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	<title>parlamentari &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Parlamentari e legge elettorale: scintille Brunetta-Salvini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Oct 2021 18:38:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
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					<description><![CDATA[Matteo Salvini,&#160;in un intervento fatto questa mattina, ha dichiarato che &#8220;la stragrande maggioranza dei parlamentari attualmente ha come unico orizzonte temporale il proprio collegio a marzo 2023&#8221;. Il leader del Carroccio ha riferito anche di aver &#8220;portato la questione anche al tavolo di Berlusconi, perché la voglia di proporzionale, di confusione e di mandare la [&#8230;]]]></description>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1200" height="800" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/brunetta-salvini.jpg" alt="" class="wp-image-15943" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/brunetta-salvini.jpg 1200w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/brunetta-salvini-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/brunetta-salvini-405x270.jpg 405w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/brunetta-salvini-768x512.jpg 768w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/brunetta-salvini-696x464.jpg 696w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/brunetta-salvini-1068x712.jpg 1068w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption>Renato Brunetta e Matteo Salvini</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Matteo Salvini</strong>,&nbsp;<a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica/no-ai-centrini-s-maggioritario-salvini-compatta-centrodestra-1985630.html">in un intervento fatto questa mattina</a>, ha dichiarato che &#8220;la stragrande maggioranza dei parlamentari attualmente ha come unico orizzonte temporale il proprio collegio a marzo 2023&#8221;. Il leader del Carroccio ha riferito anche di aver &#8220;portato la questione anche al tavolo di Berlusconi, perché la voglia di proporzionale, di confusione e di mandare la palla in tribuna da parte di qualcuno c&#8217;è. Mi riferisco ai grandi centri, ai centroni, ai centrini e ai centretti&#8230; C&#8217;è bisogno di chiarezza&#8221;.&nbsp;<strong>Renato Brunetta</strong>, ministro della Pubblica amministrazione, in serata ha commentato le parole di Matteo Salvini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Dalla mia esperienza di questi otto mesi di governo non posso che dare un giudizio straordinariamente positivo del lavoro dei <strong>parlamentari </strong>tutti, sia di maggioranza che di opposizione&#8221;, ha ribattuto Renato Brunetta. Il ministro azzurro ha poi aggiunto: &#8220;Tutti i decreti legge, tutta l&#8217;attività del governo, è stata dal Parlamento recepita e valorizzata con grande senso di responsabilità e con grande qualità&#8221;. Quindi, Brunetta ha sottolineato che questo è stato possibile &#8220;grazie al lavoro, lo ripeto ancora una volta, di tutti i parlamentari, che, evidentemente, si preoccupano più della loro responsabilità nei confronti del Paese, che del loro seggio e di questo ne va dato atto&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul tema della riforma elettorale, Renato Brunetta ha dichiarato che &#8220;da presidente del Gruppo parlamentare di Forza Italia alla Camera ho voluto fermamente il&nbsp;<strong>Rosatellum</strong>. Dichiaro in ogni caso, però, che le leggi elettorali sono figlie del momento storico e del momento politico in cui vengono decise&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul tema è intervenuta anche la senatrice <strong>Fiammetta Modena</strong>, sempre del gruppo di Forza Italia: &#8220;Credo che sarebbe ora di smetterla di insultare i parlamentari che stanno lavorando a pieno ritmo: hanno una visione che è quella del Governo Draghi, lo sostengono con il proprio voto e soprattutto con il proprio lavoro in Parlamento. Non serve a niente e a nessuno continuare a denigrarli, descriverli come inutili soggetti che pensano solo a se stessi, alla sopravvivenza&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fonte IlGiornale.it di Francesca Galici</p>
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		<title>Abbattimento ex Hotel Jolly Cosenza: Morra, Corrado e Orrico del M5S scrivono al TPC</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Aug 2018 14:31:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dalle Regioni]]></category>
		<category><![CDATA[anna laura orrico]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
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		<category><![CDATA[sindaco occhiuto]]></category>
