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	<title>prefettura &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>&#8216;Mafie nelle prefetture e al ministero dell&#8217;ambiente&#8217;, bufera su Morra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Oct 2021 16:36:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
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					<description><![CDATA[Scatenano un mare di polemiche le affermazioni del presidente della Commissione parlamentare antimafia, Nicola Morra, che ieri al Polieco di Napoli ha scandidito: &#8220;Il caso Tunisia mostra come la criminalità organizzata non vada ricercata solo nelle periferie e nei posti degradati ma anche nelle Prefetture e al Ministero dell&#8217;Ambiente dove ci sono colletti bianchi che non [&#8230;]]]></description>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="700" height="467" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicolamorrabuferamafie-1.jpg" alt="" class="wp-image-15880" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicolamorrabuferamafie-1.jpg 700w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicolamorrabuferamafie-1-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicolamorrabuferamafie-1-405x270.jpg 405w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicolamorrabuferamafie-1-696x464.jpg 696w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /><figcaption>Il presidente della Commissione Antimafia, Nicola Morra, il 18 settembre 2021.
 ANSA/CIRO FUSCO</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Scatenano un mare di polemiche le affermazioni del presidente della Commissione parlamentare antimafia, <strong>Nicola Morra</strong>, che ieri al Polieco di Napoli ha scandidito: &#8220;Il caso Tunisia mostra come la criminalità organizzata non vada ricercata solo nelle periferie e nei posti degradati ma anche nelle Prefetture e al Ministero dell&#8217;Ambiente dove ci sono colletti bianchi che non fanno l&#8217;interesse delle comunità. Siamo abituati a pensare alle mafie come una parte avversa al sistema ed invece sono parte integrante perché consentono di nascondere la polvere sotto il tappetto e di far arricchire ancora di più quelli che accumulano profitti illeciti. </p>



<p class="wp-block-paragraph">È chiaro che i reati ambientali in questa logica, sono i primi ad essere omissati e addirittura bollati di improcedibilità nel silenzio generale perché i danni che ne derivano non sono immediatamente visibili. Le conseguenze sono più lente ma decisamente più massive&#8221;.<br><br> A scendere subito in campo è la ministra dell&#8217;Interno <strong>Luciana Lamorgese</strong> che le giudica &#8220;affermazioni gravissime e inaccettabili in quanto rivolte alle istituzioni impegnate sui territori per garantire legalità e sicurezza al servizio di cittadini&#8221;. E chiede a Morra di chiarire &#8220;immediatamente sulla base di quali elementi o valutazioni ha reso le sue dichiarazioni&#8221;. Contro Morra anche il ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, secondo il quale Morra deve &#8220;rendere note tutte le informazioni di cui è in possesso per poter intervenire nelle sedi opportune&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le paole di Morra sono state al centro di critiche da parte di molti esponenti della Lega. &#8220;Ha fatto accuse gravissime senza fornire prove: ora ci aspettiamo le dimissioni immediate di Nicola Morra, Draghi e Lamorgese intervengano&#8221;, è il commento di Matteo Salvini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fonte ANSA</p>
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		<title>Cosenza, Sanità nel panico. &#8220;NOI&#8221;: cittadini e medici abbandonati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Aug 2020 09:15:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dalle Regioni]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[diritto alla salute]]></category>
