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	<title>prefetto &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Il Coordinamento &#8220;Riferimenti&#8221; restituisce allo Stato i beni confiscati ai Mancuso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jan 2018 16:56:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
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					<description><![CDATA[I Beni Confiscati alla Cosca Mancuso ed affidati al Coordinamento Antimafia Riferimenti, ritornano al Mittente. Vogliono cosi&#8217; e cosi&#8217; sia. Hanno vinto Loro. A tale scopo, Adriana Musella, per conto del Coordinamento, ha chiesto un incontro col Prefetto di Vibo Valentia. Su proposta progettuale della stessa Musella era stata realizzata in quei beni l&#8217;Università dell&#8217;antimafia che avrebbe [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_12929" aria-describedby="caption-attachment-12929" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Adriana-Musella.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-12929" alt="adriana musella" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Adriana-Musella.jpg" width="800" height="533" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Adriana-Musella.jpg 800w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Adriana-Musella-300x199.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Adriana-Musella-405x270.jpg 405w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12929" class="wp-caption-text">Adriana Musella</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">I <strong>Beni Confiscati</strong> alla <strong>Cosca Mancuso</strong> ed affidati al <strong>Coordinamento Antimafia Riferimenti</strong>, ritornano al Mittente. Vogliono cosi&#8217; e cosi&#8217; sia. Hanno vinto Loro.<br />
A tale scopo, <strong>Adriana Musella</strong>, per conto del Coordinamento, ha chiesto un incontro col <strong>Prefetto di Vibo Valentia</strong>. Su proposta progettuale della stessa Musella era stata realizzata in quei beni <strong>l&#8217;Università dell&#8217;antimafia</strong> che avrebbe dovuto ospitare studenti da tutta Italia e con l&#8217;<strong>Erasmus</strong> anche dai paesi Europei. Al progetto didattico formativo, avevano aderito con appositi protocolli, l&#8217;Università della Calabria, la Confapi, la Fondazione Caponnetto e l&#8217;Associazione Premio Giorgio Ambrosoli. Dopo <strong>9 anni di lotte ad ostacoli</strong>, <strong>7 anni sotto scorta</strong> e <strong>due Amministrazioni cadute</strong>, il giorno seguente alla consegna di detti beni da parte della Prefettura di Vibo al Coordinamento, un articolo metteva in discussione la corretta attività dell&#8217;Associazione e la relativa gestione di fondi pubblici. Ne è seguita un&#8217;indagine giudiziaria che ha visto indagata la stessa Presidente, oggetto di una <strong>gogna mediatica</strong> senza precedenti.<br />
&#8220;<em>Restituiamo allo Stato i beni a noi affidati, nell&#8217;impossibilità di poter continuare nel nostro impegno. Hanno voluto così e così sia. Questa non è la nostra sconfitta, ma quella dello Stato di diritto. A questo Stato e alla causa, siamo coscienti di avere già dato e tanto, forse troppo. Lo abbiamo fatto perché abbiamo creduto. Oggi non crediamo più. Il capitolo antimafia che ci ha visto coinvolti,  termina qui, per la gioia di tanti. Per noi parla e parlerà la storia. Ai posteri l&#8217;ardua sentenza</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Adriana Musella</strong><br />
Fondatrice Coordinamenro Antimafia Riferimenti</p>
