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	<title>referendum &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Berlusconi: ho parlato con Mattarella. In caso di vincita del NO non succederà nulla</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Nov 2016 21:20:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[sergio mattarella]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;Ho parlato con Mattarella di ciò che potrà essere dopo il 4 dicembre. Se anche vince il No al referendum non succederà nulla, si aprirà la possibilità per una nuova riforma costituzionale&#8221;. Lo ha detto l&#8217;ex premier Silvio Berlusconi intervenendo a Matrix. Fa riflettere la potenza scatenata dal Governo a sostegno della campagna a favore [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_11459" aria-describedby="caption-attachment-11459" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvio-berlusconi10.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-11459" alt="Silvio Berlusconi" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvio-berlusconi10.jpg" width="800" height="500" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvio-berlusconi10.jpg 800w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvio-berlusconi10-300x187.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/silvio-berlusconi10-432x270.jpg 432w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11459" class="wp-caption-text">Silvio Berlusconi</figcaption></figure>
<p>&#8220;Ho parlato con Mattarella di ciò che potrà essere dopo il 4 dicembre. Se anche vince il No al referendum non succederà nulla, si aprirà la possibilità per una nuova riforma costituzionale&#8221;. Lo ha detto l&#8217;ex premier Silvio Berlusconi intervenendo a Matrix.</p>
<p>Fa riflettere la potenza scatenata dal Governo a sostegno della campagna a favore del &#8220;Sì&#8221;. Una campagna di cui al momento non si conoscono i costi che, certamente, supereranno decine di milioni di Euro. Un vero e proprio bombardamento che possiamo definire vero e proprio lavaggio del cervello è stato scatenato su You Tube in modo particolare sui video che riguardano il mondo dei Giovani.</p>
<p>La Campagna, però, nonostante ciò, vede nettamente in testa, da quanto si percepisce dalla rete, il NO e ciò porrebbe in condizione la popolazione di riproporre il referendum privo di personalizzazione perchè realmente a beneficio della crescita dell&#8217;economia del paese e a tutela di ogni forma di diritto dei cittadini.</p>
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		<title>YOU TUBE promuove il &#8220;Sì&#8221; e denigra il &#8220;No&#8221;! Gli italiani tendono al No!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Nov 2016 19:14:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Gallo]]></category>
		<category><![CDATA[matteo renzi]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[violazione dei diritti]]></category>
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					<description><![CDATA[A cura di Fabio Gallo / direttore editoriale/ E&#8217; successo proprio a me mentre effettuavo alcune ricerche che coinvolgono anche il colosso YOU TUBE. Le ricerche inerenti i danni delle esplosioni nucleari, mi hanno portato su alcuni documentari utili a recepire le info necessarie, quando mi rendo conto che sul monitor appare un banner pubblicitario [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_11439" aria-describedby="caption-attachment-11439" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ATTENZIONE1.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-11439" alt="Il Banner di You Tube che denigra il NO al referendum italiano sulla Costituzione" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ATTENZIONE1.jpg" width="800" height="500" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ATTENZIONE1.jpg 800w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ATTENZIONE1-300x187.