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	<title>Procura di Catanzaro &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Istituita la “Scorta Civica” per Nicola Gratteri. Venerdì il primo sit-in a Catanzaro.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 May 2022 11:47:03 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[È stata istituita la “Scorta Civica” per il procuratore Nicola Gratteri. L’idea nasce da gruppi di professionisti dei vari settori del vivere civile. Un’idea che piace ai Sindacati di Polizia e dei lavoratori ma anche alle note Fondazioni antimafia e ai giovani. Sono previsti una serie di sit-in in tutta Italia e, il primo, si [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">È stata <strong>istituita la “Scorta Civica” per il procuratore Nicola Gratteri</strong>. L’idea nasce da gruppi di professionisti dei vari settori del vivere civile. Un’idea che piace ai Sindacati di Polizia e dei lavoratori ma anche alle note Fondazioni antimafia e ai giovani. Sono <strong>previsti una serie di sit-in in tutta Italia</strong> e, <strong>il primo, si terrà giorno 13 maggio alle ore 11.00 innanzi alla Procura della Repubblica di Catanzaro</strong>. In programmazione quello di Palermo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Siamo alla vigilia del trentennale delle stragi mafiose del ’92 e, se pur importanti cortei e bei discorsi di commemorazione per rinverdire e onorare la memoria dei martiri, è altrettanto importante lavorare quotidianamente per la tutela dei vivi poiché questo è l’insegnamento che le stragi ci offrono. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1200" height="800" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giovanni-falcone.jpg" alt="" class="wp-image-16306" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giovanni-falcone.jpg 1200w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giovanni-falcone-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giovanni-falcone-405x270.jpg 405w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giovanni-falcone-768x512.jpg 768w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giovanni-falcone-696x464.jpg 696w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giovanni-falcone-1068x712.jpg 1068w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption>Il Giudice Giovanni Falcone</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Giovanni Falcone fu ucciso il 23 maggio del 1982</strong> <strong>ma iniziò a morire molto prima con la votazione del CSM</strong> che bocciò la sua nomina. <strong>Talvolta, disse Paolo Borsellino, “<em>le Istituzioni hanno il volto della mafia</em>&#8220;.</strong> Lo smacco dato a Falcone allora con la mancata nomina, portò al suo isolamento, che fu l’anticamera della morte. “Corsi e ricorsi storici”, scriveva Giovan Battista Vico. La Storia si ripete. Ma siamo noi a dover impedire che ciò accada. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" width="1600" height="704" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/scortacivicapernicolagratteri.jpeg" alt="Scorta Civica per Nicola Gratteri" class="wp-image-16299" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/scortacivicapernicolagratteri.jpeg 1600w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/scortacivicapernicolagratteri-300x132.jpeg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/scortacivicapernicolagratteri-480x211.jpeg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/scortacivicapernicolagratteri-768x338.jpeg 768w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/scortacivicapernicolagratteri-1536x676.jpeg 1536w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/scortacivicapernicolagratteri-696x306.jpeg 696w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/scortacivicapernicolagratteri-1068x470.jpeg 1068w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nei giorni scorsi il Procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri è stato pesantemente minacciato ancora una volta</strong>. I servizi di sicurezza stranieri hanno intercettato una telefonata dove progettavano di farlo saltare in aria. Nelle stesse ore, Gratteri concorreva alla nomina di Procuratore nazionale antimafia ma non ce l&#8217;ha fatta. Gli è stato rafforzato il servizio di protezione ma riteniamo