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	<title>Presidente della Repubblica Italiana &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Incontro del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con il Presidente degli Stati Uniti d&#8217;America, Donald J. Trump</title>
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		<dc:creator><![CDATA[eleonora]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 May 2017 19:32:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Television Post]]></category>
		<category><![CDATA[Donald J. Trump]]></category>
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					<description><![CDATA[l Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto al Quirinale il Presidente degli Stati Uniti d&#8217;America, Donald J. Trump con il quale ha avuto un colloquio allargato alle delegazioni dei rispettivi Paesi. Delle delegazioni facevano parte tra gli altri il Segretario di Stato degli Stati Uniti, Rex Tillerson, il Consigliere per la Sicurezza Nazionale, Herbert [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>l Presidente della Repubblica, <strong>Sergio Mattarella</strong>, ha ricevuto al Quirinale il Presidente degli Stati Uniti d&#8217;America, <strong>Donald J. Trump</strong> con il quale ha avuto un colloquio allargato alle delegazioni dei rispettivi Paesi. Delle delegazioni facevano parte tra gli altri il Segretario di Stato degli Stati Uniti, <strong>Rex Tillerson</strong>, il Consigliere per la Sicurezza Nazionale, <strong>Herbert Raymond McMaster</strong>, e il Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, <strong>Angelino Alfano</strong>.</p>
<p>Fonte&nbsp;<a href="https://www.youtube.com/channel/UCWVTngiI0h4XpCB_nKtdY7g" data-ytid="UCWVTngiI0h4XpCB_nKtdY7g" data-sessionlink="itct=CDIQ4TkiEwi5kMiWoonUAhXPkRwKHQLyBAso-B0">Presidenza della Repubblica Italiana Quirinale</a></p>
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		<title>EXPO 2015: Intervento Presidente Sergio Mattarella alla Giornata Mondiale dell’Alimentazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Oct 2015 15:24:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Television Post]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Biennale]]></category>
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					<description><![CDATA[Milano, 16/10/2015 Signor Segretario Generale delle Nazioni Unite, Signor Direttore Generale della FAO, Signor Presidente dell&#8217;IFAD, Signora Direttrice Esecutiva del PAM, Signor Presidente della Repubblica di Slovenia, Maestà, Eccellenze, Signore e Signori, Ragazzi che siete collegati dalla sede Fao di Roma, sono lieto di celebrare con voi la Giornata Mondiale dell&#8217;Alimentazione nel contesto dell&#8217;Esposizione Universale [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Milano, 16/10/2015</em></p>
<div>
<p>Signor Segretario Generale delle Nazioni Unite,<br />
Signor Direttore Generale della FAO,<br />
Signor Presidente dell&#8217;IFAD,<br />
Signora Direttrice Esecutiva del PAM,<br />
Signor Presidente della Repubblica di Slovenia,</p>
<p>Maestà,<br />
Eccellenze, Signore e Signori, Ragazzi che siete collegati dalla sede Fao di Roma,<br />
sono lieto di celebrare con voi la Giornata Mondiale dell&#8217;Alimentazione nel contesto dell&#8217;Esposizione Universale di Milano, che si avvia alla conclusione avendo registrato un grande successo di visitatori e avendo offerto al mondo intero non soltanto i valori e la cultura dell&#8217;ospitalità italiana ma un&#8217;occasione di confronto costruttivo su un tema decisivo per l&#8217;umanità e il suo futuro.</p>
<p>Nutrire il pianeta è la sfida epocale che abbiamo davanti, ed è un ideale oggi inseparabile dalla parola &#8220;pace&#8221;. Nutrire tutte le persone del pianeta è un grande progetto politico nella globalizzazione, dove talvolta le regole della finanza prevalgono su quelle dell&#8217;economia reale, e dove il diritto e gli Stati nazionali misurano, ogni giorno, i propri limiti.<br />
Il tema di questa Giornata dell&#8217;Alimentazione &#8211; &#8220;Protezione sociale e agricoltura per spezzare il ciclo della povertà rurale&#8221; &#8211; ci ricorda quante conoscenze sono necessarie, quante forze vanno raccolte, quante scelte positive vanno compiute, e tra loro poste in connessione, per ottenere concreti risultati.<br />
Le difficoltà dell&#8217;impresa non devono scoraggiarci: il traguardo può essere raggiunto, il diritto al cibo e all&#8217;acqua può essere affermato in tutti i continenti. La cooperazione può prevalere sul conflitto. Il dialogo sul fanatismo, la crescita delle opportunità può restringere la forbice delle diseguaglianze.</p>
<p>Signor Segretario Generale delle Nazioni Unite,<br />
le consegniamo oggi la Carta di Milano che rappresenta il lascito dell&#8217;Expo e, al tempo stesso, un impegno comune che dovrà continuare nel tempo. E&#8217; il frutto di un lavoro collettivo tra governi, società civile, imprese, università e organizzazioni internazionali: le adesioni raccolte hanno superato il milione e costituiscono una autentica prova di cittadinanza globale.<br />
La Carta riconosce il diritto al cibo e quello all&#8217;acqua quali diritti fondamentali ed elementi essenziali del più generale diritto alla vita. Con forza, persone provenienti da ogni parte del mondo hanno voluto ribadire che soltanto un&#8217;azione corale può debellare la malnutrizione e la povertà, promuovendo un accesso equo alle risorse naturali e una gestione sostenibile dei processi produttivi.<br />
Quando, settanta anni fa, venne costituita la FAO, l&#8217;Europa stava faticosamente emergendo dalle tenebre della seconda guerra mondiale. Anche qui, in Lombardia, ora motore dell&#8217;economia italiana, settanta anni fa si faceva la fila, tra le macerie di palazzi distrutti, per la distribuzione di generi di prima necessità.<br />
