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	<title>Riforme &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Meloni rilancia sulle riforme e chiama le opposizioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 May 2023 16:17:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
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					<description><![CDATA[Chiudere con l&#8217;anomalia di assetti che durano &#8220;in media due anni&#8221;, per dare all&#8217;Italia governi &#8220;stabili&#8221;. Giorgia Meloni punterà probabilmente su questa leva martedì per cercare di trovare un percorso il più possibile &#8220;condiviso&#8221; sulle riforme. Con tutte le opposizioni per un round di confronti che vedrà per la prima volta seduta una di fronte [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Chiudere con l&#8217;anomalia di assetti che durano &#8220;in media due anni&#8221;, per dare all&#8217;Italia governi &#8220;stabili&#8221;. Giorgia Meloni punterà probabilmente su questa leva martedì per cercare di trovare un percorso il più possibile &#8220;condiviso&#8221; sulle riforme.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con tutte le opposizioni per un round di confronti che vedrà per la prima volta seduta una di fronte all&#8217;altra la premier e la leader del Pd, Elly Schlein, che comunque riunirà la sua segreteria per prepararsi all&#8217;incontro. Mentre il leader M5s non dovrebbe esserci, impegnato &#8211; dicono i suoi &#8211; a Brescia chiamato dal Tribunale dei ministri a testimoniare nell&#8217;inchiesta Covid. Udienza, però, calendarizzata il 10 maggio. Una eventuale assenza sarebbe interpretata come un segnale politico. E in effetti una certa diffidenza per l&#8217;invito di Meloni, a taccuini chiusi, le opposizioni la manifestano. &#8220;E&#8217; un diversivo per sviare l&#8217;attenzione&#8221; dall&#8217;azione del governo, duramente contestata dalle minoranze sia sul fronte del lavoro sia, da ultimo, sul blitz su Inps e Inail e per le mosse sulla Rai. L&#8217;appuntamento è per l&#8217;ora di pranzo alla Camera, nella Biblioteca del presidente: si partirà con +Europa a mezzogiorno e mezzo e a seguire tutti gli altri, le Autonomie, l&#8217;Alleanza Verdi e sinistra, il Terzo Polo (che si presenterà unito) per chiudere con M5S e Pd, cui sarà dedicato più tempo. Di &#8220;ascolto&#8221;, dicono a Palazzo Chigi, sottolineando che la scelta di Montecitorio mostra l&#8217;attenzione della premier per il ruolo del Parlamento. Quale che sia la soluzione &#8211; su cui martedì si misureranno con ogni probabilità le distanze più che le vicinanze con le opposizioni &#8211; si dovrà comunque superare il complesso iter parlamentare previsto per le revisioni della Costituzione. E avere numeri che superino il perimetro della maggioranza metterebbe al riparo dal doversi sottoporre necessariamente, alla fine del percorso, a un referendum dagli esiti sempre incerti, come bene sa Matteo Renzi che nel 2016 ha visto bocciare la sua proposta di riforma della Carta.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="700" height="467" src="https://www.ilparlamentare.it/wp-content/uploads/palazzochigi.jpeg" alt="" class="wp-image-16520" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/palazzochigi.jpeg 700w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/palazzochigi-300x200.jpeg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/palazzochigi-405x270.jpeg 405w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/palazzochigi-696x464.jpeg 696w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /><figcaption>Una veduta esterna di Palazzo Chigi ANSA/GIUSEPPE LAMI</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Il leader di Iv non ci sarà: il Terzo Polo sarà rappresentato da Carlo Calenda (insieme a Boschi, Paita e Richetti). Ma il passaggio con Azione e Italia viva sarà con ogni probabilità il più indolore. Anche se di fronte a una proposta di presidenzialismo arriverebbe un no (la presidenza della Repubblica, ha detto pubblicamente più volte Calenda, è l&#8217;istituzione più amata, e non va &#8220;snaturata o politicizzata&#8221;). Ma l&#8217;apertura ci sarebbe per il modello del Sindaco d&#8217;Italia, che introdurrebbe sì l&#8217;elezione diretta, ma del presidente del Consiglio. Uno schema che non dovrebbe trovare il favore del Pd, che potrebbe sedersi a discutere di &#8220;premierato forte&#8221;, ma senza toccare il ruolo del Parlamento. L&#8217;elezione diretta del capo del governo sarebbe però proprio la via su cui si sarebbe orientata Elisabetta Casellati, che già a gennaio aveva fatto un primo giro con le opposizioni alla ricerca di possibili convergenze. Del resto, il ragionamento, il modello del premierato è l&#8217;ipotesi emersa con più forza durante le consultazioni con le forze di opposizione, anche se con alcuni distinguo. La ministra starebbe già limando una bozza di testo, che comunque non sarebbe presentato martedì come un &#8216;prendere o lasciare&#8217;. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" width="700" height="467" src="https://www.ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgiameloni-ufficiostampa-palazzochigi.jpeg" alt="" class="wp-image-16521" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgiameloni-ufficiostampa-palazzochigi.jpeg 700w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgiameloni-ufficiostampa-palazzochigi-300x200.jpeg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgiameloni-ufficiostampa-palazzochigi-405x270.jpeg 405w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgiameloni-ufficiostampa-palazzochigi-696x464.jpeg 696w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /><figcaption>epa10608646 A handout picture made available by the Chigi Palace (Palazzo Chigi) Press Office shows Italian Prime Minister Giorgia Meloni (R) with the Speaker of the US House of Representatives, Kevin McCarthy (front, back to camera) during their meeting at Chigi Palace in Rome, Italy, 04 May 2023.  EPA/FILIPPO ATTILI/CHIGI PALACE PRESS OFFICE HANDOUT  HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Ma l&#8217;intenzione anche di Meloni, come conferma il suo consigliere giuridico Francesco Saverio Marini, sarebbe quella di chiudere con questi incontri la fase di ascolto per poi presentare in tempi brevi una proposta al Parlamento. Magari anche prima della fine di giugno. &#8220;Si tirerà una riga&#8221;, assicura fiduciosa che &#8220;si possa trovare un punto di incontro&#8221; Casellati, che sarà agli incontri insieme ai due vicepremier, Matteo Salvini e Antonio Tajani, al ministro Luca Ciriani e ai sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari.<br><br><br>Di seguito il programma degli incontri:</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ore 12.30 componente +Europa</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ore 13 Gruppo per le Autonomie e componente Minoranze linguistiche</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ore 13.45 Gruppo Alleanza Verdi e Sinistra &#8211; Ore 15.30 Gruppo Azione-Italia Viva-Renew Europe</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ore 17 Gruppo Movimento Cinque Stelle</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ore 18.30 Gruppo Partito Democratico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fonte ANSA</p>
