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	<title>Pensioni &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Coronavirus, Poste cambia calendario, anticipo per 850mila pensionati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2020 22:20:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
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					<description><![CDATA[a cura della Redazione/ Sono 850mila i pensionati che potranno beneficiare dell&#8217;anticipo e dello scaglionamento su più giorni del pagamento delle pensioni per i mesi di aprile, maggio e giugno. Si tratta nello specifico di tutti quelli che riscuotono la pensione direttamente in contanti presso le poste e di quelli che hanno il libretto ma [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/posteitaliane.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14566" alt="Emergenza Coronavirus a Roma" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/posteitaliane.jpg" width="700" height="467" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/posteitaliane.jpg 700w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/posteitaliane-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/posteitaliane-404x270.jpg 404w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>a cura della Redazione/</p>
<p style="text-align: justify;">Sono 850mila i pensionati che potranno beneficiare dell&#8217;anticipo e dello scaglionamento su più giorni del pagamento delle pensioni per i mesi di aprile, maggio e giugno. Si tratta nello specifico di tutti quelli che riscuotono la pensione direttamente in contanti presso le poste e di quelli che hanno il libretto ma non il postamat&#8221;. Lo fa sapere lo Spi-Cgil, che parla di misura &#8220;positiva perché punta ad evitare assembramenti, in particolare di persone che più di altre corrono gravi e pesanti rischi se contagiati dal virus&#8221; ma chiede la messa in onda di spot televisivi.</p>
<p><strong>Pensioni dal 26 marzo, anche da 7mila Postamat</strong>  &#8211; Poste adotta &#8220;nuove modalità di pagamento delle pensioni&#8221;, con un &#8220;carattere precauzionale&#8221;, &#8220;introdotte con l&#8217;obiettivo prioritario di garantire la tutela della salute dei lavoratori e dei clienti&#8221;. Le pensioni del mese di aprile, spiega l&#8217;azienda, verranno accreditate il 26 marzo per i titolari di un libretto di risparmio, di un conto BancoPosta o di una Postepay Evolution. I titolari di carta Postamat, Carta Libretto o di Postepay Evolution potranno prelevare i contanti da oltre 7.000 Atm Postamat, senza bisogno di recarsi allo sportello. Chi invece non può evitare di ritirare la pensione in contanti, nell&#8217;ufficio Postale, &#8220;dovrà presentarsi agli sportelli rispettando la turnazione alfabetica prevista dal calendario seguente: i cognomi dalla A alla B giovedì 26 marzo; dalla C alla D venerdì 27 marzo; dalla E alla K la mattina di sabato 28 marzo; dalla L alla O lunedì 30 marzo; dalla P alla R martedì 31 marzo; dalla S alla Z mercoledì 1 aprile&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte Ansa</p>
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		<title>Di Maio: reddito in deficit e pace fiscale minima</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Sep 2018 12:34:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[Pensioni e reddito di cittadinanza, &#8220;esclusi gli stranieri, facendo deficit&#8221;, e pace fiscale per le &#8220;persone in difficoltà. Il condono fino a un milione di euro per noi è inaccettabile. I furbi non vanno premiati, e infatti a fine settembre nel decreto fiscale verrà previsto il carcere per chi evade&#8221;. Lo afferma il vicepremier Luigi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_13696" aria-describedby="caption-attachment-13696" style="width: 700px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/luigidimaio2.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-13696" alt="Il Vicepremier Luigi Di Maio" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/luigidimaio2.jpg" width="700" height="467" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/luigidimaio2.jpg 700w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/luigidimaio2-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/luigidimaio2-404x270.jpg 404w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13696" class="wp-caption-text">Il Vicepremier Luigi Di Maio</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;"><strong>Pensioni e reddito di cittadinanza,</strong> &#8220;esclusi gli stranieri, facendo deficit&#8221;, e pace fiscale per le &#8220;persone in difficoltà. Il condono fino a un milione di euro per noi è inaccettabile. I furbi non vanno premiati, e infatti a fine settembre nel decreto fiscale verrà previsto il carcere per chi evade&#8221;. Lo afferma il <strong>vicepremier Luigi Di Maio</strong> in un&#8217;intervista in apertura del Fatto Quotidiano. Di Maio ribadisce la fiducia al ministro Tria, ma &#8211; dice &#8211; &#8220;nelle viscere dello Stato ci sono dirigenti che ci remano contro&#8221;.</p>
<p>Fonte ANSA</p>
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		<title>Conte, manovra nel segno di crescita e stabilità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Sep 2018 16:07:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[crescita e stabilità]]></category>
		<category><![CDATA[flat tax]]></category>