Se quelle immagini sono per noi un ricordo lontano, lo dobbiamo alla lungimiranza dei padri fondatori dell&#8217;Unione Europea, alla pace che nuove istituzioni, a partire dalle Nazioni Unite, hanno assicurato; lo dobbiamo all&#8217;uso è sede Milano al progresso economico e allo sviluppo sociale, ma anche alla crescita democratica, dei diritti e dei servizi, che hanno ridotto gli ostacoli verso una effettiva uguaglianza tra i cittadini e i popoli.<br />
Questo dà la misura di quanta responsabilità sia affidata oggi ai leader delle nazioni e degli organismi internazionali e sovranazionali, spesso i soli ad avere le dimensioni per affrontare i problemi globali. Fame e malnutrizione sono, ancora oggi, la drammatica realtà quotidiana per circa 800 milioni di persone. In questa cifra sono inclusi circa 160 milioni di bambini minori di cinque anni.<br />
Il cammino per azzerare fame e malnutrizione è ancora lungo, ma in questi 15 anni tanti progressi sono stati fatti, anche grazie al tenace lavoro compiuto dalla Fao, per il quale ringrazio il Direttore Generale, Josè Graziano da Silva.<br />
La fame è stata dimezzata, la povertà assoluta è stata fortemente ridotta.<br />
Sono le basi da cui ripartire.<br />
La Generazione Fame Zero sta per nascere e noi vogliamo accoglierla.<br />
Cibo e acqua sono lingua universale dei popoli.<br />
Cibi diversi, ecosistemi diversi, che vanno preservati e valorizzati. Il linguaggio di un&#8217;alimentazione sana e responsabile può e deve finalmente diventare la base comune di una nuova civiltà.<br />
Questo è un messaggio forte di Expo, la ragione di tanto interesse e tanto impegno.<br />
L&#8217;Agenda per lo Sviluppo 2030, adottata il 25 settembre scorso dall&#8217;Assemblea generale dell&#8217;Onu, delinea, con i suoi 17 obiettivi, i cardini di un progetto di portata storica. I risultati dell&#8217;Expo di Milano vogliono essere un contributo a questa visione integrata dello sviluppo: porre fine alla fame e alla povertà vuol dire ridurre le diseguaglianze, potenziare il lavoro e la responsabilità femminile, garantire la pace e la crescita sostenibile, investire sulla cooperazione economica e culturale tra gli Stati e tra i continenti. Non sono capitoli separati, ma speranze di giustizia legate tra loro a doppio filo.</p>
<p>Signor Segretario Generale,<br />
dall&#8217;inizio dell&#8217;anno scorso sulle coste italiane sono sbarcati quasi 310.000 migranti. Ha avuto modo di constatare direttamente il nostro impegno qualche settimana fa. La maggior parte di queste persone ha abbandonato le proprie case e i propri affetti per sfuggire alla guerra, alle persecuzioni, alle carestie e alla fame. Donne e uomini che, come lei ha ricordato, ieri, parlando al Parlamento italiano, hanno diritto, tutti, alla tutela della loro dignità. La portata di questi flussi ha scosso le opinioni pubbliche europee, suscitando paure, mobilitando solidarietà, ponendo interrogativi sul futuro. Di certo, si è posta con drammatica evidenza la necessità di contribuire a migliorare le condizioni di vita nei Paesi di origine e di transito dei flussi migratori, con strategie che ne incentivino il progresso economico e sociale.<br />
Interventi che devono anche tenere in considerazione la necessità, come suggerisce il tema di questa Giornata, di interventi di protezione sociale efficienti e sostenibili che consentano politiche di sviluppo e contrastino la sfiducia e l&#8217;abbandono.<br />
Interventi che consentano di ridurre la povertà, favorendo la stabilità reddituale, l&#8217;accesso ai generi alimentari di base, alle cure mediche e all&#8217;istruzione.<br />
Le stesse rimesse degli immigrati in Europa possono essere di grande aiuto alle comunità d&#8217;origine, a condizione che siano inserite in politiche di stabilizzazione e di crescita. Ancora una volta, il ruolo delle donne è fondamentale: la denutrizione è più grave dove più forte è la diseguaglianza di genere. Le società sono ovunque più ricche ed equilibrate dove la presenza femminile è più forte nei corpi sociali, nelle istituzioni, nelle imprese: lo ha ricordato bene, pochi giorni fa proprio qui, all&#8217;Expo, il Forum delle donne parlamentari.</p>
<p>Signor Segretario Generale, Signore e Signori,<br />
Tra poco più di un mese Parigi ospiterà un altro grande appuntamento: la Conferenza delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici. In quell&#8217;occasione saremo di nuovo chiamati a un impegno comune: proteggere il pianeta e le sue risorse, restituire ai nostri figli il futuro che stiamo consumando. Le lingue della guerra sono quelle di Babele, dove nessuno comprende l&#8217;altro e dove il dialogo non riesce mai a essere produttivo. Il linguaggio della pace ci dice che la lotta contro povertà, fame e malnutrizione passa anche attraverso la conservazione e la protezione dell&#8217;ambiente che ci circonda.<br />
Spero che questa Esposizione Universale di Milano, in cui le Nazioni Unite sono state protagoniste come mai prima, sia per tutti il segno che una strada nuova può essere condivisa.<br />
Scelte unilaterali non portano al progresso e alla pace. Il diritto internazionale invece è una risorsa, da custodire e implementare: questa risorsa aiuterà anche le nuove idee e i nuovi protagonisti che si cimenteranno per realizzare entro il 2030 l&#8217;obiettivo di uno sviluppo equo, solidale e sostenibile.</p>
</div>
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		<title>Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella all’EXPO 2015</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Jun 2015 14:35:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Television Post]]></category>
		<category><![CDATA[expo]]></category>
		<category><![CDATA[Il Parlamentare]]></category>
