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	<title>polizia di stato &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Il premio Ambiente e Legalità alla Direzione antimafia di Catania.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Aug 2018 10:40:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia&Legalità]]></category>
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					<description><![CDATA[E&#8217; stato assegnato alla Direzione investigativa antimafia (Dia) di Catania, diretta dal primo dirigente della polizia di Stato Renato Panvino, il premio nazionale &#8216;Ambiente e legalità&#8217; di Legambiente. Il riconoscimento è stato assegnato per &#8220;l&#8217;inchiesta &#8216;Garbage Affair&#8216;&#8221; e per &#8220;il lavoro svolto con particolare efficacia e dedizione nel contrasto alle varie forme di criminalità ambientale&#8220;. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_13618" aria-describedby="caption-attachment-13618" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Renato-Panvino-poliziadistato-dia-catania.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-13618" alt="renato panvino" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Renato-Panvino-poliziadistato-dia-catania.jpg" width="1024" height="639" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Renato-Panvino-poliziadistato-dia-catania.jpg 1024w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Renato-Panvino-poliziadistato-dia-catania-300x187.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Renato-Panvino-poliziadistato-dia-catania-432x270.jpg 432w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13618" class="wp-caption-text">Renato Panvino primo dirigente della Polizia di Stato &#8211; Catania</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; stato assegnato alla <strong>Direzione investigativa antimafia</strong> (Dia) <strong>di Catania,</strong> diretta dal primo dirigente della polizia di Stato <strong>Renato Panvino</strong>, il premio nazionale &#8216;Ambiente e legalità&#8217; di Legambiente. Il riconoscimento è stato assegnato per &#8220;<strong>l&#8217;inchiesta &#8216;Garbage Affair</strong>&#8216;&#8221; e per &#8220;il lavoro svolto con particolare efficacia e dedizione nel <strong>contrasto alle varie forme di criminalità ambientale</strong>&#8220;. La premiazione si è svolta a Ripescia (Grosseto) nell&#8217;ambito della manifestazione &#8216;<strong>Festambiente</strong>&#8216;, il festival internazionale di Legambiente dedicato all&#8217;ecologia e alla solidarietà. &#8220;Mi sento onorato e orgoglioso per questo premio &#8211; ha affermato Renato Panvino &#8211; e ringrazio Legambiente per aver voluto assegnare questo importante riconoscimento alla Dia, che condivido con gli uomini e le donne della Direzione investigativa antimafia, che rappresento, che ogni giorno si prodigano per ripristinare i valori della legalità&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte Nuovosud.it</p>
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		<title>Giustizia ingiusta: i PM di Napoli gli stroncano la carriera ma il Vice Capo di Polizia Nicola Izzo è prosciolto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Jul 2014 13:34:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[antonio maganelli]]></category>
		<category><![CDATA[ingiustizia]]></category>
		<category><![CDATA[magistratura di napoli]]></category>
		<category><![CDATA[nicola izzo]]></category>
		<category><![CDATA[polizia di stato]]></category>
		<category><![CDATA[riforma della giustizia]]></category>
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					<description><![CDATA[A cura di Giacomo Amadori per “Libero Quotidiano” In questi giorni in Parlamento si sta discutendo di riforma della giustizia e responsabilità civile dei magistrati. Sono migliaia in Italia le persone rovinate dagli errori giudiziari delle toghe. E sicuramente uno dei casi più celebri è quello del prefetto Nicola Izzo. Da qualche mese è in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_8078" aria-describedby="caption-attachment-8078" style="width: 702px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/malagiustizia-2.