che la migliore scorta per lui sia la ribellione dei cittadini alla barbarie criminale. La Calabria prima regione in Europa per Corruzione, necessita dell’impegno civico di tutti i cittadini onesti e laboriosi. <strong>Ora più che mai non bisogna lasciare solo Nicola Gratteri</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>A tal fine venerdì 13 maggio alle ore 11 la “Scorta Civica” stazionerà sotto la Procura di Catanzaro per esprimere al Procuratore Gratteri, vicinanza ed impegno costante. </strong>L’appello della “Scorta Civica”, va alla coscienza civica di donne e uomini di buona volontà, associazioni, sindacati, mondo della scuola e dell’università che insieme hanno deciso di fare squadra. Hanno già confermato la loro adesione i Sindacati <strong>SIULP</strong> &#8211; Sindacato Italiano Unitario dei Lavoratori della Polizia di Catanzaro, <strong>FSP</strong> Polizia di Stato, <strong>C.I.S.L. Magna Grecia</strong>, <strong>CICAS</strong> Confederazione Imprenditori, Commercianti, Artigiani, Turismo e Servizi, <strong>Antonino De Masi</strong>, la <strong>Fondazione Antonino Caponnetto</strong>, il <strong>Movimento civico NOI</strong>, la <strong>Fondazione Culturale “Paolo di Tarso”</strong>, il <strong>Centro Polifunzionale Padre Pino Puglisi</strong>, il <strong>CELM</strong> Comitato Europeo per la Legalità e la Memoria, l’<strong>Associazione Giustizia e Pace</strong> dedicata ai Giudici Livatino e Costa. Una organizzazione che cresce di ora in ora. Cittadini e organi dell’informazione sono invitati a partecipare.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" width="900" height="1331" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sitin-nicola-gratteri.jpg" alt="" class="wp-image-16304" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sitin-nicola-gratteri.jpg 900w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sitin-nicola-gratteri-203x300.jpg 203w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sitin-nicola-gratteri-183x270.jpg 183w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sitin-nicola-gratteri-768x1136.jpg 768w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sitin-nicola-gratteri-696x1029.jpg 696w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption>La locandina de ILPARLAMENTARE.IT</figcaption></figure></div>
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		<title>DDA di Catanzaro: indagato Gerardo Mario Oliverio Presidente della Regione Calabria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Dec 2018 17:09:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Gip distrettuale di Catanzaro ha emesso un provvedimento di obbligo di dimora nel comune di San Giovanni in Fiore per il presidente della Regione Calabria, Gerardo Mario Oliverio, eletto nelle file del Pd. L&#8217;accusa è abuso di ufficio. In un primo momento la stampa locale aveva evidenziato il metodo mafioso, smentito dagli stessi inquirenti. Il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_9522" aria-describedby="caption-attachment-9522" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/MARIO-OLIVERIO1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-9522" alt="mario oliverio-regione calabria-nuova giunta" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/MARIO-OLIVERIO1.jpg" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/MARIO-OLIVERIO1.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/MARIO-OLIVERIO1-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/MARIO-OLIVERIO1-457x270.jpg 457w" sizes="auto, (max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-9522" class="wp-caption-text">Il Presidente della Regione Calabria Mario Oliverio</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Il Gip distrettuale di Catanzaro ha emesso un provvedimento di <strong>obbligo di dimora</strong> nel comune di San Giovanni in Fiore per il <strong>presidente della Regione Calabria, Gerardo Mario Oliverio</strong>, eletto nelle file del Pd. L&#8217;accusa è abuso di ufficio. In un primo momento la stampa locale aveva evidenziato il metodo mafioso, smentito dagli stessi inquirenti. Il provvedimento è stato emesso nell&#8217;ambito dell&#8217;operazione condotta dalla <strong>Guardia di Finanza di Cosenza</strong> in materia di appalti pubblici che prende il nome &#8220;landa desolata&#8221;, parole pronunciate da uno degli indagati per descrivere l&#8217;aeroporto di Scalea che, rispetto a quanto finanziato e previsto dalla classe politica, era, appunto, una &#8220;landa desolata&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">La Dda di Catanzaro aveva chiesto <strong>gli arresti domiciliari per Mario Oliveri</strong>o, richiesta non accolta dal Gip <strong>Pietro Carè</strong> che invece ha disposto l&#8217;obbligo di dimora nel comune di residenza &#8211; San Giovanni in Fiore (Cosenza) &#8211; per il Governatore.</p>
