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	<title>premier &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Meloni rilancia sulle riforme e chiama le opposizioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 May 2023 16:17:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Camera]]></category>
		<category><![CDATA[giorgia meloni]]></category>
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					<description><![CDATA[Chiudere con l&#8217;anomalia di assetti che durano &#8220;in media due anni&#8221;, per dare all&#8217;Italia governi &#8220;stabili&#8221;. Giorgia Meloni punterà probabilmente su questa leva martedì per cercare di trovare un percorso il più possibile &#8220;condiviso&#8221; sulle riforme. Con tutte le opposizioni per un round di confronti che vedrà per la prima volta seduta una di fronte [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Chiudere con l&#8217;anomalia di assetti che durano &#8220;in media due anni&#8221;, per dare all&#8217;Italia governi &#8220;stabili&#8221;. Giorgia Meloni punterà probabilmente su questa leva martedì per cercare di trovare un percorso il più possibile &#8220;condiviso&#8221; sulle riforme.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con tutte le opposizioni per un round di confronti che vedrà per la prima volta seduta una di fronte all&#8217;altra la premier e la leader del Pd, Elly Schlein, che comunque riunirà la sua segreteria per prepararsi all&#8217;incontro. Mentre il leader M5s non dovrebbe esserci, impegnato &#8211; dicono i suoi &#8211; a Brescia chiamato dal Tribunale dei ministri a testimoniare nell&#8217;inchiesta Covid. Udienza, però, calendarizzata il 10 maggio. Una eventuale assenza sarebbe interpretata come un segnale politico. E in effetti una certa diffidenza per l&#8217;invito di Meloni, a taccuini chiusi, le opposizioni la manifestano. &#8220;E&#8217; un diversivo per sviare l&#8217;attenzione&#8221; dall&#8217;azione del governo, duramente contestata dalle minoranze sia sul fronte del lavoro sia, da ultimo, sul blitz su Inps e Inail e per le mosse sulla Rai. L&#8217;appuntamento è per l&#8217;ora di pranzo alla Camera, nella Biblioteca del presidente: si partirà con +Europa a mezzogiorno e mezzo e a seguire tutti gli altri, le Autonomie, l&#8217;Alleanza Verdi e sinistra, il Terzo Polo (che si presenterà unito) per chiudere con M5S e Pd, cui sarà dedicato più tempo. Di &#8220;ascolto&#8221;, dicono a Palazzo Chigi, sottolineando che la scelta di Montecitorio mostra l&#8217;attenzione della premier per il ruolo del Parlamento. Quale che sia la soluzione &#8211; su cui martedì si misureranno con ogni probabilità le distanze più che le vicinanze con le opposizioni &#8211; si dovrà comunque superare il complesso iter parlamentare previsto per le revisioni della Costituzione. E avere numeri che superino il perimetro della maggioranza metterebbe al riparo dal doversi sottoporre necessariamente, alla fine del percorso, a un referendum dagli esiti sempre incerti, come bene sa Matteo Renzi che nel 2016 ha visto bocciare la sua proposta di riforma della Carta.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="700" height="467" src="https://www.ilparlamentare.it/wp-content/uploads/palazzochigi.jpeg" alt="" class="wp-image-16520" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/palazzochigi.jpeg 700w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/palazzochigi-300x200.jpeg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/palazzochigi-405x270.jpeg 405w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/palazzochigi-696x464.jpeg 696w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /><figcaption>Una veduta esterna di Palazzo Chigi ANSA/GIUSEPPE LAMI</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Il leader di Iv non ci sarà: il Terzo Polo sarà rappresentato da Carlo Calenda (insieme a Boschi, Paita e Richetti). Ma il passaggio con Azione e Italia viva sarà con ogni probabilità il più indolore. Anche se di fronte a una proposta di presidenzialismo arriverebbe un no (la presidenza della Repubblica, ha detto pubblicamente più volte Calenda, è l&#8217;istituzione più amata, e non va &#8220;snaturata o politicizzata&#8221;). Ma l&#8217;apertura ci sarebbe per il modello del Sindaco