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	<title>Partito Democratico &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Comune di Cosenza è crisi. Iscritti Pd: Non c’è discontinuità con amministrazioni Occhiuto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Oct 2023 14:45:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dalle Regioni]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi politica]]></category>
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					<description><![CDATA[La crisi politica in atto a neanche due anni di amministrazione che vede Sindaco Franz Caruso alla guida della Città di Cosenza tra mille polemiche, ha posto gli iscritti del Partito Democratico a lamentare una conduzione del Comune di Cosenza in dicotomia con i programmi comunicati in fase elettorale, come, ad esempio, il volere denunciare [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">La crisi politica in atto a neanche due anni di amministrazione che vede Sindaco <strong>Franz Caruso</strong> alla guida della Città di Cosenza tra mille polemiche, ha posto gli iscritti del Partito Democratico a lamentare una conduzione del Comune di Cosenza in dicotomia con i programmi comunicati in fase elettorale, come, ad esempio, il volere denunciare i responsabili del disastro finanziario registrato con la conduzione del Sindaco <strong>Mario Occhiuto </strong>che ha governato la Città per dieci anni. <strong>Cosa che il Sindaco Franz Caruso, a tutt&#8217;oggi, non ha fatto.</strong> A comunicare agli organi della stampa il pensiero del PD a Cosenza sono <em><strong>Sergio De Simone</strong>, <strong>Saverio Carlo Greco</strong>, <strong>Giacomo Mancini</strong> e <strong>Giulio Palma</strong> tutti iscritti al Partito Democratico di Cosenza.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Crediamo che sia indispensabile avviare la predisposizione del bilancio del comune di Cosenza  attraverso una discussione larga, pubblica e condivisa dalle forze politiche e civiche che sostengono la maggioranza di Centro Sinistra, che abbia come protagonisti i cittadini e che <strong>riprendendo gli obbiettivi espressi in campagna elettorale</strong> indichi traiettoria e obbiettivi chiari degli ultimi mille giorni di questa consiliatura <em>&#8211; è scritto in una nota a firma di <strong>Sergio De Simone</strong>, <strong>Saverio Carlo Greco</strong>, <strong>Giacomo Mancini</strong> e <strong>Giulio Palma</strong> tutti iscritti al Partito Democratico di Cosenza.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Solo in questo modo, con una discussione forte, è pensabile che l’amministrazione esca dalla crisi politica conclamata dalle dimissioni ravvicinate, prima dell’assessore al bilancio e poi dalla estromissione del vicesindaco.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Del resto – <strong><em>continuano i quattro firmatati</em> </strong>&#8211; la compilazione del bilancio è per definizione l’atto attraverso il quale si individuano le priorità e gli obbiettivi dell’amministrazione e proprio per questo non può essere scritto tra gruppi ristrettì, esautorando i ruoli istituzionali e politici necessari alla condivisione più larga possibile. </p>



<p class="wp-block-paragraph">È necessario subito, e non è più rinviabile – <em>proseguono</em><strong> <em>De Simone, Greco, Mancini e Palma</em></strong>&#8211; un confronto quindi che sciolga il vero nodo intorno al quale si è incagliata, fin da subito, la vita di questa amministrazione: la discontinuità con le Amministrazioni Occhiuto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È evidente infatti che il messaggio in campagna elettorale espresso con forza dal Sindaco Franz Caruso e dalle formazioni politiche e civiche a suo sostegno, era quello della netta discontinuità con l’amministrazione precedente: con i suoi obbiettivi e con i suoi metodi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo le elezioni però – <em>incalzano</em> <strong><em>De Simone, Greco, Mancini e Palma</em></strong>  tale discontinuità evocata a più riprese <strong>(tutti ricordiamo la volontà espressa da Caruso e dal PD di portare all’attenzione della magistratura contabile e penale le scelte finanziarie e di bilancio sostenute dalle precedenti amministrazioni Occhiuto)</strong>, ma purtroppo in questi due anni ad essere praticati, al di là delle dichiarazioni dei singoli,  sono atti amministrativi in chiara ed evidente continuità con le Amministrazioni precedenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La  mancata riapertura del Viale Giacomo Mancini, la mancata operazione verità sui bilanci e la contabilità dell’ente, la mancata attivazione di procedure ad evidenza pubblica, la perpetrazione di incarichi fiduciari a famigliari, hanno di fatto appannato la spinta al cambiamento e al rinnovamento con cui la maggioranza di Centro Sinistra si era presentata alle elezioni.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo è giunto il momento di arrivare ad una netta cesura col passato e ad una costruzione di una linea politica ed amministrativa che sia percepita come nuova e che abbia come riferimenti quei cittadini che hanno intravisto in questa amministrazione la volontà di voltare pagina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E questo dibattito alto deve vedere protagonista soprattutto il nostro partito: il Parito Democratico, attraverso i suoi dirigenti e i suoi iscritti. Dev’essere il PD a promuoverlo, ad alimentarlo ed a sollecitarlo e, anche in questo caso, rompendo con l’esperienza precedente che ha visto nuclei ristrettì decidere per nome e per conto dell’intero partito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo a più riprese, inascoltati, abbiamo chiesto la convocazione degli organismi e degli iscritti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Insistiamo anche perché non ci convincono le letture di quanti all’interno del Palazzo cercano di minimizzare sulla crisi in atto e di accontentarsi della gestione del potere quotidiano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Pd quando si trasforma da partito di popolo a comitati ristrettì di gestione (e gli esempi a riguardo sono tanti) perde la propria bussola, la propria idealità e i consensi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è per questo che sentiamo il dovere – <em>concludono</em> <strong><em>De Simone, Greco, Mancini e Palma &#8211;</em></strong> di richiamare alla vocazione fondativa compagni e amici del Pd&#8221;.</p>
