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	<title>povertà &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Istat: 8 milioni di italiani poveri di cui 4 in assoluta povertà. Politica irresponsabile.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Apr 2017 10:28:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[Istat]]></category>
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					<description><![CDATA[Fonte ASCA &#8211; Sono più di 8 milioni gli italiani poveri. Di questi, rileva l’Istat nel rapporto “Noi Italia”, circa 4 milioni e mezzo vivono in condizioni di povertà assoluta, non possono cioè acquistare il minimo indispensabile per vivere. Si conferma il forte svantaggio del Mezzogiorno dove, nel 2015, le famiglie in povertà relativa sono [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_12134" aria-describedby="caption-attachment-12134" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/povertà.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-12134" alt="Istat : 4 milioni di italiani in povertà assoluta" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/povertà.jpg" width="1024" height="686" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/povertà.jpg 1024w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/povertà-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/povertà-403x270.jpg 403w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12134" class="wp-caption-text">Istat : 4 milioni di italiani in povertà assoluta</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Fonte ASCA &#8211; Sono più di <strong>8 milioni gli italiani poveri.</strong> Di questi, rileva l’Istat nel rapporto “Noi Italia”, circa 4 milioni e mezzo vivono in condizioni di povertà assoluta, non possono cioè acquistare il minimo indispensabile per vivere.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Si conferma il forte svantaggio del Mezzogiorno dove, nel 2015, le famiglie in povertà relativa sono circa un quinto di quelle residenti e quelle in povertà assoluta rappresentano il 9,1%. </strong>Nel Paese, in generale, tra il 2014 e il 2015 risultano “sostanzialmente stabili” sia l’incidenza di povertà assoluta e sia quella relativa. La povertà assoluta coinvolge il 6,1% delle famiglie residenti (pari a 4 milioni 598 mila individui).</p>
<p style="text-align: justify;">Rispetto al 2014 peggiorano soprattutto le condizioni delle famiglie con 4 componenti (dal 6,7% al 9,5%). Il 10,4% delle famiglie è relativamente povero (2 milioni 678 mila); le persone in povertà relativa sono 8 milioni 307 mila (13,7% della popolazione). Nel 2015 in Italia l’11,5% degli individui vive in condizioni di grave deprivazione. Il nostro Paese supera di 3,4 punti percentuali la media europea attestandosi al nono posto tra i paesi con i valori più elevati. Nel 2014, le famiglie residenti in Italia hanno percepito un reddito disponibile netto pari, in media, a 29.472 euro (circa 2.456 euro al mese). Tuttavia, data l’asimmetricità della distribuzione dei redditi, la maggioranza delle famiglie ha conseguito un reddito inferiore all’importo medio. Il valore mediano, infatti, che fornisce il livello di reddito che equiripartisce la distribuzione, mostra che il 50% delle famiglie residenti in Italia ha percepito un reddito non superiore a 24.190 euro (2.016 euro al mese).</p>
<p style="text-align: justify;">Le incidenze di povertà relativa più contenute si registrano in Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, mentre la situazione più grave si conferma in Calabria. Anche l’intensità della povertà è più alta nel Mezzogiorno. Supera il milione l’ammontare di individui che nel 2015 vivono in famiglie in condizione di grave deprivazione sia in Sicilia sia in Puglia. Le quote più contenute si rilevano in Veneto (3,6%, corrispondente a circa 178 mila individui) e in Friuli-Venezia Giulia (4,9%, poco più di 59 mila individui). Il valore del Mezzogiorno (20,4%, oltre 4 milioni di individui) è più elevato di quello assunto in tutto il Centro-Nord (6,8%, quasi 3 milioni di individui). Il reddito familiare netto medio (calcolato escludendo i fitti imputati) mostra una differente distribuzione territoriale: nel 2014 la provincia autonoma di Bolzano registra il valore più elevato, con oltre 15.000 euro di scarto dalla Sicilia, ultima regione nella graduatoria per questo indicatore. Sempre la Sicilia registra una elevata concentrazione dei redditi (0,364 l’indice Gini), mentre maggiore uniformità nella distribuzione dei redditi si riscontra nelle regioni del Nord-est.</p>