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		<title>Expo 2015: Tronca, sfide a Milano sono Mafia, Disoccupazione, Sicurezza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jan 2014 18:53:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[Mafia, disoccupazione, sicurezza: sono tante le sfide che Milano si trova a dover affrontare nel 2014 secondo il prefetto Francesco Paolo Tronca che conferma l&#8217;arrivo in vista dell&#8217;Expo 2015 di rinforzi per vigili del fuoco e forze dell&#8217;ordine e difende il ruolo delle Prefetture da chi, come la Lega, vorrebbe eliminarle. &#8220;La Prefettura &#8211; dice [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_7327" aria-describedby="caption-attachment-7327" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/expo-milano-2015-prefetto-francesco-tronca-comunicareitalia-ilparlamentare.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-7327" alt="expo-milano-2015-prefetto-francesco-tronca-comunicareitalia-ilparlamentare" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/expo-milano-2015-prefetto-francesco-tronca-comunicareitalia-ilparlamentare.jpg" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/expo-milano-2015-prefetto-francesco-tronca-comunicareitalia-ilparlamentare.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/expo-milano-2015-prefetto-francesco-tronca-comunicareitalia-ilparlamentare-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/expo-milano-2015-prefetto-francesco-tronca-comunicareitalia-ilparlamentare-457x270.jpg 457w" sizes="(max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-7327" class="wp-caption-text">Expo Milano 2015: le sfide del Prefetto Tronca tra Mafia, Disoccupazione e Sicurezza</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Mafia, disoccupazione, sicurezza: sono tante le sfide che Milano si trova a dover affrontare nel 2014 secondo il <strong>prefetto Francesco Paolo Tronca</strong> che conferma l&#8217;arrivo in vista dell&#8217;Expo 2015 di rinforzi per vigili del fuoco e forze dell&#8217;ordine e difende il ruolo delle Prefetture da chi, come la Lega, vorrebbe eliminarle. &#8220;La Prefettura &#8211; dice all&#8217;Ansa &#8211; rappresenta lo Stato e oggi c&#8217;è bisogno sempre più di Stato, anche a Milano&#8221;. Uno Stato &#8220;attento a far rispettare le regole&#8221; ma anche alle &#8220;nuove evoluzioni sociali&#8221;. Ed è per questo che Tronca dice di voler lavorare anche fuori da palazzo Dioli, la sede della prefettura dove si è insediato lo scorso 19 agosto. &#8220;Il prefetto &#8211; spiega &#8211; deve stare dove c&#8217;è bisogno del suo ruolo. Deve andare sul territorio per rendersi conto della situazione, ascoltare per intercettare le problematiche prima che diventino emergenze&#8221;. La Repubblica Milano.it</p>
<p style="text-align: justify;">Parla di sfide il prefetto Francesco Paolo Tronca. Quelle che Milano dovrà affrontare nel 2014 e poi in occasione dell’Expo, nel 2015. E «difende» le Prefetture da chi, come la Lega vorrebbe chiuderle: «La Prefettura rappresenta lo Stato e oggi c’è bisogno sempre più di Stato, anche a Milano», ha dichiarato all’ANSA.</p>
<p style="text-align: justify;">IL LAVORO CHE NON C’E’ &#8211; Nell&#8217;intervista de <strong>Il Corriere della Sera.it</strong> il <strong>Prefetto Francesco Paolo Tronca</strong> non parla di emergenze, ma di criticità: partendo dal lavoro, anzi dalla «mancanza di lavoro», agli sfratti, alle nuove povertà passando per la questione della sicurezza. Tronca si è insediato il 19 agosto scorso, quattro mesi fa dunque, mesi, spiega, Cdi grande lavoro interno ed esterno. Il prefetto deve andare sul territorio , vedere coi suoi occhi, ascoltare per intercettare in anticipo le criticità ed evitare che diventino emergenze».</p>
<p style="text-align: justify;">LA SICUREZZA &#8211; Parla di strategie condivise con più istituzioni: «Bisogna affrontare il problema occupazionale, le nuove povertà e anche le vecchie. E poi ci sono problematiche comuni ad altre realtà, come la sicurezza». Per questo il prefetto ha chiesto di intensificare l’azione dei moduli interforze, che coinvolgono anche vigili del fuoco e polizia locale nelle diverse zone della città «con interventi rapidi e mobili. Se il cittadino ha la percezione che lo Stato c’è , che gli elimina un disagio, un disturbo notturno, l’allontanamento della prostituzione, dello spaccio, allora la percezione di sicurezza aumenta e aumenta la qualità della vita»</p>
