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	<title>regioni &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Luca Zaia: Presidente della regione è impegno vero. Poca politica e parlare con tutti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Mar 2023 13:06:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
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					<description><![CDATA[Venezia, 28 mar. (askanews) – “Penso che mancano ancora due anni e mezzo alla fine del mio mandato e penso che aspiranti al dopo ce ne siano pulmann pieni. La mia preoccupazione è che qualcuno non si sia fatto l’idea che c’è da fare la bella vita perché non funziona così fare il presidente della [&#8230;]]]></description>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://www.ilparlamentare.it/wp-content/uploads/luca-zaia.jpg" alt="" class="wp-image-16400" width="689" height="430" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/luca-zaia.jpg 1190w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/luca-zaia-300x188.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/luca-zaia-432x270.jpg 432w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/luca-zaia-768x480.jpg 768w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/luca-zaia-696x435.jpg 696w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/luca-zaia-1068x668.jpg 1068w" sizes="(max-width: 689px) 100vw, 689px" /><figcaption>Luca Zaia</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Venezia, 28 mar. (askanews) – “Penso che mancano ancora due anni e mezzo alla fine del mio mandato e penso che aspiranti al dopo ce ne siano pulmann pieni. La mia preoccupazione è che qualcuno non si sia fatto l’idea che c’è da fare la bella vita perché non funziona così fare il presidente della Regione”. Così il presidente del Veneto, Luca Zaia tornando sul tema della sua successione alla guida della Regione e alle indiscrezione di stampa che indicano in Flavio Tosi un possibile candidato, nel corso di un’intervista radio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Sono impegni veri – ha proseguito il governatore – e spero quanto meno che ci sia questo approccio e che ci sia poca politica di mezzo. Amministrare significa farlo per tutti, non mettersi addosso una divisa e fare il soldatino. Che sia uomo o donna spero si renda conto che è un’attività complicata e lo devi fare con amore e con passione altrimenti non ti inventi la candidatura delle Olimpiadi, non porti avanti determinate attività, penso sia sotto gli occhi di tutti quello che ho fatto in questi anni”, ha concluso.</p>
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		<title>Iss, sale occupazione terapie intensive Lombardia, Lazio, Piemonte e Sicilia gialle da lunedì</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Dec 2021 14:17:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dalle Regioni]]></category>
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					<description><![CDATA[In aumento il tasso di occupazione in terapia intensiva: è al 12,9% (secondo la rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 30 dicembre) rispetto al 10,7% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 23 dicembre).&#160;Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale sale al 17,1% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 30 dicembre) contro il [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">In aumento il tasso di occupazione in terapia intensiva: è al 12,9% (secondo la rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 30 dicembre) rispetto al 10,7% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 23 dicembre).&nbsp;Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale sale al 17,1% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 30 dicembre) contro il 13,9% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 23 dicembre).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo indica il monitoraggio settimanale Iss-Ministero Salute sull&#8217;andamento dell&#8217;epidemia di Covid in Italia.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Incidenza più che raddoppiata a 783 da 351. Rt a 1,18 &#8211;</strong>&nbsp;L&#8217;incidenza settimanale a livello nazionale dei casi Covid continua ad aumentare rapidamente: è più che raddoppiata raggiungendo 783 casi per 100.000 abitanti (24/12/2021 &#8211; 30/12/2021) contro 351 per 100.000 della scorsa settimana (17/12/2021 &#8211; 23/12/2021, dati flusso ministero Salute). Nel periodo 7 dicembre &#8211; 20 dicembre, l&#8217;Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,18 (range 1,13 &#8211; 1,22), leggermente in aumento rispetto alla settimana precedente (era pari a 1,13) ed ancora sopra la soglia epidemica. Lo rileva il monitoraggio settimanale ministero della Salute-Iss, come rende noto l&#8217;Istituto superiore di sanità.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Passeranno in zona gialla da lunedi prossimo Lombardia, Piemonte, Lazio e Sicilia.&nbsp;</strong>Secondo quanto si apprende, infatti, è in arrivo l&#8217;ordinanza del Ministro della Salute per il passaggio di fascia. La scorsa settimana non ci sono stati cambi di colore e dunque a Liguria, Marche, Veneto, Friuli Venezia Giulia, le Pa di Trento e Bolzano e la Calabria (gialle dalla settimana ancora precedente) si aggiungono le 4 che da lunedi prossimo cambieranno fascia portando ad 11 il totale delle regioni gialle.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Agenas, terapie intensive oltre il 10% in 14 regioni &#8211;</strong>&nbsp;Sono 14 le regioni che superano la soglia d&#8217;allerta del 10% dei posti in terapia intensiva occupati da malati con Covid-19: Abruzzo (al 12%), Calabria (15%), Emilia Romagna (14%), Friuli Venezia Giulia (15%), Lazio (16%), Liguria (20%), Lombardia (13%), Marche (17%), Pa Bolzano (18%), Pa Trento (23%), Piemonte (16%), Sicilia (11%) e Toscana (13%), Veneto (18%). Il tasso d&#8217;occupazione è stabile a livello nazionale al 13% ma sale in 5 regioni: Emilia Romagna (14%), Liguria (20%), Lombardia (13%), Puglia (6%), Sicilia (11%). E&#8217; quanto emerge dal monitoraggio Agenas, che confronta i dati del 30 dicembre con quelli del giorno precedente.&nbsp;E&#8217; stabile, a livello nazionale, al 17%, il tasso di occupazione dei posti letto nei reparti ospedalieri di area non critica da parte di malati con Covid-19, ma sale in 10 regioni, e sono ora 17 quelle che superano la soglia del 15%. I valori più alti si registrano in Calabria e Valle d&#8217;Aosta, entrambe al 29%. E&#8217; quanto emerge dal monitoraggio quotidiano dell&#8217;Agenzia Nazionale dei servizi sanitari regionali (Agenas), che confronta i dati del 30 dicembre con quelli del giorno precedente.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Fonte ANSA</strong></p>
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		<title>Colori Regioni: da domani i cambi di zona. Ecco cosa si può fare nella settimana di Pasqua</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Mar 2021 09:52:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
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					<description><![CDATA[Da lunedì 29 marzo scattano in Italia i cambiamenti di colore. Alle otto Regioni e una Provincia autonoma (Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Veneto e alla Provincia Autonoma di Trento) che si trovavano già in rosso, e per cui si prospettano altre due settimane nelle stesse condizioni, si uniranno anche [&#8230;]]]></description>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/controlli-coprifuoco-406x270.jpeg" alt="" class="wp-image-15510" width="693" height="461" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/controlli-coprifuoco-406x270.jpeg 406w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/controlli-coprifuoco-300x200.jpeg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/controlli-coprifuoco-768x511.jpeg 768w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/controlli-coprifuoco-696x463.jpeg 696w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/controlli-coprifuoco-1068x710.jpeg 1068w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/controlli-coprifuoco.jpeg 1200w" sizes="(max-width: 693px) 100vw, 693px" /><figcaption>EMERGENZA CORONAVIRUS &#8211; CONTROLLI DELLA POLIZIA STRADALE ALLE USCITE DELLE AUTOSTRADE IN VISTA DELLA PASQUA </figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Da lunedì 29 marzo scattano in Italia i cambiamenti di colore. Alle otto Regioni e una Provincia autonoma (Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Veneto e alla Provincia Autonoma di Trento) che si trovavano già in rosso, e per cui si prospettano altre due settimane nelle stesse condizioni, si uniranno anche Valle d&#8217;Aosta, Calabria e Toscana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;unica Regione che vedrà un miglioramento è il Lazio, col passaggio dal rosso all&#8217;arancione il 30 marzo, perché in questa data scade il precedente decreto che era stato emanato il 15 marzo. Qui riapriranno, anche se solo per due giorni, le scuole.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il 3, 4 e 5 aprile 2021, su tutto il territorio nazionale, si applicheranno le restrizioni previste per le zone rosse.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma vediamo nel dettaglio cosa si può fare e cosa non si può fare in zona rossa e arancione. La gialla è sospesa fino al primo maggio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Visite a parenti e amici</h2>



