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	<title>presidenza consiglio dei ministri &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Mario Monti &#8211; Presidente del Consiglio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 16:10:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; Non potendo pubblicare la Biografia ufficiale del Presidente Mario Monti poichè sul sito ufficiale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in data 20 Gennaio 2012 ancora non risulta inserita, abbiamo pensato di offrirti alcuni tratti della vita del Presidente Mario Monti offerti a cura di Marco Cobianchi diPanorama.it. Ma quale Trilaterale? Ma che gruppo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_3859" aria-describedby="caption-attachment-3859" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/2012/01/mario-monti-presidente-del-consiglio/mario_monti_3/" rel="attachment wp-att-3859"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-3859" title="Mario Monti" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Mario_Monti_3.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Mario_Monti_3.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Mario_Monti_3-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Mario_Monti_3-160x90.jpg 160w" sizes="(max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-3859" class="wp-caption-text">Il presidente del Consiglio Mario Monti</figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non potendo pubblicare la Biografia ufficiale del Presidente Mario Monti poichè sul sito ufficiale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in data 20 Gennaio 2012 ancora non risulta inserita, abbiamo pensato di offrirti alcuni tratti della vita del Presidente Mario Monti offerti a cura di Marco Cobianchi diPanorama.it.</p>
<p>Ma quale Trilaterale? Ma che gruppo Bilderberg? Ma quale Goldman Sachs e finanza internazionale pseudomassonica… La marcia di avvicinamento di<strong>Mario Monti</strong> verso la categoria esistenziale degli «italiani più ammirati all’estero» non è lastricata dalla partecipazione a misteriosi club antidemocratici, ma da ben più prosaiche amicizie nostrane.</p>
<p>La biografia di MM è nota: a 22 anni è già laureato in economia all’Università Bocconi, subito dopo parte per Yale, dove studia con il premio Nobel <strong>James Tobin</strong>; poi torna in Italia nel 1969, in tempo, ma riesce a evitare la contestazione studentesca, a insegnare nelle Università di Trento e di Torino. Ed è qui, a Torino, che inizia la sua ascesa. Inevitabilmente entra in contatto con il mondo Fiat e, ad appena 26 anni, viene notato dai due «viceré» sabaudi, <strong>Franzo Grande Stevens </strong>e<strong>Gianluigi Gabetti</strong>, custodi dell’impero di <strong>Gianni Agnelli</strong>.</p>
<p>In quegli anni stringe amicizie importanti, tutte nell’ambito accademico: tra queste quelle di <strong>Mario Deaglio</strong>, ordinario di economia internazionale, di sua moglie <strong>Elsa Fornero</strong>, vicepresidente del consiglio di sorveglianza della Banca Intesa e docente di economia politica, e di <strong>Terenzio Cozzi</strong>, presidente dell’Associazione degli economisti italiani.</p>
<p>Le amicizie sono quelle giuste e non possono non portare all’ingresso nella corte di Agnelli che, dopo il suo rientro a Milano come docente della Bocconi, lo nomina nel consiglio d’amministrazione della Fiat nel 1988, ad appena 45 anni. L’anno dopo diventa rettore della Bocconi ed entra nei cda anche della Comit, grazie a <strong>Francesco Cingano</strong>, e delle Generali. Da tutti i cda si dimette in concomitanza con lo scoppio di Tangentopoli.</p>
<p>Il giro milanese di Monti si incentra su quel motore immobile del potere che è stato per decenni <strong>Ariberto Mignoli</strong>, scomparso nel 2003, avvocato della Mediobanca e presidente del patto di sindacato nell’istituto fondato da <strong>Enrico Cuccia</strong>. Da lì a <strong>Piergaetano Marchetti</strong> il passo è un soffio. Marchetti, presidente della Rcs, lo introduce alle colonne del <em>Corriere della sera</em>, il giornale per il quale scrive editoriali, nel 1992 raccolti in un saggio ormai introvabile: <em>Il governo dell’economia e della moneta</em> (Longanesi), uno dei pochissimi libri che portano il suo nome come autore.</p>
<p>Le amicizie, compresa quella con <strong>Romano Prodi</strong>, sono le più classiche. Un po’ meno classica è la sua dottrina economica. Non è liberista e non è keynesiano: Monti è uno dei pochissimi economisti italiani, assieme per esempio a <strong>Stefano Zamagni</strong> (non a caso è circolato il suo nome come ministro dello Sviluppo), seguace dell’<strong>economia sociale di mercato</strong>, una dottrina economica nata in Germania negli anni 40 che coniuga liberismo economico e giustizia sociale esaltando il ruolo regolatore dello stato.</p>
