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	<title>renzi &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Pd: Emiliano, decisionismo Renzi delude</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jan 2018 13:31:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Per il presidente della Regione Puglia e leader di Fronte democratico, Michele Emiliano, &#8220;era essenziale redigere le liste attraverso un sistema trasparente, e che avesse consentito ai circoli, ai segretari provinciali, alle segreterie regionali, alle direzioni regionali, di dire la loro&#8221;. &#8220;Ovviamente &#8211; ha detto Emiliano all&#8217;ANSA &#8211; capisco che con questa nuova legge elettorale [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_12974" aria-describedby="caption-attachment-12974" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/michele-emiliano-presidente-regione-puglia.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-12974" alt="michele-emiliano-presidente-regione-puglia" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/michele-emiliano-presidente-regione-puglia.jpg" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/michele-emiliano-presidente-regione-puglia.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/michele-emiliano-presidente-regione-puglia-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/michele-emiliano-presidente-regione-puglia-457x270.jpg 457w" sizes="(max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12974" class="wp-caption-text">Il presidente della Regione Puglia e leader di Fronte democratico, Michele Emiliano</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Per il <strong>presidente della Regione Puglia</strong> e <strong>leader di Fronte democratico</strong>, <strong>Michele Emiliano</strong>, &#8220;era essenziale redigere le liste attraverso un sistema trasparente, e che avesse consentito ai circoli, ai segretari provinciali, alle segreterie regionali, alle direzioni regionali, di dire la loro&#8221;. &#8220;Ovviamente &#8211; ha detto Emiliano all&#8217;ANSA &#8211; capisco che con questa nuova legge elettorale tutto questo era molto complicato. Però nel momento in cui il segretario, anche con un decisionismo che io non condanno, ha preso in mano totalmente la situazione, si è assunto una responsabilità enorme che ha determinato delusioni un po&#8217; ovunque&#8221;. &#8220;Questo, ovviamente, all&#8217;inizio della campagna elettorale &#8211; ha rilevato Emiliano &#8211; determina grandi difficoltà che noi sui territori cerchiamo di correggere&#8221;.&#8221;In questo momento &#8211; ha proseguito &#8211; come sempre accade quando si compilano le liste, <strong>c&#8217;è un gran numero di persone deluse dall&#8217;estromissione o dal non essere nel posto dove avrebbero voluto essere</strong>. Questo è assolutamente fisiologico&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte ANSA</p>
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		<title>Francesco Pezzi: nel Pd di Renzi non ci stiamo più</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jan 2018 13:04:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Casali del Manco, 30 gennaio &#8211; Maturata, sofferta, decisa è stata la scelta di alcuni dirigenti del Pd di Casali del Manco: ad abbandonare sono Francesco Pezzi, già assessore del Comune di Pedace e membro della Direzione del Pd; Andrea Bonanno, già consigliere comunale di Spezzano Piccolo e membro del coordinamento Pd spezzanese; Mattia Pezzi, membro [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_12967" aria-describedby="caption-attachment-12967" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/francesco-pezzi-2.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-12967" alt="Francesco Pezzi-partito democratico-matteo renzi" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/francesco-pezzi-2.jpg" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/francesco-pezzi-2.