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ATTENZIONE1-432x270.jpg 432w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11439" class="wp-caption-text">Il Banner di You Tube che denigra il NO al referendum italiano sulla Costituzione</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">A cura di Fabio Gallo / direttore editoriale/</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; successo proprio a me mentre effettuavo alcune ricerche che coinvolgono anche il colosso YOU TUBE. Le ricerche inerenti i danni delle esplosioni nucleari, mi hanno portato su alcuni documentari utili a recepire le info necessarie, quando mi rendo conto che<strong> sul monitor appare un banner pubblicitario</strong> in una chiave temporale che appariva subliminale, che mi lascia intravedere il logo del &#8220;Sì&#8221; che sta promuovendo la Campagna che vede all&#8217;opera il Presidente del Consiglio dei Ministri<strong> Matteo Renzi</strong> e i suoi collaboratori. Mi rendo conto che avevo visto bene solo l&#8217;ultimo secondo di pubblicità. Qualche domanda sorge spontanea prima di analizzare tutto il resto: ma quanto stanno spendendo Matteo Renzi e questa parte del PD che a tutti i costi vuole cambiare la Costituzione? E se stanno spendendo milioni e milioni, quanto ci guadagneranno? E se hanno anche il coraggio di dire ai poveri italia &#8220;se voti si ti potrai curare meglio&#8221;, di cosa vogliamo parlare? You Tube non può far finta di non sapere cosa sta veicolando. A tutto c&#8217;è un limite, soprattutto se la pubblicità non riguarda una marca di biancheria intima ma un Referendum attraverso il quale si chiede di riformare la Costituzione di uno Stato. Date un&#8217;occhiata al video che abbiamo registrato e capirete. You Tube sta inviando a manetta banner a tutti i livelli e in modo speciale nel mondo dei Giovani. Ecco, infatti, apparire i banner nei contributi video di &#8220;Amici&#8221; di Maria De Filippi. Pubblicità squallida nelle motivazioni con le quali promuove il SI e ancor di più per quella che denigra il NO.</p>
<figure id="attachment_11425" aria-describedby="caption-attachment-11425" style="width: 1383px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/si-2.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-11425" alt="Il banner su una della pagine registrate dalla redazione de ILPARLAMENTARE.IT" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/si-2.jpg" width="1383" height="790" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/si-2.jpg 1383w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/si-2-300x171.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/si-2-472x270.jpg 472w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/si-2-1024x584.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1383px) 100vw, 1383px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11425" class="wp-caption-text">Il banner su una della pagine registrate dalla redazione de ILPARLAMENTARE.IT</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Non credendo al fatto che il colosso di <strong>Montain View che fa capo a Google (USA)</strong> potesse rendersi complice di una delle parti del Referendum che riguarda la Costituzione Italiana, mi sono messo d&#8217;impegno e dopo qualche minuto ecco riapparire il banner proposto da You Tube. Non credevo ai miei occhi perché il banner non si limita a promuovere il Sì ma denigra il No.<br />
Non solo: il banner è un concentrato di tecniche di marketing e come insegnano alle elementari della pubblicità occulta, il NO è posto su colore scuro e deterrente. <strong>&#8220;</strong>Con i<strong>l Sì investi </strong>su<strong> STRADE </strong>più<strong> SICURE &#8211; con il NO li REGALI agli ENTI INUTILI&#8221;</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Poi, attendo ancora ed ecco riapparire il banner che con la redazione ci divertiamo a screenshottare. Sono un <strong>Cittadino della Repubblica Italiana</strong> e ne sono orgoglioso, nonostante tutto. E sono un esperto di gestione della conoscenza e intelligenza connettiva. Posso tranquillamente affermare che quanto sta accadendo è contrario ad ogni regola di democrazia e trovo, che una simile pubblicità ad una delle due opzioni del Referendum che riguarda la Costituzione dei Cittadini Italiani, leda ogni diritto umano alla verità e ad una corretta informazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La &#8220;conoscenza&#8221; è un capitale di tutti. Gestirla in modo deviato è certamente un crimine contro l&#8217;Umanità</strong>, indipendentemente dal referendum che, senza ombra di dubbio, è minacciato da una pubblicità scorretta veicolata da un colosso,<strong> l&#8217;unico che gestisce la Conoscenza mondiale in Rete</strong>, a favore del Sì.</p>
<p><iframe loading="lazy" src="https://www.youtube.com/embed/hJcPACWjbwo?rel=0" height="439" width="780" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
