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	<title>presidente consiglio ministri &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Giuseppe Conte &#8211; Presidente del Consiglio dei Ministri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Aug 2018 17:38:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Volti della Politica]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe conte]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[presidente consiglio ministri]]></category>
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					<description><![CDATA[Giuseppe Conte (Volturara Appula, 8 agosto 1964) è un politico, giurista e accademico italiano, Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana dal 1º giugno 2018. Politicamente vicino al Movimento 5 Stelle, il 31 maggio 2018 è stato incaricato presidente del Consiglio, sostenuto da un accordo di governo tra M5S e Lega. Biografia Nasce a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_13592" aria-describedby="caption-attachment-13592" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giuseppeconte.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-13592" alt="Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giuseppeconte.jpg" width="800" height="499" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giuseppeconte.jpg 800w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giuseppeconte-300x187.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giuseppeconte-432x270.jpg 432w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13592" class="wp-caption-text">Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte</figcaption></figure>
<p><strong>Giuseppe Conte</strong> (Volturara Appula, 8 agosto 1964) è un politico, giurista e accademico italiano, Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana dal 1º giugno 2018.</p>
<p>Politicamente vicino al Movimento 5 Stelle, il 31 maggio 2018 è stato incaricato presidente del Consiglio, sostenuto da un accordo di governo tra M5S e Lega.</p>
<p><strong>Biografia</strong></p>
<p>Nasce a Volturara Appula nel 1964, figlio del segretario comunale Nicola Conte e di Lillina Roberti, maestra elementare. Ancora piccolo, si trasferisce con la famiglia a Candela e quindi a San Giovanni Rotondo a seguito dei cambi di sede lavorativa del padre. Si diploma al Liceo Classico &#8220;Pietro Giannone&#8221; di San Marco in Lamis.</p>
<p>Si laurea con lode nel 1988 in Giurisprudenza presso l&#8217;Università La Sapienza di Roma, per intraprendere quindi la carriera di avvocato civilista. Da studente universitario, Giuseppe Conte ha frequentato il collegio universitario di merito di Villa Nazareth. Nel 1992 è stato visiting scholar per 3 mesi presso l&#8217;Università Yale.[12] Dal 1992 al 1993 è borsista presso il CNR. Non risultano invece altre attività accademiche (tra cui Cambridge, Sorbona, Malta), vantate da Conte nel 2018 nel suo CV, secondo controlli effettuati da parte della stampa internazionale.</p>
<p><strong>Vita privata</strong></p>
<p>È cattolico e devoto a San Pio da Pietrelcina. Separato dalla moglie Valentina Fico, è padre di Niccolò, nato nel 2008. La sua compagna è Olivia Paladino.</p>
<p><strong>Attività professionale</strong></p>
<p>Conseguita nel 2000 l&#8217;idoneità a professore associato di diritto privato e nel 2002 a professore ordinario, ha insegnato presso la Libera Università Maria Santissima Assunta, l&#8217;Università Roma Tre e l&#8217;Università di Sassari. È professore ordinario di diritto privato presso l&#8217;Università di Firenze e presso l&#8217;Università Luiss.</p>
<p>Il 18 settembre 2013 viene eletto dalla Camera dei deputati componente laico del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa, l&#8217;organo di autogoverno dei magistrati amministrativi e successivamente ne diventa vicepresidente.</p>
<p><strong>Carriera politica</strong></p>
<p>Il 27 febbraio 2018 è presentato da Luigi Di Maio come candidato alla posizione di ministro della pubblica amministrazione in caso di vittoria del Movimento 5 Stellealle elezioni politiche. Lo stesso giorno dà le dimissioni dal Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa.</p>
<p>Ha dichiarato di essere stato elettore della sinistra, prima di avvicinarsi al Movimento 5 Stelle. Ha anche affermato che «gli schemi ideologici del Novecento non sono più adeguati» mentre giudica «più importante valutare l&#8217;operato di una forza politica in base a come si posiziona sul rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali».</p>
<p><strong>Presidente del Consiglio dei ministri</strong></p>
<p>Il 21 maggio 2018 viene proposto come presidente del Consiglio dei ministri dai leader della coalizione M5S-Lega al presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella, il quale due giorni dopo gli conferisce l&#8217;incarico di formare il nuovo governo, che il giurista accetta con riserva. Il 27 maggio rimette l&#8217;incarico, rinunciando quindi alla formazione di un suo esecutivo, a causa di contrasti sulla nomina di Paolo Savona quale ministro dell&#8217;economia.</p>
<p>Il 31 maggio riceve una seconda volta da Mattarella l&#8217;incarico di presidente del Consiglio, in seguito alla decisione di Carlo Cottarelli (che era stato incaricato di formare un governo provvisorio dopo la rinuncia di Conte) di rinunciare &#8220;essendosi create nuove condizioni per la formazione di un governo politico&#8221;. Contestualmente, Conte presenta la lista dei ministri, accettando, questa volta, senza riserva (terzo a farlo nella storia della Repubblica, dopo Giuseppe Pella nel 1953 e Silvio Berlusconi nel 2008).[3] All&#8217;interno della squadra di governo nomina come vicepresidenti Luigi Di Maio e Matteo Salvini, il primo anche ministro del lavoro e ministro dello sviluppo economico e il secondo ministro dell&#8217;interno.</p>