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/francesco-pezzi-2-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/francesco-pezzi-2-457x270.jpg 457w" sizes="(max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12967" class="wp-caption-text">Francesco Pezzi</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;"><b>Casali del Manco, 30 gennaio &#8211;</b> Maturata, sofferta, decisa è stata la scelta di alcuni <strong>dirigenti del Pd di Casali del Manco</strong>: ad abbandonare sono <strong>Francesco Pezzi</strong>, già assessore del <strong>Comune di Pedace</strong> e membro della Direzione del Pd; <strong>Andrea Bonanno</strong>, già consigliere comunale di <strong>Spezzano Piccolo</strong> e membro del coordinamento Pd spezzanese; <strong>Mattia Pezzi</strong>, membro dell’esecutivo cittadino <strong>Pd Casali del Manco</strong>. &#8220;Erano ormai diversi anni che il Partito  non ascoltava più la base, i territori, le esigenze dei vari circoli. <strong>Renzi ha dato il colpo di grazia ad un Partito che era già debole</strong>, squinternato. L’ultima Direzione di qualche giorno fa ha fatto capire come fosse avvenuta la mutazione di orientamenti. <strong>E’ venuto meno quel principio democratico e di collegialità</strong> nelle scelte <strong>che era la base fondante del Partito</strong> da quando è nato. Le liste composte perlopiù da gente fedele al capo non hanno rispettato nessuna altra componente, né di maggioranza né di minoranza come quelle di Martina, Franceschini, Orfini, Orlando ed Emiliano. Il Pd si è avvicinato per modus operandi a <strong>Forza Italia</strong>, <strong>lì c’è Berlusconi</strong> che decide tutto, <strong>qui c’è Renzi</strong>. Non ha più nulla di democratico”.</p>
<figure id="attachment_12969" aria-describedby="caption-attachment-12969" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/andrea-bonanno.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-12969" alt="Andrea Bonanno" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/andrea-bonanno.jpg" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/andrea-bonanno.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/andrea-bonanno-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/andrea-bonanno-457x270.jpg 457w" sizes="(max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12969" class="wp-caption-text">Andrea Bonanno</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Dunque per i giovani, ormai ex, democratici casalini era arrivato il momento di abbandonare questo Partito in cui non si rivedevano più.  “<strong>Non è stata una scelta facile compiere questo passo</strong>, ma era l’unico modo per farci sentire. <strong>Noi giovani siamo stati abbandonati dal Pd</strong>, in campo nazionale non c’è un Under 30, e chi dei giovani over 30 è stato messo nei listini non verrà mai eletto. <strong>Il Pd non ha dato nessuna attenzione alle esigenze di noi giovani</strong>, non ci ha ascoltato. Persino il <strong>Segretario nazionale Giovani Democratici Mattia Zunino</strong> ha criticato fortemente la scelta delle liste che hanno escluso la presenza di <strong>giovani Dem</strong>. Renzi andava frenato prima, hanno sbagliato tutte le componenti a lasciargli troppa mano libera. Franceschini, Orfini, Martina si sono ritrovati con un pungo di mosche e  Renzi ha deciso tutto lui nella composizione delle liste. Questo perché ha capito che dopo il 4 marzo sarà ancora più debole e pertanto ha schierato una squadra enorme di difensori fedeli al capo che lo dovranno difendere quando sarà il momento&#8221;. Continuano i giovani casalini col dire che “già da tempo il Partito Democratico era mutato antropologicamente; aveva perso di vista quelle che erano le fasce sociali di riferimento. <strong>L’aumento della precarizzazione nel mondo del lavoro giovanile è stato un boomerang pazzesco</strong>, il novanta per cento dei posti di lavoro sono tutti a tempo determinato con contratti persino di un&#8217;ora a settimana.</p>
<figure id="attachment_12970" aria-describedby="caption-attachment-12970" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mattia-pezzi.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-12970" alt="Mattia Pezzi-partito democratico-matteo renzi" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mattia-pezzi.jpg" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mattia-pezzi.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mattia-pezzi-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mattia-pezzi-457x270.jpg 457w" sizes="auto, (max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12970" class="wp-caption-text">Mattia Pezzi</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Come si può pensare che un ragazzo possa progettarsi un futuro in queste condizioni? <strong>Per non parlare della emergenza emigrazione giovanile che affligge la nostra terra e di cui nessuno parla</strong>. Abbiamo deluso la maggioranza dei docenti con la Buona Scuola, e non siamo stati in grado di fare mea culpa su determinati errori. Abbiamo parlato con Confindustria e non abbiamo ascoltato le istanze dei Sindacati”. Insomma, ribadiscono i giovani casalini che questi erano temi che sarebbero dovuti essere affrontati nel corso di questi anni, ma che però nessuno l’ha fatto.</p>