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					<description><![CDATA[A Palazzo Chigi vertice di maggioranza tra il premier Giuseppe Conte e i suoi due vice Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Tra i temi al centro della riunione, le priorità della manovra economica. Presenti anche il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, quello dell&#8217;Economia, Giovanni Tria, e quello degli Affari Europei, Paolo Savona. Conte, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_13643" aria-describedby="caption-attachment-13643" style="width: 700px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/premierconte.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-13643" alt="I Vicepremier Luigi Di Maio (Sx) e Matteo Salvini (Dx) con il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte (C) in una foto di archivio. © Copyright ANSA" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/premierconte.jpg" width="700" height="467" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/premierconte.jpg 700w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/premierconte-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/premierconte-404x270.jpg 404w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13643" class="wp-caption-text">I Vicepremier Luigi Di Maio (Sx) e Matteo Salvini (Dx) con il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte (C) in una foto di archivio. © Copyright ANSA</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">A <strong>Palazzo Chigi</strong> vertice di maggioranza tra il <strong>premier Giuseppe Conte</strong> e i suoi due <strong>vice Matteo Salvini e Luigi Di Maio</strong>. Tra i temi al centro della riunione, le priorità della manovra economica. Presenti anche il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, quello dell&#8217;Economia, Giovanni Tria, e quello degli Affari Europei, Paolo Savona.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Conte, manovra nel segno di crescita e stabilità</strong> &#8211; &#8220;Nell&#8217;incontro di questa mattina abbiamo continuato a lavorare alla manovra economica e ci aggiorneremo anche domani. Stiamo approfondendo tutti i dettagli per varare un piano finanziario che tenga i conti in ordine e che consenta al Paese di perseguire un pieno rilancio sul piano economico-sociale: la nostra sarà una manovra nel segno della crescita nella stabilità&#8221;. Lo afferma il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in una dichiarazione.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Stiamo lavorando alle riforme strutturali a favore della competitività del sistema-paese che saranno parte qualificante del Piano nazionale Riforme e, quindi, parte integrante della manovra economica&#8221;, afferma il premier in una nota diffusa al termine del vertice.</p>
<p><strong></strong></p>
<figure id="attachment_13644" aria-describedby="caption-attachment-13644" style="width: 700px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/luigidimaio3.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-13644" alt="Il vicepremier e Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/luigidimaio3.jpg" width="700" height="467" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/luigidimaio3.jpg 700w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/luigidimaio3-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/luigidimaio3-404x270.jpg 404w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13644" class="wp-caption-text">Il vicepremier e Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;"><strong>Di Maio, manovra rassicurerà mercati e famiglia</strong> &#8211; &#8220;La prossima manovra manterrà i conti in ordine ma sarà coraggiosa: rassicurerà i mercati, ma anche le famiglie che hanno bisogno, i cui figli non trovano lavoro&#8221;. Lo ha detto il vicepremier Luigi Di Maio, al termine del vertice di maggioranza sui conti pubblici.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Non c&#8217;è contrapposizione con il ministro Tria, c&#8217;è lavoro di squadra&#8221;, Così il vicepremier Luigi Di Maio risponde ai cronisti che gli chiedono se la manovra manterrà il tetto del 2%. &#8220;Faremo una manovra che ridarà il sorriso agli italiani e che manterrà i conti in ordine&#8221;.</p>
<figure id="attachment_13645" aria-describedby="caption-attachment-13645" style="width: 700px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteosalvini11.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-13645" alt="Il Vice premier e Ministro all'Interno Matteo Salvini su Manovra economica applicheremo a economia modello Aquarius. © Copyright ANSA" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteosalvini11.jpg" width="700" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteosalvini11.jpg 700w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteosalvini11-300x199.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteosalvini11-405x270.jpg 405w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13645" class="wp-caption-text">Il Vice premier e Ministro all&#8217;Interno Matteo Salvini su Manovra economica applicheremo a economia modello Aquarius.<br />© Copyright ANSA</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;"><strong>Salvini:</strong> &#8220;<strong>Vogliamo rispettare gli impegni presi</strong> con gli italiani restando nei vincoli imposti dagli altri. Se per mettere in sicurezza l&#8217;Italia dovessimo spendere un miliardo in più, lo spenderemmo. Cercheremo di fare tutto, rispettando quello che ci è chiesto da altri, sebbene non sia rispettato da altri paesi&#8221;, ha detto in mattinata il ministro dell&#8217; Interno, Salvini, a Radio Anch&#8217;io.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il reddito di cittadinanza sarà nella manovra</strong>, spiega il vicepremier, il quale fa anche sapere &#8211; in merito alla sentenza attesa sui fondi del partito &#8211; che il nome della Lega non sarà cambiato. Quanto al daspo ai corrotti, Salvini mette però in guardia da processi sommari, pur sottolineando che la lotta alla corruzione e alle mafie è una priorità. Intervistato dal Sole24Ore, il vicepremier ribadisce che l&#8217;Italia intende presentarsi ai mercati e all&#8217;Europa con una legge di bilancio seria e nel rispetto di tutti i vincoli Ue.<strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sulle pensioni, &#8216;quota 100 da subito per tutti, non solo per equità ma per creare lavoro&#8217;.</strong> Si lavora all&#8217;ipotesi del taglio del cuneo, così come sulla necessità di scongiurare l&#8217;aumento dell&#8217;Iva. &#8216;Il lavoro non si crea per legge, ma aiutando chi lo produce&#8217;, dice Salvini. E via libera al Tap, perché &#8216;i benefici sono superiori ai costi&#8217;.</p>
