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	<title>Polizia &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Istituita la “Scorta Civica” per Nicola Gratteri. Venerdì il primo sit-in a Catanzaro.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 May 2022 11:47:03 +0000</pubDate>
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<p class="wp-block-paragraph">È stata <strong>istituita la “Scorta Civica” per il procuratore Nicola Gratteri</strong>. L’idea nasce da gruppi di professionisti dei vari settori del vivere civile. Un’idea che piace ai Sindacati di Polizia e dei lavoratori ma anche alle note Fondazioni antimafia e ai giovani. Sono <strong>previsti una serie di sit-in in tutta Italia</strong> e, <strong>il primo, si terrà giorno 13 maggio alle ore 11.00 innanzi alla Procura della Repubblica di Catanzaro</strong>. In programmazione quello di Palermo. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Siamo alla vigilia del trentennale delle stragi mafiose del ’92 e, se pur importanti cortei e bei discorsi di commemorazione per rinverdire e onorare la memoria dei martiri, è altrettanto importante lavorare quotidianamente per la tutela dei vivi poiché questo è l’insegnamento che le stragi ci offrono. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1200" height="800" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giovanni-falcone.jpg" alt="" class="wp-image-16306" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giovanni-falcone.jpg 1200w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giovanni-falcone-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giovanni-falcone-405x270.jpg 405w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giovanni-falcone-768x512.jpg 768w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giovanni-falcone-696x464.jpg 696w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giovanni-falcone-1068x712.jpg 1068w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption>Il Giudice Giovanni Falcone</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Giovanni Falcone fu ucciso il 23 maggio del 1982</strong> <strong>ma iniziò a morire molto prima con la votazione del CSM</strong> che bocciò la sua nomina. <strong>Talvolta, disse Paolo Borsellino, “<em>le Istituzioni hanno il volto della mafia</em>&#8220;.</strong> Lo smacco dato a Falcone allora con la mancata nomina, portò al suo isolamento, che fu l’anticamera della morte. “Corsi e ricorsi storici”, scriveva Giovan Battista Vico. La Storia si ripete. Ma siamo noi a dover impedire che ciò accada. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" width="1600" height="704" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/scortacivicapernicolagratteri.jpeg" alt="Scorta Civica per Nicola Gratteri" class="wp-image-16299" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/scortacivicapernicolagratteri.jpeg 1600w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/scortacivicapernicolagratteri-300x132.jpeg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/scortacivicapernicolagratteri-480x211.jpeg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/scortacivicapernicolagratteri-768x338.jpeg 768w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/scortacivicapernicolagratteri-1536x676.jpeg 1536w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/scortacivicapernicolagratteri-696x306.jpeg 696w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/scortacivicapernicolagratteri-1068x470.jpeg 1068w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nei giorni scorsi il Procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri è stato pesantemente minacciato ancora una volta</strong>. I servizi di sicurezza stranieri hanno intercettato una telefonata dove progettavano di farlo saltare in aria. Nelle stesse ore, Gratteri concorreva alla nomina di Procuratore nazionale antimafia ma non ce l&#8217;ha fatta. Gli è stato rafforzato il servizio di protezione ma riteniamo che la migliore scorta per lui sia la ribellione dei cittadini alla barbarie criminale. La Calabria prima regione in Europa per Corruzione, necessita dell’impegno civico di tutti i cittadini onesti e laboriosi. <strong>Ora più che mai non bisogna lasciare solo Nicola Gratteri</strong>. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>A tal fine venerdì 13 maggio alle ore 11 la “Scorta Civica” stazionerà sotto la Procura di Catanzaro per esprimere al Procuratore Gratteri, vicinanza ed impegno costante. </strong>L’appello della “Scorta Civica”, va alla coscienza civica di donne e uomini di buona volontà, associazioni, sindacati, mondo della scuola e dell’università che insieme hanno deciso di fare squadra. Hanno già confermato la loro adesione i Sindacati <strong>SIULP</strong> &#8211; Sindacato Italiano Unitario dei Lavoratori della Polizia di Catanzaro, <strong>FSP</strong> Polizia di Stato, <strong>C.I.S.L. Magna Grecia</strong>, <strong>CICAS</strong> Confederazione Imprenditori, Commercianti, Artigiani, Turismo e Servizi, <strong>Antonino De Masi</strong>, la <strong>Fondazione Antonino Caponnetto</strong>, il <strong>Movimento civico NOI</strong>, la <strong>Fondazione Culturale “Paolo di Tarso”</strong>, il <strong>Centro Polifunzionale Padre Pino Puglisi</strong>, il <strong>CELM</strong> Comitato Europeo per la Legalità e la Memoria, l’<strong>Associazione Giustizia e Pace</strong> dedicata ai Giudici Livatino e Costa. Una organizzazione che cresce di ora in ora. Cittadini e organi dell’informazione sono invitati a partecipare.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" width="900" height="1331" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sitin-nicola-gratteri.jpg" alt="" class="wp-image-16304" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sitin-nicola-gratteri.jpg 900w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sitin-nicola-gratteri-203x300.jpg 203w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sitin-nicola-gratteri-183x270.jpg 183w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sitin-nicola-gratteri-768x1136.jpg 768w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/sitin-nicola-gratteri-696x1029.jpg 696w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /><figcaption>La locandina de ILPARLAMENTARE.IT</figcaption></figure></div>