<p class="wp-block-paragraph">ROSSA</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le visite non sono consentite. Da sabato 3 aprile a lunedì 5 aprile, quando l’Italia sarà tutta in rosso, sarà permesso dalle 5 del mattino alle 22&nbsp; raggiungere nell’ambito della propria regione, una sola abitazione di parenti o amici, una sola volta al giorno, massimo in due e accompagnati dai minori di 14 anni. Si possono sempre però raggiungere, da soli, persone sole o non autosufficienti che hanno bisogno di assistenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">ARANCIONE</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal 15 marzo al 2 aprile, e nella giornata del 6 aprile, le visite sono consentite all’interno del proprio Comune: è permesso a due persone, solo una volta al giorno, andare verso una sola abitazione privata, fra le 5 e le 22. È possibile essere accompagnati dai minori di 14 anni su cui si esercita la potestà genitoriale e dalle persone disabili o non autosufficienti conviventi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Coprifuoco</h2>



<p class="wp-block-paragraph">ROSSA E ARANCIONE</p>



<p class="wp-block-paragraph">Resta tra le 22 e le 5, su tutto il territorio nazionale sia nei giorni feriali che festivi. Gli spostamenti in questi orari restano esclusivamente quelli di lavoro, necessità o salute. La regola vale, dunque, in zona&nbsp;<strong>rossa ma anche in zona arancione</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Autocertificazione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">ROSSA E ARANCIONE.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bisogna compilarla e portarla con sé in qualsiasi spostamento e a qualsiasi ora.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Seconde case</h2>



<p class="wp-block-paragraph">ROSSA E ARANCIONE</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il decreto precisa che è sempre consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione. Nelle Faq del governo lo spostamento è consentito nelle seconde case in tutte le zone. Si può spostare solo il nucleo familiare convivente, senza parenti o amici. Inoltre la seconda casa non deve essere abitata da altre persone. La regola non vale per le case in affitto breve. É infatti necessario provare che la casa è di proprietà o in affitto a lungo termine, con contratto stipulato prima del 14 gennaio 2021. Ma ci sono sono regioni, come la Campania, che vietano gli spostamenti verso le seconde case da giovedì 18 marzo a lunedì 5 aprile e vietano &#8220;gli spostamenti dal comune di residenza, domicilio o dimora abituale sul territorio della Campania verso le seconde case in ambito regionale, salvo che per comprovati motivi di necessità o urgenza e comunque per il tempo strettamente indispensabile&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Attività fisica</h2>



<p class="wp-block-paragraph">ROSSA</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si può svolgere attività motoria individuale all&#8217;aperto nei pressi della propria abitazione, mantendendo un distanziamento dagli altri di un metro e indossando la mascherina. Sono sospese le attività di palestra e piscina. Si può svolgere l&#8217;attività sportiva esclusivamente nell’ambito del territorio del proprio Comune, in forma individuale e all&#8217;aperto, mantenendo la distanza interpersonale di due metri. È tuttavia possibile, nello svolgimento di un’attività sportiva che comporti uno spostamento (per esempio la corsa o la bicicletta), entrare in un altro Comune, purché tale spostamento resti funzionale unicamente all’attività sportiva stessa e la destinazione finale coincida con il Comune di partenza. Duramte l&#8217;attività sportiva è consentito non indossare la mascherina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">ARANCIONE</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si può svolgere attività sportiva o motoria all’aperto. Le palestre e le piscine sono chiuse, ma sono permesse attività sportive di base e attività motoria svote all’aperto presso centri sportivi o circoli sportivi. I parchi restano aperti, a meno che non intervengano ordinanze restrittive regionali o comunali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Attività commerciali</h2>



<p class="wp-block-paragraph">ROSSA</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sonochiusi i negozi ritenuti non essenziali e i centri commerciali Aperti gli alimentari e negozi che vendono cose di prima necessità come farmacie, parafarmacie, edicole e tabaccai, negozi di elettronica, ferramenta e negozi per bambini. Chiusi anche&nbsp;<strong>parrucchieri, barbieri, centri estetici&nbsp;</strong>e tolette per animali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">ARANCIONE</p>



