<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>politica italia &#8211; Il Parlamentare</title>
	<atom:link href="https://ilparlamentare.it/tag/politica-italia/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://ilparlamentare.it</link>
	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
	<lastBuildDate>Sun, 28 Oct 2018 17:48:29 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0</generator>
	<item>
		<title>Maurizio Martina annuncia le dimissioni da segretario del Pd</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2018/10/maurizio-martina-annuncia-le-dimissioni-da-segretario-del-pd/</link>
					<comments>https://ilparlamentare.it/2018/10/maurizio-martina-annuncia-le-dimissioni-da-segretario-del-pd/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Oct 2018 17:48:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[dimissioni]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Martina]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico]]></category>
		<category><![CDATA[PD]]></category>
		<category><![CDATA[politica italia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilparlamentare.it/?p=13779</guid>

					<description><![CDATA[Fonte Asca News &#8211; Maurizio Martina annuncia le dimissioni “nei prossimi giorni” da segretario del Pd, perchè “il mio mandato è completato”. Nonostante il tentativo dei renziani, in questi giorni e ancora questa mattina, di promuovere le ragioni di uno slittamento, il congresso Dem dunque si terrà prima delle Europee. Ma lo stesso Martina avverte: [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_13780" aria-describedby="caption-attachment-13780" style="width: 900px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/maurizio-martina1.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-13780" alt="Maurizio Martina" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/maurizio-martina1.jpg" width="900" height="545" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/maurizio-martina1.jpg 900w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/maurizio-martina1-300x181.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/maurizio-martina1-445x270.jpg 445w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13780" class="wp-caption-text">Maurizio Martina</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Fonte Asca News &#8211; Maurizio Martina annuncia le dimissioni “nei prossimi giorni” da segretario del Pd, perchè “il mio mandato è completato”. Nonostante il tentativo dei renziani, in questi giorni e ancora questa mattina, di promuovere le ragioni di uno slittamento, il congresso Dem dunque si terrà prima delle Europee. Ma lo stesso Martina avverte: “È uno strumento utile per completare il lavoro, ma dipenderà da come lo facciamo”. Perchè anche il Forum di Milano ha restituito l’immagine di un partito diviso, con – parole di Gianni Cuperlo – “un fantasma che ancora aleggia”, ovvero quello di Matteo Renzi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il prossimo passo saranno dunque le dimissioni della segreteria Dem, e poi la convocazione dell’Assemblea nazionale: “Propongo l’11 novembre”, dice Martina. A quel punto l’abbrivio per il congresso sarà inarrestabile, anche se – lo ripetono in molti anche nelle conversazioni al Forum – “nessuno lo vuole”. “Non lo voleva Renzi, non lo voleva Martina, e nei colloqui privati anche Zingaretti non era così ostile al rinvio”, riferisce un parlamentare di lungo corso del Pd.</p>
<p style="text-align: justify;">Perchè il rischio è che sia drammaticamente divisivo: anche per questo oggi Dario Franceschini chiedeva un passo indietro a tutti, per convergere sulla candidatura di Zingaretti: “Sarebbe logico e naturale” che anche i possibili sfidanti Minniti e Martina “sostenessero il governatore del Lazio”, sostenendo in un’intervista a Repubblica che “Zingaretti è il più adatto a interpretare il bisogno di discontinuità” visto che “ha sempre allargato il campo delle alleanze”.</p>