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		<title>Migranti sgomberati a Roma, bombole contro agenti. Polizia usa idranti.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Aug 2017 14:41:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[FOTO DI ANGELO CARCONI Resta alta la tensione in piazza Indipendenza dopo lo sgombero di stamattina dei richiedenti asilo che si sono insediati sulla piazza dopo essere stati allontanati dal palazzo di via Curtatone occupato da quattro anni da circa 400 richiedenti asilo etiopi ed eritrei. Le forze dell&#8217;ordine, in tenuta anti sommossa, hanno azionato [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/migranti-roma.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-12578" alt="migranti roma" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/migranti-roma.jpg" width="800" height="461" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/migranti-roma.jpg 700w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/migranti-roma-300x172.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/migranti-roma-468x270.jpg 468w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a>FOTO DI ANGELO CARCONI<br />
Resta alta la tensione in <strong>piazza Indipendenza</strong> dopo lo sgombero di stamattina dei richiedenti asilo che si sono insediati sulla piazza dopo essere stati allontanati dal <strong>palazzo di via Curtatone</strong> occupato da quattro anni da <strong>circa 400 richiedenti asilo etiopi ed eritrei.</strong> Le forze dell&#8217;ordine, in tenuta anti sommossa, hanno azionato l&#8217;idrante per liberare la piazza, occupata soprattutto da donne e migranti sgomberati da via Curtatone. Le donne si sono inginocchiate per terra con le braccia alzate. La Questura spiega che &#8216;hanno rifiutato una sistemazione d&#8217;alloggio e c&#8217;era un alto rischio&#8217;. Ma le rifugiate urlano &#8216;vergogna, vogliamo solo una casa. Le proposte le abbiamo viste solo sui giornali a noi nessuno ha detto nulla&#8217;. Protestano per il trattamento riservato ai rifugiati le grandi organizzazioni umanitarie dall&#8217;Unicef, per come sono stati portati via i bambini sui pullman della polizia, ad Amnesty.  Nuove tensioni, davanti alla stazione Termini di Roma, tra rifugiati e richiedenti asilo sgomberati stamattina in piazza Indipendenza e forze dell&#8217;ordine. Secondo quanto si è appreso da fonti di polizia, un gruppo si è nuovamente radunato e ha<strong> tentato di bloccare il traffico in piazza dei Cinquecento</strong>. Sono stati lanciati oggetti e sassi contro gli agenti in tenuta antisommossa, che li hanno poi dispersi. A quanto riferito dai movimenti per la casa, una donna per lo spavento sarebbe stata colta da malore.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sgomberati: &#8220;sveglia con idranti, donne manganellate&#8221; </strong>&#8211; &#8220;Siamo stati svegliati con l&#8217;acqua degli idranti. Hanno preso alcune di noi per i capelli colpendole anche con i manganelli. E&#8217; assurdo: siamo rifugiati politici, abbiamo i documenti in regola&#8221;. A parlare è una delle donne sgomberate all&#8217;alba da piazza Indipendenza. &#8220;Ci hanno preso per i capelli &#8211; racconta un&#8217;altra &#8211; quella donna con il braccio fasciato è stata colpita con un manganello e ora sta andando in ospedale. Anche io ho i segni sul fianco. Non è giusto. Abbiamo dormito per strada per 5 notti. Vogliamo solo una casa&#8221;. &#8220;Questo è uno stato accogliente? No è un paese fascista, disumano&#8221;, urla una donna con la voce spezzata dal pianto.  sgomberati:&#8221;sveglia con idranti,donne manganellate&#8221;. Un immigrato sgomberato all&#8217;alba da piazza Indipendenza a Roma è stato fermato e portato via dalle forze dell&#8217;ordine mentre faceva un&#8217;intervista alla tv La7. E&#8217; accaduto in via Goito dove i migranti, quasi tutti rifugiati politici, sono stati fatti arretrare dalle forze di polizia che hanno liberato la piazza. &#8220;Vergogna, vergogna&#8221; hanno urlato gli altri presenti lungo la strada., disumano&#8221;, urla una donna con la voce spezzata dal pianto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Prefetto: Movimenti causa rifiuto alloggi</strong> &#8211; Il Prefetto di Roma, Paola Basilone, ha ringraziato le forze dell&#8217;ordine per il completamento dell&#8217;intervento di sgombero dei migranti che occupavano lo stabile di via Curtatone e della piazza antistante. &#8220;L&#8217;accurata e scrupolosa pianificazione dell&#8217;intervento &#8211; afferma il prefetto &#8211; ha fatto sì che le operazioni si svolgessero in condizioni di assoluta sicurezza, nonostante la prevedibile e decisa opposizione degli occupanti e l&#8217;azione