<figure id="attachment_12971" aria-describedby="caption-attachment-12971" style="width: 725px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/partito-democratico.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-12971" alt="Logo del Partito Democratico" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/partito-democratico.jpg" width="725" height="410" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/partito-democratico.jpg 725w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/partito-democratico-300x169.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/partito-democratico-477x270.jpg 477w" sizes="auto, (max-width: 725px) 100vw, 725px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12971" class="wp-caption-text">Logo del Partito Democratico</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Per tutti questi motivi dunque <strong>Francesco Pezzi, Mattia Pezzi e Andrea Bonanno hanno deciso di consegnare la Tessera di Partito</strong> dopo quasi dieci anni. Guardandosi indietro negli anni trascorsi concludono: “E’ stata una scelta difficile perché in questo partito siamo cresciuti soprattutto come persone, abbiamo avuto la possibilità di conoscere altri giovani di tutta Italia, confrontarci, scambiarci delle idee e arricchirci culturalmente. <strong>La Politica è la migliore palestra di vita per un giovane</strong> e noi abbiamo avuto la fortuna di parteciparvi. <strong>Ma le cose mutano, il Partito ha da qualche anno cambiato direzione,</strong> non perseguendo più determinati ideali che erano alla base di quel grande progetto nato nel 2007. Non ascoltava più, non rispondeva più a determinate esigenze legate alla sua storia, e <strong>via via ha perso per la sua strada sempre più giovani</strong>. Speriamo, e lotteremo  sempre affinché un giorno possa ritornare  la vera Politica, quella seria, che abbia a cuore esigenze e istanze della parte più debole della società come da nostri ideali”.</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Francesco Pezzi, Mattia Pezzi, Andrea Bonanno</b></p>
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		<title>Rai: Fico, se Renzi vuole cacciarlo, il dg va difeso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Apr 2017 17:13:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A difesa di Antonio Campo Dall&#8217;Orto e pronto a sferrare l&#8217;ennesimo attacco a Matteo Renzi, il M5S entra &#8216;in tackle&#8217; nel caso del direttore generale Rai, additato da rumors sempre più incalzanti come &#8216;bersaglio&#8217; del Pd renziano. Un bersaglio che il M5S, a partire dal presidente della Vigilanza Rai Roberto Fico, è disposto a difendere [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_12165" aria-describedby="caption-attachment-12165" style="width: 700px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Rai-Fico-ANSA.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-12165" alt="fico dall'orto rai" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Rai-Fico-ANSA.jpg" width="700" height="467" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Rai-Fico-ANSA.jpg 700w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Rai-Fico-ANSA-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Rai-Fico-ANSA-404x270.jpg 404w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12165" class="wp-caption-text">Roberto Fico con il direttore generale della RAI, Antonio Campo Dall&#8217;Orto</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">A difesa di <strong>Antonio Campo Dall&#8217;Orto</strong> e pronto a sferrare l&#8217;ennesimo attacco a <strong>Matteo Renzi</strong>, il M5S entra &#8216;in tackle&#8217; nel caso del direttore generale Rai, additato da rumors sempre più incalzanti come &#8216;bersaglio&#8217; del Pd renziano. Un bersaglio che il M5S, a partire dal <strong>presidente della Vigilanza Rai Roberto Fico</strong>, è disposto a difendere a tutti i costi: &#8220;Se Renzi vuole cacciarlo è un atto gravissimo, allora va difeso&#8221;, spiega l&#8217;esponete pentastellato. Pronta e netta la replica del governo. &#8220;Fico sconcerta: Renzi non è un mandante, Campo Dall&#8217;Orto non era un servo e non è un bersaglio&#8221;, sottolinea il sottosegretario allo Sviluppo Economico Antonello Giacomelli.</p>