<p style="text-align: justify;">Dunque grande preoccupazione per le modalità con cui il congresso si svolgerà, ma anche attenzione ai tempi: “Il congresso è necessario, forse l’avremmo già dovuto fare”. Ma la campagna elettorale per le Europee “sarà importante quanto quella del ’46 e il Pd dovrà andarci compatto, serrando le fila. E se questo dovesse portare a posticipare il congresso non mi scandalizzerei”, aveva detto il renziano Marcucci dal palco del Forum, provocando qualche disappunto nella platea: “Fatemi finire… Ma se il congresso va fatto, va fatto in tempi rapidi, non possiamo arrivare a fine marzo altrimenti succederà che i candidati non sapranno se saranno candidati, con quale simbolo o schieramento quando dobbiamo fare la campagna elettorale”. Un tema sottolineato anche dal sindaco di Milano Giuseppe Sala, in riferimento all’ipotesi listone aperto proposta ancora da Franceschini: “I tempi lo consentono? C’è un tema di rispetto verso chi si vuole candidare, che dovrà decidere entro dicembre visto che le Europee sono il 26 maggio: la circoscrizione è molto larga e bisogna andare in giro. Se si dice lista nuova, bisogna dirlo se si è in condizione di farla. Il tempo stringe”.</p>
<p style="text-align: justify;">E la domanda su “che congresso vogliamo fare?” se l’è posta anche Gianni Cuperlo: “Minniti, Zingaretti, Martina: ho letto i manifesti di Maurizio e Nicola e li condivido parola per parola, conosco Marco da anni, ma su cosa i compagni dovrebbero scegliere? Non abbiamo bisogno di una nuova cordata di potere, ma di una politica e di una proposta che dia alternativa politica e sociale a questa destra. Solo così il congresso acquista il senso di una scelta vera”. Perchè, ha ricordato Cuperlo, “l’unità è figlia della chiarezza”, mettendo in guardia “contro il trasformismo”, perchè “non ho condiviso molto di quanto fatto da Renzi, ma trovo insopportabile che chi l’ha fatto spieghi a chi non li ha condivisi i gravi errori fatti. Nessuna abiura, ma discontinuità sì”.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilparlamentare.it/2018/10/maurizio-martina-annuncia-le-dimissioni-da-segretario-del-pd/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Don Ennio Stamile: &#8220;Mediocrazia e Rivoluzione anestetizzante&#8221; hanno ucciso l&#8217;Uomo e la Politica</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2016/11/don-ennio-stamile-mediocrazia-e-rivoluzione-anestetizzante-hanno-ucciso-luomo-e-la-politica/</link>
					<comments>https://ilparlamentare.it/2016/11/don-ennio-stamile-mediocrazia-e-rivoluzione-anestetizzante-hanno-ucciso-luomo-e-la-politica/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Nov 2016 20:40:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[alain deneault]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[don ennio stamile]]></category>
		<category><![CDATA[matteo renzi]]></category>
		<category><![CDATA[ordine economico]]></category>
		<category><![CDATA[politica italia]]></category>
		<category><![CDATA[terremotati]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilparlamentare.it/?p=11401</guid>

					<description><![CDATA[di Don Ennio Stamile/ Non è certo a caso se uno dei più grandi poeti della storia della letteratura mondiale, qual è stato Giacomo Leopardi, abbia voluto mettere come cappello iniziale di uno dei suoi più grandi componimenti, &#8220;La Ginestra&#8220;, il versetto del Vangelo di Giovanni che testualmente recita: &#8220;gli uomini preferirono le tenebre alla luce&#8220;. LA &#8220;MEDIOCRAZIA&#8221; [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_11402" aria-describedby="caption-attachment-11402" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/don-ennio-stamile.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-11402" alt="Don Ennio Stamile " src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/don-ennio-stamile.jpg" width="800" height="531" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/don-ennio-stamile.jpg 800w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/don-ennio-stamile-300x199.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/don-ennio-stamile-406x270.jpg 406w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11402" class="wp-caption-text">Don Ennio Stamile</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">di Don Ennio Stamile/</p>