d&#8217;Italia, che introdurrebbe sì l&#8217;elezione diretta, ma del presidente del Consiglio. Uno schema che non dovrebbe trovare il favore del Pd, che potrebbe sedersi a discutere di &#8220;premierato forte&#8221;, ma senza toccare il ruolo del Parlamento. L&#8217;elezione diretta del capo del governo sarebbe però proprio la via su cui si sarebbe orientata Elisabetta Casellati, che già a gennaio aveva fatto un primo giro con le opposizioni alla ricerca di possibili convergenze. Del resto, il ragionamento, il modello del premierato è l&#8217;ipotesi emersa con più forza durante le consultazioni con le forze di opposizione, anche se con alcuni distinguo. La ministra starebbe già limando una bozza di testo, che comunque non sarebbe presentato martedì come un &#8216;prendere o lasciare&#8217;. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" width="700" height="467" src="https://www.ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgiameloni-ufficiostampa-palazzochigi.jpeg" alt="" class="wp-image-16521" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgiameloni-ufficiostampa-palazzochigi.jpeg 700w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgiameloni-ufficiostampa-palazzochigi-300x200.jpeg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgiameloni-ufficiostampa-palazzochigi-405x270.jpeg 405w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giorgiameloni-ufficiostampa-palazzochigi-696x464.jpeg 696w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /><figcaption>epa10608646 A handout picture made available by the Chigi Palace (Palazzo Chigi) Press Office shows Italian Prime Minister Giorgia Meloni (R) with the Speaker of the US House of Representatives, Kevin McCarthy (front, back to camera) during their meeting at Chigi Palace in Rome, Italy, 04 May 2023.  EPA/FILIPPO ATTILI/CHIGI PALACE PRESS OFFICE HANDOUT  HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Ma l&#8217;intenzione anche di Meloni, come conferma il suo consigliere giuridico Francesco Saverio Marini, sarebbe quella di chiudere con questi incontri la fase di ascolto per poi presentare in tempi brevi una proposta al Parlamento. Magari anche prima della fine di giugno. &#8220;Si tirerà una riga&#8221;, assicura fiduciosa che &#8220;si possa trovare un punto di incontro&#8221; Casellati, che sarà agli incontri insieme ai due vicepremier, Matteo Salvini e Antonio Tajani, al ministro Luca Ciriani e ai sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari.<br><br><br>Di seguito il programma degli incontri:</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ore 12.30 componente +Europa</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ore 13 Gruppo per le Autonomie e componente Minoranze linguistiche</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ore 13.45 Gruppo Alleanza Verdi e Sinistra &#8211; Ore 15.30 Gruppo Azione-Italia Viva-Renew Europe</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ore 17 Gruppo Movimento Cinque Stelle</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ore 18.30 Gruppo Partito Democratico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fonte ANSA</p>
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		<title>Matteo Renzi, e poi? Guai a chi non sa giocare al pallone e lascia la porta vuota</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Sep 2013 20:25:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[alessandro corneli]]></category>
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					<description><![CDATA[di Alessandro Corneli &#8211; www.grrg.eu A Genova, Matteo Renzi è stato perentorio (e suadente): “E’ ora che Epifani fissi il congresso e si decidano le regole. Io sono disponibile a guidare il Pd ma poi decidono gli elettori”. Vuole il congresso del Pd, vuole regole che non lo penalizzino e vuole conquistare la segreteria del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_6236" aria-describedby="caption-attachment-6236" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="renzi-matteo" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/renzi-matteo.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-6236" title="renzi-matteo" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/renzi-matteo.jpg" alt="Matteo Renzi" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/renzi-matteo.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/renzi-matteo-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/renzi-matteo-160x90.jpg 160w" sizes="(max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-6236" class="wp-caption-text">Matteo Renzi</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: center;">di Alessandro Corneli &#8211; <a href="http://www.grrg.eu" target="_blank">www.grrg.eu</a></p>