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		<title>Il Sub Commissario PD Maria Locanto: nomina di Ambrogio indice di degrado politico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Apr 2022 16:30:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dalle Regioni]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[marco ambrogio]]></category>
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					<description><![CDATA[Cosenza &#8211; A distanza di poche ore è diventato un caso nazionale quello della nomina di Marco Ambrogio a capo di Gabinetto della Provincia di Cosenza. Non ci sarebbe nulla di speciale se non fosse il marito del neo Presidente Rosaria Succurro. Oggi giunge anche la nota del Sub Commissario della Federazione Pd di Cosenza [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Cosenza &#8211; A distanza di poche ore è diventato <strong>un caso nazionale</strong> quello della nomina di <strong>Marco Ambrogio</strong> a capo di Gabinetto della Provincia di Cosenza. Non ci sarebbe nulla di speciale se non fosse il marito del neo Presidente <strong>Rosaria Succurro</strong>. Oggi giunge anche la nota del <strong>Sub Commissario della Federazione Pd di Cosenza Maria Locanto</strong>.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1200" height="878" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/maria-locanto-1.jpg" alt="" class="wp-image-16249" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/maria-locanto-1.jpg 1200w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/maria-locanto-1-300x220.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/maria-locanto-1-369x270.jpg 369w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/maria-locanto-1-768x562.jpg 768w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/maria-locanto-1-696x509.jpg 696w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/maria-locanto-1-1068x781.jpg 1068w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"><br>LA NOTA DEL SUB COMMISSARIO DEL PD DI COSENZA MARIA LOCANTO<br>&#8220;Apprendiamo dagli organi di stampa che la neo inquilina di Piazza XV Marzo, <strong>Rosaria Succurro,</strong> ha indicato per il ruolo di Capo Gabinetto suo marito <strong>Marco Ambrogio</strong>.<br><strong>Condanniamo con forza tale decisione.</strong> Chi si pone alla guida di un Ente così importante quale la Provincia non può compiere scelte di tal genere che denotano comportamenti molto discutibili dal punto di vista etico.<br><strong>Questa decisione è indice del degrado politico in cui versa la destra calabrese.</strong></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/2017_succurro-ambrogio.jpg" alt="" class="wp-image-16250" width="694" height="370" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/2017_succurro-ambrogio.jpg 670w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/2017_succurro-ambrogio-300x160.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/2017_succurro-ambrogio-480x256.jpg 480w" sizes="(max-width: 694px) 100vw, 694px" /><figcaption>Da Dx: Il Presidente della Provincia di Cosenza Rosaria Succurro con il marito Marco Ambrogio</figcaption></figure></div>
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		<title>Mentana: PD e FI morti. Salvini piglia tutto ma M5S è nocciolo duro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Nov 2018 16:55:03 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_13810" aria-describedby="caption-attachment-13810" style="width: 900px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mentana.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-13810" alt="Enrico Mentana" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mentana.jpg" width="900" height="576" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mentana.jpg 900w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mentana-300x192.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mentana-421x270.jpg 421w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13810" class="wp-caption-text">Enrico Mentana</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">1 <strong>C&#8217;è un asso pigliatutto, e si chiama Matteo Salvini.</strong> È il traino unico dello stupefacente raddoppio (virtuale) in soli otto mesi dei voti alla Lega, che già il 4 marzo aveva più che quadruplicato rispetto al 4% delle elezioni 2013. <strong>È l&#8217;interprete perfetto</strong>, per argomenti e modalità mediatiche, di pulsioni e esigenze che si sono fatte strada tra gli elettori. A ognuno di noi può piacere o al contrario inquietare, ma<strong> in sede di analisi questo è un dato di fatto.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"> 2 <strong>Tutto l&#8217;arco della sinistra ha perso il bandolo della matassa.</strong> Abituato a vivere al di sopra delle sue possibilità elettorali (cinque anni di governo, due presidenti della Repubblica eletti nella stessa legislatura, i principali ruoli rappresentativi tra organismi istituzionali, autorità di garanzia, imprese di interesse pubblico, guida delle Camere e delle principali commissioni parlamentari, il tutto grazie al 25% ottenuto nel voto 2013) <strong>il Pd non riesce a superare i postumi del kappaò di marzo</strong>, nè se ne avvantaggiano gli scissionisti di LeU, anzi. La netta impressione è che quei partiti non abbiano in sé gli strumenti e le energie per una severa autoanalisi e il necessario radicale cambiamento. Come se il cambio di stagione politica li avesse messi irrimediabilmente fuori corso. Anche qui, può piacere o far disperare, ma un centro-sinistra sotto il 20% e incapace di contrastare l&#8217;inerzia dei suffragi rischia di essere fuori gioco.</p>