di infiltrazione posta in essere dai Movimenti di Lotta per la Casa, che ha indotto gli occupanti accampatisi in piazza Indipendenza a rifiutare sistemazioni alloggiative alternative, determinati a rimanere in strada fino alla manifestazione con corteo indetta dagli stessi Movimenti per sabato prossimo&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Oltre 400 in palazzo occupato da 4 anni</strong> &#8211; Vivevano in 400 adulti e 35 minori all&#8217;interno dello stabile di via Curtatone, a pochi passi dalla stazione Termini nel centro di Roma, occupato da 4 anni e sgomberato all&#8217;alba di sabato scorso. Sono state controllate tutte le posizioni dalla Questura e si tratta di etiopi ed eritrei, nella quasi totalità richiedenti asilo o protezione sussidiaria. Circa 100 le situazioni di &#8216;fragilità&#8217;: 64 adulti e 35 minori, tra cui molti bambini. Loro sono rimasti all&#8217;interno dell&#8217;edificio fino a stamattina in attesa che fossero perfezionate le procedure di assistenza alloggiativa. Gli altri hanno dovuto abbandonare il palazzo sabato. Un centinaio si è accampato per cinque notti nei giardini di piazza Indipendenza, davanti allo stabile in cui hanno vissuto in questi anni. Stamattina all&#8217;alba l&#8217;intervento di sgombero, con momenti di tensione e l&#8217;uso degli idranti, all&#8217;indomani di un vertice in Prefettura in cui il Campidoglio aveva individuato alcuni posti letto anche per chi era rimasto per strada. Ma che ieri è stato rifiutato dagli interessati.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Manconi, irresponsabile latitanza Comune</strong> &#8211; &#8220;Per il secondo giorno consecutivo, la polizia è intervenuta per sgomberare il palazzo che, da anni, ospita centinaia di profughi eritrei, in via Curtatone a Roma. Come era facile prevedere, considerate l&#8217;assenza di qualunque proposta alternativa e l&#8217;irresponsabile latitanza dell&#8217;amministrazione comunale, ne sono derivati feriti e violenze&#8221;. Lo scrive in una nota il senatore del Partito democratico Luigi Manconi, presidente della Commissione Diritti umani al Senato. &#8220;Nel corso della mattinata &#8211; sottolinea -, la situazione continua ad essere molto tesa e a dar luogo a scontri. Si tenga presente che tra le persone sgomberate si trovano numerosi anziani, donne, bambini e portatori di handicap e che tutti gli eritrei sono titolari dello status di rifugiato o della protezione internazionale. Di fronte a tutto ciò &#8211; aggiunge Manconi -, la giunta comunale tace e si sottrae a qualunque responsabilità: nessun suo rappresentate è presente mentre tutto ciò accade e, dopo estenuanti trattative con la prefettura, la sola proposta riguarda poche decine di posti. Capisco che Sindaca e membri della giunta siano in tutt&#8217;altre faccende affaccendati, presi dal rutilante carosello degli assessorati e dall&#8217;esaltazione partitocratica del gioco delle nomine e delle deleghe, ma qualcuno deve pur ricordare che queste centinaia di profughi sono, anche loro, abitanti di Roma. E che quella politica per la casa, promessa dal Comune e di cui non si è vista finora una minima traccia, deve riguardare anche loro&#8221;, conclude.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sap: &#8216;a noi lavoro sporco, errori Governo&#8217;</strong>  &#8211; &#8220;Gli errori del Governo con le sue scelte scellerate in materia di immigrazione, ricadono sempre sulla Polizia che è chiamata a fare per strada il lavoro sporco senza alcuna tutela&#8221;. E&#8217; la posizione di Gianni Tonelli, Segretario Generale del Sindacato Autonomo di Polizia (Sap), circa gli scontri avvenuti in piazza Indipendenza a Roma, tra migranti e poliziotti. &#8220;E&#8217; una situazione ingestibile &#8211; continua ancora Tonelli &#8211; e credo non si tratti di incapacità di Governo, ma di scelte determinate con coscienza e volontà. Colpire gli agenti intervenuti a Roma con sassi, bombole e bottiglie è violenza. Non ha nulla a che vedere con l&#8217;integrazione&#8221;. Per il sindacato, &#8220;dietro l&#8217;ipocrisia della politica dell&#8217;accoglienza si nascondono situazioni che compromettono seriamente l&#8217;ordine e la sicurezza pubblica. Quella di piazza Indipendenza era una situazione di totale degrado che non ammette scusanti o giustificazioni. A farne le spese è il cittadino perbene e il poliziotto, chiamato ad intervenire come in questo caso. Quanto successo a Sanremo qualche giorno fa, è un&#8217;altra testimonianza. Un poliziotto ha perso la milza a causa del pestaggio subito da tre extracomunitari ubriachi. Il pericolo terrorismo e criminalità ce lo abbiamo in casa, e molto spesso siamo stati il connettore con questa invasione incontrollata&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte ANSA &#8211; FOTO DI ANGELO CARCONI</p>