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					<description><![CDATA[a cura della Redazione/ Riceviamo e pubblichiamo qui di seguito, il testo della lettera inviata al Nucleo Tutela Patrimonio Culturale – Cosenza, dalla Sen. Margherita Corrado, Sen. Nicola Morra e On. Anna Laura Orrico, del Movimento 5 Stelle, in relazione all’abbattimento dell’ex “Jolly Hotel” di Cosenza, per denunciare la violazione delle legge e delle regole che disciplinano i procedimenti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_13560" aria-describedby="caption-attachment-13560" style="width: 1227px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/m5smorra-corrado-orrico.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-13560" alt="m5smorra-corrado-orrico" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/m5smorra-corrado-orrico.jpg" width="1227" height="639" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/m5smorra-corrado-orrico.jpg 1227w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/m5smorra-corrado-orrico-300x156.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/m5smorra-corrado-orrico-480x249.jpg 480w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/m5smorra-corrado-orrico-1024x533.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1227px) 100vw, 1227px" /></a><figcaption id="caption-attachment-13560" class="wp-caption-text">Il Sen. Nicola Morra, la Sen. Margherita Corrado e l&#8217;On. Anna Laura Orrico</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: center;">a cura della Redazione/</p>
<p style="text-align: justify;">Riceviamo e pubblichiamo qui di seguito, il testo della lettera inviata al <strong>Nucleo Tutela Patrimonio Culturale – Cosenza, </strong>dalla<strong> Sen. Margherita Corrado, Sen. Nicola Morra </strong>e<strong> On. Anna Laura Orrico, </strong>del<strong> Movimento 5 Stelle,</strong> in relazione all’abbattimento dell’ex “<strong>Jolly Hotel</strong>” di Cosenza, per denunciare la violazione delle legge e delle regole che disciplinano i procedimenti per l&#8217;abbattimento.<br />
Ora, se il <strong>Sindaco di Cosenza Mario Occhiuto</strong>, è in possesso di tutte le autorizzazioni, non avrà nessun problema a procedere all’abbattimento dell’ex Hotel Jolly, altrimenti sarà costretto a dare spiegazioni ai cittadini.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>*****</strong></p>
<p style="text-align: left;" align="right"><strong>Spett.le   Nucleo Tutela Patrimonio Culturale – Cosenza</strong><br />
<a href="mailto:tpccsnu@carabinieri.it">tpccsnu@carabinieri.it</a></p>
<p>Gent.mi,<br />
nell’interesse della collettività e nel rispetto della legislazione vigente, i sottoscritti portavoce di M5S in Parlamento</p>
<p align="center"><strong>CHIEDONO</strong></p>
<p>la Vs. <span style="text-decoration: underline;">attenta vigilanza</span> (e, ove mai occorra, il Vs. <span style="text-decoration: underline;">intervento</span>) sulle attività in corso nel centro storico di Cosenza, nel cantiere dell’ex “Jolly Hotel”, in ragione dei fatti di seguito richiamati:</p>
<p>1)    reiterate dichiarazioni pubbliche del Sindaco (ai <i>media</i> e sui <i>social</i>) di voler procedere all’abbattimento dell’ex “Jolly Hotel” a dispetto della mancata pronuncia della Commissione Regionale per il Patrimonio Culturale sull’edificio (ex art. 12 del D. Lgs. 4272004), basate sul falso presupposto di poter agire <i>ad libitum</i> perché eletto con il 60% dei consensi;</p>
<p>2)    apertura del citato cantiere in data anteriore all’acquisizione di tutte le autorizzazioni richieste per l’esecuzione del progetto, se è vero com’è vero che, alla stizzita dichiarazione del Sindaco che dette autorizzazioni ci sono, NON è seguita, ad oggi, la loro esibizione;</p>
<p>3)    esclusione esplicita da parte della Provincia di Cosenza, nel parere favorevole all’intervento complessivo proposto dal Comune (prot. 343 del 21.06.2018), della parte riguardante la sistemazione delle sponde fluviali in corrispondenza dell’edificio del futuro museo, con la grave motivazione dell’assenza di “un’adeguata rappresentazione progettuale”;</p>
<p>4)    bocciatura della “sistemazione dell’alveo fluviale con briglie di cemento” anche da parte del Soprintendente ABAP (cfr. nota stampa del 10.08.2018);</p>
<p>5)    mancata attivazione del tavolo tecnico tra Amministrazioni (MiBAC, Provincia, Comune) richiesto dal Soprintendente ABAP con nota prot. 8801 del 12.07.2018 “al fine di pervenire a soluzioni condivise per la definizione dell’intervento”, esplicitamente richiamandosi alla “concorde riflessione sulla tipologia dell’edificio e sui valori simbolici ed estetici dello stesso” prescritta in sede di pronunciamento della Soprintendenza BAP sulla sola compatibilità paesaggistica del progetto del nuovo museo (nota prot. 2603 del 04.03.2015).</p>
<p>Specialmente alla luce di quanto evidenziato ai punti 3-4, la lacuna segnalata al punto 5 assume, potenzialmente, particolare gravità. Nella nota del 12 luglio, infatti, si legge anche che “le fasi della demolizione e quelle della ricostruzione [dell’ex Jolly Hotel] non possono essere scisse in quanto costituiscono un tutt’uno propedeutico a qualsiasi scelta progettuale e sono da valutare unitamente alle opere che interessano l’ambito fluviale, per le quali sarebbe, inoltre, auspicabile assicurare un carattere di organicità, nel quadro di insieme dei vari interventi già previsti in detto ambito di particolare sensibilità paesaggistica”.</p>
<p>Stante un così esplicito riconoscimento della necessità che coerenza e unitarietà caratterizzino l’intervento di riqualificazione alla confluenza Crati-Busento, la cui articolata progettazione, nel merito e nell’insieme, è evidentemente ancora ben lontana dal potersi considerare ultimata, tant’è che, teste il suo dirigente, “la Soprintendenza non si è ancora espressa sull’autorizzazione paesaggistica”,</p>
<p align="center"><strong>si rende indispensabile</strong></p>
<p>il Vs. <span style="text-decoration: underline;">vigile interessamento</span> affinché nessuno, facendo leva sul suo ruolo istituzionale, eserciti pressioni sulla ditta appaltatrice forzandole la mano né pensi, anticipando i tempi, di potere aggirare impunemente le regole che scandiscono la vita civile nel nostro Paese.</p>
