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	<title>Sarkozy &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>L&#8217;ombra della Merkel dietro la caduta di Berlusconi?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Oct 2013 17:39:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
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					<description><![CDATA[di Alessandro Corneli / Se due anni fa, come tutti sostengono, le telefonate di Angela Merkel, in parallelo allo spread che sembrava fuori controllo, convinsero Giorgio Napolitano a nominare senatore a vita Mario Monti, interpretato come il segnale che Silvio Berlusconi doveva lasciare Palazzo Chigi, adesso, dopo il voto del 22 settembre, che ha confermato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_6417" aria-describedby="caption-attachment-6417" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="Giorgio-Napolitano-Mario-Monti" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Napolitano-Mario-Monti6.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-6417" title="Giorgio-Napolitano-Mario-Monti" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Napolitano-Mario-Monti6.jpg" alt="da dx: Giorgio Napolitano con Mario Monti" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Napolitano-Mario-Monti6.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Napolitano-Mario-Monti6-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Napolitano-Mario-Monti6-160x90.jpg 160w" sizes="(max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-6417" class="wp-caption-text">da dx: Giorgio Napolitano con Mario Monti</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">di Alessandro Corneli /</p>
<p style="text-align: justify;">Se due anni fa, come tutti sostengono, le telefonate di Angela Merkel, in parallelo allo spread che sembrava fuori controllo, convinsero <strong>Giorgio Napolitano a nominare senatore a vita Mario Monti,</strong> interpretato come il segnale che Silvio Berlusconi doveva lasciare Palazzo Chigi, adesso, dopo il voto del 22 settembre, che ha confermato la cancelliera alla guida della Germania, non si esclude che nelle telefonate di circostanza con Napolitano sia stato fatto di nuovo qualche accenno al destino di Berlusconi, nel frattempo condannato in via definitiva.</p>
<figure id="attachment_6418" aria-describedby="caption-attachment-6418" style="width: 495px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="angela-merkel-ilparlamentar" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/angela-merkel-ilparlamentar.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-6418" title="angela-merkel-ilparlamentar" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/angela-merkel-ilparlamentar.jpg" alt="Angela Merkel" width="495" height="278" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/angela-merkel-ilparlamentar.jpg 495w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/angela-merkel-ilparlamentar-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/angela-merkel-ilparlamentar-480x270.jpg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/angela-merkel-ilparlamentar-469x263.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/angela-merkel-ilparlamentar-160x90.jpg 160w" sizes="(max-width: 495px) 100vw, 495px" /></a><figcaption id="caption-attachment-6418" class="wp-caption-text">Angela Merkel</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;"><strong>LA MERKEL DIETRO LA DISFATTA DEL PDL? GUARDIAMO ALLA CRONOLOGIA</strong><br />
Infatti, se si guarda alla cronologia, <strong>la situazione politica italiana è precipitata proprio dopo il 22 settembre</strong>. Prima erano scaramucce. Poi, nell’entourage berlusconiano, alla fine si è ammesso quello che solo ad alcuni, inascoltati, era chiaro da anni: il Quirinale non avrebbe “salvato” il fondatore di Forza Italia. Così Berlusconi ha deciso di andare allo scontro finale e, com’era prevedibile, Napolitano non è arretrato di un pollice. In un certo senso, gli ha fatto rimbalzare addosso l’accusa di colpo di Stato (da Berlusconi rivolta a Magistratura democratica), dichiarando “inquietante” per le istituzioni democratiche la minaccia di una dimissione di massa dei parlamentari del Pdl (tecnicamente impossibile e quindi eversiva).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>COSA HA FATTO DI TANTO GRAVE SILVIO BERLUSCONI?</strong><br />
