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	<title>Roberto Ormanni &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Archiviata la denuncia per diffamazione proposta dall’On. Orrico (M5S) nei confronti del Commissario Saccomanno (Lega)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Mar 2023 19:57:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
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					<description><![CDATA[Introduzione a cura del Direttore Roberto Ormanni/ Antica tradizione vuole che i giornali non riportino notizie di querele per diffamazione contro giornalisti. Un pò perché, come dice il vecchio adagio, cane non morde cane. Un pò perché, in realtà, sarebbe una specie di metagiornalismo: il giornalismo che parla di se stesso. Ciò che invece, a [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Introduzione a cura del Direttore Roberto Ormanni/</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://www.ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Roberto-Ormanni1.jpg" alt="" class="wp-image-439" width="687" height="386" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Roberto-Ormanni1.jpg 495w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Roberto-Ormanni1-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Roberto-Ormanni1-480x270.jpg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Roberto-Ormanni1-250x140.jpg 250w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Roberto-Ormanni1-469x263.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Roberto-Ormanni1-160x90.jpg 160w" sizes="(max-width: 687px) 100vw, 687px" /><figcaption>Roberto Ormanni Direttore de Il Parlamentare.it </figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Antica tradizione vuole che i giornali non riportino notizie di querele per diffamazione contro giornalisti.</strong> Un pò perché, come dice il vecchio adagio, cane non morde cane. Un pò perché, in realtà, sarebbe una specie di metagiornalismo: il giornalismo che parla di se stesso. Ciò che invece, a dire il vero, in Italia capita ormai assai spesso e i giornalisti si intervistano anche tra loro e così da intermediari dell&#8217;informazione diventano autoreferenti.<br><strong>Sia come sia, questa volta la regola non la rispettiamo. Perché la querela per diffamazione costituisce una notizia.</strong> A sentirsi diffamata infatti è la signora Anna Laura Orrico, incidentalmente deputato al Parlamento per i <strong>Cinquestelle</strong>. E il diffamante avrebbe dovuto essere <strong>Giacomo Saccomanno</strong>, commissario regionale della <strong>Lega in Calabria</strong>.<br>Per le ragioni che hanno scatenato l&#8217;ira rivelatasi poco funesta della deputatessa, rimandiamo all&#8217;articolo che segue e a quelli precedenti che la redazione provvederà a linkare.<br>Per quanto riguarda la diffamazione, siccome per la deputatessa Orrico le querele sono come le ciliegie: una tira l&#8217;altra, <strong>oltre a querelare il commissario regionale della Lega, ha querelato tutti i giornalisti che hanno dato notizia,</strong> ovviamente, delle dichiarazioni a suo tempo rilasciate dal commissario Saccomanno a proposito di iniziative della deputatessa che è stata pure sottosegretario. O sottosegretaria.<br><strong>Purtroppo la signora è stata mal consigliata in questo percorso di guerra:</strong> il giornalista che riporta fatti veri e oggettivamente costituenti notizia, ossia interessanti per la generalità delle persone, anche se quei fatti possono ledere la reputazione di qualcuno, se il giornalista rispetta la verità storica e non esagera con toni e commenti, non può rispondere di diffamazione.<br>Questo forse la deputatessa non lo sapeva, e va bene, ma avrà anche chiesto consiglio sul da farsi a qualcuno che ha studiato su manuali di diritto penale diversi da quelli sui quali, tanti anni fa, ha studiato il direttore di questo giornale.<br><strong>Diversi magistrati e diversi tribunali hanno naturalmente archiviato le querele della deputatessa.</strong><br><strong>Il prossimo 19 aprile </strong>il giudice del <strong>Tribunale di Lagonegro</strong> dovrà pronunciarsi sulla <strong>opposizione alla richiesta di archiviazione che la locale procura della Repubblica ha depositato nei confronti del direttore di questo giornale.</strong> Perché la signora Orrico non solo querela a vanvera ma persevera opponendosi a vanvera.<br>Non sembri che voglia parlare di me stesso: ne scrivo perché c&#8217;è una notizia. <strong>Chiederò al giudice di trasmettere gli atti al pubblico ministero </strong>per valutare la sussistenza del reato di calunnia a carico della signora Orrico Anna Laura.<br>La calunnia si configura quando qualcuno accusa di un reato qualcun altro davanti dall&#8217;autorità giudiziaria sapendolo innocente.<br><strong>La signora Orrico sapeva bene che i giornalisti non avrebbero potuto rispondere di diffamazione per aver riportato un fatto vero e costituente oggettivamente una notizia di interesse pubblico.</strong><br>In realtà per la calunnia il pubblico ministero dovrebbe procedere d&#8217;ufficio, ma un aiutino non si nega a nessuno.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" width="1307" height="800" src="https://www.ilparlamentare.it/wp-content/uploads/saccomanno-orrico.jpg" alt="" class="wp-image-16431" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/saccomanno-orrico.jpg 1307w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/saccomanno-orrico-300x184.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/saccomanno-orrico-441x270.jpg 441w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/saccomanno-orrico-768x470.jpg 768w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/saccomanno-orrico-696x426.jpg 696w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/saccomanno-orrico-1068x654.jpg 1068w" sizes="(max-width: 1307px) 100vw, 1307px" /><figcaption>Da dx: Anna laura Orrico (M5S) &#8211; Giacomo Saccomanno (Lega)</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>ILCOMUNICATO STAMPA DEL COMMISSARIO DELLA LEGA CALABRIA AVVOCATO GIACOMO SACCOMANNO</strong> (del 31 marzo 2023).</p>



