption id="caption-attachment-9347" class="wp-caption-text">Cosenza Città Aperta del Movimento cattolico NOI</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Prende sempre più forma il movimento cattolico NOI costituito in seguito all&#8217;invito rivolto da <strong>Papa Francesco</strong> ai giovani cattolici di prodigarsi in politica <strong>&#8220;ma in quella con la P maiuscola&#8221;</strong>.<strong> </strong>Se pur istituito da pochi mesi, sono già molti sia gli iscritti che i progetti all&#8217;attivo. Tra questi COSENZA CRISTIANA (<a href="http://www.cosenzacristiana.it">www.cosenzacristiana.it</a>)<strong> </strong>la cui realizzazione non solo ha donato al mondo della rete il primo Museo Digitale del patrimonio culturale italiano, ma ha consentito l&#8217;inserimento della Città Storica di Cosenza, completamente abbandonata dalla politica, nell&#8217;elenco di quelle la cui ristrutturazione <strong>sarà finanziata da</strong> <strong>fondi europei.</strong></p>
<p><figure id="attachment_9346" aria-describedby="caption-attachment-9346" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.comunicareitalia.it/wp-content/uploads/cosenza-citta-aperta.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-9346" alt="Cosenza Città Aperta del Movimento NOI" src="http://www.comunicareitalia.it/wp-content/uploads/cosenza-citta-aperta.png" width="800" height="813" /></a><figcaption id="caption-attachment-9346" class="wp-caption-text">Cosenza Città Aperta del Movimento NOI</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Attesa la situazione politica davvero incresciosa e i livelli di occupazione che fanno della Città di Cosenza la più povera d&#8217;Italia e una delle più povere d&#8217;Italia, arriva puntuale una nuova iniziativa attraverso la quale il Movimento NOI intendono affrontare i problemi della Città e <strong>le esigenze primarie dei Cittadini.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">COSENZA CITTA&#8217; APERTA<br />
Si chiama <strong>Cosenza “Città aperta”</strong>  l’incontro pubblico promosso dai cattolici del <strong>Movimento politico NOI</strong>, fissato per <strong>Venerdì 23 febbraio alle ore 18:00 </strong>presso <strong>l’Auditorium  Guarascio in Piazza XV Marzo,</strong> nella Città Storica di Cosenza. &#8220;Desideriamo aprire un dibattito su questa città &#8211; ha dichiarato il portavoce nazionale <strong>Fabio Gallo</strong> &#8211; offrendo alla <strong>gente comune la voce</strong> per discutere i temi che a loro stanno più a cuore. Un dibattito &#8211; afferma il portavoce &#8211; per parlare, come in una vera comunità, di lavoro, metro leggera, ospedale, di carenza d’acqua potabile, abbandono del centro storico, della gestione del patrimonio culturale, di ambiente e verde, del problema sicurezza e molto altro ancora. Discuteremo in <strong>un contesto ecumenico</strong> del <strong>presente e del futuro della Città e dei suoi abitanti</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;invito a partecipare è rivolto a tutti i cittadini e all&#8217;incontro &#8211; ci tiene a sottolineare il Movimento NOI &#8211; <strong>non ci saranno candidati alle prossime elezioni.</strong> La parola, questa volta, è concessa solo ai cittadini. L&#8217;evento sarà istituzionalizzato.</p>
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		<title>Corea del Sud: congelato dispiegamento scudo antimissile Usa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Jun 2017 14:48:55 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[corea del sud]]></category>
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					<description><![CDATA[La Corea del Sud sospenderà il dispiegamento del controverso sistema antimissilistico statunitense finché la valutazione d’impatto ambientale ordinata la scorsa settimana dal presidente Moon Jae-in sarà completata. L’ha ufficializzato oggi l’ufficio del capo dello stato. Seoul ha concordato lo scorso anno, quando al potere c’era la presidente Park Geun-hye ormai destituita, il dispiegamento di un sistema [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_12322" aria-describedby="caption-attachment-12322" style="width: 512px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/20170607_141224_DD7304B2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-12322" alt=" Moon Jae-In " src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/20170607_141224_DD7304B2.jpg" width="512" height="340" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/20170607_141224_DD7304B2.jpg 512w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/20170607_141224_DD7304B2-300x199.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/20170607_141224_DD7304B2-406x270.jpg 406w" sizes="auto, (max-width: 512px) 100vw, 512px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12322" class="wp-caption-text">Moon Jae-In</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">La Corea del Sud sospenderà il dispiegamento del controverso sistema antimissilistico statunitense finché la valutazione d’impatto ambientale ordinata la scorsa settimana dal presidente Moon Jae-in sarà completata. L’ha ufficializzato oggi l’ufficio del capo dello stato.</p>