<p style="text-align: justify;">Parole con le quali l&#8217;esponente del governo tenta di placare anche la bufera alzatasi attorno al direttore generale di Viale Mazzini. Senza lesinare un attacco frontale a Fico: &#8220;Le sue parole sono prive di senso istituzionale, deve provare a realizzare che il suo ruolo non è quello di capo degli ultras ma presidente della Vigilanza&#8221;. Ma per il M5S l&#8217;ipotetico sfratto a Campo Dall&#8217;Orto sarebbe l&#8217;ennesima forzatura dell&#8217;ex premier.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Probabilmente &#8211; spiega Fico &#8211; Campo Dall&#8217;Orto non ha soddisfatto Renzi e quindi, a maggior ragione, va difeso, con tutti i suoi limiti. Come ad esempio per quanto riguarda l&#8217;informazione del Tg1&#8221;. Al capogruppo cinque stelle si aggiungono sia Alberto Airola, sia il vice presidente della Camera Luigi Di Maio. &#8220;Renzi vuole ancoro di più Tele-Renzi. Una persona che ha paura della libertà di informazione è destinato a perdere, per sempre&#8221;, è la stoccata di Di Maio.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma il Pd non resta certo a guardare. &#8220;Fico farnetica e lede l&#8217;autonomia del Cda&#8221;, dice Francesco Verducci, seguito da FI. &#8220;Un direttore generale al servizio dei grillini è anche peggio&#8221;, sottolinea il senatore azzurro Maurizio Gasparri.</p>
<p style="text-align: justify;">La nuova bufera Rai oscura per una giornata il caso delle firme false a Palermo, fino a quando arriva la notizia dell&#8217;autosospensione di Riccardo Nuti, uno dei tre parlamentari cinque stelle rinviati a giudizio che Grillo aveva chiesto di allontanare. &#8220;Adesso non c&#8217;è più nulla da strumentalizzare. Con la mia scelta, i portavoce del gruppo M5S non avranno l&#8217;imbarazzo di doversi esprimere nei miei confronti in inutili riunioni&#8221;, spiega Nuti.</p>
<p style="text-align: justify;">Se anche gli altri due protagonisti del caso firme decideranno di seguire l&#8217;esempio di Nuti non ci sarà bisogno della votazione del gruppo per decidere il loro allontanamento. La data &#8216;X&#8217; è quella di martedì, quando l&#8217;assemblea dei deputati e senatori è stata convocata per pronunciarsi sulla sorte dei parlamentari accusati di aver falsificato le firme per la presentazione delle liste alle comunali ultime elezioni comunali di Palermo. Una votazione che non si annuncia semplice, visto il legame di Nuti a Roberto Fico e all&#8217;ala ortodossa. Anche se è prevedibile che nel suo ruolo di capogruppo Fico si atterrà a un&#8217;assoluta imparzialità. Se la votazione ci sarà, i vertici avranno modo di misurare il grado fedeltà a Grillo. Un punto, questo, dirimente per essere ricandidati.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte ANSA</p>
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		<title>Enrico Letta: nel 2013 svolta generazionale e nel 2014 meno tasse e più lavoro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Dec 2013 00:12:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#8220;Il 2013 è stato un anno di tensioni politiche ma che consegnerà riforme complete e compiute a partire dalla legge elettorale&#8221;. Lo ha detto il premier Enrico Letta. &#8220;Ci è sempre stato rimproverato che l&#8217;Italia non è in grado di produrre una leadership di 40enni&#8221;, ha aggiunto. &#8220;Il nostro Paese ha risposto facendo una svolta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure style="width: 702px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/enrico-letta-crisi-europa-italia.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" alt="enrico-letta-crisi-europa-italia" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/enrico-letta-crisi-europa-italia.jpg" width="702" height="412" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Il Presidente del Consiglio dei Ministri Enrico Letta</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Il 2013 è stato un anno di tensioni politiche ma che consegnerà riforme complete e compiute a partire dalla legge elettorale&#8221;. Lo ha detto il premier Enrico Letta. &#8220;Ci è sempre stato rimproverato che l&#8217;Italia non è in grado di produrre una leadership di 40enni&#8221;, ha aggiunto. &#8220;Il nostro Paese ha risposto facendo una svolta generazionale senza precedenti&#8221;. &#8220;Ora siamo messi alla prova, abbiamo l&#8217;opportunità di risolvere i problemi&#8221;, ha affermato.