<p>Monti, da questo punto di vista, è «economically incorrect». Su<em>Lavoce.info</em>, influente sito d’informazione economica guidato da <strong>Tito Boeri</strong>(che ha sprezzantemente definito l’economia sociale di mercato «un metodo scientifico per socializzare le perdite e privatizzare i profitti»), non è citato praticamente mai. Idem su <em>Noisefromamerika</em>, il sito liberista dei docenti italiani negli Stati Uniti guidato da <strong>Alberto Bisin</strong>, per i quali quella teoria nemmeno esiste. Probabilmente lo pensa anche il più illustre dei suoi allievi, <strong>Alberto Alesina</strong>.</p>
<p>Le sue amicizie torinesi verosimilmente gli hanno provocato qualche imbarazzo quando assunse, su mandato del governo di <strong>Massimo D’Alema</strong>, l’incarico di commissario europeo alla Concorrenza tra il 1999 e il 2004 (nei cinque anni precedenti era stato commissario al Mercato interno su mandato del primo governo di <strong>Silvio Berlusconi</strong>). In quel ruolo doveva firmare la<strong> concessione di aiuti di stato alle imprese e la Fiat</strong>, proprio in quegli anni, incassò sussidi come non mai. Tra il 1999 e il 2002 Monti si trovò a valutare ben otto richieste di aiuti pubblici provenienti dal Lingotto. Alla fine cinque vennero accolte e tre bocciate.</p>
<p>Quelle accolte furono a vantaggio di Pomigliano d’Arco (39,6 miliardi di lire concessi nel 1999), Termoli (54 miliardi nel 1999), Mirafiori Carrozzeria (69 miliardi concessi nel 2000), Melfi (78 miliardi concessi nel 2001) e per l’Iveco di Foggia (121,6 milioni di euro concessi nel 2002). In totale, l’ex consigliere d’amministrazione della Fiat concesse qualcosa come 500 miliardi di lire dell’epoca alla sua ex azienda, mentre i tre aiuti bocciati valevano un totale di 131,6 miliardi. In quegli anni deve essersi slogato il polso a forza di firmare aiuti di stato e per un liberale come lui non deve essere stato piacevole, tanto che alla fine del mandato disse: «Bisogna autonomamente passare da un’economia assistita a un’economia competitiva».</p>
<p>Da <strong>commissario Antitrust</strong> viene soprannominato «SuperMario», anche se non mancano le sconfitte: per tre volte il giudice del Lussemburgo dà il via libera a tre fusioni tra multinazionali bocciate da Monti. Tre scivoloni nella sua carriera, che rivelano un approccio «quantitativo» al problema della concorrenza (quanto può ingrandirsi un’impresa) e meno «qualitativo» (quali sono i vantaggi dell’allargamento).</p>
<p>Nel 2004, dopo 10 anni trascorsi nelle nebbie del Belgio, MM torna alla Bocconi dove riprende gli studi sull’economia sociale di mercato che è il cuore della dottrina sociale della Chiesa: per questo è fatale che Monti abbia <strong>forti legami in Vaticano</strong>. Il suo cardinale di riferimento è sempre stato<strong> Camillo Ruini</strong>, ex presidente della Conferenza episcopale italiana. È amico anche di <strong>Ettore Gotti Tedeschi</strong>, presidente dello Ior e consulente del Papa nella stesura finale dell’ultima enciclica Caritas in veritate che Monti ha accolto, non a caso, anche come un trattato economico oltre che come un documento dottrinario.</p>
<p>Attorno a lui, nel tempo, si è creata un’aura di sacralità, tanto che i suoi interventi pubblici sono definiti goliardicamente dai suoi colleghi come «l’ostensione del sacro Monti» e il suo ufficio alla Bocconi è chiamato «il tabernacolo».</p>
<p>Cattolico, ma non buonista, MM non è antipolitico perché non ha mai fatto politica, bensì perché per lui politica e disciplina contabile sono grandezze che coincidono e assumono addirittura una prospettiva religiosa. È così perché, «impedendo ai politici di gravare con il disavanzo e il debito pubblico sulle generazioni future, rispondono a un grande principio cristiano, che è quello della solidarietà».</p>
<p>E non è europeista perché non crede nell’Italia, ma perché per lui l’obiettivo di ogni singolo paese dovrebbe essere quello di cedere sovranità politica, dopo avere ceduto quella monetaria: «<em>I passi avanti dell’Europa sono cessioni di parti delle sovranità nazionali a un livello comunitario</em>» ha detto in un discorso alla Bocconi all’inizio di quest’anno. Il suo orizzonte, insomma, è l’Europa e in questo è in perfetta sintonia con l’ex commissario europeo <strong>Emma Bonino</strong>, esponente dell’unico partito anticlericale italiano, i radicali.</p>
<p>Monti interpreta la crisi economica in modo inedito: è<strong> l’occasione per gli stati di diventare «migliori»</strong>. Per questo ha detto che «un giorno la crisi della Grecia sarà ricordata come il più grande successo dell’euro»; perché sarà l’euro a riportare la Grecia e l’Italia sui binari della disciplina di bilancio. E chi non ci crede mette in crisi l’euro più di quanto non abbiano fatto le scorribande di Atene e il debito pubblico italiano.</p>
<p>Per questo le sue critiche più dure, in questi ultimi anni, MM le ha riservate alla Germania, che non ha creduto nelle capacità taumaturgiche della moneta unica. «Anche l’agosto 2011 italiano, non è un altro successo dell’euro?» si è chiesto in una conferenza, riferendosi alle quattro riscritture della manovra economica fino a quando proprio l’Europa non ha accettato l’ultima, la più dura.</p>