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		<title>Istat: 4 milioni e 598 mila italiani in povertà assoluta. La Calabria è prima nella graduatoria della vergogna</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2016/07/istat-4-milioni-e-598-mila-italiani-in-poverta-assoluta-la-calabria-e-prima-nella-graduatoria-della-vergogna/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jul 2016 12:55:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[antipolitica]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Istat]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Gratteri]]></category>
		<category><![CDATA[povertà]]></category>
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					<description><![CDATA[A cura di Fabio Gallo/ I Complimenti della nostra Testata alla politica italiana e in modo assai speciale a quella calabrese, per la leadership indiscussa nella scala dei valori di Istat in merito alla povertà dei Cittadini che in Calabria ha raggiunto la vetta del 28,2%. Oltre 1/4 dei Calabresi vive in una situazione più [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_11041" aria-describedby="caption-attachment-11041" style="width: 795px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/poverta-in-calabria.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-11041" alt="Povertà in Italia - Calabria, prima nella classifica Istat della povertà individuale" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/poverta-in-calabria.jpg" width="795" height="500" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/poverta-in-calabria.jpg 795w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/poverta-in-calabria-300x188.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/poverta-in-calabria-429x270.jpg 429w" sizes="(max-width: 795px) 100vw, 795px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11041" class="wp-caption-text">Povertà in Italia &#8211; Calabria, prima nella classifica Istat della povertà individuale</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">A cura di Fabio Gallo/</p>
<p style="text-align: justify;">I Complimenti della nostra Testata alla politica italiana e in modo assai speciale a quella calabrese, per la leadership indiscussa nella scala dei valori di Istat in merito alla povertà dei Cittadini che in Calabria ha raggiunto la vetta del 28,2%. <strong>Oltre 1/4 dei Calabresi vive in una situazione più che critica e di estrema povertà</strong>, eppure la Calabria è tra le regioni meglio posizionate nel Mediterraneo, dalle potenzialità economiche esclusive da leader europei e con vagonate di fondi che da decenni arrivano per rimbalzare e tornare, quando va bene e non vengono investiti con risvolti di gravi indagini della Magistratura, nelle casse dell&#8217;Europa. In concreto, politica docet, sono i fatti che devono essere giudicati e sconti è impossibile farne quando i dati mostrano uno sfregio permanente all&#8217;umanità che compone una delle più belle regioni d&#8217;Italia. In Calabria c&#8217;è un problema molto serio la cui soluzione è improcastinabile: si chiama corruzione. Recentemente le dichiarazioni del Procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri hanno fatto il giro del mondo per la loro durezza: in Calabria ci sono Direttori Generali che governano da oltre 20 anni e lo fanno con metodi mafiosi. Certo è che un Magistrato di tale dimensione professionale non rilascerebbe pensieri scollegati dal sapere giudiziario. Ma il Procuratore non indica solo il male che frena lo sviluppo della Calabria e indica la terapia quando dice che il livello culturale di questi Dirigenti e di parte della politica è così basso da non consentire sviluppo in armonia con i tempi e le reali necessità. Oggi Istat tuona e le parole di Gratteri sembrano essere l&#8217;analisi del sangue della Calabria i cui dati indicano una regione morente. Dunque è necessaria una rivoluzione culturale, un salto generazionale, un passaggio di testimone ai giovani, alle loro idee, al loro intuito tanto innovativo quanto rispettoso della tradizione. La Calabria può ma deve volerlo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I DATI DI ISTAT A CURA DI ASCA</strong><br />
