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	<title>Report &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Milena Gabanelli si è autosospesa dalla RAI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Sep 2017 15:42:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[milena gabanelli]]></category>
		<category><![CDATA[rai]]></category>
		<category><![CDATA[Report]]></category>
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					<description><![CDATA[Milena Gabanelli ha detto no alla Rai e si è autosospesa, chiedendo l’aspettativa non retribuita: la ex conduttrice e responsabile di Report non ha accettato l’incarico di supervisione del sito di Rainews. “Non me la sento – ha scritto fra le altre cose, facendo riferimento al fatto che Rainews è diretta da Antonio Di Bella [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_12673" aria-describedby="caption-attachment-12673" style="width: 770px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Milena-Gabanelli.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-12673" alt="Milena Gabanelli" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Milena-Gabanelli.jpg" width="770" height="513" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Milena-Gabanelli.jpg 770w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Milena-Gabanelli-300x199.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Milena-Gabanelli-405x270.jpg 405w" sizes="(max-width: 770px) 100vw, 770px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12673" class="wp-caption-text">Milena Gabanelli</figcaption></figure>
<p>Milena Gabanelli ha detto no alla Rai e si è autosospesa, chiedendo l’aspettativa non retribuita: la ex conduttrice e responsabile di Report non ha accettato l’incarico di supervisione del sito di Rainews. “Non me la sento – ha scritto fra le altre cose, facendo riferimento al fatto che Rainews è diretta da Antonio Di Bella – di mettere la faccia su un prodotto che non firmo”. Pur confermando di essere interessata a gestire un portale unico delle news online della Rai, in una nota ha spiegato i motivi della sua decisione. “Sembrerà strano – si legge nella nota – ma la Rai, al contrario di tutte le tv del mondo, ha molti telegiornali, ma non ha un portale di news online organizzato in modo da valorizzare il lavoro dei suoi 1600 giornalisti sul web. La concessione dice che deve colmare il gap digitale, poiché una grande fetta di popolazione non si informa più attraverso i canali tradizionali, e ad oggi è completamente esclusa dal servizio pubblico pur pagando il canone. Un fatto gravissimo di cui sia l’azienda che la commissione di Vigilanza sono consapevoli”. “Il mio incarico – ha spiegato Gabanelli – era di preparare le condizioni per poter mettere tutti i 1600 giornalisti Rai (a partire dai corrispondenti esteri e regionali) in condizione di anticipare le notizie sull’online e fornire contenuti realizzati ed informazioni di cui sono depositari, e che, per ragioni di spazio, non possono essere condensate nei telegiornali. Il mio lavoro è da tempo ultimato, e il piano prevede quasi esclusivamente l’utilizzo di risorse interne. L’ostacolo è questo: le testate sono troppe (Tg1, Tg2, Tg3, Tgr, Tg Parlamento, Rainews 24, Gr, Rai sport) e finché non se ne accorpa qualcuna non si può varare una nuova testata. Che bisogna riorganizzare l’offerta informativa lo dice sempre, e giustamente, la concessione, e l’interpretazione del Cda è stata: non è possibile approvare una nuova testata (anche se urgente, poiché sull’informazione digitale la Rai è in colpevole ritardo, e sulla quale sono stati fatti investimenti), perché prima c’è qualche testata di troppo da accorpare, e si fa fatica a farlo”. “La soluzione individuata dal Cda – ha sottolineato Milena Gabanelli – è quella di trasferirmi, in attesa di tempi migliori, dentro al sito di Rainews.it (il cui direttore è lo stesso di Rainews 24, Antonio Di Bella), che oggi fa poco più di 100.000 utenti unici e si piazza al 35° posto di tutte le testate online. Senza una definizione dei tempi, con risorse inadeguate a coprire le 24 ore, e senza nessuna possibilità di decollare proprio perché è sbagliato il presupposto: i colleghi non anticipano le loro notizie dentro al sito di una testata vissuta come concorrente. Una visione a mio parere non all’altezza del compito che il servizio pubblico deve assolvere, ed economicamente sbagliata poiché rinuncia ai potenziali investimenti pubblicitari. Per dare un’idea: Repubblica incassa dalla combinazione sito e social circa 27 milioni di euro l’anno, e poco meno il Corriere della Sera. Quali numeri potrebbe raggiungere un’azienda come la Rai che oltre alla potenza di fuoco ha un archivio di immagini immenso che nessun altro possiede in Italia?”