<p>A proposito: fra Monti e il ministro dell’Economia <strong>Giulio Tremonti</strong> mai nemmeno uno sguardo, così come rapporti non proprio idilliaci legano il prof a Berlino e Parigi. Alla Germania, da commissario, ha imposto di togliere la garanzia statale esplicita sulle casse di risparmio e alla Francia ha imposto di vendere alcuni asset strategici della Alstom prima di nazionalizzarla.<strong>Angela Merkel</strong> e <strong>Nicolas Sarkozy </strong>non l’hanno presa bene, anche perché hanno provato a contraddirlo, cosa che lui non sopporta.</p>
<p>Nel 2007 chiamò <strong>Gianemilio Osculati</strong>, ex capo della McKinsey Italia, alla carica di amministratore delegato della Bocconi della quale era presidente. Due mesi dopo Osculati se ne andò. Non si è mai capito bene perché: si parlò di un litigio sul costo delle rette universitarie. Di certo si sa solo che tra i due ci fu un breve faccia a faccia. Nel tabernacolo di MM.</p>
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		<title>Renato Brunetta e Società SGR: ecco i fondi NON spesi nel SUD 2.0</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 15:15:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_3199" aria-describedby="caption-attachment-3199" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a rel="attachment wp-att-3199" href="https://ilparlamentare.it/2011/11/renato-brunetta-e-le-societa-sgr-ecco-i-fondi-non-spesi-nel-sud-2-0/renato_brunetta/"><img decoding="async" class="size-full wp-image-3199" title="Renato_Brunetta" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Renato_Brunetta.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Renato_Brunetta.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Renato_Brunetta-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Renato_Brunetta-160x90.jpg 160w" sizes="(max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-3199" class="wp-caption-text">Renato Brunetta e le Società SGR</figcaption></figure>
<p><strong>Continuano i lamenti </strong>già più volte denunciati da ComunicareITALIA e IL PARLAMENATRE.IT nel maggio 2011 sulla gestione dei fondi pubblici assegnati a <strong>4 società SGR</strong> .<br />
Le quattro società che si sono unite nella cattiva sorte al <strong>Ministro Renato Brunetta sono Vertis, Atlante (Intesa), Quantica, Vegagest.<br />
</strong>Oggi, però, c&#8217;è una novità per il Sud che ha tra le sue forze il<strong> Sottosegretario all&#8217;Economia con delega al Sud Antonio Gentile </strong>che potrebbe, per esempio, chiedere lumi a<strong> Renato Brunetta </strong>a difesa delle Aziende 2.0 del SUD.<strong><br />
</strong>Queste società, in pratica, gestiscono <strong>153,1 </strong>milioni di Euro di cui <strong>76,5 milioni di Euro pubblici,</strong> per investirne altrettanti su progetti nel settore Innovazione a <strong>vantaggio del Sud</strong>. Anzi, di progetti innovativi che nel Sud sono destinati a generare economia. Queste società, dopo avere individuato i progetti diventano &#8220;socie&#8221; dei progetti stessi per una determinata percentuale e poi, al momento dell&#8217;uscita, vendono la loro parte di società al fine di ottenerne una remunerazione superiore all&#8217;investimento della loro percentuale del 50%. La prima anomalia è, però, che tale percentuale richiesta dalle società SGR è doppia poichè la metà del fondo è di natura pubblica. Ma magari fosse solo questo!</p>
<p><strong>Vertis, Atlante (Intesa), Quantica, Vegagest</strong> sono finite anche sulle autorevoli pagine del Corriere della Sera e ciò significa che, evidentemente, il loro comportamento anomalo già denunciato pubblicamente più volte, prima o poi, dalle scrivanie delle redazioni giornalistiche potrebbe finire sulla scrivania, ancora più determinata a conoscere la verità, della magistratura competente. <em>&#8220;Sarebbe ora&#8230;!&#8221;,</em> dicono i giovani ricercatori del settore IT sconcertati dalle metodologie adottate per la valutazione dei loro progetti.<br />
Tra l&#8217;altro, diciamolo, siamo tutti stati trascinati in una crisi finanziaria che non è estranea a questo modello di gestione dei fondi pubblici e l&#8217;Italia non può permettersi di non finalizzare i fondi dei contribuenti su progetti 2.0 che sono proprio quelli che potrebbero far nascere e decollare nuove economie.<br />
E&#8217; impensabile, tra l&#8217;altro, che la <strong>Presidenza del Consiglio dei Ministri</strong>, in quanto tale, possa condividere o essere in accordo con tutto quanto si sta denunciando pubblicamente con nomi e cognomi sull&#8217;affare SGR.</p>