<p class="wp-block-paragraph">I negozi sono aperti, mentre i centri commerciali sono operativi dal lunedì al venerdì, chiusi nel fine settimana. Restano aperti&nbsp;<strong>parrucchieri, barbieri, centri estetici&nbsp;</strong>e tolette per animali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Bar e ristoranti</h2>



<p class="wp-block-paragraph">ROSSA E ARANCIONE</p>



<p class="wp-block-paragraph">É permessa la ristorazione con consegna a domicilio. Fino alle 22 è possibile l’asporto, ma non è consentito consumare cibi sul posto o nei pressi di ristoranti e bar. L’asporto dai bar è invece permesso solo fino alle 18. A&nbsp;<strong>Pasqua</strong>, dal 3 al 5 aprile, quado l’Italia diventerà tutta zona rossa, non sarà possibile pranzare al ristorante, ma sarà consentito l’asporto e la consegna a casa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Scuola</h2>



<p class="wp-block-paragraph">ROSSA</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le scuole di ogni ordine e grado restano chiuse (compresi nidi e asili). Gli alunni dalle elementari in su entrano in Dad. Da dopo Pasqua prevista la riapertura di nidi, asili, elementari e prima media.</p>



<p class="wp-block-paragraph">ARANCIONE</p>



<p class="wp-block-paragraph">Scuole aperte fino alle medie, in Dad le superiori.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Musei, cinema e teatri</h2>



<p class="wp-block-paragraph">ROSSA E ARANCIONE</p>



<p class="wp-block-paragraph">Musei, cinema e teatri restano chiusi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fonte Repubblica <em>di Agnese Ananasso</em></p>
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		<title>Recovery fund, Herbert Dorfmann: &#8220;Spazio alle Regioni&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Feb 2021 09:58:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[herbert dorfmann]]></category>
		<category><![CDATA[Programmi]]></category>
		<category><![CDATA[recovery plan]]></category>
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					<description><![CDATA[a cura della Redazione/ Martedì 9 febbraio il Parlamento europeo ha approvato, dopo mesi di negoziati, il più grande piano di aiuti nella storia dell’Unione europea. «Le Regioni giocheranno un ruolo importante nell’attuazione del Recovery plan», afferma l’europarlamentare PPE Herbert Dorfmann che ha sostenuto una formulazione «che desse più peso alle Regioni» nella risoluzione del [&#8230;]]]></description>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Europarlamentare-PPE-Herbert-Dorfmann-406x270.png" alt="L'europarlamentare del PPE Herbert Dorfmann" class="wp-image-15450" width="674" height="448" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Europarlamentare-PPE-Herbert-Dorfmann-406x270.png 406w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Europarlamentare-PPE-Herbert-Dorfmann-300x199.png 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Europarlamentare-PPE-Herbert-Dorfmann-768x510.png 768w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Europarlamentare-PPE-Herbert-Dorfmann-696x462.png 696w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Europarlamentare-PPE-Herbert-Dorfmann-1068x709.png 1068w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Europarlamentare-PPE-Herbert-Dorfmann.png 1400w" sizes="(max-width: 674px) 100vw, 674px" /><figcaption>L&#8217;europarlamentare del PPE Herbert Dorfmann</figcaption></figure></div>



<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">a cura della Redazione/</p>