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		<title>&#8220;Riformare le regole Ue sui migranti&#8221;, le prime parole di Sassoli da presidente dell&#8217;Eurocamera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jul 2019 16:31:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
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					<description><![CDATA[Cittadine e cittadini dell’Unione europea, signore e signori parlamentari, cari amici, colleghi, rappresentanti delle Istituzioni, dei Governi, donne e uomini di questa Amministrazione. Tutti voi capirete la mia emozione in questo momento nell’assumere la Presidenza del Parlamento europeo e di essere stato scelto da voi per rappresentare l’Istituzione che più di ogni altra ha un legame [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_14208" aria-describedby="caption-attachment-14208" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sassoli-presidente-eurocamera.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-14208" alt="David Sassoli Presidente dell'Eurocamera" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sassoli-presidente-eurocamera.jpg" width="1000" height="657" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sassoli-presidente-eurocamera.jpg 1000w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sassoli-presidente-eurocamera-300x197.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sassoli-presidente-eurocamera-410x270.jpg 410w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><figcaption id="caption-attachment-14208" class="wp-caption-text">David Sassoli Presidente dell&#8217;Eurocamera</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Cittadine e cittadini dell’<strong>Unione europea</strong>, signore e signori parlamentari, cari amici, colleghi, rappresentanti delle Istituzioni, dei Governi, donne e uomini di questa Amministrazione. Tutti voi capirete la mia emozione in questo momento nell’assumere la Presidenza del Parlamento europeo e di essere stato scelto da voi per rappresentare l’Istituzione che più di ogni altra ha un <strong>legame diretto con i cittadini</strong>, che ha il dovere di rappresentarli e difenderli. E di ricordare sempre che la nostra libertà è figlia della giustizia che sapremo conquistare e della solidarietà che sapremo sviluppare.</p>
<p style="text-align: justify;">Permettetemi di ringraziare il <strong>Presidente Antonio Tajani</strong> per il lavoro svolto in questo Parlamento, per il suo grande impegno e la sua dedizione a questa Istituzione. Voglio anche dare il benvenuto ai nuovi colleghi, che sono il 62% di quest’Aula, un bentornato ai parlamentari confermati e alle donne, che rappresentano il 40% di tutti noi. Un buon risultato, ma noi vogliamo di più.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo momento, al termine di una intensa campagna elettorale, ha inizio una legislatura che gli avvenimenti caricano di grande responsabilità perché <strong>nessuno può accontentarsi di conservare l’esistente.</strong> Ce lo dice il risultato elettorale, ce lo testimonia la stessa composizione di questa Assemblea.</p>
<p style="text-align: justify;">Siamo immersi in trasformazioni epocali: disoccupazione giovanile, migrazioni, cambiamenti climatici, rivoluzione digitale, nuovi equilibri mondiali, solo per citarne alcuni, che per essere governate hanno bisogno di nuove idee, del coraggio di saper coniugare grande saggezza e massimo d’audacia.</p>
<p style="text-align: justify;">Dobbiamo <strong>recuperare lo spirito di Ventotene</strong> e lo slancio pionieristico dei Padri Fondatori, che seppero mettere da parte le ostilità della guerra, porre fine ai guasti del nazionalismo dandoci un progetto capace di coniugare pace, democrazia, diritti, sviluppo e uguaglianza.</p>
<p style="text-align: justify;">In questi mesi, in troppi, hanno scommesso sul declino di questo progetto, alimentando divisioni e conflitti che pensavamo essere un triste ricordo della nostra storia. I cittadini hanno dimostrato invece di credere ancora in questo straordinario percorso, l’unico in grado di dare risposte alle sfide globali che abbiamo davanti a noi.</p>
<p style="text-align: justify;">Dobbiamo avere la forza di <strong>rilanciare il nostro processo di integrazione,</strong> cambiando la nostra Unione per renderla capace di rispondere in modo più forte alle esigenze dei nostri cittadini e per dare risposte vere alle loro preoccupazioni, al loro sempre più diffuso senso di smarrimento. La difesa e la promozione dei nostri valori fondanti di libertà, dignità e solidarietà deve essere perseguita ogni giorno dentro e fuori l’Ue.</p>
<p style="text-align: justify;">Cari colleghi, pensiamo più spesso al mondo che abbiamo, alle libertà di cui godiamo&#8230;. E allora diciamolo noi, visto che altri a Est o ad Ovest, o a Sud fanno fatica a riconoscerlo, che <strong>tante cose ci fanno diversi &#8211; non migliori, semplicemente diversi</strong> &#8211; e che noi europei siamo orgogliosi delle nostre diversità.</p>
<p style="text-align: justify;">Ripetiamolo perché sia chiaro a tutti che in Europa nessun governo può uccidere, che il valore della persona e la sua dignità sono il nostro modo per misurare le nostre politiche&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">&#8230;.che da noi nessuno può tappare la bocca agli oppositori, che i nostri governi e le istituzioni europee che li rappresentano sono il frutto della democrazia e di libere elezioni&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">&#8230;.che nessuno può essere condannato per la propria fede religiosa, politica, filosofica&#8230; che da noi ragazze e ragazzi possono viaggiare, studiare, amare senza costrizioni&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">&#8230;.che nessun europeo può essere umiliato e emarginato per il proprio orientamento sessuale&#8230; che nello spazio europeo, con modalità diverse, la protezione sociale è parte della nostra identità,</p>