		<category><![CDATA[MIlano]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;Nutrire il pianeta&#8221; è la sfida epocale che l&#8217;umanità ha di fronte. Nutrire vuol dire assicurare finalmente il diritto al cibo e all&#8217;acqua per tutti gli abitanti della Terra. Ma vuol dire anche restituire alla terra e, dunque, ai nostri figli e alle generazioni successive, quell&#8217;energia della vita che ogni giorno prendiamo in prestito e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">&#8220;Nutrire il pianeta&#8221; è la sfida epocale che l&#8217;umanità ha di fronte. Nutrire vuol dire assicurare finalmente il diritto al cibo e all&#8217;acqua per tutti gli abitanti della Terra. Ma vuol dire anche restituire alla terra e, dunque, ai nostri figli e alle generazioni successive, quell&#8217;energia della vita che ogni giorno prendiamo in prestito e che non dobbiamo più consumare rischiando di distruggerla, come purtroppo è accaduto negli ultimi decenni.</p>
<p>L&#8217;Esposizione Universale di Milano è, anche per questo, il luogo migliore dove celebrare quest&#8217;anno la Giornata Mondiale dell&#8217;Ambiente, promossa dalle Nazioni Unite.<br />
C&#8217;è un legame sempre più stringente tra l&#8217;alimentazione sana, sicura, sufficiente e la tutela dell&#8217;ambiente con i suoi delicati equilibri, così vitali. I &#8220;sette miliardi di sogni&#8221; da condividere in un solo pianeta &#8211; che migliaia di cittadini, e, in particolare, di giovani, hanno opportunamente suggerito come tema della Giornata Mondiale &#8211; compongono la nuova frontiera del progresso sociale e dello sviluppo economico.</p>
<p>Oggi la sostenibilità è condizione stessa della pace, non meno di quanto lo siano la giustizia, la cooperazione tra i popoli, il rispetto dei diritti fondamentali della persona.<br />
E&#8217; giusto parlare di &#8220;sogni&#8221;. Purché siano sogni ad occhi aperti. In gioco ci sono le nostre responsabilità. Personali e collettive.</p>
<p>Non possiamo, non vogliamo arrenderci all&#8217;inerzia di sovrastrutture impersonali che determinano uno sfruttamento delle risorse naturali superiore alla loro capacità di rigenerazione, che allargano gli squilibri e le disuguaglianze, che creano fratture nelle società, tra i territori, tra i popoli.</p>
<p>Dobbiamo rispondere alla domanda se l&#8217;umanità sia ancora capace di essere artefice positiva del proprio destino. Perché a questo punto della storia dare cibo e acqua a tutti, e assicurare un futuro all&#8217;ambiente, non è più scontato.</p>
<p>Richiede intelligenza, coesione sociale, impegno culturale.</p>
<p>Richiede idee innovative, tecnologie avanzate.</p>
<p>Richiede il protagonismo dei giovani.</p>
<p>E richiede forti decisioni, anche perché i poteri regolatori spesso sovrastano gli stessi governi nazionali.</p>
<p>L&#8217;Esposizione di Milano è un&#8217;opportunità; e una sfida per tutti. Anzitutto per il nostro Paese, che ha messo la propria ospitalità e la propria capacità organizzativa a servizio di un grande progetto. E noi contiamo che il dialogo produca un contagio positivo.</p>
<p>L&#8217;universalità dei temi proposti dall&#8217;Expo sono ben sintetizzati nella Carta di Milano, la quale costituisce non soltanto una sintesi felice del confronto tra esperti, società civile e istituzioni, ma vuole essere anche un lascito concreto di questa manifestazione in vista dei prossimi importanti appuntamenti mondiali: la Conferenza di luglio ad Addis Abeba, sul finanziamento dello sviluppo, il vertice Onu di settembre, per definire la nuova Agenda mondiale dello sviluppo sostenibile, la Conferenza di dicembre a Parigi, sul clima.<br />
Con una efficace espressione, il Segretario Generale delle Nazioni Unite ha definito il 2015 come &#8220;l&#8217;anno della semina&#8221;.</p>
<p>Siamo orgogliosi che la nostra Esposizione sia parte di questa semina. E vogliamo che produca frutti importanti, a beneficio di tutti. La Carta di Milano ha un grande valore etico e politico. Indica obiettivi cruciali, chiede cambiamenti forti, lancia proposte ai governi e agli organismi internazionali, delinea impegni per i cittadini.</p>
<p>Speriamo che la firmino in molti.</p>
<p>Sotto la spinta degli Obiettivi del Millennio, fissati nella dichiarazione del 2000, è stato significativamente ridotto il tasso di denutrizione. Politiche di sviluppo mirate hanno ridimensionato in termini assoluti la povertà estrema. Tuttavia 800 milioni di persone soffrono ancora una fame cronica; 160 milioni di bambini sono malnutriti e hanno, di conseguenza, una crescita ritardata; due miliardi di esseri umani non dispongono di cibo sufficiente e sicuro mentre, quasi in contrapposizione, un numero analogo di abitanti del pianeta è sovrappeso o soffre di obesità.</p>
<p>Abbiamo molto da fare insieme. La Carta di Milano dichiara, in modo solenne, il diritto al cibo e all&#8217;acqua come diritti fondamentali, come rivelatori di un più generale diritto alla vita.</p>
<p>Il cibo è un grande patrimonio culturale. Il modo con cui coltiviamo la terra, ci procuriamo il cibo, lo distribuiamo, lo consumiamo definiscono le forme della nostra vita comune e disegnano persino il paesaggio. L&#8217;obiettivo di cancellare definitivamente la fame e la denutrizione dal mondo ci impone un salto nei rapporti politici, nell&#8217;organizzazione sociale, nella produzione industriale e agricola.</p>
<p>La nostra ambizione è che l&#8217;Expo aiuti la rincorsa per questo salto. Noi vogliamo far crescere la generazione &#8220;Fame zero&#8221;. E sappiamo che l&#8217;impegno educativo e culturale ha bisogno di grandi ideali.</p>
<p>Senza una grande motivazione ideale, senza una condivisione, non riusciremo a contrastare la povertà, non porremo argini al cambiamento climatico, non rispetteremo le biodiversità che arricchiscono e immettono energie vitali nel pianeta.</p>
<p>Il consumo responsabile e l&#8217;affermazione del diritto al cibo riguardano le politiche degli Stati, ma non solo queste. La sfida comincia da noi cittadini.</p>
