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	<title>pippo civati &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Pd al capolinea: si sceglie il nuovo segretario democratico, sfida tra Cuperlo, Renzi e Civati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Dec 2013 23:28:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di ASCA/ Tutto pronto per le primarie con cui domani verra&#8217; scelto il nuovo segretario del Partito democratico e ultimi colpi di campagna elettorale per i tre sfidanti, Matteo Renzi, Gianni Cuperlo e Pippo Civati. &#8221;Meno 1 al nuovo Pd che sogniamo insieme da sempre&#8221;, scrive sul suo profilo Facebook Renzi. &#8221;Domani non si decide [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure style="width: 716px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/renzi-civati-cuperlo.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" alt="renzi-cuperlo-civati" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/renzi-civati-cuperlo.jpg" width="716" height="412" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Renzi-Cuperlo-Civati</figcaption></figure>
<p>di ASCA/ Tutto pronto per le primarie con cui domani verra&#8217; scelto il nuovo segretario del Partito democratico e ultimi colpi di campagna elettorale per i tre sfidanti, Matteo Renzi, Gianni Cuperlo e Pippo Civati. &#8221;Meno 1 al nuovo Pd che sogniamo insieme da sempre&#8221;, scrive sul suo profilo Facebook Renzi. &#8221;Domani non si decide sulle sorti del governo ne&#8217; le sorti personali dei tre candidati. Domani e&#8217; in gioco l&#8217;autonomia della sinistra&#8221;, ha affermato Cuperlo nel corso della trasmissione Omnibus, in onda su La7. Civati invece ha attaccato D&#8217;Alema, la cui battuta sull&#8217;assessore regionale Elena Gentile &#8221;e&#8217; degna &#8211; secondo Civati &#8211; del peggior Berlusconi&#8221;. Domani, domenica 8 dicembre, si potra&#8217; votare dalle ore 8 alle ore 20, saranno primarie aperte e avranno diritto di voto tutti coloro che hanno compiuto il sedicesimo anno di eta&#8217;. Sara&#8217; richiesto di registrarsi all&#8217;Albo delle elettrici e degli elettori del Pd e di firmare la normativa sulla privacy.</p>
<p><strong>Cuperlo: piace a sinistra. E vuole una guida a tempo pieno.</strong></p>
<p>Gia&#8217; segretario della Federazione Giovanile Comunista Italiana e della Sinistra Giovanile, Gianni Cuperlo, a distanza di molti anni, si candida a ricoprire di nuovo un incarico di guida, anche se stavolta piu&#8217; impegnativo. Rispetto a Matteo Renzi e Pippo Civati, Cuperlo e&#8217; il candidato alle primarie Pd che da piu&#8217; tempo e&#8217; in politica e gode del sostegno di Massimo D&#8217;Alema e di Pier Luigi Bersani, due dei piu&#8217; &#8216;pesanti&#8217; nomi di ex Ds al suo fianco. Nato a Trieste nel 1961, al liceo classico Francesco Petrarca inizia la sua passione per la politica. Una passione &#8211; racconta lo stesso Cuperlo &#8211; che nasce durante le assemblee, le manifestazioni scolastiche e cresce fino all&#8217;incontro con la FGCI, della quale nel 1988 diventa segretario guidandola fino al passaggio nella Sinistra Giovanile, di cui e&#8217; il primo segretario. Nel 1992 entra nella direzione del Partito Democratico della Sinistra e successivamente nei Democratici di Sinistra (DS). In questo periodo Cuperlo conosce D&#8217;Alema, con il quale collabora internamente al partito e alla Camera durante la presidenza della commissione bicamerale per le Riforme della seconda parte della Costituzione. Nel 2006 e&#8217; eletto alla Camera nelle liste dell&#8217;Ulivo della circoscrizione Friuli-Venezia Giulia, dal 6 giugno 2006 e&#8217; membro della XIV commissione (Politiche dell&#8217;Unione Europea) fino al termine della legislatura. Entra a far parte del Partito Democratico fin dalla sua fondazione, nel 2007. A seguito della sconfitta di Walter Veltroni, 2008, chiede un ricambio generale all&#8217;interno del partito per lasciare spazio ai giovani. Il 10 maggio del 2013, intervistato da Gad Lerner, Cuperlo ufficializza la sua candidatura alla segreteria, che trova subito l&#8217;apprezzamento degli ambienti della sinistra interna del Pd. Il 27 agosto lancia