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	<title>Peppe Scopelliti &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Giuseppe Scopelliti rinviato a giudizio su caso Fallara</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2012/07/giuseppe-scopelliti-presidente-regione-calabria-rinviato-a-giudizio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Jul 2012 12:38:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Antimafia&Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Politica Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Orsola Fallara]]></category>
		<category><![CDATA[Peppe Scopelliti]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[Il gup di Reggio Calabria ha rinviato a giudizio l&#8217;ex sindaco di Reggio, Giuseppe Scopelliti, ora presidente della Regione, e i tre componenti del collegio dei revisori dei conti del Comune. Sono accusati, a vario titolo, di falso ideologico in atto pubblico ed abuso d&#8217;ufficio nell&#8217;inchiesta sulle autoliquidazioni che avrebbe fatto l&#8217;ex dirigente dell&#8217;Ufficio finanze del Comune [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_4862" aria-describedby="caption-attachment-4862" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="giuseppe-scopelliti" href="https://ilparlamentare.it/?attachment_id=4862"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-4862" title="giuseppe-scopelliti" alt="Giuseppe Scopelliti - Presidente Regione Calabria rinviato a Giudizio" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giuseppe-scopelliti6.jpg" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giuseppe-scopelliti6.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giuseppe-scopelliti6-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giuseppe-scopelliti6-160x90.jpg 160w" sizes="(max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-4862" class="wp-caption-text">Giuseppe Scopelliti &#8211; Presidente Regione Calabria rinviato a Giudizio</figcaption></figure>
<p>Il gup di Reggio Calabria ha rinviato a giudizio l&#8217;ex sindaco di Reggio,<strong> Giuseppe Scopelliti</strong>, ora <strong>presidente della Region</strong>e, e i tre componenti del collegio dei revisori dei conti del Comune. Sono accusati, a vario titolo, di <strong>falso ideologico in atto pubblico ed abuso d&#8217;ufficio</strong> nell&#8217;inchiesta sulle autoliquidazioni che avrebbe fatto l&#8217;ex dirigente dell&#8217;Ufficio finanze del Comune <strong>Orsola Fallara,</strong> suicidatasi nel 2010, per <strong>il suo incarico in Commissione tributaria.</strong></p>
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		<title>&#8216;Ndrangheta: nel mirino della Giustizia la Giunta Scopelliti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Mar 2012 15:29:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[ntrangheta]]></category>
		<category><![CDATA[Peppe Scopelliti]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[Tra le donne fermate dai Ros dei carabinieri di Reggio Calabria con l&#8217;accusa di aver favorito la latitanza del boss Domenico Condello figura anche Giuseppa Cotroneo, madre della compagna dell&#8217;assessore all&#8217;urbanistica del Comune di Reggio, Luigi Tuccio e anche suocera di Massimo Pascale, segretario particolare del presidente della Giunta regionale, Giuseppe Scopelliti. La donna, che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_4212" aria-describedby="caption-attachment-4212" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="ndrangheta" href="https://ilparlamentare.it/?attachment_id=4212"><img decoding="async" class="size-full wp-image-4212" title="ndrangheta" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ndrangheta.jpg" alt="Ndrangheta e Politica a Reggio Calabria nel mirino della Magistratura" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ndrangheta.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ndrangheta-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ndrangheta-160x90.jpg 160w" sizes="(max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-4212" class="wp-caption-text">Ndrangheta e Politica a Reggio Calabria nel mirino della Magistratura</figcaption></figure>
<p>Tra le donne fermate dai <strong>Ros dei carabinieri di Reggio Calabria</strong> con l&#8217;accusa di aver favorito la latitanza del boss <strong>Domenico Condell</strong>o figura anche <strong>Giuseppa Cotroneo, madre della compagna dell&#8217;assessore all&#8217;urbanistica</strong> <strong>del Comune di Reggio</strong>, <strong>Luigi Tuccio</strong> e anche <strong>suocera di Massimo Pascale, segretario particolare del presidente della Giunta regionale, Giuseppe Scopelliti</strong>.</p>
<p>La donna, che è anche la madre di Bruna, <strong>moglie di Pasquale Condello</strong> (fratello del latitante Domenico Condello e cugino del più famoso Pasquale Condello detto &#8220;il Supremo&#8221;) è accusata di aver messo a disposizione del latitante un immobile per un certo periodo di tempo. Gli inquirenti hanno rinvenuto anche un<strong> &#8220;pizzino&#8221;</strong> lasciato dal latitante alla Cotroneo a mò di ringraziamento: &#8220;Cara Commare io me ne sto andando &#8211; aveva scritto Mico Condello di suo pugno -. Mi diceva l&#8217;amico che qui ogni tanto per un paio di giorni posso venire, e io l&#8217;ho ringraziato. Lascio qui tutto quello che mi avete mandato perché se torno mi può servire. Vi ringrazio di tutto. Se avete bisogno mi fate sapere, salutate tantissimo Bruna. Vi abbraccio e se Dio vuole ci rivedremo. Ciao. Compare M&#8230;&#8221;.</p>
<p><strong>Questo episodio è destinato a rinfocolare le polemiche delle scorse settimane</strong> tra l&#8217;ex comandante del Ros di Reggio Calabria <strong>colonello Valerio Giardina</strong> e il <strong>Governatore della Calabria Giuseppe Scopelliti</strong>. Il colonnello infatti, deponendo al processo &#8220;Meta&#8221; sulle cosche del reggino, aveva <strong>sollevato dubbi e ipotizzato la vicinanza del governatore alla cosca Condello</strong>. In particolare il riferimento era alla gestione di un immobile sequestrato alla famiglia Condello e ristrutturato dal Comune di Reggio Calabria (all&#8217;epoca guidato dal sindaco Scopelliti) <strong>quando l&#8217;immobile era ancora nella disponibilità della famiglia.</strong></p>
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		<title>QUO VADIS CALABRIA? Fibrillazioni e timori nei palazzi della politica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Mar 2012 21:53:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[COMMISSIONE ANTIMAFIA]]></category>
		<category><![CDATA[ERMITERRA]]></category>
		<category><![CDATA[il Parlamentare.it]]></category>
		<category><![CDATA[Mafia]]></category>
		<category><![CDATA[MODELLO REGGIO]]></category>
		<category><![CDATA[ndrangheta]]></category>
		<category><![CDATA[Peppe Scopelliti]]></category>
		<category><![CDATA[PROCURA DI COSENZA]]></category>
		<category><![CDATA[Reggio Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Top News]]></category>