<p style="text-align: justify;">EXPO : RINFORZI TRA LE FORZE DELL’ORDINE &#8211; <strong>Niente mafia e criminalità organizzata nell’esposizione universale</strong>: «Eviteremo qualsiasi tipo di infiltrazione» assicura il prefetto all’Ansa confermando l’arrivo di più uomini. In vista di Expo 2015 e, poco prima, del semestre italiano di presidenza europea, quando si svolgeranno a Milano una serie di eventi internazionali, arriverà in città un rinforzo per le forze dell’ordine e vigili del fuoco. Tronca non dice quanti saranno i nuovi arrivi ma ha assicurato che «il governo darà a Milano quell’attenzione necessaria ad affrontare al meglio gli eventi».</p>
<p style="text-align: justify;">ACCESSO AI CANTIERI CONTROLLATO -«Ci sono tali e tanti filtri che ci permettono di evitare infiltrazioni di ogni tipo. Questo è uno dei miei impegni prioritari. Ove intercettiamo anomalie, interveniamo immediatamente con provvedimenti interdittivi» e per questo è particolarmente utile «disporre l’accesso nei cantieri». Chi entra nei cantieri di Expo, infatti, viene segnalato. Il lavoro da fare è tanto ed è per questo che Tronca ha aumentato le riunioni della sezione speciale del comitato di coordinamento per l’alta sorveglianza Grandi Opere che si occupa di Expo. Milano tra pochi mesi sarà infatti al centro della vetrina internazionale su cui si accenderanno i riflettori di tutto il mondo: «Sono certo che Milano sarà assolutamente all’altezza di rendere onore al Paese e vincere queste grosse battaglie, di cui la più importante è Expò».</p>
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		<title>FEC, Servizi Segreti: l&#8217;ex Vice Capo indagato per 10 mln scomparsi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 May 2013 20:18:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[edifici di culto]]></category>
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					<description><![CDATA[Non tutte le Chiese in Italia appartengono, come verrebbe naturale credere, al Vaticano o alle Diocesi che rappresentano nelle Province italiane i &#8220;Vicariati&#8221; della Santa Sede. Molte Chiese, infatti, sono di proprietà del FEC &#8211; Fondo degli Edifici di Culto, un Ufficio importante in seno al Viminale. E si, il Capitale Culturale Italiano cui appartengono [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_5923" aria-describedby="caption-attachment-5923" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="economia3t" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/economia3t8.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-5923" title="economia3t" alt="Indagato Prefetto Francesco la Motta" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/economia3t8.jpg" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/economia3t8.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/economia3t8-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/economia3t8-160x90.jpg 160w" sizes="(max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5923" class="wp-caption-text">Indagato Prefetto Francesco la Motta</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Non tutte le Chiese in Italia appartengono, come verrebbe naturale credere, al Vaticano o alle Diocesi che rappresentano nelle Province italiane i &#8220;Vicariati&#8221; della Santa Sede. Molte Chiese, infatti, sono di proprietà del FEC &#8211; Fondo degli Edifici di Culto, un Ufficio importante in seno al Viminale. E si, il Capitale Culturale Italiano cui appartengono anche le Chiese, sono una cosa seria. esse hanno un&#8217;amministrazione a se e questo &#8220;Fondo per gli Edifici di Culto&#8221; serve, o almeno dovrebbe servire, per sostenere la longevità di questi straordinari beni che rappresentano, possiamo dirlo ad alta voce, i veri musei italiani. La pietà popolare ha pagato con il suo obolo tante opera d&#8217;arte che oggi fanno della Chiesa il centro della Spiritualità e della bellezza. Si, perché la fede Cristiana, la fede in Gesù di Nazareth figlio di Maria, è una fede non solo di &#8220;bontà&#8221;, ma anche di &#8220;Bellezza&#8221;. Dirigere il FEC &#8211; Fondo degli Edifici di Culto deve essere considerato una vera missione per Donne e Uomini molto colti, ispirati dalla sensibilità dell&#8217;Arte e non dall&#8217;onnipotenza di poterne stabilire le sorti. Vi propongo questo articolo edito da www.lastampa.it a cura di