Non certo la frode fiscale: è in buona compagnia insieme a tanti altri grandi imprenditori di cui la magistratura non si è accorta. Certo è grave che abbia impedito, a più riprese, alla sinistra di assidersi comodamente al potere. Ma alla Merkel che cosa importa? Non si può certo dire che Berlusconi e i suoi ministri economici abbiano fatto quelle riforme che avrebbero proiettato l’Italia tra i Paesi più competitivi. Anzi, in questo caso la Merkel dovrebbe ringraziarlo poiché la seconda potenza manifatturiera d’Europa (l’Italia) ha dato ben poco fastidio alla prima (la Germania). Per di più, Berlusconi non volle che l’Ue sanzionasse la Germania e la Francia quando sfondarono il tetto del 3% del deficit sui rispettivi Pil. Ma l’ingratitudine è di questo mondo e il politico che lo dimentica poi paga.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>COSA HA DATO FASTIDIO ALLA MERKEL DELLA POLITICA DI BERLUSCONI?</strong><br />
Alcuni sostengono che Berlusconi avesse l’intenzione di far saltare l’euro. A parte qualche espressione di natura sostanzialmente polemica, non risulta che abbia intrapreso azioni concrete in questa direzione, né che abbia concordato con altri importanti partner una tale strategia. Chi pensava che Berlusconi conducesse una politica filo-francese, vista con gelosia da Berlino, è stato smentito: non ha assecondato i piani euro-mediterranei di Sarkozy, ha mandato per le lunghe la Tav e pochi anni fa ha impedito che Air France inglobasse Alitalia. Può aver dato fastidio la sua ostentata amicizia con Vladimir Putin, ma a un asse Roma-Mosca nessuno crede e, se anche ci fosse, non modificherebbe equilibri più importanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia <strong>Berlusconi era ed è rimasto un’anomalia politica, un fattore di imprevedibilità nel concerto europeo</strong>. E questo può avere dato fastidio a molti fuori d’Italia e ai molti che, in Italia, hanno scelto l’Europa, costi quello che costi. Se non fu possibile lasciare l’Italia fuori dall’euro, adesso deve starci dentro senza fare bizze, accettando il rango che altri decideranno che essa possa svolgere. Ne avrà qualche vantaggio.</p>
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		<title>Francia e Germania: Monti ok progressi spettacolari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 14:15:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[Crisdi]]></category>
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					<description><![CDATA[La Grecia deve &#8221;seguire l&#8217;esempio&#8221; del governo italiano di Mario Monti, che ha fatto dei &#8221;progressi spettacolari&#8221; per rispondere alla crisi del debito: parola del presidente francese Nicolas Sarkozy, che insieme al cancelliere tedesco Angela Merkel lancia un forte appello ad Atene affinche&#8217; si assuma le proprie &#8221;responsabilita&#8221;&#8217; e adotti il piano di riforme chiesto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://ilparlamentare.it/2012/02/francia-e-germania-monti-ok-progressi-spettacolari/mario_monti_2-2/" rel="attachment wp-att-3913"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-3913" title="Mario Monti" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario_Monti_21.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario_Monti_21.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario_Monti_21-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario_Monti_21-160x90.jpg 160w" sizes="(max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a>La Grecia deve &#8221;seguire l&#8217;esempio&#8221; del governo italiano di Mario Monti, che ha fatto dei &#8221;progressi spettacolari&#8221; per rispondere alla crisi del debito: parola del presidente francese Nicolas Sarkozy, che insieme al cancelliere tedesco Angela Merkel lancia un forte appello ad Atene affinche&#8217; si assuma le proprie &#8221;responsabilita&#8221;&#8217; e adotti il piano di riforme chiesto dai partner europei e dal Fondo monetario internazionale (Fmi) per concedere il nuovo piano di aiuti da 130 miliardi di euro. &#8221;Insieme al cancelliere, dico che i nostri amici greci devono assumersi le loro responsabilità votando le riforme su cui si sono impegnati. Questo riguarda tutti, sia la destra sia i socialisti greci&#8221;, ha affermato Sarkozy, nel corso di una conferenza stampa congiunta a Parigi con il cancelliere tedesco Angela Merkel in occasione del consiglio dei ministri franco-tedesco.</p>
<p>&#8221;Io e la cancelliera Merkel &#8211; ha aggiunto &#8211; pensiamo che gli elementi per l&#8217;accordo non siano mai stati cosi&#8217; vicini. Sia per i creditori privati sia per i creditori pubblici. Ma ora bisogna concludere. Non avere un accordo e&#8217; per noi inimmaginabile&#8221;. Per Atene, ha proseguito il capo dell&#8217;Eliseo, &#8221;l&#8217;esempio da seguire&#8221; e&#8217; quello dell&#8217;Italia. &#8220;Stiamo vedendo il primo ministro italiano Mario Monti quale lavoro notevole stia facendo e quali progressi spettacolari stia facendo l&#8217;Italia. E&#8217; l&#8217;esempio da seguire&#8221;, ha spiegato Sarkozy, sottolineando che &#8221;i dirigenti greci si sono assunti degli impegni con l&#8217;Europa. Non c&#8217;e&#8217; scelta: il tempo stringe, devono rispettarli scrupolosamente&#8221;.</p>