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					<description><![CDATA[Roma, a cura di V. Ermiterra &#8211; Che succede in Calabria? Non in quella dell’economia disastrata, dell’ambiente selvaggiamente aggredito, della sanità ancora e sempre allo sbando, della ricerca che non esiste, delle aziende che chiudono, dei disoccupati che si moltiplicano come una pestilenza, della precarizzazione e del lavoro nero,  dei cervelli e dei giovani talenti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_4128" aria-describedby="caption-attachment-4128" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/2012/03/quo-vadis-calabria-fibrillazioni-e-timori-nei-palazzi-della-politica/giuseppe-scopelliti-6/" rel="attachment wp-att-4128"><img decoding="async" class="size-full wp-image-4128" title="giuseppe-scopelliti" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giuseppe-scopelliti5.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giuseppe-scopelliti5.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giuseppe-scopelliti5-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giuseppe-scopelliti5-160x90.jpg 160w" sizes="(max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-4128" class="wp-caption-text">Il Governatore della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti detto Peppe</figcaption></figure>
<p>Roma, a cura di V. Ermiterra &#8211; Che succede in Calabria? Non in quella dell’economia disastrata, dell’ambiente selvaggiamente aggredito, della sanità ancora e sempre allo sbando, della ricerca che non esiste, delle aziende che chiudono, dei disoccupati che si moltiplicano come una pestilenza, della precarizzazione e del lavoro nero,  dei cervelli e dei giovani talenti che partono per l’Europa, il Nord America e la Cina, riaprendo la ferita sanguinante dell’emigrazione. Quello che succede in questa Calabria, purtroppo, qualunque cosa dicano i suoi amministratori regionali e la sua deputazione carneade, lo sappiamo già: è una situazione drammatica, forse è già al punto di non ritorno.</p>
<p>COSA SUCCEDE IN CALABRIA?<br />
Ci chiedevamo, invece, che succede nella Calabria istituzionale, attraversata da terremoti giudiziari in atto e prossimi venturi, di cui si avvertono le prime forti scosse nei Tribunali di Reggio e di Catanzaro, con l’osservatorio meteorologico politico regionale che mette in preallarme per possibili estensioni ai Palazzi di Giustizia cosentini.</p>
<p>Proviamo a ricapitolare.</p>
<p>IL CONSIGLIO PIU&#8217; INQUISITO D&#8217;ITALIA<br />
Dopo la legislatura precedente, quella segnata dalla fallimentare stagione di <strong>Loiero</strong>, nella quale il Consiglio regionale calabrese si era guadagnato la palma del <strong>più inquisito d’Italia</strong>, i calabresi hanno affidato le loro speranze di cambiamento e di futuro al giovane e rampante <strong>Giuseppe Scopelliti</strong>, catapultato sulla scena regionale e nazionale dopo due stagioni da  sindaco di Reggio Calabria intorno alle quali, con grande abilità mediatica, ha strombazzato a destra e manca, da nord a sud, un <strong>presunto “modello” Reggio.</strong></p>
<p>Nella primavera 2010, <strong>Scopelliti, fu dunque</strong> <strong>eletto, a furor di popolo</strong>, governatore della Calabria. E da quel momento, molto poco con i fatti e assai di più con la propaganda, ha puntato ad accreditarsi come il nuovo che avanza, il salvatore della Patria.</p>
<p>Il dicembre 2010, sei mesi dopo, fu un <strong>mese nerissimo</strong> per il giovane governatore.</p>
<p>IL SUICIDIO DI ORSOLA FALLARA &#8211; SCOPELLITI CHIAMATO DA MAGISTRATI<br />
Dapprima il <strong>suicidio della sua solerte dirigente</strong> del settore bilancio quand’era sindaco a Reggio, <strong>Orsola Fallara</strong>, indagata per via della liquidazione a se medesima di parcelle milionarie, per le quali, proprio di recente, il governatore, rispondendo ai magistrati titolari di un’inchiesta che sta andando avanti e che potrebbe riservare sorprese,  ha dichiarato che lui firmava faldoni di carte, documenti e delibere e certo non poteva verificare tutto quello che vi era scritto. Si fidava dei suoi dirigenti, lui. Ci mancherebbe altro!</p>
<p>L&#8217;ARRESTO DEL CONSIGLIERE PDL SANTI ZAPPALA&#8217;<br />
Qualche giorno dopo quel tragico evento, <strong>su Palazzo Campanella</strong> – sede del Consiglio regionale – <strong>si abbatté la prima brutta tegola:</strong> <strong>l’arresto del consigliere PDL</strong>, eletto con una caterva di preferenze, <strong>Santi Zappalà,</strong> con l’accusa di aver ottenuto sostegno elettorale dal <strong>potente boss di S. Luca, Giuseppe Pelle</strong>. Con Zappalà, finirono in carcere diversi esponenti politici reggini del centrodestra, che avevano sostenuto le liste del governatore.</p>
<p>INIZIA DA COSENZA CAMPAGNA MEDIATICA DI RIACCREDITAMENTO DEL PDL<br />
Quella tegola fu rapidamente riparata e il Presidente intensificò l’abile campagna mediatica puntando ad accreditarsi come il paladino del cambiamento e della legalità. Addirittura,  il PDL nel settembre 2011, caso unico nella storia regionale e nazionale,  ha voluto festeggiare il primo anno della vittoria elettorale con una grande manifestazione di piazza, a Cosenza, con pullman convogliati da ogni parte della Calabria e con il gotha del centrodestra in prima fila a guidare il corteo e cantare gli osanna. Ce n’era bisogno? Forse si presagiva qualcosa? Fatto sta che da li a poco sarebbero successe tante altre cose sulle quali vale la pena soffermarsi.</p>
<p>NUOVO PESANTE ARRESTO NEL PDL: FRANCO MORELLI<br />
<strong>Due mesi dopo quel corteo</strong>, il 30 novembre del 2011, <strong>viene arrestato un altro grande plenipotenziario del PDL</strong>, il consigliere regionale <strong>Franco Morelli</strong>, <strong>accusato di corruzione e associazione mafiosa</strong>. Con lui il <strong>giudice Giuseppe Vincenzo Giglio presidente della Corte di Assise del tribunale di Reggio</strong>, mentre un altro magistrato, il <strong>Pm di Palmi Giancarlo Giusti</strong> era indagato per presunte offerte di viaggi ed escort ricevuti dai boss.  Morelli è ancora in carcere a Milano, avendo il Gip respinto le richieste di liberazione avanzate dai legali. Nel centrodestra, non solo regionale, adesso crescono le preoccupazioni: Morelli non è uno qualunque.</p>
<p>Ma <strong><em>l’annus horribilis</em> di Scopelliti, </strong> probabilmente, deve ancora venire.</p>
<p>LA COMMISSIONE DI ACCESSO ANTIMAFIA INIZIA GLI ACCERTAMENTI<br />
Il 24 gennaio del 2012, a  Reggio Calabria cala anche la <strong>Commissione di Accesso antimafia</strong>, per “accertare la sussistenza di eventuali tentativi di infiltrazione della criminalità”. Non è un provvedimento che il Ministero dell’Interno adotta a cuore leggero, specialmente quando si tratta di una grande città. Evidentemente ha in mano elementi pesanti e <strong>qualcuno</strong>, dalle parti dello Stretto, <strong>teme il fantasma dello scioglimento del Consiglio</strong>. Sarebbe la fine del decantato <em><strong>“modello Reggio”</strong>.</em> Di conseguenza da un lato si ergono barricate gridando al complotti, dall’altro, si ostenta tranquillità e sicurezza.</p>
<p>GIUSEPPE SCOPELLITI INDAGATO PER LA SANITA&#8217;<br />
Ma non è finita. Il 17 febbraio di questo stesso anno lo stesso Presidente calabrese informa la stampa di essere <strong>indagato a Catanzaro su vicende legate alla sanità</strong>. Proprio ieri il suo direttore generale Orlando, anch’egli indagato, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il governatore incrocerà gli inquirenti il 14 marzo. Vedremo.</p>