<p style="text-align: justify;">Bombardare di pubblicità il canale YOU TUBE, inoltre, ha il preciso scopo di fare il lavaggio del cervello in prevalenza ai giovani che sono i massivi utilizzatori del canale. Vale la pena di chiarire cosa significa &#8220;gestire conoscenza&#8221; con un esempio che feci ad Assisi all&#8217;interno di una conferenza organizzata da Avvocati e Magistrati napoletani sul tema della &#8220;semplificazione del linguaggio&#8221;. Se un colosso che gestisce il più potente strumento di comunicazione di massa al mondo volesse convincere l&#8217;attuale generazione del fatto che i forni crematori sono stati una invenzione, dovrebbe solo consentire con il suo algoritmo di veicolare dubbi in merito. E così, nel giro di qualche settimana, il mondo avrebbe dubbi su quanto di più consolidato, invece, la storia può provare. ATTENZIONE, dunque! Promuovere un prodotto non prevede di parlare male di un altro. C&#8217;è qualcosa che non va!</p>
<p style="text-align: justify;">Un crimine che richiederebbe l&#8217;intervento della più alta Magistratura Italiana. Spero che tali attività possano aiutare a riflettere gli italiani. La nostra, egregi signori, nonostante ne avete già svenduto i pezzi, non è la&#8221; repubblica delle banane&#8221;. La nostra Costituzione è stata scritta con il sangue di milioni di caduti. Abbiatene rispetto.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Mattarella Si, Renzi NO: la trivella a chi la do, la do al lupo nero e inquino il mondo intero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Apr 2016 15:06:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[inquinamento]]></category>
		<category><![CDATA[petroli]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
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					<description><![CDATA[Ancora una volta la politica italiana è divisa ma questa volta sul futuro del mare, dell&#8217;ambiente e, perchè no, sul futuro delle energie rinnovabili. Matteo Renzi, evidentemente dimentico di essere Presidente del Consiglio dei Ministri, contraddice ogni regola conquistata dalla Costituzione e invita a disertare il voto. Ma la gente inizia a capire, anche grazie [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_10635" aria-describedby="caption-attachment-10635" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/trivelle.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-10635" alt="Piattaforma petrolifera in mare" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/trivelle.jpg" width="800" height="511" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/trivelle.jpg 800w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/trivelle-300x191.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/trivelle-422x270.jpg 422w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption id="caption-attachment-10635" class="wp-caption-text">Piattaforma petrolifera in mare</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Ancora una volta la politica italiana è divisa ma questa volta sul futuro del mare, dell&#8217;ambiente e, perchè no, sul futuro delle energie rinnovabili. Matteo Renzi, evidentemente dimentico di essere Presidente del Consiglio dei Ministri, contraddice ogni regola conquistata dalla Costituzione e invita a disertare il voto. Ma la gente inizia a capire, anche grazie alla rete e ai social network, che continuare a trivellare il mare ha un costo troppo alto per l&#8217;ambiente e per il futuro del genere umano che dal mare ne trae sostentamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Proprio stamattina su Facebook l&#8217;On. <strong>Roberto Occhiuto (FI-PDL) della Commissione Parlamentare d&#8217;inchiesta sul fenomeno delle mafie</strong>, analizzando la questione relativa<strong> ai mari della Calabria</strong>, ha dichiarato che voterà &#8220;SI&#8221; perché non può esistere compatibilità tra una regione la cui economia di oggi e di domani si basa sul mare e sul turismo, se si deturpano Ambiente, Paesaggio e Territorio trivellando i mari per distruggere un capitale ambientale così esclusivo e indispensabile per tutti.</p>