<p>Cordiali saluti.</p>
<p>Cosenza, 19.08.2018</p>
<p>Sen. Margherita Corrado (<a href="mailto:margherita.corrado@senato.it">margherita.corrado@senato.it</a>)<br />
Sen. Nicola Morra (<a href="mailto:nicola.morra@senato.it">nicola.morra@senato.it</a>)<br />
On. Anna Laura Orrico (<a href="mailto:annalaura.orrico@senato.it">annalaura.orrico@senato.it</a></p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Mendicino: i parlamentari 5 stelle incontrano i cittadini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Apr 2018 10:12:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dalle Regioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Domenica 8 aprile 2018 a Mendicino, in piazza Duomo alle ore 10.30 il meetup “Mendicino in Movimento” organizzerà un’agorà. I cittadini potranno incontrare e discutere con 7 parlamentari del Movimento 5 Stelle, Francesco Forciniti, Alessandro Melicchio, Massimo Misiti, Nicola Morra, Anna Laura Orrico, Francesco Sapia, Elisa Scutellà, eletti lo scorso 4 marzo. Il confronto ripetuto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_10364" aria-describedby="caption-attachment-10364" style="width: 779px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicola-morra1.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-10364" alt="nicola-morra movimento 5 stelle" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicola-morra1.jpg" width="779" height="400" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicola-morra1.jpg 779w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicola-morra1-300x154.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nicola-morra1-480x246.jpg 480w" sizes="(max-width: 779px) 100vw, 779px" /></a><figcaption id="caption-attachment-10364" class="wp-caption-text">On. Nicola Morra Movimento 5 Stelle</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Domenica <strong>8 aprile 2018</strong> a <strong>Mendicino</strong>, in piazza Duomo alle <strong>ore 10.30</strong> il meetup “<strong>Mendicino in Movimento</strong>” organizzerà un’agorà. I cittadini potranno incontrare e discutere con <strong>7 parlamentari</strong> del <strong>Movimento 5 Stelle</strong>, <strong>Francesco Forciniti</strong>, <strong>Alessandro Melicchio</strong>, <strong>Massimo Misiti</strong>, <strong>Nicola Morra</strong>, <strong>Anna Laura Orrico</strong>, <strong>Francesco Sapia</strong>, <strong>Elisa Scutellà,</strong> eletti lo scorso 4 marzo. Il confronto ripetuto nelle piazze, permette di mantenere un legame costante e un contatto diretto con i veri protagonisti della vita politica: i cittadini.  <strong>La politica</strong> deve essere partecipazione e coinvolgimento. E’ questo l’obiettivo primario di un movimento che fa della piazza il luogo principale d’incontro, di dibattito e di confronto. Ogni cittadino è protagonista della vita politica del suo territorio, del suo paese e ha il diritto e il dovere di prendere parte, con consapevolezza, all’azione politica di chi governa.  E’ per questo che tutti sono invitati a partecipare.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte:<strong> Meetup Mendicino in Movimento</strong></p>
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		<title>Mattarella incontra il Presidente del Parlamento Europeo Tajani con una delegazione</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2017/03/mattarella-incontra-il-presidente-del-parlamento-europeo-tajani-con-una-delegazione/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Mar 2017 23:22:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Television Post]]></category>
		<category><![CDATA[mattarella]]></category>
		<category><![CDATA[parlamentari]]></category>
		<category><![CDATA[Parlamento Europeo]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha incontrato al Quirinale Antonio Tajani, Presidente del Parlamento Europeo, con i vicepresidenti e i capigruppo dei gruppi parlamentari del Parlamento Europeo. Dopo l&#8217;intervento del Presidente Tajani, il Capo dello Stato ha rivolto ai presenti un indirizzo di saluto. Fonte&#160;Presidenza della Repubblica Italiana Quirinale&#160;Youtube]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha incontrato al Quirinale Antonio Tajani, Presidente del Parlamento Europeo, con i vicepresidenti e i capigruppo dei gruppi parlamentari del Parlamento Europeo. Dopo l&#8217;intervento del Presidente Tajani, il Capo dello Stato ha rivolto ai presenti un indirizzo di saluto.</p>
<p>Fonte&nbsp;<a href="https://www.youtube.com/channel/UCWVTngiI0h4XpCB_nKtdY7g" data-sessionlink="itct=CDEQ4TkiEwiatKrb5fLSAhXUkBYKHQG5AIAo-B0" data-ytid="UCWVTngiI0h4XpCB_nKtdY7g">Presidenza della Repubblica Italiana Quirinale</a>&nbsp;Youtube</p>
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		<title>Italicum, canguri e scavalchi: gli emendamenti azzeccagarbugli</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2015/01/italicum-canguri-e-scavalchi-gli-emendamenti-azzeccagarbugli/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Jan 2015 11:23:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[italicum]]></category>
		<category><![CDATA[matteo renzi]]></category>
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		<category><![CDATA[politica]]></category>
