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	<title>paolo callari &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Paolo Callari: il punto focale in teoria dei giochi di Thomas Schelling</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Aug 2017 11:19:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nella teoria dei giochi un punto di Schelling (chiamato anche punto focale) è una soluzione che i giocatori tendono ad adottare in assenza di comunicazione, poiché esso appare naturale, speciale o rilevante per loro. Il concetto fu introdotto dall&#8217;economista statunitense, premio Nobel nel 2005, Thomas Schelling nel libro La strategia del conflitto (1960). In questo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_12635" aria-describedby="caption-attachment-12635" style="width: 1524px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/thomas-shelling.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/thomas-shelling.jpg" alt="thomas-shelling" width="1524" height="1135" class="size-full wp-image-12635" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/thomas-shelling.jpg 1524w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/thomas-shelling-300x223.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/thomas-shelling-362x270.jpg 362w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/thomas-shelling-1024x762.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1524px) 100vw, 1524px" /></a><figcaption id="caption-attachment-12635" class="wp-caption-text">Thomas Shelling</figcaption></figure>
<p dir="ltr" style="text-align: justify;">Nella teoria dei giochi <strong>un punto di Schelling</strong> (chiamato anche <strong>punto focale</strong>) è una soluzione che i giocatori tendono ad adottare in assenza di comunicazione, poiché esso appare naturale, speciale o rilevante per loro. Il concetto fu introdotto dall&#8217;economista statunitense, premio Nobel nel 2005, Thomas Schelling nel libro La strategia del conflitto (1960). In questo libro Schelling descrive un punto focale come: &#8220;l&#8217;aspettativa di ogni giocatore su quello che gli altri si aspettano che lui si aspetti di fare&#8221;<br />
Consideriamo un semplice esempio: a due persone, che non possono comunicare tra loro, è mostrato un pannello con quattro quadrati e gli viene chiesto di selezionarne uno; se e solo se entrambi selezionano lo stesso ricevono un premio. Tre quadrati sono blu e uno è rosso. Assumiamo quindi che non conoscano nulla sull&#8217;altro giocatore, ma che entrambi vogliano vincere il premio, ragionevolmente sceglieranno entrambi il quadrato rosso. Di certo, il quadrato rosso non è un quadrato migliore degli altri; i giocatori possono vincere scegliendo entrambi un qualsiasi quadrato. È il quadrato giusto da scegliere solo se possiamo essere sicuri che l&#8217;altro giocatore ha scelto quello; ma per le ipotesi del gioco nessun quadrato è certamente quello giusto. È il quadrato che si nota maggiormente e i giocatori sceglieranno quello con frequenza maggiore di tutti gli altri. Questo fatto viene verificato grazie a prove empiriche.<br />
Schelling stesso illustra questo concetto tramite il seguente problema: domani devi incontrare un estraneo a New York. Dove e quando lo incontri? Questo è un gioco di coordinamento, dove tutti gli orari e tutti i luoghi della città possono essere una soluzione di equilibrio. Schelling propose ad un gruppo di studenti questo quesito e trovò che la risposta più comune era: &#8220;alla Grand Central Station a mezzogiorno&#8221;. Non c&#8217;è nulla che rende la GCS un luogo con un payoff maggiore (il giocatore potrebbe facilmente incontrare qualcuno al bar, o nella stanza di lettura di una biblioteca pubblica), ma la sua tradizione come luogo di incontro la rende speciale, ed è perciò un &#8220;Punto di Shelling&#8221;.<br />
Nel 2016, il 13 di dicembre, è mancato, a 95 anni, <strong>Thomas Schelling</strong>. Nel 2005, il 10 di ottobre, il segretario del Comitato per i Nobel chiama Schelling che, per un istante, pensa: «Per la pace o per l’economia?». In realtà per l’economia. In assenza di Nobel per le altre scienze umane, sono premiati come “economisti” studiosi che non lo sono, creando non poca confusione. Schelling soleva scherzare dicendo che aveva avuto il Nobel per qualcosa che non era successo, non per un’opera letteraria o scientifica. Nel 1960 Charles Percy Snow, allora noto per il dibattito sulle “due culture” (scientifica e umanistica), aveva scritto sulla prima pagina del «New York Times» che, «con certezza matematica», sarebbe presto scoppiata una guerra termonucleare se le due superpotenze non avessero ridotto drasticamente i loro arsenali nucleari. Da allora la dotazione nucleare di Russia e Stati Uniti è cresciuta a dismisura ma non ci sono state guerre atomiche. Thomas Schelling è la persona che più ha contribuito a questo risultato.<br />
La storia comincia a metà del secolo scorso. A Schelling era capitato di cercare un amico dopo che si erano persi in una città. Ciascuno dei due si era messo nei panni dell’altro immaginando il punto d’incontro più probabile. Una cosa del genere poteva capitare quando non c’erano telefoni portatili. Thomas Schelling ci pensò su e poi chiese ai suoi studenti: «Domani devi incontrare un compagno a New York, ma non puoi comunicare con lui. Che cosa fai?». La risposta prevalente fu: «Vado al centro informazioni della Stazione Centrale». E se non sapessi nemmeno l’ora? «Ci vado a mezzogiorno». Schelling provò con domande analoghe: Se devi scegliere testa o croce? – Testa, risposero i più. Di fronte a una scacchiera, quale quadrato sarebbe stato scelto? Risposta: il quadrato in alto a sinistra! Schelling aveva scoperto il “punto focale”, cioè il punto che permette il coordinamento reciproco delle azioni.<br />