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					<description><![CDATA[a cura della Redazione/ La questione sanità della Calabria rappresenta una delle piaghe più profonde e maleodoranti di tutta Europa. Certamente, una delle peggiori di tutta Italia. Le prime vittime sono gli stessi cittadini calabresi che rappresentano la grande flotta del turismo della salute che sono costretti a raggiungere le Regioni del Nord Italia per [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_14070" aria-describedby="caption-attachment-14070" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ospedale-annunziata-cosenza1.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-14070" alt="Ospedale Civile di Cosenza" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ospedale-annunziata-cosenza1.jpg" width="1000" height="582" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ospedale-annunziata-cosenza1.jpg 1000w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ospedale-annunziata-cosenza1-300x174.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ospedale-annunziata-cosenza1-463x270.jpg 463w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><figcaption id="caption-attachment-14070" class="wp-caption-text">Ospedale Civile di Cosenza</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: center;">a cura della Redazione/</p>
<p style="text-align: justify;">La<strong> questione sanità della Calabria</strong> rappresenta una delle piaghe più profonde e maleodoranti di tutta Europa. Certamente, una delle peggiori di tutta Italia. <strong>Le prime vittime sono gli stessi cittadini calabresi</strong> che rappresentano la grande flotta del <strong>turismo della salute</strong> che sono costretti a raggiungere le Regioni del Nord Italia per avere certezza della cura e un ambiente sanitario degno di chi contribuisce economicamente e con le proprie tasse a sostenerlo. Eppure, di punte di eccellenza e di medici professionalmente molto preparati ce ne sono ma, incredibile a credersi, testimoniano continue vessazioni. Recentemente, in Calabria, abbiamo assistito ad una vera e propria battaglia ingaggiata da nuove forze politiche e sindacali per migliorare le condizioni degli ospedali, in maggior parte vetusti al punto tale da non assicurare né al Corpo Sanitario, né ai pazienti condizioni tali da potersi considerare umanamente sostenibili. Nella maggior parte dei casi infatti, non si parla più semplicemente di problemi che appaiono risolvibili ma di vere e proprie violazioni dei Diritti Umani. Un Sanità quella della Calabria commissariata da anni senza alcun effetto positivo. <strong>Le indagini della Magistratura Antimafia</strong>, hanno individuato una importante serie di infiltrazioni mafiose nelle ASL, all&#8217;interno delle quali sembra essere consolidato un potere al quale le cose stanno bene così come sono. A tal proposito, innanzi alla realtà, <strong>ci si chiede quale sia stata l&#8217;efficacia dell&#8217;azione sindacale, peraltro spesso indebolita dallo scarso coinvolgimento del personale sanitario,</strong> con il risultato di apparire non solo neutralizzati ma appiattiti ed incapaci di rispondere con fermezza e coraggio ad <strong>una crisi epocale che è soprattutto valoriale</strong> e che deve necessariamente approdare ad una soluzione che ponga al centro la<strong> tutela della salute del cittadino</strong> e il <strong>buon vivere del personale sanitario</strong>. A dimostrarlo sono i fatti.</p>
<p><figure id="attachment_14168" aria-describedby="caption-attachment-14168" style="width: 1382px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/bandiere-movimento-noi.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-14168" alt="Bandiera e Logo del Movimento sturziano NOI" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/bandiere-movimento-noi.jpg" width="1382" height="782" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/bandiere-movimento-noi.jpg 1382w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/bandiere-movimento-noi-300x169.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/bandiere-movimento-noi-477x270.jpg 477w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/bandiere-movimento-noi-1024x579.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1382px) 100vw, 1382px" /></a><figcaption id="caption-attachment-14168" class="wp-caption-text">Bandiera e Logo del Movimento sturziano NOI</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Da alcune settimane, il <strong>Movimento sturziano NOI</strong>, nato dall&#8217;impulso di <strong>Papa Francesco</strong> rivolto ai laici, la cui azione politica estremamente efficace è equidistante sia dalla Destra che dalla Sinistra, <strong>sta accogliendo il giusto lamento di medici ed infermieri.