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-8078" alt="nicola izzo-polizia-giustizia-napoli" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/malagiustizia-2.jpg" width="702" height="412" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/malagiustizia-2.jpg 702w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/malagiustizia-2-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/malagiustizia-2-460x270.jpg 460w" sizes="(max-width: 702px) 100vw, 702px" /></a><figcaption id="caption-attachment-8078" class="wp-caption-text">Assolto Nicola Izzo Vice Capo di Polizia</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">A cura di Giacomo Amadori per “<a href="http://www.liberoquotidiano.it/" target="_blank">Libero Quotidiano</a>”</p>
<p>In questi giorni in Parlamento si sta discutendo di riforma della giustizia e responsabilità civile dei magistrati. Sono migliaia in Italia le persone rovinate dagli errori giudiziari delle toghe. E sicuramente uno dei casi più celebri è quello del prefetto Nicola Izzo. Da qualche mese è in pensione,ma sino al novembre 2012 era il vicecapo vicario della Polizia, quasi il comandante in pectore vista la battaglia contro la malattia che stava conducendo l’allora numero uno Antonio Manganelli.</p>
<p>Un gruppo di agguerriti pm napoletani gli ha stroncato la carriera indagandolo per turbativa d’asta nell’ambito di un’inchiesta sull’appalto per il Centro elaborazione dati della Polizia. Lo scorso maggio il gip di Roma, dove il fascicolo era stato trasferito per competenza, ha prosciolto Izzo da ogni accusa. Lui ora resta alla finestra, in attesa che qualcuno lo risarcisca per un danno tanto grande.</p>
<p>Dottor Izzo, quanti milioni di euro dovrebbero darle per ripagarla di questo clamoroso errore giudiziario?</p>
<p><strong>NICOLA IZZO</strong></p>
<p>«Non saprei cosa risponderle. Si parla, ormai da troppi anni, dei malanni della giustizia senza trovare un rimedio. Io comunque ho sempre pensato che chi sbaglia deve rispondere: l’irresponsabilità crea i presupposti per aumentare gli errori e formare il convincimento in chi li commette di esercitare un potere incontrollato».</p>
<p>Il gip che ha archiviato il procedimento contro di lei e altri 14 indagati vi ha prosciolti senza ombre. Non fa male avere questo riconoscimento dopo aver lasciato la Polizia?</p>
<p>«Fa male perché in tutto il procedimento ci sono una serie di “travisamenti” che avrebbero, se valutati correttamente e con accertamenti approfonditi, consentito, anziché immaginifiche ricostruzioni giudiziarie, l’immediata archiviazione del tutto, senza creare danni irreparabili. L’inesistenza di qualsiasi ipotesi collusiva tra noi indagati era di un’evidenza solare ».</p>
<p>I pm sembra che non abbiano brillato in precisione. Per esempio siete stati accusati di aver fatto vincere aziende senza Nos (nullaosta di sicurezza), mentre in realtà tutte ne erano in possesso. Come è possibile mettere nero su bianco un’accusa del genere senza averla verificata?</p>
<p><strong>PROCURA DI NAPOLI</strong></p>
<p>«Questa, al pari di alcune altre accuse, è una delle cose più strabilianti e gravi. Come si fa a riportare tra i capi di imputazione fatti neanche accertati, ma solo frutto della propria immaginazione? C’era da fare un semplice accertamento cartaceo, lo stesso che hanno fatto le difese. Bastava consultare gli archivi degli enti deputati al rilascio del Nos».</p>
<p>L’inchiesta è stata trasferita a Roma per competenza. Ma non era chiaro sin dall’inizio che quella presunta turbativa d’asta, se mai ci fosse stata, era stata consumata nella Capitale (dove si tenne la gara) e non a Napoli?</p>
<p>«Dico solo che dal 20 dicembre del 2012, data in cui la Procura Generale della Cassazione aveva individuato la competenza della Procura di Roma, abbiamo dovuto attendere il luglio 2013 per la trasmissione di tutti gli atti da Napoli, con la conseguenza che la procura di Roma ha dovuto emettere due distinti decreti di chiusura indagini per la“rateizzazione”, forse dovuta, mi passi il termine, a “dimenticanze” nella trasmissione dei documenti».</p>
<p><strong>ANTONIO MANGANELLI</strong></p>