<p>Abbiamo la facoltà di scegliere, e dunque premiare, beni prodotti in maniera rispettosa dei diritti dei lavoratori e dell&#8217;ambiente. Da consumatori possiamo giocare un ruolo attivo, condizionando il mercato e non essendone soltanto condizionati. Così il patto di cittadinanza si arricchisce ulteriormente.</p>
<p>Certo, ai diritti corrispondono sempre dei doveri. E tra i nostri doveri c&#8217;è quello di ridurre gli sprechi. Non è tollerabile che ogni anno più di un miliardo di tonnellate di cibo si disperdano lungo la filiera alimentare. E&#8217; possibile fare in modo che i prodotti invenduti, in prossimità della scadenza, vengano distribuiti tra chi ha bisogno e non ha reddito sufficiente. Lo spreco è un insulto alla società, al bene comune, all&#8217;economia del nostro come di ogni Paese. Alcuni progetti di solidarietà stanno dando risultati positivi. Occorre estenderli, valutando come intervenire con strumenti legislativi di sostegno.</p>
<p>Ridurre gli sprechi è un grande impegno pubblico, a cui possono partecipare da protagonisti la società civile organizzata, il volontariato, il no-profit, la cooperazione, l&#8217;impresa privata.</p>
<p>La cultura dello scarto e del consumo illimitato non si concilia più con il futuro possibile, né con lo sviluppo economico. E&#8217; questa la novità del nostro tempo. Uscire dalla crisi di questi anni vuol dire saper innovare e cambiare rotta.</p>
<p>Su questo crocevia si è progettato l&#8217;Expo di Milano.</p>
<p>L&#8217;economia del futuro sarà più circolare. Occorre aumentare l&#8217;efficacia del processo produttivo facendo di più con meno, incentivando il ri-uso, riducendo gli scarti, l&#8217;impatto ambientale, le emissioni di gas serra, aumentando le quote di energia rinnovabile.</p>
<p>Questa prospettiva è tutt&#8217;altro che una rassegnata decrescita. Al contrario, questa è la sfida che sta già cambiando i mercati. Sfida industriale, sociale, scientifica. La green economy è fin d&#8217;ora un vettore importante del Pil italiano ed europeo. Lo sarà sempre di più. La qualità europea è chiamata a misurarsi in questa competizione, perché sarà decisiva al fine di rilanciare il modello sociale del Continente e di dare un contributo importante al mondo intero nel secolo da poco iniziato.</p>
<p>L&#8217;Expo di Milano sta dimostrando che a questa impresa l&#8217;Italia intende portare il meglio di sé. La sua intelligenza, la sua capacità realizzativa, la sua bellezza.</p>
<p>Siamo il Paese con la maggiore concentrazione mondiale di siti dichiarati dall&#8217;Unesco &#8220;patrimonio dell&#8217;umanità&#8221;. Cinquanta siti, più di ogni altro Paese del mondo.</p>
<p>A questi si aggiunge la dieta mediterranea, bene immateriale che l&#8217;Unesco ha voluto riconoscere e inserire anch&#8217;esso tra i patrimoni dell&#8217;umanità.</p>
<p>E&#8217; un modello alimentare d&#8217;eccellenza, per gli effetti sulla salute e sull&#8217;ambiente, ma soprattutto perché è elemento costitutivo di uno stile di vita e di un patrimonio storico.</p>
<p>Sta alla nostra responsabilità difenderlo e promuoverlo, arricchirlo nell&#8217;innovazione, tutelare le nostre biodiversità per essere più forti nella loro difesa su scala globale.</p>
<p>Non si tratta di porre limitazioni alla manifattura. Per l&#8217;industria si sta aprendo un nuovo, grande campo d&#8217;azione. E questa sfida riguarda anche l&#8217;agricoltura.</p>
<p>L&#8217;agricoltura è stata considerata per anni come un settore vecchio e di retroguardia. Oggi contribuisce ai segnali di ripresa economica e i dati mostrano che sono in aumento anche i giovani che conducono le aziende agricole. L&#8217;agricoltura è, e deve essere ancora di più, il settore dell&#8217;innovazione e dell&#8217;eco-innovazione. La nostra qualità passa da lì. Il nostro bene comune ha un fondamento essenziale nella filiera agro-alimentare.</p>
<p>A cominciare dall&#8217;acqua. In agricoltura si consuma molta più acqua che per il fabbisogno umano. La Fao sottolinea che sono necessari due litri al giorno per il bisogno del singolo individuo, mentre ne occorrono mille volte di più per assicurare il cibo necessario a una sola persona.</p>
<p>Oggi circa 750 milioni di persone non hanno accesso all&#8217;acqua potabile. È un dato intollerabile</p>
<p>Se non saremo capaci di modificare le produzioni agricole scegliendo tra quelle a minor consumo d&#8217;acqua, in Italia come negli altri Paesi; se non saremo capaci di cambiare le abitudini e le tecniche di consumo, specie nei Paesi industriali; se non saremo capaci di correggere i meccanismi di accumulo e distribuzione, fra dieci anni, più della metà della popolazione mondiale rischierà di vivere un grave stress idrico.</p>
<p>La lotta alla povertà è oggi, ancor più che nel passato, condizione di sicurezza del genere umano e della Terra.</p>
<p>E&#8217; il nome nuovo della pace.</p>
<p>La povertà genera carestie. Che alimentano gli odi e le guerre. Che desertificano le società e i territori.</p>
<p>Cibo ed acqua non possono essere considerate risorse strategiche destinate ad alimentare contenziosi bilaterali e nei fori internazionali.</p>
<p>Al contrario, come i territori che li producono, sono testimonianza della indivisibilità del destino dell&#8217;umanità.</p>
<p>La pace è possibile. E&#8217; nelle nostre mani. Ciò che non possiamo pensare è che la pace si imponga con le armi, nella sopraffazione, nell&#8217;esclusione, nello scarto. Ne abbiamo avuto prove storiche e ne abbiamo, oggi, prove quotidiane.<br />
Le guerre, il terrore, l&#8217;estremismo ideologico e religioso, le carestie e i disastri naturali spingono centinaia di migliaia di uomini a migrazioni di inedite dimensioni. Dobbiamo affrontarle con saggezza e umanità. Accogliendo chi ne fugge. Salvando chi grida aiuto. Combattendo chi lucra sulla disperazione. Stroncando i traffici indegni. Ma soprattutto puntando sulla cooperazione, sullo sviluppo equilibrato degli altri Paesi, sulla riduzione delle diseguaglianze stridenti che oggi rendono instabile il mondo.</p>