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					<description><![CDATA[A cura di Pacuvio Labeone/ In origine era l&#8217; &#8220;emendamento a scavalco&#8221;: se l&#8217;articolo 72, primo comma della Costituzione (&#8220;Ogni disegno di legge, presentato ad una Camera è, secondo le norme del suo regolamento, esaminato da una Commissione e poi dalla Camera stessa, che l&#8217;approva articolo per articolo e con votazione finale&#8221;) parla di votazione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_8822" aria-describedby="caption-attachment-8822" style="width: 716px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ITALICUM.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-8822" alt="Italicum -politica" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ITALICUM.jpg" width="716" height="412" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ITALICUM.jpg 716w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ITALICUM-300x172.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/ITALICUM-469x270.jpg 469w" sizes="auto, (max-width: 716px) 100vw, 716px" /></a><figcaption id="caption-attachment-8822" class="wp-caption-text">Italicum &amp; Company</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: center;">A cura di Pacuvio Labeone/</p>
<p style="text-align: justify;">In origine era l&#8217; &#8220;emendamento a scavalco&#8221;: se l&#8217;articolo 72, primo comma della Costituzione (&#8220;Ogni disegno di legge, presentato ad una Camera è, secondo le norme del suo regolamento, esaminato da una Commissione e poi dalla Camera stessa, che l&#8217;approva articolo per articolo e con votazione finale&#8221;) parla di votazione &#8220;articolo per articolo&#8221;, come si fa quando in un articolo c&#8217;è la spesa ed in un altro (magari molto lontano) c&#8217;è la copertura finanziaria?</p>
<p>Certo, in un <em>Riksdag</em> svedese o in un <em>Bundestag</em> tedesco non esisterebbe che la globalità dell&#8217;Assemblea non sentisse l&#8217;obbligo di due votazioni uniformi: passata la prima a maggioranza, nella seconda le opposizioni deporrebbero le armi e si unirebbero al voto di tutti. Ma l&#8217;Italia è la patria del garbuglio, l&#8217;ostruzionismo è dietro l&#8217;angolo e &#8211; se non ci fosse il benedetto &#8220;emendamento a scavalco&#8221; &#8211; rischieresti di giocare una rivincita (senza la bella, però!) nella seconda votazione: ecco quindi che le Presidente delle Camere, da tempo immemore, ammettono che un emendamento all&#8217;articolo x si concluda con le parole &#8220;<em>e conseguentemente all&#8217;articolo y apportare le seguenti modifiche</em>&#8230;&#8221;.</p>
<p>Poi arrivò l&#8217;emendamento sostitutivo di più di un articolo: era qualcosa di meno del maxi-emendamento, un po&#8217; più pudìco perché non vi si collegava la questione di fiducia, ma sufficientemente sporco per consentire di stravolgere in Aula il testo licenziato dalla Commissione con un vero e proprio &#8220;contro-testo&#8221;. Avveniva quando il colpo a sorpresa, in referente, aveva prodotto un testo di legge un po&#8217; troppo sensibile agli apporti delle opposizioni: in Aula, piuttosto che l&#8217;operazione chirurgica di asportazione degli elementi eterogenei, la maggioranza riallineata dal Governo presentava l&#8217;emendamento aperto dalle parole &#8220;<em>sostituire gli articoli 1, 2, 3 &#8230;. con il seguente</em>&#8220;, e tanti saluti all&#8217;articolo 72 Cost..</p>
<p>Una volta il presidente Ciampi fece un rilievo anche su questa sostanziale violazione della Costituzione, in un messaggio di rinvio alle Camere: tutti si cosparsero il capo di cenere e, passata la festa, lo santo tornò ad essere gabbato.</p>
<p>Poi si aprì la torrida stagione dei maxi-emendamenti: un emendamento sostitutivo dell&#8217;intero disegno di legge (quando di conversione del decreto-legge, la cosa era ancora più facile: lì si emenda l&#8217; &#8220;articolessa&#8221; che contiene il rinvio all&#8217;allegato decreto). Il pudore della presidenza Casini, alla Camera, imponeva che lo si spezzasse in tre, ai fini dell&#8217;inevitabile questione di fiducia che il Governo poneva a corredo; ma era una convenzione &#8211; intrisa del classico gesuitismo ex dc &#8211; che, ad esempio, il Senato non ha mai seguito, e che ha perso forza anche a Montecitorio (perché tre sì e due no? E perché due, quando potrebbe essere uno soltanto?)&#8230;</p>
<p>La sentenza n. 32 del 2014, a firma Cartabia, ha visto la stessa Corte costituzionale inarcare il sopracciglio, dinanzi a queste tecniche: esse vengono presentate come anti-ostruzionistiche ma oramai, di fatto, comprimono lo spazio di dialettica parlamentare sperequando i rapporti tra potere legislativo ed esecutivo.</p>
<p>Eppure non avevamo ancora visto niente: l&#8217;emendamento 01.103 alla legge elettorale approvato il 21 gennaio 2015 dall&#8217;Assemblea del Senato (definito <em>Expositum</em> dal suo firmatario) ha impresso davvero un colpo di reni a questo virtuosismo redazionale, dal quale sarà difficilissimo riprendersi.</p>
<p>L&#8217;antefatto è noto: la bulimia emendatizia del gruppo di appartenenza di uno storico vicepresidente ha portato a sopra quota quarantamila il numero di emendamenti al cosiddetto Italicum, arrivato alla Camera alta da Montecitorio e portato in Aula senza relatore.</p>
<p>Nell&#8217;eterna rincorsa tra il gatto ed il topo, la tecnica antiostruzionistica conosce variopinti accorgimenti per violare il feticcio del voto emendamento per emendamento: tagliole da contingentamento, ghigliottine da chiusura della discussione, &#8220;canguri&#8221; da votazioni per parti separate. Mai però si era arrivato ad immaginare l&#8217;emendamento &#8220;premissivo&#8221; di un articolo, che dettando principi precludesse contenutisticamente gli emendamenti divergenti.</p>