<p>Certi pm sono innamorati dei loro fascicoli e se ne separano mal volentieri. Non vorrei infierire, ma per il giudice della Capitale «tutte le condizioni necessarie al regolare svolgimento della gara erano state seguite ». Ma allora perché tenervi sotto processo per tanti anni?</p>
<p>«Non voglio infierire neanche io, credo solo che in questo clamoroso caso di malagiustizia ci siano, per chi ha la responsabilità di farlo, sufficienti elementi per accertare l’inconsistenza e la fantasia dei capi di imputazione e la leggerezza con cui è stata condotta l’indagine».</p>
<p>Pensa che qualcuno risponderà di questo svarione?</p>
<p>«Spero di scoprirlo presto».</p>
<p>In questa vicenda anche i media hanno contribuito al suo calvario. Per esempio hanno dato ampio risalto alla lettera anonima di un “corvo” che collegava il suicidio di un suo stretto collaboratore alle pressioni gerarchiche che avrebbe subito per alterare le procedure di gara. Ma la vicenda processuale ha raccontato un’altra verità.</p>
<p><strong>PANSA ALESSANDRO POLIZIA</strong></p>
<p>«La morte del collega, anche per l’affetto che nutrivo per lui, è la vera tragedia nel contesto di questa vicenda. I verbali delle nostre riunioni di lavoro raccontano una verità molto diversa da quella immaginata dal “corvo”, verbali da cui emergono le richieste del mio collaboratore di maggiori risorse economiche per finanziare imprevisti progettuali e le mie pressanti pretese di giustificazioni per questi nuovi costi. Nell’ultima riunione il collega ammetteva di non conoscere il progetto a suo tempo elaborato, ma di essere convinto che avremmo dovuto ricorrere a inconsueti ampliamenti dei contratti, con l’utilizzo di ulteriori risorse economiche».</p>
<p>Di fronte a tale affermazione come ha reagito?</p>
<p><strong>ANNA MARIA CANCELLIERI</strong></p>
<p>«Nonostante fossi convinto della sua buona fede, lo richiamai molto fermamente a essere più attento e a documentarsi prima di reclamare altri fondi, anche perché qualsiasi superficialità poteva causare dei dispiaceri. È questo in sintesi il prologo della tragedia sulla quale ho sempre tenuto il più stretto riserbo per non ledere l’immagine di una persona onesta e perbene».</p>
<p>In questa storia c’è stata anche un’altra morte prematura. Per qualcuno pure in questo caso si sarebbe trattato di suicidio…</p>
<p>«Questa notizia non è un refuso di stampa, viene da un’affermazione del Gip di Napoli che a proposito di un dirigente di polizia ha scritto: «anch’egli recentemente deceduto in circostanze oggetto di accertamento, come emerso nel corso degli interrogatori». Di questi accertamenti e interrogatori non ho trovato traccia, se non nell’affermazione falsa, «si è suicidato», fatta dal pm nel corso dell’interrogatorio di un teste. Il figlio del compianto funzionario ha dovuto smentire la circostanza «assurda» con due comunicati in cui dichiarava che il padre era deceduto naturalmente, «stroncato da un infarto».</p>
<p>Perché secondo lei la lettera del “corvo” spunta sui giornali 3-4 mesi dopo la sua spedizione? Secondo lei c’era un piano dietro a quella strana fuga di notizie?</p>
<p><strong>ANNA MARIA CANCELLIERI</strong></p>
<p>«Il ministro dell’Interno, all’epoca Anna Maria Cancellieri, non ha ritenuto di disporre alcuna inchiesta per scoprire questi motivi e quindi non posso avere certezze sul punto. Di certo, però, quell’azione va contestualizzata: nell’estate del 2012 ci trovavamo in un grave momento di crisi del vertice della Pubblica Sicurezza e vi erano grandi fermenti per la sua sostituzione. Gli artefici della lettera non erano dei passanti: hanno potuto manipolare i documenti sull’attività del Ministero di cui erano in possesso, falsando nei contenuti, e hanno diffuso la lettera utilizzando tecnologie così sofisticate da rendere non identificabili i mittenti neanche per i tecnici della Polizia delle comunicazioni ».</p>
<p>Il “corvo” ha trovato anche spazio sui giornali…</p>
<p>«Quel documento anonimo è stato accolto con favore in importanti redazioni che hanno così dato risalto mediatico a una realtà travisata e falsa. Tanto falsa che oggi vi sono tre direttori di testate nazionali e vari giornalisti rinviati a giudizio per diffamazione, ma questo a differenza delle farneticazioni di un anonimo sembra che non sia una notizia degna di nota».</p>