<p style="text-align: justify;">Non è certo a caso se uno dei più grandi poeti della storia della letteratura mondiale, qual è stato <strong>Giacomo Leopardi</strong>, abbia voluto mettere come cappello iniziale di uno dei suoi più grandi componimenti, &#8220;<em>La Ginestra</em>&#8220;, il versetto del <strong>Vangelo di Giovanni</strong> che testualmente recita: &#8220;<em>gli uomini preferirono le tenebre alla luce</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">LA &#8220;MEDIOCRAZIA&#8221;<br />
Leggendo la recensione di un libro che ancora purtroppo non è stato tradotto in italiano dal titolo<strong> &#8220;Mediocrazia&#8221;</strong>, del filosofo canadese <strong>Alain Deneault</strong>, ci si rende ancora più conto di come, per dirla con Deneault la stessa Mediocrazia abbia provocato una vera e propria &#8220;<strong>rivoluzione anestetizzante</strong>&#8220;, che si è compiuta silenziosamente sotto i nostri occhi ma noi non ce ne siamo quasi accorti. La “mediocrazia”, insomma, secondo il filosofo, ci ha letteralmente sommersi. I mediocri sono entrati nella stanza dei bottoni e ci spingono a essere come loro, <strong>respingendo con decisione chi mediocre non è, e si sforza di non esserlo. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">LA &#8220;RIVOLUZIONE ANESTETIZZANTE&#8221;<br />
Più precisamente, quella che Deneault chiama la<strong> «rivoluzione anestetizzante»</strong>, è l’atteggiamento che ci conduce a posizionarci sempre al centro, anzi <strong>all’«estremo centro».</strong> Mai disturbare e soprattutto mai far nulla che possa mettere in discussione <strong>l’ordine economico, sociale ed ecclesiale</strong>. In questo senso comprendiamo, ad esempio, come <strong>Papa Francesco</strong> possa essere un estremo disturbatore di quell&#8217;ordine mediocre costituito da tempo in seno anche alla stessa chiesa. Tutto deve essere standardizzato. <span style="text-decoration: underline;">La “media” è diventata la norma, la “mediocrità” è stata eletta a sistema.</span></p>
<p style="text-align: justify;">ESSERE MEDIOCRI SIGNIFICA AVERE LE COMPETENZE UTILI A NON METTERE IN DISCUSSIONE IL SISTEMA<br />
Essere mediocri, spiega Deneault, significa avere una competenza utile ma che non rimetta mai in discussione i fondamenti ideologici del sistema. Lo spirito critico dev&#8217;essere limitato e ristretto all’interno di specifici confini perché se così non fosse potrebbe rappresentare un pericolo. <strong>Il mediocre, insomma,</strong> spiega sempre il filosofo canadese, <strong>deve saper «giocare il gioco»</strong>, cioè accettare i comportamenti informali, i piccoli compromessi che servono a raggiungere obiettivi di breve termine, sottomettersi a regole sottaciute, spesso chiudendo gli occhi. <strong>Insomma la caratteristica principale del mediocre è il conformismo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Bastino tali brevi considerazioni a farci comprendere ciò che stiamo vivendo anche a livello internazionale, dove un mediocre arricchito come <strong>Trump</strong> viene addirittura eletto Presidente, ma anche in Italia in generale ed in Calabria in particolare.</p>
<p style="text-align: justify;">IL LEOPOLDINO FIORENTINO<br />
È stato scritto che agli inizi degli anni novanta, con tangentopoli, sia caduta la prima repubblica e da allora siamo entrati nella seconda. A me sembra che in realtà la seconda non sia mai nata e che quello che stiamo vivendo in quest&#8217;ultimo quarto di secolo, sia niente altro che il prolungamento della prima che, se pur in stato comatoso, viene tenuta in vita da quella macchina infernale che si chiama &#8220;<strong>populismo</strong>&#8220;. In molti hanno creduto che a staccare la spina ci avrebbe pensato il &#8220;leopoldino fiorentino&#8221; di nome <strong>Matteo Renzi</strong> e le sue paventate rottamazioni, riforme, promesse di sviluppo e molto altro che ascoltiamo spesso, soprattutto in questi giorni di intensa campagna elettorale referendaria. Ovviamente, in questo clima di allegra mediocrità, <strong>ciò che realmente conta è dire le cose, parlare come si suol dire alla &#8220;pancia&#8221; degli italiani</strong>, senza minimamente preoccuparsi se quelle cose dette corrispondano o meno a degli ideali o valori che si intendono incarnare, quindi perseguire.</p>