<p>IL COLONNELLO ANTIMAFIA VALERIO GIARDINA ACCUSA PEPPE SCOPELLITI<br />
Infine, è di questi giorni lo scontro di cui abbiamo già  scritto e sul quale torneremo – anche perché siamo certi che vi torneranno i magistrati – tra l’<strong>On Scopelliti e il Colonnello dei Carabinieri Valerio Giardina</strong>, già capo dei Ros di Reggio Calabria, che interrogato nell’Aula di Giustizia, durante il dibattimento del processo “Meta”,  ha dichiarato, senza mezze misure, che <strong>il governatore avrebbe fatto parte di una </strong><em><strong>“lobby politico- mafiosa-affaristica”</strong>. </em></p>
<p>L&#8217;INTERROGAZIONE DI ELIO BELCASTRO AL MINISTRO DI GRAZIA E GIUSTIZIA<br />
Questo è il quadro. Ed è davvero desolante. Nei giorni scorsi, a renderlo ancora più tenebroso, <strong>una sibillina interrogazione del deputato Elio Belcastro</strong>, grande elettore di Scopelliti ed esponente di <strong>“Noi Sud”</strong>, che chiede al <strong>Ministro di Grazia e Giustizia</strong> se non sia il caso di mandare ispettori alla <strong>Procura di Cosenza</strong>. Vi sarebbero – sostiene il parlamentare – <strong>indagini riguardanti alti livelli politici ed istituzionali che giacciono da troppo tempo nei cassetti dei Pm.</strong></p>
<p>Che si aprano quei cassetti e si dia nuovo impulso alle indagini che più scottano: a Cosenza e in ogni tribunale calabrese, per far luce sulle “zone grigie”, che – ha ragione Belcastro &#8211; non sono purtroppo circoscritte ai territori della sua provincia.</p>
<p>Ben venga quest’accelerazione, purché a  Reggio si continui alacremente a lavorare per accertare la verità. Nient’altro che la verità.</p>
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		<title>Calabria: Colonnello antimafia accusa e Presidente Scopelliti si difende ma&#8230;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Feb 2012 15:13:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[addirittura]]></category>
		<category><![CDATA[Colonnello Antonio Fiano]]></category>
		<category><![CDATA[Colonnello dei carabinieri Valerio Giardina]]></category>
		<category><![CDATA[ll’ O.K. Corral]]></category>
		<category><![CDATA[oppure]]></category>
		<category><![CDATA[Pasquale Condello]]></category>
		<category><![CDATA[Peppe Morabito]]></category>
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		<category><![CDATA[Regione Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[A cura di V. Ermiterra &#8211; Lo scontro politico – istituzionale che si registra in questi giorni, in riva allo Stretto, è senza precedenti e rischia di portare la Calabria al punto di non ritorno. Ieri, dopo aver per un pelo evitato di farlo in una riunione del Consiglio regionale, che avrebbe pericolosamente trascinato l’intera [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_4044" aria-describedby="caption-attachment-4044" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/2012/02/calabria-colonnello-antimafia-accusa-e-presidente-scopelliti-si-difende-ma/giuseppe-scopelliti-5/" rel="attachment wp-att-4044"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-4044" title="giuseppe-scopelliti" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giuseppe-scopelliti4.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giuseppe-scopelliti4.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giuseppe-scopelliti4-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giuseppe-scopelliti4-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-4044" class="wp-caption-text">Il Presidente della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti</figcaption></figure>
<p>A cura di V. Ermiterra &#8211; Lo scontro politico – istituzionale che si registra in questi giorni, in riva allo Stretto, è senza precedenti e rischia di portare la Calabria al punto di non ritorno.<br />
Ieri, dopo aver per un pelo evitato di farlo in una riunione del Consiglio regionale, che avrebbe pericolosamente trascinato l’intera assemblea elettiva nelle vicende personali del governatore,  l’On Scopelliti, ha convocato una conferenza stampa per ribattere alle accuse che il <strong>Colonnello dei carabinieri Valerio Giardina</strong>, ha reso nelle aule di Giustizia,  in successive testimonianze relative allo storico processo  ai sanguinari boss della ‘ndrangheta reggina: il processo “Meta”. In quella più recente, nei giorni scorsi, l’alto ufficiale aveva dichiarato, tra l’altro, che Scopelliti avrebbe fatto parte di una “lobby politico- mafiosa-affaristica”.</p>
<p>Ribattere a quelle accuse &#8211; gravissime e senza precedenti  &#8211; è certamente un diritto del Presidente della regione, liberamente e generosamente eletto dai calabresi. Ma non depone bene che abbia deciso di farlo con i toni e l’aggressività del duello all’ O.K. Corral, usati nell’incontro di ieri con i giornalisti. Né, come abbiamo sottolineato in una precedente riflessione su questa stessa testata, gli è di buon auspicio il coro di solidarietà che continua a montare da ogni settore del centrodestra calabrese e nazionale. Con i più agguerriti che, addirittura, minacciano improbabili marce su Roma.</p>
<p>Forse è utile ricordare a questi imprudenti amici del governatore reggino,  che l’alto ufficiale contro cui adesso lanciano strali è stato a lungo comandante dei Ros della sua città e,  per i servizi resi allo Stato, destinatario di tanti ipocriti elogi e messaggi di congratulazioni da parte di quegli stessi personaggi che adesso lo descrivono come un politicante megalomane. Succedeva, per esempio, quando catturava, insieme al <strong>Colonnello Antonio Fiano,  Pasquale Condello, il “Supremo”</strong>, oppure, ancor prima, il <strong>potente capo della mafia di Africo, Peppe Morabito “ u tiradritto”</strong>. E tanti, tanti  altri latitanti eccellenti della ‘ndrangheta dello Stretto, <em>al punto da meritarsi il nome di Condor dell’Aspromonte</em>.<br />
<strong>Quanti plausi ricevette dalla politica, il colonnello!  E adesso?</strong> Adesso che il  processo Meta si è instradato nel secondo dei due suoi tronconi, quello cioè relativo alla zona grigia, dovendosi approfondire le complicità tra la politica, i poteri occulti, le massonerie, l’economia e la criminalità mafiosa che si fa? Ovvio: si grida al complotto. E quello stesso ufficiale viene additato come il nemico numero uno della buona e giovane politica, della corretta e trasparente amministrazione.</p>
<p>Beninteso, nessuno può escludere che lo stress per il suo lavoro delicatissimo e assai rischioso di integerrimo servitore dello Stato abbiano reso fragile il sistema nervoso di quell’ufficiale, facendolo impazzire. Se è così, lo accerteranno i periti del Tribunale, atteso che la Magistratura reggina, nel passato anche recente assai chiacchierata, dopo quelle accuse e le conseguenti reazioni del Governatore,  ha il dovere di fare rapidamente chiarezza.</p>
<p>Perciò, <em>&#8220;stia tranquillo, l’On Scopelliti &#8211; </em>affermano alcuni attenti analisti della politica &#8211; <em>non si innervosisca più di tanto: la verità che giustamente reclama verrà presto a galla&#8221;</em>.</p>