<p>Intanto se la redazione de <a title="Informazione di Politica e Costume in Italia" href="https://ilparlamentare.it/" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">IL PARLAMENTARE.IT</span></a> e di <a title="Brand Italia e Made in Italy in Rete" href="http://www.comunicareitalia.it/" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">ComunicareITALIA.IT </span></a>avevano già palesato il meccanismo involutivo e folle di coloro che in queste società fungono da valutatori, oggi <strong>Massimo Sideri del Corriere della Sera</strong>, dati alla mano, ci aiuta a capirne le gravi contraddizioni.<br />
Per questo, vi suggeriamo vivamente di leggere il dettagliato articolo di Sideri <strong>&#8220;Corriere della Sera nella pagina 35 di giorno 8 Novemvre 2011&#8221;</strong> che titola <a title="Corriere della Sera - articolo di Massimo Sideri" href="http://archiviostorico.corriere.it/2011/novembre/08/Sud_Fondo_che_non_spende_co_9_111108022.shtml" target="_blank">&#8220;SUD, IL FONDO CHE NON SPENDE &#8211; Inutilizzati in larga parte gli oltre 76,5 milioni del Ministro Brunetta&#8221;</a>.<br />
Capirete che Renato Brunetta ha sottovalutato la questione delle Società SGR, i progetti innovativi del SUD, e le opportunità per i &#8220;Cervelli&#8221; meridionali che oggi saranno testimoni del fallimento della politica dello stesso Brunetta e delle Istituzioni italiane che hanno retto questo sistema.</p>
<p>In sintesi e per evitare distorsioni di qualsiasi sorta diciamo subito che al <strong>Ministro Brunetta</strong> sono state più volte denunciate per iscritto gravissime anomalie, ma nessuna risposta è mai stata fornita ne&#8217; dallo stesso Brunetta, ne&#8217; dalla sua segreteria. Tali anomalie rendono possibile credere che le società SGR, che gestiscono i fondi dei progetti innovativi (2.0, ndr) del Sud, non abbiano assolutamente le capacità tecnico scientifiche adeguate per valutare a chi attribuire i fondi che, si ripete, per il 50% , sono dei contribuenti italiani. Perchè? perché lo dicono loro per mezzo di un loro valutatore che scrive nero su bianco di non essere in grado e di non avere gli strumenti per valutare. <em>Ma allora &#8211; sarebbe lecito chiedere a questo valutatore del quale gelosamente conserviamo la lettera nella quale scrive ciò &#8211; che ci stai a fare? e quanto ti pagano? e quanti rimborsi chiedi allo Stato per andare a valutare i progetti ai quali rispondi di non avere gli strumenti per valutare? </em></p>
<p>Ma la cosa che oggi preoccupa ancor di più il redattore a fronte dell&#8217;attuale situazione finanziaria è che il <strong>Ministro Renato Brunetta</strong> non risponde e non interviene. Certo è che, così facendo, pare scontato che, trattandosi di danaro pubblico, questo silenzio potrebbe essere assimilato ad una omissione di atti d&#8217;ufficio.</p>
<p>L&#8217;ARTICOLO DEL CORRIERE DELLA SERA A CURA DI MASSIMO SIDERI<br />
<strong><span style="color: #800000;">Venture capital 2.0 Quattro le società che avevano vinto la gara: Vertis, Atlante (Intesa), Quantica e Vegagest<br />
</span></strong><span style="text-decoration: underline;"><strong>Sud, il Fondo che non spende<br />
</strong></span><span style="text-decoration: underline;"><strong>Inutilizzati in larga parte gli oltre 76,5 milioni del ministro Brunetta Usato il 12-13% Dopo due anni e mezzo usato solo il 12-13% E tra un anno e mezzo i fondi verranno ritirati</strong></span></p>
<p>MILANO &#8211; Sud, il fondo che c&#8217; è ma non spende. Sono 153,1 i milioni di euro, 76,5 pubblici e l&#8217; altra metà privati, già pronti per progetti imprenditoriali 2.0 ma in larga parte dimenticati a fare la polvere: secondo la ricostruzione fatta dal Corriere e stando larghi di manica solo 19 sarebbero i milioni allocati fino ad oggi. Il 12-13% del totale. Per il varo nel 2009 il Fondo digitale per il Sud era stato acclamato dal ministro Renato Brunetta come una svolta nel veicolare innovazione e finanziamenti al Sud. Nella sostanza erano stati «commissariati» i fondi europei: non siete in grado di utilizzarli? Bene, il governo aveva trovato la quadra affidandoli a venture capitalist di professione: Vertis, Quantica, Vegagest. Addirittura a una grande banca come Intesa Sanpaolo, attraverso Atlante Venture Mezzogiorno. Ma a due anni e mezzo dalla partenza &#8211; con l&#8217; aggravante che ora la crisi spaventa, la disoccupazione giovanile nel Mezzogiorno cresce e il credit crunch nei confronti delle aziende si diffonde a macchia d&#8217; olio &#8211; i professionisti stanno sostanzialmente fallendo. Se non verranno utilizzati entro un anno e mezzo per aiutare delle start up andranno persi nella peggiore tradizione dei finanziamenti europei di cui siamo campioni al rovescio. E le premesse non sono buone. Il fondo fu varato dopo una gestazione soffertissima che lo stava quasi portando alla morte prematura in culla: le risorse erano state individuate con la Finanziaria 2005. La gara era partita nel luglio del 2007 e in mezzo erano passati diversi ministri, dall&#8217; idea iniziale di Lucio Stanca a Brunetta che lo aveva dovuto difendere con le unghie dal collega «accentratore» Giulio Tremonti. Sembra surreale: ci sono i soldi già assegnati, ci sono