</strong> Gli stessi che, dopo essere stati considerati <strong>gli &#8220;eroi&#8221; del</strong> <strong>Covid 19</strong>, come accaduto a Cosenza sono stati oggetto di aggressioni fisiche con gravi conseguenze psicologiche, senza che alcuno abbia preso provvedimenti. <strong>Ma vi è di più e di peggio</strong>. In questi giorni, si è registrato un ingiustificato e paradossale attacco da parte di noti Sindacati proprio ad alcuni di questi medici che in tempo di Covid 19 sono stati le vere sentinelle dell&#8217;accoglienza degli ammalati, sempre presenti nonostante gli altissimi livelli di stress imposti dai turni di lavoro. Medici che nel peggior momento, appunto quello della pandemia, tra l&#8217;altro, <strong>sono stati esposti ad altissimi rischi</strong> per la propria salute poiché privi delle necessarie protezioni che in Calabria, come noto, sono mancate. Molti medici ed infermieri, infatti, hanno dovuto provvedere a protezioni di fortuna pur di continuare senza sosta l&#8217;assistenza ai pazienti letteralmente terrorizzati dalla malattia. <strong>Le cronache, anche in questo caso, parlano chiaro.</strong> Riteniamo utile condividere, a tal proposito, due testimonianze che rendono bene l&#8217;idea: la prima a cura di <strong>Fabio Gallo</strong> portavoce del Movimento NOI molto attivo sul tema: la seconda, proveniente da un comunicato stampa del <strong>SUL</strong> il Sindacato Unitario Lavoratori che con il suo attivismo sta facendo molto discutere, segno che qualcosa si sta finalmente muovendo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>MOVIMENTO NOI, FABIO GALLO: &#8220;SITUAZIONE GRAVISSIMA, CHI NON PROVVEDE E&#8217; COMPLICE E RESPONSABILE&#8221;</strong><br />
&#8220;La situazione non è più grave ma gravissima &#8211; <strong>afferma il Portavoce Nazionale del Movimento NOI Fabio Gallo</strong>. Seguiamo da tempo quanto accade all&#8217;interno del <strong>Pronto Soccorso di Cosenza, perennemente al centro di polemiche e attenzioni da parte degli Organi della Stampa. La situazione risulta essere esplosiva. </strong>Ormai sono frequenti anche le aggressioni fisiche al corpo sanitario da parte di cittadini esasperati a causa dei disservizi dovuti alla mancanza di personale sanitario, che sottopone ad alti livelli di stress medici e infermieri che <strong>eroicamente ancora trovano il coraggio di prestare servizio</strong> in questo luogo che sempre più somiglia ad un girone dell&#8217;inferno. Alcuni giorni addietro, come registrano le cronache, è stata aggredita con violenza inaudita anche una Guardia Giurata che ha tentato di difendere i medici del Pronto Soccorso. Quando si aggrediscono i medici e nessuno interviene con estrema fermezza per risolvere il problema &#8211; <strong>continua Fabio Gallo</strong> &#8211; significa che c&#8217;è qualcosa di marcio nel profondo della gestione della Sanità. <strong>Non tolleriamo che ciò accada ancora</strong> e per questo, abbiamo deciso di avviare una serie di protocolli con le preposte Istituzioni nazionali. <strong>Bisognerebbe chiedersi &#8211; </strong>rileva Fabio Gallo<strong> &#8211; quali benefici ha prodotto,</strong> sia in termini di riduzione dei costi e di contenimento del deficit che di qualità del servizio, la lunga stagione del commissariamento governativo e come mai a nessuno di quelli che si sono avvicendati alla guida della Sanità in Calabria è stato chiesto di rispondere del proprio operato. Il risultato, afferma senza mezzi termini Fabio Gallo &#8211; oggi è veramente paradossale: <strong>i cittadini calabresi (regione tra le più povere d’Europa) sono costretti a subire una tassazione altissima a fronte di una Sanità in condizioni drammatiche.</strong> L’ulteriore beffa è rappresentata, secondo quanto contestato dalla magistratura di recente, dall&#8217;autoattribuzione di somme aggiuntive, non spettanti, a favore degli stessi commissari.La gestione del Pronto Soccorso che <strong>manca di quasi il 50% del personale</strong> per essere adeguata alla normalità &#8211; <strong>afferma Fabio gallo</strong> &#8211; è la cartina al tornasole che mostra inequivocabilmente l&#8217;incapacità da parte di chi avrebbe dovuto farlo sino ad oggi, di affrontare e risolvere i problemi. Abbiamo fatto nostre le istanze non solo di parte del Corpo Sanitario, stressato a causa di turni di lavoro insostenibili, ma anche della comunità dei cittadini. Solo pochi mesi addietro, nell&#8217;inaugurare il ripristino dell&#8217;ingresso dell&#8217;Ospedale Civile di Cosenza &#8211; <strong>continua Fabio Gallo</strong> &#8211; l&#8217;Arcivescovo Metropolita di Cosenza-Bisignano <strong>Mons. Francesco Nolè</strong>, facendosi carico anche lui del lamento della Comunità, chiese a chiare lettere l&#8217;avvio della costruzione di un nuovo Ospedale. Ma la politica sembra avere già dimenticato e il Covid 19 sembra non avere insegnato proprio nulla. Vogliamo essere chiari: contrastiamo con fermezza le politiche che ammettono l&#8217;idea dell&#8217;Uomo-scarto. Da una serie