Aumenta l&#8217;esercito degli <strong>italiani </strong>che vivono in condizioni di <strong>povertà assoluta</strong>. Secondo il report dell&#8217;<strong>Istat</strong> nel 2015 si stima che <strong>4 milioni e 598 mila </strong>individui siano in condizioni di povertà assoluta ed è il numero più alto dal <strong>2005</strong>. La povertà colpisce soprattutto le famiglie numerose. Quasi un terzo dei nuclei familiari con 5 o più componenti rientra nella condizione di povertà relativa. E la povertà continua a crescere in modo rilevante tra i <strong>giovani</strong> mentre resta stabile tra gli <strong>anziani</strong>. Le famiglie residenti in condizione di povertà assoluta invece sono 1 milione e 582 mila.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nel Mezzogiorno</strong>, alla più ampia diffusione della povertà si associa la maggiore gravità del fenomeno; la spesa media mensile equivalente delle famiglie povere è pari a 785,75 euro, contro 804,23 euro rilevati nel 2014, l&#8217;intensità è salita da 22,8 a 25,2%.<strong> Nel Nord e nel Centro,</strong> dove la spesa media mensile equivalente delle famiglie povere è più elevata (841,64 e 853,11 euro rispettivamente), l&#8217;intensità è in leggero calo, da 21,5% a 19,9% e da 19,8% a 18,8%. Nel dettaglio territoriale, Lombardia (4,6%), Emilia Romagna (4,8), Veneto (4,9%) e Toscana (5,0%) presentano i valori più bassi dell&#8217;incidenza di povertà relativa. Ad eccezione dell&#8217;Abruzzo (11,2%), che mostra un valore dell&#8217;incidenza non statisticamente diverso dalla media nazionale, in tutte le regioni del Mezzogiorno la povertà è più diffusa rispetto al resto del Paese;<strong> le situazioni più gravi si osservano tra le famiglie residenti in Calabria (28,2%)</strong> e Sicilia (25,3%).</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;L&#8217;<strong>incidenza della povertà assoluta</strong> &#8211; si legge nel rapporto &#8211; si mantiene sostanzialmente stabile sui livelli stimati negli ultimi tre anni per le famiglie, con variazioni annuali statisticamente non significative (6,1% delle famiglie residenti nel 2015, 5,7% nel 2014, 6,3% nel 2013)&#8221;. Cresce invece se misurata in termini di persone (7,6% della popolazione residente nel 2015, 6,8% nel 2014 e 7,3% nel 2013). Questo andamento nel corso dell&#8217;ultimo anno si deve principalmente all&#8217;aumento della condizione di povertà assoluta tra le famiglie con 4 componenti (da 6,7 del 2014 a 9,5%), soprattutto coppie con 2 figli (da 5,9 a 8,6%) e tra le famiglie di soli stranieri (da 23,4 a 28,3%), in media più numerose. Situazione analoga anche per quanto riguarda la <strong>povertà relativa</strong> che risulta stabile in termini di famiglie (2 milioni 678 mila, pari al 10,4% delle famiglie residenti dal 10,3% del 2014) mentre aumenta in termini di persone (8 milioni 307 mila, pari al 13,7% delle persone residenti dal 12,9% del 2014). Analogamente a quanto accaduto per la povertà assoluta, nel 2015 la povertà relativa è più diffusa tra le famiglie numerose, in particolare tra quelle con 4 componenti (da 14,9 del 2014 a 16,6%,) o 5 e più (da 28,0 a 31,1%).</p>
<p style="text-align: justify;">Altro fenomeno che emerge dal rapporto è la <strong>crescita della povertà nelle fasce dei più giovani.</strong>Tra le persone coinvolte 2 milioni 277 mila sono donne (7,3% l&#8217;incidenza), 1 milione 131 mila sono minori (10,9%), 1 milione 13 mila hanno un&#8217;età compresa tra 18 e 34 anni (9,9%) e 538 mila sono anziani (4,1%). Un minore su dieci, quindi, nel 2015 si trova in povertà assoluta (3,9% nel 2005). Negli ultimi dieci anni l&#8217;incidenza del fenomeno è rimasta stabile tra gli anziani (4,5% nel 2005) mentre ha continuato a crescere nella popolazione tra i 18 e i 34 anni di età (9,9%, più che triplicata rispetto al 3,1% del 2005) e in quella tra i 35 e i 64 anni (7,2% dal 2,7% nel 2005). A livello territoriale è il Mezzogiorno a registrare i valori più elevati di povertà assoluta (9,1% di famiglie, 10,0% di persone) e il Centro quelli più bassi (4,2% di famiglie, 5,6% di persone). Deciso ampliamento della povertà nelle regioni del Nord, dal 4,2% al 5%.</p>