. “Purtroppo – è l’accusa lanciata dalla giornalista e autrice televisiva – non mi risulta che i consiglieri siano mai entrati nel merito del progetto, organizzazione e potenzialità. A fronte di queste considerazioni, ovvero della certezza di non produrre risultati proporzionali al lavoro svolto, alle aspettative del pubblico, al ruolo della tv di servizio pubblico, e al fatto che non me la sento di mettere la faccia su un prodotto che non firmo (non essendone il direttore responsabile), ho chiesto oggi al Direttore Generale di concedermi l’aspettativa non retribuita, fino a quando il Cda avrà varato il nuovo piano news e deciso quegli accorpamenti che sarebbero il preludio per il varo di una nuova testata. Se a quel punto intenderà affidarmi la direzione troverà la mia disponibilità”, ha concluso Gabanelli. Fonte ASCANEWS &#8211; http://www.askanews.it</p>
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		<title>Gruppo De Masi chiede danni per 215 Mln di Euro</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2013/03/gruppo-de-masi-chiede-danni-per-215-mln-di-euro/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Mar 2013 13:58:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[abete]]></category>
		<category><![CDATA[Banca d’Italia]]></category>
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		<category><![CDATA[Report]]></category>
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					<description><![CDATA[Imponente richiesta di risarcimento danni in esecuzione della sentenza emessa dalla Corte Suprema di Cassazione. Il Gruppo De Masi ha chiesto, dinanzi al Tribunale di Palmi, la condanna della Banca d’Italia, della Banca Antonveneta, del Monte dei Paschi di Siena, della Banca Nazionale del Lavoro e della Banca di Roma, oggi Unicredit, al risarcimento dei danni, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Imponente richiesta di risarcimento danni in esecuzione della sentenza emessa dalla<strong> Corte Suprema di Cassazione.</strong> Il <span style="text-decoration: underline;">Gruppo De Masi ha chiesto, dinanzi al Tribunale di Palmi, la condanna della Banca d’Italia, della Banca Antonveneta, del Monte dei Paschi di Siena, della Banca Nazionale del Lavoro e della Banca di Roma, oggi Unicredit, al risarcimento dei danni, subiti a seguito dell’usura bancaria, e quantificati dal consulente in oltre 215 milioni di euro.</span></p>
<p style="text-align: justify;">PRIMO GIUDIZIO IN ITALIA INSTAURATO CONTRO BANCA D&#8217;ITALIA E MAGGIORI ISTITUTI DI CREDITO<br />
Si tratta del <strong>primo giudizio in Italia</strong> instaurato nei confronti dei <strong>maggiori Istituti di Credito e della medesima Banca d’Italia</strong> per ottenere tutti i danni conseguenti alle <strong>azioni  illecite poste in essere dalle medesime,</strong> <strong>con applicazione di tassi usurari,</strong> <strong>segnalazioni illegittime alla Centrale Rischi</strong>, <strong>depauperamento del patrimonio e della liquidità delle imprese. </strong><strong>Una vicenda</strong> che ha dell’incredibile e c<strong>he si concretizzerà presso il Tribunale di Palmi</strong> con la determinazione dell’esatto ammontare dei danni subiti dal predetto <strong>noto Gruppo imprenditoriale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">DENUNCIATO SISTEMA DI ILLEGALITA&#8217; BANCARIA CHE DEPAUPERAVA PATRIMONIO DEI CLIENTI<br />
In sostanza, è stato denunciato dall’<strong>imprenditore di Rizziconi un sistema di illegalità pura che ha consentito alle banche, negli anni, di costruire una vera e propria associazione tendente a depauperare il patrimonio dei propri clienti.</strong> Non una fatto isolato, ma un vero e proprio sistema illecito che ha consentito a tutte le banche di ricavare somme ingenti in danno dei poveri correntisti.</p>
<p style="text-align: justify;">NINO DE MASI: DIECI ANNI DI DURA LOTTA. ALLA FINE LA VITTORIA<br />