<p>In attesa di quella verità, tuttavia, il <strong>Presidente Scopelliti non deve scandalizzarsi</strong>, né offendersi se tanti cittadini, in Calabria e in Italia, desiderano capirne di più del cosiddetto <strong>&#8220;modello Reggio&#8221;</strong>, che lo ha portato a diventare il sindaco più amato d’Italia.<br />
Ci sono troppi interrogativi che riguardano anche lui, le sue abitudini mondane tra matrimoni inquietanti e incontri imbarazzanti in discoteca e, ci sarebbero le intercettazioni telefoniche e ambientali che riguardano le frequentazioni e le attività di suo fratello: non esattamente quisquilie, insomma.</p>
<p>Ovviamente, in questi casi l&#8217;augurio è che tutto quello che ha dichiarato dal <strong>Colonnello Antimafia Valerio Giardina</strong> sia frutto di un sopraggiunto delirio (in calabria anche questo paradosso potrebbe risultare possibile), ma non si stupisca il Presidente <strong>se fin dal suicidio della</strong> <strong>dottoressa Orsola Fallara</strong>,  quella delle parcelle milionarie,  dirigente del settore bilancio del Comune di Reggio Calabria da lui amministrato ed additato a modello, <strong>abbiamo visto calare ombre pesanti su Palazzo S. Giorgio.</strong></p>
<p>Dal 24 gennaio di quest’anno, vi è calata anche la Commissione di Accesso antimafia, per <strong>“accertare la sussistenza di eventuali tentativi di infiltrazione della criminalità”.</strong></p>
<p>Come dire? Pare che ad essere impazzito non sia solo l’ex Capo dei Ros ad essere impazzito.</p>
<p>NEWS &#8211; DAL SOLE 24 ORE<br />
La questione è gravissima e sta iniziando ad animare tutti coloro i quali, con la penna e con il cuore, si sono sempre sentiti &#8220;esattori&#8221; di quella giustizia vera che, in fondo, appartiene a tutti coloro i quali vogliono conoscere la verità. Sul Sole 24 Ore gli oppositori di Giuseppe Scopelliti e del centrodestra vengono definiti &#8220;i magnifici 7&#8221;. Sono loro che in una interrogazione parlamentare chiedono l&#8217;Intervento di Mario Monti perché verifichi (accendendo i riflettori) se ad avere ragione è il Colonnello Antimafia Valerio Giardini o, se come ha affermato Gasparri, contro Giuseppe Scopelliti vi sia in atto un meccanismo fortemente diffamatorio e delegittimante.</p>
<p>Evitiamo commenti e vi proponiamo direttamente il collegamento:<a href="http://robertogalullo.blog.ilsole24ore.com/2012/02/i-magnifici-7-del-pd-chiedono-a-monti-di-accendere-i-riflettori-sullo-scontro-scopelliti-giardina.html">http://robertogalullo.blog.ilsole24ore.com/2012/02/i-magnifici-7-del-pd-chiedono-a-monti-di-accendere-i-riflettori-sullo-scontro-scopelliti-giardina.html</a></p>
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		<title>Al Presidente Giuseppe Scopelliti gravissime accuse da Colonnello ROS. I Cittadini: chiarisca!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Feb 2012 19:07:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Carabinieri]]></category>
		<category><![CDATA[Colonnello Giardina]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Scopelliti]]></category>
		<category><![CDATA[Intrallazzi]]></category>
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		<category><![CDATA[ROS]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Presidente della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti, cui tanti calabresi hanno affidato le loro aspettative di cambiamento e di rinnovamento, dopo tante stagioni politicamente torbide ed oscure, è stato accusato di essere parte, se non abbiamo male interpretato, del vertice territoriale della cupola affaristico -massonico- ‘ndranghetistica che ha  governato il comune di Reggio Calabria e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Presidente della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti</strong>, cui tanti calabresi hanno affidato le loro aspettative di cambiamento e di rinnovamento, dopo tante stagioni politicamente torbide ed oscure, è stato accusato di essere parte, se non abbiamo male interpretato, del <strong>vertice territoriale della cupola affaristico -massonico- ‘ndranghetistica</strong> che ha  governato il comune di <strong>Reggio Calabri</strong>a e che, se fosse tutto vero, adesso è ai vertici della Regione Calabria. Accuse gravissime che comprometterebbero il futuro di moltissimi giovani e per questo in molti, oggi, chiedono lumi al Governatore. Tra essi molti cittadini che gli hanno dato fiducia e sostegno elettorale.</p>
<p>Nel mondo della politica tutti sanno che  quando si viene eletti con suffragi straripanti delle due l’una, o sei il salvatore della patria <em>(che in Calabria è perduta e, quindi, non si prova a salvare)</em>, oppure i voti lievitano  attraverso commistioni, contaminazioni e inquinamenti di ogni genere e natura, fino a snaturare del tutto o quasi l&#8217;adempimento del programma elettorale.</p>
<figure id="attachment_3985" aria-describedby="caption-attachment-3985" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/2012/02/al-presidente-giuseppe-scopelliti-gravissime-accuse-da-colonnello-ros-i-cittadini-chiarisca/giuseppe-scopelliti-4/" rel="attachment wp-att-3985"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-3985" title="giuseppe-scopelliti" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giuseppe-scopelliti3.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giuseppe-scopelliti3.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giuseppe-scopelliti3-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giuseppe-scopelliti3-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-3985" class="wp-caption-text">Il Presidente della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti</figcaption></figure>
<p>Le accuse non vengono mosse da un avversario politico, oppure da un pentito di mafia (dunque più o meno strumentali) e neppure da un delirante megalomane. <strong>L&#8217;accusa al Governatore Scopelliti viene da un alto ufficiale dei Carabinieri dei ROS</strong>. Si, proprio dei ROS,  che quelle dichiarazioni ha reso non davanti a un giornalista di gossip, magari dietro remunerazione, ma in un’aula di Tribunale, dietro giuramento di dire <em>“la verità, nient’altro che la verità</em>”.</p>
<p>Dunque è lecito chiedersi: è impazzito questo ufficiale? Perché se siamo giunti a questo livello, lo si accerti e si proceda per le cure del caso, sottraendolo ai suoi delicati incarichi. Intanto, però, fino alla prova del contrario, tocca al Presidente della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti <strong>chiarire i termini di quelle accuse e delle circostanziate situazioni ambientali, mondane e politiche</strong> che le rendono inquietanti e gravi.</p>
<p>Accuse, giusto sottolineare, rese in un’aula del Tribunale di questo nostro sgangherato, ma non ancora distrutto Paese.</p>
<p>Se fossimo esperti di psicologia ci verrebbe da dire che in effetti Scopelliti a queste nostre domande abbia già risposto. Proprio mentre scriviamo e poniamo al Presidente le nostre domande, infatti, un quotidiano regionale in prima pagina,  a tutte colonne, virgoletta: <strong>“Ho rotto un meccanismo”</strong>. Nei pezzi collegati il Governatore e alcuni suoi amici sostengono che egli sia <strong>vittima di un complotto</strong> perché avrebbe disturbato certi ambienti e, appunto, <strong>“rotto certi meccanismi”.</strong></p>