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Il 2014 sarà l&#8217;anno delle riforme&#8221; &#8211; &#8220;Il 2014 sarà l&#8217;anno della svolta, non solo per l&#8217;economia ma anche e soprattutto per le riforme istituzionali&#8221;, ha aggiunto il premier nel corso della conferenza stampa di fine anno. &#8220;Prima delle elezioni europee di maggio, il prima possibile, dobbiamo avere una nuova legge elettorale&#8221;. &#8220;L&#8217;Italia &#8211; ha assicurato &#8211; ce la farà&#8221; avendo messo alle spalle la parte più complessa della crisi economica. Le tensioni politiche sono al massimo ma nel 2014 ci saranno le riforme e miglioreranno i dati economici&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Ridurremo le tasse sul lavoro&#8221;</strong> &#8211; &#8220;Riconfermo&#8221; che le risorse derivanti dalla lotta all&#8217;evasione e dalla spending review &#8220;porteranno risorse che serviranno per ridurre le tasse sul lavoro&#8221;, ha assicurato Letta. &#8220;Non abbiamo alibi &#8211; ha poi ribadito &#8211; bisogna rompere il circolo vizioso della disoccupazione giovanile&#8221;. &#8220;Bisogna dare una risposta alla fatica sociale che stiamo vivendo&#8221;, ha sottolineato.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Grazie alla stabilità risparmiati 5 miliardi&#8221;</strong> &#8211; &#8220;Il dividendo della stabilità vale 5 miliardi di euro&#8221;, ha quindi ricordato. &#8220;Lo dico perché la stabilità è tema per cui sono spesso oggetto di critiche: la stabilità di governo ha senso se porta dividendi&#8221; ha detto, sottolineando di non voler portare cifre astratte. &#8220;Rispetto alle previsioni il peso sul debito che doveva essere di 89 miliardi euro è diventato di 83 miliardi&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Nel 2014 fisco più amico dei cittadini&#8221;</strong> &#8211; &#8220;Le norme che verranno approvate già da gennaio &#8211; ha proseguito &#8211; renderanno per il prossimo anno il fisco più amico dei cittadini&#8221;. &#8220;A gennaio &#8211; ha spiegato il presidente del Consiglio &#8211; terminerà l&#8217;iter della delega fiscale, con la conseguente applicazione dei decreti attuativi che prevedono riforme importanti per rendere più efficiente il nostro sistema&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;In arrivo norme rientro capitali&#8221;</strong> &#8211; Ribadendo che &#8220;il 2014 sarà l&#8217;anno della crescita&#8221;, Letta ha affermato: &#8220;Gennaio sarà il mese dell&#8217;intervento sul tema dei capitali illegalmente esportati e quindi del loro rientro, e ci saranno interventi importati contro l&#8217;autoriciclaggio, tutto collegato al pacchetto di interventi contro l&#8217;illegalità e la criminalità&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Art.18? Ok tutto ciò che crea lavoro con diritti&#8221;</strong> &#8211; Nel contratto di governo di gennaio &#8220;affronteremo le proposte che i soggetti contraenti metteranno sul tavolo&#8221; e &#8220;tutto ciò che aiuterà nuova occupazione sarà benvenuto&#8221;, a condizione che sia &#8220;buona occupazione, non senza diritti&#8221;. Così Letta a proposito del dibattito sulla riforma del lavoro e dell&#8217;articolo 18.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Renzi fa bene a parlare con FI su riforme&#8221;</strong> &#8211; Parlando del segretario del Pd, Letta ha detto: &#8220;Non sospetto che Renzi voglia subito le elezioni&#8221;. E ancora: &#8220;Il Pd fa bene a parlare con Forza Italia sulle riforme, che devono essere fatte con un&#8217;apertura vera fuori dalla maggioranza&#8221;. Il premier si è quindi rivolto al leader di FI, Silvio Berlusconi, invitandolo a non scegliere la strada nichilista: &#8220;Mi auguro che non vada verso una deriva populista. Sarebbe un errore per il Paese e per lui stesso&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Superare bicameralismo perfetto&#8221;</strong> &#8211; Nella road map del governo, priorità per il 2014 è il superamento del bicameralismo perfetto. Il premier punta inoltre a intervenire sulla Costituzione per rendere più semplici, a cascata, una serie importante di riforme. Letta ha fatto l&#8217;esempio della abolizione delle province: &#8220;Sarebbe stato più semplice intervenire se nella Carta avessimo cancellato la parola &#8216;province&#8217;?&#8221;, ha spiegato.