<p class="wp-block-paragraph">“<strong>La Politica è una cosa seria! Ha in mano il presente, il futuro e le speranze dei cittadini e di una Nazione intera. </strong>Gli eletti hanno avuto il consenso popolare per lavorare e portare risultati. <strong>Il territorio si arricchisce culturalmente, socialmente e economicamente se l’eletto riesce a portare risultati.</strong> Nel mentre, si impoverisce se la classe dirigente eletta è mediocre o assente. La Calabria spesso cade in questa seconda ipotesi: una classe dirigente non all’altezza. E i risultati si vedono! <strong>Il Tribunale di Palmi ha archiviato, con approfondita motivazione, una denuncia avanzata dall’On. Anna Laura Orrico nei confronti del Commissario della Lega, Giacomo Francesco Saccomanno,</strong> <strong>per aver questo commentato la triste vicenda di Cosenza riportata in una nota inviata dal Direttore della Biblioteca Nazionale, dal Presidente della Fondazione Culturale “Paolo di Tarso” e da un esponente del Dipartimento di Chimica dell’Unical all’allora Ministro Franceschini</strong> ove si rilevava che “<em>sembrerebbe che vi sia stata una approvazione indebita dei progetti contenenti i brevetti internazionali redatti dai firmatari della denuncia, al fine di favorire altri con i destinati fondi pubblici</em>” e nel prosieguo chiedevano che le <strong>“<em>autorità competenti facciano luce e accertino sia chi ha redatto i progetti e, quindi, la proprietà di questi e sia chi ha cercato di utilizzarli avendone alcun diritto</em>”.</strong> Sostanzialmente, si contestava all’Orrico, quando è stata nominata Sottosegretaria di Stato per i Beni e le Attività Culturali, di aver utilizzato un progetto per circa 90 milioni di euro senza il rispetto delle norme di interesse(!). In virtù di tale amara vicenda per i calabresi il Commissario commentava “<em>cosa ci hanno lasciato in Calabria i politici di tale pasta? Il nulla, se non le tantissime macerie che si intravedono in ogni progetto, spesso iniziato e mai realizzato, una politica clientelare che ha distrutto la nostra regione e che deve essere rinnegata e ripulita … forse l’Orrico su questo dovrebbe confrontarsi e dovrebbe dare adeguate spiegazioni</em>”. La Orrico si sentiva offesa e diffamata da ciò ed ha presentato una denuncia per diffamazione, per la quale, immediatamente, la Procura di Palmi ha chiesto l’archiviazione. La stessa si è opposta e il GIP ha, con adeguata motivazione, accolto tale richiesta, affermando che “<em>le espressioni utilizzate nei confronti della denunciate attengono all’operato dalla stessa svolto in campo politico, con conseguente riconducibilità delle stesse all’alveo della critica politica, non trasmodando mai in frasi denigratorie della sua persona ovvero lesive della sua reputazione, nel caso di specie risultano rispettati i limiti stabiliti dalla Suprema Corte il che permette di ritenere configurabili i presupposti per l’operatività della scriminate de quo</em>”. Una vicenda molto infelice che, comunque, deve indurre a riflettere e chiedere agli eletti di lavorare seriamente e di dimenticarsi di strani tentativi per legittimarsi. <strong>Alla Magistratura, invece, si chiede di essere celere e di definire le tante denunce che giacciono impolverate nei cassetti degli uffici che potrebbero, finalmente, svelare tante trame e condotte illecite, da colpire senza indugio per migliorare la politica e per ridare fiducia ai cittadini. </strong>La Lega ha fiducia e continuerà sulla strada della vera legalità e non in quella solo annunciata!” </p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo dichiara Giacomo Francesco Saccomanno, Commissario Regionale della Lega Calabria.  </p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;ARTICOLO CHE HA SPINTO LA DEPUTATA DEL M5S ANNA LAURA ORRICO A SPORGERE LA QUERELA AL COMMISSARIO DELLA LEGA AVVOCATO GIACOMO SACCOMANNO, ARCHIVIATA DALLA MAGISTRATURA<br><a href="https://www.ilparlamentare.it/2021/06/lega-lincapace-orrico-con-progetti-usurpati-attacca-salvini/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.ilparlamentare.it/2021/06/lega-lincapace-orrico-con-progetti-usurpati-attacca-salvini/</a>  </p>
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		<title>La Corte (costituzionale) si ritira</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2016/09/la-corte-costituzionale-si-ritira/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Ormanni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Sep 2016 21:57:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
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					<description><![CDATA[a cura del Direttore de IL PARLAMENTARE.IT Roberto Ormanni/ C&#8217;è chi si meraviglia che la Consulta abbia deciso di rinviare a nuovo ruolo (dopo il referendum sulla riforma costituzionale) la decisione sulla legge elettorale, l&#8217;Italicum. Eppure su alcuni temi, autodichia in testa, la Corte si scopre sempre&#8230; politicamente corretta.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">a cura del Direttore de IL PARLAMENTARE.IT Roberto Ormanni/</p>
<p style="text-align: justify;">C&#8217;è chi si meraviglia che la Consulta abbia deciso di rinviare a nuovo ruolo (dopo il referendum sulla riforma costituzionale) la decisione sulla legge elettorale, l&#8217;Italicum. Eppure su alcuni temi, autodichia in testa, la Corte si scopre sempre&#8230; politicamente corretta.</p>
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		<title>Roberto Ormanni a Giuseppe Lorin: i Talk di oggi? per sembrare intelligenti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Feb 2015 00:16:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
