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	<title>piero grasso &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Medaglia del Presidente della Repubblica al Concerto della Gerbera Gialla</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 May 2016 17:46:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia&Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[adriana musella]]></category>
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					<description><![CDATA[Con una lettera indirizzata alla Presidente Adriana Musella, è pervenuta in data odierna al Coordinamento Antimafia &#8220;Riferimenti&#8221;, la Medaglia  del Presidente della Repubblica,quale premio di rappresentanza destinato al Concerto della Gerbera Gialla in ricordo  delle vittime di maggio che chiuderà a Palermo il percorso della memoria aperto il 2 maggio u.s a Reggio Calabria dal [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-10868" alt="Medaglia-Presidente-della-Repubblica-Riferimenti" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Medaglia-Presidente-della-Repubblica.jpg" width="780" height="500" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Medaglia-Presidente-della-Repubblica.jpg 780w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Medaglia-Presidente-della-Repubblica-300x192.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Medaglia-Presidente-della-Repubblica-421x270.jpg 421w" sizes="(max-width: 780px) 100vw, 780px" /></p>
<p style="text-align: justify;">Con una lettera indirizzata alla <strong>Presidente Adriana Musella</strong>, è pervenuta in data odierna al <strong>Coordinamento Antimafia &#8220;Riferimenti&#8221;</strong>, la <strong>Medaglia  del Presidente della Repubblica</strong>,quale premio di rappresentanza destinato al Concerto della <strong>Gerbera Gialla</strong> in ricordo  delle vittime di maggio che chiuderà a Palermo il percorso della memoria aperto il 2 maggio u.s a Reggio Calabria dal presidente del Senato <strong>Piero Grasso</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Concerto, in programma il prossimo 31 maggio è organizzato  unitamente al Club International Inner Weel e il comune di Palermo con il Patrocinio del Senato della Repubblica e della Regione Siciliana.</p>
<p style="text-align: justify;">Sicilia e Calabria unite nella memoria di lutti comuni ma anche da una comune volontà di riscatto.! nel nome di un fiore: la <strong>Gerbera Gialla della Resistenza</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">a cura dell&#8217;Ufficio Stampa di &#8220;Riferimenti&#8221;</p>
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		<title>Piero Grasso a Reggio Calabria con Adriana Musella per la Gerbera Gialla dell&#8217;Antimafia sociale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 May 2016 00:24:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia&Legalità]]></category>
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		<category><![CDATA[Antimafia]]></category>
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					<description><![CDATA[Lunedì due maggio, alla presenza del Presidente del Senato Piero Grasso, sarà celebrata, come ogni anno, la Giornata antimafia della Gerbera Gialla che apre a Reggio Calabria il percorso della memoria dedicato alle vittime delle stragi di maggio, per concludersi, poi a Palermo. Sicilia e Calabria unite da un ponte di memoria pubblica e privata [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_10000" aria-describedby="caption-attachment-10000" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adriana-musella-piero-grasso.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-10000" alt="adriana-musella-piero-grasso" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adriana-musella-piero-grasso.jpg" width="800" height="533" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adriana-musella-piero-grasso.jpg 800w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adriana-musella-piero-grasso-300x199.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adriana-musella-piero-grasso-405x270.jpg 405w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption id="caption-attachment-10000" class="wp-caption-text">Adriana Musella e Piero Grasso</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Lunedì due maggio, alla presenza del <strong>Presidente del Senato Piero Grasso</strong>, sarà celebrata, come ogni anno, la <strong>Giornata antimafia della Gerbera Gialla</strong> che apre a <strong>Reggio Calabria</strong> il percorso della memoria dedicato alle vittime delle stragi di maggio, per concludersi, poi a Palermo. Sicilia e Calabria unite da un ponte di memoria pubblica e privata ma anche da una comune volontà di rinascita.</p>