<p style="text-align: justify;">Sul <strong>daspo a vita per corrotti</strong>, previsto dal ddl anticorruzione, &#8220;stiamo leggendo e rileggendo il testo: la lotta senza quartiere alla corruzione è una priorità, come quella alle mafie, e contro le mafie nel pacchetto sicurezza a cui sto lavorando ci sarà una stretta. Ma bisogna stare attenti a garantire che fino al terzo grado di giudizio si è innocenti, processi sommari non sono da paese civile. Ma chi corrompe deve pagare&#8221;. Così il ministro dell&#8217;Interno, Matteo Salvini, a Radio Anch&#8217;io.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Boccia, aperture di Salvini fanno ben sperare</strong> &#8211; &#8220;Le dichiarazioni di apertura di Salvini fanno ben sperare al nostro mondo. Oggi mi ha cambiato l&#8217;agenda&#8221;. L&#8217;ha detto il leader degli industriali, Vincenzo Boccia, arrivando all&#8217;Assemblea generale di Confindustria a Bologna. &#8220;Mi sembra che le dichiarazioni del vicepremier Salvini vadano verso una dimensione di grande responsabilità&#8221;, ha detto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Di Maio, tratteremo con Ue investimenti in deficit</strong> &#8211; &#8220;Stiamo decidendo come spendere i soldi che abbiamo e quanto utilizzare di investimenti in deficit per soddisfare quello che abbiamo garantito nel nostro Contratto di governo&#8221; Così il vice premier Luigi di Maio intervistato da Radio Radicale che sul tetto del deficit al 3% dice:&#8221;Vedremo in base alle esigenze&#8221;. &#8220;Taglieremo tutto quello che non serve nei ministeri e nella spesa improduttiva &#8211; ha aggiunto &#8211; Poi tutto quello che ci serve in più dovrà essere oggetto contrattazione con Ue. Inizia una fase in cui l&#8217;Italia a quei tavoli chiede di raggiungere degli obiettivi&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La &#8220;flat tax&#8221; è &#8220;argomento da Contratto di governo&#8221; ma &#8220;deve aiutare i più deboli e se favorisce i ricchi non va bene&#8221;.</strong> Così il vice premier Luigi Di Maio a Radio Radicale sulla prossima manovra. Per M5s &#8211; ha spiegato &#8211; &#8220;non si può prescindere da reddito di cittadinanza e superamento della legge Fornero e anche sulla realizzazione di infrastrutture, penso al sud dove sono quasi inesistenti&#8221;. Sulle pensioni, poi, &#8220;quota 100 e in alternativa quota 41 (anni di contributi) è una delle nostre priorità perchè crea nuovo lavoro mandando persone in pensione&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per l&#8217;Ilva &#8220;queste sono ore delicatissime&#8221;. </strong>E&#8217; quanto afferma il vice premier Luigi Di Maio intervistato da Radio Radicale che si dice ottimista sul tavolo che si riunisce al ministero dello Sviluppo, &#8220;un tavolo che può dare buono risultati. Io credo che ci siano i presupposti&#8221; Di Maio ha ribadito che la gara presenta profili di illegittimità ma che può essere annullata solo se viene a mancare l&#8217;interesse pubblico, &#8221;una supercazzola&#8221;: così &#8220;se il tavolo raggiunge risultati su ambiente e lavoro, la gara non può essere revocata per legge&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">
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<p style="text-align: justify;">
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		<title>Poletti isolato sul lavoro: comanda Palazzo Chigi. Vietato licenziare i giovani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Aug 2017 15:34:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sembrava un vezzo del governo Renzi. Mettere da parte i ministeri e accentrare tutto alla presidenza del Consiglio. Invece il metodo rottama-dicasteri prosegue anche nel pacatissimo e collegiale governo di Paolo Gentiloni. Caso di scuola, quello di Giuliano Poletti. Ieri era al Meeting di Rimini per parlare di un piano Marshall a favore dei giovani. Ma il ministero che guida ormai da tre anni non ha [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_12598" aria-describedby="caption-attachment-12598" style="width: 1050px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ministro-poletti.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-12598" alt="Ministro Giuliano Poletti" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ministro-poletti.jpg" width="1050" height="590" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ministro-poletti.jpg 1050w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ministro-poletti-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ministro-poletti-480x270.jpg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ministro-poletti-1024x575.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1050px) 100vw, 1050px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12598" class="wp-caption-text">Ministro Giuliano Poletti</figcaption></figure>
<p>Sembrava un vezzo del <strong>governo Renzi</strong>. Mettere da parte i <strong>ministeri</strong> e accentrare tutto alla <strong>presidenza del Consiglio.</strong> Invece il metodo rottama-dicasteri prosegue anche nel pacatissimo e collegiale governo di Paolo Gentiloni. Caso di scuola, quello di Giuliano Poletti. Ieri era al <strong>Meeting di Rimini</strong> per parlare di un <strong>piano Marshall</strong> a favore dei giovani. Ma il ministero che guida ormai da tre anni non ha un ruolo centrale sui dossier più importanti.</p>
<p>Tra una settimana lo stesso ministro incontrerà i sindacati per parlare di pensioni. Piatto forte della trattativa, l&#8217;aumento automatico dell&#8217;età pensionabile e quindi il decreto che dovrebbe essere approvato a ottobre e dovrebbe portarla a 67 anni dal 2019. Poletti continua a sostenere che tutto dipende dall&#8217;Istat e quindi dall&#8217;aggiornamento dell&#8217;indice sulle aspettative di vita. Il ministero dell&#8217;Economia unico vero contraltare di Palazzo Chigi su questi temi invece assicura che lo scatto ci sarà, Istat o no.</p>