Son trascorsi quasi dieci anni dall’inizio della battaglia legale, ma alla fine <strong>il coraggioso imprenditore è riuscito</strong>, con l’assistenza degli <strong>avv. Antonio Mazzone, Giacomo ed Andrea Saccomanno,</strong> ad <strong>ottenere dei risultati incredibili:</strong> <strong>la condanna della maggiori banche italiane a risarcire tutti i danni subiti dalle aziende.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">NINO DE MASI: BANCHE CONDANNATE: UNA VICENDA STORICA<br />
Una vicenda storica che ha dimostrato come l’imprenditore del Sud sia fortemente vessato da un sistema mal funzionate e come sia impossibile poter fare impresa in un territorio dove <strong>il costo del denaro supera il 20-30 ed anche, a volte, il 40%!!<br />
</strong> Ma, la vicenda non pare possa chiudersi con la sola determinazione dei danni da parte del <strong>Tribunale a favore del Gruppo De Masi</strong>, in quanto altre iniziative sono state assunte dal pool dei legali per dimostrare la esistenza di una associazione che ha condizionato l’economia di una Nazione, determinando le strategie esclusivamente per ottenere i maggiori possibili ricavi e con una <strong>Banca d’Italia supina</strong> dinanzi ai comportamenti illeciti delle banche, componenti, però, del patrimonio della medesima e, quindi, <strong>quasi impossibilitata ad agire e compiere il proprio dovere di controllo e vigilanza</strong>. Limitandosi questa a delle semplici sanzioni amministrative. Sino ad oggi, pur in presenza di mille difficoltà, la battaglia del gruppo imprenditoriale di Rizziconi sta andando avanti con risultati sempre più lusinghieri. Vicini agli imprenditori onesti e coraggiosi attendiamo le prossime notizie.</p>
<p style="text-align: justify;">ILPARLAMENTARE.IT cerca ora di ricostruire i fatti per comprendere come si è giunti a questo grande risultato, inserendo tra le parole le immagini dei grandi protagonisti. Lo faremo proponendovi un servizio realizzato dal programma televisivo REPORT di RAITRE che ha ricostruito i fatti e trascritto le interviste. Qui, inseriremo quelli che riteniamo essere i grandi protagonisti di questa vicenda che, finalmente in Calabria, vede la vittoria sulle mafie da parte dell&#8217;imprenditoria onesta. Il miglior riscatto per una regione come la Calabria.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #800000;"><strong>Per vedere direttamente la ricostruzione d</strong></span>i <strong><a title="Ricostruzione dei fatti a cura di REPORT - RAITRE" href="http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-c38f471c-f3aa-45e1-963b-0708d06b6129.html?refresh_ce" target="_blank">REPORT clicca QUI</a></strong></p>
<div style="text-align: center;"><strong>L&#8217;INTERVISTA  DI &#8220;REPORT&#8221; TRASCRITTA:<br />
Titolo “C’E’ CHI  DICE NO” : NINO DE MASI<br />
A cura di Luca Chianca </strong></div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">NINO DE MASI  ­ Imprenditore: E  Mio padre 30 anni fa ha denunciato un’estorsione. 30 anni fa.</div>
<div style="text-align: justify;">LUCA CHIANCA ­ ­(fuori campo)  Gioia Tauro.  L’imprenditore Nino De  Masi vende macchinari agricoli in tutto il mondo.  Ma  questa è anche la prima azienda ad aver chiuso per mafia.</div>
<div>
<figure id="attachment_5680" aria-describedby="caption-attachment-5680" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="nino-de-masi" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nino-de-masi.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-5680" title="nino-de-masi" alt="L'Imprenditore Nino De Masi" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nino-de-masi.jpg" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nino-de-masi.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nino-de-masi-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nino-de-masi-160x90.jpg 160w" sizes="(max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5680" class="wp-caption-text">L&#8217;Imprenditore Nino De Masi</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">NINO DE MASI  ­ Imprenditore:  <strong>La nostra storia inizia molto prima di Libero Grasso</strong> e siamo stati messi sotto protezione da parte dello stato per un paio di mesi. Il colmo qual è stato: ci chiamò il prefetto e ci disse  che  dopo il casino che avevamo fatto non potevamo chiudere  quindi dovevamo rimanere  aperti per forza perché se no si sputtanava lo stato.</p>