<p>E ancora: &#8221;La situazione della Grecia deve essere risolta una volta per tutte&#8221;. Da parte sua, la Merkel ha detto che la Grecia deve &#8221;restare nell&#8217;euro&#8221;, ma ha lanciato un duro avvertimento alle autorita&#8217; di Atene: stop ai nuovi aiuti se non concludono l&#8217;accordo con Ue e Fmi. &#8221;Non ci puo&#8217; essere un nuovo programma&#8221; di aiuti, se la Grecia &#8221;non conclude l&#8217;accordo con la troika&#8221;, composta da Commissione Ue, Banca centrale europea e Fmi, ha avvertito la cancelliera.</p>
<p>Al termine del consiglio dei ministri franco-tedesco, Sarkozy e Merkel hanno anche auspicato che gli interessi del debito greco siano bloccati su un conto. &#8221;Sono favorevole all&#8217;idea secondo cui gli interessi del debito greco siano versati su un conto bloccato per essere sicuri che questo denaro sia disponibile in modo durevole&#8221;, ha affermato la Merkel. La Grecia si e&#8217; impegnata in un doppio negoziato, con i creditori privati, essenzialmente banche, affinche&#8217; cancellino una parte sostanziale del debito, e con la troika affinche&#8217; sblocchi un nuovo aiuto per Atene. Ue e Fmi chiedono pero&#8217; alla Grecia di concludere l&#8217;accordo con le banche e di adottare nuove misure di austerita&#8217;. Per scongiurare il default, Atene ha urgente bisogno di questo nuovo aiuto. &#8221;Non capisco molto bene che interesse ci sarebbe a far passare ancora del tempo&#8230;il tempo stringe&#8221;, ha avvertito la Merkel.</p>
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		<title>Governanti del nulla: questa le verità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Aug 2011 16:19:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[erkel]]></category>
		<category><![CDATA[Ernesto Galli della Loggia]]></category>
		<category><![CDATA[governati senza potere]]></category>
		<category><![CDATA[il potere]]></category>
		<category><![CDATA[Obama]]></category>
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					<description><![CDATA[A cura di Ernesto Galli della Loggia &#8211; Nonostante gli sforzi di Merkel e Sarkozy per apparire due veri statisti, o l&#8217;impegno di Obama per apparire un presidente capace di tenere tutto sotto controllo, le opinioni pubbliche occidentali si rendono sempre più conto che in realtà, oggi, nessuno dei propri governanti tiene sotto controllo un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_2547" aria-describedby="caption-attachment-2547" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a rel="attachment wp-att-2547" href="https://ilparlamentare.it/2011/08/governanti-del-nulla-questa-le-verita/ernesto-galli-della-loggia/"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-2547" title="Ernesto-Galli-Della-Loggia" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Ernesto-Galli-Della-Loggia.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Ernesto-Galli-Della-Loggia.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Ernesto-Galli-Della-Loggia-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Ernesto-Galli-Della-Loggia-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-2547" class="wp-caption-text">Ernesto Galli della Loggia su IL PARLAMENTARE.IT</figcaption></figure>
<p>A cura di Ernesto Galli della Loggia &#8211; Nonostante gli sforzi di Merkel e Sarkozy per apparire due veri statisti, o l&#8217;impegno di Obama per apparire un presidente capace di tenere tutto sotto controllo, le opinioni pubbliche occidentali si rendono sempre più conto che in realtà, oggi, <strong>nessuno dei propri governanti tiene sotto controllo un bel nulla.</strong></p>
<p><strong>LEADER PRIVI DI TEMPERAMENTO, DI CORAGGIO, SOPRATUTTO DI VISIONE</strong></p>
<p>E tanto meno riesce a immaginare una qualche via d&#8217;uscita da una crisi che ormai sembra avviarsi ad essere di sistema. Proprio nel momento peggiore della sua storia postbellica l&#8217;Occidente, insomma, scopre di essere nelle mani di <strong>leader privi di temperamento</strong>, <strong>di coraggio e soprattutto di visione.</strong></p>
<p><strong>LA CLASSE POLITICA E&#8217; DETERIORATA</strong></p>