<p style="text-align: justify;">La povertà assoluta risulta contenuta tra le <strong>famiglie di soli italiani</strong> (4,4%) mentre si attesta su valori molto più elevati tra quelle con componenti stranieri: 14,1% per le miste, 28,3% per le famiglie di soli stranieri; in quest&#8217;ultimo caso si passa dal 23,4% del 2014 al 28,3% del 2015, con margini più accentuati nel Nord (dal 24% al 32,1%). L&#8217;intensità della povertà l&#8217;anno scorso è risultata pari al 23,1% e corrisponde a una spesa media equivalente delle famiglie povere pari a 808,36 euro mensili; nel 2014 era di 811,31 euro mensili (22,1%).</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Expo 2015: Tronca, sfide a Milano sono Mafia, Disoccupazione, Sicurezza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jan 2014 18:53:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[Mafia, disoccupazione, sicurezza: sono tante le sfide che Milano si trova a dover affrontare nel 2014 secondo il prefetto Francesco Paolo Tronca che conferma l&#8217;arrivo in vista dell&#8217;Expo 2015 di rinforzi per vigili del fuoco e forze dell&#8217;ordine e difende il ruolo delle Prefetture da chi, come la Lega, vorrebbe eliminarle. &#8220;La Prefettura &#8211; dice [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_7327" aria-describedby="caption-attachment-7327" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/expo-milano-2015-prefetto-francesco-tronca-comunicareitalia-ilparlamentare.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-7327" alt="expo-milano-2015-prefetto-francesco-tronca-comunicareitalia-ilparlamentare" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/expo-milano-2015-prefetto-francesco-tronca-comunicareitalia-ilparlamentare.jpg" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/expo-milano-2015-prefetto-francesco-tronca-comunicareitalia-ilparlamentare.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/expo-milano-2015-prefetto-francesco-tronca-comunicareitalia-ilparlamentare-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/expo-milano-2015-prefetto-francesco-tronca-comunicareitalia-ilparlamentare-457x270.jpg 457w" sizes="(max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-7327" class="wp-caption-text">Expo Milano 2015: le sfide del Prefetto Tronca tra Mafia, Disoccupazione e Sicurezza</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Mafia, disoccupazione, sicurezza: sono tante le sfide che Milano si trova a dover affrontare nel 2014 secondo il <strong>prefetto Francesco Paolo Tronca</strong> che conferma l&#8217;arrivo in vista dell&#8217;Expo 2015 di rinforzi per vigili del fuoco e forze dell&#8217;ordine e difende il ruolo delle Prefetture da chi, come la Lega, vorrebbe eliminarle. &#8220;La Prefettura &#8211; dice all&#8217;Ansa &#8211; rappresenta lo Stato e oggi c&#8217;è bisogno sempre più di Stato, anche a Milano&#8221;. Uno Stato &#8220;attento a far rispettare le regole&#8221; ma anche alle &#8220;nuove evoluzioni sociali&#8221;. Ed è per questo che Tronca dice di voler lavorare anche fuori da palazzo Dioli, la sede della prefettura dove si è insediato lo scorso 19 agosto. &#8220;Il prefetto &#8211; spiega &#8211; deve stare dove c&#8217;è bisogno del suo ruolo. Deve andare sul territorio per rendersi conto della situazione, ascoltare per intercettare le problematiche prima che diventino emergenze&#8221;. La Repubblica Milano.it</p>
<p style="text-align: justify;">Parla di sfide il prefetto Francesco Paolo Tronca. Quelle che Milano dovrà affrontare nel 2014 e poi in occasione dell’Expo, nel 2015. E «difende» le Prefetture da chi, come la Lega vorrebbe chiuderle: «La Prefettura rappresenta lo Stato e oggi c’è bisogno sempre più di Stato, anche a Milano», ha dichiarato all’ANSA.</p>
<p style="text-align: justify;">IL LAVORO CHE NON C’E’ &#8211; Nell&#8217;intervista de <strong>Il Corriere della Sera.it</strong> il <strong>Prefetto Francesco Paolo Tronca</strong> non parla di emergenze, ma di criticità: partendo dal lavoro, anzi dalla «mancanza di lavoro», agli sfratti, alle nuove povertà passando per la questione della sicurezza. Tronca si è insediato il 19 agosto scorso, quattro mesi fa dunque, mesi, spiega, Cdi grande lavoro interno ed esterno. Il prefetto deve andare sul territorio , vedere coi suoi occhi, ascoltare per intercettare in anticipo le criticità ed evitare che diventino emergenze».</p>