<p>A Genova, Matteo Renzi è stato perentorio (e suadente): “E’ ora che Epifani fissi il congresso e si decidano le regole. Io sono disponibile a guidare il Pd ma poi decidono gli elettori”. Vuole il congresso del Pd, vuole regole che non lo penalizzino e vuole conquistare la segreteria del partito con un largo consenso della base. Per svecchiarlo, rottamare il passato e fare fuori le correnti. Cosa, quest’ultima, la più difficile.</p>
<p>Poi si è lanciato in una serie di banalità che strappano gli applausi. Del tipo: “Il punto non è quello che faccio da grande ma quello che facciamo insieme per un partito che non sbagli il calcio di rigore a porta vuota ma torni a vincere”. Oppure: “Al congresso non voglio i voti dei renziani ma il voto di uomini liberi che hanno a cuore l’Italia”.</p>
<p>Il bersaglio preferito è stato Pierluigi Bersani. Con le primarie aperte dello scorso anno, ha ammesso, “sono convinto che avrei perso lo stesso”, ma il Pd “non avrebbe perso le elezioni, perché abbiamo mandato via delle persone” che avrebbero voluto votare per il Pd.</p>
<p>E giù di nuovo con le battute: “Se in campagna elettorale avessimo pensato un po’ meno a smacchiare il giaguaro e un po’ più al lavoro, al governo c’eravamo noi senza Schifani e Alfano”. Infatti, “abbiamo dato l’immagine di un partito chiuso nella paura, ma le lezioni si vincono con il coraggio non con la paura. Una parte degli elettori si era rotto le scatole per la nostra inconcludenza e incoerenza su temi come il finanziamento pubblico o la legge elettorale”.</p>
<p><strong>Non parlo di populismo, ma di banalismo</strong>. E Matteo Renzi è un maestro della banalità. È l’uomo adatto per parlare a un elettorato che potrebbe, tra poco, essere privo di Silvio Berlusconi e, allo stesso tempo, del vecchio establishment del Pd. È adatto anche ad esercitare una certa attrazione sull’elettorato grillino.</p>
<p>Non sappiamo ancora con quale legge elettorale, ma potrebbe essere il vincitore delle prossime elezioni poiché, è evidente, <strong>vuole la segreteria del Pd per essere poi candidato premier</strong>. Da Palazzo Vecchio a PalazzoChigi: questo è il percorso che si è tracciato. E che, probabilmente, percorrerà fino in fondo.</p>
<p>Per il momento, <strong>l’unico avversario serio a sbarrargli la strada è Enrico Letta</strong>, dietro il quale si schiera il vecchio establishment del Pd, e questo costituisce per lui un elemento di debolezza, tanto è vero che si è spostato a sinistra, sia sulla questione della decadenza di Berlusconi sia sulla natura anomala e provvisoria del governo che pure presiede. Il suo punto di forza è che gode dell’appoggio di ambienti esterni al Pd.</p>
<p><strong>Che cosa potrà fare Renzi una volta arrivato a Palazzo Chigi resta un mistero</strong>. Avrà pure a cuore l’Italia, ma quale Italia abbia in mente non si sa. È bravo nelle pubbliche relazioni e ha una facile parlantina, ma <strong>ha anche gioco facile</strong> rispetto ai suoi mummificati e cervellotici compagni di partito e ai leader (quali?) degli altri partiti, soprattutto se Berlusconi uscirà dal gioco.</p>
<p>A proposito di Berlusconi, l’ultima evoluzione della strategia sarebbe di andare fino in fondo, magari allungando i tempi, con la perdita del seggio senatoriale, cui seguirebbe un atto di clemenza di Napolitano. Il punto ancora oscuro è questo: l’eventuale atto di clemenza gli consentirebbe di rientrare in politica? <strong>Napolitano consentirebbe a Berlusconi, cacciato dalla porta, di rientrare dalla finestra?</strong> Le “colombe” del Pdl (Quagliariello, Lupi, Cicchitto) ne sembrano convinte. Ma molti “quirinalisti” ritengono che Napolitano voglia un passo indietro (definitivo) da parte di Berlusconi, cioè l’abbandono della politica, e senza passare il testimone alla figlia. Solo così, deducono altri analisti e commentatori, si spaccherà il Pdl e libererà i suoi voti: da una parte i nostalgici e i fedelissimi (bisognerà vedere quanti ne rimarranno se dovranno disporre solo delle loro forze), dall’altra coloro che si porranno come obiettivo la costituzione di un “partito moderato di stampo europeo” (mistero fitto sul significato dell’espressione) a vocazione governativa.</p>