<p style="text-align: justify;">&#8230;.che la difesa della vita di chiunque si trovi in pericolo è un dovere stabilito dai nostri Trattati e dalle Convenzioni internazionali che abbiamo stipulato.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nostro modello di economia sociale di mercato va rilanciato. Le nostre regole economiche devono saper coniugare crescita, protezione sociale e rispetto dell’ambiente. <strong>Dobbiamo dotarci di strumenti adeguati</strong> <strong>per contrastare le povertà,</strong> <strong>dare prospettive ai nostri giovani, rilanciare investimenti sostenibili,</strong> rafforzare il processo di convergenza tra le nostre regioni ed i nostri territori.</p>
<p style="text-align: justify;">La rivoluzione digitale sta cambiano in profondità i nostri stili di vita, il nostro modo di produrre e di consumare. Abbiamo bisogno di regole che sappiano coniugare progresso tecnologico, sviluppo delle imprese e tutela dei lavoratori e delle persone. Il cambiamento climatico ci espone a rischi enormi ormai evidenti a tutti. <strong>Servono investimenti per tecnologie pulite</strong> per rispondere ai milioni di giovani che sono scesi in piazza, e alcuni venuti anche in quest’Aula, per ricordarci che non esiste un altro pianeta. Dobbiamo lavorare per una sempre più forte parità di genere e un sempre maggior ruolo delle donne ai vertici della politica, dell’economia, del sociale.</p>
<p style="text-align: justify;">Signore e Signori, questo è il nostro biglietto da visita per un mondo che per trovare regole ha bisogno anche di noi. Ma tutto questo non è avvenuto per caso. <strong>L’Unione europea non è un incidente della Storia. </strong>Io sono figlio di un uomo che a 20 anni ha combattuto contro altri europei, e di una mamma che, anche lei ventenne, ha lasciato la propria casa e ha trovato rifugio presso altre famiglie. Io so che questa è la storia anche di tante vostre famiglie&#8230; e so anche che se mettessimo in comune le nostre storie e ce le raccontassimo davanti ad un bicchiere di birra o di vino, non diremmo mai che siamo figli o nipoti di un incidente della Storia.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma diremmo che <strong>la nostra storia è scritta sul dolore,</strong> sul sangue dei giovani britannici sterminati sulle spiagge della Normandia, sul desiderio di libertà di Sophie e Hans Scholl, sull’ansia di giustizia degli eroi del Ghetto di Varsavia, sulle primavere represse con i carri armati nei nostri paesi dell’Est, sul desiderio di fraternità che ritroviamo ogni qual volta la coscienza morale impone di non rinunciare alla propria umanità e l’obbedienza non può considerarsi virtù. Non siamo un incidente della Storia, ma i figli e i nipoti di coloro che sono riusciti a trovare l’antidoto a quella degenerazione nazionalista che ha avvelenato la nostra storia. Se siamo europei è anche perché siamo innamorati dei nostri Paesi. Ma il nazionalismo che diventa ideologia e idolatria produce virus che stimolano istinti di superiorità e producono conflitti distruttivi.</p>
<p style="text-align: justify;">Colleghe e colleghi, abbiamo bisogno di visione e per questo serve la politica. Sono necessari partiti europei sempre più capaci di essere l’architrave della nostra democrazia. Ma dobbiamo dare loro nuovi strumenti. Quelli che abbiamo sono insufficienti. Questa legislatura dovrà rafforzare le procedure per rendere <strong>il Parlamento protagonista di una completa democrazia europea.</strong> Ma non partiamo da zero, non nasciamo dal nulla. L’Europa si fonda sulle sue Istituzioni, che seppur imperfette e da riformare, ci hanno garantito le nostre libertà e la nostra indipendenza. Con le nostre Istituzioni saremo in grado di rispondere a tutti coloro che sono impegnati a dividerci. E allora diciamo in quest’Aula, oggi, che il Parlamento sarà garante dell’indipendenza dei cittadini europei. E che solo loro sono abilitati a scrivere il proprio destino: nessuno per loro, nessuno al posto nostro. In quest’aula insieme a tanti amici e colleghi con molta esperienza, vi sono anche tantissimi deputati alla prima legislatura. A loro un cordiale saluto di benvenuto. Ho letto molte loro biografie e mi sono convinto si tratti di una presenza molto positiva per loro competenze, professionalità. Molti di loro sono impegnati in attività sociali o di protezione delle persone, e questo è un campo su cui l’Europa deve migliorare perché abbiamo il dovere di governare i fenomeni nuovi.</p>
<p style="text-align: justify;">Sull’immigrazione vi è troppo scaricabarile fra governi e ogni volta che accade qualcosa siamo impreparati e si ricomincia daccapo. Signori del Consiglio Europeo, questo Parlamento crede che sia <strong>arrivato il momento di discutere la riforma del Regolamento di Dublino</strong> che quest’Aula, a stragrande maggioranza, ha proposto nella scorsa legislatura. Lo dovete ai cittadini europei che chiedono più solidarietà fra gli Stati membri; lo dovete alla povera gente per quel senso di umanità che non vogliamo smarrire e che ci ha fatto grandi agli occhi del mondo. Molto è nelle vostre mani e con responsabilità non potete continuare a rinviare le decisioni alimentando sfiducia nelle nostre comunità, con i cittadini che continuano a chiedersi, ad ogni emergenza: dov’è l’Europa? Cosa fa l’Europa? Questo sarà un banco di prova che dobbiamo superare per sconfiggere tante pigrizie e troppe gelosie. E ancora, Parlamento, Consiglio e Commissione devono <strong>sentire il dovere di rispondere con più coraggio alle domande dei nostri giovani</strong> quando chiedono a gran voce che dobbiamo svegliarci, aprire gli occhi e salvare il pianeta.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi voglio rivolgere a loro: considerate questo Parlamento, che oggi inizia la sua attività legislativa, come il vostro punto di riferimento. Aiutateci anche voi a essere più coraggiosi per affrontare le sfide del cambiamento. Voglio assicurare al Consiglio e alle Presidenze di turno la nostra massima collaborazione e lo stesso rivolgo alla Commissione e al suo Presidente. Le Istituzioni europee hanno la necessità di ripensarsi e di non essere considerate un intralcio alla costruzione di un’Europa più unita. Tramite il Presidente del Consiglio europeo voglio rivolgere anche un saluto, a nome di quest’Aula, ai Capi di Stato e di Governo. Ventotto paesi fanno grande l’Unione europea. E si tratta di 28 Stati, dal più grande al più piccolo, che custodiscono tesori unici al mondo. Tutti vengono da lontano e posseggono cultura, lingua, arte, paesaggio, poesia inimitabili e inconfondibili. Sono il nostro grande patrimonio e tutti meritano rispetto. Ecco perché quando andrò a visitarli, a nome vostro, non sarò mai distratto. E davanti alle loro bandiere e ai loro inni sarò sull’attenti anche a nome di coloro che, in quest’Aula, non mostrano analogo rispetto.</p>