<p>Il cibo e l&#8217;acqua per tutti, lo sviluppo sostenibile, la biodiversità, il superamento dell&#8217;economia dello spreco sono più di un dovere morale. Sono una prova di intelligenza. Se non saremo capaci di guardare oltre il breve periodo, ruberemo il futuro ai nostri figli. L&#8217;Expo di Milano è nata per guardare al domani. Per aiutare a progettarlo con coraggio e innovazione.</p>
<p>Sono passati quasi dieci anni dalla candidatura di Milano per l&#8217;Esposizione universale.</p>
<p>La candidatura è nata da un consenso bipartisan e di lungo termine, dall&#8217;allora Sindaco di Milano, Letizia Moratti, al presidente del Consiglio di allora, Romano Prodi. Quell&#8217;iniziativa bipartisan, facendo prevalere i sentimenti della coesione e solidarietà, ha consentito un bel successo.</p>
<p>Oggi Expo è il risultato del lavoro di tutti, è una vetrina importante per l&#8217;intero Paese proprio perché è espressione del sistema Italia.</p>
<p>Dobbiamo recuperare, pur nel confronto a volte acceso, il senso del bene comune. E dobbiamo sapere che esso si fonda sulla legalità, sulla trasparenza. Il contrasto alla corruzione deve essere severo, nel nome del diritto e della libertà che la corruzione sottrae a ciascuno di noi.</p>
<p>L&#8217;Expo milanese continuerà a trasmettere il suo messaggio sulla lunghezza d&#8217;onda dell&#8217;innovazione e del bene comune.</p>
<p>Grazie anche ai tanti espositori che hanno accettato la sfida, grazie ai Paesi che hanno aderito con creatività e spirito di solidarietà, grazie a tutti i visitatori che ne rilanceranno idee e proposte.</p>
<p>Perché, come ha osservato Albina Assis Pereira Africano, all&#8217;Expo di Milano, con il contributo di tanti, si sta scrivendo una pagina di storia per l&#8217;umanità.</p>
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		<title>Giorgio Napolitano &#8211; Presidente della Repubblica Italiana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 16:45:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Napolitano]]></category>
		<category><![CDATA[Presidente della Repubblica Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Quirinale]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; È nato a Napoli il 29 giugno 1925, sposato con Clio Bittoni, ha due figli, Giovanni e Giulio. Si è laureato in giurisprudenza nel dicembre 1947 presso l&#8217;Università di Napoli con una tesi in economia politica. Nel 1945-46 è stato attivo nel movimento per i Consigli studenteschi di Facoltà e delegato al 1° Congresso nazionale [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<figure id="attachment_3884" aria-describedby="caption-attachment-3884" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/2012/01/giorgio-napolitano-presidente-della-repubblica-italiana/giorgio-napolitano-5/" rel="attachment wp-att-3884"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-3884" title="Giorgio-Napolitano" alt="" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Napolitano3.jpg" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Napolitano3.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Napolitano3-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Napolitano3-160x90.jpg 160w" sizes="(max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-3884" class="wp-caption-text">Il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano</figcaption></figure>
<p>È nato a Napoli il 29 giugno 1925, sposato con <a title="Apre un documento PDF" href="http://www.quirinale.it/qrnw/statico/presidente/ClioBittoni.pdf">Clio Bittoni</a>, ha due figli, Giovanni e Giulio.</p>
<p>Si è laureato in giurisprudenza nel dicembre 1947 presso l&#8217;Università di Napoli con una tesi in economia politica. Nel 1945-46 è stato attivo nel movimento per i Consigli studenteschi di Facoltà e delegato al 1° Congresso nazionale universitario.</p>
<p>Fin dal 1942, a Napoli, iscrittosi all’Università, ha fatto parte di un gruppo di giovani antifascisti e ha aderito, nel 1945, al Partito Comunista Italiano, di cui è stato militante e poi dirigente fino alla costituzione del Partito Democratico della Sinistra. Dall&#8217;autunno del 1946 alla primavera del 1948 ha fatto parte della segreteria del Centro Economico Italiano per il Mezzogiorno presieduto dal sen. Paratore. Ha inoltre partecipato attivamente al Movimento per la Rinascita del Mezzogiorno fin dalla sua nascita (dicembre 1947) e per oltre 10 anni.</p>
<p>È stato eletto alla Camera dei Deputati per la prima volta nel 1953 e ne ha fatto parte – tranne che nella IV legislatura – fino al 1996, riconfermato sempre nella circoscrizione di Napoli.</p>
<p>La sua attività parlamentare si è svolta nella fase iniziale in seno alla Commissione Bilancio e Partecipazioni Statali, concentrandosi – anche nei dibattiti in Assemblea – sui problemi dello sviluppo del Mezzogiorno e sui temi della politica economica nazionale.</p>
<p>Nella VIII (dal 1981) e nella IX Legislatura (fino al 1986) è stato Presidente del Gruppo dei deputati comunisti.</p>
<p>Negli anni &#8217;80 si è impegnato in particolare sui problemi della politica internazionale ed europea, sia nella Commissione Affari Esteri della Camera dei Deputati, sia come membro (1984-92 e 1994-96) della delegazione italiana all&#8217;Assemblea dell&#8217;Atlantico del Nord, sia attraverso molteplici iniziative di carattere politico e culturale. Già a partire dagli anni &#8217;70, ha svolto una vasta attività di conferenze e dibattiti all&#8217;estero: negli istituti di politica internazionale in Gran Bretagna e in Germania, presso numerose Università degli Stati Uniti (Harvard, Princeton, Yale, Chicago, Berkeley, SAIS e CSIS di Washington).</p>
<p>Dal 1989 al 1992 è stato membro del Parlamento europeo.</p>
