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	<title>partito nazionale &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Ala Bersaniana all&#8217;attacco. Renzi visto come invasore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Jun 2015 18:39:36 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_9472" aria-describedby="caption-attachment-9472" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/bersani-area-bersaniana.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-9472" alt="Pierluigi Bersani" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/bersani-area-bersaniana.jpg" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/bersani-area-bersaniana.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/bersani-area-bersaniana-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/bersani-area-bersaniana-457x270.jpg 457w" sizes="(max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-9472" class="wp-caption-text">Pierluigi Bersani</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Roma, 27 giu. (askanews) &#8211; E&#8217; un tentativo di &#8220;reconquista&#8221; quello lanciato oggi dalle minoranze Pd. L&#8217;ala bersaniana e quella cuperlian-dalemiana provano a mettere da parte le reciproche diffidenze per provare a riprendere il partito dalle mani di quel Matteo Renzi che sempre più viene visto come un intruso, una specie di invasore appunto come i sultani musulmani che dominarono il sud della Spagna nel Medioevo. La convinzione è che le ultime amministrative abbiano segnato una svolta, &#8220;il progetto del partito della nazione è fallito&#8221;, è il giudizio comune, e per questo bisogna cogliere l&#8217;occasione per preparare la rivincita. La ricomposizione delle minoranze non è ancora una realtà, ma la presenza di Gianni Cuperlo &#8211; all&#8217;incontro organizzato a Roma da Roberto Speranza &#8211; è un segnale e l&#8217;obiettivo è di serrare le file dopo l&#8217;estate, per poi lanciare un affondo contro il doppio ruolo di Renzi, contemporaneamente segretario e premier.</p>
<p style="text-align: justify;">All&#8217;incontro c&#8217;è tutta l&#8217;area bersaniana, perlomeno quella che ha scelto la linea dura non votando la fiducia all&#8217;Italicum. c&#8217;è soprattutto Pier Luigi Bersani, che però lascia la scena a Speranza. Ma, appunto, c&#8217;è anche Cuperlo, che chiede di superare gli &#8220;steccati&#8221; e propone &#8220;una grande assemblea in autunno&#8221;. Appello ovviamente raccolto da Speranza: &#8220;Non ci perderemo di vista. Dico da subito sì, parteciperò alle prossime iniziative che si faranno nel prossimo mese di luglio e in autunno dovremo immaginare un nuovo appuntamento largo&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;analisi di partenza, del resto, è comune: &#8220;C&#8217;è un pezzo del nostro elettorato, della nostra gente, che non si fida più e rischia di voltarci le spalle&#8221;, ha spiegato Speranza. Il riferimento è all&#8217;astensionismo delle ultime elezioni, a quella diserzione di massa di una fetta degli elettori di sinistra che Cuperlo ha ricordato ancora più esplicitamente: &#8220;Un milione, un milione e mezzo di elettori a questo Pd ha voltato le spalle, colpiti nell&#8217;orgoglio da scelte che il governo ha compiuto. Se qualcuno pensava che questo disegno potesse congelare i voti della sinistra &#8211; &#8216;tanto non hanno dove andare&#8217; &#8211; e contemporaneamente sfondare dall&#8217;altra parte ha compiuto un errore di calcolo e di visione. Quella pessima lettura del partito della nazione si è spenta nelle urne&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Chiacchierando a microfoni spenti, l&#8217;analisi è più completa: &#8220;La strategia della minoranza dell&#8217;ultimo anno ha pagato &#8211; spiega un esponente della minoranza &#8211; ora è chiaro che Renzi senza di noi non ce la fa, gli abbiamo dimostrato che con le sue politiche è facile convincere i nostri a stare a casa. Non accetteremo più forzature come sulla scuola&#8221;. E proprio Speranza ha aggiunto: &#8220;Matteo, sbagli: se parli male della sinistra, stai segando il ramo su cui sei seduto e prima o poi vincerà la destra. Il Pd senza sinistra non può esistere&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, Renzi si renda conto che deve trattare. Non a caso Speranza parte ricordando l&#8217;elezione di Sergio Mattarella, avvenuta grazie all&#8217;unità del Pd: &#8220;Quello &#8211; ha aggiunto &#8211; è stato il momento più bello, il migliore del Pd. Il momento in cui insieme abbiamo saputo essere all&#8217;altezza della sfida che la storia affida al Pd&#8221;. Concetto ripetuto da Guglielmo Epifani: &#8220;Il risultato delle Europee è stato un vero capolavoro, Renzi ebbe quel risultato tenendo assieme tre grandi spinte: al rinnovamento radicale, il no ai populismi e agli estremismi e contemporaneamente una risposta a una parte del nostro mondo, gli 80 euro, per quanto non risolutiva&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">La scelta di &#8220;dividere&#8221; attribuita a Renzi, invece, non funziona, secondo la minoranza Pd. &#8220;Nell&#8217;astensione &#8211; ha aggiunto Epifani &#8211; è andata una parte del nostro mondo che non si è riconosciuta in alcune delle scelte politiche del governo Renzi: abbiamo pagato e continueremo a pagare la vicenda della scuola, quella cosa esagerata che è stato il Jobs act&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel mirino anche l&#8217;altra minoranza, quella &#8216;governativa&#8217; che fa capo a Maurizio Martina, Cesare Damiano, Enzo Amendola, che ha scelto di votare la fiducia sull&#8217;Italicum. Speranza li ha chiamati &#8220;renziani dell&#8217;ultima ora&#8221; e dice: &#8220;Noi ci teniamo la nostra coerenza&#8221;. Cuperlo è stato persino più tagliente, sferza quelli che fanno &#8220;da stampella&#8221; a Renzi: &#8220;Chi sceglie questa via &#8211; e non ce ne sono in questa sala &#8211; puntellare la strategia di quest&#8217;ultimo anno, levigare lo spigolo, mettere a posto il mobilio, a mio avviso sceglie la strada sbagliata. Perdente e sbagliata&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Deve cambiare l&#8217;Italicum, chiedono tutti, e se non cambia quello deve almeno tornare elettivo il Senato. Ma, soprattutto, c&#8217;è l&#8217;offensiva sul partito da avviare. Questa non viene esplicitata dal palco, ma è raccontata sottovoce: &#8220;E&#8217; il doppio incarico di Renzi che non regge più. Su questo apriremo una discussione dopo l&#8217;estate, non può fare il segretario e il premier. Il partito può anche andare a un renziano, non chiediamo che sia uno dei nostri. Per ora&#8221;.</p>
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