<p style="text-align: justify;">Lasciatemi infine rivolgere <strong>un saluto ai parlamentari britannici, comunque la pensino sulla Brexit. Per noi immaginare Parigi, Madrid, Berlino, Roma lontane da Londra è doloroso. </strong>Sì sappiatelo, con tutto il rispetto che dobbiamo per le scelte dei cittadini britannici, per noi europei si tratta di un passaggio politico che deve essere portato avanti con ragionevolezza, nel dialogo e con amicizia, ma sempre nel rispetto delle regole e delle rispettive prerogative. Voglio salutare i rappresentanti degli Stati che hanno chiesto di aderire all’Unione europea. Il loro percorso è avviato per loro libera scelta. Tutti capiscono quanto sia conveniente far parte dell’Unione. Le procedure di adesione proseguono e il Parlamento si è detto più volte soddisfatto dei risultati raggiunti.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine, un in bocca al lupo a tutta l’amministrazione e ai lavoratori del Parlamento. Ci siamo dati un obbiettivo nella scorsa legislatura: far diventare <strong>il Parlamento europeo la Casa della democrazia europea.</strong> Per questo abbiamo bisogno di riforme, di maggiore trasparenza, di innovazione. Molti risultati sono stati raggiunti, specie sul bilancio, ma questa legislatura deve dare un impulso maggiore. Per fare questo c’è bisogno di un maggior dialogo fra parlamentari e amministrazione e sarà mia cura svilupparlo. Care colleghe e cari colleghi, l’Europa ha ancora molto da dire se noi, e voi, sapremo dirlo insieme. Se sapremo mettere le ragioni della lotta politica al servizio dei nostri cittadini, se il Parlamento ascolterà i loro desideri e le loro paure e le loro necessità. Sono sicuro che tutti voi saprete dare il necessario contributo per un’Europa migliore che può nascere con noi, con voi, se sapremo metterci cuore e ambizione.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie e buon lavoro, David Sassoli</p>
<address>Fonte &#8220;Redazione Bruxelles&#8221;  &#8211; Europa.today.it</p>
<address> </address>
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		<title>Matteo Renzi: dal 2016 scatterà l&#8217;imposta unica per la casa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Apr 2015 01:18:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[Il governo è alle prese con il Def che sarà sul tavolo del consiglio dei ministri martedì prossimo. Il via libera è atteso tre giorni dopo, venerdì 10 aprile. Nel documento, da quanto si apprende, si esprimerà l&#8217;idea che per l&#8217;Italia il peggio è passato anche se resta d&#8217;obbligo la prudenza. La stima di crescita [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_9229" aria-describedby="caption-attachment-9229" style="width: 702px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi-presidente-consiglio-ministri2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-9229" alt="matteo-renzi-presidente-consiglio-ministri" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi-presidente-consiglio-ministri2.jpg" width="702" height="412" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi-presidente-consiglio-ministri2.jpg 702w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi-presidente-consiglio-ministri2-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi-presidente-consiglio-ministri2-460x270.jpg 460w" sizes="auto, (max-width: 702px) 100vw, 702px" /></a><figcaption id="caption-attachment-9229" class="wp-caption-text">Matteo Renzi</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Il governo è alle prese con il <strong>Def</strong> che sarà sul tavolo del consiglio dei ministri martedì prossimo. Il via libera è atteso tre giorni dopo, venerdì 10 aprile. Nel documento, da quanto si apprende, si esprimerà l&#8217;idea che per l&#8217;Italia il peggio è passato anche se resta d&#8217;obbligo la prudenza. <strong>La stima di crescita per il 2015</strong>, secondo quanto annunciato dal ministro per le Riforme, <strong>Maria Elena Boschi,</strong> qualche giorno fa, sarà fissata allo 0,7%. Il rapporto deficit-Pil dovrebbe attestarsi al 2,6%. Sul piano dei tagli alla spesa verrebbero contabilizzati risparmi aggiuntivi per 10 miliardi di euro. Mentre ci si prepara a mettere di nuovo mano alle tasse sulla casa con l&#8217;obiettivo di far partire dal 2016 un&#8217;unica &#8220;local tax&#8221; comunale (che assorbirebbe Imu, Tasi e altre imposte locali).</p>
<p style="text-align: justify;">Come riferito in audizione dal ministro dell&#8217;Economia, <strong>Pier Carlo Padoan</strong>, l&#8217;intenzione è quella di essere &#8220;il più espansivi possibili&#8221; a &#8220;sostegno dell&#8217;occupazione e degli investimenti a livello locale&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Una sfida che l&#8217;esecutivo ha sempre detto di voler vincere è quella di voler trovare le risorse per disinnescare la mina delle clausole di salvaguardia, a cominciare dall&#8217;aumento dell&#8217;Iva e delle accise.</p>
<p style="text-align: justify;">Il governo punta a sfruttare la flessibilità europea connessa al percorso di attuazione delle riforme. E conta anche di avvantaggiarsi dei minori interessi dovuti al taglio dello spread, come dell&#8217;euro debole e del calo dei prezzi del petrolio, oltre all&#8217;effetto del Qe.</p>