<p style="text-align: justify;">Maggio,infatti ,racchiude una contraddizione intrinseca essendo il mese della rinascita ma nel contempo,riportando alla mente quasi in ogni suo giorno un eccidio,dalla strage di <strong>Portella delle Ginestre a Scaglione</strong>, <strong>Musella a Basile</strong> da <strong>Peppino Impastato</strong> a <strong>Simonetta Lamberti</strong>,da <strong>Falcone</strong> e le vittime della <strong>strage di Capaci</strong> e quelle dei <strong>Georgofili</strong>,da <strong>Gianluca Congiusta</strong> alla piccola <strong>Mariangela Ansalone.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Da circa 23 anni, un fiore, la Gerbera Gialla, nel ricordo di una strage di maggio, quella in cui venne ucciso <strong>Gennaro Musella</strong> il 3 maggio del 1982 a Reggio Calabria,viene dedicato alle vittime della criminalità organizzata, trasmettendo un messaggio di rinascita nella memoria.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il programma prevede :</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Alle ore 9,00 il concentramento degli studenti in Piazza Duomo.<br />
Da lì si raggiungerà la Questura di Reggio Calabria dove i ragazzi con un flash mob circonderanno l&#8217;edificio in segno di sostegno alle Forze dell&#8217;Ordine, in questo momento difficile in cui la &#8216;ndrangheta ritorna a sparare.</p>
<p style="text-align: justify;">Alle ore 10,00 incontro con il Presidente del Senato presso la Scuola Allievi Carabinieri.<br />
Nell&#8217;ambito dell&#8217;evento ,un particolare pensiero sarà&#8217; dedicato al ricordo dei giornalisti caduti per mano della criminalità&#8217; organizzata, la cui giornata mondiale sarà&#8217; celebrata l&#8217;indomani ,3 maggio ,proprio a Reggio Calabria.</p>
<p style="text-align: justify;">Si procederà&#8217; poi alla consegna dei riconoscimenti Gerbera Gialla 2016 :</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>GIORNALISMO IN TRINCEA</strong><br />
CLAUDIO CORDOVA<br />
ANTONINO MONTELEONE</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>GERBERA GIALLA ALLA CARRIERA</strong><br />
GREGORIO CORIGLIANO</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ALLA MEMORIA</strong><br />
ALESSANDRO BOZZO</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>GERBERA GIALLA 2016 PER LA GIUSTIZIA</strong><br />
ALLA MEMORIA DI MICHELE BARILLARO</p>
<p>Tra i premi,tre menzioni speciali saranno rese note al momento della cerimonia. Alla manifestazione parteciperanno delegazioni di scuole provenienti dall&#8217;intera regione. Tra le autorità civili e militari, molte le adesioni, tra cui il generale dei Carabinieri Riccardo Amato comandante generale delle scuole allievi carabinieri ,insieme ai massimi vertici dell&#8217;Arma.</p>
<p>Alle 12,30 SCOPERTURA di una lapide presso la sede dell&#8217;Associazione Riferimenti, in via 25 luglio 1/a,dedicata a tutte le vittime di mafia, nel ricordo di Gennaro Musella.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Dura denunzia di Adriana Musella dal Vertice antimafia di Firenze</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2015/11/dura-denunzia-di-adriana-musella-dal-vertice-antimafia-di-firenze/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Nov 2015 21:32:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia&Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[adriana musella]]></category>
		<category><![CDATA[coordinamento riferimenti]]></category>
		<category><![CDATA[denunzia]]></category>
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		<category><![CDATA[ndrangheta]]></category>
		<category><![CDATA[Paolo Borsellino]]></category>
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		<category><![CDATA[Regione Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[rosy bindi]]></category>
		<category><![CDATA[vertice antimafia firenze]]></category>