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		<title>Passera vuole fare il premier: adesso c&#8217;è anche la prova</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 14:33:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Corrado Passera]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_4019" aria-describedby="caption-attachment-4019" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/2012/02/passera-vuole-fare-il-premier-adesso-ce-anche-la-prova/ministro-corrado-passera-2/" rel="attachment wp-att-4019"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-4019" title="Ministro-Corrado-Passera" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Ministro-Corrado-Passera1.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Ministro-Corrado-Passera1.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Ministro-Corrado-Passera1-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Ministro-Corrado-Passera1-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-4019" class="wp-caption-text">Il Ministro della Repubblica Italiana Corrado Passera</figcaption></figure></p>
<p>Il superministro Corrado Passera, poche ore dopo l&#8217;insediamento del governo tecnico, andò in televisione per sottoporsi all&#8217;intervista inginocchiata di Fabio Fazio a Che tempo che fa. La domanda più pungente del conduttore ligure fu sul conflitto d&#8217;interessi dell&#8217;ex ad di Banca Intesa: Fazio gli chiese se aveva intenzione di liberarsi delle azioni dell&#8217;istituto. Passera rispose che &#8220;non era mia intenzione fare questo annuncio, ma le azioni di Banca Intesa le vendiamo e basta&#8221;. Si impegnò solennemente e aggiunse: &#8220;E&#8217; una disgrazia&#8221;. Il ministro ha poi mantenuto la promessa, e si è capito dove fosse &#8220;la disgrazia&#8221;: ha rivenduto le azioni a 1,3 euro rispetto ai 2,2 euro alle quali le aveva acquistate. Una sonora minusvalenza che però gli valse elogi e complimenti: Corradino guadagnava consensi mentre già si vociferava di una sua presunta volontà di scalare Palazzo Chigi nel 2013.</p>
<p>Niente buona uscita &#8211; Con la pubblicazione online dei redditi dei ministri si è scoperto qualcosa di più. L&#8217;ex ad di Banca Intesa ha anche rinunciato al consueto bonus multimilionario che solitamente spetta ai banchieri in uscita. La notizia è stata confermata dallo staff del ministro, secondo il quale al momento di entrare al governo Passera ha rinunciato alla &#8220;buona uscita del banchiere&#8221; che probabilmente avrebbe trattato se il suo percorso non avesse cominciato a seguire la via istituzionale. Dal ministro dello Sviluppo Economico hanno anche rimarcato che non c&#8217;è stata la richiesta di alcun bonus da parte di Corradino, perché quello con Banca Intesa è &#8220;ormai un rapporto chiuso&#8221;. Passera riceverà i corrispettivi dovuti per il trattamento di liquidazione-fine rapporto e per le ferie non godute.</p>
<p>Operazione consenso? &#8211; Per l&#8217;ex banchiere numero uno in Italia già non è semplicissimo racimolare consenso: nei grandi giorni della crisi gli istituti non fanno credito ad aziende e a privati, e sono percepite dall&#8217;opinione pubblica come una delle cause &#8211; tra derivati e operazioni spericolate &#8211; che hanno innescato la grande crisi economica e la recessione. Ovvio quindi che Passera, se vuole tentare la scalata a Palazzo Chigi, debba cercare di allontanare da sè l&#8217;etichetta di banchiere. La prima mossa fu liberarsi delle azioni di Intesa (ma non poteva fare altrimenti, pena essere travolto da fondate polemiche su un macroscopico conflitto di interessi). La buonuscita, al contrario, non avrebbe sollevato polemiche sul conflitto di posizione, ma Passera ha deciso di rinunciarvi: è già scattata l&#8217;operazione consenso in vista del tentativo di scalata ai Palazzi della politica?</p>
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