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					<description><![CDATA[A cura di Giuseppe Lorin per Laici.it/ Le trasmissioni televisive di Renzo Arbore sono state delle vere e proprie &#8216;officine&#8217; dell&#8217;arte dell&#8217;intrattenimento, che hanno fatto conoscere al pubblico personaggi dalla più svariata allocazione culturale e artistica.&#8216;Quelli della notte&#8217; e &#8216;Indietro tutta&#8217; hanno dato alla televisione, o meglio allo spettacolo italiano, un continuum generazionale di &#8216;creativi&#8217; [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_2486" aria-describedby="caption-attachment-2486" style="width: 750px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://italia-magazine.it/wp-content/uploads/2015/02/giuseppe-lorin.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-2486" alt="Giuseppe Lorin -teatro-cinema-poesia-arte" src="http://italia-magazine.it/wp-content/uploads/2015/02/giuseppe-lorin.jpg" width="750" height="410" /></a><figcaption id="caption-attachment-2486" class="wp-caption-text">Giuseppe Lorin</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: center;">A cura di <a href="http://www.giuseppelorin.blogspot.it/p/curriculum.html" target="_blank">Giuseppe Lorin</a> per <a href="http://www.laici.it" target="_blank">Laici.it</a>/</p>
<p>Le trasmissioni televisive di <b>Renzo Arbore</b> sono state delle vere e proprie &#8216;officine&#8217; dell&#8217;arte dell&#8217;intrattenimento, che hanno fatto conoscere al pubblico personaggi dalla più svariata allocazione culturale e artistica.<b>&#8216;Quelli della notte&#8217;</b> e <b>&#8216;Indietro tutta&#8217;</b> hanno dato alla televisione, o meglio allo spettacolo italiano, un continuum generazionale di &#8216;creativi&#8217; su cui fare affidamento. Sono stati spettacoli che hanno avuto il merito di scoprire e lanciare nuovi personaggi, fra i quali <b>Roberto Benigni, Gegé Telesforo, Giorgio Bracardi, Mario Marenco, Marisa Laurito, Nino Frassica, Milly Carlucci, Daniele Luttazzi e valorizzarne altri come Michele Mirabella, Luciano De Crescenzo e Roberto Ormanni,</b> giornalista, sceneggiatore, cronista giudiziario, avvocato, direttore responsabile dei settimanali di informazione <a href="http://www.goleminformazione.it/"><b>www.goleminformazione.it</b></a> e <a href="https://ilparlamentare.it./"><b>www.ilparlamentare.it.</b></a> <b>Roberto Ormanni, </b>oltre a dirigere redazioni importanti, collabora con diverse testate ed è stato responsabile del settimanale giuridico <b>&#8216;Diritto e Giustizia&#8217; (Giuffrè editore).</b> E&#8217; anche autore del testo teatrale <b>&#8216;Due carissimi nemici&#8217;,</b> musical napoletano sulla vita dei poeti <b>Salvatore Di Giacomo e Ferdinando Russo.</b> La commedia è stata messa in scena per due anni di seguito al <b>teatro &#8216;Cilea&#8217; di Napoli.</b></p>
<p><figure id="attachment_8942" aria-describedby="caption-attachment-8942" style="width: 795px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/roberto-ormanni-2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-8942" alt="Roberto Ormanni" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/roberto-ormanni-2.jpg" width="795" height="470" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/roberto-ormanni-2.jpg 795w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/roberto-ormanni-2-300x177.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/roberto-ormanni-2-456x270.jpg 456w" sizes="auto, (max-width: 795px) 100vw, 795px" /></a><figcaption id="caption-attachment-8942" class="wp-caption-text">Roberto Ormanni</figcaption></figure></p>
<p><b>Roberto Ormanni, ricordando i suoi impegni nelle trasmissioni televisive ideate da Renzo Arbore come &#8216;Quelli della notte&#8217; e &#8216;Indietro tutta&#8217;, può parlarci della spontaneità artistica di quegli anni, da lei vissuta in prima persona?</b><br />
&#8220;La via mediana tra cenacolo culturale e circolo dopolavoro: questo, in sostanza, voleva essere &#8211; e in un certo senso lo fu &#8211; &#8216;Quelli della notte&#8217;. Negli anni &#8217;80, la Rai poteva ancora contare su dirigenti di grande livello culturale, quasi tutti &#8216;figli&#8217; dei concorsi Rai della metà degli anni &#8217;50. La filosofia, se così possiamo chiamarla, della proposta di Renzo era quella di esasperare, prendendola un po&#8217; in giro, la struttura stessa del &#8216;talk show&#8217;. Di cui, non a caso, la Rai vanta i diritti di primogenitura, in campo televisivo, con &#8216;L&#8217;ospite delle due&#8217;, ideato e condotto nel 1975 da Luciano Rispoli, dipendente Rai, per l&#8217;appunto, dal concorso del 1954. A questa &#8216;prima bozza&#8217; di &#8216;talk show&#8217; seguì, con Maurizio Costanzo, &#8216;Bontà loro&#8217;, nel 1976. Da quel momento, il &#8216;salotto&#8217; in tv divenne un&#8217;abitudine. Dietro molti di questi programmi, per quei tempi rivoluzionari, che rappresentarono l&#8217;evoluzione dell&#8217;assai più triste e paludata (per quanto meritoria) &#8216;Tribuna elettorale&#8217; di Jader Jacobelli dell&#8217;aprile 1961, c&#8217;era Angelo Guglielmi, che guarda un po&#8217; era anch&#8217;egli arrivato in Rai con il concorso del 1954. Lo scopo, però, non era solo fare informazione, ma anche l&#8217;intrattenimento. Poco alla volta, anzi, l&#8217;intrattenimento &#8211; parente stretto dello spettacolo &#8216;tout court&#8217; &#8211; prevalse sull&#8217;informazione. Si passò pian piano, insomma, dal cenacolo culturale al dopolavoro. E così, la chiave della recita &#8216;a soggetto&#8217; fu utilizzata da Arbore sia per fare il &#8216;verso&#8217;, un po&#8217; irriverente, al &#8216;talk show&#8217;, sia per costruire una &#8216;griglia&#8217; che potesse offrire qualcosa di nuovo. Il trucco, che Renzo ha sempre padroneggiato assai bene, è stato quello di mettere insieme autori e interpreti dall&#8217;intelligenza brillante e dall&#8217;ironia pungente, capaci di dire cose intelligenti fingendo di essere stupidi. L&#8217;esatto contrario di ciò che, spesso, accade oggi&#8230;&#8221;.</p>