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					<description><![CDATA[a cura della Redazione de IL PARLAMENTARE.IT/ Dura denunzia di Adriana Musella, presidente del Coordinamento Riferimenti, ieri al Vertice antimafia di Firenze  organizzato dalla Fondazione Caponnetto. Presenti il presidente del Senato Piero Grasso e la Presidente della Commissione antimafia Bindi. La Musella ha illustrato il paradosso in cui versa la Calabria. &#8220;In una regione caratterizzata dalla [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_9718" aria-describedby="caption-attachment-9718" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Adriana-Musella-GerberaGialla-Antimafia1.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-9718" alt="Adriana Musella-GerberaGialla-Antimafia" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Adriana-Musella-GerberaGialla-Antimafia1.jpg" width="800" height="533" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Adriana-Musella-GerberaGialla-Antimafia1.jpg 800w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Adriana-Musella-GerberaGialla-Antimafia1-300x199.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Adriana-Musella-GerberaGialla-Antimafia1-405x270.jpg 405w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption id="caption-attachment-9718" class="wp-caption-text">Adriana Musella Presidente del Coordinamento Nazionale Antimafia &#8220;Riferimenti&#8221; con il Presidente del Senato Pietro Grasso</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">a cura della Redazione de IL PARLAMENTARE.IT/</p>
<p style="text-align: justify;">Dura denunzia di <strong>Adriana Musella,</strong> presidente del <em>Coordinamento Riferimenti</em>, ieri al <strong>Vertice antimafia di Firenze</strong>  organizzato dalla <strong>Fondazione Caponnetto</strong>.<br />
Presenti il presidente del Senato <strong>Piero Grasso</strong> e la Presidente della Commissione antimafia <strong>Bindi.</strong> La Musella ha illustrato il paradosso in cui versa la Calabria.<br />
&#8220;In una regione caratterizzata dalla criminalità&#8217; organizzata più&#8217; potente al mondo &#8211; ha rilevato &#8211; la lotta alla ndrangheta dovrebbe rappresentare l&#8217;impegno primario da affrontare, condizionando il fenomeno l&#8217;intera economia regionale, ma per la classe politica calabrese il problema non esiste; di mafia  non se ne parla e quando chiedi di discuterne non ti rispondono neanche. Gran parte delle Istituzioni politiche sono latitanti sul tema e chi combatte la ndrangheta in Calabria rimane solo. Non si ha alcun supporto, la politica non aiuta la trincea.<br />
Sul caso Limbadi, e sulle abitazioni confiscate al clan Mancuso, regna il silenzio assoluto. Ci sarebbe piaciuto che la <strong>Regione Calabria</strong> ci affiancasse in un progetto che e&#8217; d&#8217;interesse e respiro internazionale ma alle nostre istanze non si risponde nemmeno.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adriana-musella-vertice-antimafia-firenze.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-10002" alt="adriana-musella-vertice-antimafia-firenze" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adriana-musella-vertice-antimafia-firenze.jpg" width="900" height="656" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adriana-musella-vertice-antimafia-firenze.jpg 900w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adriana-musella-vertice-antimafia-firenze-300x218.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/adriana-musella-vertice-antimafia-firenze-370x270.jpg 370w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a><br />
Eppure dovrebbe essere interesse loro partecipare, visto che si sta realizzando un centro di formazione di interesse internazionale, che vede la partecipazione delle Università&#8217; calabresi e non solo. Parlano di cultura ma non accennano minimamente al contrasto culturale del problema. Credo che <strong>Paolo Borsellino</strong> si sarebbe messo le mani  nei capelli, lui che sosteneva che la lotta alla mafia e&#8217; soprattutto un fenomeno da combattere sul piano culturale. Così si rimane soli e tutto e&#8217; affidato alla buona volontà&#8217; del volontariato. Ma mi chiedo quale l&#8217;azione di sostegno della politica in una regione trincea come questa? Forse la risposta dell&#8217;ignavia sull&#8217;argomento sta proprio in quelle liste presentate nelle varie campagne elettorali e negli eventuali conseguenziali impegni assunti &#8230;Il dubbio a questo punto e&#8217; legittimo. &#8220;Altro argomento di denunzia l&#8217;associazionismo dei business all&#8217;ombra dell&#8217;antimafia e della solidarietà&#8221;. Chi assume un impegno in nome dell&#8217;antimafia &#8211; ha ribadito Adriana Musella &#8211; deve risultare credibile e attualmente la scena e&#8217; alquanto opaca.&#8221;E ricordando il caso Saguto a Palermo, ha aggiunto &#8211; credo che l&#8217;affaire beni confiscati non si limiti ad un tribunale ma interessi l&#8217;intera penisola&#8221;.</p>