<p style="text-align: justify;">La verità non interessa più a nessuno, tranne forse ai filosofi che, a dire il vero, con l&#8217;odierno &#8220;pensiero debole&#8221; l&#8217;hanno anch&#8217;essi frammentata. <strong>Un esempio basti per tutti</strong>: il nostro &#8220;leopoldino senza macchia e senza paura&#8221;, anche <strong>durante la sua ultima visita in Calabria</strong>, non solo  ha ribadito l&#8217;ultimazione dei lavori della Salerno-Reggio per fine dicembre, ma che l&#8217;avrebbe percorsa tutta in macchina assieme al suo fedele <strong>ministro Del Rio</strong> addirittura conducendo lui l&#8217;auto. Che bello! Peccato, però, che ci si è dimenticati di un piccolo particolare, che i lavori sulla A3 verranno si ultimati, ma senza che la stessa venga completata nel tratto molto pericoloso che da Altilia conduce a Cosenza e viceversa. <strong>Ultimare senza completare</strong> è il classico esempio di dire le cose senza minimamente badare se corrispondano o meno alla realtà. Una sorta di populismo redivivo di berlusconiana memoria. Se poi a questo aggiungiamo il famigerato<strong> ponte sullo stretto</strong>, beh come non dar ragione al grande <strong>Antonio Albanese</strong> che conclude il suo film &#8220;<strong>Qualunquemente</strong>&#8221; con il proclama della costruzione dell&#8217;immaginario ponte con quella materia privilegiata dal <strong>sindaco La Qualunque</strong> che tutti conoscono. Che la politica calabrese sia poco attenta alla realtà di questa terra bella ed amara non è certo una novità.</p>
<p style="text-align: justify;">Prendiamo ad esempio i <strong>dati pubblicati</strong> in questi giorni da <strong>Demoscopika</strong> che si riferiscono ai <strong>Por 2007/20013</strong>: solo il 4,5% dei fondi europei ha inciso sulle imprese. Non va certamente meglio per quelli successivi, anche se si registra un lieve miglioramento. Se a questo si aggiunge che solo il 2,7% delle imprese ha visto crescere il proprio fatturato ed appena il 4,7% il livello occupazionale, beh non credo sia il caso di aggiungere niente, a proposito della politica populista e dei suoi proclami. <strong>Che dire poi della sanità</strong>? In Calabria, ebbene ricordarlo, questo delicato settore che negli anni ha fatto registrare <strong>un ammanco senza fondo, senza migliorare la qualità del servizio</strong>, anzi, non è commissariato ma occupato dai due emissari leopoldini. Anche qui fino ad ora abbiamo registrato solo molti proclami e promesse di prese di posizione da parte di chi governa questa Regione e qualche presa di posizione. Per non parlare poi della <strong>difficoltà dell&#8217;accesso al credito</strong> da parte delle imprese. Il tasso è sempre il doppio rispetto al Nord, mentre la spesa per i servizi sociali corrisponde a circa un quarto rispetto sempre al Nord Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma si ora c&#8217;è la campagna referendaria, <strong>qualunquemente</strong>, è meglio dire che &#8220;l&#8217;Italia non prende ordini dall&#8217;Europa&#8221; e che &#8220;tutto ciò che il terremoto ha distrutto sarà ricostruito&#8221;. <strong>Via l&#8217;Italia, viva Cetto La Qualunque.</strong></p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilparlamentare.it/2016/11/don-ennio-stamile-mediocrazia-e-rivoluzione-anestetizzante-hanno-ucciso-luomo-e-la-politica/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Natale 2013 in 48 milioni a casa e 32 per motivi economici</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2013/12/natale-2013-in-48-milioni-a-casa-e-32-per-motivi-economici/</link>