<p>Via Flavia ha poca voce in capitolo anche sulle misure di spesa. C&#8217;è ad esempio un piano per allargare l&#8217;Ape social alle lavoratrici. In questo caso il pallino della proposta (ancora sospesa) è <strong>Marco Leonardi</strong>, consigliere di Palazzo Chigi. Nei suoi cassetti, anche il dossier chiave della prossima legge di Stabilità, cioè la decontribuzione per i nuovi assunti. Provvedimento bandiera del premier Gentiloni e del ministro, ma che vede Poletti defilato.</p>
<p style="text-align: justify;">Martedì sono uscite delle stime sui giovani che potrebbero trovare lavoro con la decontribuzione. Trecentomila. Il ministro ieri ha detto che si tratta di una cifra «ragionevole». Come dire, la stima non viene dal mio dicastero, ma mi allineo. La fonte è Palazzo Chigi.</p>
<p style="text-align: justify;">Difficile che al ministro sia sfuggito quanto questa stima sia spericolata. «Impossibile avere occupazione aggiuntiva se la crescita non è stabilmente sopra il 2%», spiega <strong>Renato Brunetta</strong>, economista e capogruppo di Forza Italia alla Camera. Quella calcolata dal governo «al massimo è sostitutiva». Possibile che gli sconti si trasformino in incentivi a licenziare 50enni per sostituirli con lavoratori più giovani con i contratti meno tutelati del Jobs act.</p>
<p style="text-align: justify;">Nei giorni scorsi sono emersi altri dettagli della legge. Ad esempio il limite di età a 29 anni dei giovani che potranno essere assunti con lo sconto sui contributi e la clausola anti licenziamenti. Per evitare che i datori incassino lo sconto e poi si liberino del neo assunto. Ieri Poletti ha confermato entrambe. «Certamente. Dobbiamo assolutamente evitare comportamenti furbeschi». Poi, sul limite di età. «Dobbiamo ancora decidere. Dobbiamo vedere perché abbiamo una regolamentazione europea da rispettare per evitare discriminazioni». Le decisioni, insomma, sembrano passare sopra la testa del ministro e prese direttamente nella sede del Presidente del Consiglio. Da consulenti fidati del premier. Oppure ironizzavano ieri esponenti del sindacato «da presenze renziane che ancora stazionano a Palazzo Chigi».</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte Il Giornale.it</p>
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		<title>ll Papa alla Cisl: stolto e miope far lavorare gli anziani, lavoro per i giovani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[eleonora]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jun 2017 20:42:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Papa Francesco ha ricevuto in Vaticano i delegati della Cisl, che da sabato 24 sono riuniti a congresso, guidati dal segretario generale Anna Maria Furlan. Il Papa mette l’accento sulla centralità del lavoro. Francesco afferma che “è una società stolta e miope quella che costringe gli anziani a lavorare troppo a lungo e obbliga una intera generazione di giovani a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_12410" aria-describedby="caption-attachment-12410" style="width: 1000px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/papafrancesco-cisl-vaticano.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-12410" alt="papafrancesco-cisl-vaticano" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/papafrancesco-cisl-vaticano.jpg" width="1000" height="563" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/papafrancesco-cisl-vaticano.jpg 1000w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/papafrancesco-cisl-vaticano-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/papafrancesco-cisl-vaticano-480x270.jpg 480w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12410" class="wp-caption-text">Papa Francesco</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;"><strong>Papa Francesco</strong> ha ricevuto in Vaticano i delegati della <strong>Cisl</strong>, che da sabato 24 sono riuniti a congresso, guidati dal segretario generale <strong>Anna Maria Furlan</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Papa mette l’accento sulla <strong>centralità del lavoro</strong>. Francesco afferma che “<em>è una società stolta e miope quella che costringe gli anziani a lavorare troppo a lungo e obbliga una intera generazione di giovani a non lavorare quando dovrebbero farlo per loro e per tutti</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Ne fanno le spese i giovani, circa il 40% di loro non ha un lavoro: “<em>Quando i giovani sono fuori dal mondo del lavoro, alle imprese mancano energia, entusiasmo, innovazione, gioia di vivere, che sono preziosi beni comuni che rendono migliore la vita economica e la pubblica felicità</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Poi una critica alle pensioni d’oro: “<em>E quando non sempre e non a tutti è riconosciuto il diritto a una giusta pensione – giusta perché né troppo povera né troppo ricca: le “pensioni d’oro” sono un’offesa al lavoro non meno grave delle pensioni troppo povere, perché fanno sì che le diseguaglianze del tempo del lavoro diventino perenni</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il mondo del lavoro è in rapida trasformazione, ecco perché bisogna rivedere gli schemi: “<em>È allora urgente un nuovo patto sociale per il lavoro, che riduca le ore di lavoro di chi è nell’ultima stagione lavorativa, per creare lavoro per i giovani che hanno il diritto-dovere di lavorare. Il dono del lavoro è il primo dono dei padri e delle madri ai figli e alle figlie, è il primo patrimonio di una società. È la prima dote con cui li aiutiamo a spiccare il loro volo libero della vita adulta”</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Francesco, poi, di fronte alla Cisl, mette in guardia dalle <strong>malattie che possono colpire il sindacato</strong>: “<em>Nelle nostre società capitalistiche avanzate il sindacato rischia di smarrire questa sua natura profetica, e diventare troppo simile alle istituzioni e ai poteri che invece dovrebbe criticare. Il sindacato col passare del tempo ha finito per somigliare troppo alla politica, o meglio, ai partiti politici, al loro linguaggio, al loro stile. E invece, se manca questa tipica e diversa dimensione, anche l’azione dentro le imprese perde forza ed efficacia</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">E questo perché <strong>l’economia</strong> deve essere sempre e <strong>solo al servizio dell’uomo</strong>: “<em>Diciamo economia sociale di mercato, come ci ha insegnato San Giovanni Paolo II: economia sociale di mercato. L’economia ha dimenticato la natura sociale che ha come vocazione, la natura sociale dell’impresa, della vita, dei legami e dei patti</em>”.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte News.va a cura di Alessandro Guarasci</p>