<p><b>Da Renzo Arbore, ai rotocalchi televisivi di Paolo Guzzanti &#8216;Visto da sud&#8217; e &#8216;Giorno per giorno&#8217;: quale è stata la motivazione che l&#8217;ha spinta a impegnarsi nelle sceneggiature della serie a cartoni animati come &#8216;Ulisse &#8211; Il mio nome è Nessuno&#8217;, prodotta dai Raidue?</b><br />
&#8220;Forse, come spesso mi rimprovera qualcuno, la vera motivazione sta nel fatto che non ho ancora deciso cosa fare da grande&#8230; Da bambino, sempre appassionato di fumetti e cartoon, avevo una predilezione particolare per la bellissima storia &#8216;Topolino giornalista&#8217;, disegnata da Gottfredson e sceneggiata da Ted Osborn, uno dei migliori sceneggiatori Disney degli anni Trenta. E allora ho pensato che le due cose potessero essere messe insieme: fare il giornalista (che, come disse Luigi Barzini, è sempre meglio che lavorare) e lo sceneggiatore di cartoon. Scherzi a parte, l&#8217;idea di un &#8216;serial&#8217; a cartoni animati dedicato a Ulisse e all&#8217;Odissea è venuta dal rapporto quasi filiale che mi lega da sempre a Luciano De Crescenzo. Insieme con Massimo Vincenti e Stefano Santarelli (sceneggiatori veri, non come me), pensammo che visto il successo del libro di Luciano &#8216;Ulisse, il mio nome è Nessuno&#8217;, si poteva proporre alla Rai un&#8217;Odissea a cartoni animati. L&#8217;idea piacque allo storico responsabile di Rai Fiction Max Gusberti e, tra alterne vicende produttive, costellate anche, come spesso capita in questo settore, da bizzarri personaggi, alla fine ne è venuta fuori una serie di 23 puntate da 20 minuti ciascuna. In fondo, l&#8217;Odissea è il primo reportage della storia della comunicazione, visto che il cuore della storia è nient&#8217;altro che il racconto del viaggio di ritorno a Itaca che lo stesso Ulisse consegna ai Feaci&#8221;.</p>
<p><b>La nostra curiosità e attenzione va spesso su questi suoi due libri: &#8216;Il cinema di cartone (animato)&#8217; e &#8216;La mia vita dentro &#8211; Le memorie di un direttore di carceri&#8217;, entrambi editi dalla Infinito Edizioni. Ci descrive in maniera concisa le tematiche &#8216;opposte&#8217; di questi suoi due lavori?</b><br />
&#8220;Sinteticamente? Il cinema di cartone è l&#8217;approdo di un sogno &#8211; far muovere un disegno &#8211; che accompagna l&#8217;uomo fin dalla preistoria, come dimostrano gli animali raffigurati sulle pareti delle Grotte di Altamira, in Spagna, dove le tribù di 25 mila anni fa disegnarono i bisonti con otto zampe nel tentativo di dare l&#8217;idea del movimento. Il carcere, così come è oggi gestito in Italia, è il naufragio di una speranza: la pena come rieducazione e principio di reinserimento. I due opposti provocano, singolarmente, il medesimo risultato: il primo riempie i cinema, il secondo riempie i penitenziari&#8221;.</p>
<p><b>Paperino e Topolino incarnano due modelli caratteriali dell&#8217;essere umano, il succube e il saccente che ha sempre ragione: secondo lei, quale rapporto c&#8217;è tra questi due eroi del fumetto?</b><br />
&#8220;In realtà, sono due facce della stessa &#8216;medaglia&#8217; e non è un caso che metà dell&#8217;umanità adori Topolino e l&#8217;altra metà ami Paperino. È come il rapporto da Cosmos e Caos: la vita è il continuo divenire e intrecciarsi di Cosmos e Caos, ordine e disordine. Cosa sia Cosmos e cosa sia Caos, chi dei due possa prevalere con precisione è impossibile stabilirlo: bisognerebbe fermare il divenire e questo, come ci spiega Eraclito, non può mai accadere, perché significherebbe annullare sia ordine che sisordine, così che non si avrebbe più nulla da definire&#8221;.</p>
<p><b>Questi sono gli argomenti &#8216;centrali&#8217; trattati nel suo saggio &#8216;Il cinema di cartone (animato)&#8217;?</b><br />
&#8220;Può sembrare strano che si parli di filosofia in un saggio sul cartoon, ma c&#8217;è anche questo. L&#8217;obiettivo è quello di raccontare, attraverso tante storie, aneddoti e curiosità, la grande storia di un cinema nato &#8216;prima&#8217; del cinema: nel 1877. Mi auguro di esserci riuscito. Se invece, per citare il Manzoni che così chiude &#8216;I promessi sposi&#8217; (sebbene il paragone possa sembrare inopportuno) &#8220;non fossimo riusciti che ad annoiarvi, credete che non s&#8217;è fatto apposta&#8221;. D&#8217;altro canto, disegno e cinema erano sposi promessi da sempre&#8221;.</p>
<p><b>Lei è stato, in passato, responsabile del settore giustizia dell&#8217;agenzia di stampa &#8216;il Velino&#8217; e ha diretto il quotidiano giuridico &#8216;Diritto e Giustizia&#8217;, nonché il supplemento settimanale cartaceo &#8216;D&amp;G&#8217;, editi dalla società Infogiuridica Spa, del Gruppo Giuffrè. Dunque, vorremmo chiederle: secondo lei, risanare le aziende è un compito ingrato, in Italia?</b><br />
&#8220;Il risanamento più solido e duraturo di un&#8217;azienda passa, o dovrebbe passare &#8211; se l&#8217;imprenditore ha letto qualche manuale di economia aziendale &#8211; per investimenti ragionati e valorizzazioni di risorse preesistenti. E&#8217; il frutto di un equilibrio tra parziale contrazione del vecchio ed espansione del nuovo. Un po&#8217; come il principio dei vasi comunicanti di Archimede. Quando è così, il risanamento è un compito difficile e, forse, anche pericoloso, ma mai ingrato&#8221;.</p>
<p><b>Insomma, rimboccarsi le maniche e cercare di salvare il salvabile: un suo consiglio sulla gestione amministrativa in un momento così difficile per il Paese?</b><br />
&#8220;Amministrare vuol dire conoscere il passato e governare il presente mettendo le basi per il futuro. Molti, invece, credono che significhi indurre a dimenticare il passato, maneggiare il presente ed evitare, per quanto possibile, di pensare al futuro&#8221;.</p>