<p style="text-align: justify;">Seoul ha concordato lo scorso anno, quando al potere c’era la presidente Park Geun-hye ormai destituita, il dispiegamento di un sistema antimissilistico – il Terminal High Altitude Area Defense (THAAD) – americano. Una parte è stata già collocata in un ex campo di golf a Seongju, nel sud, nonostante le dure proteste dei residenti.</p>
<p style="text-align: justify;">La presidenza ha spiegato oggi che “non c’è bisogno di ritirare” i due lanciamissili già collocati a Seongju, tuttavia “il dispiegamento addizionale dovrà essere effettuato solo dopo che la valutazione d’impatto ambientale è conclusa”. D’altronde, ha aggiunto la presidenza, “non vediamo un’urgenza tale da bypassare l’intero processo di valutazione dell’impatto ambientale”.</p>
<p style="text-align: justify;">Con l’arrivo al vertice del progressista Moon, che durante la campagna elettorale è stato abbastanza ambiguo sul THAAD, è stata effettuata una revisione della valutazione d’impatto ambientale e alcuni alti esponenti del ministero della Difesa sono stati accusati di aver truccato le carte.</p>
<p style="text-align: justify;">Il THAAD, formalmente motivato con la minaccia nordcoreana, è stato giudicato dalla Russia e soprattutto dalla Cina come una minaccia all’equilibrio strategico in Asia orientale. Anche oggi la portavoce del ministero degli Esteri Hua Chunying ha ribadito: “La posizione della Cina è chiarissima. Non importa cosa accada, noi siamo fermamente contrari al dispiegamento del sistema THAAD da parte della Repubblica di Corea”.</p>
<p style="text-align: justify;">(Fonte Afp) Mos MAZ</p>
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		<title>G7 a Taormina, dal terrorismo al clima con l’incognita Trump</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 May 2017 19:37:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La lotta al terrorismo unisce, la politica sui cambiamenti climatici divide. O, almeno, crea qualche tensione. Da venerdì a Taormina, i capi di Stato e di governo di Italia, Stati uniti, Francia, Regno unito, Canada, Germania e Giappone discuteranno per due giorni di estremismo, globalizzazione, grandi crisi internazionali, cambiamenti climatici, commercio. Sarà l’occasione per verificare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_11660" aria-describedby="caption-attachment-11660" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/donald-trump.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11660" alt="Il Presidente degli Stati Uniti d'America Donald Trump" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/donald-trump.jpg" width="800" height="513" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/donald-trump.jpg 800w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/donald-trump-300x192.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/donald-trump-421x270.jpg 421w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11660" class="wp-caption-text">Il Presidente degli Stati Uniti d&#8217;America Donald Trump</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">La lotta al terrorismo unisce, la politica sui cambiamenti climatici divide. O, almeno, crea qualche tensione. Da venerdì a Taormina, i capi di Stato e di governo di Italia, Stati uniti, Francia, Regno unito, Canada, Germania e Giappone discuteranno per due giorni di estremismo, globalizzazione, grandi crisi internazionali, cambiamenti climatici, commercio. Sarà l’occasione per verificare punti di convergenza e distanze. E se tutti concorderanno sulla necessità di far fronte senza divisioni alle minacce del terrorismo islamico, qualcuno dovrà fare buon viso a cattivo gioco su temi altrettanto importanti, ma divisivi: il rispetto dell’Accordo di Parigi sul clima e le regole del commercio internazionale in primis.</p>
<p style="text-align: justify;">D’altra parte, al G7 di Taormina parteciperanno leader che siederanno al tavolo dei grandi per la prima volta. O che, addirittura, non si sono mai incontrati prima d’ora. Ospiti del padrone di casa <strong>Paolo Gentiloni</strong> saranno <strong>Emmanuel Macron</strong>, <strong>Angela Merkel, Justin Trudeau, Shinzo Abe, Theresa May</strong> e la grande “incognita” <strong>Donald Trump</strong>, il cui arrivo alla Casa Bianca ha determinato un cambio di rotta dell’America su molti temi caldi.</p>