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		<title>Se potessi avere 1000 Euro all&#8217;anno. Matteo Renzi lo promette a 10 milioni di persone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Mar 2014 22:20:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Matteo Renzi ha debuttato a Porta a Porta di Bruno Vespa con un grande promessa che di certo gli consentirà di portare da parte sua qualche battuta del tipo: &#8220;bhe.., almeno qualcosa lui l&#8217;ha fatta!. E così promette mille euro in più all&#8217;anno nella busta paga per un milione di cittadini italiani. &#8220;Da anni i [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure style="width: 702px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" alt="matteo-renzi" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi.jpg" width="702" height="412" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Matteo Renzi: mille Euro in più all&#8217;anno per 10 milioni di persone</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;"><strong>Matteo Renzi</strong> ha debuttato a <strong>Porta a Porta di Bruno Vespa</strong> con un grande promessa che di certo gli consentirà di portare da parte sua qualche battuta del tipo: &#8220;bhe.., almeno qualcosa lui l&#8217;ha fatta!. E così promette mille euro in più all&#8217;anno nella busta paga per un milione di cittadini italiani.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Da anni i cittadini hanno visto le bollette crescere &#8211; afferma il <strong>Premier Matteo Renzi</strong> &#8211;  e le tariffe aumentare ma gli stipendi erano bloccati. Ora per la prima volta il governo invece di aumentare le indennità dei consiglieri regionali li restituisce alle persone, alla vita reale&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma lo cosa sembra essere certa perché Matteo Renzi afferma &#8220;Se il 27 maggio i soldi non arrivano vuol dire che Renzi è un buffone&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>IL TAGLIO AL CUNEO FISCALE DAL PRIMO MAGGIO</strong><br />
E Renzi torna a parlare del taglio del cuneo fiscale annunciato a partire dal primo maggio. &#8220;A chi guadagna meno di 1500 euro al mese come lavoratore dipendente o assimilato, quindi anche i co.co.pro., diamo 10 miliardi l&#8217;anno. Sono dieci milioni di italiani a cui vanno mille euro netti l&#8217;anno&#8221;.<br />
&#8220;Prenderemo 500 milioni di euro dagli stipendi dei manager. Se sei un dirigente della pubblica amministrazione è giusto che guadagni più del presidente della Repubblica? No e ci sono molti dirigenti che guadagnano di più e la media tra dirigenti italiani e quelli inglesi e tedeschi è sproporzionata&#8221;. &#8220;I dirigenti pubblici per definizione non possono essere a tempo indeterminato. Chi ha vinto un concorso e ha diritti acquisiti, bene. Ma per il futuro sarebbe bene che il dipendente pubblico rimanesse a tempo indeterminato e facesse il dirigente a tempo determinato, per poi tornare a fare il dipendente a tempo indeterminato&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>PREMIER SMENTISCE IPOTESI PRELIEVO DALLE PENSIONI</strong><br />
Poi il premier smentisce l&#8217;ipotesi di un prelievo sulle pensioni, ipotizzata dal commissario Carlo Cottarelli. &#8220;L&#8217;idea che chi guadagna 2900-3000 euro di pensione sia chiamato ad un contributo va escluso. Chi sostiene che i pensionati pagheranno la manovra sbaglia, per i pensionati non cambia niente&#8221;. Il governo interverrà anche sull&#8217;Irap per le aziende. Ma &#8220;all&#8217;azienda non risolvi il problema solo con il carico fiscale, perché il carico è talmente alto&#8221; che servirebbe &#8220;uno choc&#8221;. E annuncia, &#8220;Escludo la patrimoniale&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;L&#8217;Europa ha più bisogno dell&#8217;Italia di quanto l&#8217;Italia ha bisogno dell&#8217;Europa. Questa cosa qui va detta da un Paese che un europeista convinto&#8221;, aggiunge.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Il 21 settembre, a San Matteo, ultimo giorno d&#8217;estate, se abbiamo sbloccato tutti i debiti della P.a., lei va in pellegrinaggio a piedi da Firenze a Monte Senario&#8221;. E&#8217; la scommessa che Renzi fa con Vespa. &#8220;Venderemo le auto blu all&#8217;asta così i simboli del potere saranno a portata di mano. Certo è un aspetto simbolico della spending review poi c&#8217;è la vera riduzione delle spese&#8221;, spiega Renzi. &#8220;Se riusciamo entro il 25 maggio, come vogliamo, a fare la prima lettura della riforma del Senato e chiudere la legge elettorale, dimostriamo che riusciamo a cambiare la politica&#8221;.</p>
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		<title>Crisi: senza riforme a rischio pensioni e stipendi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Nov 2012 22:07:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[(ASCA) &#8211; Roma, 5 nov &#8211; I dipendenti pubblici e i pensionati italiani hanno davvero rischiato alla fine dello scorso anno di non vedersi pagare stipendi e pensioni. Il presidente del Consiglio ne parla con Bruno Vespa nel colloquio avuto con il giornalista per il libro &#8216;Il Palazzo e la Piazza. Crisi, consenso e protesta [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_5165" aria-describedby="caption-attachment-5165" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a class="lightbox" title="Mario_Monti_3" href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Mario_Monti_31.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-5165" title="Mario_Monti_3" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Mario_Monti_31.jpg" alt="Mario Monti" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Mario_Monti_31.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Mario_Monti_31-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Mario_Monti_31-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-5165" class="wp-caption-text">Mario Monti</figcaption></figure>