<p style="text-align: justify;">Sul piatto, ci sarebbero dunque per il prossimo anno 10 miliardi da ricavare con un ulteriore pezzo di spending review. Nel pacchetto anche l&#8217;avvio del processo di revisione delle agevolazioni fiscali, non solo per i cittadini ma anche per le imprese; e il piano sulle partecipate su cui ancora si sta discutendo quale sarà il punto di caduta (rispetto a quanto aveva &#8216;suggerito&#8217; l&#8217;ex commissario alla Spending Carlo Cottarelli che aveva previsto la mano pesante con la riduzione da 8mila a mille in tre anni).</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo l&#8217;ok del consiglio dei ministri, il documento verrà immediatamente trasmesso al Parlamento per il voto sulla risoluzione ed entro il 30 aprile dovrà essere trasmesso a Bruxelles.</p>
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		<title>Grecia: la lista delle riforme è arrivata all&#8217;UE e Bruxelles &#8220;buon punto di partenza&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Feb 2015 12:30:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
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		<category><![CDATA[Euro]]></category>
		<category><![CDATA[Grecia]]></category>
		<category><![CDATA[Riforme]]></category>
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					<description><![CDATA[A comunicare che la lista di riforme chiesta dall&#8217;Eurogruppo al governo greco è arrivata &#8220;nella notte, ma in tempo&#8221; è la portavoce della direzione generale degli affari economici e monetari della Commissione Ue. Il piano, composto da sei pagine, è stato anticipato lunedì dal quotidiano tedesco Bild, e prevederebbe 7 miliardi di risparmi da lotta a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_8985" aria-describedby="caption-attachment-8985" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/tsipras-grecia.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-8985" alt="Tsipras-grecia-riforme-europa" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/tsipras-grecia.jpg" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/tsipras-grecia.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/tsipras-grecia-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/tsipras-grecia-457x270.jpg 457w" sizes="auto, (max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-8985" class="wp-caption-text">Tsipras</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">A comunicare che la lista di riforme chiesta dall&#8217;Eurogruppo al governo greco è arrivata &#8220;nella notte, ma in tempo&#8221; è la portavoce della direzione generale degli affari economici e monetari della Commissione Ue. Il piano, composto da sei pagine, è stato anticipato lunedì dal quotidiano tedesco Bild, e prevederebbe 7 miliardi di risparmi da lotta a corruzione, contrabbando, evasione fiscale, riforma della burocrazia e patrimoniale sui ricchi.</p>
<p style="text-align: justify;">Per l&#8217;Unione europea &#8211; riporta TGCOM &#8211; la lista di Atene &#8220;è sufficientemente completa per essere un valido punto di partenza per una positiva conclusione della revisione del programma, come chiesto dall&#8217;Eurogruppo&#8221; ed &#8220;è incoraggiata dal forte impegno a combattere evasione fiscale e corruzione&#8221;. &#8220;Ulteriori specifiche &#8211; fanno sapere fonti europee &#8211; sono attese prima della fine di aprile&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Avanti solo con le privatizzazioni già avviate</strong><br />
La Grecia &#8220;si impegna a non ritirare le privatizzazioni già completate e a rispettare, in base alla legge, quelle per cui è stato lanciato il bando&#8221;, ma &#8220;rivedrà quelle non ancora lanciate puntando a migliorare i benefici a lungo termine per il Governo&#8221;, scrive il governo greco nella lista di riforme.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Aumento del salario minimo dopo la consultazione Ue</strong><br />
Il governo greco farà &#8220;un &#8216;phase in&#8217; di un nuovo approccio intelligente sulla contrattazione collettiva per bilanciare la flessibilità con l&#8217;equità. Questo include l&#8217;ambizione di aumentare il salario minimo&#8221; che però &#8220;sarà fatto in consultazione con le istituzioni europee&#8221;, si legge nella liste di riforme.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Revisione Iva e lotta all&#8217;evasione</strong><br />
Rivedere l&#8217;Iva perché non abbia &#8220;impatto negativo sulla giustizia sociale&#8221; ed evitare &#8220;sconti ingiustificati&#8221;. Rafforzare i concetti di &#8220;frode ed evasione&#8221;, sostituire le esenzioni con misure sociali, &#8220;assicurare che tutte le aree della società, specialmente le benestanti, contribuiscano equamente&#8221; alla spesa, si legge ancora nel piano greco all&#8217;Ue.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Meno ministeri, consulenti e benefit ai politici</strong><br />
La Grecia anche ridurrà i ministeri da 16 a 10, i consulenti e i benefit di ministri e parlamentari e avvierà una &#8220;spendig review in ogni area della spesa pubblica&#8221; per &#8220;razionalizzare&#8221; i ministeri dove la spesa non destinata a salari e pensioni &#8220;ammonta a un incredibile 56% del totale&#8221;. Rivedrà inoltre la spesa sanitaria, ma &#8220;garantendo l&#8217;accesso universale&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Schaeuble presenta richiesta al Bundestag per gli aiuti ad Atene</strong><br />
Il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble ha presentato la richiesta del governo al Bundestag, affinché i parlamentari tedeschi approvino il prolungamento del programma di aiuti. La richiesta è però condizionata all&#8217;assunzione, da parte di Atene, di impegni seri sulle riforme da affrontare e all&#8217;approvazione della lista del governo ellenico, da parte di Commissione Ue, Bce e Fmi. Il voto dovrebbe avvenire venerdì mattina.</p>
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		<title>Riforme? Non fateci Ridere &#8211; di Alessandro Corneli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Feb 2015 22:00:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[Costituzione Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Parlamento]]></category>
		<category><![CDATA[Riforme]]></category>