<p style="text-align: justify;">DOPO MANCHESTER, FRONTE COMUNE CONTRO IL TERRORISMO</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’attentato di Manchester ha cambiato solo parzialmente l’agenda dei lavori, ma la strage di adolescenti nel Regno unito ha compattato ulteriormente il fronte antiterrorismo.</strong> In preparazione del G7, oggi, il premier Paolo Gentiloni ha incontrato Donald Trump a Roma. Se ne parlerà ancora. E a Taormina, su questo, non ci saranno divisioni. Il vertice in Sicilia è visto come un’occasione per mostrare l’unità dei leader e dei Paesi, nonché l’impegno comune e la determinazione contro la minaccia dell’Isis e delle organizzazioni jihadiste, all’indomani della strage. Secondo quanto si è appreso da fonti diplomatiche, il G7 approverà una dichiarazione ad hoc, disgiunta dal comunicato finale (che sarà più breve del solito, al massimo 10 pagine contro le 30-40 di prassi). L’obiettivo è “far arrivare un messaggio di condivisione e di unità sui valori” attraverso un documento “contro il terrorismo” dedicato e approvato all’unanimità.</p>
<p style="text-align: justify;"> LA PARTITA SUL CLIMA. PARIGI AVVERTE: RISCHIO DIVISIONI</p>
<p style="text-align: justify;">Il rispetto degli Accordi di Parigi sul clima sarà, con ogni probabilità, il tema “più complicato” in discussione al vertice, al punto che, secondo quanto indicato oggi da fonti dell’Eliseo, potrebbe impedire un comunicato finale condiviso sul tema. Emmanuel Macron fa dell’attuazione dell’Accordo una delle priorità della sua agenda di politica internazionale; Trump invece non ha ancora completato il processo di revisione delle politiche climatiche Usa, dopo il rinvio a data da destinarsi di una riunione appositamente convocata a Washington.</p>
<p style="text-align: justify;">“La Presidenza italiana ha diverse opzioni”, hanno spiegato fonti presidenziali francesi. “Preparare due testi oppure un testo comune senza menzionare il clima, se non in maniera marginale. Ma sarebbe una delusione”. In ogni caso, si tratterebbe di “un fatto insolito” perché presuppone che a meno di 48 ore dall’inizio del vertice gli sherpa non hanno ancora concordato una posizione condivisa su “un testo di dichiarazione finale” e avranno bisogno di negoziare “fino alle prime ore del mattino di sabato”. Nessuno – hanno riferito fonti diplomatiche italiane – intende compiere passi tali da fornire all’esterno l’impressione di una rottura con gli Usa. Un atteggiamento di cautela che, è stato aggiunto, non impedirà a taluni Paesi come Italia, Germania e Francia di ribadire con forza l’importanza degli accordi raggiunti a Parigi e la necessità della loro “piena attuazione”.</p>
<p style="text-align: justify;"> COMMERCIO INTERNAZIONALE: LIBERO SCAMBIO CONTRO PROTEZIONISMO</p>
<p style="text-align: justify;">Altro tema caldo del vertice sarà quello del commercio internazionale, su cui andranno “chiarite le posizioni reciproche” allo scopo di trovare un’intesa. Gli sherpa sono ancora al lavoro per appianare le differenze. Il punto di partenza comune, si spiega, è che il commercio libero e aperto ha portato benefici, ma è vero che parte della popolazione si è sentita esclusa dalla globalizzazione e che pratiche distorsive a livello internazionale sono innegabili. Dunque – è il ragionamento – il commercio deve essere libero. “Vogliamo essere ambiziosi sulla difesa del sistema multilaterale”, ha precisato una fonte diplomatica francese. Una conclusione che non tutti condividono e che stride con il protezionismo propugnato dal presidente Usa, alla base anche delle decisione di Washington di rinunciare al Partenariato trans-Pacifico (Tpp), l’accordo per l’area di libero scambio più grande al mondo lanciato da Barack Obama e messo in soffitta proprio da Trump.</p>
<p style="text-align: justify;">Il presidente Usa in Sicilia porrà l’accento sulla leadership degli Stati Uniti e metterà in discussione quelle che lui considera pratiche sleali nel commercio internazionale, ha avvertito il consigliere americano per la Sicurezza Nazionale, Herbert Raymond McMaster. Secondo Julianne Smith, analista del Centre for New American Security, “le possibilità di frizione sono molto elevate”. “Ci sono leader che non sono ancora del tutto convinti del valore dell’economia voluta da Trump”, in particolare su commercio internazionale e ruolo dell’Organizzazione mondiale del Commercio.</p>
<p style="text-align: justify;"> IMMIGRAZIONE: UNA SFIDA GLOBALE</p>
<p style="text-align: justify;">I sette grandi affronteranno anche la questione migratoria, intesa come sfida globale: un tema molto caro alla presidenza italiana. L’Italia, Paese di approdo di centinaia di migliaia di migranti che dalla Libia tentano di raggiungere l’Europa, spera che Trump accetti un maggior numero di migranti che fuggono dalla guerra in Siria o che contribuisca finanziariamente, aiutando l’Europa ad affrontare la crisi umanitaria. Secondo le fonti diplomatiche, inizialmente era stata ipotizzata una dichiarazione a parte sul tema immigrazione. Questa strada è stata poi abbandonata e sul tema ci sarà un passaggio del comunicato finale.</p>
<p style="text-align: justify;"> LE CRISI INTERNAZIONALI E IL RAPPORTO CON MOSCA</p>