<p>(ASCA) &#8211; Roma, 5 nov &#8211; I dipendenti pubblici e i pensionati italiani hanno davvero rischiato alla fine dello scorso anno di non vedersi pagare stipendi e pensioni. Il presidente del Consiglio ne parla con Bruno Vespa nel colloquio avuto con il giornalista per il libro &#8216;Il Palazzo e la Piazza. Crisi, consenso e protesta da Mussolini a Beppe Grillo&#8217;, in uscita giovedi&#8217; da Mondadori- Rai Eri.</p>
<p>&#8221;Davvero pensava che non avreste potuto pagare gli stipendi di fine anno?&#8221;, chiede Vespa. &#8221;Si&#8217;. &#8211; risponde Monti -. E anche le pensioni, meglio riformarle che non pagarle&#8221;. C&#8217;era un reale problema di cassa?, insiste Vespa.</p>
<p>&#8221;Non immediatamente, ma ci sarebbe stato a breve. E&#8217; chiaro &#8211; prosegue Monti &#8211; che senza alcuni interventi, i primi a subire gli effetti peggiori sarebbero stati i piu&#8217; deboli, con redditi da lavoro dipendente e pensioni messi seriamente a rischio. L&#8217;equita&#8217; e&#8217; solo uno slogan se non poggia sul realismo. Non bastano promesse e parole, serve spiegare ai cittadini la vera portata delle questioni&#8221;.</p>
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		<title>Industria: Ugl, da calo produzione ripercussioni su tenuta sociale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Mar 2012 20:35:10 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[crisi finanziaria]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8221;I dati Istat confermano la difficolta&#8217; che sta vivendo l&#8217;industria italiana e soprattutto la progressiva riduzione della committenza pubblica, bloccata dalle politiche di risanamento dei bilanci&#8221;. Cosi&#8217; il segretario confederale dell&#8217;Ugl, Paolo Varesi, commenta i dati diffusi oggi dall&#8217;Istat su fatturato e ordinativi, spiegando che &#8221;un calo della produzione del 4,4 per cento su base [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8221;I dati Istat confermano la difficolta&#8217; che sta vivendo l&#8217;industria italiana e soprattutto la progressiva riduzione della committenza pubblica, bloccata dalle politiche di risanamento dei bilanci&#8221;. Cosi&#8217; il segretario confederale dell&#8217;Ugl, Paolo Varesi, commenta i dati diffusi oggi dall&#8217;Istat su fatturato e ordinativi, spiegando che &#8221;un calo della produzione del 4,4 per cento su base annua si ripercuote sull&#8217;occupazione e sulla tenuta sociale di molti territori la cui economia e&#8217; spesso focalizzata su settori molto specifici, e che non offrono percio&#8217; alternative occupazionali in caso di crisi di domanda&#8221;.</p>
<p><a class="lightbox" title="Crisi_in_Italia_2" href="https://ilparlamentare.it/?attachment_id=4244"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-4244" title="Crisi_in_Italia_2" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Crisi_in_Italia_2.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Crisi_in_Italia_2.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Crisi_in_Italia_2-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Crisi_in_Italia_2-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a>&#8221;Sintomatico &#8211; continua il sindacalista &#8211; l&#8217;andamento negativo delle industrie tessili, da sempre fiore all&#8217;occhiello del nostro made in Italy, e della produzione di autoveicoli, che segna una caduta del 24,3 per cento su base annua. La progressiva difficolta&#8217; dei mercati nazionali, che hanno a disposizione risorse sempre piu&#8217; scarse, e la forte incertezza sul futuro induce infatti, anche chi potrebbe, a rinunciare all&#8217;acquisto&#8221;. &#8221;Occorre adottare il prima possibile serie politiche industriali che incentivino la produzione, contrastino le delocalizzazioni e &#8211; conclude Varesi &#8211; alleggeriscano il peso fiscale&#8221;.</p>
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		<title>L&#8217;ITALIA MUORE ma ecco pensioni e privilegi nei palazzi del potere. TRADITORI!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Dec 2011 23:42:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
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					<description><![CDATA[I vantaggi dei dipendenti della Camera dei Deputati sono rimasti quasi immutati. Noi ci chiediamo se il Ministro Passera volesse, per caso e se lo ritenesse opportuni, rinunciare al suo stipendio di Ministro come ha fatto il Presidente Monti. Francamente non crediamo che questa crisi sia risolvibile senza creare delle lacerazioni permanenti nella società italiana. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_3590" aria-describedby="caption-attachment-3590" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/2011/12/litalia-muore-ma-ecco-pensioni-e-privilegi-nei-palazzi-del-potere-traditori/il-parlamento/" rel="attachment wp-att-3590"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-3590" title="Il-parlamento" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Il-parlamento.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Il-parlamento.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Il-parlamento-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Il-parlamento-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-3590" class="wp-caption-text">Il Parlamento Italiano</figcaption></figure>