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		<title>Giorgio Napolitano: basta, chiamarli Palazzi del Potere. Sono della Sovranità Popolare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 May 2013 12:45:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Enrico Letta]]></category>
		<category><![CDATA[fratelli mattei]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Napolitano]]></category>
		<category><![CDATA[laura boldrini]]></category>
		<category><![CDATA[piero grasso]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;Basta chiamare questi palazzi i palazzi del potere&#8221;, sono invece i &#8220;Palazzi della sovranità popolare&#8221;. Lo ha detto il capo dello Stato Giorgio Napolitano al Senato ricordando le vittime del terrorismo. &#8220;Bisogna fermare la violenza prima che si trasformi in eversione. In questo momento non possiamo essere tranquilli davanti a esternazioni anche solo sul piano [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_5878" aria-describedby="caption-attachment-5878" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="Giorgio-Napolitano" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Napolitano12.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-5878" title="Giorgio-Napolitano" alt="Il presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Napolitano12.jpg" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Napolitano12.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Napolitano12-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Giorgio-Napolitano12-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5878" class="wp-caption-text">Il presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Basta chiamare questi palazzi i palazzi del potere&#8221;, sono invece i &#8220;Palazzi della sovranità popolare&#8221;. Lo ha detto il capo dello Stato Giorgio Napolitano al Senato ricordando le vittime del terrorismo.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Bisogna fermare la violenza prima che si trasformi in eversione. In questo momento non possiamo essere tranquilli davanti a esternazioni anche solo sul piano verbale o sul piano della propaganda politica&#8221;. Ha sottolineato Napolitano.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Dobbiamo trarre una lezione dal passato: l&#8217;Italia ha superato non solo momenti di tensione ma periodi tragici che l&#8217;hanno esposta a rischi estremi. Se abbiamo superato quei momenti, sapremo superare le prove che abbiamo davanti&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Ai fratelli Mattei spetta di diritto di entrare nell&#8217;album doloroso delle vittime del terrorismo, senza nessuna parzialità e ghettizzazione&#8221;. Lo ha detto il presidente della repubblica ricordando il terribile rogo di Primavalle del 1973.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Il ricordo non basta: è necessario accompagnarlo alla volontà esplicita di conoscere tutte le verità, anche quelle rimaste nascoste e di capire perché non sia stato possibile fare completa luce sulle stragi&#8221;. Lo ha detto il presidente del Senato Pietro Grasso nell&#8217;Aula di Palazzo Madama durante il ricordo delle vittime del terrorismo.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Abbiamo il dovere di farlo &#8211; aggiunge Grasso &#8211; per alcuni irrinunciabili motivi: per dare giustizia alle famiglie che hanno subito la perdita dei propri cari; per affermare che lo Stato è stretto attorno a loro non solo nel più sentito cordoglio, ma anche nella ricerca della verità; per rendere consapevoli i nostri giovani che con lo spirito di unità, con il senso dello Stato, si vince sempre&#8221;. &#8220;La stagione terroristica in Italia &#8211; ricorda Grasso &#8211; inizia con la strage di piazza Fontana: era il 12 dicembre del 1969. Lo sgomento di quei giorni è intatto nella nostra memoria. Da quel momento una lunga teoria di attentati insanguinò le strade e le piazze del nostro Paese, lacerandone l&#8217;identità culturale. Un coacervo di forze che in quegli anni aveva come scopo la destabilizzazione e l&#8217;eversione&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Io, quale rappresentante delle istituzioni, mi sento oggi responsabile di un sistema giudiziario che non seppe trovare in tempo quelle verità che avrebbero reso giustizia. La verità oggi è nota e gli assassini sono rei confessi. Mai più succeda che la giustizia sia negata&#8221;, ha affermato Grasso.