<p><figure id="attachment_13888" aria-describedby="caption-attachment-13888" style="width: 735px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Aeroporto-Scalea-Riviera-735x312.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-13888" alt="Aeroporto di Scalea " src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Aeroporto-Scalea-Riviera-735x312.jpg" width="735" height="312" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Aeroporto-Scalea-Riviera-735x312.jpg 735w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Aeroporto-Scalea-Riviera-735x312-300x127.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Aeroporto-Scalea-Riviera-735x312-480x203.jpg 480w" sizes="auto, (max-width: 735px) 100vw, 735px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13888" class="wp-caption-text">Aeroporto di Scalea</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;inchiesta sugli appalti pubblici è coordinata dalla <strong>Dda di Catanzaro</strong> riguarda, secondo quanto si è appreso, <strong>due appalti, uno sul Tirreno Cosentino</strong>, ed uno riguardante <strong>un impianto sciistico in Sila</strong>. Nei confronti di alcuni indagati viene ipotizzata anche l&#8217;aggravante dell&#8217;articolo 7 per avere agevolato la <strong>cosca di &#8216;ndrangheta Muto di Cetraro.</strong> Complessivamente le misure emesse dal Gip distrettuale su richiesta della Procura distrettuale antimafia catanzarese al termine delle indagini condotte dal <strong>Nucleo di Polizia economico-finanziaria</strong> diretto dal colonnello <strong>Michele Merulli,</strong> sono 16, due delle quali riguardano l&#8217;ex sindaco di Pedace <strong>Marco Oliverio</strong> (obbligo di dimora) e l&#8217;imprenditore <strong>Giorgio Barbieri, già arrestato</strong> nel febbraio dello scorso anno nell&#8217;ambito di un&#8217;altra inchiesta perché accusato di essere intraneo alla cosca Muto.</p>
<p style="text-align: justify;">LE DICHIARAZIONI DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE MARIO OLIVERIO<br />
&#8220;Di fronte ad accuse infamanti ho deciso di fare lo sciopero della fame. La mia vita e il mio impegno politico e istituzionale sono stati sempre improntati al massimo di trasparenza, di concreta lotta alla criminalità, di onestà e rispettosa gestione della cosa pubblica. I polveroni sono il vero regalo alla mafia. Tra l&#8217;altro l&#8217;opera oggetto della indagine non è stata appaltata nel corso della mia responsabilità alla guida della Regione&#8221;. Lo afferma in una nota il presidente della Regione Calabria Mario Oliverio. Ma, <strong>a rassicurare la fondatezza</strong> <strong>delle indagini</strong> è il Procuratore della Repubblica di Catanzaro <strong>Nicola Gratteri</strong> che cita sia <strong>intercettazioni ambientali che telefoniche inequivocabili.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">DALL&#8217;INDAGINE &#8220;LANDE DESOLATE&#8221; EMERGE VOLTO DELLA POLITICA DI BASSO LIVELLO<br />
Dall&#8217;ordinanza di applicazione della misura cautelare emergono fatti gravi destinati ad animare il dibattito sul ruolo della politica che, vissuto come descritto delle intercettazioni riportate nell&#8217;ordinanza, che non lasciano spazio ad equivoci, sembrano essere il volto della drammatica involuzione. In modo particolare, come più volte dichiarato dallo stesso <strong>Procuratore Nicola Gratteri</strong>, a proposito della realizzazione della nota <strong>Piazza Bilotti di Cosenza</strong> che si scopre essere realizzata sotto il patrocinio della &#8216;ndrangheta, si evidenziano <strong>&#8220;metodi&#8221;</strong> <strong>di un fare politica</strong> diametralmente opposta all&#8217;immagine che sia Mario Oliverio che Mario Occhiuto promuovono di se stessi.</p>