E per evitare uno scontro termonucleare tra Urss e Usa? Risposta: ciascuna delle due superpotenze deve essere certa della rappresaglia dell’altra. Di qui la strategia preventiva del “mutuo terrore”, adottata congiuntamente da Usa e Urss. Non occorre difendere le popolazioni delle principali città, come nel caso di Londra durante la Seconda guerra mondiale. Basta rendere invulnerabile la fonte del contrattacco. Molti bombardieri, dotati di bombe atomiche, dovevano restare in volo in modo da non essere localizzabili e “pareggiare” un eventuale attacco nemico. E nel caso di un imprevisto? Se chi comandava i bombardieri fosse “impazzito”, come ne Il dottor Stranamore (1964), il film di Stanley Kubrick con Peter Sellers? Schelling propose a Urss e Usa di risolvere gli imprevisti prima che sfuggissero di mano grazie a una linea di comunicazione sempre attiva. Il famoso “telefono rosso” era in realtà una robusta telescrivente che i sovietici e gli americani usarono ogni giorno, anche quando c’erano da mandarsi solo saluti. Un’idea non scontata tra due rivali, ma che si rivelò cruciale in occasione della crisi cubana. Andava mantenuto l’equilibrio che si sarebbe rotto con missili così vicini agli Stati Uniti da impedire un contrattacco tempestivo. Allora i sovietici tolsero i missili con testate nucleari da Cuba e gli americani dalla Turchia.<br />
<strong>Su che cosa poggia la nozione di punto focale? </strong>In certi casi si tratta di uno schema culturale condiviso. Per esempio, il giorno di San Valentino a New York, il posto per due innamorati sarebbe stato non la stazione ma la terrazza in cima al grattacielo Empire State Building. Questa consuetudine è sfruttata nel film Insonnia d’amore (Nora Ephron, 1993), quando il bambino riesce a far incontrare il padre (Tom Hanks) e la futura madre (Meg Ryan). Nella scelta del quadrato della scacchiera, il punto focale dipende dall’attenzione visiva.<br />
Gli schemi condivisi, necessari per prevedere che cosa farebbero gli altri in una data situazione, sono il punto di partenza per immaginare mondi possibili. Il lavoro di Thomas Schelling è l’anticamera per le scoperte di Daniel Kahneman e Amos Tversky, gli psicologi israeliani che hanno studiato i modi con cui “progettiamo” scenari alternativi “dis-facendo” (un-doing) il nostro mondo. The Undoing Project è proprio il titolo di un’appassionante ricostruzione dei rapporti di amicizia e di studio tra Kahneman e Tversky. È stata scritta da Michael Lewis ed è la novità più di successo negli Stati Uniti. Schelling ha chiarito la celebre frase, un po’ sibillina, del filosofo austriaco Ludwig Wittgenstein: «Se un leone potesse parlare, noi non potremmo capirlo» (Ricerche Filosofiche, 1953). Immaginiamo di arrivare in un Paese radicalmente diverso: parlare la stessa lingua non servirebbe nella totale assenza di schemi mentali e di punti focali condivisi.</p>
<p dir="ltr" style="text-align: justify;">a cura di Paolo Callari, liberamente tratto dal web</p>
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		<title>Elezioni Comunali 2017: assenti al voto il 40% dei nove milioni di Italiani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jun 2017 13:06:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
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					<description><![CDATA[a cura di Paolo Callari/ Assenti al voto il 40% dei nove milioni di Italiani chiamati a votare per il rinnovo dei Consigli Comunali. Risultato a dir poco allarmante, assai più che sconfortante. Svuotate le fila del movimento che si era proposto come sovversivo rispetto al sistema, gli elettori rimangono a casa. L’unica idea sovversiva rispetto alla democrazia [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div title="Page 1">
<p style="text-align: center;"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/rinnovoelezionicomunali.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-12349" alt="Elezioni per Rinnovo Consigli Comunali" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/rinnovoelezionicomunali.jpg" width="1026" height="590" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/rinnovoelezionicomunali.jpg 1026w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/rinnovoelezionicomunali-300x172.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/rinnovoelezionicomunali-469x270.jpg 469w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/rinnovoelezionicomunali-1024x588.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1026px) 100vw, 1026px" /></a>a cura di <strong>Paolo Callari</strong>/</p>
<p style="text-align: justify;">Assenti al voto <strong>il 40% dei nove milioni di Italiani</strong> chiamati a votare per il <strong>rinnovo dei Consigli Comunali</strong>. Risultato a dir poco allarmante, assai più che sconfortante. Svuotate le fila del movimento che si era proposto come sovversivo rispetto al sistema, gli elettori rimangono a casa. L’unica idea sovversiva rispetto alla democrazia partecipativa sembra oramai essere quella “<strong>Europa</strong>” verso la quale il <strong>Governo Monti</strong> propose o l’engagement oppure l’enforcement.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Europa degli Stati Identitari sembra scolorire verso una “<strong>Unione delle Repubbliche Socialiste d’Europa</strong>” nella quale tutto appare pianificato a monte e nulla più nella disponibilità dei cittadini. Pianificata la moneta unica, pianificato gli accordi di Schengen, pianificata l’immigrazione, pianificato il prelievo fiscale diversificato direttamente proporzionale al volume del debito pubblico, questo sì rimane “<strong>Tricolore</strong>”, il debito pubblico.</p>
<p style="text-align: justify;">E l’elettore rimane a casa, impotente di sovvertire un sistema pianificato come fu per l’ex Unione Sovietica e l’attuale Cina dal capitalismo senza freni. Il Presidente degli Stati Uniti d’America cerca di tirarsi fuori dal coro tradendo gli accordi di Parigi, mentre l’Inghilterra prepara il soft exit dal cartello d’Europa. Nel mercato unico, che riconosce il valore reputazionale di qualsivoglia bene o servizio con il sistema delle stelline oppure con un questionario di customer satisfaction avrà ancora un senso urlare ad alta voce la mia casacca è il Tricolore Italiano ?</p>
</div>
<div title="Page 2">
<p style="text-align: justify;">Il regime del mercato unico globale ha le sue leggi, che non sono democraticamente decise ma automatiche e globalmente vere: le leggi di mercato e i comportamenti che inducono i consumatori a comprare o vendere questa o quella merce, quel bene o quel servizio. Chi è allora il 60% di cittadini che torna a votare ?</p>
