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	<title>restauro &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Città storiche: cosa non fare! A cura di Gianluca Nava</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Aug 2017 10:32:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[a cura del Prof. Gianluca Nava, delegato Restauro e patrimonio culturale Movimento NOI/ Prima di affrontare la questione relativa alle Città Storiche, va detto che la loro morte è solo questione afferente il mondo della politica. Lasciare morire il cuore antico delle nostre Città, significa non avere nulla da dire al Turista, al Viaggiatore e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Cosenza-centro-storico-movimento-noi-gianluca-nava-patrimonio-culturale.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-12621" alt="Cosenza-centro-storico-movimento-noi-gianluca-nava-patrimonio-culturale" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Cosenza-centro-storico-movimento-noi-gianluca-nava-patrimonio-culturale.jpg" width="900" height="506" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Cosenza-centro-storico-movimento-noi-gianluca-nava-patrimonio-culturale.jpg 1920w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Cosenza-centro-storico-movimento-noi-gianluca-nava-patrimonio-culturale-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Cosenza-centro-storico-movimento-noi-gianluca-nava-patrimonio-culturale-480x270.jpg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Cosenza-centro-storico-movimento-noi-gianluca-nava-patrimonio-culturale-1024x575.jpg 1024w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a>a cura del Prof. Gianluca Nava, delegato Restauro e patrimonio culturale Movimento NOI/</p>
<figure id="attachment_667" aria-describedby="caption-attachment-667" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-667" alt="cosenza, politica,gianluca nava, patrimonio culturale" src="http://noimagazine.it/wp-content/uploads/2017/08/gianluca-nava-3-300x183.jpg" width="300" height="183" /><figcaption id="caption-attachment-667" class="wp-caption-text">Gianluca Nava &#8211; Delegato al Restauro e Beni Culturali del Movimento NOI</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Prima di affrontare la questione relativa alle Città Storiche, va detto che la loro morte è solo questione afferente il mondo della politica. Lasciare morire il cuore antico delle nostre Città, significa non avere nulla da dire al Turista, al Viaggiatore e al Pellegrino che, muovendosi, muove anche l&#8217;economia e produce lavoro e occupazione. <strong>Il Movimento NOI &#8211; Rete Umana, ha un grande progetto per la riedificazione prima &#8220;morale&#8221; e poi strutturale delle Città Storiche,</strong> delle quali si occuperà politicamente. Ma ora, in attesa di avere i numeri per farlo, l&#8217;analisi critica dell&#8217;esistente ci consente di avere una visione allargata di quanto accade attualmente.</p>
<figure id="attachment_754" aria-describedby="caption-attachment-754" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="size-full wp-image-754" alt="Cosenza-centro storico-movimento noi-gianluca nava-2" src="http://noimagazine.it/wp-content/uploads/2017/08/Cosenza-centro-storico-movimento-noi-gianluca-nava-2.jpg" width="1000" height="600" /><figcaption id="caption-attachment-754" class="wp-caption-text">I tetti di parte della vasta Città Storica di Cosenza -Foto: cortesia ITALIAEXCELSA</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">ITALIA: UNA SOLA GRANDE CITTA&#8217; STORICA<br />
L&#8217;Italia è una enorme CITTA&#8217; STORICA. Ciò che rende vera e viva questa affermazione è l&#8217;enormità della superficie del nostro territorio che presenta patrimonio costruito di almeno cento anni (&#8230;o giù di li&#8230;). Tecnicamente, può dividersi dal costruito moderno che conserva al suo interno la presenza delle malte cementizie e, nello specifico, del cemento Portland. Essere coscienti di questa verità presuppone che, le valutazioni dei “fenomeni” che ci circondano, siano complete e pertinenti e soprattutto non generino falsità, luoghi comuni o, nel peggiore dei casi, elidano l&#8217;esistenza stessa di questi nuclei.</p>