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					<description><![CDATA[di Alessandro Corneli / Avrebbe dovuto essere approvato tutto in settimana (anzi, entro dicembre scorso).  Invece, per le riforme, le cose si complicano per la dura opposizione del M5S, per la neo-opposizione di Forza Italia, per la riemergente opposizione della sinistra del Pd, per alcune obiezioni intelligenti che vanno a scalfire l’ottusità dei testi blindati: [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_8922" aria-describedby="caption-attachment-8922" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/costituzione-italiana.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-8922" alt="costituzione-riforme-parlamento" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/costituzione-italiana.jpg" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/costituzione-italiana.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/costituzione-italiana-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/costituzione-italiana-457x270.jpg 457w" sizes="auto, (max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-8922" class="wp-caption-text">Apposizione delle firme sulla Costituzione Italiana</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: center;">di Alessandro Corneli /</p>
<p style="text-align: justify;">Avrebbe dovuto essere approvato tutto in settimana (anzi, entro dicembre scorso).  Invece, per le riforme, le cose si complicano per la dura opposizione del M5S, per la neo-opposizione di Forza Italia, per la riemergente opposizione della sinistra del Pd, per alcune obiezioni intelligenti che vanno a scalfire l’ottusità dei testi blindati: non sono ottusi perché blindati, ma blindati perché ottusi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Su tutto, aleggia il grande partito della conservazione</strong>. Renzi tenta di “cambiare tutto perché nulla cambi”, alla solita maniera. Ma c’è chi non vuole correre il più piccolo rischio: meglio non cambiare. Giorgio Napolitano, che  pur aveva invitato a fare le riforme, se n’è andato prima che qualsiasi riforma importante fosse stata fatta. Del resto, aveva giurato fedeltà alla Costituzione e, infatti, era l’ennesimo paradosso italiano un Presidente che aveva giurato fedeltà alla Costituzione e a giorni alterni invitava a modificarla.</p>
<p style="text-align: justify;">Un’altra anomalia si sta delineando. La riforma della Costituzione fatta dal centrodestra nel 2005, e con la sola maggioranza di centrodestra, fu bocciata al referendum del 2006, voluto dalla sinistra che aveva vinto le elezioni. <strong>Adesso Renzi è sul punto di fare approvare una riforma con lo stesso metodo, con i suoi soli voti</strong>. Napolitano chiedeva le “larghe intese”, ben sapendo che non c’erano e, forse, pensando che non ci sarebbero mai state. Se n’è andato alla ventitreesima ora ed è scoppiato il caos. Adesso anche a Berlusconi quelle riforme non piacciono, con una parziale eccezione per la riforma elettorale.</p>
<p style="text-align: justify;">Il M5S vuole un dibattito approfondito, come il tema richiederebbe. Ma Renzi non lo vuole perché, anche a un’opinione pubblica distratta, le forzature delle riforme apparirebbero invotabili. Con commovente dedizione, Maria Elena Boschi, giovane ministro delle Riforme, vorrebbe portare al Capo un risultato positivo, ma resta chiusa alle modifiche che pure sarebbero necessarie perché dettate da un minimo di intelligenza costituzionale.</p>
<p style="text-align: justify;">Non si può fare un Senato, cioè una Camera delle Regioni, dove controllati e controllori sono le stesse persone. Non si possono riportare alcuni poteri allo Stato senza affrontare con chiarezza i limiti e i difetti dell’istituto regionale e ammettere “ci siamo sbagliati”.</p>
<p style="text-align: justify;">Non si può fare una legge elettorale in cui almeno la metà degli eletti sono i capilista scelti dal segretario del partito, violando una sentenza della Corte costituzionale.</p>
<p style="text-align: justify;">La sinistra del Pd vorrebbe che fosse possibile sentire la Corte costituzionale sulla costituzionalità di una legge prima che questa sia votata definitivamente: visti i precedenti, la richiesta sembra saggia. Il testo in esame prevede che a farne la richiesta sia un terzo dei parlamentari: troppi.</p>
<p style="text-align: justify;">Ancora la sinistra del Pd vorrebbe che si scorporasse il capitolo delle spese per investimenti dal pareggio di Bilancio previsto in Costituzione: il Governo non può chiedere questo all’Europa e non ammetterlo in Costituzione.  E altro ancora.</p>
<p style="text-align: justify;">Così tutti è rinviato a marzo, ma lo slittamento potrebbe prolungarsi. Perché il partito della conservazione è all’opera e potrebbe trovare una sponda nel presidente Sergio Mattarella, che per il momento sta a guardare.  Benché l’Italia abbia bisogno di riforme, queste devono essere intelligenti, e quelle proposte dal Governo non lo sono.</p>
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		<title>Silvio Berlusconi su patto Nazareno: era altro! Con riforme c&#8217;è rischio deriva autoritaria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Feb 2015 22:46:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[matteo renzi]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico]]></category>
		<category><![CDATA[patto del nazareno]]></category>
		<category><![CDATA[Riforme]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>
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					<description><![CDATA[A cura di TGCOM/ &#8220;Non era questo il patto del Nazareno che volevamo, non era questo l&#8217;obiettivo che volevamo raggiungere insieme per il bene del Paese&#8221;. Lo ha dichiarato Silvio Berlusconi in un&#8217;intervista al Tg5. Il leader di FI ha parlato anche delle riforme. &#8220;Per come si sta delineando la nuova legge elettorale, con una [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_8891" aria-describedby="caption-attachment-8891" style="width: 702px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvio-berlusconi-22.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-8891" alt="Silvio Berlusconi" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvio-berlusconi-22.jpg" width="702" height="412" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvio-berlusconi-22.jpg 702w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvio-berlusconi-22-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvio-berlusconi-22-460x270.jpg 460w" sizes="auto, (max-width: 702px) 100vw, 702px" /></a><figcaption id="caption-attachment-8891" class="wp-caption-text">Silvio Berlusconi</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: center;">A cura di TGCOM/</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Non era questo il patto del Nazareno che volevamo, non era questo l&#8217;obiettivo che volevamo raggiungere insieme per il bene del Paese&#8221;. Lo ha dichiarato Silvio Berlusconi in un&#8217;intervista al Tg5. Il leader di FI ha parlato anche delle riforme. &#8220;Per come si sta delineando la nuova legge elettorale, con una sola camera eletta dal popolo, con il terzo premier non eletto dagli italiani, c&#8217;è il rischio di una deriva autoritaria&#8221;, ha aggiunto.