di interviste su <strong>NOI Radio.eu</strong>, sono venute alla luce, grazie a testimonianze dirette di medici ed infermieri di diversi complessi ospedalieri, circostanze che richiedono non più solo il lamento ma una determinata azione rivolta alla risoluzione dei problemi. Recentemente &#8211; <strong>conclude Fabio Gallo</strong> &#8211; il <strong>SUL</strong>, Sindacato Unitario Lavoratori, attivandosi in tal senso, ha ottenuto udienza dal <strong>Prefetto di Cosenza</strong>, ponendo sul suo tavolo la questione così come è. Un primo passo per davvero importante, che, paradossalmente sembra non essere stato gradito dagli storici Sindacati che sono presenti sul territorio da decenni. Una ingerenza rispetto al lavoro di chi in fondo tutela i Diritti Umani di tutti che legittima il sorgere di molti interrogativi che da oggi ci vedranno sempre più in prima linea e determinati a risolvere il problema&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IL COMUNICATO STAMPA A CURA DEL SUL</strong><br />
Una numerosa schiera di sindacati ha sentito la necessità di intervenire sull&#8217;azione che il <strong>SUL</strong> sta conducendo da mesi per riportare le condizioni del <strong>Pronto Soccorso dell&#8217;Annunziata di Cosenza </strong>alla normalità ed alle prescrizioni di legge. Non hanno espresso nessun pensiero sulla questione determinante: il Pronto Soccorso dell’Ospedale Annunziata è <strong>pericolosamente sotto organico</strong> e <strong>mancano almeno 9 medici ed altro personale infermieristico e ausiliario</strong>, tenuto conto che il Pronto Soccorso di Vibo Valentia ha il doppio di medici in organico. Questo dato è stato, sostanzialmente, riconosciuto dall&#8217;Amministrazione aziendale che, nella riunione in <strong>Prefettura</strong> successiva alla proclamazione dello stato d’agitazione, si è impegnata a dotare quella struttura di 2 medici per il mese di agosto, riconsiderando tutto nel successivo incontro settembrino. A fronte di questa situazione indubitabile, e sulla quale la stessa Prefettura cosentina vuole approfondire la discussione, questi rappresentanti sindacali non dicono una parola. Anzi, annunciano barricate qualora si spostassero medici da un reparto al Pronto Soccorso, difendendo così uno stato di fatto che sta mandando in tilt la struttura di immediato intervento. Mettono in campo, invece, una critica senza costrutto a chi sta conducendo battaglie a cui loro hanno rinunciato. Vi è di più: si attaccano diritti conclamati delle lavoratrici violando la legge sulla privacy che non siamo firmatari del contratto. E allora? Significa che sosteniamo cose non vere? Secondo i sottoscrittori del comunicato stampa contro il SUL il problema sarebbe che non siamo firmatari del contratto nazionale. Domanda: se domani firmassimo il contratto cosa cambierebbe per le attuali condizioni del Pronto Soccorso? Esattamente nulla. Noi continueremo a fare il nostro mestiere di sindacalisti che consiste anche nell&#8217;intervento sui carichi di lavoro, gli organici e la sicurezza del personale. <strong>A settembre ci presenteremo in Prefettura con un dossier che consegneremo al Prefetto</strong> per aiutarlo a comprendere quanto denunciamo da tempo e chiedendo che la massima espressione del Governo sul territorio agevoli una soluzione nell&#8217;interesse dei dipendenti e degli utenti.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Migranti: Catanzaro, così si lucrava sull&#8217;accoglienza. 2 arresti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Jul 2017 17:59:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un anno e mezzo fa aveva denunciato due rifugiati ospiti nel suo centro di accoglienza a Feroleto Antico, in provincia di Catanzaro, facendoli arrestare per violenza ed estorsione. Una notizia finita su tutti i giornali nazionali, con accuse e strumentalizzazioni. Ma non era vero e i due ragazzi nigeriani a settembre sono stati assolti. Notizia passata [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/catanzaro-migranti-arresti.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-12497" alt="catanzaro-migranti-arresti" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/catanzaro-migranti-arresti.jpg" width="1024" height="682" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/catanzaro-migranti-arresti.jpg 1024w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/catanzaro-migranti-arresti-300x199.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/catanzaro-migranti-arresti-405x270.jpg 405w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><br />