<figure id="attachment_5681" aria-describedby="caption-attachment-5681" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="milena_gabanelli_report" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/milena_gabanelli_report.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-5681" title="milena_gabanelli_report" alt="Milena Gabanelli - Giornalista REPORT - RAITRE" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/milena_gabanelli_report.jpg" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/milena_gabanelli_report.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/milena_gabanelli_report-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/milena_gabanelli_report-160x90.jpg 160w" sizes="(max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5681" class="wp-caption-text">Milena Gabanelli &#8211; Giornalista REPORT &#8211; RAITRE</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">MILENA GABANELLI  (studio)  Nino De Masi ha detto no e ha deciso di riappropriarsi della propria vita, in una regione dove  è  difficile  fare  l’imprenditore  onesto e  per  un imprenditore  onesto è  addirittura  difficile  chiedere un prestito alle banche. Luca Chianca</p>
</div>
<div style="text-align: justify;">NINO DE MASI  ­Imprenditore  Il pizzo è una privazione di libertà, è il marchio a fuoco che c’hai un padrone che fa di te  quello  che  vuole. il rischio che io mi assumo è  un rischio che io faccio consapevolmente  sapendo bene che è in discussione non sono i soldi ma la libertà mia e dei miei figli.</div>
<div style="text-align: justify;">LUCA CHIANCA ­ ­(fuori campo) Tutto ha inizio 20 anni fa. Quando si sono presentati in azienda degli uomini per chiedergli il pizzo.</div>
<div style="text-align: justify;">NINO DE MASI  ­ Imprenditore  E quindi abbiamo detto non ci toccate perché noi reagiamo&#8230; quindi questo messaggio non</div>
<div style="text-align: justify;">ci toccate perché noi reagiamo poi grazie anche alla vicinanza delle istituzioni bene o male ci ha fatto passare come quell’azienda vicino allo Stato, come quell’azienda infame, mi scusi l’espressione.</div>
<div style="text-align: justify;">LUCA CHIANCA ­ ­(fuori campo)  Intorno all’azienda considerata  infame,  perché  il suo padrone  aveva  denunciato,  si costruisce un fortino. Che però non serve  a fermare la mafia  che  si presenta ancora una  volta a chiedere il pizzo. E De Masi torna in Procura.</div>
<div style="text-align: justify;">NINO DE MASI  ­ Imprenditore  Da  quella denuncia  che cosa avvenne  che è la  prima  volta intanto che  arrestarono della  gente  con il pacco dei  soldi in mano&#8230;  e  nell’area  industriale  di Gioia  Tauro il sistema  territorio si è rivoltato contro di me perché è come se io avessi infangato avessi collaborato e infangato il territorio facendo e dicendo delle cose false.</div>
<div style="text-align: justify;">MICHELE ALBANESE ­ Giornalista Quotidiano della Calabria:  Questo è  un Territorio estremamente  difficile  e  complicato.  Qui le  cosche  hanno sempre investito tra virgolette nelle attività commerciali e imprenditoriali.</div>
<div style="text-align: justify;">LUCA CHIANCA ­ ­(fuori campo) Certo è che Nino tira dritto, e quando mette insieme un consorzio di imprenditori, quello che  vuole è che le aziende colluse con la criminalità stiano fuori.</div>
<div style="text-align: justify;">NINO DE MASI  ­ Imprenditore:Io dissi al all’epoca vice questore dissi guardi io prima di far entrare le aziende in questo</div>
<div style="text-align: justify;">consorzio io voglio che  qualcuno mi dica  se  vanno bene  o male ma  al  di là  degli aspetti</div>
<div style="text-align: justify;">formali del certificato antimafia che è una presa per i fondelli. Io vi manderò delle liste e voi me le riportate indietro con un puntino. Se c’è il puntino vuol dire che non vi stanno bene.</div>
<div style="text-align: justify;">LUCA CHIANCA ­(fuori campo)  Era la prima volta che qualcuno si opponeva al sistema e il sistema si è messo di traverso.</div>
<div style="text-align: justify;">NINO DE MASI  ­ Imprenditore  In una assemblea mi è stato proposto di pagare il pizzo collettivo. Cioè visto che abbiamo il consorzio mettiamoci d’accordo per  pagare il pizzo collettivo e io gli dissi  voi siete pazzi tutti, io questa cosa non la farò mai.</div>