					<comments>https://ilparlamentare.it/2013/12/natale-2013-in-48-milioni-a-casa-e-32-per-motivi-economici/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Dec 2013 13:58:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[coldiretti]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[federalberghi]]></category>
		<category><![CDATA[natale 2013]]></category>
		<category><![CDATA[politica italia]]></category>
		<category><![CDATA[povertà]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.ilparlamentare.it/?p=7274</guid>

					<description><![CDATA[di Redazione Il parlamentare.it/ Se vai in vacanza trovi chi ti controlla e allora stanno quasi tutti a casa. Di certo sarebbe da sciocchi credere che stare a casa, in Italia, sia una sventura per tanti che abitano nel lusso e nel prestigio di mura antiche, castelli, dimore d&#8217;epoche, centri storici di città d&#8217;arte, etc., [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/natale-in-casa.jpg"><img decoding="async" alt="natale-in-casa" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/natale-in-casa.jpg" width="790" height="466" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Natale 2013: 32 milioni di italiani a casa per l&#8217;effetto della crisi</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">di Redazione Il parlamentare.it/</p>
<p style="text-align: justify;">Se vai in vacanza trovi chi ti controlla e allora stanno quasi tutti a casa. Di certo sarebbe da sciocchi credere che stare a casa, in Italia, sia una sventura per tanti che abitano nel lusso e nel prestigio di mura antiche, castelli, dimore d&#8217;epoche, centri storici di città d&#8217;arte, etc., etc. Per molti, però, stare a casa è l&#8217;unico modo di pensare una ricorrenza come il Natale, tra parenti, amici, in famiglia. E&#8217; giusto che ognuno viva come può le festività ma non è assolutamente giusto che la Politica italiana continui ogni giorno a &#8220;fare il callo&#8221; alla povertà sempre più crescente con tutti i danni che essa comporta sulla sanità, sull&#8217;agroalimentare, dunque sui cibi che giungono a tavole, sui servizi in generale. Siamo tutti portati naturalmente ad esorcizzare la crisi ma l&#8217;impegno della politica deve essere volto a rivedere gli accordi internazionali che hanno praticamente demolito l&#8217;Economia Italiana, come ha recentemente dimostrato Coldiretti che alle frontiere ha mostrato cosa di pessimo per la nostra economia e per la nostra salute, giunge dall&#8217;Europa. Privi di una regolamentazione concreta in tal senso ogni fondo sarà un sollievo ma non una cura della malattia che sembra essere allo stato terminale.</p>
<p style="text-align: justify;">Saranno 12 milioni gli italiani che faranno una vacanza tra Natale e Capodanno, dato che, raffrontato al 2012, segna una flessione del 3%. Ciò vuol dire che i restanti 48 milioni di italiani non si sposteranno da casa durante le festività e di essi addirittura 32 milioni non lo faranno per motivi economici. I dati arrivano da Federalberghi.</p>
<p style="text-align: justify;">In particolare a Natale la flessione di italiani in movimento sarà dell&#8217;8% (da 6,6 milioni del 2012 a 6,07 milioni di quest&#8217;anno), con la stragrande maggioranza che rimarrà in Italia ed alloggerà per economizzare in casa di parenti o amici, mentre a Capodanno si muoveranno quasi 6 milioni di connazionali rispetto ai 5,8 milioni del 2012 (+3%), con un incremento di italiani che andranno all&#8217;estero &#8220;spinti probabilmente &#8211; secondo Federalberghi &#8211; da tariffe più vantaggiose che non risentono del clima di oppressione fiscale nel quale le nostre aziende si trovano a lavorare&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">La foto è di Donato Palumbo di cui vi suggeriamo di approfondire la conoscenza su &#8220;fotocommunity&#8221;</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://ilparlamentare.it/2013/12/natale-2013-in-48-milioni-a-casa-e-32-per-motivi-economici/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