<p><strong>ALESSANDRO PANSA MEDIUM</strong></p>
<p>Potremmo definirla una “congiurina” contro la sua eventuale candidatura forte a Capo della Polizia?</p>
<p>«Certo i malpensanti possono opinare che vi sia dietro un vile, ma astuto manovratore, qualche puffo incapace di altro che possa aver ordito un qualche “disegno” per bruciare il mio nome per la successione di Manganelli, ma io non sono un malpensante e quindi mi ostino a credere che sia stato il “fato”».</p>
<p>Subito dopo le notizie di stampa che facevano riferimento al “corvo”, lei ha deciso di presentare le dimissioni. Qualcuno ha fatto pressioni per ottenere quel suo passo indietro?</p>
<p>«Assolutamente no, tutt’altro. Il ministro Cancellieri le respinse. Ma io non sono un personaggio da operetta, come ce ne sono molti in questo Paese, che presenta le dimissioni per incassarne il rigetto. In quel momento c’era un’ombra su di me ed era giusto fare un passo indietro. Per senso dello Stato».</p>
<p><strong>PREFETTO ALESSANDRO PANSA</strong></p>
<p>Che cosa le ha fatto più male in questa vicenda, dal punto di vista umano? Di fronte a quelle ricostruzioni fantasiose, non ha avuto la sensazione di essere prigioniero di un castello kafkiano?</p>
<p>«Ho avuto modo in questo periodo di approfondire Kafka, e posso risponderle prendendo in prestito una frase “del traduttore”, Primo Levi: «Si può essere perseguiti e puniti per una colpa non commessa, ignota, che il “tribunale” non ci rivelerà mai; e tuttavia, di questa colpa si può portar vergogna, fino alla morte e forse anche oltre». Tutto questo lo sto provando sulla mia pelle. E nessuno vi potrà porre mai rimedio ».</p>
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		<title>Sciopero dei Forconi sveglia l&#8217;Italia e la Polizia rispetta le loro preoccupazioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Dec 2013 14:01:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
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		<category><![CDATA[Beppe Grillo]]></category>
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					<description><![CDATA[di Il parlamentare/Ansa/Mondo Palermo/ L&#8217;onda lunga della protesta dei &#8216;forconi&#8217;, contro le tasse e in generale contro il governo, si abbatte sull&#8217;Italia che sta reagendo, come ha fatto la Polizia che ha tolto i caschi, proprio in segno di solidarietà con i manifestanti, brava gente, Cittadini italiani, padri e madri, figli e nipoti, nonne e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure style="width: 716px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/movimento-forconi-polizia-di-stato.jpg"><img decoding="async" alt="movimento-forconi-polizia-di-stato" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/movimento-forconi-polizia-di-stato.jpg" width="716" height="412" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Movimento dei Forconi rispettato dalla Polizia di Stato che conquista la fiducia dei Cittadini Italiani</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">di Il parlamentare/Ansa/Mondo Palermo/</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;onda lunga della protesta dei &#8216;forconi&#8217;, contro le tasse e in generale contro il governo, si abbatte sull&#8217;Italia che sta reagendo, c<strong>ome ha fatto la Polizia che ha tolto i caschi</strong>, proprio in segno di solidarietà con i manifestanti, brava gente, Cittadini italiani, padri e madri, figli e nipoti, nonne e nonni, preoccupati per quanto di peggio potrebbe accadere a tutti noi italiani. È successo sotto il palazzo della Regione a Torino, ma anche in altre città italiane (Rho e Bolzano ad esempio). I poliziotti inizialmente schierati in assetto antisommossa si sono tolti il casco in segno di solidarietà. Il gesto distensivo sta avendo ampio risalto in questi minuti. I manifestanti, nelle varie località dove è accaduto, hanno applaudito gli agenti gridando loro frasi d’incoraggiamento: <strong>“Siete come come noi”, “Bravi”, “Lottiamo insieme”, “Viva la Polizia”</strong>. Guarda gli incredibili video caricati sul Web [Facebook, Youtube e Youreporter].</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Non è il momento di andare a Roma.</strong><br />