<figure id="attachment_755" aria-describedby="caption-attachment-755" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-755" alt="Cosenza-centro storico-movimento noi-gianluca nava" src="http://noimagazine.it/wp-content/uploads/2017/08/Cosenza4.jpg" width="1000" height="600" /><figcaption id="caption-attachment-755" class="wp-caption-text">Panoramica di parte della Città Storica di Cosenza -Foto: cortesia ITALIAEXCELSA</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">CITTA&#8217; STORICHE E NON CENTRI STORICI<br />
Più impropriamente nominati “<strong>centri storici</strong>”, si tratta invece di <strong>“città storiche”,</strong> ovvero di nuclei che i nostri antenati hanno provveduto a pensare e realizzare, con strumenti, tecniche e temperie culturali coeve al momento del concepimento. <strong>L&#8217;errore lessicale che sovente si compie</strong>, dunque, racchiude un approccio metodologico e teorico che non giova alla sua attualizzazione, dove l&#8217;assunzione cronologica non è da intendersi come istinto modernizzante, bensì un modo consono di fruizione, finalmente rispettoso di una solida e impenetrabile INTEGRITA&#8217;. Le riflessioni sull&#8217;integrità delle nostre città antiche, scaturiscono dalle attuali (purtroppo!!!) tendenze, <strong>diabolicamente opposte</strong>, che <strong>imperano nel pensiero dei nostri amministratori.</strong></p>
<figure id="attachment_756" aria-describedby="caption-attachment-756" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-756" alt="Cosenza-centro storico-movimento noi-gianluca nava-beni culturali" src="http://noimagazine.it/wp-content/uploads/2017/08/Cosenza-centro-storico-movimento-noi-gianluca-nava-3.jpg" width="1000" height="600" /><figcaption id="caption-attachment-756" class="wp-caption-text">I tetti di parte della vasta Città Storica di Cosenza &#8211; In primo piano il Duomo di Cosenza &#8211; Foto: cortesia ITALIAEXCELSA</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ITALIA VANTA CORRETTI MODELLI DI USO DELLE CITTA&#8217; ANTICHE<br />
Fatte le opportune eccezioni, che si ergono a modelli da imitare, si pensa sempre più sovente ai nostri angoli di identità, come delle vetrine contenenti dei giocattoli da possedere, da acquistare o da consumare. Il significato dei verbi citati è assolutamente antitetico con <strong>il corretto pensiero da proporre</strong>, anche per supportare un eventuale e concreta ipotesi di sviluppo e di economia. <strong>L&#8217;Italia può vantare esempi di corretto “uso” delle città antiche</strong> che si localizzano in <strong>Toscana, Emilia Romagna e Marche (Firenze, Ferrara e Urbino),</strong> dove le comunità (intese come governi locali) non si sono adoperate ponendo in essere degli stravolgimenti delle cosiddette “funzioni” ed hanno storicamente agito nell&#8217;assecondare le vocazioni pulsanti identitarie di quei posti.</p>
<figure id="attachment_757" aria-describedby="caption-attachment-757" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-757" alt="Cosenza-centro storico-movimento noi-gianluca nava" src="http://noimagazine.it/wp-content/uploads/2017/08/Cosenza2.jpg" width="1000" height="600" /><figcaption id="caption-attachment-757" class="wp-caption-text">Alcuni edifici abbandonati all&#8217;incuria nel cuore della Città Storica di Cosenza</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">SU COSENZA GRAVI RESPONSABILITA&#8217; DEGLI AMMINISTRATORI<br />
Il nostro vanto, nel caso contradditorio, <strong>non può certamente dirsi nei “modelli” di Cosenza e Matera,</strong> quest&#8217;ultima, opponibile con molta veemenza, poiché designata come Capitale della Cultura 2019. Nel caso della città calabrese, <strong>gli amministratori locali, con alterne responsabilità di diverso peso e misura</strong>, hanno pensato che il nucleo antico fosse da consumare destinando economie sempre più ridicole, eliminando da questo le funzioni “imprescindibili” per la sopravvivenza ed inserendo dei “doni con fiocco” da propinare ad un “tipo” di turista distratto e veloce. L&#8217;aggravante, per questo “modello” è che nel novero dei turisti, i cosentini, sono stati costretti ad auto includersi, poiché, <strong>citando Pierluigi Cervellati, le città appartengono prima alle persone</strong> e, solo poi, agli ambienti che li ospitano.</p>