<p style="text-align: justify;">LA SICUREZZA &#8211; Parla di strategie condivise con più istituzioni: «Bisogna affrontare il problema occupazionale, le nuove povertà e anche le vecchie. E poi ci sono problematiche comuni ad altre realtà, come la sicurezza». Per questo il prefetto ha chiesto di intensificare l’azione dei moduli interforze, che coinvolgono anche vigili del fuoco e polizia locale nelle diverse zone della città «con interventi rapidi e mobili. Se il cittadino ha la percezione che lo Stato c’è , che gli elimina un disagio, un disturbo notturno, l’allontanamento della prostituzione, dello spaccio, allora la percezione di sicurezza aumenta e aumenta la qualità della vita»</p>
<p style="text-align: justify;">EXPO : RINFORZI TRA LE FORZE DELL’ORDINE &#8211; <strong>Niente mafia e criminalità organizzata nell’esposizione universale</strong>: «Eviteremo qualsiasi tipo di infiltrazione» assicura il prefetto all’Ansa confermando l’arrivo di più uomini. In vista di Expo 2015 e, poco prima, del semestre italiano di presidenza europea, quando si svolgeranno a Milano una serie di eventi internazionali, arriverà in città un rinforzo per le forze dell’ordine e vigili del fuoco. Tronca non dice quanti saranno i nuovi arrivi ma ha assicurato che «il governo darà a Milano quell’attenzione necessaria ad affrontare al meglio gli eventi».</p>
<p style="text-align: justify;">ACCESSO AI CANTIERI CONTROLLATO -«Ci sono tali e tanti filtri che ci permettono di evitare infiltrazioni di ogni tipo. Questo è uno dei miei impegni prioritari. Ove intercettiamo anomalie, interveniamo immediatamente con provvedimenti interdittivi» e per questo è particolarmente utile «disporre l’accesso nei cantieri». Chi entra nei cantieri di Expo, infatti, viene segnalato. Il lavoro da fare è tanto ed è per questo che Tronca ha aumentato le riunioni della sezione speciale del comitato di coordinamento per l’alta sorveglianza Grandi Opere che si occupa di Expo. Milano tra pochi mesi sarà infatti al centro della vetrina internazionale su cui si accenderanno i riflettori di tutto il mondo: «Sono certo che Milano sarà assolutamente all’altezza di rendere onore al Paese e vincere queste grosse battaglie, di cui la più importante è Expò».</p>
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		<title>Natale 2013 in 48 milioni a casa e 32 per motivi economici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Dec 2013 13:58:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[di Redazione Il parlamentare.it/ Se vai in vacanza trovi chi ti controlla e allora stanno quasi tutti a casa. Di certo sarebbe da sciocchi credere che stare a casa, in Italia, sia una sventura per tanti che abitano nel lusso e nel prestigio di mura antiche, castelli, dimore d&#8217;epoche, centri storici di città d&#8217;arte, etc., [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/natale-in-casa.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" alt="natale-in-casa" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/natale-in-casa.jpg" width="790" height="466" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Natale 2013: 32 milioni di italiani a casa per l&#8217;effetto della crisi</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">di Redazione Il parlamentare.it/</p>
<p style="text-align: justify;">Se vai in vacanza trovi chi ti controlla e allora stanno quasi tutti a casa. Di certo sarebbe da sciocchi credere che stare a casa, in Italia, sia una sventura per tanti che abitano nel lusso e nel prestigio di mura antiche, castelli, dimore d&#8217;epoche, centri storici di città d&#8217;arte, etc., etc. Per molti, però, stare a casa è l&#8217;unico modo di pensare una ricorrenza come il Natale, tra parenti, amici, in famiglia. E&#8217; giusto che ognuno viva come può le festività ma non è assolutamente giusto che la Politica italiana continui ogni giorno a &#8220;fare il callo&#8221; alla povertà sempre più crescente con tutti i danni che essa comporta sulla sanità, sull&#8217;agroalimentare, dunque sui cibi che giungono a tavole, sui servizi in generale. Siamo tutti portati naturalmente ad esorcizzare la crisi ma l&#8217;impegno della politica deve essere volto a rivedere gli accordi internazionali che hanno praticamente demolito l&#8217;Economia Italiana, come ha recentemente dimostrato Coldiretti che alle frontiere ha mostrato cosa di pessimo per la nostra economia e per la nostra salute, giunge dall&#8217;Europa. Privi di una regolamentazione concreta in tal senso ogni fondo sarà un sollievo ma non una cura della malattia che sembra essere allo stato terminale.</p>