<p style="text-align: justify;">MARIO OLIVERIO E MARIO OCCHIUTO RACCONTATI NELLE INTERCETTAZIONI DAL DIRETTORE DEI LAVORI DI PIAZZA BILOTTI<br />
Protagonisti sarebbero il Presidente della Regione Calabria <strong>Gerardo Mario Oliverio</strong> e il Sindaco di Cosenza <strong>Mario Occhiuto </strong>(cfr. ordinanza pag. 99 e 100). Il primo, avrebbe chiesto di rallentare i lavori di realizzazione per evitare che ad inaugurarla fosse il Sindaco di Cosenza. <strong>Mario Occhiuto, parimenti,</strong> una volta decaduto dal ruolo di Sindaco di Cosenza e sostituito dal Commissario, avrebbe manifestato lo stesso interesse ma al contrario del Presidente della Regione Oliverio. Il Sindaco Mario Occhiuto, dalle intercettazioni, avrebbe dichiarato <strong>&#8220;non ho più l&#8217;interesse che voi finiate presto&#8221;</strong>. Il tutto, mentre i lavori venivano gestiti dall&#8217;impresa che sarebbe profondamente inquinata dalla &#8216;ndrangheta. A raccontare le malefatte della politica, il direttore dei lavori della nota piazza cosentina che non esita a dire dei politici: <strong>&#8220;sono come delinquenti: ti ricattano&#8221;</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">MASSIMA ATTENZIONE DEI SISTEMI DI SICUREZZA PER NICOLA GRATTERI<br />
Ciò fa credere che le indagini a cura della Procura della Repubblica di Catanzaro coordinate dal <strong>Procuratore Nicola Gratteri,</strong> come egli stesso ha dichiarato, avrà molti sviluppi e molte sorprese. L&#8217;indagine &#8220;Landa desolata&#8221; tocca grandi interessi e a vari livelli. Le intercettazioni mostrano un groviglio di attività nelle quali si intrecciano pericolosamente in Calabria mafia e politica ai massimi livelli. Certamente, va detto, ogni accusa dovrà essere dimostrata all&#8217;interno delle aule di giustizia e tutti sono innocenti fino all&#8217;ultimo grado di giudizio. Ma dalle 180 pagine dell&#8217;ordinanza emerge un gravissimo danno alla società civile,  motivo per cui è <strong>aumentata l&#8217;attenzione per la tutela</strong> della persona <strong>del Procuratore Nicola Gratteri,</strong> oggi posta a serio rischio, visti i livelli politici e mafiosi coinvolti.</p>
<p style="text-align: justify;">SCARICA L&#8217;ORDINANZA<br />
<a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ordinanza-misura-cautelare.pdf">Ordinanza della Misura Cautelare</a></p>
<p style="text-align: justify;">Leggi anche</p>
<p style="text-align: justify;">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="RhdFAqC7Mn"><p><a href="https://www.corrieredellacalabria.it/regione/item/169153-limpossibile-collaudo-degli-impianti-di-lorica/">L’impossibile collaudo degli impianti di Lorica</a></p></blockquote>
<p><iframe loading="lazy" class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;L’impossibile collaudo degli impianti di Lorica&#8221; &#8212; Corriere della Calabria" src="https://www.corrieredellacalabria.it/regione/item/169153-limpossibile-collaudo-degli-impianti-di-lorica/embed/#?secret=RhdFAqC7Mn" data-secret="RhdFAqC7Mn" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe></p>
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		<title>Giuseppe Scopelliti: tentazioni romane per il Governatore della Regione Calabria?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Mar 2012 21:40:12 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[“lobby politico- mafiosa-affaristica”]]></category>
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					<description><![CDATA[Reggio Calabria &#8211; A cura di V. Ermiterra &#8211; Dal Nord al Sud è alta la tensione della politica rispetto alla Magistratura che indaga sul malaffare. Certo, nonostante ci si sforzi di guardare altrove, la Calabria, purtroppo, merita ancora la palma che la Stampa conferisce alle notizie sconcertanti che riguardano la politica in relazione alle [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_4262" aria-describedby="caption-attachment-4262" style="width: 495px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="Giuseppe-Scopelliti" href="https://ilparlamentare.it/?attachment_id=4262"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-4262" title="Giuseppe-Scopelliti" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giuseppe-Scopelliti.jpg" alt="Il Governatore della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti" width="495" height="278" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giuseppe-Scopelliti.jpg 495w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giuseppe-Scopelliti-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giuseppe-Scopelliti-480x270.jpg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giuseppe-Scopelliti-469x263.