<p class="wp-block-paragraph">Martedì 9 febbraio il <strong>Parlamento europeo</strong> <strong>ha approvato</strong>, dopo mesi di negoziati, <strong>il più grande piano di aiuti nella storia dell’Unione europea</strong>. «Le Regioni giocheranno un ruolo importante nell’attuazione del Recovery plan», afferma <strong>l’europarlamentare PPE Herbert Dorfmann</strong> che ha sostenuto una formulazione «che desse più peso alle Regioni» nella risoluzione del Parlamento. Entro aprile, i piani nazionali di ripresa dovranno arrivare a Bruxelles; l’obiettivo è rilanciare l’economia europea rendendola più verde e digitale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il risultato del voto è stato reso noto la mattina di mercoledì 11 febbraio. La larga <strong>maggioranza dei deputati ha votato a favore di questo piano miliardario</strong> <strong>per il sostegno dell’economia europea</strong>. Centrale sarà il dispositivo per la ripresa e la resilienza, che distribuirà 672,5 miliardi di euro. Di questi, 312,5 saranno concessi a fondo perduto e 360 come crediti, che dovranno finanziare riforme e investimenti negli stati membri.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Italia riceverà la maggior parte dei fondi. Si tratta di più di 200 miliardi di euro, di cui 65 a fondo perduto. Quattro quinti di queste risorse dovranno essere dedicati a piani legati alla transizione ecologica e digitale.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/europa-dei-pololi-e-delle-polis-tuccillo-421x270.jpg" alt="Bandiera dell'Europa" class="wp-image-12344" width="695" height="446" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/europa-dei-pololi-e-delle-polis-tuccillo-421x270.jpg 421w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/europa-dei-pololi-e-delle-polis-tuccillo-300x192.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/europa-dei-pololi-e-delle-polis-tuccillo.jpg 900w" sizes="auto, (max-width: 695px) 100vw, 695px" /><figcaption>Bandiera dell&#8217;Europa</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Entro fine aprile, i ventisette stati membri dovranno far pervenire a Bruxelles la lista dei progetti che desiderano finanziare </strong>al fine di uscire dalla più grave crisi economica dalla fondazione dell’Unione europea. Le risorse cominceranno a essere distribuite solo una volta che la Commissione avrà approvato questi piani. Il commissario europeo per l’economia, <strong>Paolo Gentiloni</strong>, ha affermato che il 70 per cento delle risorse sarà dispiegato tra quest’anno e il 2022; il restante nel 2023.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Per garantire l’efficacia del nuovo meccanismo è importante che le Regioni siano coinvolte adeguatamente nel processo di presentazione e selezione dei progetti. &#8211; sostiene Dorfmann &#8211; Le risorse vanno dispiegate rapidamente, al fine di cominciare a gestire il prima possibile le conseguenze della crisi».</p>
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		<item>
		<title>Costa tirrenica lucana, via ai controlli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Mar 2018 15:34:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Le agenzie ambientali di Campania e Basilicata hanno firmato &#8220;un accordo di collaborazione per il monitoraggio delle acque marino-costiere lucane del litorale tirrenico&#8220;: lo hanno annunciato le stesse agenzie. Arpac &#8220;metterà a disposizione dei colleghi della Basilicata esperienza, strumentazioni, personale e mezzi, tra cui il battello oceanografico Helios&#8221;. Fonte ANSA Foto ANSA &#160;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_13116" aria-describedby="caption-attachment-13116" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/monitoraggio-acque-marine-lucane.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-13116" alt="monitoraggio-acque-marine-lucane" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/monitoraggio-acque-marine-lucane.jpg" width="800" height="534" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/monitoraggio-acque-marine-lucane.jpg 800w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/monitoraggio-acque-marine-lucane-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/monitoraggio-acque-marine-lucane-404x270.jpg 404w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13116" class="wp-caption-text">Accordo di collaborazione per il monitoraggio delle acque marino-costiere lucane del litorale tirrenico</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Le agenzie ambientali di Campania e Basilicata hanno firmato &#8220;un accordo di collaborazione per il monitoraggio delle <strong>acque marino-costiere lucane</strong> del <strong>litorale tirrenico</strong>&#8220;: lo hanno annunciato le stesse agenzie. <strong>Arpac</strong> &#8220;metterà a disposizione dei colleghi della Basilicata esperienza, strumentazioni, personale e mezzi, tra cui il battello oceanografico Helios&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte ANSA<br />
Foto ANSA</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Il Bicameralismo temerario. La macchina del fango mediatico.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Nov 2016 11:23:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[a cura di Paolo Callari/ Lunedì 31 ottobre, su Corriere Della Sera, il Senatore Mario Monti, esprime il concetto che vado a riportare: “Si è scelto di accrescere di molto, nell’architettura della Repubblica Italiana, il ruolo degli esponenti politici dei Comuni e soprattutto delle Regioni, proprio di quel segmento della classe politica che negli anni [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/senato.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-11359" alt="bicameralismo temerario" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/senato.jpg" width="800" height="501" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/senato.jpg 800w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/senato-300x187.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/senato-431x270.jpg 431w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a>a cura di <strong>Paolo Callari</strong>/</p>
<p style="text-align: justify;">Lunedì 31 ottobre, su Corriere Della Sera, il <strong>Senatore Mario Monti</strong>, esprime il concetto che vado a riportare: “Si è scelto di accrescere di molto, nell’architettura della <strong>Repubblica Italiana</strong>, il ruolo degli esponenti politici dei Comuni e soprattutto delle Regioni, proprio di quel segmento della classe politica che negli anni scorsi, con le dovute eccezioni, non ha offerto l’esempio migliore di gestione corretta ed avveduta della cosa pubblica”.</p>
<p style="text-align: justify;">Come nel 2011 la macchina del fango mediatico rischia di convertire il sentimento del <strong>Popolo Italiano</strong> in una bufera dei mercati.</p>
<p style="text-align: justify;">Nulla osta al Senatore Mario Monti di esprimere le proprie considerazioni personali circa il linguaggio utilizzato del <strong>Premier Matteo Renzi</strong> ma, sia Il Corriere della Sera che Il Sole 24 Ore, che ottenne un premio per quel titolo a quattro colonne “<em>Fate Presto</em>”, rilevò come uno dei risultati di questa azione fu l’impennarsi dello spread BTp/Bund fino a 575 punti.</p>
<p style="text-align: justify;">Per le tematiche proprie della programmazione neuro linguistica e della Filosofia della Mente l’induzione dei comportamenti umani attraverso le parole è probabilisticamente provata pertanto informo chi avrà avuto la pazienza di leggermi che i mercati non staranno a guardare inerti le tensioni generate dalle testate giornalistiche e dai movimenti politici contro gli amministratori della pubblica amministrazione periferici.</p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
					