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Su riforme chiedere comunque referendum&#8221;</strong> &#8211; Sulla riforma costituzionale per eliminare il bicameralismo perfetto e riformare il federalismo del titolo V della Carta, il premier, pur auspicando il massimo della convergenza, chiede al Parlamento che l&#8217;approvazione avvenga &#8220;con un voto in meno della maggioranza dei 2/3, per consentire di avere un referendum, perché, per come è caduta la credibilità politica, questa grande riforma ha bisogno del voto dei cittadini&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Rimpasto di governo non all&#8217;ordine del giorno&#8221;</strong> &#8211; Il rimpasto, ha poi sottolineato, &#8220;non è un tema all&#8217;ordine del giorno&#8221; della discussione che faremo sul contratto di maggioranza; &#8220;sono contento della squadra di governo e ringrazio tutti i ministri e i sottosegretari&#8221;, anche quelli che hanno lasciato dopo l&#8217;uscita di FI.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Da gennaio nuove misure sulla giustizia&#8221;</strong> &#8211; &#8220;Un terzo dei detenuti nelle carceri italiane è in attesa di giudizio, questa è una situazione abnorme&#8221;, ha detto il presidente del Consiglio, affermando che da gennaio ci saranno nuove misure sulla giustizia. &#8220;Amnistia e indulto &#8211; ha però ricordato &#8211; sono competenza delle Camere&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Ridiscuteremo di Bossi-Fini e Cie&#8221;</strong> &#8211; &#8220;La discussione della Bossi-Fini sarà uno dei temi di gennaio e il governo ha anche intenzione di mettersi al lavoro subito per una revisione degli standard dei Cie&#8221;, ha detto Letta, spiegando che &#8220;dobbiamo essere più efficaci anche nell&#8217;espletamento delle pratiche burocratiche&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;In contratto governo riforma ius soli&#8221;</strong> &#8211; &#8220;Sono convinto che una normativa diversa sullo ius soli sia necessaria&#8221;, ha poi aggiunto il premier. &#8220;Proporrò e lavorerò &#8211; ha assicurato &#8211; perché una riforma in questo senso sulla cittadinanza e lo ius soli faccia parte del contratto di governo che scriveremo a gennaio&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A Grillo: &#8220;Napolitano non ha travalicato suo ruolo&#8221;</strong> &#8211; Letta ha quindi parlato di Giorgio Napolitano. &#8220;Ritengo &#8211; ha detto &#8211; che in queste ultime settimane si sia passato assolutamente il limite rispetto agli attacchi al Capo dello Stato e l&#8217;utilizzo da parte ad esempio di Beppe Grillo sono totalmente fuori luogo&#8221;. &#8220;Napolitano non ha travalicato i suoi doveri e i suoi compiti&#8221;, ha aggiunto il premier con fermezza. &#8220;Io credo che il Presidente Napolitano abbia salvato l&#8217;Italia&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Bisogna occuparsi delle persone distrutte dalla crisi&#8221;</strong> &#8211; &#8220;So per certo che ci sono le condizioni per cogliere le opportunità, ma so anche che 5 anni di crisi durissima hanno creato un disagio sociale terribile&#8221;, ha sottolineato. &#8220;Ecco perché accanto alle opportunità per far ripartire il Paese &#8211; ha detto Letta &#8211; dovremo occuparci di chi la crisi ha distrutto&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Il nodo esodati è stato risolto&#8221;</strong> &#8211; In 8 mesi 33mila persone che stavano nella categoria degli esodati hanno trovato risposta e &#8220;questa &#8211; ha spiegato il premier &#8211; è la dimostrazione di un governo e un Paese che non vuole sfasciare la riforma delle pensioni ma non vuole lasciare nessuno perso per strada&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Norme per risolvere il conflitto di interessi&#8221;</strong> &#8211; &#8220;Nel decreto sulle proroghe che faremo venerdì ovviamente entrerà la proroga sugli incroci proprietari&#8221; fra stampa e tv: è quanto ha garantito Letta, sostenendo la necessità di una norma sul conflitto di interessi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Non sono e non sarò mai un premier tecnico&#8221;</strong> &#8211; Per finire è stato chiesto a Letta se intende sostenere la candidatura alla premiership del sindaco di Firenze. &#8220;Se il Pd continuerà a fare gioco di squadra &#8211; ha risposto &#8211; potrà venirne solo del bene. Io non sono e non sarò mai un premier tecnico, ho fatto e farò scelte politiche. Ho rischiato quando si è ventilata la crisi, mi sono assunto le mie responsabilità e continuerò a farlo&#8221;. ANSA</p>
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