la piattaforma programmatica che rappresenta il suo manifesto ideologico. Innanzitutto, per Cuperlo, le figure del candidato premier e del segretario devono essere distinte, &#8221;perche&#8217; &#8211; spiega &#8211; abbiamo bisogno di una guida che si dedichi a tempo pieno all&#8217;affermazione di cio&#8217; che ci fa sentire democratici&#8221;. Una figura che si dedichi &#8221;alla ricostruzione di un partito, che non si annulli nelle istituzioni, ma che sia il frutto della condivisione di destini per tornare a essere vicini alla nostra gente&#8221;. Desidera &#8221;un partito radicato, partecipato, dinamico, molteplice, pronto, coerente, trasparente ed europeo&#8221;. Il governo Letta, secondo Cuperlo, &#8221;deve avere piu&#8217; coraggio&#8221; e dopo la fiducia del prossimo 11 dicembre sara&#8217; necessario &#8221;un cambio di passo, netto e radicale rispetto all&#8217;azione di questi mesi&#8221;. E dopo il semestre europeo nel 2015 deve tornare a votare &#8221;con un nuovo centrosinistra&#8221;. Nel pantheon? Cuperlo non ha dubbi: &#8221;So che nel Pd sono confluite culture diverse che io rispetto. Ma Berlinguer ha testimoniato un&#8217;idea della politica alta e della moralita&#8217; in politica&#8221;.</p>
<p>Al secondo tentativo, Matteo Renzi vede la possibilita&#8217; che domani sia &#8221;la volta buona&#8221;. Dopo la sconfitta del 2012 alle primarie per la scelta del candidato premier contro Pier Luigi Bersani, il sindaco di Firenze si presenta da favorito nella sfida con Gianni Cuperlo e con l&#8217;ex &#8216;compagno di rottamazione&#8217; Pippo Civati. Nella competizione tra i circoli, Renzi ha ottenuto il 45,3% dei consensi, contro il 39,4% di Cuperlo e il 9,4% di Civati. &#8221;Ho vinto tra gli iscritti al Pd, evento che sembrava impossibile&#8221;, ha commentato all&#8217;indomani, con velenosa soddisfazione. Adesso, alle primarie, Renzi si presenta chiedendo il voto su un &#8221;patto trasparente con gli italiani&#8221;, basato su tre punti: &#8221;Un miliardo di risparmi della cosa pubblica e una nuova legge elettorale; la semplificazione burocratica, fiscale, amministrativa per il Paese; un&#8217;Europa che parli di scuole e cultura, non solo di banche e spread&#8221;. Renzi ha gia&#8217; annunciato che la sua sara&#8217; una segreteria &#8221;snella&#8221; con dodici membri, almeno la meta&#8217; donne, e senza un vicesegretario. I nomi saranno annunciati, in caso di successo, gia&#8217; lunedi&#8217; mattina alle 12, in una conferenza stampa da convocare a Roma. Renzi ha intenzione comunque di ricandidarsi a sindaco di Firenze a primavera per un secondo mandato, mantenendo cosi&#8217; (nonostante le polemiche) il doppio incarico di primo cittadino e di segretario, stando a Roma solo un paio di giorni a settimana. Per questo sara&#8217; fondamentale il ruolo di responsabile organizzazione, che appare &#8221;prenotato&#8221; per Luca Lotti, oggi deputato, da sempre braccio destro di Renzi. Se il sindaco di Firenze sara&#8217; eletto, interessante sara&#8217; vedere quali saranno i rapporti con Enrico Letta. Nonostante entrambi siano toscani (Letta e&#8217; pisano), il rapporto tra i due e&#8217; relativamente recente e le differenze caratteriali sono troppo nette perche&#8217; riescano veramente a &#8221;prendersi&#8221;. &#8221;Letta usa la metafora del cacciavite che fa mezzo giro alla volta, io sono un caterpillar&#8221;, ha detto una volta il sindaco. Tra premier e segretario in pectore, in questi mesi, non sono mancate le occasioni di scontro. In particolare sul caso Cancellieri il confronto e&#8217; stato aspro, con Renzi che spingeva per le dimissioni del ministro e Letta che difendeva la titolare della Giustizia. &#8221;Per me si vota nel 2015 &#8211; ha assicurato Renzi negli ultimi giorni &#8211; ma il governo deve fare le cose. Il Pd e&#8217; il fulcro della maggioranza e sulle riforme o si fanno le cose che dice il Pd o finish&#8221;. Intanto, pero&#8217;, il ragazzo di Rignano sull&#8217;Arno, diventato presidente della Provincia a 29 anni e sindaco di Firenze a 34, a 3 anni dal lancio della &#8221;rottamazione&#8221;, deve vincere le primarie. Ma &#8221;stavolta e&#8217; la volta buona, ora o mai piu&#8221;&#8217;, ripete, contando sul sostegno dei molti che lo avversarono solo pochi mesi or sono.</p>