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		<title>Rende: il collegamento “Viale Parco Quattromiglia &#8211; Settimo&#8221; diventa, finalmente, realtà.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Aug 2016 23:19:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Grazie, all’impegno continuo e costante dell’assessorato ai Lavori Pubblici del Comune di Rende, diretto dall&#8217; Ingegnere Pia Santelli, in sinergia con il sindaco Marcello Manna, lo scorso 12 agosto è  stato approvato il progetto esecutivo dei &#8220;Lavori di realizzazione opere di adeguamento e connessione del viale parco, tratto B con la viabilità esistente”. Dal via [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/citta-di-rende.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-11160" alt="citta-di-rende" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/citta-di-rende.jpg" width="1000" height="690" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/citta-di-rende.jpg 1000w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/citta-di-rende-300x207.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/citta-di-rende-391x270.jpg 391w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a>Grazie, all’impegno continuo e costante dell’<strong>assessorato ai Lavori Pubblici</strong> del <strong>Comune di Rende</strong>, diretto dall&#8217; <strong>Ingegnere Pia Santelli</strong>, in sinergia con il <strong>sindaco Marcello Manna</strong>, lo scorso 12 agosto è  stato <strong>approvato il progetto esecutivo</strong> dei &#8220;<em>Lavori di realizzazione opere di adeguamento e connessione del viale parco, tratto B con la viabilità esistente</em>”.<br />
Dal via al progetto, si è passati, in data odierna, all’indizione di gara per l&#8217;affidamento dei lavori, i quali ammontano ad un importo complessivo di circa <strong>150.000 euro</strong>. L&#8217;opera, inserita nel <strong>Programma delle Opere Pubbliche 2016-2018</strong>, elenco annuale 2016, che sta procedendo come da programma,  fu iniziata dalla precedente amministrazione comunale ma rimasta, poi, incompiuta.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/santelli-viale-parco-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-large wp-image-11157" alt="Viale Parco: Il Sindaco Marcello Manna e l'Assessore ai Lavori Pubblici Pia Santelli " src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/santelli-viale-parco-1-321x270.jpg" width="321" height="270" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/santelli-viale-parco-1-321x270.jpg 321w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/santelli-viale-parco-1-300x251.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/santelli-viale-parco-1.jpg 900w" sizes="auto, (max-width: 321px) 100vw, 321px" /></a>Proprio sulla scia della lotta alle opere incompiute, intrapresa dal sindaco Manna al fine di procedere alla <strong>promozione di una città funzionale e urbanisticamente ottimizzata</strong>, ora saranno realizzate le opere di completamento necessarie per l&#8217;apertura del transito veicolare e pedonale. Le lavorazioni prevedono anche il ripristino dell&#8217;impianto di illuminazione, la segnaletica orizzontale e verticale, nonché l&#8217; installazione di attraversamenti pedonali rialzati, per una viabilità  urbana, sempre più a misura d’uomo, che è  stata studiata e proposta dall&#8217;<strong>assessore D&#8217;Ippolito</strong>. La riapertura dell&#8217;arteria di collegamento con il territorio di <strong>Montalto Uffugo</strong> rappresenta, dunque, un’importante obiettivo raggiunto dal governo Manna, a tutto vantaggio della cittadinanza e dei territori, in quanto va a  semplificare e a smaltire il traffico urbano e si pone come un&#8217;ulteriore connessione dell&#8217;area urbana.<br />
&#8220;<em>Il miglioramento dei collegamenti e delle infrastrutture viarie sono alla base dello sviluppo e del rilancio economico dell&#8217;area urbana</em> – sottolinea soddisfatto l’assessore Santelli &#8211; <em>La zona interessata dal lavoro era abbandonata e potenzialmente poteva costituire un detrattore ambientale, correndo il rischio di diventare un&#8217;area degradata.  Ora diventerà  un “Viale Parco” che consentirà  di potersi muovere comodamente nella zona, in sicurezza, dal punto di vista pedonale e si collegherà al tessuto urbano consolidato della zona di Quattromiglia&#8221;</em>.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Istat: Confesercenti, bene potere d’acquisto, cresce anche grazie a bassa inflazione. Calabria in ritardo.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Jan 2016 20:16:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A ripartire è soprattutto il risparmio, ma non in tutte le regioni. Il potere d’acquisto degli italiani aumenta, anche grazie ai bassi livelli dell’inflazione. In questa fase, però, la maggiore disponibilità delle famiglie è indirizzata soprattutto a ricostituire il risparmio. E’ pertanto probabile che ancora per qualche mese gli aumenti di reddito non andranno ad [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><b><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/confesercenti.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-10137" alt="confesercenti" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/confesercenti.jpg" width="795" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/confesercenti.jpg 795w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/confesercenti-300x175.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/confesercenti-460x270.jpg 460w" sizes="auto, (max-width: 795px) 100vw, 795px" /></a>A ripartire è soprattutto il risparmio, ma non in tutte le regioni.<br />
</b>Il potere d’acquisto degli italiani aumenta, anche grazie ai bassi livelli dell’inflazione. In questa fase, però, la maggiore disponibilità delle famiglie è indirizzata soprattutto a ricostituire il risparmio. E’ pertanto probabile che ancora per qualche mese gli aumenti di reddito non andranno ad accrescere i consumi, se non in misura parziale.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo è nel complesso un fatto positivo, sia per le condizioni di vita sia per le possibilità di spesa delle famiglie. Il dato Istat, però, evidenzia anche che gran parte di questa nuova disponibilità è indirizzata dalle famiglie verso il risparmio, la cui propensione cresce dello 0,9% sul precedente trimestre e dello 0,3% su quello corrispondente del 2014. Nelle Regioni più deboli anche per le preoccupazioni derivanti da una inadeguata rete di Welfare e dal livello di disoccupazione giovanile.  La spesa per consumi varia, negli stessi periodi, dello 0,4 e dell’1,2%.</p>