<p>Nell&#8217;XI legislatura, il 3 giugno 1992, è stato eletto Presidente della Camera dei deputati, restando in carica fino alla conclusione della legislatura nell&#8217;aprile del 1994.</p>
<p>Nella XII legislatura ha fatto nuovamente parte della Commissione affari esteri ed è stato Presidente della Commissione speciale per il riordino del settore radiotelevisivo.</p>
<p>Non più parlamentare, è stato Ministro dell&#8217;interno e per il coordinamento della protezione civile nel Governo Prodi, dal maggio 1996 all&#8217;ottobre 1998.</p>
<p>Dal 1995 al 2006 è stato Presidente del Consiglio Italiano del Movimento europeo.</p>
<p>Rieletto deputato europeo nel 1999, è stato, fino al 2004, Presidente della Commissione per gli Affari costituzionali del Parlamento europeo.</p>
<p>Nel 2003 è stato nominato Presidente della Fondazione della Camera dei deputati dal Presidente della Camera Pier Ferdinando Casini.</p>
<p>Il 23 settembre 2005 è stato nominato senatore a vita dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.</p>
<p>Il 10 maggio 2006 è stato eletto Presidente della Repubblica con 543 voti. Ha prestato giuramento il 15 maggio 2006.</p>
<p>La sua dedizione alla causa della democrazia parlamentare e il suo contributo al riavvicinamento tra la sinistra italiana e il socialismo europeo, gli sono valsi il conferimento – nel 1997 ad Hannover – del premio internazionale Leibniz-Ring per l’impegno “di tutta una vita”. Egualmente, gli è stato conferito nel campo della “marcia verso la democrazia”, per l’apporto al rafforzamento dei valori e delle istituzioni democratiche in Italia e in Europa, il Premio Dan David 2010 a Tel Aviv.</p>
<p>Gli sono stati conferiti la laurea o il dottorato honoris causa dalle Università di Bari e di Trento, dall&#8217;Università degli Studi di Napoli &#8220;L&#8217;Orientale&#8221; e dalle Università Complutense di Madrid, Hebrew di Gerusalemme, Sorbona di Parigi.</p>
<p>Ha sviluppato un’intensa attività pubblicistica e editoriale. Ha collaborato alla rivista “Società” diretta da Ranuccio Bianchi Bandinelli e (dal 1954 al 1960) alla rivista “Cronache meridionali&#8221; con numerosi saggi su temi meridionalistici. Nel 1962 ha pubblicato il suo primo libro &#8220;Movimento operaio e industria di Stato&#8221;, con particolare riferimento alle elaborazioni di Pasquale Saraceno.</p>
<p>Nel 1975 ha pubblicato il libro &#8220;Intervista sul PCI&#8221; con Eric Hobsbawm, tradotto in oltre 10 paesi. Del 1979 è il libro &#8220;In mezzo al guado&#8221; riferito al periodo della solidarietà democratica (1976-79), durante il quale fu portavoce del PCI – e lo rappresentò nei rapporti con il governo Andreotti – sui temi dell&#8217;economia e del sindacato.</p>
<p>Il libro &#8220;Oltre i vecchi confini&#8221; del 1988 ha affrontato le problematiche emerse negli anni del disgelo tra Est e Ovest, durante la presidenza Reagan negli USA e la leadership di Gorbaciov nell&#8217;URSS.</p>
<p>Nel libro “Al di là del guado: la scelta riformista” sono raccolti gli interventi politici dal 1986 al 1990. Nel libro &#8220;Europa e America dopo l&#8217;89&#8221;, del 1992, sono raccolte le conferenze tenute negli Stati Uniti dopo la caduta del muro di Berlino e dei regimi comunisti in Europa centrale e orientale. Nel 1994 ha pubblicato il libro, in parte sotto forma di diario, &#8220;Dove va la Repubblica &#8211; Una transizione incompiuta&#8221; dedicato agli anni della XI legislatura, vissuta come Presidente della Camera dei Deputati.</p>
<p>Nel 2002, ha pubblicato il libro “Europa politica”, nel pieno del suo impegno come Presidente della Commissione per gli Affari costituzionali del Parlamento europeo.</p>
<p>Il suo libro “Dal PCI al socialismo europeo: un’autobiografia politica” è uscito nel 2005.</p>
<p>Nel 2009 ha pubblicato “Il patto che ci lega”, raccolta di discorsi tenuti nella prima metà del mandato presidenziale.</p>
<p>Nel 2011 ha pubblicato “Una e indivisibile. Riflessioni sui 150 anni della nostra Italia”.</p>
<p>A cura de: Il Quirinale.it &#8211; Gennaio 2012</p>
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		<title>E&#8217; scomparso Oscar Luigi Scalfaro IX Presidente della Repubblica Italiana (92-99)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 16:37:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Napolitano]]></category>
		<category><![CDATA[il Parlamentare.it]]></category>
		<category><![CDATA[Oscar Luigi Scalfaro]]></category>
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					<description><![CDATA[Fu eletto deputato ininterrottamente dal 1946 al 1992, quando, durante la sua presidenza della Camera dei deputati, fu eletto Presidente della Repubblica. In precedenza era stato Ministro dell&#8217;Interno nel Governo Craxi I. Era senatore a vita aderente al Partito Democratico. Scalfaro, insieme a Sandro Pertini (che presiedette come membro anziano il Senato nel 1987) ed Enrico De Nicola(presidente della Camera, del Senato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_3873" aria-describedby="caption-attachment-3873" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/2012/01/e-scomparso-oscar-luigi-scalfaro-ix-presidente-della-repubblica-italiana-1992-1999/oscar-luigi-scalfaro/" rel="attachment wp-att-3873"><img decoding="async" class="size-full wp-image-3873" title="Oscar-Luigi-Scalfaro" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Oscar-Luigi-Scalfaro.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Oscar-Luigi-Scalfaro.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Oscar-Luigi-Scalfaro-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Oscar-Luigi-Scalfaro-160x90.jpg 160w" sizes="(max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-3873" class="wp-caption-text">Oscar Luigi Scalfaro</figcaption></figure>
<p>Fu eletto deputato ininterrottamente dal 1946 al 1992, quando, durante la sua presidenza della Camera dei deputati, fu eletto Presidente della Repubblica. In precedenza era stato Ministro dell&#8217;Interno nel Governo Craxi I. Era senatore a vita aderente al Partito Democratico.</p>