<p>Il presidente Scopelliti, così, più o meno,  argomenta: <em>“se fosse un pentito ad aver reso quelle dichiarazioni non ci avrei fatto caso, potevano essere inattendibili, ma il fatto che sia stato un alto ufficiale dei Carabinieri, mi crea imbarazzo”.</em></p>
<p>E allora chiarisca, l&#8217;On. Scopelliti, in tutta fretta perché la Calabria oggi necessita di uno slancio verso l&#8217;economia e il lavoro che abbia come modello la più gonfia vela piuttosto che una pesante ancora. Si tratta di accuse che iniziano a prendere la consistenza giudiziaria (atteso il luogo in cui esse sono state depositate) qe che richiedono chiarimenti repentini.</p>
<p>Chi l&#8217;accusa insinua cose molto gravi e alla fine tutti saranno interessati a conoscere la verità: è vero o non è vero che ha avuto certi appoggi? E che sarebbe stato quanto meno leggero e fin troppo ingenuo in certe allegre frequentazioni?</p>
<p>E&#8217; vero o non è vero &#8211; come confermato dal Colonello Giardina e da tempo emerso in intercettazioni telefoniche e ambientali che suo fratello Consolato detto Tino sia, addirittura, il terminale di una serie di relazioni e traffici poco chiari con ambienti affaristico criminali della sua città (Reggio Calabria)? Tutti quei voti, ieri a Reggio e oggi in Calabria, sono davvero tanti, forse troppi, per non lasciare qualche dubbio e sospetto.</p>
<p>Perciò, chiarisca presto, Signor Presidente.</p>
<p>Senza gettare cortine fumogene, e lo faccia in prima persona, senza far ulteriormente allungare l’elenco delle solidarietà. Anche perché, i modi e i toni sin qui usati dai vari Galati,  Santelli, Gentile, Gasparri,  Alemanno, Fedele, Filippelli, Nucara e via elencando, davvero non le sono stati di grande aiuto.</p>
<p>Noi e la Calabria, con fiducia attendiamo.</p>
<p>a cura di V. Ermiterra</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Bronzi di Riace: Scappano dal Museo.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jun 2011 15:52:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Bronzi di Riace]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico Rio]]></category>
		<category><![CDATA[Fabio Gallo]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Scopelliti]]></category>
		<category><![CDATA[Il Parlamentare]]></category>
		<category><![CDATA[Peppe Scopelliti]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[spot bronzi di riace]]></category>
		<category><![CDATA[Spot regione calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo in Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[Redazione de ILPARLAMENTARE.IT/ NEWS &#8211; L&#8217; Italia sta cambiando profondamente e questo cambiamento non é solo frutto della lotta tra partiti. Per la prima volta in modo cosí incisivo i cittadini italiani hanno dichiarato il loro pensiero in merito a tutta la politica italiana creando un solco profondo il 57% degli aventi diritto al voto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center;">
<figure id="attachment_9279" aria-describedby="caption-attachment-9279" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/bronzi-riace.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-9279" alt="bronzi di riace" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/bronzi-riace.jpg" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/bronzi-riace.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/bronzi-riace-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/bronzi-riace-457x270.jpg 457w" sizes="auto, (max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-9279" class="wp-caption-text">I Bronzi di Riace &#8211; Immagine tratta dalla Rete</figcaption></figure>
<p>Redazione de ILPARLAMENTARE.IT/</p></div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">NEWS &#8211; L&#8217; Italia sta cambiando profondamente e questo cambiamento non é solo frutto della lotta tra partiti. Per la prima volta in modo cosí incisivo i cittadini italiani hanno dichiarato il loro pensiero in merito a tutta la politica italiana creando un solco profondo il 57% degli aventi diritto al voto nel quale dovrá necessariamente camminare una politica nuova e dalle basi etiche spesse e solide. E&#8217; la lezione civile che i cittadini italiani sono stati capaci di dare alla politica in generale che esonda in cattiva gestione, incapacitá di individuare grandi progetti per il lavoro e tutela del bene comune come la cultura, il turismo, l&#8217;innovazione e l&#8217;economia in generale. Agli industriali del nord che hanno sfilato silenziosi si sono oggi uniti anche i cittadini del sud e quelli del centro per dire che il cambiamento deve essere tale per tutti. A proposito di una polemica recente che ha offerto lo spunto alla nostra testata di parlare liberamente della nostra idea sulla gestione non condivisa dei Bronzi di Riace, simpaticamente, dopo avere annunciato che sarebbero scappati dalla gestione Scopelliti per votare a sinistra, oggi possiamo concludere che hanno votato quattro SI di dura e bronzea ribellione. Una ribellione di cui sono capaci due veri guerrieri come loro, che presto, come vedrete, saranno anche simbolo del rinnovamento della Calabria.</div>
<p style="text-align: justify;">A seguire il precedente articolo sullo Spot discusso in tutta Italia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><strong>I Bronzi di Riace fanno parlare male della Calabria.</strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; assurdo ma è stato possibile grazie ad uno spot a firma <strong>Domenico Rio e Giuseppe Scopelliti</strong> rispettivamente <strong>Direttore generale del Dipartimento Turismo e Governatore della Regione Calabria</strong>. Spot che sembra essere stato curato in ogni dettaglio per evitare il rischio di fare qualcosa di bello e di buon gusto.</p>
<p style="text-align: justify;">Scoppia la polemica e ogni calabrese in diaspora nel mondo si sente offeso.<br />
Una gentil donna di origini calabresi che vive da un ventennio a Milano ha simpaticamente affermato che <em>“<strong>i Bronzi di Riace sono scappati dal Museo ma per andare a votare a sinistra</strong></em>”, riferendosi al governo regionale di centrodestra capitanato da <strong>Giuseppe Scopelliti</strong>, che, a suo parere, sta letteralmente demolendo il Turismo calabrese, indipendentemente dallo spot.</p>
<p style="text-align: justify;">Intanto il <strong>Governatore Giuseppe Scopelliti </strong>si dice divertito e si difende dichiarando (<a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2011/06/08/visualizza_new.html_839520403.html" target="_blank">ANSA</a>) che tutte queste polemiche non fanno altro che divertirlo e alimentare l’interesse per questa campagna pubblicitaria sulla Calabria che ama definire “innovativa”, evidentemente perché i Bronzi di Riace si muovono e parlano. Ma smentire il Governatore Giuseppe Scopelliti è direttamente<strong> You Tube (Google) con i numeri</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lo spot, a oggi, è visto pochissimo. </strong>Quasi per niente.<br />