<p style="text-align: justify;">Poveri illusi oppure compromessi e corrotti che continuano a sperare di tornare a sedere nella tavola condivisa dei favori del corporativismo di provincia ? In dialetto siciliano si dice “<em>chiddi da cucchiara</em>” cioè le cordate che portano in cima e lasciano a valle gli altri. Scriveva <strong>Giorgio Gaber</strong>: <em>libertà non è starsene su un albero, libertà è partecipazione.</em></p>
<p style="text-align: justify;">L’Unione delle Repubbliche Socialiste d’Europa avrà ancora da incassare benefici dalla partecipazione al voto dei suoi 550.000.000 di cittadini oppure ha lasciato fare alle assai più remunerative leggi di mercato ? Non c’è né lobbismo né complottismo, non se ne scorge nemmeno l’ombra, perché in questa pagina di storia contemporanea il fattore umano è messo a tacere dalla apparente democrazia del dire ciò che vuoi, del pensare ciò che credi, ma del fare secondo le griglie strette della legge di domanda offerta.</p>
<p style="text-align: justify;">Le piattaforme del web, secondo la Legge di Say, o legge degli sbocchi, sanno, per ciascuno di noi, la domanda alla quale fare corrispondere l’offerta, ma per il quaranta per cento degli Italiani assenti al voto è il silenzio che assorda chi rileva uno zero che, per moltiplicatore booleano, azzera ogni previsione possibile rispetto agli addendi, o candidature, proposte.</p>
</div>
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		<title>Perimetri e parametr­i, fini e confini. Buongiorno Europa!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Mar 2017 14:46:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
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		<category><![CDATA[Euro]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
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					<description><![CDATA[Di Paolo Callari Mentre il piano della Commis­sione Europea sta per creare un merca­to unico dei capitali, entro il 2019, cosa che potrebbe aiutare ad affronta­re carenza di capitali propri negli investimenti della piccola e media impresa, se sposta la sua attenzione verso un mercato dei capitali integrato, che prom­uova il ricorso al capitale azionario [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/europa-a-roma.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-12086" alt="europa-a-roma" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/europa-a-roma.jpg" width="1152" height="768" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/europa-a-roma.jpg 1152w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/europa-a-roma-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/europa-a-roma-405x270.jpg 405w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/europa-a-roma-1024x682.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1152px) 100vw, 1152px" /></a>Di Paolo Callari</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre il piano della <strong>Commis­sione Europea</strong> sta per creare un <strong>merca­to unico dei capitali</strong>, entro il 2019, cosa che potrebbe aiutare ad affronta­re carenza di capitali propri negli investimenti della piccola e media impresa, se sposta la sua attenzione verso un mercato dei capitali integrato, che prom­uova il ricorso al capitale azionario più che al finanziame­nto del debito, e spinga gli invest­itori istituzionali ad ass­umersi maggiori risc­hi legati all&#8217;econom­ia reale, le <strong>farneticazioni antieuropeiste</strong> contin­uano ad imperversare sulla scena internazionale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ieri 24 Marzo, su Corriere de­lla Sera, Antonio Po­lito, guarda con sgu­ardo analitico il fatto.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Grandi colossi delle piattaforme interat­tive di internet <strong>pot­rebbero fornire prod­otti vecchi in forma commerciale alterna­tiva</strong>. Automobili elettriche, a mo di esempio, ricaricabili da colon­nine di energia elet­trica ad alto numero di watt, per consentire una ricarica rapida, vendute con un piano tariffario, come oggi vengono venduti i cellulari, pagando le ricariche con un piano mensile, non di gigabyte da consumare, ma di chilometri da percorrere.</p>
<p style="text-align: justify;">L’integrazione , olt­re ogni frazionament­o, per il mercato gl­obalizzato è già avv­enuta ai tempi che Siracusa, divenendo <strong>“La Magna Grecia”</strong>, posta al <strong>centro del Mediterraneo, polo di attrazione degli scambi commerc­iali,</strong> siamo nel 734 avanti Cristo, oggi, <strong>Brexit,</strong> il naz­ionalismo<strong> racconta storie per lo meno an­acronistiche</strong> se non in controtendenza al­la osmosi naturale dei mercati globali che, rispetto ai fenomeni dello sca­mbio di uomini, se sono passeggeri pagan­ti, bene, se sono pr­ofughi che fuggono dalle guerre, muri al­ti e fili spinati.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad oggi il fenomeno del terrorismo si sa­rebbe potuto evitare all’origine stermin­ando mercenari senza patria e senza band­iera ma, a quanto pa­re, il business della guerra, alimentato dall’erigere perimetri e confini, regge alla prova di mantenere il sessanta per cento del fatturato glob­ale. Potrebbe sembrare semplicistico definire così il fenomeno del terrorismo che in­vade l’Europa ma, vi­sto così, ha la sua funzione strategica di fr­azionare un perimetro che con la sua mon­eta, <strong>l’euro, ha infr­anto il monopolio mo­ndiale del dollaro.</strong></p>
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		<title>Il silenzio assordante della desertificazione economica. &#8220;Il Re del Mondo è Mammona&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Feb 2017 19:16:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[italia]]></category>
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		<category><![CDATA[politica]]></category>