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giuseppe-Scopelliti-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 495px) 100vw, 495px" /></a><figcaption id="caption-attachment-4262" class="wp-caption-text">Il Governatore della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti</figcaption></figure></p>
<p>Reggio Calabria &#8211; A cura di V. Ermiterra &#8211; Dal Nord al Sud è alta la tensione della politica rispetto alla Magistratura che indaga sul malaffare. Certo, nonostante ci si sforzi di guardare altrove, la Calabria, purtroppo, merita ancora la palma che la Stampa conferisce alle notizie sconcertanti che riguardano la politica in relazione alle indagini condotte dalla magistratura italiana che, evidentemente, qualche carta oltre le parole di questo e di quello, le avrà pure.<br />
Seguendo la vicenda Scopelliti che, effettivamente, è imbarazzante, va detto che non si riesce a comprendere come sia possibile che la magistratura sembra (al momento) vedere solo Giuseppe Scopelliti e pochissimi altri mentre a sostenere a spada tratta lo stesso Governatore sono in tanti e alcuni di essi anche autorevoli membri del Governo con incarichi che non lascerebbero dubbi a sospetti. Dunque, o la Magistratura calabrese e milanese hanno preso un abbaglio serio, oppure qui bisogna tenere pronte le pagine dei giornali perché potrebbe accadere di tutto anche in virtù dei recenti arresti eccellentissimi.<br />
L&#8217;ulteriore puntata ha così inizio:<br />
“Anticipo per chi voglia intendere che non mi dimetterò da assessore comunale, non defletterò dal mio impegno politico, ma soprattutto mi conserverò l’onore di un rapporto di fedeltà all’amicizia che mi lega dall’infanzia a <strong>Peppe Scopellit</strong>i”<br />
A parlare con insolita chiarezza, per come riportato dalla stampa locale, <strong>è l’assessore all’urbanistica del Comune di Reggio Calabria, Luigi Tuccio</strong>, legatissimo per sua stessa ammissione al governatore calabrese. Tuccio è finito indirettamente dentro una grande tempesta giudiziaria. L’operazione “Lancio”,  appena conclusa con una raffica di ordinanze cautelari eseguite nei confronti della presunta rete di protezione femminile del super latitante <strong>Domenico Mondello</strong>, detto “Micu u pacciu”,  ha portato all’arresto anche della suocera dell’assessore,  <strong>Signora Giuseppa  Cotroneo</strong>, destinataria di pizzini di ringraziamento da parte del potente padrino, al quale avrebbe fornito ospitalità in un proprio casolare, meritandosi l’affettuoso appellativo di “cara commare”.</p>
<p>Si deve convenire, anche sulla scorta delle dichiarazioni dell’“amico fedele”, che<strong> il Presidente Scopelliti continua a non azzeccarne una</strong>  in quanto a frequentazioni imprudenti: dai matrimoni, alle discoteche, fino alla scelta dei collaboratori, incrocia sempre, suo malgrado, personaggi ambigui. Evidentemente il giovane e rampante “Principe” calabrese, non ha letto bene Machiavelli.</p>
<p>Infatti, definire inquietante il quadro delle relazioni presidenziali che in qualche modo hanno a che fare con la “commare” di Domenico Condello è puro eufemismo.</p>
<p><strong>Giuseppa Cotroneo ha tre figlie</strong>: una, la <strong>Signora Bruna Nocera</strong>, ha sposato in carcere <strong>Pasquale Mondello</strong> &#8211; cugino omonimo del “Supremo”, arrestato dai Ros di Reggio Calabria il 18 febbraio del 2008, e cognato di <strong>Nino Imerti, detto “nano feroce”</strong>, anch’egli in carcere da molti anni; la seconda, <strong>Maria Angela, è moglie di Massimo Pascale</strong>, <strong>già segretario particolare dell’allora sindaco di Reggio Calabria</strong>, a tutt’oggi, c<strong>omponente dell’ufficio di gabinetto del Presidente della Regione</strong>; la terza figlia, l’<strong>Avv. Giampera Nocera</strong>, <strong>moglie dell’ assessore Tuccio</strong>, è una presenza costante, <strong>in qualità di consulente, avvocato o destinataria di incarichi amministrativi</strong>, nelle giunte municipali reggine a guida Scopelliti, Raffa e Arena. Tanto legata al Governatore, da figurare, con l’incarico di vice presidente, tra i soci fondatori della lista Scopelliti, che ne ha accompagnato il successo elettorale alle regionali del 2010, strutturandosi sul territorio come una sorta di PDL parallelo.</p>