<p style="text-align: justify;">Per alcune famiglie pesano le aspettative ancora incerte rispetto al futuro, ma molte altre stanno ricostituendo i propri risparmi dopo l’erosione avvenuta negli scorsi anni, e dovuta al tentativo di far fronte alle perdite di reddito subite. Anche perché, rispetto al 2007, ultimo anno prima della crisi, la caduta complessiva del potere d’acquisto delle famiglie, a prezzi costanti, è superiore ai 120 miliardi di euro. Un crollo a cui gli italiani hanno posto rimedio, in parte, con una riduzione dei risparmi per circa 50 miliardi.</p>
<p style="text-align: justify;">La strada per confermare la ripresa dei consumi e del mercato interno, quindi, è ancora lunga.</p>
<p style="text-align: justify;"> Per accelerare occorrerebbe mettere in campo misure coraggiose a sostegno del reddito delle famiglie in generale, come è stato fatto per il lavoro dipendente con il Jobs Act. In questa fase di ripresa ancora solo accennata, uno stimolo alla crescita del Pil può provenire, infatti, solo dai consumi visto che gli investimenti hanno ancora bisogno di tempo per manifestarsi.</p>
<p style="text-align: justify;">Auspichiamo che la Giunta Regionale della Calabria vari al più resto misure in grado di rilanciare investimenti e consumi oltre all’avvio dei POR.</p>
<p style="text-align: justify;">Ufficio Stampa Confesercenti Reggio Calabria</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Crisi economica: Governatori contro Patto di Stabilità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 May 2013 18:06:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A cura di ASCA &#8211; www.asca.it &#8216;Su questa partita ogni giorno costruiremo alleanze. L&#8217;alleanza con Zingaretti, con Bobo Maroni della Lombardia, con Zaia del Veneto&#8221;. Cosi&#8217; il governatore della Puglia Nichi Vendola che, insieme al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, sottolineando, in riferimento alla questione del Patto di stabilita&#8217;, che questa &#8221;non e&#8217; una [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_5927" aria-describedby="caption-attachment-5927" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="niki-vendola" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/niki-vendola.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-5927" title="niki-vendola" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/niki-vendola.jpg" alt="Il Governatore Nichi Vendola" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/niki-vendola.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/niki-vendola-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/niki-vendola-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5927" class="wp-caption-text">Il Governatore Nichi Vendola</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: center;"><strong>A cura di ASCA &#8211; www.asca.it</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&#8216;Su questa partita ogni giorno costruiremo alleanze. L&#8217;alleanza con Zingaretti, con Bobo Maroni della Lombardia, con Zaia del Veneto&#8221;. Cosi&#8217; il governatore della Puglia Nichi Vendola che, insieme al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, sottolineando, in riferimento alla questione del Patto di stabilita&#8217;, che questa &#8221;non e&#8217; una qualunque crisi, il presidente Errani si e&#8217; fatto portavoce di tutte le regioni sul tema generale del patto di stabilita&#8221;&#8217; rilevando che &#8221;il problema sono le politiche di austerity e la situazione si sta aggravando in tutta Europa, la Francia da oggi e&#8217; tecnicamente in recessione. Anche la condizione favorevole dell&#8217;economia tedesca e&#8217; finita. L&#8217;Europa nella sua globalita&#8217; ha imboccato la strada della dissoluzione&#8221;. &#8221;Siamo di fronte al settimo trimestre di recessione, da 21 mesi &#8211; sottolinea Vendola &#8211; siamo in recessione. La crisi economica comincia nel 2008 ma noi da un anno e mezzo siamo precipitati in un buco nero. I dati fotografano un Paese in cui il Pil in 6 anni crolla di dieci punti percentuali. Penso che dobbiamo avere il coraggio oggi di dire la verita&#8217;: l&#8217;Europa ha usato la medicina sbagliata&#8221;. &#8221;La sofferenza di oggi non e&#8217; la figlia della crisi del 2008 ma delle risposte sbagliate alla crisi, cioe&#8217; le politiche di compressione della spesa&#8221;. Tra i dati sui quali Vendola e Zingaretti hanno posto l&#8217;evidenza, quelli relativi alla spesa pro-capite per il Lazio che e&#8217; passata dai 1.016 euro ai 354 del 2013, dunque 662 euro in meno. Per la Puglia il taglio pro-capite e passato da 724 euro del 2007 ai 328 del 2013, mentre per la Lombardia si e&#8217; passati da 475 euro del 2007 a 322 del 2013. &#8221;Abbiamo un Vecchio Continente che ha messo fuori legge le politiche espansive e sullo sfondo della nostra denuncia c&#8217;e&#8217; un governo che non puo&#8217; scodellare la minestra per una ragione semplice: non saremo in grado di inventare risorse che non ci sono&#8221;. Intanto, si e&#8217; appreso che l&#8217;incontro tra la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e il Presidente del Consiglio, Enrico Letta, avra&#8217; luogo lunedi&#8217; 27 maggio alle 11.</p>
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		<title>L&#8217;Italia compie 150 anni: proposta eccentrica e semisera di un evento celebrativo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Jan 2011 23:00:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Alberto Liguoro &#8212; Mi trovai casualmente a Parigi, con la mia famiglia, il 14 luglio 1989. Suscitava davvero grande emozione vedere le strade gremite di gente in festa; si aveva quasi la sensazione di un corpo unico, ma potremmo anche togliere il quasi. Vero o apparente che fosse, qui il discorso non è di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1027" href="https://ilparlamentare.it/2011/01/21/litalia-compie-150-anni-proposta-eccentrica-e-semisera-di-un-evento-celebrativo/federalismo/"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-thumbnail wp-image-1027" title="federalismo" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/federalismo-150x150.gif" alt="" width="150" height="150" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/federalismo-150x150.gif 150w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/federalismo-50x50.gif 50w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a>di <strong>Alberto Liguoro</strong> &#8212;</p>
<p>Mi trovai casualmente a Parigi, con la mia famiglia, il 14 luglio 1989.</p>