<p>Questo il trucco del quale oggi parlano le cronache: l&#8217;articolo 1 della legge elettorale (che al momento detta principi generalissimi) viene arricchito &#8211; grazie all&#8217;<em>Expositum</em> &#8211; di una selva di prescrizioni, che &#8220;anticipano&#8221; come sarà il contenuto (ancora da votare) della legge nel suo prosieguo; avrà un premio di maggioranza, avrà capilista bloccati, avrà una quota di preferenze, ecc. ecc..</p>
<p>Naturalmente, il garante dell&#8217;uniformità del prosieguo del testo diventa la Presidenza dell&#8217;Assemblea, che dovrà dichiarare inammissibili &#8211; perché contrari ad una deliberazione già assunta, ai sensi dell&#8217;articolo 97 comma 2 del regolamento del Senato &#8211; tutti gli emendamenti che vanno in senso contrario. Il passo successivo potrebbe essere dare direttamente istruzioni agli uffici di redigere il testo come dettato nell&#8217;emendamento premissivo, e mandare tutti a casa (o, al più, rinviare l&#8217;appuntamento direttamente al voto finale sul testo di legge nel suo complesso).</p>
<p>Che cosa ha impedito che, abdicato il principio, si percorresse &#8211; già trent&#8217;anni fa &#8211; tutta la china verso l&#8217;odierna, inaudita aberrazione dell&#8217;<em>Expositum</em>? Non certo la morale, ché le fedine penali attestano sulla quantità industriale di pelo sullo stomaco dei parlamentari di Prima Repubblica. Neppure la paura di vedersi opporre lo stesso trucco dalla parte dei perdenti, visto che la <em>conventio ad excludendum</em> garantiva l&#8217;eternità al ceto di potere dell&#8217;epoca.</p>
<p>La nostra  spiegazione è di stampo soggettivo; l&#8217;ipotesi parte dal fatto che questo governo si è fatto un punto d&#8217;onore di non attingere, nella formazione dei gabinetti ministeriali, dal solito sottobosco di magistrati amministrativi ed ordinari. Pur non essendo stato fedele <em>in toto</em> a tale promessa, è però vero che Renzi ha attinto &#8211; in misura almeno quattro volte superiore al passato &#8211; alla carriera dei funzionari parlamentari. Una carriera che, quanto a competenza legistica, è immensamente superiore a chiunque altro, nel nostro Paese; una carriera che, da decenni, rappresenta la crema della selezione dei giurisperiti italiani, in uno Stato che non ha la fortuna di attingere da un&#8217;ENA alla francese.</p>
<p>Ma anche una carriera diversa dai consiglieri di Stato, che da oltre un secolo fronteggiano la tutela del &#8220;bene della vita&#8221; (dalla materia appaltistica ai rapporti di pubblico impiego), guardando in faccia problemi e contenziosi, prefigurando soluzioni ed individuando princìpi cui rivolgersi, in assenza di un codice del procedimento amministrativo. Mentre Silvio Spaventa lottava per la costituzione della IV sezione del Consiglio di Stato, il consigliere Gaetano Mosca si collocava fuori ruolo, a Montecitorio, per entrare al servizio del governo Di Rudinì. Ambedue vedevano scontrarsi i sommi principi &#8211; appresi nel faticoso <em>cursus</em> accademico &#8211; con la realtà di una politica amorale. La reazione fu però diversa: chi conosceva il mondo (Spaventa), invocava la giustizia nell&#8217;amministrazione in <em>Lo Stato e le ferrovie. Scritti e discorsi sulle ferrovie come pubblico servizio </em>(1876); chi conosceva solo il Palazzo (Mosca), vergava le amare pagine di <em>Sulla teorica dei governi e sul governo parlamentare</em> (1884).</p>
<p>La negazione della democrazia come possibilità concreta, in funzionari parlamentari come Mosca, deriva dall&#8217;estrema vicinanza al sole, che abbaglia chi lo osserva. Ne deriva una curiosa abulìa tecnocratica, in cui si mette la profonda competenza giuridica al servizio di una disinvolta tecnica di rastrellamento del consenso tra le <em>elites</em>: non più quelle del Collare dell&#8217;Annunziata della dinastia sabauda, ma certo quelle da cui dipende la critica favorevole sul TG di prima serata.</p>
<p>Mosca ne fece il motivo per una teoretica della scienza politica, ma anche in questo lo spirito dei tempi è in calando: ora basta affilare la lama della ghigliottina con l&#8217;articolo &#8220;premissivo&#8221;, e credere che, attraverso la guerra di carta degli emendamenti, passi la strada per modernizzazione del nostro Paese. Cuor contento, il ciel l&#8217;aiuta.</p>
<div style="text-align: justify;">vedi anche<a href="http:// www.goleminformazione.it " target="_blank"> www.goleminformazione.it </a></div>
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		<title>Antonio Di Pietro: ora tagliare stipendi e privilegi casta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 21:29:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[&#8220;Adesso è anche scritto, nero su bianco, nel lavoro della Commissione Giovannini: i parlamentari italiani sono quelli con i privilegi più alti d&#8217;Europa. Cosa aspettiamo a tagliarli? Perché quando si tratta di far pagare i pensionati, i lavoratori e le classi più povere, il Parlamento trova subito l&#8217;accordo trasversale (come nell&#8217;ultima manovra), mentre quando si [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_3701" aria-describedby="caption-attachment-3701" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/2012/01/antonio-di-pietro-ora-tagliare-stipendi-e-privilegi-casta/antonio_di_pietro-2/" rel="attachment wp-att-3701"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-3701" title="Antonio_Di_Pietro" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Antonio_Di_Pietro1.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Antonio_Di_Pietro1.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Antonio_Di_Pietro1-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Antonio_Di_Pietro1-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-3701" class="wp-caption-text">Antonio Di Pietro</figcaption></figure></p>