<p><b>Gestire la rivista settimanale &#8216;D&amp;G&#8217; e il relativo quotidiano online &#8216;Diritto e Giustizia&#8217; apportano &#8216;news&#8217; da inserire nelle rassegne stampa degli organi superiori del Governo italiano?</b><br />
&#8220;Il diritto e la giustizia rappresentano il vero e unico scudo della democrazia: l&#8217;homo politicus, inteso come uomo della polis, della città, ha come obiettivo, direi teleologico, la giustizia, che è a sua volta il fine del &#8216;naturalismo&#8217;. Ma il percorso verso la giustizia deve necessariamente avvalersi del diritto, che invece è espressione del &#8216;positivismo&#8217;: due mondi da sempre in conflitto. Se gli organi superiori del Governo riflettessero di più e conoscessero meglio le news provenienti dal complesso mondo del diritto e della giustizia, anziché oscillare ora verso l&#8217;uno, ora verso l&#8217;altra, si affronterebbero finalmente le cause di molti problemi, invece di continuare a litigare sulle conseguenze&#8230;&#8221;,</p>
<p><b>Il Senato, la Camera, la Corte costituzionale, il Quirinale, il Consiglio di Stato, la Direzione nazionale antimafia, il Comando generale dell&#8217;Arma dei Carabinieri, l&#8217;Associazione nazionale magistrati, l&#8217;Unione delle Camere penali, l&#8217;Organismo unitario dell&#8217;Avvocatura sono gli organi che seguono e leggono le news da lei approvate per la pubblicazione nella rivista &#8216;D&amp;G&#8217;?</b><br />
&#8220;Siamo riusciti a cogliere gli aspetti interessanti e stimolanti di un mondo complesso e problematico, troppo spesso raccontato attraverso la lente del pregiudizio, con la &#8216;chiave&#8217; della semplificazione a tutti i costi, che finisce per diventare approssimazione o, addirittura, mistificazione. Semplificare non vuol dire rinunciare alle parti difficili, ma comprenderle per spiegarle. Questo, i vecchi giornalisti lo sapevano e lo insegnavano. Poi c&#8217;è stato un momento nel quale la comunicazione, anche quella tecnica, in nome della semplificazione ha preteso di sostituire i pensieri con i &#8216;pensierini&#8217;. E degli insegnamenti si sono dimenticati tutti. L&#8217;interesse e, con esso, la partecipazione e il confronto che abbiamo risvegliato in istituzioni, anche professionali, prestigiose dimostrano, ancora una volta, che dalla &#8216;caverna di Platone&#8217; si può uscire&#8221;.</p>
<p><b>Le maggiori agenzie giornalistiche Agi, Ansa e Adn Kronos e i quotidiani come &#8216;La Stampa&#8217;, &#8216;La Repubblica&#8217;, &#8216;Il Messaggero&#8217;, &#8216;Il Corriere della Sera&#8217;, &#8216;Il Mattino&#8217;, &#8216;Italia Oggi&#8217; e &#8216;Il Sole 24 Ore&#8217;, come percepiscono la sua rivista?</b><br />
&#8220;Come la possibilità di scoprire che, dietro una formula tecnica, ci può essere una notizia utile all&#8217;informazione e, dunque, all&#8217;evoluzione della conoscenza&#8221;.</p>
<p><b>La sua riflessione sul terremoto politico che sta scuotendo in questi giorni la capitale d&#8217;Italia?</b><br />
&#8220;I terremoti politici sarebbero delle proficue occasioni di rifondazione se non fossero provocati, sempre e soltanto, da iniziative giudiziarie. Le quali, a loro volta, hanno ormai assunto il compito di affrontare fenomeni sociali, compensando l&#8217;inerzia dei meccanismi di controllo della società cosiddetta &#8216;civile&#8217;. Tanti anni fa, quando Tangentopoli e le inchieste sulla corruzione nella politica e nelle pubbliche amministrazioni non facevano parte nemmeno dei racconti di fantascienza, intervistai un vecchio procuratore della Repubblica che andava in pensione, il quale alla domanda &#8216;qual è il compito della magistratura nella difesa della legalità&#8217;, così rispose: &#8220;La magistratura è il chirurgo della società, interviene quando la medicina ha fallito&#8230;&#8221;.</p>
<p><b>Il suo prossimo impegno letterario?</b><br />
&#8220;Un libro sulla scuola in ospedale: un&#8217;istituzione dal 1986, di cui molti ignorano l&#8217;esistenza. Gli insegnanti d&#8217;ospedale sono professori senza lavagna e senza aula che fanno lezione a un alunno alla volta, accanto al suo letto. E nella maggior parte dei casi, oggi, si tratta di ragazzi e ragazze ricoverate nei reparti di oncologia pediatrica. Infinito Edizioni ne ha programmato la pubblicazione in primavera&#8221;.</p>
<p><b>Un augurio alla Eduardo De Filippo a tutti i politici italiani per il prossimo anno?</b><br />
&#8220;Impossibile rinunciare all&#8217;intramontabile: &#8220;Ha da passa&#8217; &#8216;a nuttata&#8230;&#8221;. Ma aggiungerei: se qualcuno di loro andasse a trascorrere la notte&#8230; altrove, forse la &#8216;nottata&#8217; passerebbe più in fretta&#8230;&#8221;.</p>
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		<title>Giustizia, riforme, slogan e pensierini 5 luglio 2014</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Jul 2014 20:55:44 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
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					<description><![CDATA[Editoriale Video a cura del Direttore Roberto Ormanni/ I temi della giustizia, le riforme, gli slogan in uso al mondo della politica e non solo sono il contenuto dell&#8217;editoriale del Direttore Roberto Ormanni. A volte il giornalismo, non più come quello di un tempo, commette grandi errori che contribuiscono a creare confusione non consentendo l&#8217;individuazione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">Editoriale Video a cura del Direttore Roberto Ormanni/</p>
<p style="text-align: justify;">I temi della giustizia, le riforme, gli slogan in uso al mondo della politica e non solo sono il contenuto dell&#8217;editoriale del Direttore Roberto Ormanni. A volte il giornalismo, non più come quello di un tempo, commette grandi errori che contribuiscono a creare confusione non consentendo l&#8217;individuazione dei problemi principali che oggi affliggono seriamente la società civile.</p>