<p style="text-align: justify;">Altri temi caldi da affrontare saranno quelli relativi alle crisi internazionali: Libia, Siria, Corea del Nord, Ucraina. E anche la questione dei rapporti con la Russia. A questo proposito ci sarà una “discussione approfondita” sull’attuazione degli accordi di Minsk. Ci sono diversità di opinioni sulle sanzioni. L’Italia ha sempre spinto contro un automatismo del rinnovo, puntando invece sulla strategia del doppio binario: mantenere aperto un canale di dialogo con Mosca senza rinunciare ai principi condivisi con gli alleati. Un ritorno allo schema del G8, con il rientro della Russia, hanno riferito le fonti, “non è attuale”, anche se per l’Italia “in una prospettiva futura ha un senso”.</p>
<p style="text-align: justify;"> L’AFRICA: UNA STRATEGIA DI LUNGO RAGGIO</p>
<p style="text-align: justify;">All’Africa è dedicata la sessione outreach del sabato, a cui sono stati invitati Tunisia, Niger, Nigeria, Kenya ed Etiopia, ma anche Unione africana, Banca africana per lo Sviluppo, Organizzazione per la Cooperazione economica e lo Sviluppo, Nazioni unite, Fondo monetario internazionale e Banca mondiale. L’approccio dell’Italia, in questo tema, è quello di affrontare la sfida delle migrazioni con una visione di “lungo raggio”, affrontando le cause profonde e puntando su sviluppo sostenibile, innovazione, infrastrutture, sicurezza alimentare. Particolare attenzione verrà prestata al tema delle disuguaglianze, non solo di reddito o ricchezza ma anche di genere, etnia, accesso all’istruzione e alla salute. Per quanto riguarda la parità di genere, l’Italia mira (con “fiducia”) ad approvare una road map per il women empowerment, soprattutto nell’economia e nel lavoro.</p>
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		<title>Apple sfida Fbi: non sbloccheremo iPhone killer San Bernardino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Feb 2016 16:28:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[apple fbi]]></category>
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					<description><![CDATA[Sarebbe la prima volta grazie alla quale gli utenti che amano APPLE vengono in possesso di notizie davvero importanti sulla mitica sicurezza degli appartati Apple e del suo sistema operativo, certificata direttamente dalla casa madre che ricorda le gesta del grande Steve Jobs. La giustizia americana ordina alla Apple di consentire agli investigatori dell&#8217;Fbi di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_10268" aria-describedby="caption-attachment-10268" style="width: 950px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/tim-cook.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-10268" alt="Tim Cook, apple, fbi, terrorismo" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/tim-cook.jpg" width="950" height="534" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/tim-cook.jpg 950w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/tim-cook-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/tim-cook-480x270.jpg 480w" sizes="auto, (max-width: 950px) 100vw, 950px" /></a><figcaption id="caption-attachment-10268" class="wp-caption-text">Tim Cook</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Sarebbe la prima volta grazie alla quale gli utenti che amano APPLE vengono in possesso di notizie davvero importanti sulla mitica sicurezza degli appartati Apple e del suo sistema operativo, certificata direttamente dalla casa madre che ricorda le gesta del grande <strong>Steve Jobs</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La giustizia americana ordina alla Apple di consentire agli investigatori dell&#8217;<strong>Fbi</strong> di accedere all&#8217;iPhone di <strong>Syed Rizwan Farook</strong>, l&#8217;uomo che con la moglie uccise 14 persone a <strong>San Bernardino</strong> in un attacco di matrice jihadista, ma il colosso di <strong>Cupertino</strong> si oppone, perchè si tratta di un ordine che &#8220;minaccia la sicurezza dei nostri clienti&#8221;. Secondo l&#8217;Fbi il telefono del killer potrebbe contenere informazioni cruciali per l&#8217;inchiesta sul massacro di inizio dicembre in California. Non è stato mai chiarito se <strong>Farook</strong> e la moglie <strong>Tashfeen Malik</strong>, che erano in possesso di un vero arsenale, abbiano agito da soli oppure fossero in contatto con una cellula jihadista.</p>
<p style="text-align: justify;">Così il tribunale ha ordinato alla Apple di aggirare la sicurezza dell&#8217;iPhone e di fornirne il contenuto all&#8217;Fbi. In una nota il numero uno di Apple <strong>Tim Cook</strong> ha affermato che l&#8217;ordine rappresenta &#8220;una misura senza precedenti, che minaccia la sicurezza dei nostri clienti&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;<strong>Ci opponiamo all&#8217;ordine, che ha conseguenze che vanno ben oltre il caso in oggetto&#8221;</strong> ha aggiunto. Da settembre 2014, a seguito delle rivelazioni di Edward Snowden, la talpa della Nsa che rivelò le operazioni di sorveglianza elettronica all&#8217;estero, tutti i dati sugli smartphone e tablet Apple sono criptati. Se un apparecchio è bloccato, solo il codice d&#8217;accesso del proprietario più sbloccarlo. Dopo 