<div style="text-align: justify;">LUCA CHIANCA ­ ­(fuori campo)  Conseguenze pratiche? Per avere un allacciamento del gas davanti all’azienda ci mettono 3  anni. Poi ci pensano le banche a salassarlo.</div>
<div style="text-align: justify;">NINO DE MASI  ­Imprenditore:  Verificai che mi applicarono dei tassi del 35, 40, 38, 27% in funzione dei vari trimestri chiesi conto alla banca e la banca mi disse che ero un pazzo. Su delle linee di credito per circa 12,  13 milioni di euro pagai 6 milioni di oneri finanziari.</div>
<div style="text-align: justify;">LUCA CHIANCA ­ ­(fuori campo)  De Masi va di nuovo dai magistrati, stavolta per denunciare le Banche. Siamo nel 2003 e la  Procura  di Palmi,  porta a  giudizio i presidenti di Bnl,  Antonveneta  e Banca  di Roma. L’accusa è usura.</p>
<figure id="attachment_5686" aria-describedby="caption-attachment-5686" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="michele-albanese-giornalist" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/michele-albanese-giornalist1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-5686" title="michele-albanese-giornalist" alt="Michele Albanese - Giornalista Quotidiano della Calabria" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/michele-albanese-giornalist1.jpg" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/michele-albanese-giornalist1.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/michele-albanese-giornalist1-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/michele-albanese-giornalist1-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5686" class="wp-caption-text">Michele Albanese &#8211; Giornalista Quotidiano della Calabria</figcaption></figure>
<p><strong>MICHELE ALBANESE</strong> ­ (Giornalista del Quotidiano della Calabria):  Ricordo quando arrivarono in aula big del  calibro di Abete, di Geronzi, seguiti da stuoli di avvocati di grido, è stato un fatto positivo che proprio in un piccolo tribunale di provincia  come quello di Palmi <strong>per la prima volta in Italia si è accertata l’usura da parte degli istituti bancari su una denuncia di un piccolo imprenditore</strong>.</p>
</div>
<div>
<figure id="attachment_5683" aria-describedby="caption-attachment-5683" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="giacomo-saccomanno" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giacomo-saccomanno1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-5683" title="giacomo-saccomanno" alt="Giacomo saccomanno - Avvocato dell'Imprenditore Nino De Masi" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giacomo-saccomanno1.jpg" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giacomo-saccomanno1.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giacomo-saccomanno1-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giacomo-saccomanno1-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5683" class="wp-caption-text">Giacomo saccomanno &#8211; Avvocato dell&#8217;Imprenditore Nino De Masi</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;"><strong>GIACOMO SACCOMANNO</strong> – <strong>Avvocato di NINO DE MASI:</strong>  <strong>Pensi che io ero difensore delle banche e ho rinunciato a tutte le difese delle banche per  sostenere la posizione di De Masi che ho ritenuto che fosse più giusta rispetto agli interessi della collettività. </strong></p>
</div>
<div style="text-align: justify;">LUCA CHIANCA ­ ­(fuori campo)  Il tribunale di Palmi li ha assolti per non aver commesso il fatto, ma ha riconosciuto che il sistema bancario ha applicato tassi usurai.</div>
<div style="text-align: justify;">NINO DE MASI  ­ Imprenditore: Il Presidente del tribunale ha chiesto: “ma insomma, ma chi ha fatto queste cose”? Alla fine il Pubblico Ministero ha detto, dopo una serie di interrogatori: “è stato il computer, perché  tutti dicevano il computer, il software”.</div>
<div style="text-align: justify;">LUCA CHIANCA ­ ­(fuori campo)  La procura non può che appellarsi contro una sentenza che accusa il computer. Intanto che la giustizia fa il suo corso De Masi è diventato un punto di riferimento per i lavoratori della  zona, perché a Gioia Tauro è uno dei pochi imprenditori che non ha chiuso.</div>