<p>Quante distrazioni, povero Presidente!</p>
<p>Anche deputati a lui vicini cominciano ad affermarlo senza mezzi termini: “Scopelliti ha solo una colpa, quella di fidarsi troppo di alcuni amici che lo stanno mettendo nei guai”. Ma distinguere tra consiglieri leali e fratelli coltelli, in momenti come questi, è davvero impresa disperata.</p>
<p>Infatti, non è dato sapere a chi si riferisse il governatore quando, all’inizio di questo terremoto politico &#8211; giudiziario, adombrava l’ipotesi che qualcuno complottasse per mandarlo  in Parlamento, per frenarne l’azione di cambiamento e rinnovamento avviata in Calabria. Tuttavia, qualche malalingua del centrodestra alimenta il perfido dubbio che quella dichiarazione fosse nient’altro che un sasso gettato nello  stagno,  il tentativo di saggiare il terreno e le disponibilità, dal momento che sarebbe lo stesso Scopelliti a fare più d’un pensierino alla candidatura nel 2013, per tirarsi fuori da una situazione che si va ingarbugliando ogni giorno di più.</p>
<p>Del resto, i fatti e le megapagine dei Quotidiani calabresi parlano da sé.</p>
<p>Sul Comune di Reggio Calabria, troppo frettolosamente spacciato come “modello”, incombe la spada di Damocle della Commissione di Accesso antimafia. Le relazioni imprudenti, come quelle sopra descritta, il deficit di bilancio stratosferico, l’allegra gestione di finanze e consulenze, non lasciano presagire nulla di buono. E lo scioglimento del Comune, oltre che un’onta per la città,  sarebbe un colpo mortale all’immagine di Scopelliti.</p>
<p>Proprio per la vicenda dei bilanci comunali e delle parcelle liquidate dalla dirigente <strong>Orsola Fallara</strong>, morta suicida, il Governatore ha appena ricevuto un avviso di chiusura delle indagini, preludio al probabile rinvio a giudizio per reati di indubbia complessità e gravità.</p>
<p>Per quel che riguarda l’inchiesta sulla sanità, portata avanti dalla <strong>Procura di Catanzaro</strong>, Scopelliti è stato interrogato per due ore dai magistrati. A termine dell’interrogatorio ha dichiarato di aver fornito ogni chiarimento sulle varie contestazioni. Sapremo presto se è riuscito a convincere i Pm.</p>
<p>Intanto – ed è forse la vicenda che più  inquieta e preoccupa il Presidente della Regione – prosegue il processo Meta e il <strong>Colonnello dei Carabinieri Valerio Giardina</strong>, che lo ha accusato di far parte, insieme al fratello Consolato detto Tino,  di una <strong>“lobby politico- mafiosa-affaristica”</strong>, continua a parlare elencando fatti, circostanze e fornendo deduzioni investigative ed analisi.</p>
<p>Peraltro, in un delle ultime udienze di quello stesso processo,  gli imputati detenuti hanno presentato un  sibillino manoscritto, acquisito agli atti dal Collegio presieduto da <strong>Silvana Grasso</strong>, con il quale addirittura protestano contro la Dda reggina, accusandola di due pesi e due misure nei confronti degli imputati dell’area criminale rispetto a quelli della sfera politica. In definitiva, gli imputati detenuti lamenterebbero una presunta eccessiva prudenza da parte degli inquirenti nell’aggredire  la cosiddetta zona grigia. Incredibile, ma vero. Imputati detenuti, appartenenti al fior fiore delle cosche reggine, formulano alla giustizia e alle istituzioni la stessa accorata richiesta di ogni cittadino onesto: <strong>recidere i legami tra la politica, il malaffare e la ‘ndrangheta</strong>, colpendo al cuore il sistema delle loro perverse ed oscure relazioni. Si tratta di una cinica provocazione,  per alimentare confusione, veleni e sospetti, in un  clima già surriscaldato? Forse si è voluto parlare a nuora (la magistratura),  perché suocera (la politica) intenda? E’ un messaggio cifrato perché nessuno si illuda di farla franca? La politica calabrese sembra avere più di un motivo per non dormire sonni tranquilli.</p>
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