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;La scelta della data per &#8220;il Giorno della memoria&#8221; è caduta sull&#8217;anniversario dell&#8217;assassinio di Aldo Moro perché quella decisione spietata, che portò dopo 54 giorni di prigionia all&#8217;uccisione del Presidente della Democrazia Cristiana, ha rappresentato un momento di condivisa presa di coscienza da parte dello Stato. Quello Stato che, purtroppo, solo allora, capì che la reazione non poteva più tardare&#8221;. Lo ha detto il presidente del Senato, Pietro Grasso, parlando in aula alla presenza del presidente della Repubblica in occasione della &#8216;giornata della memoria&#8221; che ricorda le vittime del terrorismo. &#8220;Le Brigate rosse avevano colpito il perno del sistema politico e istituzionale su cui poggiava la democrazia. Moro divenne la vittima simbolo di un sistema, fu la tragedia non solo della perdita di un alto rappresentante delle Istituzioni ma di tutto il Paese&#8221;, ha aggiunto Grasso.</p>
<p style="text-align: justify;">LETTA, CON MORO HO CAPITO QUANTO E&#8217; ALTA POLITICA &#8211; &#8220;Quando i miei genitori mi portarono in via Fani, avevo 12 anni e vedere 5 servitori dello Stato che persero la il presidente della Dc rapito e poi assassinato ha voluto dire capire quanto al politica è alta se è di servizio&#8221;. Lo ha detto il premier Enrico Letta all&#8217;assemblea di Rete Imprese. ANSA</p>
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		<title>Piero Grasso Presidente del Senato</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2013/03/piero-grasso-presidente-del-senato/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Mar 2013 21:21:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[ansa]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
		<category><![CDATA[piero grasso]]></category>
		<category><![CDATA[repubblica italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Senato]]></category>
		<category><![CDATA[sfiducia politica]]></category>
		<category><![CDATA[Top News]]></category>
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					<description><![CDATA[A cura di Fabio Gallo &#8211; Direttore Editoriale Una sorta di venerazione personale per le persone di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, anche in ricordo del Giudice Francesca Morvillo e degli Agenti di  Scorta deceduti nella strage, mi porta a valorizzare questo importante momento della vita politica e sociale dell&#8217;Italia: la sua elezione a Presidente [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_5657" aria-describedby="caption-attachment-5657" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="piero-grasso-presidente-senato-italia" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/piero-grasso-presidente-senato-italia.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-5657" title="piero-grasso-presidente-senato-italia" alt="Il Presidente del Senato della Repubblica Italiana Piero Grasso" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/piero-grasso-presidente-senato-italia.jpg" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/piero-grasso-presidente-senato-italia.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/piero-grasso-presidente-senato-italia-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/piero-grasso-presidente-senato-italia-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5657" class="wp-caption-text">Il Presidente del Senato della Repubblica Italiana Piero Grasso</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;"><strong>A cura di Fabio Gallo &#8211; Direttore Editoriale</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Una sorta di venerazione personale per le persone di <strong>Giovanni Falcone e Paolo Borsellino</strong>, anche in ricordo del Giudice <strong>Francesca Morvillo</strong> e degli <strong>Agenti di  Scorta</strong> deceduti nella strage, mi porta a valorizzare questo importante momento della vita politica e sociale dell&#8217;Italia: la sua elezione a Presidente del Senato della Repubblica Italiana.<br />
NEL PARLAMENTO TANTI GIOVANI<br />
Trovo straordinario che nel Parlamento vi siano tanti giovani (ancora) non corrotti e assuefatti ad una politica egoistica e senza meta che vive ha vissuto per decenni a beneficio di pochi e a danno non solo degli individui, ma anche dell&#8217;intera e complessa struttura su cui si regge la &#8220;macchina Stato&#8221;. All&#8217;interno di essa, la Giustizia.<br />