<p><strong>Civati: il terzo incomodo che punta su giovani.</strong></p>
<p>Fra i tre candidati alla segreteria del Pd, Giuseppe Civati, detto Pippo, e&#8217; l&#8217;unico che fin dalle prime fasi della campagna elettorale ha chiarito che, se dovesse essere chiamato a guidare il partito, dopo le primarie di domenica 8 dicembre &#8221;le larghe intese sarebbero finite&#8221;. Nato a Monza, 38 anni compiuti, Civati comincia la sua avventura in politica nel 2005 quando, con oltre 19 mila preferenze nella circoscrizione della sua citta&#8217; natale, viene eletto al consiglio regionale lombardo per la lista &#8221;Uniti nell&#8217;Ulivo&#8221;. A partire dal 2010, la seconda esperienza al &#8216;Pirellone&#8217;. Poi nel 2013 l&#8217;elezione alla Camera. Nei sondaggi delle prime ore Civati veniva rappresentato come il terzo incomodo in una battaglia a due fra Matteo Renzi e Gianni Cuperlo. Secondo le ultime indiscrezioni, pero&#8217;, il risultato del voto dei circoli e l&#8217;ottima performance nel confronto a 3 organizzato da Skytg24, hanno fatto risalire le quotazioni del deputato lombardo, particolarmente apprezzato sui social network e dai giovani. Proprio per questo, con lo slogan &#8221;Le cose cambiano, cambiandole&#8221;, Civati ha voluto sottolineare la necessita&#8217; di &#8221;ridiscutere e ripensare il centrosinistra nel suo complesso, dopo le delusioni degli ultimi vent&#8217;anni&#8221;. Infatti, come ripete da tempo, &#8221;Gianni Cuperlo ha avuto il sostegno del sindacato pensionati, io penso di rivolgermi ai nipoti, perche&#8217; siano loro a telefonare ai nonni, ai genitori, magari invitandoli a pranzo, chiedendo loro di andare insieme a votare alle primarie&#8221;. Considerato un outsider alla vigilia della campagna elettorale, Civati, stando ai sondaggi, e&#8217; riuscito a recuperare punti percentuali nelle ultime settimane, anche rispetto al 9,2% dei consensi ottenuto dal voto degli iscritti. Dati che non hanno mai influenzato la corsa di Civati, sicuro che &#8221;l&#8217;8 dicembre avremo una sorpresa che cambiera&#8217; i valori in gioco&#8221;. Rispetto agli altri due candidati alla segreteria, Civati non gode del sostegno di cosiddetti big del partito. Se Cuperlo ha in Massimo D&#8217;Alema e Pier Luigi Bersani i suoi principali &#8216;sponsor&#8217;, e Matteo Renzi e&#8217; forte dell&#8217;appoggio di esponenti di peso come Dario Franceschini e Graziano Delrio, Civati ha costruito la propria rete di sostenitori partendo dalle realta&#8217; locali e dai territori, attraverso una squadra di militanti numericamente snella e molto attiva sul web. Una strategia che ha trovato il consenso di parlamentari come Laura Puppato, Felice Casson, Sergio Lo Giudice, Walter Tocci, Corradino Mineo e Lucrezia Ricchiuti. Vicino alle posizioni di Romano Prodi, Civati ha annunciato che in caso di elezione partirebbe immediatamente alla volta di Bologna per consegnare all&#8217;ex premier &#8221;la prima tessera del nuovo Pd&#8221;. Un partito con la necessita&#8217; di ripartire &#8221;da un&#8217;indagine per capire chi sono i 101 parlamentari che non hanno votato Prodi per la Presidenza della Repubblica&#8221;. Civati, infatti, ha piu&#8217; volte chiarito di non aver votato ne&#8217; per Franco Marini ne&#8217; per Giorgio Napolitano, e soprattutto di non aver apprezzato le manovre del partito sul nome dell&#8217;ex premier.</p>
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		<title>Matteo Renzi rompe la tregua con Alafano. Dica se vuole far cadere il Governo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Dec 2013 23:20:00 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_7141" aria-describedby="caption-attachment-7141" style="width: 702px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi-ilparlamentare1.