Intanto a parlare di cattiva gestione dei due capolavori dell’arte è anche <strong>Gian Antonio Stella </strong>che non ha potuto evitare di trattare l’argomento e il suo punto di vista lo proponiamo interamente con un link al <a href="http://www.corriere.it/cronache/11_giugno_08/stella-spot-bronzi-riace_19c76b98-918e-11e0-9b49-77b721022eeb.shtml" target="_blank">Corriere della Sera</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Sembrerebbe che <strong>Giuseppe Scopelliti</strong>, sino ad oggi, abbia dimostrato prima da Sindaco di Reggio Calabria e oggi da Governatore della Regione Calabria, di non essere in possesso dei requisiti per gestire due capolavori, dunque due grandi attrazioni, di così alto livello. <strong>E a dirlo sono i fatti</strong>. La stampa li evidenzia soltanto così come ha fatto il Quotidiano della Calabria che ha cannoneggiato affermando: “e se Argan avesse ragione?”, facendo riferimento alla proposta del Ministro di portare fuori dalla Calabria i Bronzi.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi la Calabria si trova a gestire un’altra patacca, questa volta di “bronzo”, dopo l’ultima infelice  di <strong>Oliviero Toscani </strong>costata anch’essa milioni di euro e nella quale si lasciava dire ai giovani di essere contenti di essere mafiosi. Come se gli utenti avessero il tempo di pensare al doppio senso quando al nome “Calabria” si unisce il nome “mafia”. Dunque, una bufala immensa.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma chi pagherà le conseguenze delle polemiche legate alla cattiva gestione dei Bronzi di Riace? Alla fine, saranno sempre e solo gli Operatori del Turismo della Calabria, diretti interessati. Forse un’attività così importante avrebbe meritato un Bando con evidenza pubblica o, in ogni caso, un concorso preventivo di idee per premiare le migliori. Ciò, almeno, avrebbe garantito il successo di un&#8217;operazione pubblicitaria che significa anche il rilancio della bella Reggio Calabria.</p>
<p style="text-align: justify;">In fine sorge spontaneo l’interrogativo per il quale quasi quasi varrebbe la pena di <strong>chiedere lumi a Domenico Rio</strong>, direttore generale del Dipartimento Turismo della Regione Calabria al quale anticipiamo la domanda che porremo anche al <strong>Governatore Giuseppe Scopelliti</strong>: <strong>ma questi lavori come vengono assegnati ? </strong>(in caso vogliate dire la vostra potrete scrivere a <a href="mailto:redazione@ilparlamentare.it"><span style="color: #0000ff;">redazione@ilparlamentare.it</span></a> e saremo felici di pubblicare anche il vostro punto di vista.</p>
<p style="text-align: justify;">In ogni caso e per evitare di essere tacciati di superficialità abbiamo chiesto un parere sullo spot a <strong>Fabio Gallo</strong> esperto di Intelligenza Connettiva e Gestione della Conoscenza che, tra l’altro è di origini Calabresi e ha un debole per il chilometro più bello d&#8217;Italia (Reggio Calabria, ndr.). E&#8217; lui l’autore della prima colossale opera di dematerializzazione dell’Italia ai fini della promozione del Brand Italia e del Made in Italy in Rete. Dunque, voce certamente autorevole.</p>
<div style="text-align: justify;"><strong><strong> Ha visto lo spot. Cosa dice questo spot ad un Calabrese che vive nella Capitale?</strong></strong></div>
<div style="text-align: justify;">In un ambiente aperto a tutti come la TV e soprattutto come Internet che troppi dicono di conoscere ma non è così, invece, lo spot non raggiunge assolutamente lo scopo, fino a risultare incompleto, di cattivo gusto e, come abbiamo letto, offensivo nei confronti di tutti coloro i quali la Calabria, vivendola anche da lontano, l’hanno idealizzata.</div>
<div style="text-align: justify;">
<div></div>
<div><strong>Avrebbero potuto fare diversamente?</strong></div>
<div>certo! insieme ai Bronzi avrebbero poturo realizzare una diecina di spot dedicati agli atolli di bellezza della Calabria tutta: dai Parchi, ai beni culturali, paesaggistici, ai laghi, ai monti, al mare. E poi mandarli in rotazione. Ma forse l&#8217;intenzione di Scopelliti e di Rio era solo quella di promuovere Reggio Calabria.</div>
</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;"><strong>Cosa l’ha colpita in particolare?</strong><br />
Questo spot spoglia i Bronzi di Riace di tutto il loro charme grazie al quale essi, anche se interamente nudi, riescono ad essere arte. Invece nello spot sono ignorantemente nudi”.</div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Cosa si potrebbe fare per promuovere la Calabria oggi?</strong><br />
Usare l’intelligenza connettiva. Il potere è li. L’economia è li.<br />
Vittorio Sgarbi dice che per uno spot è importante far parlare di se e che se ha guadagnato uno spazio gratuito sul Corriere della sera significa che è riuscito nel suo intento.<br />
Stimo molto Sgarbi ma di comunicazione non ne capisce niente. Prova di ciò è il suo programma televisivo fallito alla sua prima puntata. Non la penso come lui. La Regione Calabria non deve far parlare di se ad ogni costo ma si deve sforzare di comunicare il suo potenziale attrattivo e i suoi servizi turistici, supportando gli operatori in modo intelligente e diretto perché essi possano vendere i posti letto e insieme ad essi i sistemi correlati. E poi, è vero che il Corriere della Sera ne ha parlato, ma ne ha parlato male. Questa non è visibilità ai fini del business. Magari potrebbe considerarsi visibilità per il politico che ha bisogno di stare comunque sulla cresta dell’onda. Uno o una serie di spot belli sarebbero stati una cosa diversa.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Lei cosa avrebbe fatto se avesse avuto a disposizione 2,5 milioni di euro?</strong><br />
Avrei colto l’occasione per dare alla Calabria l’autorevolezza che meritano tutti coloro i quali lavorano e fanno grandi sacrifici in un momento in cui bisognerebbe fare solo cose serie e non giochini. <strong>Sarei andato a casa del Maestro Franco Zeffirelli e gli avrei chiesto di firmare la regia dello spot.</strong> L’immagine della Calabria sarebbe finalmente passata alla storia in 30 secondi per un evento positivo e continuato che, come un uragano, avrebbe spazzato via ogni polemica incantando il mondo di poesia. La Poesia del Cinema italiano di Visconti, Fellini, Zeffirelli. Inutile dire cosa sarebbe accaduto nel mondo e di questa operazione ne avrebbe beneficiato tutto il Made in Italy.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Bene, ha vinto lei. Effettivamente sarebbe stato un traino di alto livello.</strong><br />
A tal proposito le racconto un aneddoto: lo scorso anno accompagnai a casa del Maestro Zeffirelli alcuni membri dell’alta prelatura del Patriarcato di Mosca che desideravano incontrarlo personalmente. Con le mie stesse orecchie ho ascoltato questa frase: “ maestro, per noi è un grande onore potere conoscere l’uomo che quando le mura dell’incomprensione erano alte (muro di Berlino, Comunismo, ndr) è riuscito ad attraversarle con la sua arte. Noi per conoscerla saremmo venuti anche a piedi dalla Russia”. Ecco, questo è il potere dell’Arte. Ora faccia lei il confronto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nonostante tutte le polemiche che dovrebbero in ogni caso incuriosire, invece, in rete questo spot non sembra avere molto successo. Eppure per il Turismo la rete è più importante della televisione e di qualsiasi altro messo. Anche in tal senso, cosa avrebbe suggerito? </strong><br />