Devo confessare la mia profonda emozione nel vedere Piero Grasso presiedere la Presidenza del Senato. Vedo insieme a lei, accanto a lei, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, uno alla sua destra e uno alla sua sinistra. Un&#8217;immagine che vedo tanto reale quanta è la necessità di rendere la nostra amata Italia una Nazione &#8220;Giusta&#8221;, di &#8220;Giusti&#8221;, dove tutti, escluso nessuno, devono poter concepire il Codice Penale e il Codice Civile come silenziatori da applicare alla lupara con la quale fare fuoco sui cittadini.<br />
Caro Presidente, ora lei è seduto sulla poltrona attraverso la quale potrà migliorare le cose. Io la osservo per questo, noi tutti la osserviamo.<br />
Lei è stato eletto grazie ad un manipolo di giovani che hanno cambiato l&#8217;Italia. Lei, paradossalmente ma significativamente, non è espressione del PD ma di un gruppo di giovani che al di là di qualche possibile accordo, hanno avuto a che fare con la propria coscienza che ha fatto di Piero Grasso il Presidente del Senato della Repubblica Italiana. Un&#8217;immagine prestigiosa che fa bene all&#8217;Italia. Lei, oggi, è il loro Presidente. E&#8217; su questo che dovrà da oggi in poi confrontarsi la sua di coscienza. Li guardi con ammirazione perché Giovanni e Paolo sono anche i loro Angeli custodi e lo saranno per tutti coloro i quali governeranno sia per un giorno, per un mese o per anni,  non per sentirsi parlamentari, bensì Eroi per caso, ai quali è affidata la sorte di tutti i loro coetanei e dell&#8217;Italia tutta. Li guardi sempre con ammirazione perché loro la ammirano e, se non avessero avuto una leadership intelligente per davvero e indispensabile al Paese oggi, avrebbero perso in un istante la possibilità di inseguire e compiere ciò per cui hanno lavorato per anni.<br />
Chi le scrive si è scontrato nella aule di giustizia non con delinquenti comuni ma con un Magistrato calunniatore, sopravvivendo ad esso, battendolo più volte perché accanto ho sempre avuto Magistrati degni di questo Alto ruolo. 15 anni nei palazzi di Giustizia per essere oggi il testimone di una dicotomia che vive tutta nello Stato. E&#8217; proprio questa parte di Stato che deve essere scarnificata fino a dare vita ad un sistema di Giustizia che, soprattutto, limiti la corruzione nei Palazzi di Giustizia. Con lei, caro Presidente, abbiamo fatto un passo avanti verso la Giustizia giusta e la vera Verità.  Ora dipende anche da lei e vedrà che quei giovani la seguiranno senza pentimenti o rimpianti, compresi da tutti. Le auguro Buon lavoro. E lo auguro anche a Giovanni e a Paolo che sono meno morti di quanto si possa immaginare. Fabio Gallo &#8211; Direttore Editoriale</p>
<p style="text-align: justify;">Cosa scrive l&#8217;ANSA</p>
<p style="text-align: justify;">ROMA &#8211; Quell&#8217;accendino che <strong>Giovanni Falcone</strong> gli consegnò su un volo Roma-Palermo poco prima di morire, Piero Grasso l&#8217;aveva in tasca anche nel giorno della sua elezione a presidente del Senato, come sempre: perché chi ha combattuto per tutta la vita la mafia sa che certi simboli possono fare più paura di tante parole. &#8220;Ogni volta che sfioro questa reliquia, nei momenti di maggior tensione &#8211; raccontò una volta &#8211; ricordo Giovanni e riprendo energia ed entusiasmo&#8221;.<br />
PIERO GRASSO, IN RICORDO DI FALCONE E BORSELLINO<br />
Allo scranno che fu di <strong>Enrico De Nicola e Giovanni Spadolini</strong>, l&#8217;ex procuratore Antimafia ci arriva quasi per caso, lui che se il Pd avesse vinto davvero le elezioni sarebbe stato il nuovo Guardasigilli, con l&#8217;obiettivo di realizzare quella &#8220;rivoluzione democratica della Giustizia&#8221; che aveva in testa. La sua vita ha però preso un&#8217;altra strada che segna davvero, 43 anni dopo aver varcato il portone della pretura di Barrafranca in provincia di Enna, l&#8217;addio alla magistratura. Che non significa la fine della sua guerra alla mafia.</p>
<p style="text-align: justify;">PIERO, SEGUE LA VOCE DELLA TUA COSCIENZA<br />