<p style="text-align: justify;">3 <strong>Il MoVimento 5 stelle perde virtualmente quattro punti rispetto a marzo.</strong> È vero che punta a riscuotere il dividendo politico-elettorale che dovrebbe derivargli dall&#8217;introduzione del reddito di cittadinanza, ma è ancor più vero che soffre visibilmente la leadership di immagine di Salvini, ben più forte di quella di Di Maio. <strong>Il m5s ha un nocciolo duro di elettori più alto</strong> di tutte le altre forze politiche, ma l&#8217;erosione nel voto di opinione, se si confermasse a maggio, potrebbe aprire dei problemi. Ma resta il dato di fondo: non esisteva elettoralmente prima del 2013, ha esordito con il 25% e al secondo colpo ha preso il 33%. E la sua percentuale nel sondaggio, sommata a quella dell&#8217;alleato di governo, fa un totale di oltre il 63%, con pochi riscontri a livello internazionale.</p>
<p style="text-align: justify;"> 4 <strong>La crisi di Forza Italia appare irreversibile.</strong> Essendo un partito da tempo strutturato sul territorio, e nelle giunte di alcune regioni tra le più importanti, mantiene comunque una fetta di elettorato in <strong>un centro-destra che però è ormai egemonizzato dalla Lega.</strong> Con un fondatore e leader ultraottantenne e un delfino che è il presidente del Parlamento Europeo, non precisamente un&#8217;istituzione popolarissima in questa fase, si trova nello scomodo ruolo di sleeping partner in un&#8217;alleanza che credeva di dominare per sempre. Diverso il discorso <strong>per Fratelli d&#8217;Italia, altrettanto marginale</strong> ma almeno già dall&#8217;inizio in sintonia con le nuove linee forti della destra. La sua collocazione all&#8217;opposizione (non scelta) può giovare al partito della Meloni dal punto di vista tattico. Ma è difficile pensare a un futuro fuori dal recinto salviniano. Fonte TNews</p>
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		<title>Maurizio Martina annuncia le dimissioni da segretario del Pd</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Oct 2018 17:48:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[Fonte Asca News &#8211; Maurizio Martina annuncia le dimissioni “nei prossimi giorni” da segretario del Pd, perchè “il mio mandato è completato”. Nonostante il tentativo dei renziani, in questi giorni e ancora questa mattina, di promuovere le ragioni di uno slittamento, il congresso Dem dunque si terrà prima delle Europee. Ma lo stesso Martina avverte: [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_13780" aria-describedby="caption-attachment-13780" style="width: 900px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/maurizio-martina1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-13780" alt="Maurizio Martina" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/maurizio-martina1.jpg" width="900" height="545" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/maurizio-martina1.jpg 900w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/maurizio-martina1-300x181.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/maurizio-martina1-445x270.jpg 445w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13780" class="wp-caption-text">Maurizio Martina</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Fonte Asca News &#8211; Maurizio Martina annuncia le dimissioni “nei prossimi giorni” da segretario del Pd, perchè “il mio mandato è completato”. Nonostante il tentativo dei renziani, in questi giorni e ancora questa mattina, di promuovere le ragioni di uno slittamento, il congresso Dem dunque si terrà prima delle Europee. Ma lo stesso Martina avverte: “È uno strumento utile per completare il lavoro, ma dipenderà da come lo facciamo”. Perchè anche il Forum di Milano ha restituito l’immagine di un partito diviso, con – parole di Gianni Cuperlo – “un fantasma che ancora aleggia”, ovvero quello di Matteo Renzi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il prossimo passo saranno dunque le dimissioni della segreteria Dem, e poi la convocazione dell’Assemblea nazionale: “Propongo l’11 novembre”, dice Martina. A quel punto l’abbrivio per il congresso sarà inarrestabile, anche se – lo ripetono in molti anche nelle conversazioni al Forum – “nessuno lo vuole”. “Non lo voleva Renzi, non lo voleva Martina, e nei colloqui privati anche Zingaretti non era così ostile al rinvio”, riferisce un parlamentare di lungo corso del Pd.</p>
<p style="text-align: justify;">Perchè il rischio è che sia drammaticamente divisivo: anche per questo oggi Dario Franceschini chiedeva un passo indietro a tutti, per convergere sulla candidatura di Zingaretti: “Sarebbe logico e naturale” che anche i possibili sfidanti Minniti e Martina “sostenessero il governatore del Lazio”, sostenendo in un’intervista a Repubblica che “Zingaretti è il più adatto a interpretare il bisogno di discontinuità” visto che “ha sempre allargato il campo delle alleanze”.</p>
<p style="text-align: justify;">Dunque grande preoccupazione per le modalità con cui il congresso si svolgerà, ma anche attenzione ai tempi: “Il congresso è necessario, forse l’avremmo già dovuto fare”. Ma la campagna elettorale per le Europee “sarà importante quanto quella del ’46 e il Pd dovrà andarci compatto, serrando le fila. E se questo dovesse portare a posticipare il congresso non mi scandalizzerei”, aveva detto il renziano Marcucci dal palco del Forum, provocando qualche disappunto nella platea: “Fatemi finire… Ma se il congresso va fatto, va fatto in tempi rapidi, non possiamo arrivare a fine marzo altrimenti succederà che i candidati non sapranno se saranno candidati, con quale simbolo o schieramento quando dobbiamo fare la campagna elettorale”. Un tema sottolineato anche dal sindaco di Milano Giuseppe Sala, in riferimento all’ipotesi listone aperto proposta ancora da Franceschini: “I tempi lo consentono? C’è un tema di rispetto verso chi si vuole candidare, che dovrà decidere entro dicembre visto che le Europee sono il 26 maggio: la circoscrizione è molto larga e bisogna andare in giro. Se si dice lista nuova, bisogna dirlo se si è in condizione di farla. Il tempo stringe”.</p>
