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	<title>partiti &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Il Movimento NOI dice basta alle logiche di palazzo del partitismo italiano e si candida come forza di rinnovamento del Paese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Jul 2021 15:39:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[di Fabio Gallo e Alessandro Oteri/ Alessandro Oteri è il nostro Delegato per la Città di Palermo e provincia &#8211; dichiara Fabio Gallo. Uomo estremamente competente in materia di Sanità, ama profondamente la sua Sicilia nella quale, come nel resto del Paese, vede la Democrazia ostaggio del bisogno quale risultante di un&#8217;azione politica che ha [&#8230;]]]></description>
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<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">di <strong>Fabio Gallo</strong> e <strong>Alessandro Oteri</strong>/</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Alessandro Oteri</strong> è il nostro <strong>Delegato per la Città di Palermo e provincia</strong> &#8211; <strong>dichiara Fabio Gallo</strong>. Uomo <strong>estremamente competente in materia di Sanità</strong>, ama profondamente la sua Sicilia nella quale, come nel resto del Paese, vede la <strong>Democrazia ostaggio del bisogno</strong> quale risultante di un&#8217;azione politica che ha preso il sopravvento in Italia, portando nei posti strategici persone prive di competenza e visione del domani. Oggi, <strong>il nostro Paese è in pericolo perché la Democrazia è in pericolo</strong>. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" src="http://noimagazine.it/wp-content/uploads/2021/07/alessandro-oteri-fabio-gallo-movimento-noi-sicilia.jpg" alt="Alessandro Oteri, Fabio Gallo" class="wp-image-5612"/><figcaption>Da sx: Alessandro Oteri, Fabio Gallo</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">E in questa notte troppo lunga e nel corso della quale ci sono stati <strong>negati diritti fondamentali</strong>, si rende necessario adunare donne e uomini competenti ed incorruttibili con il fine di ridare la luce del sole alle famiglie, ai giovani, al mondo del lavoro, ai servizi che i cittadini pagano profumatamente come sanità, acqua pubblica, viabilità, ambiente, per non avere quasi nulla o nulla del tutto in cambio. A questo punto chi, se non <strong>NOI tutti</strong> &#8211; conclude il portavoce nazionale del Movimento NOI Fabio Gallo &#8211; deve essere <strong>autore di una</strong> <strong>vera riforma culturale e politica nel nostro Paese</strong>?</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;La recente <strong>diatriba all’interno del Movimento 5 Stelle</strong> lascia emergere un <strong>quadro allarmante nel contesto politico italiano</strong>. Lo afferma <strong>Alessandro Oteri </strong>Referente della Città di Palermo e provincia del Movimento NOI. L’attaccamento alle poltrone dimostrato dagli attuali parlamentari, l’assenza di chiare linee di indirizzo da parte dei partiti politici e la mancanza di una seria e profonda leadership da parte di chi sta al governo, evidenziano il totale scollamento tra l’attuale politica e la popolazione, in un contesto di <strong>crescente disagio umano ed economico.</strong> In questo momento di sconforto <strong>si fa sempre più forte in NOI il richiamo sturziano verso tutti gli Uomini Forti e Liberi del paese</strong> affinché, con coraggio e determinazione, si facciano carico di rimettere in moto la tanto amata e denigrata Italia. <strong>Il Movimento NOI</strong> &#8211; conclude <strong>Alessandro Oteri</strong> &#8211; <strong>nel suo radicarsi dal Nord al Sud del Paese, dice basta alle logiche vuote e autoreferenziali del partitismo italiano del terzo millennio</strong> ed in tal senso, si candida come vera forza di rinnovamento, fatta di Donne e Uomini che, con capacità e senso di dedizione, desiderano ardentemente rinnovare dalle radici il Paese di Dante e Michelangelo, restituendo ai cittadini la bellezza di una Nazione, da sempre fonte di ispirazione per il mondo intero.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" src="http://noimagazine.it/wp-content/uploads/2021/06/La-Bandiera-del-Movimento-sturziano-NOI.jpg" alt="" class="wp-image-5582"/></figure>