<p>Scalfaro, insieme a <a href="http://internetepolitica.blogosfere.it/2012/01/sandro-pertini-linstant-book-la-politica-delle-mani-pulite.html">Sandro Pertini</a> (che presiedette come membro anziano il Senato nel 1987) ed <strong>Enrico De Nicola</strong>(presidente della Camera, del Senato e della Repubblica dal 1º gennaio all&#8217;11 maggio 1948), ha ricoperto tutte le tre più alte cariche dello Stato: è infatti stato Presidente della Repubblica e Presidente della Camera. (credit image by Infophoto.it)</p>
<p>Gli ha reso omaggio anche il <a href="http://politicaesocieta.blogosfere.it/2012/01/messaggio-di-fine-anno-del-presidente-della-repubblica-giorgio-napolitano-ecco-il-video-integrale.html">Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano</a>:</p>
<p><em>&#8220;E&#8217; con profonda commozione che rendo omaggio alla figura di Oscar Luigi Scalfaro nel momento della sua scomparsa, ricordando tutto quel che egli ha dato al servizio del Paese, e l&#8217;amicizia limpida e affettuosa che mi ha donato. E&#8217; stato un protagonista della vita politica democratica nei decenni dell&#8217;Italia repubblicana, esempio di coerenza ideale e di integrità morale&#8221;. </em></p>
<p>Ha proseguito Napolitano:</p>
<p><em>&#8220;Si è identificato col Parlamento, cui ha dedicato con passione la più gran parte del suo impegno. Da uomo di governo, ha lasciato l&#8217;impronta più forte nella funzione da lui sentitissima di ministro dell&#8217;Interno. Da Presidente della Repubblica, ha fronteggiato con fermezza e linearità periodi tra i più difficili della nostra storia. Da uomo di fede, da antifascista e da costruttore dello Stato democratico, ha espresso al livello più alto la tradizione dell&#8217;impegno politico dei cattolici italiani, svolgendo un ruolo peculiare nel partito della Democrazia Cristiana&#8221;.</em></p>
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		<title>&#8216;No rottura della legalita&#8221; Ma e&#8217; scontro sui giudici</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2011/05/no-rottura-della-legalita-ma-e-scontro-sui-giudici/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 May 2011 16:15:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[Fini]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Napolitano]]></category>
		<category><![CDATA[Giudici]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Magistratura]]></category>
		<category><![CDATA[Presidente della Repubblica Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Quirinale]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8221;Gia&#8217; negli anni scorsi, al Quirinale, ho voluto mettere l&#8217;accento sul sacrificio di uomini di legge, per sottolineare come da magistrati, avvocati, docenti di diritto venne un contributo peculiare di fermezza, di coraggio e insieme di quotidiana serenita&#8217; e umanita&#8217; nello svolgimento di una funzione essenziale per poter resistere all&#8217;ondata terroristica e averne ragione : [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="content-corpo">
<p><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-1786" title="Giorgio Napolitano" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio_Napolitano.jpg" alt="" width="300" height="246" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio_Napolitano.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio_Napolitano-250x205.jpg 250w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />&#8221;Gia&#8217; negli anni scorsi, <strong>al Quirinale,</strong> ho voluto mettere l&#8217;accento sul  sacrificio di uomini di legge, per sottolineare come da magistrati, avvocati,  docenti di diritto venne un contributo peculiare di fermezza, di coraggio e  insieme di quotidiana serenita&#8217; e umanita&#8217; nello svolgimento di una funzione  essenziale per poter resistere all&#8217;ondata terroristica e averne ragione : la  funzione dell&#8217;amministrare la giustizia secondo legge e secondo Costituzione,  sempre, contro ogni minaccia e ogni prevaricazione&#8221;. E&#8217; quanto afferma il Capo  dello Stato Giorgio Napolitano, nel suo contributo al volume a cura del Csm  &#8221;Nel loro segno&#8221;, che ricorda i 26 magistrati vittime del terrorismo e delle  stragi di mafia, che sara&#8217; presentato domani al Quirinale nella cerimonia di  celebrazione della &#8221;Giornata della memoria&#8221; dedicata alle vittime del  terrorismo e delle stragi.</p>
<p>&#8221;No alla violenza e alla rottura della legalita&#8217; in qualsiasi forma: e&#8217; un  imperativo da non trascurare in nessun momento, in funzione della lotta che oggi  si combatte, anche con importanti successi, soprattutto contro la criminalita&#8217;  organizzata, ma piu&#8217; in generale in funzione di uno sviluppo economico, politico  e civile degno delle tradizioni democratiche e del ruolo dell&#8217;Italia&#8221;. E&#8217; uno  dei passaggi del contributo del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano,  al volume a cura del Csm &#8221;Nel loro segno&#8221;, che ricorda i 26 magistrati vittime  del terrorismo e delle stragi di mafia, che sara&#8217; presentato domani al  Quirinale.</p>
<p>E&#8217; &#8221;necessario tenere sempre<strong> alta la guardia</strong> sia contro il  riattizzarsi di focolai di fanatismo politico e ideologico sia contro  l&#8217;aggressione mafiosa&#8221;. E&#8217; quanto afferma il Capo dello Stato Giorgio  Napolitano nel suo contributo al volume a cura del Csm &#8221;Nel loro segno&#8221;, che  ricorda i 26 magistrati vittime del terrorismo e delle stragi di mafia, che  sara&#8217; presentato domani al Quirinale.(</p>
<p>Ma sui giudici e&#8217; ancora scontro dopo le dichiarazioni ieri del presidente  del Consiglio Berlusconi che aveva parlato di &#8216;cancro da estirpare&#8217;.</p>