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		<title>Paperino ha 80 anni, anzi 94</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Ormanni]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Jun 2014 22:20:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[a cura di Roberto Ormanni/ “Mi piaceva lavorare con il papero, perché potevo riempirlo di botte, fargli male, farlo cadere da un precipizio. Mi divertivo un sacco con Paperino. Con Topolino sarebbe stato un po&#8217; pericoloso, perché Topolino deve sempre aver ragione. Col papero avevo un personaggio comico e potevo trattarlo male e prendermi gioco [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/roberto-ormanni-direttore-ilparlamentare.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-7876" alt="roberto-ormanni-direttore-ilparlamentare" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/roberto-ormanni-direttore-ilparlamentare.jpg" width="795" height="470" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/roberto-ormanni-direttore-ilparlamentare.jpg 795w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/roberto-ormanni-direttore-ilparlamentare-300x177.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/roberto-ormanni-direttore-ilparlamentare-456x270.jpg 456w" sizes="auto, (max-width: 795px) 100vw, 795px" /></a>a cura di <strong>Roberto Ormanni/</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“Mi piaceva lavorare con il papero, perché potevo riempirlo di botte, fargli male, farlo cadere da un precipizio. Mi divertivo un sacco con Paperino. Con Topolino sarebbe stato un po&#8217; pericoloso, perché Topolino deve sempre aver ragione. Col papero avevo un personaggio comico e potevo trattarlo male e prendermi gioco di lui”. Così <strong>Carl Barks</strong> rispondeva, negli anni Settanta, alla domanda di un giornalista sul suo rapporto con Donald Fauntleroy Duck, Donald Duck per gli amici.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Barks, il Maestro dell’Oregon, ha vissuto per 22 anni con Paperino</strong>, dall’aprile del 1944, quando scrive e disegna la prima avventurosa storia a fumetti di Donald Duck, Paperino e l’Oro del Pirata, al 1966 anno in cui, anche se ormai in pensione, si lasciò convincere dal caporedattore della Western Printing, licenziataria Disney per gli albi a fumetti, a disegnare un’ultima storia dei paperi: Paperina la Magnifica Temeraria.<br />
E’ grazie al grande Carl che Paperino è definitivamente entrato nella storia. <strong>Il pubblico, quello delle sale cinematografiche, lo aveva conosciuto per la prima volta il 9 giugno del 1934 quando Donald Duck fu “scritturato” dagli animatori delle Silly Symphonies per interpretare il vicepresidente del Circolo dei Pigri</strong> (il presidente è Meo Porcello) nel cortometraggio La Gallinella Saggia.<br />
Il copione concedeva a Paperino poche battute ma sufficienti a tratteggiarne le maggiori virtù: irascibile e fannullone.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma quel 9 giugno, a cinema, Paperino aveva già 14 anni</strong>. Ne è certo il disegnatore Don Rosa, il filologo dei paperi più famoso del mondo, l’uomo grazie al quale è stata ricostruita tutta le genealogia della sterminata famiglia Duck.<br />
<strong>Paperino è nato il 9 giugno 1920 da Ortensia de’ Paperoni, sorella del più noto Paperon de’ Paperoni, e da Quackmore Duck, figlio di Nonna Papera.<br />
</strong>Dunque in questi giorni festeggia 80 anni di “lavoro” (altro che riforma Fornero), ma le candeline sulla torta di compleanno sono 94.<br />
<strong>E con lui, a brindare, ci sarà la sua sorella gemella, Della Duck</strong>, che il 17 ottobre del 1937 gli ha lasciato tre paperotti, nati da poco ma grandi abbastanza per combinare guai a ripetizione, davanti alla porta di casa. Un laconico biglietto comunica a Paperino che dovrà prendersi cura per qualche tempo dei tre piccoli: Qui, Quo e Qua.<br />
Ma il tempo nei fumetti non esiste e così pochi giorni sono diventati, ad oggi, 77 anni.<br />
D’altronde, bisogna capirla, <strong>Della: è il primo esempio di ragazza madre, per giunta minorenne, della storia del fumetto</strong>. Nemmeno il filologo Don Rosa è riuscito a scovare il padre di Qui, Quo e Qua. Gemella di Paperino, è nata anche lei il 9 giugno del 1920 e a 17 anni è davvero difficile badare, da sola, a tre paperi pestiferi.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/paperino.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-7873" alt="paperino" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/paperino-300x154.jpg" width="300" height="154" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/paperino-300x154.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/paperino-480x246.jpg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/paperino.jpg 644w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>In quegli anni il carattere di Paperino, dispettoso, vendicativo e opportunista, andava bene per le gag animate e per le strisce autoconclusive destinate ai giornali quotidiani. <strong>Sarà Carl Barks, dieci anni dopo, a formarlo rendendolo capace di interpretare storie avventurose, romantiche, esotiche e indimenticabili.<br />
</strong>Tuttavia le potenzialità di Paperino non erano sfuggite a Walt Disney e al suo staff quando lo videro in azione per la prima volta quel 9 giugno 1934 nella Silly La Gallinella Saggia.<br />
D’altra parte, le sillies erano una palestra di talenti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le Silly Symphonies nascono nel 1929</strong> per volontà di Disney che teme di restare troppo vincolato a Topolino, il cui successo rischia di assorbire totalmente gli studi, salvo poi a lasciarli senza lavoro quando il personaggio &#8211; e Disney sa che questo è inevitabile &#8211; comincerà a piacere di meno. Le Sinfonie Allegre, inoltre, costituiscono la prima vera testa di ponte che Disney getta per collegare il cinema d&#8217;animazione e la cultura media, la famiglia media, la borghesia media. Fino a quel momento Topolino, in alcuni suoi atteggiamenti, avrebbe potuto anche sfuggire alla comprensione immediata dello spettatore medio.<br />