<p>&#8220;Adesso è anche scritto, nero su bianco, nel lavoro della Commissione Giovannini: i parlamentari italiani sono quelli con i privilegi più alti d&#8217;Europa. Cosa aspettiamo a tagliarli? Perché quando si tratta di far pagare i pensionati, i lavoratori e le classi più povere, il Parlamento trova subito l&#8217;accordo trasversale (come nell&#8217;ultima manovra), mentre quando si tratta di tagliare i propri privilegi, deve aspettare gli esiti di una &#8216;commissione&#8217;?&#8221;. Lo scrive sul suo blog il presidente dell&#8217;Italia dei Valori, Antonio Di Pietro. &#8220;Che senso ha stare in Europa se un parlamentare spagnolo guadagna 2200 euro al mese &#8211; spiega &#8211; e va in pensione come tutti gli altri cittadini, mentre quello italiano è una sorta di alieno rispetto ai suoi elettori? Bene, noi ci abbiamo provato e ci riproveremo ancora, in Parlamento, a presentare una proposta per tagliare i costi della Casta, e questa volta non riusciranno a farla franca. Il Parlamento non potrà trovare scuse per non votare i tagli ai suoi privilegi, come ha fatto quando l&#8217;Italia dei Valori ha proposto l&#8217;abolizione dei vitalizi dei deputati: 22 sì (tutti dell&#8217;IdV) e 498 no (tutti gli altri)&#8221;.</p>
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		<title>Fini: elimineremo Vitalizio ex parlamentari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Nov 2011 20:11:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[crisi finanziaria]]></category>
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					<description><![CDATA[&#8220;Questo è l&#8217;ultimo governo in grado di far uscire l&#8217;Italia dalla crisi: se dovesse fallire rischia di fallire l&#8217;Italia intera. Siamo in una fase eccezionale, vogliamo una risposta eccezionale&#8221;. Lo ha detto il leader del Fli Gianfranco Fini oggi a Verona aprendo il proprio intervento al convegno del Terzo Polo &#8216;Viaggio nel Nord tradito&#8221;. &#8220;Non [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_3463" aria-describedby="caption-attachment-3463" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/2011/11/fini-elimineremo-vitalizio-ex-parlamentari/gianfranco-fini-2/" rel="attachment wp-att-3463"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-3463" title="Gianfranco-Fini" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Gianfranco-Fini1.jpg" alt="" width="469" height="263" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Gianfranco-Fini1.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Gianfranco-Fini1-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Gianfranco-Fini1-160x90.jpg 160w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-3463" class="wp-caption-text">Gianfrando Fini: elimineremo vitalizio ex Parlamentari.</figcaption></figure></p>
<p>&#8220;Questo è l&#8217;ultimo governo in grado di far uscire l&#8217;Italia dalla crisi: se dovesse fallire rischia di fallire l&#8217;Italia intera. Siamo in una fase eccezionale, vogliamo una risposta eccezionale&#8221;. Lo ha detto il leader del Fli Gianfranco Fini oggi a Verona aprendo il proprio intervento al convegno del Terzo Polo &#8216;Viaggio nel Nord tradito&#8221;.</p>
<p>&#8220;Non è la politica che costa sono gli apparati, gli enti e i parlamentari a incidere. In questi 18 mesi accanto alle riforme del Governo le Camere dovranno intervenire per dare l&#8217;esempio&#8221; ha aggiunto Fini annunciando che tra &#8220;qualche settimana la Camera abolirà il vitalizio degli ex parlamentari&#8221;.</p>
<p>&#8220;Dovremo garantire nei mesi prossimi &#8211; spiega Fini &#8211; la tenuta del governo: si parte con la volontà di scalare una montagna ma c&#8217;é l&#8217;obiettivo di creare una società attraverso quelle riforme che dovranno essere all&#8217;insegna dell&#8217;equità e che dovranno riguardare tutti a partire dai più fortunati&#8221;. Il leader del Fli ha ricordato quindi che &#8220;non è la politica che costa sono gli apparati, il numero degli enti e dei parlamentari a incidere. In questi 18 mesi dovremmo essere noi a dire che accanto alle riforme che farà il governo compito delle Camere sarà quello di fare interventi che dicano che il ceto politico sa dare l&#8217;esempio&#8221;. A questo proposito Fini ha annunciato che &#8220;qualche settimana l&#8217;ufficio di presidenza della Camera ha deliberato di disporre una riforma per le quale la Camera abolirà il vitalizio degli ex parlamentari. E&#8217; una piccola cosa ma è l&#8217;esempio che deve dare la politica&#8221;.</p>
<p>&#8220;Se vogliamo uscire dalla travagliata storia che abbiamo alle spalle dobbiamo dire basta alle alleanze costruite solo per battere un avversario&#8221;. Lo dice Gianfranco Fini che aggiunge: &#8220;I prossimi mesi saranno la cartina al tornasole di questo livello di responsabilità&#8221;.</p>