<p style="text-align: justify;">Si, no, resto a casa o vado al mare: mai come al referendum sulle trivellazioni entro le 12 miglia di domani le tre possibili posizioni riguardo alla consultazione referendaria sono rappresentate. Il governo punta al non raggiungimento del quorum invitando gli elettori ad astenersi ma le posizioni sia nel Consiglio dei ministri che nella maggioranza sono molto variegate. A scompigliare le carte al premier per cui è &#8220;inutile&#8221; andare a votare ci si è messo il presidente della Corte Costituzionale, <strong>Paolo Grossi,</strong> con la sua esortazione, senza tanti giri di parole, a partecipare al voto: &#8220;Al referendum si deve votare, nel modo in cui ogni cittadino crede di votare, ma si deve partecipare al voto&#8221;. Alfieri della partecipazione i presidenti di Camera e Senato.</p>
<p style="text-align: justify;">Per <strong>Laura Boldrini &#8220;dobbiamo incrementare la partecipazione e non scoraggiarla</strong>, tanto più in un tempo in cui c&#8217;è molto disamore. Poi uno vota quello che vuole ma il diritto-dovere di votare è una grande opportunità che non va persa&#8221;. Della stessa opinione Pietro Grasso secondo il quale il referendum &#8220;è uno strumento popolare, democratico, costituzionale. Quindi io certamente io parteciperò alla votazione&#8221;. Sulla stessa linea, nonostante non ci sia ancora una conferma ufficiale, anche il <strong>Presidente della Repubblica Sergio Mattarella</strong> in linea con la tradizione seguita dai suoi predecessori al Colle: sempre presenti alle urne per qualsiasi consultazione. Regola aurea sempre rispettata anche da Giorgio Napolitano nei suoi quasi due settennati al Quirinale che però, stavolta, ha espresso forti riserve sulla consistenza del ricorso al referendum considerato &#8220;pretestuoso&#8221; perché &#8220;non si possono dare significati simbolici a un referendum&#8221;. Insomma, ha spiegato, &#8220;se la Costituzione prevede che la non partecipazione della maggioranza degli aventi diritto sia causa di nullità, non andare a votare è un modo di esprimersi sull&#8217;inconsistenza dell&#8217;iniziativa referendaria&#8221;. Punto interrogativo, quindi, sulla partecipazione di Napolitano, che peraltro ha anche impegni a Londra.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>premier Matteo Renzi e la maggioranza dei Dem sono scesi in campo a favore dell&#8217;astensione</strong>. Una posizione condivisa da gran parte dei ministri. &#8220;Seguo le indicazioni del mio partito&#8221; ha tagliato corto il ministro Maria Elena Boschi mentre Beatrice Lorenzin ha rivendicato che &#8220;il non voto è una scelta politica&#8221;. Pronti a disertare le urne domenica anche i ministri Graziano Delrio e Dario Franceschini insieme ai sottosegretari Luca Lotti e Claudio De Vincenti. Andrà, invece, a votare e voterà no il ministro dell&#8217;Ambiente Gianluca Galletti. In prima fila nella campagna per il sì al referendum M5S, Lega Nord e Sinistra italiana. Beppe Grillo ha detto senza mezzi termini che &#8220;l&#8217;unica cosa da fare è andare a votare sì, sulla fiducia&#8221;, visto che &#8220;non si capisce bene, la gente non lo capirà&#8221; ma &#8220;l&#8217;energia è una questione culturale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non si tratta di tivelle sì, trivelle no&#8230; Dobbiamo chiederci che tipo di società vogliamo entro 30-40 anni&#8221;.</strong> Il segretario della <strong>Lega Nord Matteo Salvini</strong> ha spiegato, invece, che il 17 aprile gli italiani devono andare a votare &#8220;sì&#8221; al referendum sulle trivelle &#8220;per difendere il nostro territorio&#8221; mentre Sinistra italiana con il coordinatore nazionale Nicola Fratoianni ha detto che &#8220;nonostante le &#8216;furbizie&#8217; del presidente del consiglio per boicottare l&#8217;appuntamento referendario, bisogna andare a votare e votare si per dire basta alle lobby del petrolio, e agli &#8216;amici degli amici'&#8221;. Caso diverso per la Sinistradem e Forza Italia a favore della partecipazione al referendum ma con posizioni divise al loro interno tra favorevoli e contrari. Silvio Berlusconi non si è espresso ma con molta probabilità, come Renzi, non voterà: dovrebbe venire a Roma dove ha la residenza. &#8220;Non risultano spostamenti nella capitale del presidente&#8221;, rispondono dal suo staff.</p>
