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	<title>Regione Sicilia &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>La Sicilia abbandona l&#8217;EXPO di Milano: neanche un euro se nostro prestigio non sarà risarcito</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2015/05/la-sicilia-abbandona-lexpo-di-milano-neanche-un-euro-se-nostro-prestigio-non-sara-risarcito/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2015 20:18:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia&Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[cluster mediterraneo]]></category>
		<category><![CDATA[EXPO MILANO]]></category>
		<category><![CDATA[GIUSEPPE SALA]]></category>
		<category><![CDATA[matteo renzi]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[Redazione de ILPARLAMENTARE.IT e MeteoWEb.it/ L&#8217;arca sulla quale sono salite le Nazioni fiduciose di potersi confrontare con le meraviglie dell&#8217;Italia, maestra di Bellezza e Bontà, ha una serie di falle che rischiano di farla affondare se non saranno riparate al più presto. Che le cose fossero state preparate giusto perché l&#8217;Italia non sfigurasse l&#8217;1 Maggio, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_9345" aria-describedby="caption-attachment-9345" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sicilia-expo-milanoi-maurizio-martina.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-9345" alt="Il Ministro Martina" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sicilia-expo-milanoi-maurizio-martina.jpg" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sicilia-expo-milanoi-maurizio-martina.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sicilia-expo-milanoi-maurizio-martina-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sicilia-expo-milanoi-maurizio-martina-457x270.jpg 457w" sizes="(max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-9345" class="wp-caption-text">Il Ministro Martina</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">Redazione de ILPARLAMENTARE.IT e MeteoWEb.it/</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;arca sulla quale sono salite le Nazioni fiduciose di potersi confrontare con le meraviglie dell&#8217;Italia, maestra di Bellezza e Bontà, ha una serie di falle che rischiano di farla affondare se non saranno riparate al più presto. Che le cose fossero state preparate giusto perché l&#8217;Italia non sfigurasse l&#8217;1 Maggio, lo avevamo capito tutti e abbiamo fatto la nostra parte per evitare polemiche. Ciò anche in onore al grande e impareggiabile sforzo dei mastri carpentieri cui va tutto il nostro rispetto e ringraziamento. Ma inaugurare l&#8217;Esposizione universale senza il Cluster più importante del pianeta, quello della Biodiversità dedicato ai Paesi del Mediterraneo capitanato dalla Regione Sicilia, ci sembra eccessivo. Di certo l&#8217;Expo rimedierà e questo Cluster sarà tra i più interessanti del pianeta poiché costituisce la base del futuro alimentare, ma va detto che ciò rappresenta anche il volto della politica italia di questo momento. Certo, due appunti bisogna farli: il primo è che avessero attivato un pizzico di cervello e non le mazzette, avrebbero arrestato meno gente e conseguentemente fatto tutti bella figura. Il secondo è che <strong>Vittorio Sgarbi ha ragione nel dire che il padiglione Italia fa veramente schifo</strong> e che alla fine dell&#8217;EXPO tornerà ad essere quasi tutto una spianata, invece che un investimento. A questo punto sarebbe bene che il Presidente del Consiglio dei Ministri <strong>Matteo Renzi</strong> e la sua squadra si rendessero conto della situazione e dicessero un enorme grazie a chi ha evitato di scrivere comunicati stampa in 10 lingue su quanto sta accadendo. <strong>E se intanto Martina si dimettesse??