Un anno e mezzo fa aveva denunciato due rifugiati ospiti nel suo centro di accoglienza a<b> Feroleto Antico</b>, in provincia di Catanzaro, facendoli arrestare per violenza ed estorsione. Una notizia finita su tutti i giornali nazionali, con accuse e strumentalizzazioni. Ma non era vero e i due ragazzi nigeriani a settembre sono stati assolti. Notizia passata nel silenzio dei media. Ieri l’imprenditore di Lamezia Terme,<b> Salvatore Lucchino</b>, gestore da anni di centri per immigrati con la <strong>cooperativa Gianal </strong>è stato arrestato per corruzione assieme alla <strong>funzionaria della prefettura di Catanzaro</strong>,<b> Nerina Renda</b>, alla quale era legato sentimentalmente, che lo avrebbe favorito nei suoi affari, approfittando del suo ruolo proprio al settore immigrazione e rifugiati, in cambio di un immobile e di denaro per realizzare un B&amp;B. Mentre i migranti, come scrive il gip Carlo Saverio Ferraro, vivevano «in condizioni igieniche precarie».</p>
<p style="text-align: justify;">Una situazione più volte segnalata dal mondo del volontariato. «È una storia vecchia – commenta<b> Marina Galati,</b> della Comunità Progetto Sud di Lamezia Terme, fondata da<b> don Giacomo Panizza</b> –. Quando i nostri rappresentanti nel coordinamento degli Sprar presso la prefettura ne parlavano male lei diceva di essere andata e che era tutto a posto». Ed è proprio quanto accertato dall’inchiesta condotta dal pm<b> Paolo Petrolo, </b>del gruppo reati contro la pubblica amministrazione coordinato dal procuratore aggiunto, <b>Giovanni Bombardieri.</b> Secondo l’accusa della procura di Catanzaro guidata da Nicola Gratteri, la Renda avrebbe «esercitato la propria funzione pubblica in modo strumentale al perseguimento di interessi privati, in particolare con lo scopo di consentire a Lucchino l’instaurazione di un rapporto convenzionale con la Prefettura». Aveva cominciato con l’emergenza Nordafrica arrivando ad ospitare quasi 200 persone. Poi col Cas invece aveva dovuto &#8216;accontentarsi&#8217; di 80. In condizioni pessime come accertato nel marzo 2016 dagli attivisti della campagna &#8216;Lasciate-CIEentrare&#8217; che avevano raccolto le testimonianze drammatiche dei migranti: «Viviamo come schiavi». Mentre Lucchino aveva assicurato che godevano di un’ottima accoglienza, e di fronte alla contestazione che mancavano le lenzuola e gli ospiti vestivano anche a marzo con infradito e abiti estivi, aveva risposto che era un’abitudine dei migranti dormire senza lenzuola, mentre quel modo di vestire era una loro volontà. I magistrati sottolineano che era proprio la funzionaria ad occuparsi dell’ispezione necessaria ad ottenere il via libera all’apertura del centro e dei successivi controlli. Quei verbali, secondo l’accusa, avrebbero contenuto solo riferimenti «volutamente generici e sostanzialmente positivi», omettendo «aspetti che risultavano assolutamente negativi». In effetti un successivo sopralluogo, effettuato da Vigili del fuoco e Asp, avrebbe fatto emergere una realtà del tutto differente: «Condizioni igieniche precarie, mancanza di dispositivi antincendio, di illuminazione di emergenza e l’esistenza di cucine da campo collegate a bombole di gas». Una situazione che ha portato la Prefettura a sospendere un nuovo appalto in cui la cooperativa aveva ottenuto il punteggio migliore.</p>
<p style="text-align: justify;">Alcune intercettazioni telefoniche sono molto esplicite. È la stessa Renda a raccontare quanto promessole da Lucchino: «Lui è arrivato a dirmi &#8230; &#8216;non appena adesso mi arrivano i soldi &#8230; vi pago tutte le spese per il B&amp;B &#8230; la villetta la faccio lo stesso e la intesto a te». In altre conversazioni emerge come la funzionaria mostrava non solo di agire in maniera occulta per nome e per conto della cooperativa del compagno, ma anche la sua volontà di mantenere il suo ruolo in Prefettura dove era «necessario spingere per determinate cose». «Questa vicenda conferma la nostra preoccupazione – commenta <strong>Federico Gelli, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema di accoglienza</strong> –. Per questo abbiamo appena istituito un gruppo di lavoro per il monitoraggio e la verifica sulle modalità di affidamento e di gestione dei centri di accoglienza, sulla base delle informazioni delle prefetture. Abbiamo cominciato con la Toscana e a settembre avremo il quadro completo, che verrà aggiornato in tempo reale. Poi passeremo a tutta l’Italia».</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte Avvenire</p>
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