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		<title>Rai: Fico, se Renzi vuole cacciarlo, il dg va difeso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Apr 2017 17:13:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[A difesa di Antonio Campo Dall&#8217;Orto e pronto a sferrare l&#8217;ennesimo attacco a Matteo Renzi, il M5S entra &#8216;in tackle&#8217; nel caso del direttore generale Rai, additato da rumors sempre più incalzanti come &#8216;bersaglio&#8217; del Pd renziano. Un bersaglio che il M5S, a partire dal presidente della Vigilanza Rai Roberto Fico, è disposto a difendere [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_12165" aria-describedby="caption-attachment-12165" style="width: 700px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Rai-Fico-ANSA.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-12165" alt="fico dall'orto rai" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Rai-Fico-ANSA.jpg" width="700" height="467" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Rai-Fico-ANSA.jpg 700w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Rai-Fico-ANSA-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Rai-Fico-ANSA-404x270.jpg 404w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12165" class="wp-caption-text">Roberto Fico con il direttore generale della RAI, Antonio Campo Dall&#8217;Orto</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">A difesa di <strong>Antonio Campo Dall&#8217;Orto</strong> e pronto a sferrare l&#8217;ennesimo attacco a <strong>Matteo Renzi</strong>, il M5S entra &#8216;in tackle&#8217; nel caso del direttore generale Rai, additato da rumors sempre più incalzanti come &#8216;bersaglio&#8217; del Pd renziano. Un bersaglio che il M5S, a partire dal <strong>presidente della Vigilanza Rai Roberto Fico</strong>, è disposto a difendere a tutti i costi: &#8220;Se Renzi vuole cacciarlo è un atto gravissimo, allora va difeso&#8221;, spiega l&#8217;esponete pentastellato. Pronta e netta la replica del governo. &#8220;Fico sconcerta: Renzi non è un mandante, Campo Dall&#8217;Orto non era un servo e non è un bersaglio&#8221;, sottolinea il sottosegretario allo Sviluppo Economico Antonello Giacomelli.</p>
<p style="text-align: justify;">Parole con le quali l&#8217;esponente del governo tenta di placare anche la bufera alzatasi attorno al direttore generale di Viale Mazzini. Senza lesinare un attacco frontale a Fico: &#8220;Le sue parole sono prive di senso istituzionale, deve provare a realizzare che il suo ruolo non è quello di capo degli ultras ma presidente della Vigilanza&#8221;. Ma per il M5S l&#8217;ipotetico sfratto a Campo Dall&#8217;Orto sarebbe l&#8217;ennesima forzatura dell&#8217;ex premier.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Probabilmente &#8211; spiega Fico &#8211; Campo Dall&#8217;Orto non ha soddisfatto Renzi e quindi, a maggior ragione, va difeso, con tutti i suoi limiti. Come ad esempio per quanto riguarda l&#8217;informazione del Tg1&#8221;. Al capogruppo cinque stelle si aggiungono sia Alberto Airola, sia il vice presidente della Camera Luigi Di Maio. &#8220;Renzi vuole ancoro di più Tele-Renzi. Una persona che ha paura della libertà di informazione è destinato a perdere, per sempre&#8221;, è la stoccata di Di Maio.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma il Pd non resta certo a guardare. &#8220;Fico farnetica e lede l&#8217;autonomia del Cda&#8221;, dice Francesco Verducci, seguito da FI. &#8220;Un direttore generale al servizio dei grillini è anche peggio&#8221;, sottolinea il senatore azzurro Maurizio Gasparri.</p>
<p style="text-align: justify;">La nuova bufera Rai oscura per una giornata il caso delle firme false a Palermo, fino a quando arriva la notizia dell&#8217;autosospensione di Riccardo Nuti, uno dei tre parlamentari cinque stelle rinviati a giudizio che Grillo aveva chiesto di allontanare. &#8220;Adesso non c&#8217;è più nulla da strumentalizzare. Con la mia scelta, i portavoce del gruppo M5S non avranno l&#8217;imbarazzo di doversi esprimere nei miei confronti in inutili riunioni&#8221;, spiega Nuti.</p>
<p style="text-align: justify;">Se anche gli altri due protagonisti del caso firme decideranno di seguire l&#8217;esempio di Nuti non ci sarà bisogno della votazione del gruppo per decidere il loro allontanamento. La data &#8216;X&#8217; è quella di martedì, quando l&#8217;assemblea dei deputati e senatori è stata convocata per pronunciarsi sulla sorte dei parlamentari accusati di aver falsificato le firme per la presentazione delle liste alle comunali ultime elezioni comunali di Palermo. Una votazione che non si annuncia semplice, visto il legame di Nuti a Roberto Fico e all&#8217;ala ortodossa. Anche se è prevedibile che nel suo ruolo di capogruppo Fico si atterrà a un&#8217;assoluta imparzialità. Se la votazione ci sarà, i vertici avranno modo di misurare il grado fedeltà a Grillo. Un punto, questo, dirimente per essere ricandidati.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte ANSA</p>