Bisogna vivere qualche altro giorno di passione e far salire l&#8217;adrenalina degli italiani&#8221;. Così al telefono con l&#8217;ANSA Mariano Ferro, leader del Movimento dei Forconi, che attribuisce gli scontri di ieri a Torino a &#8220;quattro scalmanati, ma la stragrande maggioranza era pacifica&#8221;. Sul gesto dei poliziotti che si sono tolti i caschi, Ferro ha detto che &#8220;è un&#8217;immagine meravigliosa, che rimarrà a lungo&#8221;. &#8220;Dopo quattro anni di lavoro sembra che l&#8217;Italia si sia svegliata &#8211; ha aggiunto -. E&#8217; stato un elettroshock&#8221;. &#8220;Ma non è il momento della &#8216;marcia su Roma&#8217;&#8221;, ha ribadito Ferro.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Traffico rallentato al casello Mantova Nord</strong><br />
E&#8217; ripreso questa mattina presto, davanti al casello autostradale di Mantova nord, sull&#8217;Autobrennero, il presidio del movimento dei forconi. I manifestanti non effettuano blocchi del traffico, ma lo rallentano distribuendo volantini. Al momento sono segnalate code in entrata e in uscita dal casello, mentre sull&#8217;intera zona grava una fitta nebbia. A vigilare discretamente sulla protesta carabinieri e polizia ma senza divise antisommossa.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Blocco stradale e volantinaggio a Napoli</strong><br />
Un blocco stradale è in corso a Pianura, periferia occidentale di Napoli, da parte di alcune decine di aderenti al movimento di &#8220;Forconi&#8221;. La protesta, attuata all&#8217; altezza di uno snodo viario sta avendo ripercussioni sul traffico. In Piazza Carlo III, alla periferia nord-orientale della città è contemporaneamente in corso un volantinaggio. Nel salernitano, ad Eboli, dove ieri erano stati attuati blocchi stradali, gruppi di manifestanti si sono raccolti sulla Statale 18, ma al momento, la circolazione resta libera.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Roma,presidiati stazioni e snodi autostrade</strong><br />
Nel corso del comitato per l&#8217;ordine pubblico di stamani in prefettura a Roma è stato deciso anche di presidiare con le forze dell&#8217;ordine stazioni e snodi autostradali. Massima attenzione, in particolare per la giornata di domani, alla nascita di cortei spontanei affinché tutto si svolga nella legalità e siano scongiurati momenti di tensione. Uomini delle forze dell&#8217;ordine saranno sparsi sul territorio, alcuni anche in borghese, per monitorare la situazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tafforzata sicurezza P.Chigi-Quirinale</strong><br />
Riunito in Prefettura a Roma il comitato per l&#8217;ordine pubblico per le misure di sicurezza da adottare per le mobilitazioni del movimento dei Forconi. Tra le misure decise la blindatura delle zone attorno a Montecitorio, Palazzo Chigi, Palazzo Madama e Quirinale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Notte tranquilla, a Catania, dopo la prima giornata di sciopero proclamato dai Forconi.</strong><br />
Nessun blocco stradale, come annunciato dallo stesso movimento, è stato attuato nel rispetto di ordinanze emesse dal prefetto e dal questore. I caselli autostradali sono liberi e un presidio dei manifestanti è presente nella centrale piazza Università. Sono tornati alla normalità anche i rifornimenti nelle aree di servizio che erano state &#8216;svuotate&#8217; di carburanti nei giorni scorsi durante una corsa di utenti all&#8217;approvvigionamento di gasolio e benzina. Nessun problema si è registrato nel settore della distribuzione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E i poliziotti si tolgono il casco&#8230;</strong><br />
Si sono tolti il casco antisommossa, dopo aver impedito l&#8217;assalto di una cinquantina di facinorosi all&#8217;Agenzia delle Entrate di Torino. Ed è successo anche a Genova. Un &#8220;comportamento ordinario&#8221;, collegato al &#8220;venir meno dello stato di tensione e delle esigenze di ordine pubblico&#8221; per la Questura di Torino. Nessun gesto di solidarietà da parte degli agenti con la protesta, dunque, come invece hanno sostenuto, tra gli altri, i sindacati di polizia Ugl, Siulp e Beppe Grillo sul suo blog.</p>
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