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		<title>Terrorismo in Italia: blitz della Polizia. Arrestati presunti terroristi internazionali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Nov 2015 11:45:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La polizia sta eseguendo un&#8217;ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nei confronti di 10 persone (4 italiani, 5 albanesi e un canadese), accusate a vario titolo di associazione con finalità di terrorismo. Secondo quanto riferito dalla questura meneghina, le indagini condotte dalla sezione antiterrorismo della Digos di Milano hanno permesso di accertare che gli [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_9953" aria-describedby="caption-attachment-9953" style="width: 738px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/polizia_antiterrorismo.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-9953" alt="Polizia Italiana Antiterrorismo" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/polizia_antiterrorismo.jpg" width="738" height="462" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/polizia_antiterrorismo.jpg 738w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/polizia_antiterrorismo-300x187.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/polizia_antiterrorismo-431x270.jpg 431w" sizes="auto, (max-width: 738px) 100vw, 738px" /></a><figcaption id="caption-attachment-9953" class="wp-caption-text">Polizia Italiana Antiterrorismo</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">La polizia sta eseguendo un&#8217;ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nei confronti di<strong> 10 persone (4 italiani, 5 albanesi e un canadese)</strong>, accusate a vario titolo di <strong>associazione con finalità di terrorismo.</strong> Secondo quanto riferito dalla questura meneghina, le indagini condotte dalla sezione antiterrorismo della <strong>Digos di Milano</strong> hanno permesso di accertare che gli indagati fanno parte di due nuclei familiari, di cui uno formato da <strong>cittadini italiani convertiti da qualche anno all&#8217;Islam</strong> e determinati a partire per la Siria, l&#8217;altro composto da cittadini di nazionalità albanese residenti nella provincia grossetana. Il collante tra le due famiglie è rappresentato da una giovane coppia che si unisce in matrimonio lo scorso settembre, <strong>per poi partire alla volta della Siria</strong>. L&#8217;operazione è stata denominata &#8220;Martese&#8221; e arresti e perquisizioni sono stati compiuti nelle provincie di Milano, Bergamo, Grosseto e in una cittadina dell&#8217;Albania. Nel corso di un&#8217;altra operazione, dalle prime ore di questa mattina, i Carabinieri del Ros stanno eseguendo un&#8217;ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa su richiesta della Procura della Repubblica di Roma, nei confronti di <strong>2 cittadini maghrebini indagati per associazione con finalità di terrorismo internazionale</strong> aggravata dalla transanzionalita del reato. Un terzo indagato e già detenuto per reati di terrorismo in Marocco. Al centro delle investigazioni, una cellula di matrice qaedista dedita al proselitismo, indottrinamento e addestramento mediante un sito internet creato e gestito dagli stessi indagati. La cellula si proponeva, secondo quanto accertato dagli inquirenti, anche la <strong>pianificazione ed esecuzione di atti terroristici in Italia e in Nord Africa.</strong> Durante le indagini, la collaborazione con le autorità marocchine ha consentito di sventare, nel 2012, un attentato terroristico al Mawazine festival di Rabat. Asca</p>
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		<title>Claudio Scajola e Gianni De Gennaro indagati per la morte di Marco Biagi</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2015/02/claudio-scajola-e-gianni-de-gennaro-indagati-per-la-morte-di-marco-biagi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Feb 2015 12:26:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Ansa/ Claudio Scajola e Gianni De Gennaro sono indagati nell&#8217;inchiesta bis sulla revoca della scorta a Marco Biagi, ucciso a Bologna dalle Br il 19 marzo 2002. All&#8217;epoca Scajola e De Gennaro erano ministro dell&#8217;Interno e capo della Polizia. La prima inchiesta fu archiviata. La nuova fu riaperta la scorsa primavera dopo la trasmissione a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_8993" aria-describedby="caption-attachment-8993" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/gianni-de-gennaro-claudio-scajola.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-8993" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/gianni-de-gennaro-claudio-scajola.jpg" alt="gianni-de-gennaro-claudio-scajola" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/gianni-de-gennaro-claudio-scajola.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/gianni-de-gennaro-claudio-scajola-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/gianni-de-gennaro-claudio-scajola-457x270.jpg 457w" sizes="auto, (max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-8993" class="wp-caption-text">Gianni De Gennaro &#8211; Claudio Scajola</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: center;">Ansa/</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Claudio Scajola e Gianni De Gennaro sono indagati</strong> nell&#8217;inchiesta bis sulla revoca della scorta a <strong>Marco Biagi</strong>, <strong>ucciso a Bologna dalle Br il 19 marzo 2002</strong>. All&#8217;epoca Scajola e De Gennaro erano ministro dell&#8217;Interno e capo della Polizia.</p>
<p style="text-align: justify;">La prima inchiesta fu archiviata. La nuova fu riaperta la scorsa primavera dopo la trasmissione a Bologna di nuovi documenti, in particolare appunti dell&#8217;ex segretario del ministro, <strong>Luciano Zocchi.</strong> A quanto si apprende è stato notificato un atto a Scajola e De Gennaro, oltre che ai familiari del giuslavorista, assistiti dall&#8217;<strong>avv. Guido Magnisi</strong>, in cui si chiede a una sezione speciale del tribunale di Bologna di interrogarli per sapere se intendono o meno avvalersi della prescrizione. <strong>L&#8217;inchiesta è del Pm Antonello Gustapane.<br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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]]></content:encoded>
					