<p>&#8220;Quando ai primi di settembre Lombardo, Casini ed io ci trovammo non pensavamo che il secondo convegno si sarebbe svolto in un contesto molto diverso&#8221;. Lo ha osservato il leader del Fli Gianfranco Fini oggi a Verona aprendo il proprio intervento al convegno del Terzo Polo &#8216;Viaggio nel Nord tradito&#8221;. &#8220;Oggi prendiamo atto che il tempo prima o poi &#8211; ha proseguito &#8211; è sempre galantuomo: quello che è accaduto nei mesi scorsi è la dimostrazione che l&#8217;Italia era entrata in una fase impossibile da gestire in ragione di scelte che aveva determinato scelte che rischiavano di farci precipitare&#8221;.</p>
<p><strong>CASINI: PATTO COL IL PAESE, BASTA GUARDARE INDIETRO</strong> &#8211; &#8220;Ringrazio Tosi per la sua sensibilità istituzionale e lo assicuriamo che il processo per il federalismo non sarà abbandonato&#8221;. Lo ha detto il leader del&#8217;Udc Pier Ferdinando Casini nel corso del suo intervento al convegno del Terzo Polo in corso a Verona &#8216;Viaggio nel Nord tradito&#8217;. Rivolgendosi al sindaco di Verona Flavio Tosi Casini ha precisato che quello inseguito dal Terzo Polo &#8220;sarà per prima cosa un federalismo istituzionale e solo successivamente arriverà quello fiscale come logica conseguenza&#8221;. Casini ha ribadito che il Terzo Polo vuole dialogare con quella parte della Lega che non vuole utilizzare la demagogia e il populismo&#8221;.</p>
<p>&#8220;Abbiamo fatto un patto con il Paese e con noi stessi: mai più guardare al passato, mai più fare polemiche sul passato e rallentare la corsa per spiegare quello che non ha fatto il governo di centrodestra o prima quello di centrosinistra&#8221; ha poi detto il leader dell&#8217;Udc.</p>
<p>&#8220;Non so se i ristoranti sono pieni, ma nella mia città nelle mense della Caritas sono sempre più le famiglie del ceto medio che vanno a chiedere un pasto&#8221; ha aggiunto Casini.</p>
<p><strong>RUTELLI: TUTTO CAMBIA ANCHE PER PDL E PD</strong> &#8211; Da oggi nella politica tutto cambia: nel Pdl, nel terzo Polo e nel Pd &#8220;dove c&#8217;é una parte della sinistra che, non ce lo nascondiamo, è preoccupatissima, che si sente orfana di Berlusconi. Era tanto comodo additare un nemico anziché indicare una strada&#8221;. Lo dice il leader dell&#8217;Api, Francesco Rutelli alla manifestazione del Terzo Polo a Verona. Per Rutelli, &#8220;cambia il Pdl, anche a causa dello sganciamento dalla Lega. Inoltre dovranno rispondere alla domanda: è iniziato il dopo-berlusconi o è tutto come prima? Non è certo cosa da poco&#8230;&#8221;. Ma aggiunge: cambierà tutto anche per il Pd: dovrà scegliere e si vedrà se permarrà la tendenza verso massimalismo o verso le riforme&#8221;.</p>
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		<title>Silvio Berlusconi: va bene DIMEZZARE I PARLAMENTARI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Aug 2011 15:56:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[borsa]]></category>
		<category><![CDATA[crisi finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[crollo della borsa]]></category>
		<category><![CDATA[Manovra Finanziaria]]></category>
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		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[tagli alla politica]]></category>
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					<description><![CDATA[La manovra più dolorosa degli ultimi anni affronterà dalla prossima settimana la prova di fuoco del Parlamento tra contestazioni delle opposizioni, critiche delle parti sociali, ultimatum della Lega e fronde interne alla maggioranza. Per il centralino di Villa San Martino ad Arcore (dove il premier ha passato la settimana di Ferragosto, dedicata alle cure di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_2535" aria-describedby="caption-attachment-2535" style="width: 469px" class="wp-caption aligncenter"><a rel="attachment wp-att-2535" href="https://ilparlamentare.it/2011/08/silvio-berlusconi-daccordo-a-dimezzare-i-parlamentari/silvio-berlusconi-5/"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-2535" title="Silvio-Berlusconi" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Silvio-Berlusconi2.jpg" alt="" width="469" height="283" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Silvio-Berlusconi2.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Silvio-Berlusconi2-300x181.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Silvio-Berlusconi2-447x270.jpg 447w" sizes="auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px" /></a><figcaption id="caption-attachment-2535" class="wp-caption-text">Silvio Berlusconi su IL PARLAMENTARE.IT</figcaption></figure></p>
<p>La manovra più dolorosa degli ultimi anni affronterà dalla prossima settimana la prova di fuoco del Parlamento tra contestazioni delle opposizioni, critiche delle parti sociali, ultimatum della Lega e fronde interne alla maggioranza. Per il centralino di Villa San Martino ad Arcore (dove il premier ha passato la settimana di Ferragosto, dedicata alle cure di un fastidioso problema ad un braccio) sono passate le telefonate di ministri, esponenti della maggioranza, leader delle parti sociali che Berlusconi ha ascoltato per sondare la possibilità di modificare alcune misure che non lo convincevano ed aveva accettato sotto l&#8217;urgenza di dare una risposta immediata ai mercati e alla Bce.</p>
<p>Il premier a tutti ripete che le decisioni prese il 13 agosto hanno salvato il Paese da una situazione drammatica. <strong>I titoli di Stato italiani erano investiti da un&#8217;ondata di vendite</strong>, il rischio di una deriva «greca» era fortissimo. «Abbiamo varato una manovra di tale portata in 4 giorni &#8211; è il bilancio del presidente del Consiglio -. Era la condizione indispensabile perché la Banca centrale europea scendesse in campo a difenderci sui mercati. Noi abbiamo fatto il nostro dovere e la Bce è intervenuta ed ha bloccato la speculazione sul nostro Paese. Un risultato importante».</p>