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					<description><![CDATA[A cura di Paolo Callari/ Esprimere, sintetizzando, quando la tua Patria è in liquidazione, è davvero complicato. I governi si sfaldano per ricomporre nuove basi elettorali, si sa che i voti come i soldi valgono per la loro quantità piuttosto che per il sottostante valore dell’etica e della qualità, almeno così funziona la Democrazia che [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_11781" aria-describedby="caption-attachment-11781" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/politica-italiana.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11781" alt="Il deserto dell'economia sembra vincere" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/politica-italiana.jpg" width="800" height="502" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/politica-italiana.jpg 800w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/politica-italiana-300x188.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/politica-italiana-430x270.jpg 430w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11781" class="wp-caption-text">Il deserto dell&#8217;economia sembra vincere</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">A cura di Paolo Callari/</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Esprimere, sintetizzando, quando la tua Patria è in liquidazione, è davvero complicato.</strong> I governi si sfaldano per ricomporre nuove basi elettorali, si sa che i voti come i soldi valgono per la loro quantità piuttosto che per il sottostante valore dell’etica e della qualità, almeno così funziona la Democrazia che abbiamo conosciuto fino ad oggi, lasciando, di fatto, ai mercati di governare.</p>
<p style="text-align: justify;">Il movimentismo risulta fallimentare perché <strong>l’arte della polemica contro tutto e tutti implode verso le loro stesse file</strong>, e, nei blog o nelle aule governative, non c’è moderatore che possa riportarli all’ordine perché <strong>il loro botteghino di adepti è troppo denso di fanatismo vuoto di significati organizzativi e giurisprudenziali</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>contrazione dei costi è diventato l’ordine perentorio</strong> che non punta più agli investimenti ma al loro perfetto contrario. Le periferie, e non di certo le elites, esprimono quel voto, tacciato di populismo, che altro non è che la voce degli esclusi. Non credo che la storia recente abbia mai avuto pagine da scrivere come di questi giorni.</p>
<p style="text-align: justify;">Raccogliamo i frutti di semine mancate per rischio percepito più elevato del necessario per l’investitore istituzionale e privato. Mentre <strong>la Grecia rischia di essere espugnata del suo territorio</strong> per l’eccesso di debito pubblico e per <strong>l’ingresso incontrollato delle popolazioni nomadi</strong>, l’Italia s’incarta in faccende di segreteria e faccendieri che poco hanno a che fare con le necessità impellenti della base elettorale che a brevissimo sarà convocata per esprimere una preferenza a chi sarà più capace di riscontrare la fiducia per il mandato incondizionato al governo che verrà.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le piattaforme digitali vendono i prodotti e i servizi attraverso il sistema degli indici di gradimento espressi in stelline</strong> come peraltro le applicazioni che scarichiamo sul cellulare. Il mercato ha le sue leggi che prescindono dalle legislazioni dei perimetri normati dalle costituzioni nazionali.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Assurdo degli assurdi: Il Re del Mondo è Mammona.</strong></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Zygmunt Bauman è scomparso a 92 anni. Era il sociologo della &#8220;Società Liquida&#8221;</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2017/01/zygmunt-bauman-e-scomparso-a-92-anni-era-il-sociologo-della-societa-liquida/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jan 2017 20:02:41 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[paolo callari]]></category>
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					<description><![CDATA[È morto in Gran Bretagna a 91 anni il sociologo e filosofo polacco Zygmunt Bauman. Lo riferisce la stampa polacca. Bauman acquisì notorietà mondiale descrivendo la realtà postmoderna contemporanea in termini di &#8220;società liquida&#8221;, opposta alla &#8220;società solida&#8221; del modernismo. Era professore emerito dell&#8217;università di Leeds, dove era arrivato nel 1971 e dove fino al [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_11572" aria-describedby="caption-attachment-11572" style="width: 848px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Bauman-2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11572" alt="Zygmunt Bauman" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Bauman-2.jpg" width="848" height="476" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Bauman-2.jpg 848w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Bauman-2-300x168.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Bauman-2-480x270.jpg 480w" sizes="auto, (max-width: 848px) 100vw, 848px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11572" class="wp-caption-text">Zygmunt Bauman</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">È morto in Gran Bretagna a 91 anni il sociologo e<strong> filosofo polacco Zygmunt Bauman</strong>. Lo riferisce la stampa polacca. Bauman acquisì notorietà mondiale descrivendo la realtà postmoderna contemporanea in termini di<strong> &#8220;società liquida&#8221;,</strong> opposta alla &#8220;società solida&#8221; del modernismo. Era professore emerito dell&#8217;università di Leeds, dove era arrivato nel 1971 e dove fino al 1990 aveva diretto il dipartimento di Sociologia. Aveva insegnato anche, tra le altre, nelle università di Canberra, Copenaghen e Berkeley e Yale. Nato nel 1925 a Poznan in una famiglia ebrea polacca, aveva trascorso gli anni di guerra in Unione sovietica. Dopo la guerra, iniziò a studiare sociologia all&#8217;Università di Varsavia. Durante una permanenza alla London School of Economics, preparò una tesi sul socialismo britannico che fu pubblicata nel 1959. Bauman inizialmente rimase vicino al marxismo-leninismo ufficiale, per poi avvicinarsi ad Antonio Gramsci e Georg Simmel, soprattutto dopo il 1956 e la destalinizzazione. Nel marzo del 1968, la ripresa dell&#8217;antisemitismo spinse molti ebrei polacchi a emigrare all&#8217;estero. Bauman, che aveva perso la sua cattedra all&#8217;Università di Varsavia, fu uno di questi. Insegnò ad Haifa e Tel Aviv prima di giungere a Leeds dove ottenne anche cittadinanza britannica. Nel 1989 gli fu attribuito il premio Amalfi per la sociologia e le scienze sociali, nel 1998 ottenne il premio Theodor Adorno della città di Francoforte. Tra le sue opere più note, &#8220;Dentro la globalizzazione &#8211; le conseguenze sulle persone&#8221;, &#8220;La solitudine del cittadino globale&#8221;, &#8220;Modernità liquida&#8221;. &#8220;La società sotto assedio&#8221; &#8211; ASCA</p>