<h2><span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; font-weight: normal;">I vantaggi dei dipendenti della Camera dei Deputati sono rimasti quasi immutati. Noi ci chiediamo se il Ministro Passera volesse, per caso e se lo ritenesse opportuni, rinunciare al suo stipendio di Ministro come ha fatto il Presidente Monti. Francamente non crediamo che questa crisi sia risolvibile senza creare delle lacerazioni permanenti nella società italiana. Speriamo che questa offensiva della politica finanziaria ormai chiaramente sintetizzabile nel termine ALTO TRADIMENTO nei confronti di milioni di persone, non sfoci in un fiume di sangue. Dalle lettere dell&#8217;epistolario di Padre Pio una frase spicca per assurda coincidenza con questo momento storico: &#8220;poveri italiani, saranno ridotti a mangiare pane e cavoli..&#8221;. Se così sarà, francamente, ci risulta difficile credere che in quel tempo qualcuno possa ancora appropriarsi di benefici da veri traditori. Poichè il nostro punti di vista non sarebbe facilmente esprimibile poichè temiamo di conoscere il prossimo futuro, preferiamo concedere il nostro spazio allo stimatissimo Gian Antonio Stella, certamente ancora non molto arrabbiato come noi.</span></h2>
<h2><strong style="font-size: 13px;">Non ci provino, a distinguere ancora figli e figliastri. Non ci provino</strong><span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; font-weight: normal;">, a toccare le pensioni degli italiani senza toccare prima (prima!) quelle dei dipendenti dei palazzi della politica o della Regione Sicilia. Un cittadino non può accettare di andare in pensione un paio di decenni dopo chi ancora può lasciare con 20 anni d&#8217;anzianità. Non solo non sarebbe equo ma, di questi tempi, sarebbe un insulto.</span></h2>
<p><strong>Che esistono qua e là staterelli dai privilegi inaccettabili non lo dicono i soliti bastian contrari</strong>. Lo dice, per la Sicilia, lo stesso procuratore generale della Corte dei Conti isolana, Giovanni Coppola, nell&#8217;ultima relazione: «L&#8217;opinione pubblica non comprende perché in Sicilia i dipendenti regionali possano andare in pensione con soli 25 anni di contribuzioni, o addirittura con 20 anni se donne, solo per il fatto di avere un parente gravemente disabile, mentre lo stesso non avviene nel resto d&#8217;Italia».</p>
<p><strong>Errore: anche meno. Come nel caso dell&#8217;ispettore capo dei forestali Totò Barbitta </strong>di Galati Mamertino, che riscattando dei contributi precedenti, il 1 gennaio 2009 (ma da allora la legge non è cambiata) se n&#8217;è andato quarantacinquenne, dopo 16 anni, 10 mesi e 30 giorni. La previdenza, visto «il lavoro usurante», regala ai forestali siciliani un anno ogni cinque di servizio. Diceva di dover accudire un parente affetto da grave handicap: avuto il vitalizio, è partito per la Germania. Stracciato comunque, per età, dal record di Giovannella Scifo, una dipendente dell&#8217;ufficio collocamento di Modica (Ragusa) in quiescenza a 40 anni. «Non le pare esagerato?», le ha chiesto Antonio Rossitto di « Panorama». E lei, serafica: «Non le posso rispondere. C&#8217;è la privacy».</p>
<p><strong>Fatto sta che, spiega la Corte dei conti, su 751 «regionali» andati nel 2010 in pensione 297 </strong>hanno lasciato in anticipo «rispetto all&#8217;ordinaria anzianità anagrafica e/o contributiva e, tra questi, ben 286 con le agevolazioni della legge 104/1992 che tanto ha fatto discutere per l&#8217;incomprensibile disallineamento rispetto alla normativa nazionale».</p>
<p><strong>Fatto sta che, spiegava giorni fa sul Giornale di Sicilia Giacinto Pipitone</strong>, se è vero che nel 2004 la riforma Dini passò, con nove anni di ritardo, anche per i dipendenti pubblici siciliani, l&#8217;adeguamento non è mai stato varato per chi ha avuto la «fortuna» di essere assunto dalla Regione. Basti dire che «chi a livello statale ha ancora oggi quote di pensione da incassare col retributivo, fa il calcolo sulla media delle buste paga degli ultimi anni di servizio. I regionali calcolano invece la loro quota di retributivo sulla base dell&#8217;ultima busta paga incassata al momento di lasciare gli uffici: sfruttano quindi fino all&#8217;ultimo gli aumenti e i vari scatti di carriera». Conclusione? Risposta dei giudici contabili: «Nel 2010 i contributi versati sono diminuiti del 17% riuscendo a coprire appena il 32,2% della spesa».<br />
Non basta: «lo stesso sistema più vantaggioso si applica anche sul calcolo della buonuscita. Per la maggior parte dei regionali viene calcolata moltiplicando il valore dell&#8217;ultimo stipendio». Risultato? Scrive Antonio Fraschilla: i direttori generali «vanno in pensione incassando un assegno medio di 420.133 euro, come certificato dalla Corte dei Conti, anche se hanno ricoperto l&#8217;incarico solo negli ultimi mesi della loro carriera».</p>
<p><strong>Lo ricordino, Mario Monti ed Elsa Fornero: se non obbligano la Sicilia</strong> a eliminare immediatamente questi bubboni ogni loro sforzo per spiegare che la crisi planetaria è così grave da obbligare a pesantissimi sacrifici sarà inutile. Peggio: grottesco. Vale per i privilegi dei dipendenti regionali siculi, vale per quelli degli organi istituzionali.</p>
<p><strong>Certo, al Senato non godono più dello stupefacente dono che fino a qualche anno</strong> fa veniva fatto da ogni presidente che, andandosene, regalava loro, a spese dei cittadini, due anni di anzianità. Ma ci sono ancora, a Palazzo Madama, persone che, assunte prima del 1998, possono andare in pensione prima di tutti gli altri italiani, a cinquant&#8217;anni o poco più, godendo anche di quella regalia. È giusto? È un diritto acquisito e quindi intoccabile anche quello?</p>