</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dietrofront della Regione siciliana</strong> sulla gestione del <strong>Cluster Bio Mediterraneo</strong> all’Expo di Milano. Il responsabile unico <strong>Dario Cartabellotta h</strong>a deciso in autonomia di tirarsi fuori dal coordinamento dello spazio condiviso con diversi Paesi del Mediterraneo, sospendendo ogni attivita’ nell’area comune, sino a quando non verranno risolte le criticita’ logistiche emerse fin dall’inizio, tali da ritenere che sia stata gravemente lesa l’immagine della Sicilia. Una decisione comunicata dal dirigente con una lettera inviata al commissario dell<strong>’Expo Giuseppe Sala</strong>. E di cui non erano a conoscenza ne’ il governatore <strong>Rosario Crocetta</strong> ne’ l’assessore all’Agricoltura <strong>Nino Caleca</strong>, almeno a loro dire. Ma che da entrambi e’ pienamente condivisa: “Questa mossa non e’ stata concordata con noi, ma e’ del tutto condivisa. Doveva semmai – dice Caleca – farla prima.</p>
<p style="text-align: justify;">Non intendiamo versare a Milano neppure uno euro dei tre milioni previsti finche’ non saranno risolti tutti problemi e non sara’ restituito <strong>lo splendore della Sicilia e del Mediterraneo</strong>. Su questo saremo molti rigorosi. Spero che la gestione dell’Expo faccia il suo dovere e risolva al piu’ presto tutto. <strong>Di certo noi non indietreggeremo di un millimetro”</strong>. Nuova puntata della bufera esplosa attorno alla partecipazione dell’Isola a Expo e che aveva visto gli esponenti della Giunta criticare aspramente proprio Cartabellotta. Ieri l’esecutivo siciliano aveva nominato un comitato di controllo, un atto di palese sfiducia nei confronti del responsabile del Cluster, “la cui gestione – ha ripetuto stamane Caleca – si e’ immediatamente rilevata carente sotto tutti i profili. La Commissione appena nominata, d’intesa con il presidente Crocetta, e’ innanzitutto una commissione ispettiva”. Un atto di sfiducia a tutti gli effetti al quale Cartabellota ha risposto sorprendendo molti: “Poiche’ sinora, ha scritto a Sala, “i problemi segnalati dal giorno dell’inaugurazione non consentono la regolare realizzazione del palinsesto, sospendiamo ogni attivita’ dell’area comune sino a quando non saranno risolti i problemi segnalati e i necessari atti a garantire la sicurezza degli operatori e dei visitatori”. Tra le criticita’ indicate, la necessita’ di mettere in sicurezza la zona del palco attraverso una copertura per evitare che le attrezzature siano bagnate ancora dalla pioggia, la mancanza di visibilita’ dei prospetti esterni, di segnaletica, di pulizia e di un adeguato collegamento web. Il ‘pasticciaccio siciliano’ dell’Expo continua. A cura di MeteoWeb.eu di Valentina Ferrandello</p>
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		<title>Sicilia, Crocetta completa la sua Giunta. Il professor Zichichi assieme a 7 donne</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Nov 2012 15:38:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[Antonino Bartolotta]]></category>
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					<description><![CDATA[A sorpresa il presidente della Regione Rosario Crocetta ha completato in serata la squadra degli assessori. Sette le donne in Giunta: Nelli Scilabra, 29 anni studentessa di Giurisprudenza a Palermo impegnata da anni in politica, alla Formazione; Lucia Borsellino, funzionario regionale, figlia del magistrato assassinato dalla mafia nel &#8217;92, con delega alla Sanità; Mariella Lo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_5206" aria-describedby="caption-attachment-5206" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="antonino_zichichi" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/antonino_zichichi.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-5206" title="antonino_zichichi" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/antonino_zichichi.jpg" alt="Prof.Antonino Zichichi" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/antonino_zichichi.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/antonino_zichichi-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/antonino_zichichi-160x90.jpg 160w" sizes="(max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5206" class="wp-caption-text">Prof.Antonino Zichichi</figcaption></figure>
<p><em>A sorpresa <strong>il presidente della Regione</strong> <strong>Rosario Crocetta</strong> ha completato in serata la squadra degli assessori.<br />