&#8220;Ci sono momenti in cui pensi, &#8216;chi me lo fa fare?&#8217; &#8211; raccontò anni fa parlando del maxiprocesso &#8211; Allora mi venne in mente il colloquio con <strong>Antonino Caponnetto</strong> prima di iniziare il dibattimento, quando mi diede un buffetto sulla guancia e mi disse: <strong>&#8216;vai avanti ragazzo, a testa alta e schiena dritta. E segui sempre la voce della tua coscienza&#8217;&#8221;</strong>. Le stesse parole utilizzate al Senato per chiudere il primo discorso. Da Barrafranca Grasso arriva a Palermo negli anni settanta e si occupa di indagini sulla pubblica amministrazione. Ed è&#8217; così che nel 1980 si trova davanti all&#8217;auto crivellata di colpi del presidente della Regione Piersanti Mattarella. La svolta nella sua vita arriva nel 1985 quando viene scelto come giudice a latere del maxiprocesso istruito da <strong>Giovanni Falcone.</strong> &#8220;Quando ebbi l&#8217;incarico mi presentai nel suo bunker. Mi squadrò e con il suo sorrisetto ironico e sornione, mi disse: &#8216;vieni, ti presento il maxiprocesso&#8217;. Mi porto in una stanza blindata dove c&#8217;erano gli scaffali pieni fino al soffitto di faldoni. Provai sgomento e turbamento ma non volli deluderlo e gli dissi &#8216;dove è il primo volume?'&#8221;. I due si erano conosciuti 6 anni prima. &#8220;Era il 1979, lui era un giovane giudice istruttore e io un giovane pm. <span style="text-decoration: underline;">Ci trovammo a seguire la stessa indagine su un motorino rubato e lui indagò come se si indagasse su un omicidio. Fu un grande esempio di professionalità.</span></p>
<p style="text-align: justify;"> Era un uomo straordinario, un fuoriclasse e subito nacque un rapporto di stima e amicizia&#8221;. Anche Paolo Borsellino fu un &#8220;amico vero&#8221;. &#8220;Lo ricordo come un fratello maggiore. Ad un certo punto, mentre studiavo i fascicoli, passò e, vedendomi in difficoltà, mi diede le sue famose rubriche, quelle dove aveva annotato tutti gli omicidi. Mi sentii quasi coccolato, fu sempre prodigo di consigli&#8221;. Il processo si chiuse il 16 dicembre del 1987 con 19 ergastoli e 2.665 anni di carcere: Grasso scrisse le motivazioni della sentenza, oltre 7 mila pagine racchiuse in 37 volumi. Finito l&#8217;impegno nell&#8217;aula bunker di Palermo, l&#8217;ex procuratore antimafia fu consulente della Commissione Antimafia sia con Chiaromonte sia con Violante e nel 1991 approdò con funzioni di consigliere in via Arenula, con Martelli ministro e Falcone, che nel frattempo aveva lasciato Palermo. &#8220;Li volevano fuori &#8211; disse una volta raccontando quel periodo &#8211; li vedevano come dei disturbatori&#8221;. Al ministero però &#8220;si mise all&#8217;opera una vera e propria squadra, c&#8217;erano Livia Pomodoro, Liliana Ferraro, D&#8217;Ambrosio. Si incominciò a costruire quella che sarà l&#8217;odierna legislazione antimafia. Un monumento giuridico, per altro contrastato da parecchie forze politiche&#8221;. Poi arrivarono il sangue e le stragi, Capaci prima, via D&#8217;Amelio poi; gli attentanti di Firenze, Roma e Milano del 1993 su cui Grasso indagò dalla procura nazionale antimafia. A Palermo tornò nel 1999, da procuratore capo, al posto di quel Giancarlo Caselli che sarà per molti il suo grande nemico. Nel 2004 i 2 sono i candidati per il ruolo di procuratore nazionale antimafia ma l&#8217;emendamento presentato in extremis dal governo Berlusconi alla riforma della Giustizia, escluse Castelli dalla competizione per limiti di età.</p>
<p style="text-align: justify;"> &#8220;Il modo usato per escludermi a partita aperta e violando principi fondamentali &#8211; disse quest&#8217;ultimo &#8211; è forse la prima e clamorosa prova generale di come il potere politico vorrebbe condizionare la magistratura&#8221;. Le toghe di sinistra si astennero dal votarlo anche se poi, nel 2010, anche Md diede il consenso per la sua rielezione. Berlusconi, d&#8217;altronde, l&#8217;ha sempre apprezzato, anche se oggi gli ha candidato contro Schifani. &#8220;Lo stimo &#8211; disse il Cavaliere quando Grasso ha annunciato la sua entrata in politica &#8211; è un tipo di magistrato ben diverso dagli Ingroia, dai Di Pietro, dai Caselli&#8221;. Lui dal canto suo, riconoscendo l&#8217;anno scorso all&#8217;ex premier di aver fatto qualcosa di buono contro la mafia, si attirò contro le ire di mezza sinistra e fu costretto a rettificare. E ribadire quel concetto che è alla base del suo ultimo libro, &#8216;Liberi tutti&#8217;: &#8220;la legalità è la forza dei deboli, è il baluardo che possiamo opporre ai soprusi, alla prevaricazione e alla corruzione. Un&#8217;utopia? Può darsi, ma voglio ricordare che sono le utopie che fanno la storia&#8221;.</p>
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