i fondi di venture capital, ci sono anche le start up visto che la maggior parte delle idee d&#8217; impresa 2.0, alcune che hanno anche raggiunto il successo internazionale, vengono presentate da ragazzi del Sud. Ciò nonostante i soldi sono spiaggiati e in lenta agonia. A sua modo, ognuna delle Sgr potrebbe essere presa come modello di cosa non funziona. C&#8217; è la grande banca (Intesa), il fondo privato con un socio pubblico come il Cnr (Quantica), la piccola realtà napoletana che in teoria dovrebbe avere il contatto maggiore con il territorio (Vertis) e anche una strana creatura come Vegagest che non aveva nessuna esperienza nel settore e che doveva operare grazie a un accordo mai ufficializzato con Gianni Lettieri, l&#8217; imprenditore sconfitto a Napoli dal sindaco De Magistris. Nessuno ha creato imprenditorialità e lavoro nonostante i soldi pubblici. Per ricordarla tutta a fare pressione per mettere le mani sulla ricca torta del fondo per il Sud, nel 2009, c&#8217; era anche la Sgr Cape Natixis guidata allora da Simone Cimino, il finanziere che voleva acquistare Termini Imerese finito nel frattempo nei guai con la giustizia. I conti: partiamo da Quantica che con 31,55 milioni pubblici e altrettanti privati (il bando prevedeva il raddoppio della somma vinta) aveva portato a casa la fetta più grande. Il fondo partecipato dal Cnr con il 36% ha già deliberato tre investimenti da circa un milione l&#8217; uno per tre società: X2tv, CrowdEngeneering e CityNews. E si è preso impegni (cioè investe se le società raggiungono milestone di fatturato o di tecnologie) di almeno altri 2-4 milioni. Risultato: 6-7, considerando anche gli assegni futuri, su 63. La Sgr di Intesa guidata da Davide Turco: ufficialmente c&#8217; è una sola operazione conclusa ma altre 3 starebbero attendendo il via libera dell&#8217; Antitrust per un impegno totale tra i 6-7 milioni sui 25 totali. Vertis, Sgr di Amedeo Giurazza che si è mossa anche insieme alla TTVenture di Giuseppe Campanella, ha investito 2,8 milioni in 4 società mentre di una quinta operazione non si conosce la cifra. Fosse anche il massimo allocabile per legge (2,5 milioni, ma è difficile) saremmo sui 5 milioni su 25. Vegagest, infine: 40 milioni. Zero operazioni annunciate. Tutto ciò che non sarà dato entro il giugno 2013 tornerà indietro. E considerando gli importi individuali massimi e le regole di ingaggio la missione Fondo per il Sud sembra impossibile: le 4 società dovrebbero trovare tra le 50 e le 60 start up in volata. Pubblico e privato bocciati. A cura di Massimo Sideri.</p>
<p>VEDI ANCHE LINK CORRELATI DE IL PARLAMENTARE.IT</p>
<p><a href="https://ilparlamentare.it/2011/05/gestione-fondi-societa-sgr-pesanti-lamentele/"><span style="color: #0000ff;">https://ilparlamentare.it/2011/05/gestione-fondi-societa-sgr-pesanti-lamentele/</span></a></p>
<p><a href="https://ilparlamentare.it/2011/02/new-allarme-innovazione-groupon-la-start-up-che-ha-detto-di-no-ai-6-miliardi-di-google/"><span style="color: #0000ff;">https://ilparlamentare.it/2011/02/new-allarme-innovazione-groupon-la-start-up-che-ha-detto-di-no-ai-6-miliardi-di-google/</span></a></p>
<p><a href="https://ilparlamentare.it/2011/02/il-nostro-made-in-italy-nelle-tasche-delle-multinazionali-estere/"><span style="color: #0000ff;">https://ilparlamentare.it/2011/02/il-nostro-made-in-italy-nelle-tasche-delle-multinazionali-estere/</span></a></p>
<p>Per meglio comprendere la natura di questo lassismo delle società SGR leggi anche</p>
<p><a href="http://www.ultimenotizie.tv/notizie-politiche/senza-calabria-e-campania-litalia-al-primo-posto.html" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">SENZA CALABRIA E CAMPANIA ITALIA AL PRIMO POSTO</span></a></p>
<p>di questo articolo ti suggeriamo di prendere visione anche del commento che riteniamo equilibrato e veritiero.</p>
<p>a cura di R. Scriptor</p>
<p><span style="color: #000000;"><br />
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		<title>Gianni Letta: tutto precipita. Valutiamo ogni ipotesi purché rapida e coerente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Aug 2011 17:08:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Gianni Letta]]></category>
		<category><![CDATA[il Parlamentare.it]]></category>
		<category><![CDATA[piazza affari]]></category>
		<category><![CDATA[presidenza consiglio dei ministri]]></category>