10 tentativo sbagliati di inserire il codice i dati vengono automaticamente cancellati. Apple sostiene che dopo il caso Snowden neppure i suoi dipendenti possono accedere ai dati. La giustizia Usa chiede alla società di alterare il software sullì&#8217;iphone di Farook in modo che gli investigatori possano fare tentativi illimitati di inserire il codice senza correre il rischio di cancellare i dati. Inoltre vuole che Apple trovi il modo di tentare velocemente varie combinazioni, per evitare aglia genti di digitare manualmente i numeri. <strong>L&#8217;approccio dell&#8217;Fbi è quello della &#8220;forza bruta&#8221;</strong>, ovvero tentare ogni possible combinazione finché si trova quella giusta. Il codice usato da Farook aveva quattro cifre, quindi ci sono circa 10mila possibili combinazioni. Ma per Apple si tratta di &#8220;un precedente pericoloso&#8221;. &#8220;L&#8217;Fbi vuole che elaboriamo una nuova versione del sistema operativo dell&#8217;iPhone, aggirando alcune importanti misure di sicurezza e che lo installiamo sull&#8217;iPhone trovato durante l&#8217;indagine&#8221; ha spiegato Cook. &#8220;Il governo chiede ad Apple di piratare i nostri stessi utenti e di minare decenni di progressi della sicurezza che proteggono i nostri clienti. L&#8217;opposizione a quest&#8217;ordine non è una cosa che prendiamo alla leggera. Sentiamo che dobbiamo esprimerci contro quel che riteniamo un eccesso del governo Usa&#8221;. &#8220;Non abbiamo alcuna simpatia per i terroristi&#8221; ha aggiunto Cook. &#8220;Ma ci opponiamo alle richieste dell&#8217;Fbi nel più profondo rispetto della democrazia usa e nell&#8217;amore per il nostro Paese&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte ASCA &#8211; ILPARLAMENTARE.IT</p>
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		<title>Adriana Musella: allarme sicurezza in Calabria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Jan 2016 21:59:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia&Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[adriana musella]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Mafia]]></category>
		<category><![CDATA[sergio mattarella]]></category>
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					<description><![CDATA[E&#8217; Adriana Musella Presidente del Coordinamento Nazionale Antimafia &#8220;Riferimenti&#8221; di Reggio Calabria che lancia un &#8220;allarme sicurezza in Calabria&#8221; e rivolge un durissimo lamento a quelle Istituzioni di Stato che non provvedono a rendere la questione Sicurezza in calabria operativa con mezzi idonei al contrasto al fenomeno mafioso. LA DICHIARAZIONE DI ADRIANA MUSELLA &#8220;Si parla tanto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_10000" aria-describedby="caption-attachment-10000" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adriana-musella-piero-grasso.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-10000" alt="adriana-musella-piero-grasso" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adriana-musella-piero-grasso.jpg" width="800" height="533" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adriana-musella-piero-grasso.jpg 800w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adriana-musella-piero-grasso-300x199.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adriana-musella-piero-grasso-405x270.jpg 405w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption id="caption-attachment-10000" class="wp-caption-text">Adriana Musella e Piero Grasso</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; <strong>Adriana Musella</strong> Presidente del <strong>Coordinamento Nazionale Antimafia &#8220;Riferimenti&#8221;</strong> di Reggio Calabria che lancia un <strong>&#8220;allarme sicurezza in Calabria&#8221; </strong>e rivolge un durissimo lamento a quelle Istituzioni di Stato che non provvedono a rendere la questione Sicurezza in calabria operativa con mezzi idonei al contrasto al fenomeno mafioso.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LA DICHIARAZIONE DI ADRIANA MUSELLA</strong><br />
&#8220;Si parla tanto di lotta alla &#8216;ndrangheta &#8211; comunica Adriana Musella &#8211; ma poi non si danno strumenti per operare e si lasciano i guerrieri con le armi spuntate e le pallottole a salve. Siamo stanchi dei sermoni istituzionali ,delle bugie e delle parate. Alla vigilia della visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in Calabria, onde evitare ennesime passarelle e frasi di circostanza, il Coordinamento antimafia Riferimenti denunzia la grave situazione in cui versano  <strong>Tribunali e Forze di Polizia in Calabria</strong> più che altrove lasciate al loro destino.</p>