<p style="text-align: justify;">E la domanda su “che congresso vogliamo fare?” se l’è posta anche Gianni Cuperlo: “Minniti, Zingaretti, Martina: ho letto i manifesti di Maurizio e Nicola e li condivido parola per parola, conosco Marco da anni, ma su cosa i compagni dovrebbero scegliere? Non abbiamo bisogno di una nuova cordata di potere, ma di una politica e di una proposta che dia alternativa politica e sociale a questa destra. Solo così il congresso acquista il senso di una scelta vera”. Perchè, ha ricordato Cuperlo, “l’unità è figlia della chiarezza”, mettendo in guardia “contro il trasformismo”, perchè “non ho condiviso molto di quanto fatto da Renzi, ma trovo insopportabile che chi l’ha fatto spieghi a chi non li ha condivisi i gravi errori fatti. Nessuna abiura, ma discontinuità sì”.</p>
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		<title>Francesco Pezzi: nel Pd di Renzi non ci stiamo più</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jan 2018 13:04:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Casali del Manco, 30 gennaio &#8211; Maturata, sofferta, decisa è stata la scelta di alcuni dirigenti del Pd di Casali del Manco: ad abbandonare sono Francesco Pezzi, già assessore del Comune di Pedace e membro della Direzione del Pd; Andrea Bonanno, già consigliere comunale di Spezzano Piccolo e membro del coordinamento Pd spezzanese; Mattia Pezzi, membro [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_12967" aria-describedby="caption-attachment-12967" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/francesco-pezzi-2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-12967" alt="Francesco Pezzi-partito democratico-matteo renzi" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/francesco-pezzi-2.jpg" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/francesco-pezzi-2.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/francesco-pezzi-2-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/francesco-pezzi-2-457x270.jpg 457w" sizes="auto, (max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12967" class="wp-caption-text">Francesco Pezzi</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;"><b>Casali del Manco, 30 gennaio &#8211;</b> Maturata, sofferta, decisa è stata la scelta di alcuni <strong>dirigenti del Pd di Casali del Manco</strong>: ad abbandonare sono <strong>Francesco Pezzi</strong>, già assessore del <strong>Comune di Pedace</strong> e membro della Direzione del Pd; <strong>Andrea Bonanno</strong>, già consigliere comunale di <strong>Spezzano Piccolo</strong> e membro del coordinamento Pd spezzanese; <strong>Mattia Pezzi</strong>, membro dell’esecutivo cittadino <strong>Pd Casali del Manco</strong>. &#8220;Erano ormai diversi anni che il Partito  non ascoltava più la base, i territori, le esigenze dei vari circoli. <strong>Renzi ha dato il colpo di grazia ad un Partito che era già debole</strong>, squinternato. L’ultima Direzione di qualche giorno fa ha fatto capire come fosse avvenuta la mutazione di orientamenti. <strong>E’ venuto meno quel principio democratico e di collegialità</strong> nelle scelte <strong>che era la base fondante del Partito</strong> da quando è nato. Le liste composte perlopiù da gente fedele al capo non hanno rispettato nessuna altra componente, né di maggioranza né di minoranza come quelle di Martina, Franceschini, Orfini, Orlando ed Emiliano. Il Pd si è avvicinato per modus operandi a <strong>Forza Italia</strong>, <strong>lì c’è Berlusconi</strong> che decide tutto, <strong>qui c’è Renzi</strong>. Non ha più nulla di democratico”.</p>
<p><figure id="attachment_12969" aria-describedby="caption-attachment-12969" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/andrea-bonanno.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-12969" alt="Andrea Bonanno" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/andrea-bonanno.jpg" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/andrea-bonanno.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/andrea-bonanno-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/andrea-bonanno-457x270.jpg 457w" sizes="auto, (max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12969" class="wp-caption-text">Andrea Bonanno</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Dunque per i giovani, ormai ex, democratici casalini era arrivato il momento di abbandonare questo Partito in cui non si rivedevano più.  “<strong>Non è stata una scelta facile compiere questo passo</strong>, ma era l’unico modo per farci sentire. <strong>Noi giovani siamo stati abbandonati dal Pd</strong>, in campo nazionale non c’è un Under 30, e chi dei giovani over 30 è stato messo nei listini non verrà mai eletto. <strong>Il Pd non ha dato nessuna attenzione alle esigenze di noi giovani</strong>, non ci ha ascoltato. Persino il <strong>Segretario nazionale Giovani Democratici Mattia Zunino</strong> ha criticato fortemente la scelta delle liste che hanno escluso la presenza di <strong>giovani Dem</strong>. Renzi andava frenato prima, hanno sbagliato tutte le componenti a lasciargli troppa mano libera. Franceschini, Orfini, Martina si sono ritrovati con un pungo di mosche e  Renzi ha deciso tutto lui nella composizione delle liste. Questo perché ha capito che dopo il 4 marzo sarà ancora più debole e pertanto ha schierato una squadra enorme di difensori fedeli al capo che lo dovranno difendere quando sarà il momento&#8221;. Continuano i giovani casalini col dire che “già da tempo il Partito Democratico era mutato antropologicamente; aveva perso di vista quelle che erano le fasce sociali di riferimento. <strong>L’aumento della precarizzazione nel mondo del lavoro giovanile è stato un boomerang pazzesco</strong>, il novanta per cento dei posti di lavoro sono tutti a tempo determinato con contratti persino di un&#8217;ora a settimana.</p>