<div style="text-align: justify;">SANTO BIONDO ­ Segretario UILM Reggio Calabria:  De Masi è l’emblema di quello che in Calabria non siamo capaci di fare. Cioè noi, come dire,  ci indigniamo nel momento in cui sul piano nazionale vengono accentuate dall’esterno negatività  del territorio.  Ebbene  noi non siamo capaci,  e  questo è  un appello che  faccioanche alla politica, alle istituzioni e anche al sindacato a livelli regionali, di valorizzare ciò che di buono abbiamo in Calabria.</div>
<div style="text-align: justify;">PASQUALE MARINO ­ Segretario FIOM­CGIL Gioia Tauro:  Io gli ho detto che lui è un coraggioso pazzo a denunciare le banche perché purtroppo si è  messo il potere economico e finanziario contro.</div>
<div style="text-align: justify;">LUCA CHIANCA ­ ­(fuori campo)  Nonostante il Tribunale di Reggio Calabria abbia  confermato che De  Masi fosse  vittima di usura, quando chiede un mutuo agevolato al commissario antiracket gli viene negato.</div>
<div style="text-align: justify;">NINO DE MASI  ­Imprenditore: Alla  fine  stanco di tutto ciò chiedo al  Tribunale  Amministrativo di commissariare  il commissario antiracket,  ottengo,  per  la  prima  volta in Italia, il commissariamento del commissario antiracket.</div>
<div style="text-align: justify;">LUCA CHIANCA ­­(fuori campo)  C’è voluta un’altra sentenza per fargli ottenere i  soldi dal fondo antiusura.</div>
<div style="text-align: justify;">NINO DE MASI  ­ Imprenditore: Lavoro senza banche, lavoro con i miei soldi e ciò è un sistema incredibile. Ieri io ho avuto dei clienti che venivano dalla Turchia per comprare delle macchine cosa che gli ho venduto e  tenga conto alle loro domande di una lettera di credito di pagamento con lettera di credito differita  io gli ho detto no soldi cash.  Io sono uno che  si permette  dei lussi che  sono inimmaginabili e incredibili che vende solo per pagamento contante anticipato cioè capisce e  vendo macchine agricole.</div>
<div style="text-align: justify;"> MICHELE ALBANESE ­ Giornalista Quotidiano della Calabria:  Significa esporre pezzi dell’economia a commercianti e imprenditori, a rivolgersi agli usurai.</div>
<div style="text-align: justify;">NINO DE MASI  ­Imprenditore:  La goccia che ha fatto traboccare il vaso guardi è una sola. Quando Banca D’Italia scrive e  mi dice caro signor De Masi noi abbiamo preso atto delle sue denunce e noi abbiamo chiesto partendo dalle sue lettere abbiamo chiesto alle banche se hanno fatto illegalità e le banche  hanno detto di no. Io ho risposto bene, bravi, complimenti, se voi andate a dirgli a uno che  commette un crimine “tu hai commesso un crimine?” è normale che questo ti dice di no.  Sto cercando di illudermi di un futuro diverso, di un futuro migliore…però io sto facendo la  mia parte tenga conto non so dove andrà a finire. Ironicamente ho detto a mia moglie l’altro giorno, perché anche la mia famiglia è molto preoccupata per me, ho detto guarda non ti preoccupare  che  se mi succede qualcosa  sicuramente mi intitoleranno una  strada. Non le  dico la risposta&#8230;</div>
<div style="text-align: justify;">LUCA CHIANCA  E cosa ha risposto?</div>
<div style="text-align: justify;">NINO DE MASI  ­ Imprenditore:  <strong>Mi ha mandato a fare in culo…  </strong><br />
MILENA GABANELLI  – STUDIO  Non si ferma nemmeno davanti a  questo il trattore  De Masi.  Comunque  dopo le  sue  denuncie  finalmente  anche  in Sicilia  a  Caltanisetta  alla  fine  di marzo i rappresentanti di Confartigianato,  Cia, Confagricoltura, Confindustria e Confesercenti, hanno deciso di costituirsi parte civile nei processi contro le  banche che  applicano tassi usurai nei prestiti concessi agli imprenditori del territorio.<br />
<strong>Grazie De Masi</strong></div>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>NEW Italia on line &#8211; Fondi a Società SGR: si accendono i riflettori</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Mar 2011 13:18:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Annozero]]></category>