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Pd non ha rispettato patti per interesse parte&#8221; &#8211; &#8220;Avevamo creduto di poter fare insieme le riforme istituzionali e la legge elettorale e di avere un Presidente della Repubblica condiviso. Ma il Partito Democratico non ha rispettato i patti per puri interessi di parte&#8221;, sottolinea Berlusconi tornando ad attaccare la mancata intesa sul Quirinale.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Inaccettabile sforzo Renzi su temi non urgenti&#8221; &#8211; &#8220;E&#8217; inaccettabile che il Presidente del Consiglio impegni tutti gli sforzi del governo e del Parlamento per affrontare leggi certamente di rilievo ma che non hanno urgenza alcuna, stante la drammatica situazione in cui versa il Paese&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Lavorerò con impegno per centrodestra unito&#8221; &#8211; &#8220;Lavorerò con rinnovato impegno perché il centrodestra possa ritornare unito e possa offrire al Paese quelle urgenti soluzioni che finché ho avuto l&#8217;onore di presiedere il governo avevano garantito agli italiani più benessere, più sicurezza, più libertà &#8211; ha spiegato Berlusconi -. Il Paese ha necessità di riforme strutturali ben diverse da quelle proposte dalla sinistra&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Guerini (Pd): &#8220;Noi avanti comunque&#8221; &#8211; &#8220;Berlusconi è incoerente tra ciò che dice e ciò che ha votato. Mi sembrano dichiarazioni un po&#8217; fuori controllo e registro, fatte per tenere insieme il proprio partito piuttosto che espressione di valutazioni di merito reale&#8221;. Così il vicesegretario Pd Lorenzo Guerini ribadendo che il Pd &#8220;va avanti&#8221; sulle riforme. &#8220;Sia chiaro &#8211; sostiene il vicesegretario Pd &#8211; che noi andiamo avanti e siamo al miglio conclusivo delle riforme. Mi auguro che Fi recuperi l&#8217;intelligenza politica necessaria altrimenti ne prendiamo atto e andiamo avanti nell&#8217;interesse del Paese&#8221;.</p>
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		<title>Giustizia, riforme, slogan e pensierini 5 luglio 2014</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2014/07/giustizia-riforme-slogan-e-pensierini-5-luglio-2014/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Jul 2014 20:55:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[ilparlamentare]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Riforme]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Ormanni]]></category>
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		<category><![CDATA[vieo]]></category>
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					<description><![CDATA[Editoriale Video a cura del Direttore Roberto Ormanni/ I temi della giustizia, le riforme, gli slogan in uso al mondo della politica e non solo sono il contenuto dell&#8217;editoriale del Direttore Roberto Ormanni. A volte il giornalismo, non più come quello di un tempo, commette grandi errori che contribuiscono a creare confusione non consentendo l&#8217;individuazione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">Editoriale Video a cura del Direttore Roberto Ormanni/</p>
<p style="text-align: justify;">I temi della giustizia, le riforme, gli slogan in uso al mondo della politica e non solo sono il contenuto dell&#8217;editoriale del Direttore Roberto Ormanni. A volte il giornalismo, non più come quello di un tempo, commette grandi errori che contribuiscono a creare confusione non consentendo l&#8217;individuazione dei problemi principali che oggi affliggono seriamente la società civile.</p>
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		<title>Riforme: per Matteo Renzi siamo ad un passo dalla chiusura. Presidenzialismo inopportuno.</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2014/06/riforme-per-matteo-renzi-siamo-ad-un-passo-dalla-chiusura-presidenzialismo-inopportuno/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jun 2014 21:07:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[matteo renzi]]></category>
		<category><![CDATA[presidenzialismo]]></category>
		<category><![CDATA[Riforme]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;Ora bisogna completare il percorso su cui c&#8217;e&#8217; accordo per cui aprire la questione del presidenzialismo e&#8217; inopportuno e intempestivo. Siamo a un passo dalla chiusura, inutile infilarci in un dibattito sul presidenzialismo&#8221;. Lo ha detto il presidente del Consiglio Matteo Renzi ai suoi commentando l&#8217;ultima proposta di Silvio Berlusconi e l&#8217;iter delle riforme costituzionali [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_7544" aria-describedby="caption-attachment-7544" style="width: 702px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi-presidente-consiglio-ministri.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-7544" alt="matteo-renzi-presidente-consiglio-ministri" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi-presidente-consiglio-ministri.jpg" width="702" height="412" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi-presidente-consiglio-ministri.jpg 702w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi-presidente-consiglio-ministri-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi-presidente-consiglio-ministri-460x270.jpg 460w" sizes="auto, (max-width: 702px) 100vw, 702px" /></a><figcaption id="caption-attachment-7544" class="wp-caption-text">Matteo Renzi &#8211; Presidente del Consiglio dei Ministri</figcaption></figure></p>
<p>&#8220;Ora bisogna completare il percorso su cui c&#8217;e&#8217; accordo per cui aprire la questione del presidenzialismo e&#8217; inopportuno e intempestivo. Siamo a un passo dalla chiusura, inutile infilarci in un dibattito sul presidenzialismo&#8221;. Lo ha detto il presidente del Consiglio Matteo Renzi ai suoi commentando l&#8217;ultima proposta di Silvio Berlusconi e l&#8217;iter delle riforme costituzionali al Senato. Dunque, cresce l&#8217;attesa.</p>