<p><figure id="attachment_12970" aria-describedby="caption-attachment-12970" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mattia-pezzi.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-12970" alt="Mattia Pezzi-partito democratico-matteo renzi" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mattia-pezzi.jpg" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mattia-pezzi.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mattia-pezzi-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/mattia-pezzi-457x270.jpg 457w" sizes="auto, (max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12970" class="wp-caption-text">Mattia Pezzi</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Come si può pensare che un ragazzo possa progettarsi un futuro in queste condizioni? <strong>Per non parlare della emergenza emigrazione giovanile che affligge la nostra terra e di cui nessuno parla</strong>. Abbiamo deluso la maggioranza dei docenti con la Buona Scuola, e non siamo stati in grado di fare mea culpa su determinati errori. Abbiamo parlato con Confindustria e non abbiamo ascoltato le istanze dei Sindacati”. Insomma, ribadiscono i giovani casalini che questi erano temi che sarebbero dovuti essere affrontati nel corso di questi anni, ma che però nessuno l’ha fatto.</p>
<p><figure id="attachment_12971" aria-describedby="caption-attachment-12971" style="width: 725px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/partito-democratico.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-12971" alt="Logo del Partito Democratico" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/partito-democratico.jpg" width="725" height="410" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/partito-democratico.jpg 725w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/partito-democratico-300x169.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/partito-democratico-477x270.jpg 477w" sizes="auto, (max-width: 725px) 100vw, 725px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12971" class="wp-caption-text">Logo del Partito Democratico</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Per tutti questi motivi dunque <strong>Francesco Pezzi, Mattia Pezzi e Andrea Bonanno hanno deciso di consegnare la Tessera di Partito</strong> dopo quasi dieci anni. Guardandosi indietro negli anni trascorsi concludono: “E’ stata una scelta difficile perché in questo partito siamo cresciuti soprattutto come persone, abbiamo avuto la possibilità di conoscere altri giovani di tutta Italia, confrontarci, scambiarci delle idee e arricchirci culturalmente. <strong>La Politica è la migliore palestra di vita per un giovane</strong> e noi abbiamo avuto la fortuna di parteciparvi. <strong>Ma le cose mutano, il Partito ha da qualche anno cambiato direzione,</strong> non perseguendo più determinati ideali che erano alla base di quel grande progetto nato nel 2007. Non ascoltava più, non rispondeva più a determinate esigenze legate alla sua storia, e <strong>via via ha perso per la sua strada sempre più giovani</strong>. Speriamo, e lotteremo  sempre affinché un giorno possa ritornare  la vera Politica, quella seria, che abbia a cuore esigenze e istanze della parte più debole della società come da nostri ideali”.</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Francesco Pezzi, Mattia Pezzi, Andrea Bonanno</b></p>
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		<title>Matteo Renzi dal treno: con Gentiloni va tutto bene</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Oct 2017 22:20:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[campagna elettorale]]></category>
		<category><![CDATA[matteo renzi]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico]]></category>
		<category><![CDATA[politica italiana]]></category>
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					<description><![CDATA[Con il premier Paolo Gentiloni “va tutto bene, tutto molto bene”. Lo ha detto il segretario del Pd Matteo Renzi, rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano se oggi avesse sentito il presidente del Consiglio. Il treno con a bordo il leader Dem è ripartito in serata da Vasto. Sulle polemiche che hanno riguardato la sottosegretaria [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_12728" aria-describedby="caption-attachment-12728" style="width: 992px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi-treno-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-12728" alt="Matteo Renzi in treno" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi-treno-1.jpg" width="992" height="661" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi-treno-1.jpg 992w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi-treno-1-300x199.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/matteo-renzi-treno-1-405x270.jpg 405w" sizes="auto, (max-width: 992px) 100vw, 992px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12728" class="wp-caption-text">Matteo Renzi in treno</figcaption></figure></p>
<p>Con il premier Paolo Gentiloni “va tutto bene, tutto molto bene”. Lo ha detto il segretario del Pd Matteo Renzi, rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano se oggi avesse sentito il presidente del Consiglio. Il treno con a bordo il leader Dem è ripartito in serata da Vasto.</p>
<p>Sulle polemiche che hanno riguardato la sottosegretaria Maria Elena Boschi, ha aggiunto, “se vuole spiegherà il governo, ma mi pare che l’abbia già fatto”.</p>
<p>Fonte (askanews)</p>
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		<title>Matteo Renzi: Silvio, alzati e cammina! Il risorto: siamo Salvini!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jun 2017 23:24:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[forza italia]]></category>