<p style="text-align: justify;">Saranno 12 milioni gli italiani che faranno una vacanza tra Natale e Capodanno, dato che, raffrontato al 2012, segna una flessione del 3%. Ciò vuol dire che i restanti 48 milioni di italiani non si sposteranno da casa durante le festività e di essi addirittura 32 milioni non lo faranno per motivi economici. I dati arrivano da Federalberghi.</p>
<p style="text-align: justify;">In particolare a Natale la flessione di italiani in movimento sarà dell&#8217;8% (da 6,6 milioni del 2012 a 6,07 milioni di quest&#8217;anno), con la stragrande maggioranza che rimarrà in Italia ed alloggerà per economizzare in casa di parenti o amici, mentre a Capodanno si muoveranno quasi 6 milioni di connazionali rispetto ai 5,8 milioni del 2012 (+3%), con un incremento di italiani che andranno all&#8217;estero &#8220;spinti probabilmente &#8211; secondo Federalberghi &#8211; da tariffe più vantaggiose che non risentono del clima di oppressione fiscale nel quale le nostre aziende si trovano a lavorare&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">La foto è di Donato Palumbo di cui vi suggeriamo di approfondire la conoscenza su &#8220;fotocommunity&#8221;</p>
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		<title>Allarme Nuovi Ticket: 42mila famiglie più povere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jun 2012 14:28:52 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[crisi]]></category>
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					<description><![CDATA[Roma, 13 giu &#8211; asca &#8211; Con nuovi ticket 42.000 famiglie rischiano di impoverirsi per pagare le spese mediche. E&#8217; quanto risulta da una simulazione effettuata nell&#8217;VIII Rapporto Sanita&#8217; Ceis che ha voluto calcolare i possibili effetti del paventato inasprimento dei ticket sanitari sull&#8217;economia familiare. &#8221;Per avere un&#8217;idea dell&#8217;impatto &#8211; spiega il Rapporto &#8211; si [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_4748" aria-describedby="caption-attachment-4748" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="Crisi_Finanziaria_Italia" href="https://ilparlamentare.it/?attachment_id=4748"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-4748" title="Crisi_Finanziaria_Italia" alt="Allarme nuovi Ticket: 42mila famiglie saranno più povere" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Crisi_Finanziaria_Italia2.jpg" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Crisi_Finanziaria_Italia2.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Crisi_Finanziaria_Italia2-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Crisi_Finanziaria_Italia2-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-4748" class="wp-caption-text">Allarme nuovi Ticket: 42mila famiglie saranno più povere</figcaption></figure>
<p>Roma, 13 giu &#8211; asca &#8211; Con nuovi ticket 42.000 famiglie rischiano di impoverirsi per pagare le spese mediche. E&#8217; quanto risulta da una simulazione effettuata nell&#8217;VIII Rapporto Sanita&#8217; Ceis che ha voluto calcolare i possibili effetti del paventato inasprimento dei ticket sanitari sull&#8217;economia familiare.</p>
<p>&#8221;Per avere un&#8217;idea dell&#8217;impatto &#8211; spiega il Rapporto &#8211; si e&#8217; simulato l&#8217;effetto sui bilanci delle famiglie di un inasprimento dei ticket, posto prudenzialmente pari a 2mld (suddiviso per il 45% a carico dei farmaci, per il 45% della specialistica e il restante 10% a carico del pronto soccorso): tale simulazione stima in oltre 42.000 le nuove famiglie impoverite per le spese sanitarie; per contenere l&#8217;iniquita&#8217; dell&#8217;impatto, abbiamo simulato un&#8217;applicazione progressiva dei ticket, a partire da un inasprimento del 5% per le famiglie piu&#8217; povere (lasciando esenti solo quelle povere), sino al 30% delle piu&#8217; ricche: in tal caso, pur non annullandosi il fenomeno, le nuove famiglie impoverite si riducono a 7.500&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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