<figure id="attachment_758" aria-describedby="caption-attachment-758" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-758" alt="Cosenza-centro storico-movimento noi-gianluca nava-beni culturali-restauro" src="http://noimagazine.it/wp-content/uploads/2017/08/Cosenza-centro-storico-movimento-noi-gianluca-nava-5.jpg" width="1000" height="600" /><figcaption id="caption-attachment-758" class="wp-caption-text">Città Storica di Cosenza: Biblioteca Civica e Statua di Bernardino Telesio &#8211; Foto: cortesia ITALIAEXCELSA</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">COSENZA ABBANDONATA DAI COSENTINI CHE ORA INIZIANO A CAPIRE IL DANNO GRAVE<br />
Cosenza, quindi, è stata abbandonata dai cosentini che, ora chiedono, più o meno consapevolmente che, <strong>si cancelli l&#8217;errore da loro compiuto.</strong> Con molto rigore, si citano elogiandoli, modelli “di gestione” recenti (governo Mancini) che andrebbero, per opinione diffusa, reiterati. Sapendo di attirarmi l&#8217;ira dei lettori bruzi, credo che l&#8217;espressione governativa idonea a pensare l&#8217;esistenza stessa di Cosenza storica, non ci sia mai stata. <strong>Cosenza, ha inferto al cuore pulsante della sua identità un colpo che sta per decretare il suo orribile e diabolico oblìo.</strong> Lo ha fatto considerando che la modernità si cucisse al suo abito molto più di qualsiasi altra cosa. E&#8217; dunque chiarito il grande errore, non solo lessicale, che non trattasi di “centri storici” ma di “città storiche”. Questi nuclei ci hanno accolto e noi vi abbiamo vissuto, così come abitiamo e viviamo le nostre case Hi-tech, con gli ascensori, l&#8217;aria condizionata e le mega TV in 4K.</p>
<figure id="attachment_759" aria-describedby="caption-attachment-759" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-759" alt="Cosenza-centro storico-movimento noi-gianluca nava-restauro-beni culturali" src="http://noimagazine.it/wp-content/uploads/2017/08/Cosenza-centro-storico-movimento-noi-gianluca-nava-restauro-beni-culturali.jpg" width="1000" height="600" /><figcaption id="caption-attachment-759" class="wp-caption-text">Città Storica di Cosenza &#8211; Foto: cortesia ITALIAEXCELSA</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">CENTRI STORICI: DANNOSI ASSEMBRAMENTI DI BOTTEGHE CHE CREANO &#8220;FALSI OCCASIONALI&#8221;<strong><br />
Noi dobbiamo tornare a viverle</strong> non come fossero dei contenitori alieni, ma come piccoli scrigni di vita quotidiana, <strong>con normalità e buon senso.</strong> Nell&#8217;esempio di Cosenza, non va omesso che <strong>l&#8217;oblìo ha prodotto una “regolare” anomalia di tipo sismico</strong>, unita ad emergenze di dissesto idrico e geologico. Prima ancora di richiamare orde di gente da ogni dove, <strong>i cosentini dovranno essere bravi a “restaurarsi”.</strong> Un restauro del pensiero ancor prima di quello canonico delle strutture. Un lavoro pluriennale, alacre, certosino che ricostruisca un puzzle esploso centinaia di anni fa. Non è incentivando gli spazi di movida notturna, di ristorazione di varia qualità e costo, di comunicazione di brand più o meno autoctoni e né assemblando negozietti di artigianato di dubbia matrice asiatico-bruzia che ci si può auto-assolvere o, auto incensarsi per un elenco di iniziative che celano dietro il significato di “cultura”, false ipotesi di reintegrazione o re-occupazione. Non sono attuabili, allo stesso modo delle citate, l&#8217;assembramento di botteghe di antichi mestieri, replicate in un “falso” senso una dietro l&#8217;altra.</p>
<figure id="attachment_762" aria-describedby="caption-attachment-762" style="width: 1010px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-762" alt="Il Movimento NOI - Rete Umana" src="http://noimagazine.it/wp-content/uploads/2017/08/logo-movimento-noi.jpg" width="1010" height="629" /><figcaption id="caption-attachment-762" class="wp-caption-text">Il Movimento NOI &#8211; Rete Umana</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">I CENTRI STORICI HANNO BISOGNO DI VITA AUTENTICA E DEDICATA<br />
Le nostre città hanno sempre avuto <strong>l&#8217;arrotino, il fabbro, il droghiere, il liutaio, il restauratore,</strong> il <strong>panettiere</strong> e poi anche <strong>la scuola</strong>, il luogo per curarsi il <strong>fisico e la mente</strong>, il luogo ove <strong>mangiare</strong> o <strong>ascoltare musica </strong>o<strong> bere un caffè </strong>con gli amici.<strong> </strong>Debbono continuare ad essere così&#8230;niente di più! Tutto quello che si aggiunge è, antropologicamente avvertito, come diverso. Il turista vero, quello che resta almeno una settimana e che ritornerà con altre persone, ha bisogno che visitando si compia una magìa&#8230;una simbiosi!</p>