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					<description><![CDATA[I crolli di Piazza Affari si &#8216;mangiano&#8217; buona parte dei 10 miliardi di aumenti di capitale realizzati nel primo semestre dell&#8217;anno dalle banche italiane. L&#8217;attuale capitalizzazione dei nostri istituti si avvicina &#8211; e nel caso di Intesa Sanpaolo è addirittura inferiore &#8211; a quella che gli stessi istituti avevano a ridosso della chiusura delle ricapitalizzazioni. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_2496" aria-describedby="caption-attachment-2496" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a rel="attachment wp-att-2496" href="https://ilparlamentare.it/2011/08/gianni-letta-tutto-precipita-valutiamo-ogni-ipotesi-purche-rapida-e-coerente/gianni-letta-2/"><img decoding="async" class="size-full wp-image-2496" title="Gianni-Letta" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Gianni-Letta.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Gianni-Letta.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Gianni-Letta-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Gianni-Letta-160x90.jpg 160w" sizes="(max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-2496" class="wp-caption-text">Gianni Letta - Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri</figcaption></figure>
<p>I crolli di Piazza Affari si &#8216;mangiano&#8217; buona parte dei 10 miliardi di aumenti di capitale realizzati nel primo semestre dell&#8217;anno dalle banche italiane. L&#8217;attuale capitalizzazione dei nostri istituti si avvicina &#8211; e nel caso di Intesa Sanpaolo è addirittura inferiore &#8211; a quella che gli stessi istituti avevano a ridosso della chiusura delle ricapitalizzazioni.</p>
<p>E&#8217; come se il mercato, nel prezzare le nostre banche, non considerasse più l&#8217;importante rafforzamento patrimoniale realizzato quest&#8217;anno. Appena prima della chiusura dell&#8217;aumento Intesa Sanpaolo capitalizzava in borsa circa 23,4 miliardi di euro.</p>
<p>Oggi, dopo aver raccolto 5 miliardi di euro, vale meno di 19 miliardi. Il valore di Mps era di 3,4 miliardi e oggi ne vale 4,8 miliardi, dopo aver rastrellato 2,1 miliardi. Ubi Banca, dopo un aumento da un miliardo, vale come prima dell&#8217;aumento: 2,2 miliardi. Il Banco Popolare prima di raccogliere 2 miliardi di euro capitalizzava 1,5 miliardi e ora ne vale 1,9.</p>
<p>Questa la nuova lettura dell&#8217;ansa in relazione alla situazione italiana rispetto alla grave crisi fondamentalmente provocata dalla presa di posizione delle &#8220;tre Sorelle&#8221; che dagli USA hanno inginocchiato il loro stesso Governo. In Italia il nuovo tonfo di Piazza Affari costa al listino milanese 22,2 miliardi di euro di capitalizzazione bruciata. Il valore dell&#8217;intero listino si fa sempre più risicato, scendendo a 343 miliardi di euro.</p>
<p>CONSOB INTENSIFICA MONITORAGGIO,SCOPERTO MODESTO &#8211; In questa bufera sui mercati la Consob intensifica il suo monitoraggio sugli scambi e, da quanto si apprende, ha già verificato che le vendite allo scoperto sono modeste. La Commissione guidata da Giuseppe Vegas ha contatti in corso con l&#8217;autorità europea, l&#8217;Esma.</p>
<p>LETTA: TUTTO PRECIPITA, VALUTIAMO OGNI IPOTESI &#8211; Il governo sta valutando tutte le possibilità e tutte le ipotesi. Lo ha detto, secondo quanto si apprende, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta nel corso dell&#8217;incontro tra governo e parti sociali sulla crisi. Letta avrebbe aggiunto: sappiamo che servono scelte rapide e coerenti. In questi cinque giorni tutto è cambiato, tutto è precipitato, avrebbe detto sempre il sottosegretario sottolineando come la realtà sia in così rapida evoluzione. Il sottosegretario Gianni Letta, sempre secondo quanto si apprende da fonti presenti all&#8217;incontro tra governo e parti sociali sulla crisi, avrebbe aggiunto che giungono notizie del crollo della Borsa e dell&#8217;aumento degli spread. Per questo servono scelte rapide e la situazione da affrontare sarebbe già diversa da quella del precedente incontro con le parti che si era tenuto appena la scorsa settimana.</p>
<p>CAMUSSO: INCONTRO NON AD ALTEZZA EMERGENZA &#8211; &#8220;L&#8217;incontro non è all&#8217;altezza dei problemi che abbiamo e della trasparenza che sarebbe necessaria&#8221;. Così il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, commenta l&#8217;incontro con il governo. (ANSA) &#8211; ROMA, 10 AGO &#8211; &#8220;Se la manovra colpirà i soliti noti ci mobiliteremo per cambiarla&#8221;. Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, al tavolo con il governo. &#8220;L&#8217;incontro non è all&#8217;altezza dei problemi che abbiamo e della trasparenza che sarebbe necessaria. Ci aspettavamo che il governo ci dicesse cosa intende fare&#8221; ha detto Camusso ricordando come &#8220;la volta scorsa ci avete consegnato il libretto delle cose fatte, questa volta ci aspettavamo la lettera della Bce per sapere in che campo giochiamo&#8217;.</p>
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		<title>I Tesori dell&#8217;Arte Italiana sbarcano su Internet grazie alla Fondazione &#8220;Paolo di Tarso&#8221;</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2003/08/i-tesori-dellarte-italiana-sbarcano-su-internet-grazie-alla-fondazione-paolo-di-tarso/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Aug 2003 08:21:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[arte sacra]]></category>
		<category><![CDATA[beni culturali]]></category>
		<category><![CDATA[Fondazione Paolo di Tarso]]></category>