<p><figure id="attachment_9909" aria-describedby="caption-attachment-9909" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sergio-mattarella3.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-9909" alt="sergio mattarella" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sergio-mattarella3.jpg" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sergio-mattarella3.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sergio-mattarella3-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sergio-mattarella3-457x270.jpg 457w" sizes="auto, (max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-9909" class="wp-caption-text">Sergio Mattarella &#8211; Presidente della Repubblica Italiana</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Un esempio per tutti lo stato  dei parchi macchine che è a dir poco allucinante. Mancano autovetture e quelle poche che ci sono, hanno centinaia di migliaia di chilometri per cui un giorno sì e l&#8217;altro pure restano a terra lungo strade e autostrade. Se non si viene uccisi per mano dei criminali, si rischia di morire sull&#8217;asfalto. <strong>Inascoltati a Roma il grido d&#8217;allarme di magistrati e questori</strong> che più&#8217; volte hanno fatto presente la precarietà della  situazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Non scendano, poi ,i ministri o chi per loro a parlarci della sicurezza di questo Paese e di questa regione nè tanto meno della loro impegno nella battaglia contro la criminalità organizzata che tra leggi svilite e inadempienze viene sempre più lasciata alla buona volontà dei vari Don Chisciotte &#8230;&#8230;.&#8221;</p>
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		<title>Europa, schiavitù per debiti: &#8220;il debitore è schiavo del suo creditore&#8221;.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Nov 2014 14:19:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[debito pubblico]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà]]></category>
		<category><![CDATA[londra]]></category>
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					<description><![CDATA[Introduzione a cura di Fabio Gallo &#8211; direttore editoriale/ Non c&#8217;è dubbio sul fatto che questo mondo sia fallito insieme al suo attuale modello di gestione dell&#8217;economia. Si avverte sulla pelle il vento dell&#8217;intolleranza segno di un progresso al contrario che qualcuno amministra magistralmente. ma probabilmente i conti non tornano neanche all&#8217;amministratore e ora il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_8483" aria-describedby="caption-attachment-8483" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/europa.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-8483" alt="L'Europa e le sue catene" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/europa.jpg" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/europa.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/europa-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/europa-457x270.jpg 457w" sizes="auto, (max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-8483" class="wp-caption-text">L&#8217;Europa e le sue catene</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: center;">Introduzione a cura di Fabio Gallo &#8211; direttore editoriale/</p>
<p style="text-align: justify;">Non c&#8217;è dubbio sul fatto che questo mondo sia fallito insieme al suo attuale modello di gestione dell&#8217;economia. Si avverte sulla pelle il vento dell&#8217;intolleranza segno di un progresso al contrario che qualcuno amministra magistralmente. ma probabilmente i conti non tornano neanche all&#8217;amministratore e ora il mondo sta precipitando nell&#8217;abisso delle mille intolleranze e, chi ha un minimo di coscienza, avverte il pericolo dietro la sua porta. Stiamo perdendo ogni logica perché non rispondiamo più alla nostra coscienza. Ad una coscienza &#8220;umana&#8221;. Sappiamo tutti che quando la discesa è tale da non rendere sicuro nessun appiglio, si scivola in caduta libera e si diventa schiavi di regimi e poteri che, inevitabilmente, portano alla rovina. Il prof. Alessandro Corneli &#8211; noto esperto di geopolitica &#8211; torna con una sua riflessione che in questo particolare momento ci aiuta a comprendere meglio dove stiamo andando.</p>
<p style="text-align: center;">di <strong>Alessandro Corneli</strong> /grrg.eu/</p>
<p style="text-align: justify;">Schiavitù per debiti. È una legge antica, in Grecia come a Roma, che provocò crisi sociali, politiche e costituzionali. Perché <strong>“il debitore è schiavo del suo creditore”</strong>. Ma, paradossalmente, <strong>nessun legame è così solido come quello che lega debitore e creditore</strong>. È vero che il primo vorrebbe scioglierlo e scappare, ma il secondo lo rafforza con tutti i mezzi, legali e, talvolta, illegali. Perché i debiti si possono fare in modo legale, essenzialmente con gli istituti che concedono credito, e che hanno dalla loro la legge dello Stato per recuperare quanto spetta a loro. Ma possono ricorrere al ricatto: come hanno fatto le banche americane nei confronti dello Stato federale: se non dà i soldi (ovvero acquistano i titoli tossici) falliscono, e tutta l’economia americana va a rotoli. E hanno avuto soddisfazione, almeno per il momento. Quanto al sistema creditizio illegale, esso è gestito dalla piccola e dalla grande criminalità e ruota intorno all’usura. I creditori non ricorrono a mezzi legali, ma alla violenza pura e semplice, grazie allo Stato quando esso non ha la forza o la volontà di contrastare il fenomeno.