<p style="text-align: justify;">Il capogruppo alla Camera degli azzurri <strong>Renato Brunetta</strong>, personalmente schierato per il no, è impegnato da giorni nell&#8217;appello alla partecipazione al voto che assume nelle sue intenzioni un valore squisitamente politico: &#8220;Votate sì, votate no ma andate a votare per raggiungere il quorum e mandare a casa Renzi&#8221; ha twittato. A favore del sì si è invece espresso il consigliere politico di <strong>Silvio Berlusconi e presidente della Regione Liguria Giovanni Toti,</strong> capofila di una sorta di partito dei governatori che in difesa del territorio è compatto sul sì: un &#8216;partito&#8217; trasversale che va da Toti, appunto, fino a Luca Zaia (Lega) presidente del Veneto, a Michele Emiliano (Pd) presidente della Puglia, Luca Ceriscioli (Pd) alla guida delle Marche. Sul fronte dem ci sono quelli che si distinguono dalla linea del premier e della maggioranza a favore dell&#8217;astensionismo e che a votare ci andranno eccome.E voteranno no: tra questi l&#8217;ex segretario del Pd <strong>Pierluigi Bersani, gli ex premier Massimo D&#8217;Alema e Romano Prodi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Schieratissimo per il sì, invece, Roberto Speranza della minoranza dem</strong> convinto che <strong>&#8220;la scelta giusta sia andare a votare&#8221;.</strong> &#8220;Personalmente &#8211; ha annunciato &#8211; <strong>voterò sì</strong> per accelerare il processo di conversione dal fossile all&#8217;energia verde. Sono convinto che saremo in tanti a recarci alle urne e che domenica sarà una bellissima giornata di partecipazione democratica&#8221;. Speranza ha anche scritto una lettera ai militanti invitandoli a &#8220;correggere gli errori dei dirigenti&#8221;. Particolare anche la dinamica interna a Scelta civica, partito con molti imprenditori &#8216;prestati&#8217; alla politica: lo strumento referendario viene considerato inutile per risolvere la materia ma la risposta ai quesiti è no anche per una preoccupazione, si spiega, sulle conseguenze occupazionali. Il vice ministro all&#8217;Economia Enrico Zanetti alla fine ha deciso di andare a votare &#8220;ma lo faccio con entusiasmo pari allo zero: confesso &#8211; ha detto &#8211; che se non sentissi il peso del mio ruolo istituzionale, sarei più distratto. Questo è un referendum inutile, che ha un contenuto vicino allo zero, sostanzialmente&#8221;. L&#8217;ex ministro all&#8217;Agricoltura Mario Catania, invece, propende per il sì al referendum e insieme al <strong>leader di Possibile Pippo Civati</strong> ha firmato un&#8217;interrogazione al ministro dell&#8217;Ambiente Gianluca Galletti perché vengano sottoposte a valutazione di impatto ambientale anche le piattaforme costruite prima del 1986.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine Ap che registra due posizioni come ha spiegato il capogruppo alla Camera Maurizio Lupi: astensione o votare no. <strong>La vice presidente del Senato Laura Bianconi</strong> ha sottolineato che non andrà a votare a un referendum &#8220;che rischia solo di avere ricadute negative sull&#8217;occupazione, nello sciagurato caso che a vincere fossero sì&#8221;. Ma c&#8217;è un&#8217;eccezione. L&#8217;ex presidente del Senato Renato Schifani è orientato a votare sì: ha infatti spiegato di volersi esprimere &#8220;secondo coscienza&#8221; aggiungendo di aver già chiesto mesi fa lumi al governo sulle concessioni per le trivellazioni in mare senza però aver ottenuto alcuna risposta. Veronica Passeri ASCA</p>
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		<title>Elezioni? No: referendum (sull’Agenda)</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2012/12/elezioni-no-referendum-sullagenda/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Dec 2012 17:59:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro corneli]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[grrg.eu]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Monti]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>
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					<description><![CDATA[Con la conferenza stampa del 23 dicembre, Mario Monti ha dettato le regole del gioco. Il 24-25 febbraionon ci saranno quelle elezioni politiche che volevano i partiti per rimettere al centro la politica. Ci sarà un referendum sull’Agenda-Monti che verrà resa nota tra qualche giorno. In questo modo, Mario Monti ha eliminato, nella misura del possibile, gli elementi personalistici : lui [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a class="lightbox" title="mario-monti" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario-monti.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter  wp-image-5310" title="mario-monti" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario-monti.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario-monti.jpg 600w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario-monti-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario-monti-480x268.jpg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario-monti-469x262.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mario-monti-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a></p>