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		<title>I Minori contesi hanno diritto ad un loro Avvocato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Oct 2012 10:44:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[diritti dell'uomo]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Borrelli]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[maltrattamenti]]></category>
		<category><![CDATA[minori]]></category>
		<category><![CDATA[Polizia]]></category>
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					<description><![CDATA[A cura di Giovanni Borrelli &#8211;  Avvocato del Foro di Roma &#8211; &#8220;Lo spiacevole episodio che ha visto come vittima un bambino di soli dieci anni, oggetto di violenza fisica e soprattutto psicologica, da parte di presunti educatori che hanno dimostrato di nulla conoscere di psichiatria infantile, fa riemergere la impellente necessità , come più [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_5123" aria-describedby="caption-attachment-5123" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="bambino-prelavato-polizia" href="https://ilparlamentare.it/?attachment_id=5123"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-5123" title="bambino-prelavato-polizia" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/bambino-prelavato-polizia.jpg" alt="Il Bambino prelevato dalla Polizia contro la sua volontà. Immagini tratte da TGCOM" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/bambino-prelavato-polizia.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/bambino-prelavato-polizia-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/bambino-prelavato-polizia-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5123" class="wp-caption-text">Il Bambino prelevato dalla Polizia contro la sua volontà. Immagini tratte da TGCOM</figcaption></figure></p>
<p>A cura di <strong>Giovanni Borrelli</strong> &#8211;  Avvocato del Foro di Roma &#8211; <em>&#8220;Lo spiacevole episodio che ha visto come vittima un bambino di soli dieci anni, <strong>oggetto di violenza fisica e soprattutto psicologica</strong>, da parte di presunti educatori che hanno dimostrato di nulla conoscere di psichiatria infantile, <strong>fa riemergere la impellente necessità</strong> , come più volte esposto, <strong> che i minori</strong> che vengono contesi da genitori obnubilati dal reciproco risentimento, <strong>debbano essere tutelati da un difensore preposto a far valere soprattutto i loro diritti e le loro esigenze</strong>, anche se spiacevoli per i genitori.</em></p>
<p><em>Adottare, invece, sistemi coercitivi così indegni  per  soddisfare le richieste anche se  affettive di un genitore rispetto all’altro, senza tenere conto dei traumi che l’atto violento può provocare nella psiche di un bambino, che si vede stralciato non solo dalla madre ma anche dalla scuola e dagli amici, costituisce gravissima colpa  e soprattutto evidenzia il fallimento di quei mezzi  di terapia psichici che debbono essere attuati da chi è preposto a tali incarichi così delicati.</em></p>
<p><em>Si sarebbe quindi, dovuto preliminarmente,  ascoltare le  aspettative del minore ma soprattutto era indispensabile  far capire ai genitori quale danno stessero arrecando al proprio figlio , che dicono di amare, stimolandoli ad elevarsi a coppia genitoriale.</em></p>
<p><em>Circostanze tutte che, soprattutto il padre che  esercita la professione di avvocato, avrebbe dovuto  stimolare ed esigere dagli Organi Giudiziari preposti, rinunziando ad avvalersi di diritti coercitivi in quanto, se attuati, come di fatto è avvenuto, avrebbero assunto  la  negativa valenza di costituire solo ritorsioni punitive  per il coniuge, con l’effetto principale di far subire un forte choc  al bambino, come purtroppo è accaduto&#8221;.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Montecitorio: scontri tra Pescatori e Polizia ma Monti vede via d&#8217;uscita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 16:52:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Napolitano]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Monti]]></category>
		<category><![CDATA[Polizia]]></category>
		<category><![CDATA[scontri pescatori]]></category>
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					<description><![CDATA[MANIFESTANTI A FORZE ORDINE, &#8216;VERGOGNA&#8217; &#8211; Durante gli scontri davanti Montecitorio con la polizia i pescatori hanno gridato più volte &#8220;vergogna&#8221; verso gli agenti in tenuta anti sommossa. Dopo l&#8217;esplosione di un&#8217;ulteriore bomba carta le forze dell&#8217;ordine si sono avvicinate un&#8217;altra volta ai manifestanti cercando di spingerli ancora più distanti dalla Camera dei deputati. AL [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>MANIFESTANTI A FORZE ORDINE, &#8216;VERGOGNA&#8217; &#8211; Durante gli scontri davanti Montecitorio con la polizia i pescatori hanno gridato più volte &#8220;vergogna&#8221; verso gli agenti in tenuta anti sommossa. Dopo l&#8217;esplosione di un&#8217;ulteriore bomba carta le forze dell&#8217;ordine si sono avvicinate un&#8217;altra volta ai manifestanti cercando di spingerli ancora più distanti dalla Camera dei deputati.</p>