<p>Dopo aver giurato al Quirinale, il 5 giugno tiene il suo discorso d&#8217;insediamento al Senato,[31] ottenendo la fiducia con 171 voti favorevoli, 117 contrari e 25 astenuti. Il giorno successivo ottiene la fiducia anche alla Camera dei deputati con 350 voti favorevoli, 236 contrari e 35 astenuti.</p>
<p>L&#8217;8 e il 9 giugno prende parte al G7 guidato dal primo ministro canadese Justin Trudeau. Il 28 e il 29 giugno partecipa al Consiglio europeo per discutere di politiche migratorie, sicurezza e finanza.</p>
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		<title>Matteo Renzi: partenza frenata dal Presidente Napolitano. Meglio riflettere.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Feb 2014 22:31:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro corneli]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Napolitano]]></category>
		<category><![CDATA[Il Parlamentare]]></category>
		<category><![CDATA[matteo renzi]]></category>
		<category><![CDATA[politica italiana]]></category>
		<category><![CDATA[presidente consiglio ministri]]></category>
		<category><![CDATA[Riforme]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>
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					<description><![CDATA[di Alessandro Corneli / Giorgio Napolitano ha imposto a Matteo Renzi una breve pausa di riflessione per formare la squadra di governo. Riflessione significa contrattazione con altre partiti politiche e ambienti che contano. Tra i nomi ch circolano, ce ne sono alcuni che non si vorrebbero sentire: uno per tutti, anche quello di Giuliano Amato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi-presidente-consiglio-dei-ministri.jpg"><img decoding="async" alt="matteo-renzi-presidente-consiglio-dei-ministri" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi-presidente-consiglio-dei-ministri.jpg" width="790" height="466" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Matteo Renzi &#8211; Presidente del Consiglio dei Ministri</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">di Alessandro Corneli /</p>
<p style="text-align: justify;">Giorgio Napolitano ha imposto a Matteo Renzi una breve pausa di riflessione per formare la squadra di governo. Riflessione significa contrattazione con altre partiti politiche e ambienti che contano. Tra i nomi ch circolano, ce ne sono alcuni che non si vorrebbero sentire: uno per tutti, anche quello di Giuliano Amato all’Economia. Nessuno deve pensare che la recente nomina a giudice costituzionale sia la destinazione finale di questo personaggio. Il suo obiettivo era, e resta, il Quirinale. Napolitano farà di tutto perché ciò accada. Per questo motivo, è stato messo in circolazione anche il nome di Romano Prodi. I due potrebbero elidersi. Ma se l’uno o l’altro entrasse nel Governo, il ruolo di Renzi risulterebbe ridimensionato, e più in presenza di Amato che di Prodi.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo fa pensare che la “staffetta” Letta-Renzi sia meno semplice e lineare di quanto finora apparso. <strong>Ci sono in ballo due cose grosse</strong>, che marciano in parallelo. <strong>La prima è il posizionamento dell’Italia verso l’Europa</strong>. L’impressione è che Renzi voglia un po’ di briglia sciolta ma non si renda del tutto conto di che cosa questo potrebbe significare: un esempio per altri Paesi con ripercussioni destabilizzanti per gli equilibri europei. <strong>La seconda cosa grossa in ballo è la successione di Napolitano,</strong> appuntamento sempre decisivo nella storia della Repubblica. Napolitano ha garantito l’ancoraggio dell’Italia all’Europa. Il successore farà altrettanto?</p>
<p style="text-align: justify;">La questione è stata così sintetizzata da Eugenio Scalfari (<em>Repubblica</em>, 16 febbraio): “Se rispetta gli impegni con l’Europa il suo governo sarà eguale a quello di Letta e non molto più veloce nelle realizzazioni; se non li rispetta innescherà il commissariamento europeo e i sacrifici ancora maggiori sugli italiani”. Come dire: <strong>con Renzi le cose non cambieranno rispetto al governo Letta ma se cambieranno, cambieranno in peggio</strong>. È una previsione  o è una minaccia? Tutto questo, prima di conoscere la sua squadra e il suo programma in dettaglio. Leggendo questo articolo, Renzi si sarà sentito forte e libero oppure no?</p>
<p style="text-align: justify;">Eugenio Scalfari ha scritto su Renzi cose che, nel dibattito politico italiano, sono velenose. Ha scritto che “Renzi è un Berlusconi giovane”; che “somiglia moltissimo  Berlusconi per quanto riguarda le sue capacità di seduzione”. Ancora: “Il pregio di Renzi è sempre stato quello d’essere d’accordo con tutti affinché tutti siano d’accordo con lui. In più – e non è poco – ci mette la sua ‘smisurata ambizione’ e la sua smisurata vitalità”.</p>
<p style="text-align: justify;">Si comprendere bene che <strong>ciò che non va giù è che Renzi si sia accordato con Berlusconi sulle riforme</strong>. Con due effetti. Il primo effetto è che Berlusconi ha confermato il suo appoggio alle riforme, purché non siano ritardate e rinviate (quindi c’è già l’ipotesi che lo siano, se non altro per prolungare la vita del Senato). Il secondo effetto è che è salita di colpo, improvvisamente, la polemica tra FI e NCD di Alfano. L’obiettivo è di ridurre il margine di manovra di Renzi, condizionandolo prima ancora che muova i primi passi. Facendo capire che anche lui è “transitorio” e che restare al governo fino al 2018 non dipende da lui.</p>
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