<p>Non è un caso. Il deterioramento qualitativo delle classi politiche, infatti, è innanzi tutto un prodotto inevitabile di quella «democrazia della spesa» vigente da tempo nei nostri Paesi, in forza della quale governare significa in pratica solo spendere, e poi ancora spendere, per cercare di soddisfare quanti più elettori possibile (e quindi tassare e indebitarsi: con relative catastrofi finanziarie). Quando le cose stanno così, per governare basta disporre di risorse adeguate, non importa reperite come, o prometterne. L&#8217;esercizio del potere si spoglia di qualunque necessità di conoscere, di capire, di progettare, e soprattutto di scegliere e di decidere. Non solo, ma il denaro diviene a tal punto intrinseco alla politica che esso finisce per apparirne il vero e ultimo scopo: a chi l&#8217;elargisce come a chi lo chiede o lo riceve. Con la conseguenza, tra l&#8217;altro, che dove il denaro è tutto, inevitabilmente la corruzione s&#8217;infila dappertutto. La «democrazia della spesa», insomma, è un meccanismo che, oltre a svilire progressivamente la sostanza e l&#8217;immagine della politica, contribuisce a selezionare le classi politiche al contrario, non premiando mai i migliori (per esempio quelli che pensano all&#8217;interesse generale).</p>
<p><strong>I POLITICI CONTANO SU MESTIERE, SIMPATIA E SCANSANO ARGOMENTI SCOMODI</strong></p>
<figure id="attachment_2547" aria-describedby="caption-attachment-2547" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a rel="attachment wp-att-2547" href="https://ilparlamentare.it/2011/08/governanti-del-nulla-questa-le-verita/ernesto-galli-della-loggia/"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-2547" title="Ernesto-Galli-Della-Loggia" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Ernesto-Galli-Della-Loggia.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Ernesto-Galli-Della-Loggia.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Ernesto-Galli-Della-Loggia-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Ernesto-Galli-Della-Loggia-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-2547" class="wp-caption-text">Ernesto Galli della Loggia su IL PARLAMENTARE.IT</figcaption></figure>
<p>Lo stesso effetto lo ha la personalizzazione mediatica, specie televisiva, ormai centrale per ogni carriera politica in tutta l&#8217;area euro-americana. Da che mondo è mondo, la personalità in politica ha sempre contato moltissimo. Giustamente. Ma quando la valutazione di essa è fatta in gran parte attraverso le apparizioni televisive (in Italia per giunta della durata media di 45-90 secondi), allora è ovvio che a contare siano specialmente l&#8217;aspetto, la «simpatia», lo scilinguagnolo, l&#8217;abilità nello scansare gli argomenti scomodi. Caratteristiche che però, come si capisce, non sono proprio quelle più significative se si vogliono selezionare dei leader capaci di guidare un Paese nei momenti difficili.</p>
<p>Ad aggravare gli effetti di questa personalizzazione mediatica dei capi si aggiunge paradossalmente, quasi a fare da contrappeso apparente, la progressiva spersonalizzazione, invece, delle loro decisioni: specie di quelle davvero cruciali. Cioè la <strong>virtuale deresponsabilizzazione degli stessi capi.</strong> Dal momento, infatti, che i problemi hanno sempre di più un carattere mondiale o a dir poco regionale, che la globalizzazione impone le sue regole irrevocabili, l&#8217;ambito nazionale diventa secondario.</p>
<p>Quelle che davvero contano in modo vincolante sono sempre di più le decisioni prese da qualche vertice o da qualche istituzione internazionale, più o meno lontani e indifferenti rispetto all&#8217;arena politica domestica. Decisioni che così finiscono per essere figlie di nessuno e un comodo alibi per tutti. Come possono formarsi in questo modo vere élites politiche? Veri, autorevoli, capi politici?</p>
<p>Per i paesi di medio livello come l&#8217;Italia la cosa è clamorosamente evidente. Basti pensare che per ben due volte negli ultimi anni ci siamo trovati addirittura impegnati in operazioni militari di grande rilievo politico &#8211; contro la Jugoslavia prima, e adesso contro la Libia &#8211; di fatto solo perché altri avevano preso per noi la decisione relativa e noi non potevamo dispiacergli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Già, la guerra; e dunque la politica estera di cui la guerra un tempo rappresentava l&#8217;apice. Non è politicamente corretto ciò che sto per dire, lo so. Ma certo è difficile pensare che la virtuale scomparsa dall&#8217;esperienza europea di questi due ambiti decisivi di ciò che fino a qualche decennio fa è stata la politica &#8211; i due ambiti cruciali in cui fino a ieri i capi politici potevano essere chiamati a dare prova di sé, ad essere preparati a dare prova di sé &#8211; non abbia avuto la sua parte nel rendere sempre più scadente la qualità delle classi politiche del Vecchio continente. È solo un caso, mi chiedo, se i tre principali leader di paesi democratici nell&#8217;Europa della post-ricostruzione &#8211; De Gaulle, la signora Thatcher e Helmut Kohl &#8211; abbiano legato tutti e tre il proprio nome a grandi decisioni di politica estera e/o di tipo bellico (l&#8217;Algeria e l&#8217;armamento atomico, la guerra delle Falkland, l&#8217;unificazione tedesca)? Forse no, direi, non è proprio un caso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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