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					<description><![CDATA[La questione sollevata dalla Fondazione &#8220;Paolo di Tarso&#8221; diventa un caso mediatico e pare sia destinato a dimostrare nelle sedi competenti (e qui vi saranno prossime sorprese) quanto a volte progetti seri e innovativi che potrebbero procurare molto lavoro in un momento assai difficile per l&#8217;Italia, vengano fatti oggetto di valutazioni ultronee e poco o per niente professionali da [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-1325" title="Società SGR" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/euro-400x300.jpg" alt="" width="280" height="210" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/euro-400x300.jpg 280w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/euro-400x300-250x187.jpg 250w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/euro-400x300-161x120.jpg 161w" sizes="auto, (max-width: 280px) 100vw, 280px" />La questione sollevata dalla <strong>Fondazione &#8220;Paolo di Tarso&#8221;</strong> diventa un caso mediatico e pare sia destinato a dimostrare nelle sedi competenti (e qui vi saranno prossime sorprese) quanto a volte progetti seri e innovativi che potrebbero procurare molto lavoro in un momento assai difficile per l&#8217;Italia, vengano fatti oggetto di valutazioni ultronee e poco o per niente professionali da parte delle <strong>Società SGR</strong>.<br />
La &#8220;Paolo di Tarso&#8221; non si arrende e procede nella sua marcia verso l&#8217;accertamento di quanto già pubblicato in data 3 Febbraio 2011 e appresso riportato.<br />
Ma in questa battaglia &#8211; dice il Presidente della &#8220;Paolo di Tarso&#8221; &#8211; c&#8217;è una grande novità: <strong>faremo parlare i fatti</strong> perchè essi e solo essi possano essere ambasciatori di legittimità, delle capacità che oggi gli italiani sanno esprimere a volte più delle corazzate multizazionali estere e dell&#8217;incapacità di alcuni di sapere valutare il bene e il meglio, soprattutto quando, come nel caso dei Fondi della Presidenza del Consiglio dei Ministri alle Società SGR, i progetti rispecchiano e interpretano alla perfezione i dettami del Governo.<br />
Una battaglia che finendo in Procura impegnerà non poco la Magistratura competente in diverse sedi italiane, da Milano alla Sicilia.</p>
<p><strong>Intanto, con molto piacere, pubblichiamo a seguito del precendente articolo quelli che il presidente della Fondazione &#8220;Paolo di Tarso&#8221; chiama &#8220;qualche contenuto&#8221; a dimostrazione di quanto possa essere apprezzabile l&#8217;Italia digitalizzata e proposta da professionalità e gusto Made in Italy.</strong> Non è certo nostra intenzione confrontare questi contenuti con quelli sino ad ora resi disponibili, ad esempio, dal Ministero del Turismo ma riteniamo che quando <strong>Vittoria Michela Brambilla</strong> o il <strong>Ministro Renato Brunetta</strong> ne prenderanno atto&#8230;sicuramente dovranno rispondere a qualche domanda della nostra redazione.<br />
<strong>&#8220;E&#8217; giunto il momento di dire &#8220;basta&#8221; ad ogni diplomazia &#8211; ha affermato il Presidente Luana Gallo &#8211; per lasciare il passo ad una riappropriazione responsabile dei valori e del diritto egli italiani al lavoro e alla verità&#8221;.</strong></p>
<p>La Redazione de ILPARLAMENTARE.IT proporrà tutti ogni aggiornamento sulla vicenda legate alle Società SGR a seguire, come uno spazio Blog. Ciò perchè ogni notizia possa essere reperibile con chiarezza e con un semplice click.<br />
<strong> Articolo del 3 Febbario 2011 a cura della Redazione de IL PARLAMENTARE.IT<br />
</strong>Immaginiamo se &#8220;<strong>Report&#8221; </strong>di Milena Gabanelli, &#8220;<strong>Annozero&#8221;</strong> di Michele Santoro con Marco Travaglio, &#8220;<strong>Vieni via con me&#8221;</strong> di Fabio Fazio e Roberto Saviano, &#8220;<strong>Porta a Porta&#8221;</strong> di  Bruno Vespa, e il &#8220;<strong>il Fatto Quotidiano&#8221;</strong>,  la <strong>Blog Sfera di Beppe Grillo</strong>, il mondo del <strong>Social Network</strong> con <strong>Facebook</strong>, <strong>Twitter</strong>, <strong>Stumblers</strong>, e a catena tutti coloro i quali stanno prendendo coscienza che il giornalismo e in ogni caso la comunicazione è uno strumento di perfezionamento della Democrazia, si occupassero tutti insieme di puntare i riflettori sulle cose che si fanno al buio in Italia.<br />
E&#8217; un&#8217;idea che sta prendendo vita in queste ore grazie all&#8217;esperienza diretta vissuta da una nota Fondazione  italiana che sarà tra i testimoni di un sistema sul quale funzionamento si stanno sollevando molte ombre.<br />
La domanda di base è questa: se le direttive del Governo dicono chiaramente che vengono sostenuti i programmi innovativi capaci di creare opportunità di lavoro, come mai, al contrario, si sta inginocchiando il potenziale della geniale progettualità italiana, economia inclusa?<br />