<p><strong>FINI, IL PREMIER DELEGITTIMA LA MAGISTRATURA </strong>&#8220;Non posso pensare che il  Presidente del Consiglio si scagli contro i magistrati delegittimando tutto il  corpo della magistratura&#8221;. E&#8217; quanto ha detto il presidente della Camera,  Gianfranco Fini, il quale ha ricordato che domani, 9 maggio, anniversario  dell&#8217;uccisione di Aldo Moro, l&#8217;Italia commemora le vittime del terrorismo tra  cui anche diversi magistrati. &#8220;Chi riveste cariche istituzionali, non si rende  conto dell&#8217;errore che commette quando delegittima la magistratura, l&#8217;istituzione  non può essere considerata un nemico&#8221;, ha detto Fini che ha pero&#8217; poi  sottolineato che &#8220;Tutte le opposizioni devono smetterla di pensare che  Berlusconi possa esser battuto per via giudiziaria. Perde credibilità perché  promette cose che non mantiene mai, non perché ha questo o quel processo in  corso&#8221;.</p>
<div><strong>A MILANO BERLUSCONI ATTACCA PM dell&#8217;inviato Federico  Garimberti </strong>&#8211; Aveva detto di voler trasformare le amministrative in un  referendum su se stesso e sulla sua lotta personale contro i magistrati  milanesi. E Silvio Berlusconi , nel comizio milanese &#8216;pro-Moratti&#8217;, ha mantenuto  la promessa: definisce i pm che lo &#8221;perseguitano&#8221; un &#8221;cancro&#8221; da estirpare e  non lesina attacchi alla Consulta accusata di essere &#8221;prona&#8221; ai desideri delle  toghe rosse. Dal palco del Palasharp, dove sale per sostenere la candidatura di  Moratti nella corsa a sindaco, il presidente del Consiglio ignora quasi del  tutto (salvo il consueto &#8216;domanda e risposta&#8217; con la platea) le tematiche  prettamente locali. Del resto, riconosce lui stesso, il voto nel capoluogo  lombardo &#8221;ha valenza per l&#8217;Italia&#8221; e dunque per il governo. E&#8217; li&#8217;, nella  &#8216;sua&#8217; citta&#8217; che Berlusconi si gioca gran parte del resto della legislatura.  Esordisce con un passaggio emblematico su come veda le polemiche politiche: di  quello che leggo sui giornali &#8221;me ne frego e continuo a fare quello che mi  sembra giusto&#8221;.&nbsp;</p>
<p>Segue l&#8217;immancabile attacco alla &#8221;sinistra&#8221; (e&#8217; un  &#8221;eufemismo&#8221; dire che hanno molte &#8221;anime&#8221; visto che l&#8217;anima non ce l&#8217;hanno,  ironizza) che vuole costruire &#8221;moschee ovunque&#8221; e che, se fosse lasciata  governare, aumenterebbe le tasse e colpirebbe gli italiani con la patrimoniale.  In vista del voto, anche il calcio e&#8217; importante: sottolinea come, comunque  vada, sara&#8217; una squadra milanese a vincere. Un fair play che non riserva ne&#8217; al  candidato del centrosinistra (e&#8217; una &#8221;cosa da pazzi&#8221; votare uno come Pisapia  che fino al &#8217;98 voleva &#8221;rifondare il comunismo&#8221;) ne&#8217; tantomeno a Gianfranco  Fini: gli ultimi sondaggi lo davano &#8221;addirittura&#8221; sotto alla Destra di  Storace. Ma e&#8217; l&#8217;unica stoccata che riserva al presidente della Camera. Per il  resto, preferisce raccomandarsi con gli elettori di dargli almeno 53mila  preferenze, altrimenti &#8221;la sinistra mi fa il funerale&#8221;. Scherza, fa battute,  ma incappa anche nella contestazione di un signore, che bolla come  &#8221;illiberale&#8221;. Segue un passaggio che sembra far riferimento ai rilievi di  Giorgio Napolitano, ma che si perde (anche per una nuova contestazione dello  stesso signore che il premier, a quel punto, fa allontanare) in una semplice  descrizione di quanto avvenuto. &#8221;La situazione in Parlamento e&#8217; cambiata, ma in  meglio&#8221;, premette. Ricorda la &#8221;diaspora&#8221; di Fini e l&#8217;arrivo degli  &#8221;scontenti&#8221; dalle fila di Pd e Idv. Ora pero&#8217;, sottolinea, c&#8217;e&#8217; una  &#8221;situazione larghissimamente positiva&#8221; visto che la maggioranza, piu&#8217;  &#8221;solida, stabile e coesa&#8221;, potra&#8217; finalmente fare le tre &#8221;importantissime&#8221;  riforme: giustizia, fisco e riforma costituzionale.</p>
<p>A proposito della  prima, ricorda l&#8217;intenzione di separare giudici da accusa, di riformare il Csm,  ma &#8221;soprattutto&#8221; di voler impedire che si ripeta quanto avvenuto finora: e  cioe&#8217; che &#8221;i pm di sinistra possano impugnare delle leggi votate dal Parlamento  italiano&#8221; e avere una Corte Costituzionale, &#8221;prona&#8221; ai loro desideri, che li  accontenta. Argomenti che lo portano a parlare dei suoi processi; di come il  presidente del Consiglio sia &#8221;costretto a sottoporsi all&#8217;umiliazione&#8221; di  andare &#8221;ogni lunedi&#8221; in tribunale ad affrontare accuse &#8221;ridicole e  infondate&#8221; che ledono l&#8217;immagine sua e del Paese. Si ferma e fa una  &#8221;parentesi&#8221; che, riconsce lui stesso, &#8221;forse sarebbe opportuno non fare&#8221;:  dopo aver ricordato i 30 processi subiti, 24 dei quali finiti nel nulla,  attacca: &#8221;Questi pm sono ancora li&#8217; a ripetere questo tentativo di farmi fuori,  di eversione: una patologia che e&#8217; un cancro della nostra democrazia che  dobbiamo levare&#8221;. Parole che provocano la dura reazione di Fini che ricorda al  premier che &#8221;la magistratura e&#8217; un&#8217;istituzione, non un nemico&#8221;. Dopo lo sfogo  sui pm, Berlusconi torna a parlare di riforme. E annuncia l&#8217;intenzione di  proporre, subito dopo le amministrative, &#8221;una legge di iniziativa popolare per  ridurre di almeno della meta&#8217; il numero dei parlamentari&#8221;. Segno che intende  cavalcare quel malcontento verso la politica che i sondaggi da tempo gli  segnalano. La chiusa e&#8217; un messaggio agli elettori milanesi: &#8221;Milano sara&#8217; la  spinta piu&#8217; forte al nostro governo&#8221;</p>
</div>
</div>
<p><!-- /#corpo -->Ansa</p>
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