<p>AL VAGLIO IMMAGINI TELECAMERE &#8211; Sono al vaglio degli uomini della Questura di Roma le immagini dei momenti di tensione davanti alla Camera, ripresi dalle telecamere della polizia scientifica. Altri manifestanti responsabili dei tafferugli potrebbero essere identificati e denunciati. Secondo quanto si apprende, le bombe carta sono state lanciate verso la Camera dei Deputati ma anche verso le stesse forze dell&#8217;ordine.</p>
<p>LA GIORNATA &#8211; Sono scesi in piazza di prima mattina i pescatori d&#8217;Italia che stanno protestando a Roma, davanti Montecitorio, con lancio di fumogeni e petardi. Centinaia i manifestanti arrivati davanti alla Camera dei Deputati: molti di loro indossano giubbotti arancioni di salvataggio. &#8220;La Comunità Europea ci affonda&#8221;, &#8220;Vi state mangiando anche le nostre barche&#8221;, &#8220;Le regole del Nord Europa non valgono per il Mediterraneo&#8221;. Questi alcuni degli striscioni portati dai pescatori: &#8220;Siamo qui per dire no alla licenza punti &#8211; ha detto uno di loro &#8211; che ci vuole imporre la Comunità Europea così come anche il giornale di bordo. Per non parlare poi del caro carburante: così non riusciamo ad andare avanti e c&#8217;é il rischio di un blocco totale&#8221;.</p>
<p>AVANTI ALLA CAMERA LANCIATO RAZZO SOS &#8211; Un razzo di segnalazione color rosso, di quelli lanciati in mare per mandare un sos è partito da piazza Montecitorio ed ha attraversato il cielo sopra la Camera dei Deputati. A lanciarlo, in segno di protesta, le centinaia di pescatori, proveniente da tutta Italia, che stanno manifestando a Roma. Caro carburante e nuove regole dettate dall&#8217;Unione Europea, la licenza a punti e il giornale di bordo. Queste le motivazioni che hanno spinto i pescatori a lasciare le proprie barche e a scendere in piazza.</p>
<p>A SIT-IN &#8216;LA TUA MANOVRA LA FA SCHETTINO&#8217; -&#8220;La tua manovra la fa Schettino&#8221;, &#8220;Pescatori senza futuro&#8221;, &#8220;Il gasolio aumenta le paghe calano&#8221;. Sono questi altri striscioni esposti dai pescatori davanti alla Camera dei deputati. La protesta è scandita dalla continua esplosione di petardi da parte dei manifestanti che urlano slogan contro il governo e i ministri.</p>
<p>CALABRIA, PROTESTA PESCATORI CONTRO CARO GASOLIO &#8211; Alcune decine di pescatori stanno manifestando pacificamente nella darsena del porto di Gioia Tauro dove sono attraccati i loro pescherecci. Sul posto sono presenti anche due rappresentanti dei trasportatori che stanno attuando un presidio sull&#8217;autostrada Salerno-Reggio Calabria. I manifestanti che provengono dalle marinerie di Bagnara Calabra, Gioia Tauro, Nicotera, Catanzaro Lido, Soverato e Roccella Jonica lamentano le difficoltà legate al caro gasolio e gli interventi sulla carta licenza a punti. Una delegazione di pescatori ha incontrato il comandante della Capitaneria di porto di Gioia Tauro Diego Tomat al quale hanno illustrato i problemi che vive la categoria. &#8220;Aspettiamo gli esiti dell&#8217;incontro in corso a Roma &#8211; afferma uno dei manifestanti &#8211; per poi decidere eventuali altre azioni di lotta&#8221;.</p>
<p><strong>MONTI VEDE VIA D&#8217;USCITA</strong></p>
<p><figure id="attachment_3827" aria-describedby="caption-attachment-3827" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/2012/01/montecitorio-scontri-tra-pescatori-e-polizia-ma-monti-vede-via-duscita/mario_monti_giorgio_napolit/" rel="attachment wp-att-3827"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-3827" title="Mario_Monti_Giorgio_Napolitano" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Mario_Monti_Giorgio_Napolit.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Mario_Monti_Giorgio_Napolit.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Mario_Monti_Giorgio_Napolit-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Mario_Monti_Giorgio_Napolit-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-3827" class="wp-caption-text">Mario Monti - Giorgio Napolitano</figcaption></figure></p>
<p>L&#8217;Europa comincia a vedere l&#8217;uscita dal tunnel delle crisi. La situazione è in evoluzione e, pian piano, i &#8221;tasselli&#8221; di questo complesso mosaico sembrano andare al loro posto. In questo quadro, l&#8217;Italia, che non è più una mina per la stabilità dell&#8217;eurozona, ma che viene vista come un &#8221;caso significativo&#8221; di politica economica forte per le politiche di risanamento e di riforme avviate, vuole rivestire un ruolo attivo nella definizione della nuova governance europea. Il tutto con il fondamentale supporto del Parlamento. Tornato dalla due giorni a Bruxelles, il premier, Mario Monti, mostra un cauto ottimismo sugli sviluppi della crisi, pur non nascondendo le insidie che questo cammino presenta, riferendo all&#8217;Aula del Senato dove è in corso la discussione sulle mozioni sulle politiche europee. Cinque i documenti presentati: di Pdl, Pd e Terzo Polo, della Lega, dell&#8217;Idv, di Grande Sud e Coesione nazionale e quello che ha come prima firmataria Emma Bonino e sottoscritto da esponenti di vari Gruppi.</p>
<p>Il principale rischio, è il monito del presidente del Consiglio, è che le misure di risanamento e di riforme strutturali non portino risultati senza azioni adeguate della Ue. &#8221;Il superamento della crisi economica, finanziaria e sociale, che attanaglia l&#8217;Europa dipende da riforme strutturali, che sono nelle mani e nella capacità di decisione degli Stati membri. Allo stesso tempo, risanamento e riforme nazionali &#8211; avverte &#8211; non potranno avere successo, anzi rischiano di fallire, se non sono sostenute in modo conseguente dalle scelte compiute a livello europeo&#8221;.</p>