<p>Il premier si rende conto però che dopo i giorni dell&#8217;emergenza, sono partite contestazioni a raffica sui contenuti della manovra. In particolare sul contributo di solidarietà che colpisce quel ceto medio che le tasse le paga fino all&#8217;ultimo centesimo e in gran parte aveva votato per il centrodestra. I malumori nel suo stesso partito stanno crescendo. Il presidente del Consiglio ha spiegato a tutti i suoi interlocutori che in Parlamento si può aprire ora una fase diversa.</p>
<p>Le pensioni di anzianità, insieme al contributo di solidarietà, sono sicuramente il nodo più intricato della partita nella maggioranza. I parlamentari «frondisti» del Pdl chiedono a gran voce di intervenire, la Lega ancora ieri ha ripetuto il suo no. Ma dietro le rigidità ufficiali forse qualcosa si sta muovendo. C&#8217;è un pressing costante su Bossi e sugli altri leader leghisti per fare qualcosa anche su questo fronte. La linea del premier punta ad un provvedimento che porti a 100 la quota (somma dell&#8217;età più gli anni di contributi) per andare in pensione di anzianità, una misura che porterebbe praticamente alla scomparsa del ritiro anticipato dal lavoro. E qualcosa deve essere messo in cantiere per anticipare la data (ora il 2028) in cui le donne che lavorano nel settore privato andranno in pensione a 65 anni come gli uomini. Al Parlamento viene affidato il compito di verificare se questa strada è percorribile. «Sto ragionando con Bossi su questo punto», fa sapere il premier che confida sulla disponibilità che avrebbe dimostrato l&#8217;altro importante leader leghista, Roberto Maroni, che gode di un buon seguito tra gli eletti del Carroccio.</p>
<p>Se le pensioni di anzianità non sono più un tabù, allora potrebbe essere affrontata più tranquillamente la modifica di quel contributo di solidarietà che colpisce chi supera i 90.000 euro di reddito. Una tassa che il premier sta esaminando con numeri, grafici per verificare quale è il suo impatto reale. «Le cifre vere da pagare, introducendo anche il quoziente familiare, sono molto più basse di quelle riportate in questi giorni &#8211; dice Berlusconi -. Il contributo peserà davvero sui contribuenti che dichiarano dai 200.000 euro in su, circa 84.000 persone». Con misure alternative, si ragiona a Palazzo Chigi, sarebbe meglio toglierla di mezzo («è solo una piccola parte della manovra») per sgombrare il campo da quella che questi italiani che le tasse le hanno sempre pagate vivono come un&#8217;ingiustizia. «È un punto che va lasciato al Parlamento &#8211; aggiunge il presidente del Consiglio -. Certo avremo la resistenza di quelle parti sociali che volevano che anche i ricchi piangessero un po&#8217;&#8230;». Così come va lasciata al confronto tra senatori e deputati la decisione di farla durare tre anni oppure due come era stato detto inizialmente prima della sorpresa annunciata dal ministro dell&#8217;Economia Tremonti.</p>
<p>Misure alternative? Ma quali? Il nuovo tentativo sulle pensioni d&#8217;anzianità innanzitutto. L&#8217;aumento di un punto dell&#8217;Iva, che vede in trincea i commercianti ma trova la disponibilità di un ampio fronte di forze sociali e parlamentari, e qualche ulteriore provvedimento sui costi della politica. Il premier è favorevole alla proposta di dimezzamento del numero dei parlamentari, lanciata da Sergio Romano in un editoriale sul Corriere della Sera : «È la mia idea da sempre. Per me la Camera deve avere 300 deputati e il Senato 150 eletti», afferma.</p>
<p>Berlusconi, nonostante la tempesta politica, non sembra temere per la tenuta della maggioranza e del suo partito. «All&#8217;interno del Pdl &#8211; dice &#8211; non c&#8217;è alcuna confusione. I cosiddetti frondisti sono molto legati a me, mi telefonano tutti i giorni. Sono certo che seguiranno le mie indicazioni». È sicuro anche che la sua maggioranza reggerà fino alla fine della legislatura: l&#8217;idea di dimettersi prima del 2013, come richiesto ripetutamente dalle opposizioni, non lo sfiora minimamente. Anche perché il premier spera ancora in un&#8217;intesa con l&#8217;Udc di Casini. Un partito che, nelle sue considerazioni, non potrà mai allearsi con Bersani, Vendola e Di Pietro, a meno che non voglia perdere una parte consistente dei suoi elettori.</p>
<p><strong>A preoccuparlo sono invece di più i mercati.</strong> Le Borse continuano a franare, insensibili a ogni azione e a ogni pronunciamento dei leader mondiali. A Berlusconi non è piaciuta la proposta di tassare le transazioni finanziarie avanzata dal presidente francese Nicolas Sarkozy e dal cancelliere tedesco Angela Merkel. L&#8217;idea &#8211; ricorda il premier &#8211; era già stata bocciata dal G20, averla rilanciata ha aggravato i timori dei mercati, già spaventati dal rischio di una nuova recessione dell&#8217;economia Usa. «Che senso ha proporre una tassa di questo genere quando gli operatori con un semplice clic possono spostarsi su un&#8217;altra piazza borsistica?», si domanda. La caduta di Piazza Affari, con gruppi come Enel, Eni, Unicredit e Intesa che hanno visto crollare il valore delle loro azioni, rende poi concreto un altro pericolo: grandi aziende italiane possono finire nelle mani di qualche gruppo straniero che può approfittare dei prezzi da saldi di fine stagione.</p>
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