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora, Mario Draghi, che siede al vertice della suprema istituzione di credito europea, la Bce, ha riproposto l’apologo di Menenio Agrippa, che risolse la rivolta dei debitori nell’antica Roma, e ha adottato, per indicare il rapporto contrattuale che vincola debitore e creditore, un nuovo termine: <strong>condivisione</strong>. Commemorando il centenario della nascita del prof. Federico Caffè, misteriosamente scomparso nel 1983, ha detto: “La nostra esperienza mostra che la condivisione della sovranità nazionale è condizione necessaria per una fiducia duratura nel disegno del nostro comune viaggio europeo». Più in particolare: “Ogni <strong>legame duraturo</strong> vuole una solida base di fiducia reciproca. I paesi dell’Eurozona, in questi anni, hanno rafforzato i loro legami e allargato la base di fiducia su cui poggiano: una politica monetaria comune, regole di bilancio comuni, ora una vigilanza bancaria comune e presto anche un mercato di capitali comune». Infatti, secondo Draghi, la questione non è “perdere la sovranità, quella l’hanno persa i Paesi troppo indebitati, ma di acquistarla condividendola con altri Paesi dell’Eurozona”.</p>
<p style="text-align: justify;">In altre parole, <strong>il debitore resta debitore, ma “condivide” questa sua situazione con il creditore, che resta creditore</strong>. Su entrambi, si stende il potere sovrano della Bce. A vantaggio di chi? Draghi non lo dice, ma è evidente. Ci sono alcuni Stati, sull’orlo dell’insolvenza, che turbano il sonno dei creditori. Ecco allora <strong>la Bce che, sostituendosi agli Stati, con molta maggiore forza, dà la sua garanzia: i debitori pagheranno</strong>. Ciò grazie ad un sistema di vigilanza della stessa Bce che riguarderà tutti i crediti concessi dalle banche, tutte, grandi e piccole, alle imprese e, come si dice, alle famiglie, cioè per gli investimenti e per il consumo. In fondo, agli Stati si chiede di rinunziare al loro potere sovrano di fare rispettare i contratti che vengono conclusi tra soggetti che operano all’interno del suo ordinamento giuridico.</p>
<p style="text-align: justify;">Trascuro il fatto che <strong>ciò amplierà</strong>, di sicuro nel breve termine, forse anche nel medio termine, quanto al lungo termine “saremo tutti morti”, <strong>l’area del credito illegale</strong>. Mi interessa invece la <strong>prospettiva “sovietica” di una centrale di pianificazione del credito</strong>, che senza dubbio sarà più efficace del Gosplan e sarà altrettanto incontrollata e non democratica. <strong>Finalmente la finanza</strong> – la classe dei possessori del denaro o del credito che dir si voglia – <strong>metterà sotto controllo totale l’economia produttiva</strong>. Così deciderà quale territorio (Regione o Stato) potrà avere credito per fare che cosa; deciderà quali imprese potranno continuare a produrre, ottenendo credito, e quali no; deciderà che cosa i cittadini potranno acquistare a credito e che cosa no. Così verrà istituzionalizzata la burocrazia più economica, più efficace e più implacabile di tutti i tempi. La divisione internazionale del lavoro (in Europa) non sarà decisa dal mercato, con buona pace dei liberisti più o meno radicali, dei nostalgici dei corpi sociali intermedi, della libertà di scelta individuale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Che cosa c’è sull’altro piatto della bilancia? Presto detto: l’ordine</strong>. Un’idea che entusiasma qualsiasi generazione di mediocri. Perché l’ordine ingloba (o annega?) la solidarietà e si auto-identifica con la giustizia. E si trasforma in sicurezza. Ora, è noto che, <strong>tra libertà e sicurezza, tutti i mediocri scelgono la sicurezza</strong>. I farisei stanno sempre dritti e compatti in prima fila. Oggi si chiamano europeisti.</p>
<p style="text-align: justify;">A conferma della visione “bolscevica” c’è la dura accusa di Draghi contro la piaga della disoccupazione: in effetti, nella ex Urss non c’erano disoccupati.<strong>La finanza promette piena occupazione, a quale prezzo è facile intuire</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">C’è una sola grande personalità istituzionale che si oppone all’incipiente dittatura della finanza: papa Bergoglio, che non a caso ha scelto il nome di Francesco. Quali siano le difficoltà che incontra, è cronaca di ogni giorno.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A LONDRA QUALCUNO INIZIA A RIFLETTERE E SPUNTA LA GIUSTA POLITICA DI PAPA FRANCESCO</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ma il quotidiano <em>Avvenire</em> segnala che a Londra, sede della City, qualcuno che ama la libertà ha cominciato a riflettere su queste tematiche. Riporto la notizia.