		<category><![CDATA[matteo salvini]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico]]></category>
		<category><![CDATA[patto del nazareno]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>
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					<description><![CDATA[La Redazione/ Alcuni pensavano fosse morto (politicamente), il suo partito era un residuato bellico. Aveva combattuto una guerra fatta da cause sparse nei Tribunali italiani con in prima fila la Procura della Repubblica milanese. Signorine.., tante, tante signorine tutte belle, bellissime, più pericolose di una bomba atomica che lo rincorrevano assetate di danaro. Poi la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_12400" aria-describedby="caption-attachment-12400" style="width: 900px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/berlusconi-salvini-renzi.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-12400" alt="Silvio Berlusconi-Matteo Renzi-Matteo Salvini" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/berlusconi-salvini-renzi.jpg" width="900" height="546" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/berlusconi-salvini-renzi.jpg 900w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/berlusconi-salvini-renzi-300x182.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/berlusconi-salvini-renzi-445x270.jpg 445w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12400" class="wp-caption-text">Silvio Berlusconi-Matteo Renzi-Matteo Salvini</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: center;">La Redazione/</p>
<p style="text-align: justify;">Alcuni pensavano fosse morto (politicamente), il suo partito era un residuato bellico. Aveva combattuto una guerra fatta da cause sparse nei Tribunali italiani con in prima fila la Procura della Repubblica milanese. Signorine.., tante, tante signorine tutte belle, bellissime, più pericolose di una bomba atomica che lo rincorrevano assetate di danaro. Poi la condanna, i servizi sociali e Dudù. La stanchezza si faceva sentire e la coscienza, forse, riemergeva come per dire: gli italiani mi vedevano come la loro speranza e io ho mandato tutto a puttane.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;immagine dell&#8217;Italia nel mondo ridotta al minimo storico, non certamente paragonabile a quella che <strong>Craxi</strong> riuscì a ricostruire dopo la seconda guerra mondiale. Ma il patto c&#8217;era, bisognava resistere perché quel giovane fiorentino che tanto gli piaceva e al quale il potere serviva, avrebbe rispettato <strong>la stretta di mano del Nazareno</strong> che in breve tempo avrebbe maturato la sua ragion d&#8217;essere.</p>
<p style="text-align: justify;">E così Silvio si eclissa, sta buono buono e protegge se stesso, la sua famiglia e le aziende dallo tsnami che sarebbe arrivato sugli italiani e sulle loro economie, sul mondo del lavoro, sulle pensioni, sulla sanità, sui giovani. I suoi migliori uomini vanno in galera e le indagini raccontano la storia di quell&#8217;Italia che non avremmo mai voluto conoscere ma che c&#8217;è e non cambia. Di certo, usciranno più forti di prima. Uno tsunami che ha portato via all&#8217;Italia la dignità elevandola alla conquista del primo posto sul podio della corruzione e ponendo anche e addirittura il <strong>Papa</strong> nella condizione di pensare alla <strong>scomunica dei corrotti</strong>, dopo l&#8217;anatema della spianata di Sibari che scomunica gli operatori del male.</p>
<p style="text-align: justify;">Quanto sia costato questo patto del Nazareno solo Dio lo sa. L&#8217;Italia è diventata la logistica del Mediterraneo in fermento e l&#8217;ultima spiaggia di centinaia di migliaia di immigrati sulla quale si è scatenata la peggiore italianità dando vita, non essendoci regole di accoglienza e futuro per nessuno, a politiche di sfruttamento sia di chi traversava il mare che di tutti coloro i quali abitavano l&#8217;Italia da sempre e oggi subiscono il vuoto strategico della politica italiana.</p>
<p style="text-align: justify;">Politici, amministratori, alti dirigenti dello Stato macchiati dal marchio della corruzione hanno accompagnato la traversata dall&#8217;epoca del patto del Nazareno alla nuova &#8220;cosa&#8221; che si richiama centrodestra. Matteo, intanto, ha sistemato qualcosina, qualche banca e poco altro fino a prenderci gusto. Ora, però, è tempo della consegna delle chiavi del paese perché intanto la sinistra è stata dimezzata e azzerata e i nuovi profughi (quelli ricchi) ritornano a casa in FI.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto fila liscio ma il Procuratore nazionale Antimafia <strong>Franco Roberti</strong> mostra l&#8217;altro lato della medaglia e afferma che ormai <strong>la corruzione</strong> ha penetrato tutte le Istituzioni dello Stato e individua una nuova classe che definisce i <strong>&#8220;facilitatori&#8221;. </strong>Sono professionisti, consulenti, esperti di ogni ordine e grado, uomini dello Stato (e dell&#8217;alto Clero), e fanno da ponte tra le mafie e la pubblica Amministrazione. In sintesi, si uccide di meno perché oggi la &#8216;ndrangheta attinge direttamente ai fondi europei e a quelli dello Stato. Ma <strong>Franco Roberti</strong> non è solo a dichiarare che le cose in Italia vanno malissimo. C&#8217;è anche<strong> Nicola Gratteri</strong>, Procuratore della Repubblica di Catanzaro, che lo dice in poche parole: la &#8216;ndrangheta è nelle istituzioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo scenario inquadrato dai Procuratori Antimafia non è quello di Marte ma del pianeta Terra. Per cui c&#8217;è poco da festeggiare la vittoria dell&#8217;uno o dell&#8217;altro schieramento perché il fatto che l&#8217;Italia abbia fatto il pieno di corrotti nel mondo della politica, coinvolge tutti gli schieramenti politici. Anche quelli che cantano vittoria e che farebbero bene a iniziare il proprio mandato riflettendo sul punto.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo clima e mentre gran parte dei giovani italiani qualificati stanno andando via e i superstiti faticano a vedere qualsiasi futuro, nonostante le grandi energie impegnate, accade il miracolo annunciato dalle sacre scritture del Nazareno. Matteo si pone innanzi al sepolcro imbiancato e grida: <strong>Silvio.., alzati e cammina!</strong> Silvio esce dal sepolcro del Nazareno ed esclama: <strong>siamo Salvini!</strong></p>