<p>Suscitava davvero grande emozione vedere le strade gremite di gente in festa; si aveva quasi la sensazione di un corpo unico, ma potremmo anche togliere il quasi. Vero o apparente che fosse, qui il discorso non è di cronaca, ma di considerazioni astratte di riferimento, quello spettacolo induceva ad immaginare un popolo assolutamente unito e orgoglioso, come se non esistessero classi, partiti, appartenenze religiose e territoriali. Tutti uniti per quell’irrinunziabile minimo comune denominatore della salvaguardia del benessere pubblico e del prestigio, della proiezione verso il futuro del loro Paese, con la forza trainante e rassicurante del passato. Persino l’estrema destra era affratellata da questo spirito, alle altre espressioni socioculturali, non esclusa la sinistra più battagliera; persino i Maghrebini si sentivano e professavano francesi al 100%.</p>
<p>Eppure divisioni politiche, etniche, religiose, anche lì, non mancano, c’è una sinistra radicale, come una destra, c’è integralismo religioso ed etnico, c’è un midi anche in Francia.</p>
<p>Ora, ritornando dalle nostre parti, faccio enorme fatica ad immaginarmi qualcosa di simile anche qui.</p>
<p>L’odio di classe (ricchi e poveri; oltre all’area snob della nobiltà o pseudo-tale, un po’ di qua un po’ di là, ma prevalentemente… di là) ce lo portiamo appresso come il dna; c’è una inconciliabile divisione tra Nord e Sud; un razzismo latente, ma poi neanche tanto, serpeggia nell’animo di tutti, non solo verso altre etnie e altri popoli, ma anche, reciprocamente, tra settentrionali (da Roma in su) e meridionali (in giù – la città di Roma poi è strapazzata da un parte e dall’altra, ma va affermandosi la collocazione-lega al Sud); la divisione religiosa, sostanzialmente incentrata su Cattolici da una parte e Non Cattolici (dove c’è di tutto, inutile specificare) è manichea e ineluttabile; sul fronte politico la contrapposizione Destra/ Sinistra, di remoto retaggio, ma accentuatasi a dismisura col sistema maggioritario è di impronta sostanzialmente estremista e caratterizzata fondamentalmente da odio reciproco.</p>
<p>Immaginiamoci un settentrionale ricco, di destra e cattolico da una parte e un meridionale povero, di sinistra e ateo da un’altra parte, in una discussione sulle rispettive ricette per il governo dell’Italia. Prima o poi si azzufferebbero, come avviene tra esagitati tifosi di calcio (ma anche tra esponenti politici, le cui uscite in TV sono, a volte, surreali); e in mezzo ci sono molteplici variazioni e gradazioni, ma tutte in senso antagonista e intollerante.</p>
<p>Questa è l’Italia, di oggi per moltissime ragioni che si omette qui di esaminare, essendo diverso lo scopo del presente elaborato. Certo fa male al cuore vedere i campi sportivi del resto d’Europa, pur con notevoli e pericolosi eccessi anche lì (evidentemente fronteggiati e tenuti sotto controllo ed osservazione in modo abbastanza efficace), senza gabbie, recinti ecc., con i giocatori quasi a contatto con il pubblico, mentre qui ogni fine settimana è una guerra.</p>
<p>Ora in tale situazione ci accingiamo ad intraprendere iniziative varie, anzi la macchina celebrativa già si muove, per il 150mo anniversario dell’Unità d’Italia, evento non dissimile dall’esempio francese di cui sopra.</p>
<p>Che cosa c’è da immaginare? In tutte le sedi, televisive, di piazza, di palazzo, nella migliore delle ipotesi, sorrisi melensi e chiacchiere ipocrite tra berlusconiani (dove poi si distinguono e si contrappongono quelli che vogliono i voti per Berlusconi, quelli che vogliono da quest’ultimo soldi, posti, favori, o a loro volta, appoggi politici, artistici, professionali, semmai uno spicchietto o uno spicchione di potere, quelli che strumentalizzano Berlusconi ad altri fini – v. Lega per il federalismo, quelli che, più o meno sotto sotto, preparano il terreno per l’immancabile dopo…, ecc.) e antiberlusconiani (dove pure c’è di tutto in lotta tra tutti: centro, sinistra anche estrema, finiani, democratici in eterna contesa per trovare una leadership, anarchici, qualunquisti e così via); tra cattolici (con varie categorie di antiaboristi, antidivorzisti, antipreservativo, antiricerche varie, antieducazione sessuale, antifamiglie di fatto, antiomosessuali, antimusulmani, anti-altre religioni ecc) e non cattolici (ma italiani? Nonché extracomunitari? Atei? Per caso gay? Appartenenti ad altre religioni tra di loro altrettanto incompatibili?); tra “appartenenti alle classi più abbienti (ma anche qui un ricco ed affermato dirigente o professionista ecc. è un poveraccio al confronto di un Berlusconi, un Tronchetti Provera, una Marcegaglia ecc.)” e c.d. “lavoratori” (dove non manca di farsi viva la solita guerra tra poveri, per cui gli operai si guardano in cagnesco con gli impiegati, e, tra questi, c’è acredine tra i pubblici e i privati); sulla contrapposizione Nord/ Sud (accentuata dal dilagare della Lega) inutile spendere altre parole, basti qui far mente locale ad un mixage tra i vari contrasti sopra menzionati, con in più la solfa Nord/ Sud che vale a rimettere in discussione anche gli equilibri già raggiunti in altre collocazioni. Basti pensare a quante se ne dicono o, in teoria, potrebbero dirsene un cattolico (antiaborista, anti…, anti…, anti ecc.) di Pordenone e un cattolico (parimenti anti…, anti, anti…) di Canicattì, o due berlusconiani (o anti), ma uno di Treviso, e un altro di Catanzaro.</p>
<p>A questo punto vado momentaneamente fuori tema per ricordare come, a partire da Carlo Marx in poi, tutti gli intellettuali, i politici di ogni tendenza, le persone di buon senso e di buona volontà, hanno sempre considerato che le contraddizioni nella società e nell’individuo, devo esplodere per progredire (basta cercare su Google la frase “far esplodere le contraddizioni” per rendersene conto).</p>
<p>In altri termini, se vuoi raggiungere un obiettivo non devi disdegnare, in presenza di condizioni che lo richiedano, di agire in modo addirittura opposto all’obiettivo stesso (la cd. terapia d’urto, o, come nelle vaccinazioni, la somministrazione calibrata e ponderata del morbo stesso che si vuole combattere).</p>
<p>Dobbiamo allora chiederci, stando così le cose, se non sia il caso di cambiare strategia.</p>
<p>Il mio vuole essere un tono provocatorio, eccentrico e  semiserio, va da sé, però non lo dico neanche come qualcosa di cui ridere. Vorrei che si riflettesse un po’ su queste cose, nient’altro.</p>
<p>In sostanza, dico io, vogliamo essere aggregati come non mai, compatti come i Francesi? Perché non provare, allora, a disgregare tutto?</p>
<p>Perché non celebrare, su questo abbrivio, il 150° anniversario dell’Unità d’Italia (anche) con un convegno.</p>
<p>Tema del convegno “LE DIVISIONI D’ITALIA”.</p>
<p>In tal caso io proporrei (il tono è sempre quello “provocatorio, eccentrico, semiserio, ma non troppo”) la seguente soluzione:</p>
<p>Divisione dell’Italia in Stati fortemente confederati tra loro, con libera circolazione ed unità di indirizzo, ad es.:</p>