		<category><![CDATA[lucio stanca]]></category>
		<category><![CDATA[presidenza consiglio dei ministri]]></category>
		<category><![CDATA[Renzo Giuliano]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[vicariato roma]]></category>
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					<description><![CDATA[L&#8217;arte italiana va su Internet grazie ad un progetto della Fondazione Culturale &#8220;Paolo di Tarso&#8221; di Roma. Il progetto piace alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e interviene il Governo. Tre milioni di Euro per iniziare ma il progetto presto si espanderà alle &#8220;Chiese d&#8217;Italia&#8221;. Il Progetto della Fondazione da vita, di fatto, all&#8217;ampio programma inserito [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_10164" aria-describedby="caption-attachment-10164" style="width: 770px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Presentazione-12.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-10164" alt="Documenti Capitolo Lateranense" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Presentazione-12.jpg" width="770" height="397" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Presentazione-12.jpg 770w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Presentazione-12-300x154.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Presentazione-12-480x247.jpg 480w" sizes="auto, (max-width: 770px) 100vw, 770px" /></a><figcaption id="caption-attachment-10164" class="wp-caption-text">Documenti Capitolo Lateranense</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;"><b>L&#8217;arte italiana va su Internet </b>grazie ad un progetto della<b> Fondazione Culturale &#8220;Paolo di Tarso&#8221; di Roma.</b> Il progetto piace alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e interviene il Governo. Tre milioni di Euro per iniziare ma il progetto presto si espanderà alle &#8220;Chiese d&#8217;Italia&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Progetto della Fondazione da vita, di fatto, all&#8217;ampio programma inserito nel Progetto europeo <strong>&#8220;Minerva Europe&#8221;</strong> che il Governo affronterà a sostegno delle &#8220;Biblioteche nelle scuole&#8221; (destinati 18 Milioni di Euro), alla &#8220;Biblioteca Digitale italiana&#8221; che punta sul progetto della &#8220;Paolo di Tarso&#8221; (destinati 32 milioni di Euro) e dei &#8220;Centri di e-lerning nelle biblioteche pubbliche (destinati 5 milioni di Euro).</p>
<figure id="attachment_10166" aria-describedby="caption-attachment-10166" style="width: 600px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/15-Chetta-2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-10166" alt="Le azioni del progetto Minerva Europe" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/15-Chetta-2.jpg" width="600" height="428" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/15-Chetta-2.jpg 600w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/15-Chetta-2-300x214.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/15-Chetta-2-378x270.jpg 378w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a><figcaption id="caption-attachment-10166" class="wp-caption-text">Le azioni del progetto Minerva Europe</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Il <b>Comitato dei Ministri per la Società dell&#8217;Informazione</b>, presieduto da <strong>Lucio Stanca</strong>, ha <b>approvato una proposta</b> avanzata dal ministro per i Beni e le Attività Culturali, <strong>Giuliano Urbani</strong>, per avviare la <b>valorizzazione, mediante la produzione di contenuti digitali per le reti globali, del patrimonio culturale e artistico italiano</b>. Spicca il progetto della giovane Fondazione &#8220;Paolo di Tarso&#8221;.</p>
<figure id="attachment_10165" aria-describedby="caption-attachment-10165" style="width: 700px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/5-Presentazione-RAI-2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-10165" alt="Le azioni del progetto Minerva Europe" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/5-Presentazione-RAI-2.jpg" width="700" height="366" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/5-Presentazione-RAI-2.jpg 700w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/5-Presentazione-RAI-2-300x156.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/5-Presentazione-RAI-2-480x250.jpg 480w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a><figcaption id="caption-attachment-10165" class="wp-caption-text">Le azioni del progetto Minerva Europe</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Si tratta in pratica di dare vita ad un <b>network turistico e culturale digitale </b>che servirà a far conoscere la cultura e l&#8217;arte italiana all&#8217;estero (ma anche agli stessi italiani, che non fa mai male!). Per essere ancora più competitiva nell&#8217;era globale la cultura italiana, che è la principale risorsa del Paese, ha bisogno di “cavalcare” la tecnologia digitale. Nel progetto vengono coinvolti cinque ministeri.