<p style="text-align: justify;">LE CAPITALI DELLA CULTURA ALLA &#8220;SPICCIOLATA&#8221;<br />
La nostra Italia non crea una magìa, quando, la Capitale della Cultura 2019, tramite gli amministratori locali del potere, si incanta con la <strong>“gallina dalle uova d&#8217;oro”</strong> e concede ad imprenditori della “spicciolata” le autorizzazioni per “assediare” il centro storico di Matera con centinaia di negozi del <em>food</em>, la quale tipicità è nefasta e pittoresca&#8230;.Mentre <strong>le 4 librerie attive</strong> (alcune con tradizione pluriennale), <strong>chiudono!</strong> Il dato è secco e fa perdere il sonno!</p>
<p style="text-align: justify;">LA DICOTOMIA: LE CAPITALI DELLA CULTURA CHIUDONO LE LIBRERIE<br />
Ma come?!?&#8230;Siete la Capitale della Cultura e chiudete le librerie proprio lì dove si compie la magia e l&#8217;incanto che il turista anela? Storicamente non si tratta del primo esempio in cui veniamo smascherati. <strong>Altre volte abbiamo dovuto difendere il nostro appeal di nazione colta, eclissato da varie “furbate” del genere.</strong> E non siamo stati esentati da feroci critiche dall&#8217;esterno. A ragion veduta però&#8230; Le città storiche non vanno consumate, ma vanno vissute! E&#8217; questa la strada da seguire.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Lo <strong><em>sviluppo sostenibile</em></strong> è un assioma da perpetrare ovunque.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">QUALE STILE DI VITA ED ECONOMIA NEL FUTURO?<br />
<strong>Consumare in un modo corretto e lungimirante quello di cui si dispone. Questa è la nostra nuova vita!</strong> Un modello alternativo non esiste, non è attuabile, è dannoso e produce esclusivamente il desiderio economico dei “prenditori” ed il loro immediato incanto. Questo pseudo-idillio si traduce in un turismo “di massa” per il quale non tutte le nostre città storiche sono vocate. Avere migliaia di turisti che riempiono i nostri “piccoli” nuclei storici consumando vagonate di hamburgers è una attività alla quale non siamo vocati. Per le loro naturali dimensioni, le nostre città, al dire il vero, non hanno bisogno nemmeno di migliaia di turisti che pretendono di avere da noi quel che hanno nei luoghi da dove provengono.</p>
<p style="text-align: justify;">TURISMO: ACCOGLIERE EDUCANDO<br />
Le città italiane che possono offrire questo esistono già e sono anche troppe. <strong>Il turista straniero deve essere educato</strong> (ed esistono dei modi consolidati ed affidabili per farlo!) a visitare la nostra identità, la nostra tipicità, il nostro modo di pensare, ma soprattutto il nostro modo di vivere!!! <strong>Qualcuno mi spieghi</strong> <strong>quanto sia valida la visita di Otto Bergen, Cho Ming, Fred Smith che passeggiano per i vicoli di Matera e Cosenza, fagocitando “robaccia”</strong> come nelle loro città <strong>al posto dei “cadeau” della dieta mediterranea</strong>, oppure allineandosi nei percorsi tradizionali dei luoghi di culto, privandosi delle nostre tipiche “urla” o di un concerto improvvisato in un anfratto. <strong>Il futuro delle città italiane passa attraverso un rinnovato pensiero delle stesse,</strong> delle loro propensioni e delle loro regole. Molto c&#8217;è da fare&#8230;ma tra pensare il solo bene ed attuare la rinascita, il passo è breve.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>NOI siamo i nostri Beni Culturali. Loro salveranno l’Italia.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Aug 2017 15:52:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[A cura del Prof. Gianluca Nava Responsabile Restauro e Beni Culturali Movimento NOI/ I nostri beni culturali siamo NOI, parlano di NOI. Raccontano la nostra storia, le nostre idee, le nostre esperienze e le nostre identità. Siamo talmente permeati di questi simboli che, nel 1796, la Repubblica Cispadana avrebbe dovuto includere, sul vessillo che poi sarebbe [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_12602" aria-describedby="caption-attachment-12602" style="width: 1920px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/oratorio-dei-falegnami1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-12602" alt="oratorio-dei-falegnami1" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/oratorio-dei-falegnami1.jpg" width="1920" height="898" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/oratorio-dei-falegnami1.jpg 1920w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/oratorio-dei-falegnami1-300x140.