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-7141" alt="matteo renzi-politica italiana" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi-ilparlamentare1.jpg" width="702" height="412" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi-ilparlamentare1.jpg 702w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi-ilparlamentare1-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi-ilparlamentare1-460x270.jpg 460w" sizes="(max-width: 702px) 100vw, 702px" /></a><figcaption id="caption-attachment-7141" class="wp-caption-text">Matteo Renzi</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;"><strong>Matteo Renzi</strong> &#8220;cambia verso&#8221;, per dirla con <strong>Pippo Civati,</strong> e da &#8216;amico&#8217; del governo, come si era presentato nel match Tv su Sky, è tornato su posizioni a dir poco critiche. Una giravolta repentina registrata dal quotidiano la Repubblica in una intervista aggressiva e dai toni ultimativi: &#8216;Con me il Pd volta pagina, la mia forza mi consente di porre tre condizioni al governo (riforme-lavoro-Europa), se le accoglie bene, altrimenti dico addio alla maggioranza&#8217;. Un allarmante ultimatum per Letta alla vigilia del rinnovo della fiducia dopo l&#8217;uscita di Berlusconi dall&#8217;Esecutivo (domani il premier salirà al Colle per definire con <strong>Napolitano</strong> tempi e modi del &#8216;passaggio parlamentare&#8217; che dovrà sancire la &#8216;discontinuità&#8217;).</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo il bastone, però, Renzi ha mostrato anche la carota: &#8216;sono certo che si faranno le riforme e così si andrà a votare nel 2015&#8217;. Il sindaco ha anche voluto pareggiare i conti con <strong>Angelino Alfano</strong> che ai suoi occhi aveva alzato un po&#8217; troppo la cresta dicendo di avere potere di vita o di morte sul governo. Ricordi che &#8216;io ho 300 deputati lui solo 30&#8242; quindi se si va al voto, io non ho paura ma lui sì perché Berlusconi lo asfalta&#8217;. Dal &#8216;patto a tre&#8217; (Letta-Renzi-Alfano) si è tornati dunque in poche ore sul baratro della crisi? Nulla di tutto questo, ha rassicurato il &#8216;mediatore&#8217; <strong>Dario Franceschini</strong> a conoscenza di una &#8216;intesa&#8217; tra il premier e il sindaco che puntellerebbe l&#8217;Esecutivo.&#8217;So che Renzi non farà cadere il governo&#8221; &#8211; ha detto il ministro &#8211; ma &#8221;lo pungolerà dall&#8217;esterno&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Il fatto è che la battaglia delle primarie è entrata nel vivo, e Renzi sta giocando tutte le carte per attrarre elettori: vuole il record dei votanti e delle preferenze per &#8216;auto-blindarsi&#8217; e presentarsi fortissimo davanti al partito e al governo per dettare legge e linea. Ma i modi apparsi bruschi e un po&#8217; arroganti hanno acceso la miccia: &#8221;Se il suo obiettivo è prendersi la sedia di Letta lo dica e non ci giri intorno&#8221;, ha affondato Angelino Alfano che poi lo ha stanato: &#8221;Renzi le spara grosse per arrivare primo nella competizione. Per fortuna le primarie stanno finendo&#8230;&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8221;Ma quali poltrone, caro Alfano io penso al bene del paese, dell&#8217;Italia&#8221;, gli ha risposto a distanza il sindaco che per l&#8217;appunto sta girando per l&#8217;Italia come una trottola in vista delle primarie (ieri era a Palermo, oggi a Pesaro, Venezia, Udine, domani a Trieste). Una offensiva mediatica degna di Berlusconi che contempla anche numerose comparsate Tv. Molte le assonanze dunque con<strong> il Cavaliere</strong>. Al punto che la componente più arrabbiata del Pd ha accusato il sindaco di aver fornito con la sua intervista di oggi un poderoso assist al Cav che punta proprio a far cadere Letta. Anche il competitor Gianni Cuperlo lo ha detto: &#8216;Renzi così rischia di fare da sponda a Berlusconi&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">A sentire la &#8216;batteria&#8217; azzurra più che un rischio è una certezza. Da Fi è salito un coro di plauso nei confronti di Renzi (&#8216;gli fanno la ola&#8221;, li ha derisi <strong>Vincenzo Garofalo</strong> di Ncd) e di sberleffo verso il vicepremier dato per &#8216;silurato&#8217;. Alfano &#8216;è stato scaricato&#8217;, ha girato il coltello nella piaga Raffaele Fitto; &#8216;Alfano Non faccia la stampella disprezzata e voti la sfiducia&#8217;, gli ha fatto eco Renato Brunetta. ANSA</p>
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