</em>Sette le donne in Giunta: <strong>Nelli Scilabra</strong>, 29 anni studentessa di Giurisprudenza a Palermo impegnata da anni in politica, alla <strong>Formazione</strong>; <strong>Lucia Borsellino</strong>, funzionario regionale, figlia del magistrato assassinato dalla mafia nel &#8217;92, con <strong>delega alla Sanità</strong>; <strong>Mariella Lo Bello</strong>, ex segretario della Cgil di Agrigento, con la <strong>delega al Territorio</strong> e Ambiente; <strong>Francesca Basilico D&#8217;Amelio</strong>, attualmente componente della segreteria tecnica del ministero dell&#8217;Università, che sarà <strong>assessore all&#8217;Economia</strong>, e <strong>Linda Vancheri</strong>, funzionaria di Confindustria nissena, che avrà la delega alle <strong>Attività produttive</strong>. Tra gli assessori donna anche <strong>Esterina Bonafede</strong>, sovrintendente dell&#8217;Orchestra sinfonica siciliana, che ha avuto la <strong>delega alla Famiglia e al Lavoro</strong>, e <strong>Patrizia Valenti</strong>, dirigente area ricerca e sviluppo dell&#8217;Università di Palermo, che si occuperà delle <strong>Autonomie locali e della Funzione pubblica</strong> Nominati anche il <strong>professore Antonino Zichichi</strong>, 83 anni, il più anziano del gruppo, ai <strong>Beni culturali</strong>, il magistrato <strong>Nicolò Marino</strong>, pm a Caltanissetta, che ha avuto la <strong>delega all&#8217;Energia</strong>, il cantautore <strong>Franco Battiato</strong> che è <strong>assessore al Turismo</strong>, <strong>Dario Cartabellotta</strong>, dirigente generale dell&#8217;assessorato risorse agricole, che entra in giunta come <strong>assessore all&#8217;Agricoltura</strong> e <strong>Antonino Bartolotta</strong>, dipendente del ministero dell&#8217;Interno, con <strong>delega alle Infrastrutture</strong>.</p>
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		<title>Sicilia: i Seggi al partito che non c&#8217;è &#8211; Come governare in nome di 1/7 dei Cittadini?</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2012/10/sicilia-i-seggi-al-partito-che-non-ce-come-governare-in-nome-di-17-dei-cittadini/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Oct 2012 20:15:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro corneli]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
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					<description><![CDATA[Roma, a cura di Alessandro Corneli &#8211; Il primo partito, quello del non-voto, con il 52,6%, non ha ottenuto, come è ovvio, alcun seggio. Il partito della delusione, infatti, non macina seggi. Si potrebbe supporre che la campagna contro la politica – tutta, quella buona e quella cattiva – abbia come obiettivo proprio questo: scoraggiare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_5150" aria-describedby="caption-attachment-5150" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="rosario-crocetta-regione-si" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/rosario-crocetta-regione-si.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-5150" title="rosario-crocetta-regione-si" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/rosario-crocetta-regione-si.jpg" alt="Rosario Crocetta - Presidente della Regione Sicilia" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/rosario-crocetta-regione-si.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/rosario-crocetta-regione-si-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/rosario-crocetta-regione-si-160x90.jpg 160w" sizes="(max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5150" class="wp-caption-text">Rosario Crocetta - Presidente della Regione Sicilia</figcaption></figure>
<p>Roma, a cura di <strong>Alessandro Corneli</strong> &#8211; Il primo partito, quello del non-voto, <strong>con il 52,6%, non ha ottenuto, come è ovvio, alcun seggio</strong>. Il partito della delusione, infatti, non macina seggi. Si potrebbe supporre che la campagna contro la politica – tutta, quella buona e quella cattiva – abbia come obiettivo proprio questo: <strong>scoraggiare i cittadini, invitarli a restare a casa a mugugnare di fronte ai servizi in tv</strong>, ma senza fare altro, per trasformare questa maggioranza silenziosa in maggioranza inerte e passiva.</p>