Effettivamente la prima cosa che si nota andando in rete è l’esiguo numero di visite. Questo spot è poco cliccato. Di solito, come dice anche Sgarbi, le polemiche servono a far salire l’interesse ma in questo caso, evidentemente, lo spot è il sintomo di una malattia molto più grave di cui è affetta la politica del Turismo della Regione Calabria.<br />
Internet, la rete, è il nuovo mondo dove crescono ogni giorno potere politico, economia e visibilità. Non a caso il sistema turistico mondiale si muove oramai quasi esclusivamente in rete grazie alla quale si pescano futuri clienti.<br />
In rete si può crescere in modo esponenziale con investimenti assai limitati così come si possono ottenere successi senza precedenti a costi zero. Allo stesso tempo si possono spendere milioni di euro senza ottenere un minimo risultato.<br />
Se lo scopo era quello di spendere 2,5 milioni di euro per raggiungere <strong>25 milioni di utenti</strong>, come sembra avere dichiarato il Direttore Generale Domenico Rio, si poteva ottenere tutto questo gratis e con maggiori risultati effettivi sulle prenotazioni alberghiere e sulla vendita dei servizi correlati al turismo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L’esempio è questo:</strong> in rete in queste ore gira uno spot realizzato con un cellulare e ritrae un gattino che dorme tra le zampe di mamma micia. Questo spot in poche ore ha superato i 10 milioni di visite ed è finito anche sulle Agenzie di stampa. Oggi è cliccato in tutto il mondo.<br />
Questo passaparola su cui avrebbe dovuto puntare la Regione Calabria rappresenta una forma di pubblicità attiva perché l’utente deve cliccare per attivare la visione e per questo ne prende coscienza.<br />
Inoltre, in rete, ogni argomento si può correlare ad un altro aumentando in tempo reale il potenziale dell’informazione. Inoltre, ai fini del Business è perfettamente inutile che la pubblicità sia vista da chi non ha interesse a vederla. Sono danari sprecati. Questo è il principale motivo dell’attuale potere di Facebook.<br />
Altro esempio che chiunque potrà verificare, giusto per rimanere in tema Calabria, è il video musicale posizionato su You Tube di Alex Gaudino che al nome “destination Calabria” che ha letteralmente sbancato.<br />
Ogni video di Alex Gaudino conta 11/12 milioni di preferenze superando i <strong>quaranta milioni di click complessivi.</strong><br />
Ora, il bello è che se andiamo su You Tube e clicchiamo “calabria” saremo sorpresi del fatto che non appare lo spot dei Bronzi. Ciò significa che ad oggi nessuno ha neppure pensato di correlarlo al nome Calabria. Spero di essere stato utile.”</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>E se tutto ricominciasse dalla Calabria di Gratteri e Talarico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Feb 2011 01:48:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[Consiglio Regionale della Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Talarico]]></category>
		<category><![CDATA[Il Parlamentare]]></category>
		<category><![CDATA[Peppe Scopelliti]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[Ci sono uomini e donne che ad un certo punto del loro percorso esistenziale smettono di essere persone per diventare simboli. Per uno strano gioco della vita e del destino ad essi è concessa l’opportunità di accelerare il metabolismo delle cose. E’ un dato antropologico: ad un certo punto accade qualcosa. E le cose cambiano. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-1269" href="https://ilparlamentare.it/2011/02/07/e-se-tutto-ricominciasse-dalla-calabria-di-gratteri-e-talarico/gratteri-talarico/"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-1269 aligncenter" title="Nicola Gratteri - Francesco Talarico" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/gratteri-talarico.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/gratteri-talarico.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/gratteri-talarico-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/gratteri-talarico-250x140.jpg 250w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/gratteri-talarico-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Ci sono uomini e donne che ad un certo punto del loro percorso esistenziale smettono di essere persone per <strong>diventare simboli</strong>. Per uno strano gioco della vita e del destino ad essi è concessa l’opportunità di accelerare il metabolismo delle cose. <strong>E’ un dato antropologico: ad un certo punto accade qualcosa. E le cose cambiano.<br />
</strong>Noi ci siamo interrogati per comprendere cosa accadrà e che volto avrà la nostra società civile dopo questo inevitabile momento di trasformazione della politica italiana.<br />
Allo stesso tempo, però, ci chiediamo se e quali uomini e donne potranno essere i simboli di una rivoluzione che trova già il suo spazio in ognuno di noi.<br />
Per comprenderlo abbiamo scelto quale punto di osservazione la Calabria.<br />
Mentre <strong>tutta l’Italia sta dando i segni di un cedimento visibile</strong>, che non risparmia partiti e istituzioni di ogni ordine e grado, <strong>in Calabria, invece, la luce si sta facendo spazio nel buio</strong> di un fare politica che girava su se stesso finendo per offendere la società civile, onesta e lavoratrice alla quale molto si è tolto.<br />
Ciò significa che “tutto” sta cambiando? No. Significa che <strong>qualcosa sta cambiando, di certo.</strong> Ma è un elemento di forte novità, non casuale, che ciò accada con forza, in dicotomia con il resto delle cose. E che accada in Calabria.<br />
Mentre sino ad oggi sembrava che l’attività dell’Amministrazione politica calabrese si fondasse solo su nomi, nomi e ancora nomi, oggi, invece, per la prima volta, in Calabria si parla del lavoro, delle opere concrete che alcuni uomini stanno portando avanti e che, insieme al loro fine istituzionale, sono testimonianza di un possibile cambiamento, anzi, di una silenziosa rivoluzione positiva in atto.<br />
<strong>Ma cos’è una rivoluzione oggi in Italia?  <br />
</strong>Come potrebbe essere la rivoluzione degli italiani stanchi di essere rappresentati da una classe politica che vive solo in televisione e che ogni giorno, ormai, dice tutto e il contrario di tutto?<br />
Quale la rivoluzione dei cittadini onesti rispetto ad <strong>un “parco politici” testimone imbarazzato in TV ormai solo della propria inefficienza e incapacità?<br />
</strong>Come potrebbe manifestarsi la rivoluzione rispetto alle gravi crisi sociali e politiche già in atto per le strade di numerosi Paesi del mondo?<br />
<strong>Con la forza dei fatti, del lavoro.<br />
</strong>Questa sarebbe una vera rivoluzione. L’unica.<br />
Dare a chi merita, a chi ha studiato, a chi ricerca per il bene comune, a chi cura con dignità gli ammalati, a chi assiste gli ultimi, a chi amministra con coraggio il bene pubblico, a chi può dare un contributo di cultura, intelligenza, intraprendenza e spirito positivo, perché un Paese, una nuova Democrazia, la si crea.<br />
<strong>La Calabria onesta oggi si chiama “Nicola Gratteri”,</strong> nella vita pubblica <strong>magistrato Antimafia di Reggio Calabria</strong> e nella vita simbolica colui che facendo dà voce ai fatti, simbolo di quella parte di Magistratura italiana onesta e coraggiosa cui tutti i giovani Magistrati dovrebbero guardare.<br />