<p>Con la conferenza stampa del 23 dicembre, Mario Monti ha dettato le regole del gioco. Il 24-25 febbraio<strong>non ci saranno quelle elezioni politiche che volevano i partiti</strong> per rimettere al centro la politica. <strong>Ci sarà un referendum sull’Agenda-Monti</strong> che verrà resa nota tra qualche giorno.</p>
<p>In questo modo, Mario <strong>Monti ha eliminato</strong>, nella misura del possibile, <strong>gli elementi personalistici</strong> : lui infatti non sarà candidato; ma <strong>la scelta sarà pro o contro il suo progetto-programma di governo</strong>. In questo modo i partiti e i candidati dovranno discutere dell’Agenda e prendere posizione. La conseguenza è che, a parte l’adesione del Centro (che ha tirato un sospiro di sollievo), la pressione si sposterà a sinistra sul Pd e a destra sul Pdl, provocando tensioni e defezioni. <strong>Uscito dalla porta, il bipolarismo rientra dalla finestra.</strong></p>
<p>Tutto semplice, lineare, quindi. Ma è proprio così? Per rispondere bisogna spostarsi su due livelli: quello degli elettori e quello dei partiti.</p>
<p>A livello degli elettori, indipendentemente da quanti leggeranno e capiranno l’Agenda, la prospettiva che Monti possa essere incaricato di attuarla <strong>attirerà voti sia dalla sinistra moderata</strong>, che non vuole rischiare conflitti post-voto con Vendola, <strong>sia dal centrodestra</strong> moderato che vorrebbe abbandonare le tumultuose e imprevedibili acque berlusconiane. Possiamo quindi dare per scontato che il Centro, che d’ora in poi potrà mettere nel suo simbolo l’Agenda, raccoglierà, a livello di voto popolare, circa il 20%.</p>
<p>A livello di partiti, il discorso è diverso poiché ci sono alcune formalità da sbrigare: l’11 e 12 gennaio ci sarà la presentazione dei simboli elettorali e delle dichiarazioni di collegamento in coalizione con l’indicazione del candidato premier; il 20-21 gennaio si sarà la presentazione delle candidature con le firme necessarie.</p>
<p>La domanda è <strong>quanto l’Agenda Monti influirà sulla formazione delle alleanze</strong>, indispensabili per conquistare il premio di maggioranza. A sinistra, il Pd di Bersani dirà SI con la riserva che, se vincerà, troverà modo di integrare il contenuto dell’Agenda con quello del suo programma di coalizione; in questa fase, Vendola , che è il principale alleato del Pd, non potrà dissociarsi per non fare perdere la coalizione, poi si vedrà. Ma l’Agenda sarà l’occasione, per i “renziani”, di obbligare Bersani a fare mole e scomode precisazioni.</p>
<p><strong>Più complicala la situazione a destra</strong> dove <strong>Berlusconi, che si vede scippare il bipolarismo preferito</strong> – quello tra la sua formazione e i “comunisti” – <strong>dovrà combattere su tutti i fronti</strong>: contro Bersani e contro l’Agenda di Monti, alla quale invece potrebbero aderire diversi esponenti del Pdl, in primo luogo se si convincessero di non essere più candidati sicuri e, in secondo luogo, se trovassero accoglienza nelle liste centriste.  Tempo per decidere, poco più di tre settimane. Molte defezioni ridurrebbero drasticamente le possibilità di interdizione del Pdl nella prossima Legislatura.</p>
<p>Infine, <strong>gettando il mezzo al campo l’Agenda, Monti i evita</strong> (desidera evitare) c<strong>he il dibattito politico si concentri sul passato</strong>, cioè sui tredici mesi dell’azione del suo governo. Sotto questo aspetto, la propaganda del Pd sarà più facile di quella del Pdl poiché Bersani si proietta nel futuro (considerando se stesso in posizione centrale)e trova comodo non apparire troppo corresponsabile nelle decisioni prese dal governo uscente, mentre Berlusconi è costretto a enfatizzare le negatività del governo stesso, trincerandosi dietro la fiducia che gli ha fatto mancare, ma solo all’ultimo.</p>
<p>Fonte GRRG.EU a cura di <strong>Alessandro Corneli</strong></p>
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