<p>A ricordare<strong> Zygmunt Bauman</strong> è anche e soprattutto il mondo della Rete e da Facebook raccogliamo la riflessione di <strong>Paolo Callari</strong> che del sociologo ci ricorda un pensiero che tarderà per davvero a trovare l&#8217;estinzione del suo senso.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo Stato si priva di una sempre più grande dose della sua potenza autarchica, e quindi diventa incapace di assumersi l&#8217;insieme delle sue funzioni. Lo Stato, per dovere, ma con l&#8217;entusiasmo degno di una causa migliore, delega i propri compiti, anzi lì dà &#8220;in affitto&#8221; alle forze di mercato, che sono anonime, prive di un volto. Di conseguenza i compiti che sono vitali per il funzionamenti e il futuro della società sfuggono alla supervisione della politica e quindi a ogni controllo democratico. Il risultato: si affievolisce il senso di comunità e si frantuma la solidarietà sociale. Se non fosse per la paura degli immigrati e dei terroristi, l&#8217;idea stessa dello Stato come un bene comune e una comunità di cittadini sarebbe fallita.</p>
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		<title>L’induzione mediatica e il quarto potere passato di mano ai social network</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Nov 2016 21:52:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[a cura di Paolo Callari  Mentre il Giappone corre a gran velocità, oggi le Borse non hanno risentito del frastuono mediatico che annunciava il peggio, manifestando chiara positività. Ciò, aiutato dalle speranze che il rilancio dell’industria americana e gli sgravi fiscali alle società nel programma del neo presidente Donald Trump, potranno portare buoni guadagni anche per i gruppi stranieri. I [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_11409" aria-describedby="caption-attachment-11409" style="width: 799px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/donal-trump1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-11409" alt="Il Presidente degli Stati Uniti d'America Donal Trump" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/donal-trump1.jpg" width="799" height="541" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/donal-trump1.jpg 799w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/donal-trump1-300x203.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/donal-trump1-398x270.jpg 398w" sizes="auto, (max-width: 799px) 100vw, 799px" /></a><figcaption id="caption-attachment-11409" class="wp-caption-text">Il Presidente degli Stati Uniti d&#8217;America Donal Trump</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">a cura di <strong>Paolo Callari </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Mentre il <strong>Giappone</strong> corre a gran velocità, oggi le Borse non hanno risentito del frastuono mediatico che annunciava il peggio, manifestando chiara positività. Ciò, aiutato dalle speranze che il rilancio dell’<strong>industria americana</strong> e gli <strong>sgravi fiscali</strong> alle società nel programma del <strong>neo presidente Donald Trump, </strong>potranno portare buoni guadagni anche per i gruppi stranieri.</p>
<p style="text-align: justify;">I MEDIA INCAPACI DI LEGGERE LA REALTA&#8217; AMERICANA<br />
Ma ciò che oggi ha spinto il Nikkei su del 6,72% (ha chiuso poi a +6,7%, il maggior rialzo dal 15 febbraio) alle ore 7:30 italiane è la forte risalita del dollaro sullo yen. Il cambio è a 105,41, contro quota 102 di ieri notte quando le prime notizie davano Trump vincitore. Nonostante oggi le testate giornalistiche Italiane mobilitino l’attenzione dei lettori sul malcontento che ha portato gli Americani a manifestare in piazza le borse reagiscono in maniera opposta. Allego un abstract di un articolo pubblicato ieri dal <strong>Dottore Alfredo Mantici</strong> direttore editoriale di <strong>Lookout News</strong>: “I media incapaci di leggere la realtà americana. <strong>Il terzo grande sconfitto</strong> di questa mattina del 9 novembre è il sistema dei media, americani ed europei, che hanno partecipato alla campagna elettorale non come osservatori ma come supporter spesso acritici e sempre unanimi della candidata democratica.</p>
<p style="text-align: justify;">OPINION MAKER: VITTORIA TRUMP STORDISCE<br />
L’informazione sui temi della campagna elettorale è stata costantemente indirizzata verso la demonizzazione di Trump e l’idealizzazione della Clinton, spesso presentata al pubblico come una novella “Giovanna d’Arco” in lotta contro un pericoloso sporcaccione, molestatore incallito e impenitente (Trump_New_York_Times). Visti i toni delle campagne giornalistiche che in America e in Europa hanno scandito gli ultimi dodici mesi di campagna elettorale, è comprensibile che oggi, nei commenti della stragrande maggioranza degli opinion maker del giornalismo americano il termine più usato per parlare della vittoria di Trump, sia<strong> “stunning”,</strong> che sta a indicare qualcosa che<strong> “stupisce” e che “stordisce”. </strong></p>
<p style="text-align: justify;">I MEDIA NON VOLEVANO CREDERE CHE TRUMP AVESSE VINTO<br />