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/19-Sbarca-su-internet-web.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-10163" alt="19 Sbarca-su-internet-web" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/19-Sbarca-su-internet-web.jpg" width="800" height="600" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/19-Sbarca-su-internet-web.jpg 800w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/19-Sbarca-su-internet-web-300x225.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/19-Sbarca-su-internet-web-360x270.jpg 360w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a>Il programma prevede inoltre la rivalutazione e promozione del patrimonio storico-artistico di <b>100 chiese di pregio della Diocesi di Roma</b>, nonché la realizzazione di una emeroteca dei periodici nazionali. L&#8217;idea è venuta dall&#8217;esperienza positiva del progetto pilota <b>&#8220;Ildefonso Rea&#8221;</b>, promosso dalla Diocesi di Roma su progetto della Fondazione Culturale &#8220;Paolo di Tarso&#8221; esperta in materia di dematerializzazione di Beni Culturali, per rinnovare e proiettare verso il futuro i beni del grande patrimonio culturale sacro della Capitale, rappresentato da <strong>oltre 2 mila chiese e 1.500 istituti religiosi di valore artistico-culturale.</strong></p>
<figure id="attachment_10167" aria-describedby="caption-attachment-10167" style="width: 390px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/3-TEMPO-19-ago-03.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-10167" alt="IL TEMPO - Roma - Cultura" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/3-TEMPO-19-ago-03.jpg" width="390" height="561" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/3-TEMPO-19-ago-03.jpg 390w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/3-TEMPO-19-ago-03-208x300.jpg 208w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/3-TEMPO-19-ago-03-187x270.jpg 187w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/3-TEMPO-19-ago-03-300x431.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 390px) 100vw, 390px" /></a><figcaption id="caption-attachment-10167" class="wp-caption-text">IL TEMPO &#8211; Roma &#8211; Cultura</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">A tale proposito interviene il direttore del servizio Arte Sacra e Beni Culturali del Vicariato di Roma, Mons. <strong>Renzo Giuliano</strong>: “Il progetto prevede la digitalizzazione, l’inventario e la catalogazione dei beni di valore artistico e culturale delle prime <strong>100 chiese storiche di Roma. Un vero capitale culturale di livello mondiale</strong>. Un’operazione che, nei primi due anni, comporterà il ricorso al lavoro di circa 180 tecnici.”</p>
<figure id="attachment_10168" aria-describedby="caption-attachment-10168" style="width: 590px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/paolo-di-tarso.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-10168" alt="paolo di tarso fondazione beni culturali" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/paolo-di-tarso.jpg" width="590" height="765" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/paolo-di-tarso.jpg 590w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/paolo-di-tarso-231x300.jpg 231w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/paolo-di-tarso-208x270.jpg 208w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/paolo-di-tarso-300x388.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 590px) 100vw, 590px" /></a><figcaption id="caption-attachment-10168" class="wp-caption-text">Il Sito della Fondazione &#8220;Paolo di Tarso&#8221; considerato tra i primi 5 del mondo per la valorizzazione del Patrimonio Culturale</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">La proposta del Governo fa parte di una serie di iniziative volte a promuovere l&#8217;innovazione tecnologica. Spiega il ministro Stanca, &#8220;il progetto d’avanguardia, di grande utilità e di notevole impatto promozionale, soprattutto all’estero, prevede <b>la stretta cooperazione di cinque Ministeri</b>: quello per l’Innovazione e le Tecnologie sarà impegnato nello sviluppo di nuovi modelli di comunicazione; quello dei Beni e le Attività Culturali per gli aspetti di competenza specifica; il ministero degli Affari Esteri per la diffusione della cultura italiana all’estero; quello per le Attività Produttive per lo sviluppo economico e la valorizzazione del turismo; il dicastero dell’Istruzione, Università e Ricerca sarà coinvolto nelle implicazioni didattiche e di ricerca. <b>Per realizzare la prima fase, il Comitato dei Ministri ha approvato uno stanziamento di 3 milioni di Euro.</b></p>
<p style="text-align: justify;">Vedi anche:</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2004/09/14/il-magnificat-sbarca-su-internet.html " target="_blank">http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2004/09/14/il-magnificat-sbarca-su-internet.html </a></p>
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