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		<title>Dialogo all&#8217;interno del PD</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Mar 2017 21:47:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dalle Regioni]]></category>
		<category><![CDATA[carolina luzzi]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe terranova]]></category>
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					<description><![CDATA[a cura della Redazione de Il PARLAMENTARE.IT/ Per comprendere bene quali siano i sentimenti che si muovono nel PD bisogna ascoltare la parola ed il cuore di chi lo milita. Un esempio lo abbiamo tratto dalla rete, da Facebook, all&#8217;interno del quale il confronto è libero e ancora vivo. A scambiare pensieri sono il Prof. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_10142" aria-describedby="caption-attachment-10142" style="width: 790px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giuseppe-terranova2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-10142" alt="giuseppe terranova,mafia, antimafia, politica" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giuseppe-terranova2.jpg" width="790" height="466" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giuseppe-terranova2.jpg 790w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giuseppe-terranova2-300x176.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/giuseppe-terranova2-457x270.jpg 457w" sizes="auto, (max-width: 790px) 100vw, 790px" /></a><figcaption id="caption-attachment-10142" class="wp-caption-text">Il Prof. Giuseppe Terranova</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: center;">a cura della Redazione de Il PARLAMENTARE.IT/</p>
<p style="text-align: justify;">Per comprendere bene quali siano i sentimenti che si muovono nel <strong>PD</strong> bisogna ascoltare la parola ed il cuore di chi lo milita. Un esempio lo abbiamo tratto dalla rete, da Facebook, all&#8217;interno del quale il confronto è libero e ancora vivo. A scambiare pensieri sono il <strong>Prof. Giuseppe Terranova </strong>e <strong>Carolina Luzzi, </strong>militanti del<strong> PD Calabrese, </strong>che al post del professore risponde con tutta franchezza dichiarando praticamente morto il PD. Per una serie di motivi esposti con estrema lucidità e che mostrano errori dai quali difficilmente il Partito Democratico potrà tornare indietro. Responsabilità troppo grandi quelle del PD secondo la Luzzi che lasciano solo spazio alle parole ma non ai fatti. Una analisi quella della militante tanto accorata quanto drammaticamente esaustiva.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>QUESTO IL DIALOGO TRATTO DALLE PAGINE DI FACEBOOK</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;Il PD è l&#8217;ultimo argine Politico nel nostro Paese.</em> &#8211; scrive <strong>Giuseppe Terranova</strong> &#8211; <em>Il Più solido e utile per il futuro Democratico e civile. Salvaguardiamolo con scelte e sopratutto comportamenti responsabili. Non servono tifosi interessati, pronti a indossare magliette di convenienza . Non occorre essere &#8221; anti &#8221; o contro qualcuno. Urge tornare al confronto serrato ma necessario , sui contenuti reali e i problemi veri e profondi dell&#8217;Italia e del mezzogiorno. La fase congressuale non può essere vissuta solo tra noi, dobbiamo riallacciare il rapporto con l&#8217;Italia vera. </em><br />
<em>E non quella surreale. </em><br />
<em>Occorre umiltà e passione. </em><br />
<em>E non tracotanza e supponenza.</em><br />
<em>Per intercettare il forte malessere sociale, per indicare una prospettiva. </em><br />
<em>Dobbiamo costruire una comunità Politica. E non altro. </em><br />
<em>Solo così torneremo ad essere ascoltati con interesse.&#8221;</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/LUZZICAROLINA1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-large wp-image-11952" alt="Carolina Luzzi" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/LUZZICAROLINA1-265x270.jpg" width="265" height="270" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/LUZZICAROLINA1-265x270.jpg 265w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/LUZZICAROLINA1-295x300.jpg 295w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/LUZZICAROLINA1-50x50.jpg 50w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/LUZZICAROLINA1-300x304.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/LUZZICAROLINA1.jpg 500w" sizes="auto, (max-width: 265px) 100vw, 265px" /></a>&#8220;<em>Compagno&#8221; Terranova</em> (così ti chiamavamo un tempo ), &#8211; risponde <strong>Carolina Luzzi</strong> &#8211; <em>sono persuasa della bontà delle tue parole e del tuo &#8220;crederci&#8221;, ma non lo sono affatto rispetto a quello che il PD vuole essere per il futuro suo e di questo paese. Gli argini si costruiscono prima che il fiume straripi dal suo alveo.. dopo non si può che fare la conta dei danni e tentare di analizzare ex post come è perché non si è intervenuti prima. Purtroppo chi assiste al solito teatrino delle correnti e del &#8220;io sto con&#8221; o &#8220;contro&#8221; ha davanti agli occhi un film già visto, un contenitore privo di contenuti se non quelli che non gli appartengono (per definizione) e per sostanza. Occorre un confronto serrato e senza infingimenti? Ben venga! Ma occorre scendere dai piedistalli e interpretare la realtà, quella realtà dimenticata e oltraggiata da scelte neoliberiste che tutte le odierne correnti hanno sostenuto anche turandosi il naso (dice qualcuno). Difficile non cadere nella retorica in questi casi, ma questo partito non rappresenta più una parte consistente del suo &#8220;popolo&#8221;: non rappresenta più il mondo del lavoro (nelle sue nuove declinazioni e trasformazioni), non la giustizia sociale, non le fasce più deboli della società&#8230; parlare di equità, giustizia sociale, diritto al lavoro dignitoso, di pari opportunità di realizzazione, di uguaglianza, non è parlare di retaggi del passato o di categorie novecentesche che hanno fatto il loro tempo; significa guardare alla realtà perché questi capisaldi della vita comune, della convivenza pacifica e tra pari, non sono stati raggiunti&#8230;. il tempo in politica è uno degli elemeti fondametali che si unisce ovviamente alle buone prassi: il tempo è trascorso e di buone prassi nessuna. Questo è il sentire della gente: abbiatene consapevolezza. Buona fortuna</em>.&#8221;</p>