Stupiti e storditi sono i commentatori e quegli elettori democratici che, sulla scorta di <strong>sondaggi</strong> che a posteriori sembrano più che inaffidabili, chiaramente manipolatori, erano fino a poche ore fa convinti che <strong>Hillary Clinton</strong> avesse la vittoria in tasca.<strong> “I media non volevano credere che Trump avrebbe vinto</strong>. Così hanno preferito guardare da un’altra parte”. Questo è il titolo di un’editoriale del <strong>Washington Post</strong> di questa mattina e sintetizza in modo imbarazzato lo strabismo con il quale il giornalismo ha seguito la campagna elettorale americana.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; TRAMONTATA LA CLASSE POLITICA DEI PROFESSIONISTI<br />
Uno strabismo che, anche in Italia, andrebbe corretto più che con la chirurgia, con una buona dose di autocritica.” <strong>Pertanto il populismo attribuito a Grillo e a Trump non è né un male né la cura dei mali.</strong> E’ il segno impresso nella politica che<strong> la classe politica stessa, quella dei professionisti di lungo corso, è tramontata.</strong> L’elettore non ha più bisogno del parlamentare professionista perché oggi le esigenze e le idee vengono trasmesse direttamente in rete, così come il controllo. <strong>Il ciclo vita del politico e la sua shelf life è a breve scadenza.</strong> Il consumatore privilegia il fresco al prodotto a lunga conservazione, come evidenziano i mercati. La liquidità del sistema oggi ha la sua fase di rottura alla quale seguirà una ristrutturazione creativa e propositiva come nei cicli di Shumpeter. Il rischio per gli <strong>Stati Uniti D’America</strong> è <strong>BRICS</strong> e il protezionismo di Trump a questo dovrà trovare rimedio.</p>
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		<title>Il Bicameralismo temerario. La macchina del fango mediatico.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Nov 2016 11:23:50 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[a cura di Paolo Callari/ Lunedì 31 ottobre, su Corriere Della Sera, il Senatore Mario Monti, esprime il concetto che vado a riportare: “Si è scelto di accrescere di molto, nell’architettura della Repubblica Italiana, il ruolo degli esponenti politici dei Comuni e soprattutto delle Regioni, proprio di quel segmento della classe politica che negli anni [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/senato.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-11359" alt="bicameralismo temerario" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/senato.jpg" width="800" height="501" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/senato.jpg 800w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/senato-300x187.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/senato-431x270.jpg 431w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a>a cura di <strong>Paolo Callari</strong>/</p>
<p style="text-align: justify;">Lunedì 31 ottobre, su Corriere Della Sera, il <strong>Senatore Mario Monti</strong>, esprime il concetto che vado a riportare: “Si è scelto di accrescere di molto, nell’architettura della <strong>Repubblica Italiana</strong>, il ruolo degli esponenti politici dei Comuni e soprattutto delle Regioni, proprio di quel segmento della classe politica che negli anni scorsi, con le dovute eccezioni, non ha offerto l’esempio migliore di gestione corretta ed avveduta della cosa pubblica”.</p>
<p style="text-align: justify;">Come nel 2011 la macchina del fango mediatico rischia di convertire il sentimento del <strong>Popolo Italiano</strong> in una bufera dei mercati.</p>
<p style="text-align: justify;">Nulla osta al Senatore Mario Monti di esprimere le proprie considerazioni personali circa il linguaggio utilizzato del <strong>Premier Matteo Renzi</strong> ma, sia Il Corriere della Sera che Il Sole 24 Ore, che ottenne un premio per quel titolo a quattro colonne “<em>Fate Presto</em>”, rilevò come uno dei risultati di questa azione fu l’impennarsi dello spread BTp/Bund fino a 575 punti.</p>
<p style="text-align: justify;">Per le tematiche proprie della programmazione neuro linguistica e della Filosofia della Mente l’induzione dei comportamenti umani attraverso le parole è probabilisticamente provata pertanto informo chi avrà avuto la pazienza di leggermi che i mercati non staranno a guardare inerti le tensioni generate dalle testate giornalistiche e dai movimenti politici contro gli amministratori della pubblica amministrazione periferici.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>La Chiesa di Francesco e l’ostracismo fondato sulla ignoranza. Di Paolo Callari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Oct 2016 15:28:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa di francesco]]></category>
		<category><![CDATA[cristianesimo]]></category>
		<category><![CDATA[ilparlamentare]]></category>
		<category><![CDATA[paolo callari]]></category>
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					<description><![CDATA[di Paolo Callari La rivoluzionarietà del messaggio dei Vangeli non smette di essere una spada. L’Ortodossia delle Chiese Orientali, del credo Musulmano, del “sionismo” di matrice Ebraica, permangono forti rispetto ad un Cristianesimo, che, pur frazionato in venticinque religioni di-verse nell’arco dei secoli, trova matrice comune in quella Parola, in inglese “Word”, che diventa Spada, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_13475" aria-describedby="caption-attachment-13475" style="width: 799px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.ilvaticanese.it/wp-content/uploads/il-buon-samaritano.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-13475" alt="Il Buon Samaritano " src="http://www.ilvaticanese.it/wp-content/uploads/il-buon-samaritano.jpg" width="799" height="564" /></a><figcaption id="caption-attachment-13475" class="wp-caption-text">Il Buon Samaritano</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">di Paolo Callari</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La rivoluzionarietà del messaggio dei Vangeli non smette di essere una spada.</strong> L’Ortodossia delle Chiese Orientali, del credo Musulmano, del “sionismo” di matrice Ebraica, permangono forti rispetto ad un Cristianesimo, che, pur frazionato in venticinque religioni di-verse nell’arco dei secoli, trova matrice comune in quella Parola, in inglese “Word”, che diventa Spada, (in inglese “S-Word), Matteo 10,34.</p>