<p>Lombardo-Veneto allargato all’ex Stato sabaudo, Liguria, Emilia-Romagna, nonché Regioni del Nord (nel contesto il Sud Tirolo potrebbe realizzare il suo sogno: fuori dall’Italia e dal bilancio dello Stato italiano – e qui magari il sogno andrebbe sfumandosi, ma non si può avere tutto). Una  specie di Repubblica Subalpina, diciamo così.</p>
<p>Toscana, Marche, Umbria, Abruzzo e Lazio (compresa forse la Sardegna ed esclusa Roma capitale e satelliti, che continuerebbe ad essere la Città Eterna, la Roma dei Cesari, dei Papi e dei Popoli, e che avrebbe comunque ruolo di centralità e rappresentanza verso l’estero), le Regioni Unite dell’Italia Centrale.</p>
<p>Finalmente la gloriosa Repubblica Partenopea, tutte le Regioni del Sud (compresa o esclusa la Sicilia, che potrebbe avere una collocazione a sé stante, secondo la volontà dei Siciliani stessi).</p>
<p>Quali sarebbero i risultati? Secondo me, a parte quello psicologico di grande liberazione e gioia costruttiva, un risultato di forte unità (chi è più unito di chi non è costretto ad essere unito, ma usufruisce semplicemente di condizioni geografiche, storiche, culturali ed ambientali? Esempi a iosa qui: gli Stati Uniti d’America, la Svizzera, gli stessi Paesi Bassi), progresso e crescita industriale ed economica.</p>
<p>Si stempererebbero naturalmente le contrapposizioni Nord/ Sud;  si svilupperebbe una benefica concorrenza in tutti i campi e segnatamente quello turistico (nel quale il nostro Paese, in men che non si dica si collocherebbe ai vertici mondiali).</p>
<p>La struttura coriacea, diciamo pure burocratica e istituzionale del Cattolicesimo, per cui esso si identifica come un polo, rispetto al quale ogni altra aggregazione di idee, di uomini, di tradizioni, di religioni o filosofie frutto del libero pensiero, persino di correnti o tendenze artistiche, costituisce il polo contrapposto, che deriva oggi dalla centralità del Vaticano, parallela e combaciante con la centralità dello Stato Italiano, si disperderebbe e diffonderebbe (come avviene oggi rispetto agli altri Stati) nelle varie realtà decentrate e delle relative organizzazioni e comunità clericali, e non  sarebbe più occasione di frizioni, prevaricazioni, e, a volte dure o durissime lotte e contese, come sul divorzio, sull’aborto, sull’eutanasia, sull’educazione sessuale e così via.</p>
<p>Il popolo sarebbe sempre il popolo ad ogni latitudine; sono convinto che quel che unisce tutti i popoli del Mondo, non ha nulla  a che vedere con i confini territoriali. La vanga, l’aratro, la vite da coltivare e la legna da ardere, lo scalpello e  il martello, il compasso ed ogni altro attrezzo, e i loro derivati moderni, dai computer alle catene di montaggio, tutto questo unisce i popoli del Mondo, come i libri vengono letti da tutti gli intellettuali del Mondo e li uniscono e i mercati dove si vende e si compra e, come si sa, le leggi sono invariate ad ogni latitudine.</p>
<p>Non ci sono contrapposizioni e divisioni qui, se non quelle fisiologiche dei mestieri e delle idee.</p>
<p>La contrapposizione viscerale, quella che vede da una parte il popolo inteso come massa indistinta, e dall’ altra, la ricca borghesia, il c.d. nobilato bianco o nero che sia, la massoneria, il clero delle alte gerarchie, si frantumerebbe a sua volta e, in definitiva, non avrebbe ragion d’essere perché i piani di confronto sarebbero disomogenei. I contrasti verrebbero a galla, sarebbero, quindi visibili e verrebbero, conseguentemente, risolti, solo se effettivi e concreti, su situazioni specifiche, non come ora, con riferimento alle categorie di portata generale e nazionale dei “reazionari” e “rivoluzionari”, “conservatori” e “progressisti”, qualificazioni superate dalla Storia, che, finalmente, sarebbero superate anche nella nostra quotidianità e cronaca attuale; potremmo anzi essere noi, una volta tanto, modello e guida per altri popoli.</p>
<p>La stessa sorte, in non piccola parte collimante con quanto appena osservato sulle divisioni basate sul censo, toccherebbe alle situazioni politiche che si fronteggiano, come la Grande Destra (o Grande Centro-Destra che dir si voglia) e Grande Sinistra ( o Centro- Sinistra), semplicemente perché non esisterebbero più. Ogni Stato Confederato, fermi restando i comuni principi, interessi, intenti di crescita economica, culturale, scientifica, artistica, di benessere sociale, di tradizioni, di irrinunciabile fratellanza, per cui mai potrebbero esserci ostilità interne dirette, sarebbe governato nel modo liberamente scelto dagli elettori di appartenenza.</p>
<p>Il controllo del territorio sarebbe più vicino e pregnante; anche l’amministrazione della Giustizia sarebbe più rapida e vicina ai problemi degli Italiani, liberata dai ceppi della centralità e omogeneità per imposizione calata ciecamente in contesti sociali assolutamente disomogenei.</p>
<p>Le capacità e le peculiarità di soluzioni immediate e inventiva degli Italiani emergerebbero e si rafforzerebbero.</p>
<p>Le scuole, con diversificate politiche e gestioni, si misurerebbero tra di loro, che so, la scuola partenopea con quella lombarda, la fiorentina con la ligure piuttosto che con la bolognese, e così via, e non parlo solo di arti e mestieri, licei e Università, emulandosi, immancabilmente migliorerebbero e si migliorerebbero a vicenda. Verrebbero allora sì fuori le intelligenze più elevate, i cervelli che, con tutta probabilità, non fuggirebbero più all’estero, ma anzi richiamerebbero qui altri cervelli e investimenti.</p>
<p> In altri termini, esploderebbero le contraddizioni, come si diceva, si configurerebbe come vincente la terapia d’urto, la ponderata e graduale utilizzazione proprio del virus che si vuole combattere.</p>
<p>Sarebbe assolutamente orribile tutto questo? Io direi il contrario. Visto così, davvero sembrerebbe un sogno; pur dovendosi riconoscere che, come in tutte le cose, anche qui ci sono i pro e i contro, come ad esempio la sfida di responsabilità per un meccanismo politico e organizzativo complessivamente più articolato e la delicatezza della gestione della separatezza.</p>
<p>Ma alla fine tutto funzionerebbe come un orologio svizzero (appunto) e, alla celebrazione del 200° anniversario dell’Unità d’Italia e della liberazione (questo è importante e quasi sempre viene sottovalutato) dall’Austria, dalle dinastie di provenienza ispanica, dall’influenza dominante di Francia e Inghilterra, dall’invadenza del potere temporale della Chiesa, dall’autoritarismo e provincialismo dei Granducati, attraverso l’affermazione dell’unità nella libertà, non ci sarebbe, certamente, nulla da invidiare alle celebrazioni degli altri popoli.</p>
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