Guido Ruotolo perchè si tratta di una notizia &#8220;che fa notizia&#8221;. <strong>Fabio Gallo, Direttore Editoriale Gruppo ComunicareITALIA</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>A cura di www.lastampa.it &#8211; Guido Ruotolo</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Un buco di dieci milioni di euro. Anzi di «una cifra da definire», come è riportato nel decreto di perquisizione. Anzi che no, visto che proprio ieri è stato ritrovato in Procura un esposto arrivato dal ministero dell’Interno che denunciava e quantificava il buco in dieci milioni di euro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>UN INDAGATO ECCELLENTE: IL PREFETTO FRENCESCO LA MOTTA</strong><br />
Un furto, una truffa, un ammanco? Nulla di tutto questo, anzi sì, perché i reati contestati all’indagato eccellente, il <strong>prefetto Francesco La Motta</strong>, sono peculato per distrazione e corruzione. Solo che le indagini probabilmente dimostreranno che quel buco, quella voragine di dieci milioni di euro <strong>è il prodotto di un «cattivo investimento». O no?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Che confusione. Procediamo con ordine. A Napoli c’è una inchiesta sul riciclaggio del clan Polverino, clan di camorra. In quell’inchiesta è coinvolto anche il prefetto La Motta, al quale viene contestata anche l’aggravante dell’articolo 7, e cioè di aver favorito l’associazione camorristica. Uno stralcio di quella inchiesta viene mandata a Roma, al <strong>pm Paolo Ielo</strong>. E quello stralcio riguarda il buco di dieci milioni di euro denunciato al Fondo Edifici di Culto (Fec) del Viminale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>FEC: CHIESE DI GRANDE INTERESSE STORICO ARTISTICHE</strong><br />
Il Fec è un ente dotato di personalità giuridica e gestisce il patrimonio concordatario costituito da 700 chiese di grande interesse storico e artistico, tra cui Santa Maria del Popolo (Roma), Santa Chiara (Napoli), Santa Croce (Firenze), Santa Caterina d’Alessandria (Palermo), oltre tutte le opere d’arte custodite nelle chiese.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal 2003 alla fine del 2006 il prefetto La Motta è stato direttore generale per l’amministrazione del Fec, prima di essere nominato vicedirettore vicario del Sisde diventato poi Aisi, il servizio segreto interno.</p>
<p style="text-align: justify;">Gentiluomo di sua Santità, La Motta ebbe diversi riconoscimenti dal Vaticano e dall’allora ministro dell’Interno prima che il suo nome comparisse, nel 2011, nell’inchiesta sulla P4, collocandolo alla corte del faccendiere piduista Luigi Bisignani. E di nuovo il suo nome conquistò la ribalta dei giornali del gossip quando si venne a sapere che suo figlio Fabio era il fidanzato dell’europarlamentare berlusconiana Barbara Matera.</p>
<p style="text-align: justify;">Tre giorni fa, gli uomini del Ros dei carabinieri hanno perquisito l’abitazione del prefetto (in pensione da pochi mesi) e i suoi uffici all’ Aisi, l’ex Sisde, con il quale aveva un rapporto di consulenza-collaborazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Da quello che emergerebbe dalle indagini, il prefetto La Motta avrebbe investito quei milioni del Fec in una finanziaria svizzera. Con il consenso dell’Ufficio. Solo che, all’improvviso, quella finanziaria si è prosciugata. Insomma, quei soldi investiti sono scomparsi.</p>
<p style="text-align: justify;">Che fine hanno fatto i dieci milioni di euro sottratti all’amministrazione dei Fondi Edifici di culto? Il pm Paolo Ielo e gli investigatori del Ros al comando del colonnello Casagrande, stanno aspettando gli esiti di una rogatoria con la Svizzera, per capire il ruolo della finanziaria e i movimenti dei capitali del Fondo Edifici del culto.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo lo scandalo dell’inchiesta napoletana sulla gestione dei Fondi per la sicurezza, che portarono alle dimissioni del vicecapo vicario della Polizia, il prefetto Nicola Izzo, indagato da Napoli (gli atti sono finiti a Roma), adesso un nuovo ciclone si abbatte sul Viminale.</p>
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