<p style="text-align: justify;">Fragile, se non friabile, leggere le critiche dei giornalisti <strong>Antonio Socci, Bruno Vespa, Giuliano Ferrara, che mirano unicamente a fare mercato</strong> per i propri editori rispetto alle tematiche trattate più attinenti al fatto sociologico, ed in tal proposito voglio ricordare la <strong>“Fisiologia dell’Odio”</strong> come magistralmente narrata da Umberto Eco nelle pagine di Panorama nel 2011, che ad argomentazioni sensate dal punto di vista teologico.</p>
<p style="text-align: justify;">Molto più forte, a mio avviso, ricordare l’opera “La Chiesa del Paracleto”, di Vincenzo Soro, risalente al 1922. Opera scomoda per i mercati editoriali del tempo presente perché mai più ristampata. L’ipotesi di Vincenzo Soro è quella delle Chiese Gnostiche, scuole filosofiche contemporanee alla esperienza umana del Gesù storico, seppellite dalla sociologia delle religioni, che permane nell’ostracismo alla Chiesa di Francesco.</p>
<p style="text-align: justify;">Le Chiese Gnostiche , oramai sbiadite dal tempo del consumismo e della robotizzazione delle produzioni industriali, coeve al Cristo storico, potrebbero essere immaginate, in quanto scuole filosofiche, un cenacolo che educa i suoi per una via “Pietrina” più che “Paolina”. <strong>Vincenzo Soro, in estrema sintesi,</strong> altro non propone che una <strong>“Confederazione di Chiese”</strong> che non metta gli uni contro gli altri ma li unisca sotto un unico <strong>“Pax Pleroma”</strong>, piuttosto che lasciarsi mettere in conflitto dagli<strong> “arconti”</strong>.<br />
Nella parabola del “Buon Samaritano il protagonista non dichiara alcun credo religioso: le religioni rimangono un fatto squisitamente sociologico pertanto pertinente alla storia di un territorio piuttosto che del pianeta. Il Valli tratta in maniera inoppugnabile come la Croce e L’Aquila altro non sono che i simboli del potere temporale della Chiesa e dell’ Imperatore.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>ILSIMBOLO DEI CRISTIANI ERA IL &#8220;BUON PASTORE&#8221;</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La Chiesa di Francesco è quel Cristianesimo che restaura il messaggio originale dei Vangeli, peraltro nel Vangelo di Giovanni, o “Vangelo della Gloria”, di Crocifissione non se ne parla quanto piuttosto di resurrezione, creando i dissapori che la stampa non fa altro che esagerare come prevedibile in una umanità retta dagli “arconti”. Pertanto l’Anticristo non è Francesco ma chi, piuttosto che legare i popoli sotto un unico amore, li attrae e li riunisce, inducendo l’odio, mettendoli uno contro gli altri, lebbrosi e lazzaretti di esseri umani da arginare e da emarginare, una storia molto lontana dalla Teologia della Prossimità o del “Buon Samaritano”.</p>
<p style="text-align: justify;">Una lettura critica di chi scrive cosa, perché sarebbe utile per l’editoria nazionale Italiana che divulga notizie prive di fondamento teorico utili piuttosto a rotocalchi scandalistici.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A seguire abstract articolo “La Stampa”, Città del Vaticano , oggi 03.10.2016</strong><br />
<strong>Iacopo Scaramuzzi, Città del Vaticano.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Quanto al futuro del cristianesimo, padre Nicolas fa propria una tripartizione suggeritagli da un vescovo giapponese: «Quanto più viaggio in giro per il mondo, tanto più penso che quel vescovo avesse ragione: l’Asia è la Via; l’Europa e gli Usa si preoccupano della Verità; l’Africa e l’America Latina sono Vita e mantengono vivi i valori (amicizia, famiglia, bambini ecc.) che in altre parti del mondo abbiamo dimenticato. La 36esima congregazione generale è stata convocata dal superiore, padre Adolfo Nicolas, che ha deciso di rassegnare le dimissioni raggiunti gli ottant’anni di età. La presenza, per la prima volta, di un Papa gesuita, rende la 36esima congregazione «un incontro speciale»</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Compagnia di Gesù ha lavorato da più di 400 anni a servizio della Chiesa.</strong> Quanto al futuro del cristianesimo, padre Nicolas fa propria una tripartizione suggeritagli da un vescovo giapponese: «Quanto più viaggio in giro per il mondo, tanto più penso che quel vescovo avesse ragione: l’Asia è la Via; l’Europa e gli Usa si preoccupano della Verità; l’Africa e l’America Latina sono Vita e mantengono vivi i valori (amicizia, famiglia, bambini ecc.) che in altre parti del mondo abbiamo dimenticato.</p>
]]></content:encoded>
					
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		<title>Cronaca di una guerra annunciata..nel &#8220;secolo degli spettatori&#8221;</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2016/03/cronaca-di-una-guerra-annunciata-nel-secolo-degli-spettatori/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Mar 2016 21:38:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[bruxelles]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[libia]]></category>
		<category><![CDATA[paolo callari]]></category>
		<category><![CDATA[Servizi Segreti]]></category>
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					<description><![CDATA[di Paolo Callari/ Era nel 2008 quando, durante una conferenza dal titolo “L’Europa: tempio comune”, emerse la notizia che avremmo vissuto una guerra come spettatori distanti. La complessità del tempo presente ha colori tanto vividi e sgargianti per un occhio attento a rilevare segnali utili a valutare il futuro prossimo che lo spettatore rischia di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_10463" aria-describedby="caption-attachment-10463" style="width: 900px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/PORTAEREI.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-10463" alt="Portaerei" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/PORTAEREI.jpg" width="900" height="560" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/PORTAEREI.jpg 900w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/PORTAEREI-300x186.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/PORTAEREI-433x270.jpg 433w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a><figcaption id="caption-attachment-10463" class="wp-caption-text">Portaerei</figcaption></figure>