La linea che da qualche ora ha preso vita è quella di rivolgere domande precise a coloro i quali muovono l&#8217;economia e la destinano dalle stanze dei ministeri.<br />
Si inizierà dai <strong>Fondi SGR</strong>, una &#8220;mecca&#8221;  finanziata 50% dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri che, evidentemente, spera che le SGR investano tali fondi in modo da giustificarne con i risultati ottenuti gli stessi investimenti.<br />
Le <strong>Società SGR gestiscono Fondi Chiusi Riservati</strong> <strong>specializzati nell&#8217;attività di private equity (later stage) e di venture capital.</strong> L’attività delle Società  SGR è rivolta unicamente all’investimento nel capitale di rischio delle piccole e medie imprese, a supporto del loro sviluppo, della loro aggregazione e riorganizzazione, con l’obiettivo di fornire costantemente all’imprenditore competenze specialistiche sui temi di consulenza strategica e finanziaria, affiancandolo nell’evoluzione della sua impresa.<br />
Nel rispetto della riservatezza e partendo da un&#8217;esperienza concreta che testimonierà la procedura adottata da una di queste società SGR, sarà interessante conoscere i risultati ottenuti dalle Aziende finanziate con tale sistema ; altrettanto interessante sarà comprendere come esse siano state trattate dalle Società SGR, se vi siano stati risultati concreti nel senso occupazionale e quale sia stato e sia il sistema di valutazione che le <strong>Società SGR</strong> hanno adottato per finanziarle. In merito agli strumenti di valutazione sarà anche importante fare luce sulle metodologie e sui parametri adottati poichè le metodologie di selezione debbono rappresentare un sistema etico anche a garanzia dei <strong>Fondi che il Governo Italiano, quindi anche i contribuenti</strong>, investono in questa direzione. Fondi che rappresentano una fetta importante di questo investimento pari, appunto, al 50%.<br />
&#8220;Non potete immaginare &#8211; dice qualcuno dalla redazione che ha aperto l&#8217;inchiesta &#8211; quante cose si possono fare al buio&#8221;. Forse questo il motivo per cui è necessario accendere i riflettori.</p>
<p style="text-align: justify; line-height: normal; font-variant: normal; font-style: normal; font-weight: normal;">A seguire <strong>una piccola partizione di contenuti</strong> proposti dalla Fondazione “Paolo di Tarso” che la stessa ha riunito in <a title="DigITALIA BANK" href="http://www.digitaliabank.it" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">“<strong>digITALIA BANK”: </strong>la Banca digitale dell’Immagine dedicata al<strong> </strong><strong>Grande</strong><strong> </strong></span></a><strong><a title="DigITALIA BANK" href="http://www.digitaliabank.it" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">Patrimonio Culturale,</span></a></strong><strong><a title="DigITALIA BANK" href="http://www.digitaliabank.it" target="_blank"><span style="color: #0000ff;"> Paesaggistico, Storico Artistico, Archeologico, Ambientale e del Sacro in ITALIA</span></a><span style="color: #0000ff;">.</span></strong><span style="text-decoration: underline;"><br />
</span><span style="font-weight: normal; text-decoration: underline;"> </span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Photogallery in formato ORBICOLARE<br />
Questi contenuti sono visualizzabili in Full Screen<br />
</strong><strong><br />
</strong><span style="color: #0000ff;"><a href="http://www.paoloditarso.it/fotogallery/archivio-musicale-san-giovanni-laterano/" target="_blank"><strong>Archivio Musicale Papale Arcibasilica S. Giovanni Laterano Roma</strong></a><br />
<a href="http://www.paoloditarso.it/fotogallery/italy-is-a-masterpiece/" target="_blank"><strong>Italy is a Masterpiece</strong></a><br />
<a href="http://www.italiaexcelsa.com/italiapictures/italia/sicily_a_masterpiece/" target="_blank"><strong>La Sicilia che il mondo vorrebbe vedere</strong></a><br />
<a href="http://www.italiaexcelsa.com/fotografia2" target="_blank"><strong><span style="color: #0000ff;">Beni Culturali e Paesaggio in Italia full screen 16/9</span></strong></a></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #3366ff;"><br />
</span><strong><br />
</strong></p>
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