<p><strong>È accettabile che, 16 anni dopo la riforma Dini, nonostante i ritocchi, </strong>non ci sia ancora un dipendente del Senato (quelli arrivati dopo il 2007 possono andarsene con qualche penalità ancora a 57 anni) che accantoni la pensione col sistema contributivo? Così risulta: dato che dal 2007 non è entrato alcuno, i primi soggetti al «contributivo» (peraltro maggiorato con un «aiutino» intorno al 18%) dovrebbero essere sette funzionari in arrivo nel 2012. Come possono capire, gli italiani, che quei fortunati godano di 15 mensilità calcolate sul 90% dell&#8217;ultima retribuzione e trasmesse intatte al 90% alla vedova se ha figli minori di 21 anni? Ma non basta ancora: nonostante le polemiche seguite alle denunce del passato come quella dell&#8217;«Espresso» che quattro anni fa rivelò che al Senato uno stenografo arrivava a 254 mila euro l&#8217;anno e un barbiere a 133 mila, le retribuzioni sono cresciute ancora dal 2006, in questi anni neri, del 19,1%. Arrivando a un lordo medio pro capite di 137.525 euro. Centodiecimila più di un dipendente medio italiano, il quadruplo di un addetto della Camera inglese (38.952) e addirittura 19 mila più della busta paga dei 21 collaboratori principali di Obama, che dalla consigliera diplomatica Valerie Jarrett al capo dello staff William Daley, prendono al massimo (trasparenza totale: gli stipendi dei dipendenti, nome per nome, sono sul sito della Casa Bianca) 118.500 euro. Lordi.</p>
<p><strong>Sia chiaro: Palazzo Madama può contare su collaboratori, dai vertici fino agli operai, </strong>di eccellenza. Sui quali sarebbe ingiusto maramaldeggiare demagogicamente. Loro stessi, però, discutendo del loro futuro con l&#8217;apposita commissione presieduta da Rosi Mauro (sindacati di là, una sindacalista di qua) non possono non rendersene conto: di questi tempi, la loro trincea con tre liquidazioni (una interna, una dell&#8217;Inpdap, una del «Conto assicurativo individuale») e le due pensioni (una del Senato e ora ancora dell&#8217;Inpdap) è indifendibile. Tanto più che anche nel loro caso, il peso delle pensioni sui bilanci è cresciuto in modo spropositato.</p>
<p>Vale per Palazzo Madama, vale per il Quirinale dove troppo tardi la presidenza ha introdotto «misure dissuasive» con la previsione di «significative riduzioni» dei trattamenti pensionistici come un limite per l&#8217;anzianità «a regime» (campa cavallo&#8230;) di 60 anni con 35 di contributi (da leccarsi i baffi&#8230;), vale per Montecitorio, dove lo stipendio lordo è poco più basso che al Senato: 131.586 euro. Con tutto ciò che ne consegue sulle pensioni. Non sarà facile rompere certe incrostazioni. Verissimo. Ma è troppo facile far la faccia dura solo con i piccoli&#8230;</p>
<p>Corriere della Sera</p>
<p><a href="http://www.corriere.it/quotidiano/archivio/gian_antonio_stella.shtml" rel="author">Gian Antonio Stella</a></p>
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		<title>Ministro Elsa Fornero: ecco il volto dei sacrifici che dovranno fare italiani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 13:33:11 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_3584" aria-describedby="caption-attachment-3584" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/2011/12/ministro-elsa-fornero-ecco-il-volto-dei-sacrifici-che-dovranno-fare-italiani/elsa_fornero_3-2/" rel="attachment wp-att-3584"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-3584" title="Elsa_Fornero_3" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Elsa_Fornero_31.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Elsa_Fornero_31.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Elsa_Fornero_31-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Elsa_Fornero_31-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-3584" class="wp-caption-text">Elsa Fornero - Ministro del Lavoro annuncia la crisi e piange</figcaption></figure>
<p>I sacrifici non e&#8217; solo difficile farli, ma anche decidere di farli fare. Il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, illustra con precisione, fermezza e molti dettagli tutte le norme pensionistiche ma quando arriva all&#8217;illustrazione del blocco della rivalutazione degli assegni la voce si ferma. Non riesce a finire la parola &#8221;sacrificio&#8221;, si commuove, piange. Un momento di grande umanita&#8217;, inatteso per chi immagina le manovre solo come un&#8217;alchimia tra numeri e tabelle. E non come misure che interessano persone in carne ed ossa. Le lacrime arrivano a sorpresa in una conferenza stampa affollatissima, con giornalisti italiani e stranieri, e tra l&#8217;altro trasmessa in diretta tv da molte emittenti. La Fornero era giunta quasi alla fine della sua esposizione. &#8221;Ultima cosa, forse la piu&#8217; dolorosa &#8211; comincia a dire nella sua conclusione &#8211; I vincoli finanziari oggi sono severissimi: nessuna riforma nell&#8217;anno della sua introduzione da&#8217; risparmi. E&#8217; un meccanismo lungo tra le generazioni. E allora abbiamo dovuto, e ci e&#8217; costato anche psicologicamente, chiedere un sacr&#8230;&#8221;. Il ministro non termina la frase che si riferiva al blocco della perequazione delle pensioni al caro-vita. In soccorso del ministro Fornero interviene lo stesso premier Mario Monti che, togliendola dall&#8217;imbarazzo, prende la parola per proseguire l&#8217;illustrazione delle misure previdenziali previste dalla manovra.</p>
<p>&#8221;Credo che stesse per dire: sacrifici&#8221;, dice Monti. Poi con disinvoltura e padronanza il premier spiega il meccanismo della deindicizzazione che sara&#8217; un po&#8217; meno pesante di quanto il governo aveva previsto inizialmente. &#8221;Grazie ai proventi che derivano dal bollo e dallo scudo fiscale &#8211; spiega Monti &#8211; possiamo dare non meta&#8217; copertura dall&#8217;inflazione, come pensavamo, ma piena copertura anche per le pensioni tra quella minima, 480 euro, e la doppia della minima&#8221;. Ma poi rivolto alla Fornero, Monti, anche per sdrammatizzare, scherza: &#8221;Commuoviti ma correggimi&#8221;. Il ministro Fornero si riprende e chiede anche &#8221;scusa&#8221; per quel momento di debolezza. Difficile pensare che il vice presidente del consiglio di sorveglianza di IntesaSanPaolo, di fatto la &#8221;numero due&#8221; del banchiere Bazoli, abbia un attimo di commozione. Ma, da sempre esperta di pensioni, il ministro tecnico ha cosi&#8217; dimostrato che, anche quando come economista ha elaborato le sue teorie in materia previdenziale, non ha mai dimenticato che dietro numeri e tabelle ci sono anziani che hanno lavorato per tutta la vita e giovani che devono entrare nel mondo del lavoro.</p>
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