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		<title>Il Vitalizio, che brutto vizio!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Mar 2014 22:46:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia&Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[consiglieri regionali]]></category>
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		<category><![CDATA[matteo renzi]]></category>
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					<description><![CDATA[E arriva la botta sui vitalizi da parte di Super Matteo. D&#8217;altra parte, da qualche parte bisogna pure iniziare a mettere in ordine! Perché non avere fiducia?  &#8221;Personalmente &#8211; ha affermato Matteo Renzi durante la registrazione di Porta a Porta &#8211; credo che si debbano eliminare i vitalizi e i rimborsi di gruppi e consiglieri [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>E arriva la botta sui vitalizi da parte di Super Matteo. D&#8217;altra parte, da qualche parte bisogna pure iniziare a mettere in ordine! Perché non avere fiducia?  &#8221;Personalmente &#8211; ha affermato Matteo Renzi durante la registrazione di Porta a Porta &#8211; credo che si debbano eliminare i vitalizi e i rimborsi di gruppi e consiglieri regionali&#8221;.</p>
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		<title>Matteo Renzi: partenza frenata dal Presidente Napolitano. Meglio riflettere.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Feb 2014 22:31:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro corneli]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Napolitano]]></category>
		<category><![CDATA[Il Parlamentare]]></category>
		<category><![CDATA[matteo renzi]]></category>
		<category><![CDATA[politica italiana]]></category>
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		<category><![CDATA[Riforme]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>
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					<description><![CDATA[di Alessandro Corneli / Giorgio Napolitano ha imposto a Matteo Renzi una breve pausa di riflessione per formare la squadra di governo. Riflessione significa contrattazione con altre partiti politiche e ambienti che contano. Tra i nomi ch circolano, ce ne sono alcuni che non si vorrebbero sentire: uno per tutti, anche quello di Giuliano Amato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi-presidente-consiglio-dei-ministri.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" alt="matteo-renzi-presidente-consiglio-dei-ministri" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi-presidente-consiglio-dei-ministri.jpg" width="790" height="466" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Matteo Renzi &#8211; Presidente del Consiglio dei Ministri</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: center;">di Alessandro Corneli /</p>
<p style="text-align: justify;">Giorgio Napolitano ha imposto a Matteo Renzi una breve pausa di riflessione per formare la squadra di governo. Riflessione significa contrattazione con altre partiti politiche e ambienti che contano. Tra i nomi ch circolano, ce ne sono alcuni che non si vorrebbero sentire: uno per tutti, anche quello di Giuliano Amato all’Economia. Nessuno deve pensare che la recente nomina a giudice costituzionale sia la destinazione finale di questo personaggio. Il suo obiettivo era, e resta, il Quirinale. Napolitano farà di tutto perché ciò accada. Per questo motivo, è stato messo in circolazione anche il nome di Romano Prodi. I due potrebbero elidersi. Ma se l’uno o l’altro entrasse nel Governo, il ruolo di Renzi risulterebbe ridimensionato, e più in presenza di Amato che di Prodi.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo fa pensare che la “staffetta” Letta-Renzi sia meno semplice e lineare di quanto finora apparso. <strong>Ci sono in ballo due cose grosse</strong>, che marciano in parallelo. <strong>La prima è il posizionamento dell’Italia verso l’Europa</strong>. L’impressione è che Renzi voglia un po’ di briglia sciolta ma non si renda del tutto conto di che cosa questo potrebbe significare: un esempio per altri Paesi con ripercussioni destabilizzanti per gli equilibri europei. <strong>La seconda cosa grossa in ballo è la successione di Napolitano,</strong> appuntamento sempre decisivo nella storia della Repubblica. Napolitano ha garantito l’ancoraggio dell’Italia all’Europa. Il successore farà altrettanto?</p>
<p style="text-align: justify;">La questione è stata così sintetizzata da Eugenio Scalfari (<em>Repubblica</em>, 16 febbraio): “Se rispetta gli impegni con l’Europa il suo governo sarà eguale a quello di Letta e non molto più veloce nelle realizzazioni; se non li rispetta innescherà il commissariamento europeo e i sacrifici ancora maggiori sugli italiani”. Come dire: <strong>con Renzi le cose non cambieranno rispetto al governo Letta ma se cambieranno, cambieranno in peggio</strong>. È una previsione  o è una minaccia? Tutto questo, prima di conoscere la sua squadra e il suo programma in dettaglio. Leggendo questo articolo, Renzi si sarà sentito forte e libero oppure no?</p>
<p style="text-align: justify;">Eugenio Scalfari ha scritto su Renzi cose che, nel dibattito politico italiano, sono velenose. Ha scritto che “Renzi è un Berlusconi giovane”; che “somiglia moltissimo  Berlusconi per quanto riguarda le sue capacità di seduzione”. Ancora: “Il pregio di Renzi è sempre stato quello d’essere d’accordo con tutti affinché tutti siano d’accordo con lui. In più – e non è poco – ci mette la sua ‘smisurata ambizione’ e la sua smisurata vitalità”.</p>
<p style="text-align: justify;">Si comprendere bene che <strong>ciò che non va giù è che Renzi si sia accordato con Berlusconi sulle riforme</strong>. Con due effetti. Il primo effetto è che Berlusconi ha confermato il suo appoggio alle riforme, purché non siano ritardate e rinviate (quindi c’è già l’ipotesi che lo siano, se non altro per prolungare la vita del Senato). Il secondo effetto è che è salita di colpo, improvvisamente, la polemica tra FI e NCD di Alfano. L’obiettivo è di ridurre il margine di manovra di Renzi, condizionandolo prima ancora che muova i primi passi. Facendo capire che anche lui è “transitorio” e che restare al governo fino al 2018 non dipende da lui.</p>
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