<p>Di qui, argomenta il premier, la necessità, per l&#8217;Italia, di giocare &#8221;un ruolo attivo&#8221; per &#8221;una ridefinizione equilibrata e sostenibile dell&#8217;assetto di governance dell&#8217;area euro, colmandone i difetti messi in luce dalla crisi e perché l&#8217;Unione sia ricondotta sul cammino della stabilità e della crescita&#8221;. In Europa, il nostro Paese deve presentarsi con la &#8221;dignità che gli spetta&#8221; e deve guardarsi dall&#8217;esportare in Europa &#8221;polemiche e contese di casa nostra che giovano alla propagazione di ingiustificati stereotipi&#8221;. E &#8220;per il governo è fondamentale poter contare sull&#8217;indirizzo e sul sostegno dei Gruppi parlamentari e delle forze politiche in un momento in cui si compiono scelte decisive per l&#8217;assetto della governance della zona euro e per il futuro stesso dell&#8217;Unione europea&#8221;.</p>
<p>L&#8217;impressione che si ricava dai numerosi incontri bilaterali in queste settimane e dai vertici degli ultimi giorni, evidenzia Monti, è quella di &#8221;un quadro in evoluzione in cui i contorni di una possibile via di uscita dalla grave crisi che ha colpito l&#8217;Europa cominciano a prendere forma&#8221;. Tre, elenca il premier, le componenti di questo mosaico: &#8221;Il perfezionamento dei sistemi di disciplina delle finanze pubbliche, la definizione di una batteria di firewalls, cioè di strumenti di stabilizzazione utili per prevenire ed evitare il contagio finanziario tra Paesi, e il rilancio di politiche per la crescita e l&#8217;occupazione&#8221;. Un versante, quest&#8217;ultimo, dove, però, &#8221;finora si è fatto molto poco&#8221;.</p>
<p>Procede, invece, speditamente, riferisce Monti, il negoziato per la definizione del nuovo &#8216;fiscal compact&#8217;. &#8221;La riunione dell&#8217;altro ieri dell&#8217;Eurogruppo allargato agli altri Paesi ha permesso di verificare l&#8217;esistenza di un consenso esteso per una rapida conclusione del Trattato&#8221;, dice. E &#8221;l&#8217;azione del governo italiano in sede negoziale ha seguito e segue orientamenti che, benché allora non fossero oggetto di mozioni di indirizzo da parte del Parlamento italiano si ritrovano molto chiaramente auspicati &#8211; sottolinea &#8211; nella mozione presentata per questa occasione dai Gruppi parlamentari che sostengono l&#8217;esecutivo&#8221;.</p>
<p>Tra gli orientamenti seguiti, spiega, il premier, quello di &#8221;evitare vincoli o limiti procedurali più rigidi o ulteriori sanzioni rispetto a quelli esistenti nel Patto di stabilità e di crescita&#8221;, e di &#8221;rafforzare il pilastro economico dell&#8217;Unione economica e monetaria con più credibili norme sul coordinamento delle politiche economiche e un maggiore accento sulla crescita&#8221;. E Monti ricorda anche come sul fronte delle norme per il rientro del debito pubblico il governo si stia muovendo in continuità con quello precedente. &#8221;E&#8217; un gravoso vincolo che tutti gli Stati membri hanno accettato all&#8217;unanimità, nel corso della primavera-estate del 2011. Non si tratta di un vincolo nuovo che questo governo ha potuto discutere, accettare o non accettare&#8221;.</p>
<p>Un punto fermo della posizione italiana, ribadito da Monti, è la necessità di &#8221;dotare il Fondo europeo di salvataggio finanziario e il futuro Fondo europeo di stabilità di risorse adeguate, di un appropriato coordinamento reciproco nel senso dell&#8217;addizionalità delle risorse, cioè che le risorse che non saranno utilizzate quando il Fondo di salvataggio finanziario si trasformerà nel Fondo europeo di stabilità vengano portate a costituire parte della dotazione del nuovo Fondo e la governance del Fondo sia umana e non sovraumana nella sua articolazione e quindi possa effettivamente funzionare e non essere circondata da vincoli e cavilli tali da non poter assistere in caso di necessità&#8221;. E, aggiunge, &#8220;noto un&#8217;evoluzione positiva presso gli Stati membri&#8221;.</p>
<p>Ma c&#8217;è anche un altro aspetto più generale sul quale insiste Monti inerente a quello che deve essere &#8221;il fondamento etico&#8221; alla base della costruzione e azione europea. &#8220;E&#8217; molto importante &#8211; dice &#8211; la discussione di riconoscimenti espliciti di quali sono le radici culturali e religiose della costruzione europea&#8221;, ma più importante è &#8221;vedere che in grande misura l&#8217;Unione europea incarna valori etici che molto più spesso sono stati assenti nelle politiche degli Stati nazionali e, voglio dire da cittadino italiano, anche e a volte soprattutto nel nostro Paese&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Black Block &#8211; se hanno colpito la Madonna non avranno rispetto di niente e di nessuno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Oct 2011 14:10:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[black block]]></category>
		<category><![CDATA[Carabinieri]]></category>
		<category><![CDATA[Guardia di Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[il Parlamentare.it]]></category>
		<category><![CDATA[Indignati]]></category>
		<category><![CDATA[Indignati a Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Polizia]]></category>