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		<title>Legge elettorale: per la Consulta, &#8221;premio e liste bloccate sono incostituzionali&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Dec 2013 22:17:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
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		<category><![CDATA[Corte Costituzionale]]></category>
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		<category><![CDATA[politica italiana]]></category>
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					<description><![CDATA[di Alessandro Corneli &#8211; grrg.eu/ Contrariamente a chi prevedeva uno slittamento della decisione, la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale delle norme della legge n. 270/2005 che prevedono l’assegnazione di un premio di maggioranza – sia per la Camera dei Deputati che per il Senato della Repubblica – alla lista o alla coalizione di liste [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure style="width: 702px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/la-consulta.jpg"><img decoding="async" alt="consulta" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/la-consulta.jpg" width="702" height="412" /></a><figcaption class="wp-caption-text">Consulta</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: center;">di Alessandro Corneli &#8211; grrg.eu/</p>
<p style="text-align: justify;">Contrariamente a chi prevedeva uno slittamento della decisione, <strong>la Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale delle norme della legge n. 270/2005</strong> che prevedono l’assegnazione di un premio di maggioranza – sia per la Camera dei Deputati che per il Senato della Repubblica – alla lista o alla coalizione di liste che abbiano ottenuto il maggior numero di voti e che non abbiano conseguito, almeno, alla Camera, 340 seggi e, al Senato, il 55% dei seggi assegnati a ciascuna Regione.</p>
<p style="text-align: justify;">La Corte ha altresì dichiarato l’illegittimità costituzionale delle norme che stabiliscono la presentazione di liste elettorali “bloccate”, nella parte in cui non consentono all’elettore di esprimere una preferenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo il presidente emerito della Corte, Valerio Onida, pur con la riserva di attendere la pubblicazione delle motivazioni, questo significa che non si ritorna al Mattarellum (tre quarti dei seggi eletti con il maggioritario e un quarto con il proporzionale), ma<strong> si va ad un sistema proporzionale senza premio di maggioranza</strong>, praticamente quello della Prima Repubblica.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è però sicuro. Il premio di maggioranza potrebbe tornare ma a condizione che sia posta una soglia. Ad esempio, potrebbe essere attribuito alla lista o alla coalizione che ottiene almeno il 40% dei voti. Allo stato attuale di frastagliamento dei partiti, solo due grandi ammucchiate potrebbero superare quella soglia . Per cui il premio potrebbe essere previsto ma di fatto non applicato.</p>
<p style="text-align: justify;">Qual è il vantaggio del proporzionale? Che sarebbero escluse le alleanze prima del voto: ogni partito avrebbe un potere contrattuale più o meno forte in base al numero di voti e di seggi conquistati. Prospettiva assai poco entusiasmante che <strong>affosserebbe definitivamente il bipolarismo</strong>. Si aggiunga che <strong>la reintroduzione del voto di preferenza ridurrebbe di molto il potere dei segretari dei partiti di predisporre le liste dei candidati.</strong>Le conseguenze per il nuovo segretario del PD (ad esempio Renzi) sarebbero disastrose: non avrebbe quel potere che già pregusta e i suoi propositi di rottamazione svanirebbero. Proprio ieri, Renzi aveva avanzato una proposta – non perfettamente definita – che si avvicina molto al modello maggioritario francese: maggioritario a due turni.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo la sentenza della Consulta, aumenta la pressione sui partiti perché si mettano d’accordo su una nuova legge elettorale. E anche se l’iniziativa passasse al Governo, sarebbero sempre i partiti a dover decidere.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad un primo sguardo,<strong> la decisione della Corte sembra favorire quella o quelle forze che si collocheranno al centro</strong>, sempre che siano credibili e che superino un eventuale sbarramento del 5%. Non sembra favorire né il PD né FI se quest’ultima pensasse di fare rientrare la dissidenza degli alfaniani e di aggregare altre formazioni di destra.</p>