<strong>Le Sillies ottengono un Oscar dopo l&#8217;altro</strong>, nella sezione disegni animati: La lepre e la tartaruga nel 1934, I tre gattini nel 1935, Il topo di città e il topo di campagna nel 1936, Il vecchio mulino nel 1937, Il toro Ferdinando nel 1938, Il brutto anatroccolo nel 1939 (che è un remake di una precedente Silly in bianco e nero).<br />
L&#8217;ostinazione con la quale Disney si concentra sulle Silly Symphonies (ne vengono prodotte fino a dieci all&#8217; anno) ha fondamento nella convinzione che attraverso questo tipo di cartoon, che cercano l&#8217;equilibrio tra musiche, animazione, soggetti favolistici, poesia, sceneggiature e gag, gli studi possano acquisire la specializzazione e l&#8217;esperienza necessaria a tentare di realizzare un lungometraggio, obiettivo al quale Disney guarda da tempo, forse anche perché non ignora &#8211; per quanto in quest&#8217;epoca i canali di comunicazione non siano &#8220;globali&#8221; come lo sono oggi &#8211; che in Argentina c&#8217;è già chi ha realizzato lungometraggi a disegni animati.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ed è alla trentaseiesima Sinfonia Allegra che, finalmente, compare Paperino</strong>. Con un becco molto più lungo di quello che ha oggi, un collo più stirato e il carattere iracondo, è vestito alla marinara, vive in uno stagno su un barcone un po&#8217; sconquassato e ciò che davvero non sopporta è lavorare. Il pubblico mostra subito grande simpatia per quel papero e Disney, alla fine dell&#8217;anno, decide di offrirgli un trampolino di lancio affidandogli una parte accanto alla star Mickey Mouse nel cartoon &#8220;Orphan&#8217;s Benefit&#8221;.<br />
Donald Duck si impegna come può nello spettacolo di beneficenza allestito in favore degli orfani, ma il pubblico, tutti bambini, è di quelli terribili e gliene combina di tutti i colori. Tanto che Topolino, alla fine, lo applaude egli stesso, restandosene un po&#8217; in disparte. C&#8217;è chi ha voluto leggere in questa scena la consapevolezza di Disney che Topolino, di lì a poco, avrebbe dovuto lasciare il palcoscenico a Paperino.<br />
Consapevole o meno, Disney non esita a puntare tutto su Paperino che, dopo l&#8217;apparizione nelle Sinfonie, e dopo qualche altra parte di spalla guastafeste accanto a Topolino, nel 1937 riceve una serie tutta sua e durante la Seconda Guerra Mondiale diventa un vero e proprio divo. Tanto che <strong>il Ministero del Tesoro degli Stati Uniti chiede a Disney di mettere a disposizione Paperino per realizzare una campagna di sensibilizzazione per convincere i contribuenti a pagare le tasse. </strong>Il biografo Bob Thomas racconta che &#8220;il ministero calcolò che a vedere il film, &#8220;The Mew Spirit&#8221;, furono sessanta milioni di persone e Donald Duck influì sulla buona volontà del trentasette per cento dei cittadini&#8221;.<strong>Anche Paperino, come Topolino, riceve un Oscar: nel 1943 il cartoon &#8220;Dear Fuehrer&#8217;s Face (Faccia da Fuehrer),</strong> è una divertente satira del nazismo con Paperino che sogna di essere in Germania e di lavorare in una fabbrica di munizioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Animato da Dick Huemer e Art Babbitt, Paperino è una carta sulla quale Disney punta molto fin dall&#8217;inizio. Tanto che &#8211; come racconta Clarence Nash, la voce storica e mitica di Donald Duck &#8211; <strong>alla Disney si danno tutti un gran daffare, nel 1934, per debuttare con Paperino prima che lo faccia Ub Iwerks, lo storico disegnatore Disney che &#8211; dopo un litigio – si è messo in proprio, ha messo in cantiere un cartoon simile e ha chiesto proprio a Nash di doppiare il papero.</strong>Clarence Nash è operaio in una centrale del latte e quando ha un po&#8217; di tempo, e se ne presenta l&#8217;occasione, si improvvisa attore radiofonico. Il suo cavallo di battaglia sono le imitazioni degli uccelli. La voce di Paperino ricorda che è proprio Disney, dopo le prime &#8220;uscite&#8221; di Donald Duck, a chiedergli di caratterizzare in modo più deciso il papero. Per anni Nash e Paperino sono come una sola persona, tanto più che l&#8217;ex operaio è il suo doppiatore ufficiale anche in tutte le altre lingue, dall&#8217;italiano al cinese e si racconta che quando il capitano inglese Lord Louis Mountbatten arriva in America, la prima cosa che chiede è uno stemma di Donald Duck.</p>
<p style="text-align: justify;">A ricordare la necessità di un personaggio come Paperino, per poter lavorare su modelli caratteriali un po&#8217; più vivaci, è proprio Walt Disney, in un&#8217;intervista: “Topolino aveva così tanto dell&#8217;istituzione che c&#8217;erano troppi limiti in quello che potevamo fare con lui. Se tirava un calcio a qualcuno, ricevevamo un milione di lettere dalla madri d&#8217;America che ci rimproveravano di dare un cattivo esempio ai loro figli. Topolino doveva essere sempre dolce e sempre amabile”.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Alla fine dello stesso anno del suo debutto al cinema Paperino si trasferisce anche nei comics e le sue tavole domenicali</strong> (negli Stati Uniti è tradizione che i quotidiani la domenica pubblichino una pagina intera, ossia una &#8220;tavola&#8221; completa, dei personaggi ai quali ogni giorno è dedicata la strip, la striscia) <strong>disegnate da Al Taliaferro</strong>conquistano un pubblico sempre più vasto.<br />
Tanto che le daily strips e le tavole domenicali di Paperino resteranno affidate a Taliaferro fino al 18 gennaio 1969 quando esce l’ultima striscia che simbolicamente saluta Charles Alfred Taliaferro detto Al che muore il 3 febbraio successivo.<br />