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/oratorio-dei-falegnami1-480x224.jpg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/oratorio-dei-falegnami1-1024x478.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12602" class="wp-caption-text">Oratorio San Giuseppe dei falegnami al Foro Romano &#8211; ITALIA EXCELSA</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">A cura del <strong>Prof. Gianluca Nava</strong><br />
Responsabile Restauro e Beni Culturali Movimento NOI/</p>
<p><strong>I nostri beni culturali siamo NOI</strong>, parlano di NOI. Raccontano la nostra storia, le nostre idee, le nostre esperienze e le nostre identità. Siamo talmente permeati di questi simboli che, nel 1796, la Repubblica Cispadana avrebbe dovuto includere, sul vessillo che poi sarebbe stato l’universalmente riconosciuto “tricolore”, uno dei nostri monumenti…Sarebbe stato imbarazzante sceglierne uno, ma certamente non sarebbe inorridito nessuno!</p>
<blockquote><p>I beni culturali italiani, purtroppo, parlano di NOI con maggiore eminenza solo al di fuori dei nostri confini geografici.</p></blockquote>
<p>L’Italia è un Paese che si è “permesso il lusso” di “accompagnare” lo sviluppo del suo Eden, dal 1939 (Bottai) al 2004 (Urbani) con delle leggi indecifrabili ed inadeguate soprattutto perché, come tutte le RISORSE STRATEGICHE, hanno bisogno di essere “guardate” con molta cura.</p>
<p><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/italiaexcelsa-fabio-gallo-1-1817x818.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-12603" alt="I Templi di Agrigento - cortesia ITALIAEXCELSA" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/italiaexcelsa-fabio-gallo-1-1817x818.jpg" width="1817" height="818" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/italiaexcelsa-fabio-gallo-1-1817x818.jpg 1817w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/italiaexcelsa-fabio-gallo-1-1817x818-300x135.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/italiaexcelsa-fabio-gallo-1-1817x818-480x216.jpg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/italiaexcelsa-fabio-gallo-1-1817x818-1024x460.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1817px) 100vw, 1817px" /></a>Anche il nuovissimo Decreto Cultura del 2014 (Franceschini), con il suo ART BONUS, è ricco di buoni propositi, ma fumoso nei contenuti e nella sua attuazione. Per i dati statistici, si vada a consultare la quantità di interventi effettuati sul patrimonio “vincolato” dai soggetti privati. Si scoprirà che il rilievo numerico e l’effettiva percezione della risorsa è minore del “gettone renziano” (80 euro).</p>
<p>Non è da meno il BONUS CULTURA dedicato ai nostri giovani che hanno inteso farvi riferimento solo nel 6,3% dei casi.</p>
<blockquote><p>Il nostro bel Paese ha da sempre maltrattato tutti gli onesti lavoratori che hanno dedicato le loro esistenze a questi simboli identitari. Tutti coloro che, a vario titolo, hanno avuto nel loro target professionale i beni culturali, sono stati da sempre, elisi e negletti.</p></blockquote>
<p>Qualcuno con in mano lo scettro ha anche risposto, in interrogazioni parlamentari, che con la cultura non si mangia. La “torta” del DEF che i beni culturali vedono assegnarsi ogni anno dal Governo, è RIDICOLA! Ormai è una piangente consuetudine constatare che si rifiutano i soldi per la gestione, per la valorizzazione e soprattutto (UDITE…UDITE!!!) per la conservazione.</p>
<p>Attualmente, almeno trentamila (stima per difetto!) persone in Italia, fra storici dell’arte, diagnosti e restauratori, <strong>attendono di “sapere”</strong> come siano riconosciute le vicendevoli competenze nel menage amministrativo che si attua quando si interviene sul nostro patrimonio artistico. Quindi in questa pittoresca vicenda che annichilisce qualsiasi buon proposito trasversale delle compagini che si sono avvicendate al governo, nel Paese che, in rapporto all’intero pianeta, detiene la maggiore quantità di manufatti artistici di pregio, <strong>si riservano “briciole”</strong> per “tappare” il foro principale della vasca e si assiste inesorabili alla presenza-assenza di un popolo “mascherato”.</p>