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		<title>Luigi Di Maio: su data primarie M5s accusa: &#8220;Il Pd vuole pensioni d&#8217;oro&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Feb 2017 21:16:15 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[luigi di maio]]></category>
		<category><![CDATA[movimento 5 stelle]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico]]></category>
		<category><![CDATA[pendioni d'oro]]></category>
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					<description><![CDATA[Duro scontro tra Pd e M5s sulla data delle primarie al 30 aprile, che allontanano la possibilità di tenere elezioni politiche a giugno. &#8220;La scelta del 30 aprile &#8211; ha detto Piero Fassino in direzione &#8211; risolve un problema non banale: si chiude definitivamente il dibattito sul voto politico a giugno&#8221;. Immediato l&#8217;attacco via Twitter (rilanciato da [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Duro scontro tra Pd e M5s sulla data delle primarie al 30 aprile, che allontanano la possibilità di tenere elezioni politiche a giugno. &#8220;La scelta del 30 aprile &#8211; ha detto Piero Fassino in direzione &#8211; risolve un problema non banale: si chiude definitivamente il dibattito sul voto politico a giugno&#8221;. Immediato l&#8217;attacco via Twitter (rilanciato da Beppe Grillo) di <strong>Luigi Di Maio,</strong> vicepresidente della Camera. &#8220;Il Pd ha appena annunciato le primarie il 30 aprile impedendo il voto a giugno per arrivare almeno a settembre. Miserabili!&#8221;, scrive l&#8217;esponente M5s lanciando l&#8217;hashtag #<strong>primarieperlapensione</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Applausi al Pd &#8211; rincara sullo stesso social network di il deputato Danilo Toninelli &#8211; che è riuscito nel suo piano: rinviare le elezioni a dopo agosto per intascarsi le pensioni d&#8217;oro!&#8221;. E i deputati accusano: &#8220;Niente voto a giugno, il Pd blocca il Paese con le sue <strong>#primarieperlapensione!</strong>&#8220;. Per i Dem il primo a replicare, con ironia, è il presidente Matteo Orfini. &#8220;Dai Luigi &#8211; scrive &#8211; lo so che è dura vivere in un partito in cui i leader li sceglie una Srl invece di milioni di persone, ma non prenderla così male&#8221;. Stessa linea quella di <strong>Ettore Rosato.</strong> &#8220;Un partito moderno, europeo e democratico &#8211; afferma il capogruppo Dem alla Camera &#8211; nei fatti sceglie così i suoi leader e non in una riunione d&#8217;azienda, né tra i follower di un sito web&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Le primarie Pd &#8211; taglia corto il senatore renziano Andrea Marcucci &#8211; sono vere, serie, democratiche. Tutte cose che Di Maio e M5s ignorano, per loro conta solo la voce del padrone&#8221;.</p>
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		<title>Andrea Orlando: ho deciso di candidarmi. Non mi rassegno alla politica prepotente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Feb 2017 12:49:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[andrea orlando]]></category>
		<category><![CDATA[Partito Democratico]]></category>
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					<description><![CDATA[E&#8217; la decisione del Ministro Andrea Orlando che già dal programma televisivo di Bruno Vespa aveva dichiarato che avrebbe dato solo la sua disponibilità solo per portare equilibrio nel PD. Oggi scioglie le riserve e a margine di un evento a Ostia ha dichiarato: &#8220;Ho deciso di candidarmi perché credo e non mi rassegno al fatto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_11815" aria-describedby="caption-attachment-11815" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/andrea-orlando.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11815" alt="Il Ministro Andrea Orlando" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/andrea-orlando.jpg" width="800" height="500" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/andrea-orlando.jpg 800w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/andrea-orlando-300x187.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/andrea-orlando-432x270.jpg 432w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11815" class="wp-caption-text">Il Ministro Andrea Orlando</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; la decisione del Ministro Andrea Orlando che già dal programma televisivo di Bruno Vespa aveva dichiarato che avrebbe dato solo la sua disponibilità solo per portare equilibrio nel PD. Oggi scioglie le riserve e a margine di un evento a Ostia ha dichiarato: &#8220;Ho deciso di candidarmi perché credo e non mi rassegno al fatto che la politica debba diventare  soltanto prepotenza. Ho deciso di candidarmi è perché credo che ci voglia responsabilità. Ho deciso di candidarmi perché credo che il partito democratico debba cambiare profondamente per poter essere utile davvero all&#8217;italia e ai problemi degli italiani che questo momento stanno vivendo momenti molto difficili&#8221;.</p>
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