<strong>Nicola Gratteri</strong> <strong>è il calabrese moderno</strong> che interpreta se stesso ma appartiene già alla classe dei <strong>“simboli”.</strong> E’ il simbolo della Giustizia italiana; di quella Giustizia che non esiste se in essa non vivono uomini come lui. Per i cittadini italiani Nicola Gratteri è così tanto simbolo della Giustizia che <strong>quando si parla di Giuistizia e si deve dire tutto in una parola, si dice “Nicola Gratteri.<br />
</strong>Parallelamente,  quando si parla di politica e gli italiani provano sconforto significa che mancano simboli dell’autentica politica. Platone diceva che il maggiore onore che potesse toccare ad un uomo fosse quello di amministrare la cosa pubblica.    <br />
<strong>Oggi in Calabria accade qualcosa di davvero inaspettato e accade proprio nel mondo della politica.</strong><br />
Ci si trova accanto ad un uomo, <strong>un simbolo</strong>, il<strong> Presidente del Consiglio Regionale</strong> che sta tenendo ferma la mano sulla sua coscienza.<br />
Si tratta di <strong>Francesco Talarico</strong> che, pur avendo le carte per innescare questa rivoluzione, corre il rischio di non trovare le tante energie necessarie per un autentico rilancio moderno e competitivo della politica di cui può essere bandiera.<br />
Questo cambiamento promosso da <strong>Francesco Talarico</strong> <strong>ha potenzialmente il sostegno della sana società civile calabrese</strong>.<br />
Si vive, quindi, in un momento topico in cui la Calabria non si può permettere di trascurare ogni sinergia atta a risvegliare, dopo averle minuziosamente individuate, tutte le intelligenze che ha a disposizione e che investirebbero sul territorio. <strong>Il successo politico sarebbe inarrestabile. Senza precedenti.<br />
</strong>Come si costruisce un cambiamento che possa contaminare l’intero Paese e trovare consenso in un ambito politico ancora più vasto?<br />
Un esempio lo fu <strong>Solidarność </strong>cui guardiamo solo per questioni strategiche. Più fattori furono alla base del suo successo che, motivato da un genuino e popolare sentimento cattolico, riscosse una schiacciante vittoria.<br />
Ma il vero segreto fu l’avere saputo risvegliare i sentimenti e le capacità dell’intero mondo culturale e dell’intellighenzia che non lasciò da solo il politico che si fece <strong>interprete e simbolo del cambiamento.<br />
</strong>Tutto ciò ci fa pensare che se <strong>un uomo della valenza di Francesco Talarico</strong> riuscirà a trovare prima e motivare poi le giuste risorse umane da troppo tempo ormai senza voce, queste si aggrapperanno a lui identificandolo come il <strong>“simbolo” di un concreto e valido cambiamento.  </strong>Il nostro Redattore, pochi giorni fa ha incontrato Francesco Talarico e di seguito riportiamo l’esperienza condivisa.<br />
E’ presuntuoso e inutilmente demagogico riferire a quanti ci leggono che la Calabria si avvicina ad un destino diverso da quello che la logica e le statistiche giustamente le assegnano. Per questo motivo noi oggi intendiamo agire con etica prudenza, ma non astenendoci dal raccontare la realtà, quella percepita dagli occhi e dalle orecchie. Tentiamo, inoltre, di giudicare lasciando il nero passato alle nostre spalle e prendendo le distanze da ogni pre-giudizio, esercizio, questo, assai diffuso in Italia. In tal senso e per la prima volta in assoluto su questa prestigiosa testata sentiamo il dovere di comunicare agli stanchi cittadini ciò che noi tiepidamente oggi avvertiamo, sulla base di fatti, lo ribadiamo, non di parole parole parole.<br />
Il <strong>Presidente del Consiglio Regionale, l’On. Francesco Talarico</strong>, anche a nome e per conto, di certo, di <strong>Peppe Scopelliti,</strong> pochi giorni fa ci ha riferito di politica “altra”, proferendo accorate parole e lanciando inequivocabili quanto autentici messaggi in assoluta antitesi con i rappresentanti locali della politica degli ultimi lustri. Era assolutamente genuina, poi, la sofferenza che emanavano il suo corpo e la sua mente mentre andava dicendo:</p>
<p style="text-align: left;"> </p>
<p style="text-align: left;">” <em>Sino ad ora non è stato fatto granché per osteggiare l’abbandono della nostra Terra delle risorse migliori, dei nostri giovani mortificati nelle loro aspirazioni, delle famiglie divenute indigenti, dei malati e di tanti che, capaci ed onesti, non hanno mai trovato qui facile collocazione.<br />
</em><em>Che orribile peccato signori!</em>”<br />
E ancora:<br />
“<em>La politica deve ritornare ad essere al servizio della gente, deve sapere ascoltare, anche se</em>” &#8211; ha aggiunto Talarico &#8211; “<em>l’operazione è assai ardua perché osteggiata da un popolo che, vivendo ai margini o dentro la disperazione, pur comprendendolo, agisce di fatto un’opposizione culturale ad ogni cosa, che sia bella o brutta, riempito com’è d’amarezza e accidia. Siamo fiduciosi, comunque, perché il mancato progresso di questa regione ha paradossalmente salvaguardato gran parte della sua originaria bellezza, quella stessa bellezza che intendiamo con forza comunicare a tutto il mondo, invertendo l’assioma che calabrese vuol dire brutto e cattivo</em>”.</p>
<p style="text-align: left;">De Gasperi, raffinato politico e servitore dello Stato, soleva spesso far destare l’attenzione sulla differenza, da noi completamente condivisa, che esiste fra il politico e lo statista: il primo ha la sola preoccupazione di finalizzare la sua azione all’ottenimento del consenso, il secondo pensa alle future generazioni.<br />
<strong>Calabria</strong>, inoltre, deriva dal greco <strong>Kalon-brion</strong>, cioè <strong>“faccio sorgere il sole”.</strong></p>
<p style="text-align: left;">Illustre Presidente c’è una Calabria forte, motivata e intelligente che, diversamente da quella bigotta e inciuciona, è disponibile a conquistare insieme a Lei la storica pagina del cambiamento. La sua abilità politica sarà certamente in grado di far sue queste energie.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Note Biografiche</strong></p>
<p style="text-align: left;">Francesco Talarico è il Presidente del Consiglio regionale e membro del Comitato di coordinamento della Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni italiane. E’ alla III legislatura, eletto nella circoscrizione di Catanzaro per l’Udc con 8.473 preferenze. Nella VII legislatura ha rivestito la carica di Presidente della II Commissione consiliare “Bilancio, programmazione economica ed attività produttive”, mentre nella scorsa è stato vicepresidente della stessa commissione. Nato a Nicastro, ora Lamezia Terme, l’11 gennaio 1967, è laureato in Economia e Commercio ed esercita la professione di dottore commercialista. Sposato, ha due figli. Consigliere comunale dal 1997 al 2000 a Lamezia Terme, dal 2008 al 2010 è stato consigliere provinciale di Catanzaro. Dal 1997 è stato alla guida del suo partito a livello provinciale catanzarese, prima da segretario del Ccd e in seguito dell’Udc, di cui è stato tra i fondatori. E’ segretario regionale dell’Udc, eletto al congresso del 2005 e riconfermato nel 2008. Giovanissimo, ha cominciato il suo impegno politico nel Movimento giovanile della Democrazia Cristiana. Appassionato di calcio, di letteratura e cinema.</p>
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