<strong>E così il 94enne Paperino, che festeggia gli 80 anni di cinema e fumetto, può vantare anche due padri</strong>: a condurlo per mano lungo le strisce è Taliaferro mentre a guidarlo nelle avventure dei comics book è papà Barks.<br />
Ma di padri putativi Paperino ne ha avuti in tutto il mondo. Decine di disegnatori ai quali sono state affidate le sorti di Donald Duck in tutti i Paesi. Anche in Italia. E per tutti è stato come un figlio.<br />
Nel 1987, in occasione dell’ottava edizione di Napolicomics, la mostra internazionale del fumetto e del cinema d’animazione che ho organizzato per 10 anni a Napoli (perdonatemi l’autocitazione) andai a prendere in aeroporto<strong>Giambattista Carpi</strong>, il disegnatore italiano di Paperino, ospite della mostra. L’auto non era una limousine, come Carpi avrebbe meritato, ma un Maggiolino. Sul cofano posteriore c’era un faccione adesivo di Paperino. Quando Carpi lo vide si avvicinò, lo accarezzò, e disse: “Oh, guarda, Paperino… Ciao!”.</p>
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		<title>Nuova Giustizia Riformata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Mar 2014 21:18:21 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Roberto Ormanni]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;La Giuistizia si è autoriformata come la nuova camorra organizzata di un tempo questa è la nuova Giustizia riformata&#8220;. Roberto Ormanni Diretteore de Il Parlamentare.it apre così il suo nuovo Editoriale Video. Ascoltiamo l&#8217;intera notizia.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>La Giuistizia si è autoriformata come la nuova camorra organizzata di un tempo questa è la nuova Giustizia riformata</em>&#8220;. Roberto Ormanni Diretteore de Il Parlamentare.it apre così il suo nuovo Editoriale Video. Ascoltiamo l&#8217;intera notizia.</p>
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		<title>La bandiera bianca della giustizia. Il tribunale di Napoli si arrende</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jan 2014 21:38:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[E&#8217; fosco l&#8217;aere il cielo è muto ed io, sul tacito veron seduto, in solitaria malinconia, ti guardo e lagrimo Venezia mia! Fra i rotti nugoli dell&#8217;occidente il raggio perdesi del sol morente, e mesto sibila per l&#8217;aura bruna l&#8217;ultimo gemito della laguna. Passa una gondola della città: &#8211; Ehi, della gondola, qual novità? &#8211; [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align: center;">E&#8217; fosco l&#8217;aere<br />
il cielo è muto<br />
ed io, sul tacito<br />
veron seduto,<br />
in solitaria<br />
malinconia,<br />
ti guardo e lagrimo<br />
Venezia mia!</p>
<p style="text-align: center;">Fra i rotti nugoli<br />
dell&#8217;occidente<br />
il raggio perdesi<br />
del sol morente,<br />
e mesto sibila<br />
per l&#8217;aura bruna<br />
l&#8217;ultimo gemito<br />
della laguna.</p>
<p style="text-align: center;">Passa una gondola<br />
della città:<br />
&#8211; Ehi, della gondola,<br />
qual novità? &#8211;<br />
&#8211; Il morbo infuria<br />
il pan ci manca,<br />
sul ponte sventola<br />
bandiera bianca! &#8211;<br />
No, no, non splendere<br />
su tanti guai,<br />
sole d&#8217;Italia,<br />
non splender mai!</p>
<p style="text-align: center;">E su la veneta<br />
spenta fortuna<br />
si eterni il gemito<br />
della laguna!</p>
<p style="text-align: center;">Venezia, l&#8217;ultima<br />
ora è venuta:<br />
illustre martire,<br />
tu sei perduta&#8230;<br />
Il morbo infuria,<br />
il pan ti manca<br />
sul ponte sventola<br />
bandiera bianca!</p>
<p style="text-align: center;">Ma non le ignivome<br />
palle roventi<br />
né i mille fulmini<br />
su te stridenti<br />
troncano ai liberi<br />
tuoi dì lo stame&#8230; .<br />
Viva Venezia!<br />
Muore di fame!</p>
<p style="text-align: center;">Sulle tue pagine<br />
scolpisci, o storia,<br />
le altrui nequizie, .&#8217;<br />
e la sua gloria:<br />
e grida ai posteri<br />
tre volte infame<br />
chi vuoi Venezia<br />
morta di fame!</p>
<p style="text-align: center;">Viva Venezia!<br />
L&#8217;ira nemica<br />
la sua risuscita<br />
virtude antica;<br />
ma il mo!bo infuria,<br />
il pan le manca,<br />
sul ponte sventola<br />
bandiera bianca!</p>
<p style="text-align: center;">Ed ora infrangasi<br />
qui sulla pietra,<br />
fin ch&#8217;è ancor libera,<br />
questa mia cetra:<br />
a te, Venezia,<br />
l&#8217;ultimo canto,<br />
l&#8217;ultimo bacio,<br />
l&#8217;ultimo pianto!</p>
<p style="text-align: center;">Ramingo ed esule<br />
in suoI straniero,<br />
vivrai, Venezia,<br />
nel mio pensiero;<br />
vivrai, nel tempio<br />
qui del mio core,<br />
come l&#8217;immagine<br />
del primo amore.</p>
<p style="text-align: center;">Ma il vento sibila,<br />
ma l&#8217;onda è scura,<br />
ma tutta in tenebre<br />
è la natura;<br />
le corde stridono,<br />
la voce manca,<br />
sul ponte sventola<br />
bandiera bianca!</p>
</blockquote>
<p style="text-align: center;"><strong><em>Arnaldo Fusinato, L’ultima ora di Venezia, 1849</em></strong></p>
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		<title>Legalità riciclata a Napoli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Nov 2013 19:13:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[Il Parlamentare]]></category>
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		<category><![CDATA[Napoli]]></category>
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		<title>Legalità Differenziata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[eleonora]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Nov 2013 19:05:58 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[discarica abusiva]]></category>
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		<title>La ricchezza italiana consegnata a Google 18 ottobre 2013</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Oct 2013 15:13:03 +0000</pubDate>
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