<p>In un mondo ideale – ma abbastanza logico – il 52% dei seggi non avrebbe dovuto essere assegnato perché solo un’assemblea eletta è veramente rappresentativa se tutti i rappresentati hanno partecipato a sceglierei loro rappresentanti, con le normali eccezioni.</p>
<p>Niente di tutto questo: gestendo il 47,4% dei voti, i partiti si sono divisi i 90 seggi dell’Assemblea regionale siciliana. Per loro – come per le altre Regioni e a livello nazionale è lo stesso – va bene così.</p>
<p><strong>Ma non va bene per il Paese nel suo insieme e per i singoli cittadini che vengono abituati a non esercitare un loro diritto fondamentale che non è più nemmeno un dovere.</strong> <strong>Bella liberalizzazione!</strong> Tanto i posti, nelle istituzioni, vengono occupati lo stesso; tanto le deliberazioni su come usare il denaro dei cittadini verranno prese ugualmente.</p>
<p>Il punto su cui dobbiamo riflettere è questo: <strong>può un presidente, chiunque egli sia, governare con il voto di un settimo dei cittadini aventi diritto al voto?</strong></p>
<p>Una bassa partecipazione al voto, come negli Stati Uniti, e spesso anche nel Regno Unito, è accettabile, ma con qualche riserva, di fronte a un bipartitismo molto ben consolidato. Ma in uno scenario politico frastagliato in continua decomposizione/ricomposizione non sono gli artifici della legge elettorale a dare efficienza e legittimità a un sistema politico.</p>
<p>Vogliamo affrontare questo problema invece di sprofondare nell’analisi di chi ha vinto e di chi ha perso, di chi governerà (senza nemmeno la maggioranza dei seggi perché Crocetta ne ha 39 su 90) e di chi farà l’opposizione “responsabile” o “irresponsabile”?</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>L&#8217;ITALIA MUORE ma ecco pensioni e privilegi nei palazzi del potere. TRADITORI!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Dec 2011 23:42:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Fraschilla]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Rossitto]]></category>
		<category><![CDATA[Giovannella Scifo]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Coppola]]></category>
		<category><![CDATA[Pensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Sicilia]]></category>
		<category><![CDATA[William Daley]]></category>
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					<description><![CDATA[I vantaggi dei dipendenti della Camera dei Deputati sono rimasti quasi immutati. Noi ci chiediamo se il Ministro Passera volesse, per caso e se lo ritenesse opportuni, rinunciare al suo stipendio di Ministro come ha fatto il Presidente Monti. Francamente non crediamo che questa crisi sia risolvibile senza creare delle lacerazioni permanenti nella società italiana. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_3590" aria-describedby="caption-attachment-3590" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/2011/12/litalia-muore-ma-ecco-pensioni-e-privilegi-nei-palazzi-del-potere-traditori/il-parlamento/" rel="attachment wp-att-3590"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-3590" title="Il-parlamento" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Il-parlamento.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Il-parlamento.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Il-parlamento-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Il-parlamento-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-3590" class="wp-caption-text">Il Parlamento Italiano</figcaption></figure>