<p><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/italiaexcelsa-fabio-gallo-09.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-12605" alt="italiaexcelsa-fabio-gallo-09" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/italiaexcelsa-fabio-gallo-09.jpg" width="2000" height="818" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/italiaexcelsa-fabio-gallo-09.jpg 2000w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/italiaexcelsa-fabio-gallo-09-300x122.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/italiaexcelsa-fabio-gallo-09-480x196.jpg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/italiaexcelsa-fabio-gallo-09-1024x418.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></a>E’ il <strong>popolo mascherato</strong> che i giapponesi vengono a filmare per poi detenere i diritti di autore sulle immagini della Cappella Sistina, quello che assiste inerme alla partnership modaiola che rimette in piedi la Fontana di Trevi, quello che “abbassa la saracinesca” perché lo Stato (moroso!) <strong>non paga i lavori di restauro</strong> per i quali (per sporadico miracolo conclamato) ha incassato i soldi dall’UE. Se ci si sofferma dunque ad osservare come la governance italiana abbia gestito la “pentola” del patrimonio culturale, lo spettacolo che si ammira è desolante, torrido, agghiacciante. In un rinnovato modus operandi bisogna rifondare un pensiero, al quale seguirà una azione operativa.</p>
<blockquote><p>Il pensiero dovrà essere quello che con l’ECONOMIA DEI BENI CULTURALI, si potrà governare bene.</p></blockquote>
<p><strong>Sarà profumato il risveglio degli italiani</strong> quando, finalmente, saranno certi che con uguale rispetto si tratteranno le migliaia di lavoratori del settore e del suo indotto, insieme a questi <strong>“scrigni” di sapienza.</strong> Gli scrigni che esporteremo nelle menti di coloro che non ci dimenticheranno mai quando varcheranno in nostri confini.</p>
<blockquote><p>L’amministrazione di questo Paese non può disattendere la promessa che il nostro patrimonio attende! Più fondi nel DEF e meno sprechi, più progetti mirati che producano ricchezza.</p></blockquote>
<p><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/italiaexcelsa-fabio-gallo-4.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-12609" alt="italiaexcelsa-fabio-gallo-4" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/italiaexcelsa-fabio-gallo-4.jpg" width="2000" height="818" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/italiaexcelsa-fabio-gallo-4.jpg 2000w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/italiaexcelsa-fabio-gallo-4-300x122.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/italiaexcelsa-fabio-gallo-4-480x196.jpg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/italiaexcelsa-fabio-gallo-4-1024x418.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 2000px) 100vw, 2000px" /></a>E mai più si dovranno attendere i fondi d’Oltralpe, perché sarebbe come relegare in subordine tutto quello che, per sua natura, non dovrà ritornarci. Il domani dei beni culturali italiani si realizzerà con l’immediato riconoscimento del nostro patrimonio mediante un fine, <strong>capillare e rigoroso censimento</strong> (dei rischi, delle emergenze, dello stato di conservazione) mai davvero attuato. L’attività delle Soprintendenze non è mai riuscita a conoscere, in maniera esaustiva, questi dati. Al contempo, a coloro che per le loro vicendevoli competenze se ne occuperanno, sarà concesso di  “smascherarsi” ed essere un vanto per questa nazione.</p>
<p>I fondi dovranno essere equamente ripartiti in una attenta, solerte e metodica programmazione pluriennale che terrà conto delle emergenze e del pregio. Non sarà mai più possibile relegare le aree fuori dai centri canonici di interesse in un eterno oblio. Il nuovo modo di pensare i beni culturali italiani passa attraverso una azione sinergica di insieme. Questo sistema virtuoso favorirà le singole specificità come carattere premiale e negherà la pregressa azione egemonica dei “simboli” consueti.</p>
<p>Con questa azione sui beni culturali CRESCE L’ITALIA.</p>
<p>NOI…insieme, faremo crescere l’ITALIA!</p>
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