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>È la Dottrina sociale della Chiesa che può garantire la via di uscita dalla crisi del 2008. A sostenerlo è Clifford Longley, già corrispondente religioso del Times e del Daily Telegraph nonché commentatore della BBC, in uno studio intitolato «Just Money: How Catholic Social Teaching can redeem capitalism», ovvero «Denaro giusto: come la dottrina sociale cattolica può redimere il capitalismo».</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Racconta Longley ad Avvenire: «Sono coinvolto da tre anni nell’iniziativa voluta dall’arcivescovo cattolico Nichols nella City di Londra intitolata «Un piano per un mondo degli affari migliore» (www.blueprintforbusiness.org). Si tratta di una serie di convegni per diffondere il punto di vista cattolico tra gli uomini d’affari che, di solito, sono occupati con i piccoli dettagli della vita economica e si concentrano nella massimizzazione del profitto per gli investitori e gli azionisti. La crisi economica del 2008 ha dimostrato che questo mondo ha fallito e li ha costretti a un ripensamento. È per fornire loro una risposta che ho scritto questo documento. Il centro di studi religiosi londinese “Theos” ha sponsorizzato questa ricerca e una dozzina di economisti e accademici mi hanno aiutato indicandomi la giusta direzione e correggendo alcuni errori.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Perché ritiene che la Dottrina sociale cattolica spieghi la crisi economica del 2008 e possa in qualche modo fornire gli antidoti per evitare un suo possibile ripetersi?</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Dagli anni Settanta e Ottanta l’ideologia prevalente, nelle economie anglosassoni, sia in Gran Bretagna sia negli Stati Uniti, è stata una fede cieca nel libero mercato che, libero dalla qualsiasi intervento statale, avrebbe prodotto ricchezza per tutti. Punto di vista proposto da Friedrich Hayek, l’economista austriaco che ha lavorato con i governi di Canada e America e ha firmato «Verso la schiavitù». Per Hayek la competizione è la legge base della vita economica. Già nella «Rerum Novarum», prima enciclica sociale della Chiesa, Leone XIII criticò queste teorie, dicendo che gli uomini sono, per loro natura, sociali, mettendo al centro la persona e invitando operai e padroni a collaborare per evitare scontri. Questa tensione, tra Dottrina sociale della Chiesa e neoliberalismo si è riproposta con la crisi del 2008. Dimostrando che il libero mercato, lasciato a sé stesso, finisce per mettere il profitto al primo posto, travolgendo così le persone.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Pensa in particolare a quel prodotto del capitalismo spinto che è la finanza speculativa?</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il prezzo al quale i prodotti finanziari che hanno il dato il via alla crisi venivano comprati e venduti non aveva nessun rapporto con qualsiasi valore del mondo reale. Valevano semplicemente quello che qualcun altro era disposto a pagare per essi. Gli operatori che promuovevano questi prodotti sapevano di imbrogliare, ma, all’interno di un sistema che poneva al primo posto il denaro, questo non era importante. A metterlo in luce con chiarezza è stata l’enciclica di Benedetto XVI «Caritas in veritate», che ha sottolineato come la crisi del 2008 sia stata soprattutto una crisi di valori. Il mercato, lasciato a sé stesso, aveva divorato il capitale sociale, ovvero l’onestà degli operatori finanziari, la fiducia che nutrivano gli uni verso gli altri e la consapevolezza che avevano di servire, col loro lavoro, la comunità alla quale appartengono.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Proprio i valori che oggi la City in qualche modo tenta di recuperare?</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Sì. Oggi nel cuore finanziario di Londra si legge e si discute la Dottrina sociale cattolica. Il governatore della Banca di Inghilterra, Mark Carney, cattolico praticante, ha recentemente affermato che, come qualunque rivoluzione divora i suoi bambini, così anche il fondamentalismo del mercato, senza controlli, può divorare il capitale sociale, un capitale essenziale per il dinamismo di lungo termine del capitalismo stesso.</em></p>
<p style="text-align: justify;">La segnalazione è importante. Essa ci dice che la logica di Draghi è la logica della finanza. Posso ammettere che ci sia, sottostante, il disegno di fare dell’Europa una superpotenza finanziaria. Ma la sovranità si esaurisce qui? Anche ristrutturando la potenza produttiva dell’Europa, grazie all’unione bancaria e relativo controllo sull’economia (e la politica), dove e come assicurarsi le materie prime e l’energia necessarie? Con la guerra? Ma, allora, l’Europa deve diventare anche una superpotenza militare. Pace all’interno e guerra all’esterno per la prossima generazione? Occorre una logica alternativa</p>
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