<h2><span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; font-weight: normal;">I vantaggi dei dipendenti della Camera dei Deputati sono rimasti quasi immutati. Noi ci chiediamo se il Ministro Passera volesse, per caso e se lo ritenesse opportuni, rinunciare al suo stipendio di Ministro come ha fatto il Presidente Monti. Francamente non crediamo che questa crisi sia risolvibile senza creare delle lacerazioni permanenti nella società italiana. Speriamo che questa offensiva della politica finanziaria ormai chiaramente sintetizzabile nel termine ALTO TRADIMENTO nei confronti di milioni di persone, non sfoci in un fiume di sangue. Dalle lettere dell&#8217;epistolario di Padre Pio una frase spicca per assurda coincidenza con questo momento storico: &#8220;poveri italiani, saranno ridotti a mangiare pane e cavoli..&#8221;. Se così sarà, francamente, ci risulta difficile credere che in quel tempo qualcuno possa ancora appropriarsi di benefici da veri traditori. Poichè il nostro punti di vista non sarebbe facilmente esprimibile poichè temiamo di conoscere il prossimo futuro, preferiamo concedere il nostro spazio allo stimatissimo Gian Antonio Stella, certamente ancora non molto arrabbiato come noi.</span></h2>
<h2><strong style="font-size: 13px;">Non ci provino, a distinguere ancora figli e figliastri. Non ci provino</strong><span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; font-weight: normal;">, a toccare le pensioni degli italiani senza toccare prima (prima!) quelle dei dipendenti dei palazzi della politica o della Regione Sicilia. Un cittadino non può accettare di andare in pensione un paio di decenni dopo chi ancora può lasciare con 20 anni d&#8217;anzianità. Non solo non sarebbe equo ma, di questi tempi, sarebbe un insulto.</span></h2>
<p><strong>Che esistono qua e là staterelli dai privilegi inaccettabili non lo dicono i soliti bastian contrari</strong>. Lo dice, per la Sicilia, lo stesso procuratore generale della Corte dei Conti isolana, Giovanni Coppola, nell&#8217;ultima relazione: «L&#8217;opinione pubblica non comprende perché in Sicilia i dipendenti regionali possano andare in pensione con soli 25 anni di contribuzioni, o addirittura con 20 anni se donne, solo per il fatto di avere un parente gravemente disabile, mentre lo stesso non avviene nel resto d&#8217;Italia».</p>
<p><strong>Errore: anche meno. Come nel caso dell&#8217;ispettore capo dei forestali Totò Barbitta </strong>di Galati Mamertino, che riscattando dei contributi precedenti, il 1 gennaio 2009 (ma da allora la legge non è cambiata) se n&#8217;è andato quarantacinquenne, dopo 16 anni, 10 mesi e 30 giorni. La previdenza, visto «il lavoro usurante», regala ai forestali siciliani un anno ogni cinque di servizio. Diceva di dover accudire un parente affetto da grave handicap: avuto il vitalizio, è partito per la Germania. Stracciato comunque, per età, dal record di Giovannella Scifo, una dipendente dell&#8217;ufficio collocamento di Modica (Ragusa) in quiescenza a 40 anni. «Non le pare esagerato?», le ha chiesto Antonio Rossitto di « Panorama». E lei, serafica: «Non le posso rispondere. C&#8217;è la privacy».</p>
<p><strong>Fatto sta che, spiega la Corte dei conti, su 751 «regionali» andati nel 2010 in pensione 297 </strong>hanno lasciato in anticipo «rispetto all&#8217;ordinaria anzianità anagrafica e/o contributiva e, tra questi, ben 286 con le agevolazioni della legge 104/1992 che tanto ha fatto discutere per l&#8217;incomprensibile disallineamento rispetto alla normativa nazionale».</p>
<p><strong>Fatto sta che, spiegava giorni fa sul Giornale di Sicilia Giacinto Pipitone</strong>, se è vero che nel 2004 la riforma Dini passò, con nove anni di ritardo, anche per i dipendenti pubblici siciliani, l&#8217;adeguamento non è mai stato varato per chi ha avuto la «fortuna» di essere assunto dalla Regione. Basti dire che «chi a livello statale ha ancora oggi quote di pensione da incassare col retributivo, fa il calcolo sulla media delle buste paga degli ultimi anni di servizio. I regionali calcolano invece la loro quota di retributivo sulla base dell&#8217;ultima busta paga incassata al momento di lasciare gli uffici: sfruttano quindi fino all&#8217;ultimo gli aumenti e i vari scatti di carriera». Conclusione? Risposta dei giudici contabili: «Nel 2010 i contributi versati sono diminuiti del 17% riuscendo a coprire appena il 32,2% della spesa».<br />