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					<description><![CDATA[A Roma si ricompongono i pezzi di una manifestazione civile e attesa per la sua capacità di riunire centinaia di migliaia di persone &#8220;indignate&#8221; per un sistema finanziario internazionale che farà pagare ai giovani il debito pubblico. Come in tutte le feste c&#8217;è qualcuno o qualcosa che la guasta per mettersi in evidenza o per [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_2995" aria-describedby="caption-attachment-2995" style="width: 630px" class="wp-caption aligncenter"><a rel="attachment wp-att-2995" href="https://ilparlamentare.it/2011/10/black-block-se-hanno-colpito-la-madonna-non-avranno-rispetto-di-niente-e-di-nessuno/15_ottobre_2/"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-2995" title="15_ottobre_2" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/15_ottobre_2.jpg" alt="" width="630" height="355" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/15_ottobre_2.jpg 630w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/15_ottobre_2-300x169.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/15_ottobre_2-480x270.jpg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/15_ottobre_2-469x264.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/15_ottobre_2-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 630px) 100vw, 630px" /></a><figcaption id="caption-attachment-2995" class="wp-caption-text">Ecco chi sono i Blach Block</figcaption></figure></p>
<p>A Roma si ricompongono i pezzi di una manifestazione civile e attesa per la sua capacità di riunire centinaia di migliaia di persone &#8220;indignate&#8221; per un sistema finanziario internazionale che farà pagare ai giovani il debito pubblico. Come in tutte le feste c&#8217;è qualcuno o qualcosa che la guasta per mettersi in evidenza o per evitare, come probabilmente in questo caso, che le ragioni di molti cittadini che agiscono in modo civile, vengano offuscate da pochi incivili.<br />
Di certo è stata sconfitta la politica, tutta. E, siamo certi, che anche Poliziotti, Carabinieri e Guardie di Finanza che hanno fronteggiato eroicamente gente decisa ad uccidere, sono anch&#8217;essi preoccupati per la sorte dei loro figli perché anch&#8217;essi sono padri e madri di figli.<br />
Chi ha vinto, dunque? hanno vinto le ragioni degli &#8220;Indignati&#8221; che sussistono ancor di più e crescono numericamente. Perdenti nella rissa sono stati i Black Block o chi, di nero vestito, ha utilizzato tecniche avanzate di guerriglia urbana per destabilizzare un grande evento di Pace e Giustizia sociale indispensabile, dunque solo rimandata.</p>
<p>La pessima scena della violazione alla statua della Madonnina è il simbolo di una violenza senza limiti, senza confini, ad ogni costo e nonostante tutto. Una violenza pura che cerca sangue e basta. Ecco, questo è il rischio vero. Questa è gente che è motivata dalla peggiore ignoranza e se animata dalla politica, entrambi, vanno assicurati alle patrie galere.</p>
<p><strong>Il Parlamentare.IT non intende riproporre video e immagini viste e riviste ma una semplice riflessione: perchè non sono stati catturati i Black Block? Tutto qui. La Polizia sa bene chi sono.<br />
</strong>Il problema è che se non verranno fermati qualcuno, spinto con le spalle al muro, potrebbe decidere di affrontarli a tutela del proprio diritto a manifestare e allora si che sarebbe <strong>guerra civile. </strong></p>
<p>&#8220;<strong>I giovani hanno ragione a essere indignati&#8221;</strong> &#8211; ha detto qualche minuto prima dell&#8217;inizio delle manifestazioni Mario Draghi &#8211; ma &#8220;a patto che non degeneri la protesta&#8221;. Invece è degenerato proprio perché alcuni soggetti politici ben identificabili, sanno bene che la popolazione, il 99% della società civile, ha ragione. E Mario Draghi è stato per davvero &#8220;Indignato&#8221; quando ha continuato nella sua dichiarazione: <strong>&#8220;Se la prendono con la finanza come capro espiatorio, li capisco, hanno aspettato tanto: noi all&#8217;età loro non l&#8217;abbiamo fatto</strong>&#8220;.</p>
<p>CHI ERANO FINO A IERI GLI INDIGNATI: IL MANIFESTO</p>
<p><em>&#8220;<strong>Noi siamo gli indignati, gli anonimi, i senza voce. Eravamo in silenzio, in ascolto. Osservavamo</strong>. Ma non quelli che erano in alto, coloro che reggono le redini, ma un po&#8217; ovunque, là dove siamo tutti e tutte in attesa del momento per unirci. I partiti, associazioni e sindacati non ci rappresentano. Non è tuttavia quel che ci auguriamo, perché ognuno rappresenta se stesso. Vogliamo concepire e costruire il migliore dei mondi possibili. insieme lo potremo e lo faremo. Senza paura. Le prime scintille sono scoccate nei paesi arabi, dove centinaia di migliaia di persone hanno occupato le piazze e le strade allo scopo di ricordare ai loro governi che il popolo detiene il vero potere. Poco dopo gli islandesi si sono impadroniti delle strade per esprimersi e decidere del loro avvenire; il popolo spagnolo non ha tardato a riempire piazze dei quartieri, dei villaggi e di altre città. Attualmente, la fiamma della contestazione si è propagata rapidamente ad altri paesi come la Francia, la Grecia, il Portogallo, l&#8217;Italia e la Turchia. Nel frattempo degli echi sorgono in America, in Asia e numerosi focolai di contestazione appaiono un po&#8217; ovunque. I problemi sono globali e la rivoluzione sarà globale anch&#8217;essa, senza questo il nostro appello non potrebbe sussistere. Il momento è giunto di recuperare i nostri spazi pubblici per discutere e costruire tutti insieme l&#8217;avvenire. Popolo del mondo, alzati!!!&#8221;</em></p>
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