<p style="text-align: justify;">Per dare un po’ di credibilità alla nuova legge, bisognerebbe anche ridurre il numero dei deputati (con legge costituzionale ma fattibile). Più complicato abolire il Senato e trasformarlo nella Camera delle Regioni considerando che proprio sulle Regioni stanno aumentando le critiche sull’onda delle rivelazione di scandali che non è esagerato definire grotteschi per il loro contenuto. Ma modificare, con legge costituzionale, il Senato non sarà facile e questa modifica si trascinerebbe altre modifiche sui poteri del Capo dello Stato e del Capo del Governo, ovvero un’intera riforma della Costituzione che è ancora in alto mare.</p>
<p style="text-align: justify;">Insomma, <strong>facendo chiarezza su un punto, la Corte ha aumentato la confusione su tutto il resto</strong>. Ma ha almeno offerto a Letta il contenuto del discorso con cui, tra pochi giorni, si presenterà alle Camere per chiedere la fiducia. Forse era solo questo che si voleva per tirare avanti ancora un po’.</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre i politici hanno nuova carne da mettere al fuoco, credendo di saziare un’opinione pubblica che, invece, mostra sintomi di inappetenza e disgusto, voglio richiamare l’attenzione su un documento della Coldiretti su dati Unioncamere relativi ai primi nove mesi 2013 rispetto all’inizio della crisi nel 2007.</p>
<p style="text-align: justify;">Con la crisi <strong>sono state chiuse in Italia 140mila (136.351) stalle ed aziende</strong> anche a causa della concorrenza sleale dei prodotti di minor qualità importati dall’estero che vengono spacciati come Made in Italy. Solo nell’ultimo anno sono scomparse 32.500 stalle ed aziende agricole e persi 36mila occupati nelle campagne. “Stiamo svendendo un patrimonio del nostro Paese sul quale costruire una ripresa economica sostenibile e duratura che fa bene all’economia all’ambiente e alla salute”, afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi l’Italia, anche a causa delle importazioni di minor qualità produce appena il 70% dei prodotti alimentari che consuma ed importa il 40% del latte e carne, il 50% del grano tenero destinato al pane, il 40% del grano duro destinato alla pasta, il 20% del mais e l’80% della soia.</p>
<p style="text-align: justify;">Le importazioni di prodotti agroalimentari dall’estero sono aumentate in valore del 22% nei primi otto mesi del 2013. Gli arrivi di carne di maiale sono cresciuti del 16% mentre le importazioni di cereali, “pronti a diventare pasta e riso spacciati per italiani”, hanno segnato un boom (+45 %) con un +24% per il grano e un +49% per il riso. Aumenta anche l’import di latte, +26%, “anch’esso destinato a diventare magicamente Made in Italy. Netta pure la crescita delle importazioni di frutta e verdura, +33%,  con il pomodoro fresco che sovrasta tutti (+59%).</p>
<p style="text-align: justify;">Migliaia di agricoltori e allevatori che, fin da ieri, hanno invaso la frontiera del Brennero tra Italia e Austria per la mobilitazione “La battaglia di Natale: scegli l’Italia”, promossa da Coldiretti per difendere il settore dalle importazioni di bassa qualità spacciate come italiane, hanno innalzato striscioni espliciti: “615mila maiali in meno in Italia grazie alle importazioni alla diossina dalla Germania”, “1 mozzarella su 4 è senza latte”, “Il falso prosciutto italiano ha fatto perdere il 10% dei posti di lavoro”, “Fuori i nomi di chi fa i formaggi con caseine e cagliate”.</p>
<p style="text-align: justify;">Infatti,  circa un terzo (33 per cento) della produzione complessiva dei prodotti agroalimentari venduti in Italia contiene materie prime straniere e sono esportati con il marchio Made in Italy, con i consumatori che peraltro sono all’oscuro di tutto ciò. Secondo Coldiretti, “gli inganni del finto Made in Italy sugli scaffali riguardano due prosciutti su tre venduti come italiani ma fatti con maiali allevati all’estero. Inoltre tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro sono stranieri senza indicazione in etichetta; oltre un terzo della pasta è ottenuta da grano non coltivato in Italia e la metà delle mozzarelle sono fatte con latte o addirittura cagliate straniere. La presenza di ingredienti stranieri nei prodotti alimentari realizzati in Italia – spiega Coldiretti – è dovuta alla ricerca del rifornimento a basso costo e senza preoccupazioni per le conseguenze sulla salute: perciò finisce nel piatto dal concentrato di pomodoro cinese all’olio di oliva tunisino, dal riso vietnamita al miele cinese.</p>
<p style="text-align: justify;">Altro che i lavoratori clandestini cinesi di Prato. Governo, Magistratura, Nuclei anti-sofisticazione, GdF, Asl e altro, che cosa fanno? A quanti miliardi assommano i danni diretti e indiretti di tutto questo? E il governo è impantanato sull’Imu. Questo non è un Paese serio, quale che sia la legge elettorale.</p>
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