Non basta: «lo stesso sistema più vantaggioso si applica anche sul calcolo della buonuscita. Per la maggior parte dei regionali viene calcolata moltiplicando il valore dell&#8217;ultimo stipendio». Risultato? Scrive Antonio Fraschilla: i direttori generali «vanno in pensione incassando un assegno medio di 420.133 euro, come certificato dalla Corte dei Conti, anche se hanno ricoperto l&#8217;incarico solo negli ultimi mesi della loro carriera».</p>
<p><strong>Lo ricordino, Mario Monti ed Elsa Fornero: se non obbligano la Sicilia</strong> a eliminare immediatamente questi bubboni ogni loro sforzo per spiegare che la crisi planetaria è così grave da obbligare a pesantissimi sacrifici sarà inutile. Peggio: grottesco. Vale per i privilegi dei dipendenti regionali siculi, vale per quelli degli organi istituzionali.</p>
<p><strong>Certo, al Senato non godono più dello stupefacente dono che fino a qualche anno</strong> fa veniva fatto da ogni presidente che, andandosene, regalava loro, a spese dei cittadini, due anni di anzianità. Ma ci sono ancora, a Palazzo Madama, persone che, assunte prima del 1998, possono andare in pensione prima di tutti gli altri italiani, a cinquant&#8217;anni o poco più, godendo anche di quella regalia. È giusto? È un diritto acquisito e quindi intoccabile anche quello?</p>
<p><strong>È accettabile che, 16 anni dopo la riforma Dini, nonostante i ritocchi, </strong>non ci sia ancora un dipendente del Senato (quelli arrivati dopo il 2007 possono andarsene con qualche penalità ancora a 57 anni) che accantoni la pensione col sistema contributivo? Così risulta: dato che dal 2007 non è entrato alcuno, i primi soggetti al «contributivo» (peraltro maggiorato con un «aiutino» intorno al 18%) dovrebbero essere sette funzionari in arrivo nel 2012. Come possono capire, gli italiani, che quei fortunati godano di 15 mensilità calcolate sul 90% dell&#8217;ultima retribuzione e trasmesse intatte al 90% alla vedova se ha figli minori di 21 anni? Ma non basta ancora: nonostante le polemiche seguite alle denunce del passato come quella dell&#8217;«Espresso» che quattro anni fa rivelò che al Senato uno stenografo arrivava a 254 mila euro l&#8217;anno e un barbiere a 133 mila, le retribuzioni sono cresciute ancora dal 2006, in questi anni neri, del 19,1%. Arrivando a un lordo medio pro capite di 137.525 euro. Centodiecimila più di un dipendente medio italiano, il quadruplo di un addetto della Camera inglese (38.952) e addirittura 19 mila più della busta paga dei 21 collaboratori principali di Obama, che dalla consigliera diplomatica Valerie Jarrett al capo dello staff William Daley, prendono al massimo (trasparenza totale: gli stipendi dei dipendenti, nome per nome, sono sul sito della Casa Bianca) 118.500 euro. Lordi.</p>
<p><strong>Sia chiaro: Palazzo Madama può contare su collaboratori, dai vertici fino agli operai, </strong>di eccellenza. Sui quali sarebbe ingiusto maramaldeggiare demagogicamente. Loro stessi, però, discutendo del loro futuro con l&#8217;apposita commissione presieduta da Rosi Mauro (sindacati di là, una sindacalista di qua) non possono non rendersene conto: di questi tempi, la loro trincea con tre liquidazioni (una interna, una dell&#8217;Inpdap, una del «Conto assicurativo individuale») e le due pensioni (una del Senato e ora ancora dell&#8217;Inpdap) è indifendibile. Tanto più che anche nel loro caso, il peso delle pensioni sui bilanci è cresciuto in modo spropositato.</p>
<p>Vale per Palazzo Madama, vale per il Quirinale dove troppo tardi la presidenza ha introdotto «misure dissuasive» con la previsione di «significative riduzioni» dei trattamenti pensionistici come un limite per l&#8217;anzianità «a regime» (campa cavallo&#8230;) di 60 anni con 35 di contributi (da leccarsi i baffi&#8230;), vale per Montecitorio, dove lo stipendio lordo è poco più basso che al Senato: 131.586 euro. Con tutto ciò che ne consegue sulle pensioni. Non sarà facile rompere certe incrostazioni. Verissimo. Ma è troppo facile far la faccia dura solo con i piccoli&#8230;</p>
<p>Corriere della Sera</p>
<p><a href="http://www.corriere.it/quotidiano/archivio/gian_antonio_stella.shtml" rel="author">Gian Antonio Stella</a></p>
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