<p style="text-align: center;">di Paolo Callari/</p>
<p style="text-align: justify;">Era nel 2008 quando, durante una conferenza dal titolo <strong>“L’Europa: tempio comune”</strong>, emerse la notizia che avremmo vissuto una guerra come spettatori distanti.</p>
<p style="text-align: justify;">La complessità del tempo presente ha colori tanto vividi e sgargianti per un occhio attento a rilevare segnali utili a valutare il futuro prossimo che lo spettatore rischia di perdere la memoria della radice di ciò che, forse artatamente, non è stato cautamente evitato.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ come se il marinaio sulla coffa dell’albero maestro che avvista lo scoglio affiorante che rischia di affondare la nave riscontra un timoniere spregiudicato come fosse socio del cantiere nautico che riparerà il natante dopo l’impatto oppure “sperando cammina sulle acque” contando sulle probabilità di non impatto.</p>
<p style="text-align: justify;">I naufragi nel Mediterraneo, le migrazioni presenti e dense come mai nella storia degli ultimi settanta anni, rilevate e descritte in maniera imperfettibile dal sig. <strong>Presidente della Repubblica Italiana</strong>, lasciano comprendere chi si è dichiarato essere <strong>il timoniere incauto</strong> <strong>rispetto al valore della vita umana</strong> sperimentando come convergenti parametri e perimetri europei con storie e tradizioni fino ad oggi non sintetizzabili come un unicum di quella “madre patria” che alberga come sentimento degli <strong>Americani, dei Russi e dei Cinesi</strong>, territori vasti ma uniti <strong>con un solo governo nazionale</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tema della conferenza, <strong>Europa tempio comune</strong>, lascerebbe immaginare come se l’organizzazione fosse stata delegata al sentimento della Massoneria Universale, invece il relatore, uno dei traduttori personali di sua santità <strong>Papa Benedetto decimo sesto</strong>, ci raccontava di un <strong>incontro tenuto nella sua Germania dal Santo Padre in quel periodo storico</strong>, a motivo di <strong>costruire quei ponti che oggi sembrano franare</strong> da ogni dove.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LA GUERRA ANNUNCIATA ERA GIA&#8217; ALL&#8217;ORIZZONTE</strong><br />
Quella guerra annunciata, della quale noi avremmo dovuto sperimentare echi lontani, era già all’orizzonte lo scontro <strong>fra Israele ed Hamas</strong>, l’Iran terrorizzava l’occidente, la Cina sembrava l’unico fattore stabilizzante per il volume di forza spiegabile in campo, oggi non sembra più una questione scontata da potere vincere a tavolino.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo la teoria dei giochi, il dilemma del prigioniero, la migliore fra le guerre è l’accordo a tavolino, senza sostenere il costo di un aereo che si alza e consuma carburante e di una bomba che deflagrando dissipa energia potenziale, sempre che il timoniere, facendo riferimento alle poche righe spese sopra, non sia socio in affari con il cantiere nautico che deve riparare la nave che si scontra con lo scoglio affiorante già avvistato da chi è sulla coffa dell’albero maestro. <strong>La relazione epistolare avvenuta fra Einstein e Freud</strong> sui motivi che spingono il genere umano a muovere una guerra è il documento cardine rispetto al bilancio costi benefici di un qualsiasi conflitto armato già stimato da <strong>Sun Tzu</strong> come strategia marginale.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche nella storia presente, dove i satelliti in orbita geostazionaria, sembrano volare più in alto di tutti, le cosiddette aquile, che colgono i segni del futuro intuendoli nel presente, avevano “visto” più lontano quando, piuttosto che utilizzare gli aeroporti a supporto del bisogno dei migranti, i governi sovranazionali hanno finanziato le vie del mare.</p>
<p style="text-align: justify;">Poiché non amo i termini giornalistici del complotto, dei servizi deviati, governo ombra, e quant’altro alimenti il voyeurismo adeguato alla migliore vendita della pubblicità ma concettualmente inconsistente, ritengo che <strong>il timoniere che si è dimostrato tacitamente assente</strong> possa essere considerato in parte <strong>il governo sovranazionale di Bruxelles</strong>, e in parte, non fosse altro che la strategia della tensione per i fatti che leggiamo in Libia in questi giorni, <strong>giovi alla stabilità di governi europei friabili</strong> <strong>rispetto alle opposizioni dei movimenti podemos e cinquestelle</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">A suo tempo trattai l’argomento nel non luogo di Facebook assemblando voci assai prestigiose del mondo intellettuale e militare italiano sostenendo l’immediata necessità di un intervento in Libia con l’esercito di terra ma, le determinazioni politiche, portarono ad una riduzione di costi in armamenti per l’Italia e, in seguito, al presidio del Mediterraneo in quella parte della Siria prossima allo stato di Israele da parte della Russia, con il confronto conseguente con la confinante Turchia.</p>
<p style="text-align: justify;">Occupata e smembrata la Siria, porta di terra della “<strong>via della seta”</strong>, l’Europa risulta avvizzita ed impoverita dalle sanzioni contro la Russia e dai focolai di guerra che la circondano, senza che nulla, almeno così sembra, decidano i perimetri Europei se non di allertare i confini per eventualità di attacchi all’interno dei medesimi, quanto, piuttosto, arginare il fenomeno oltre frontiera senza stare ad aspettare che la fiamma divampi all’interno.</p>
<p style="text-align: justify;">In tempi di globalizzazione e del mercato unico tutto ciò sembrerebbe dissonante con quello che gli indici borsistici ci raccontano ogni giorno, influendo fra di loro come per la legge di domanda ed offerta che regola ogni prezzo, forse anche il costo sistemico di una guerra che ha troppi spettatori, <strong>Zygmunt Baumann : Il Secolo degli Spettatori.</strong></p>
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