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	<title>pandemia &#8211; Il Parlamentare</title>
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	<description>News e Comunicazione su Politica e Attualità</description>
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		<title>Calabria: Sanità allo sbando, tante parole e zero fatti.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 May 2021 19:26:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dalle Regioni]]></category>
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					<description><![CDATA[a cura dei Delegati del Movimento NOI/ Oramai è una consuetudine, alle parole ci siamo abituati. Tante parole, tante dichiarazioni ma nessuna di queste che si è poi trasformata in fatti tangibili. I politici locali e i profeti della sanità assunti con lauti stipendi e pagati con denaro pubblico, il nostro, quotidianamente sfornano dichiarazioni su [&#8230;]]]></description>
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<p class="has-text-align-center wp-block-paragraph">a cura dei <strong>Delegati del Movimento NOI</strong>/</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oramai è una consuetudine, alle parole ci siamo abituati. Tante parole, tante dichiarazioni ma nessuna di queste che si è poi trasformata in fatti tangibili. I politici locali e i profeti della sanità assunti con lauti stipendi e pagati con denaro pubblico, il nostro, quotidianamente sfornano dichiarazioni su programmi e progetti, nessuno dei quali finora ha portato alla risoluzione di un solo problema. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" src="http://noimagazine.it/wp-content/uploads/2021/05/fabio-gallo-non-e-larena-1024x706.jpg" alt="" class="wp-image-5355"/><figcaption>Fabio Gallo insieme a Lino Polimeni su La7 in collegamento da Cosenza per il caso Sanità Calabrese</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Bisogna comprendere se, come ha giustamente dichiarato <strong>Fabio Gallo Portavoce nazionale del Movimento NOI</strong>, al <strong>Presidente del Consiglio Mario Draghi</strong> interessi o no la Calabria e, soprattutto, se veramente vuole cambiare le cose.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="http://noimagazine.it/wp-content/uploads/2021/05/Guarscio-Cosenza-protesta01.jpg" alt="" class="wp-image-5484" width="702" height="395"/><figcaption>La protesta dei tifosi del Cosenza contro il Presidente Guarascio</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Quando nel cuore della Pandemia, a Cosenza, si vede <strong>un codazzo di centinaia di persone</strong> che protestano contro il <strong>Presidente Eugenio Guarascio </strong>per la retrocessione della squadra di calcio in serie C e, al contrario, <strong>4 gatti in alcuni appuntamenti importanti </strong>come quello della <strong>diretta da Cosenza su La7</strong> sulla questione <strong>Sanità calabrese</strong>, qualche dubbio se fossimo il Presidente Draghi anche a noi verrebbe. Evidentemente siamo oramai cosi abituati ad essere comandati, che l’alternanza politica commissariale ai cittadini non interessa proprio più. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" src="http://noimagazine.it/wp-content/uploads/2021/05/la7giletti-1024x568.jpg" alt="" class="wp-image-5486"/></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Questo però è un problema serio</strong>, perché chi prima, chi dopo, tutti potremmo trovarci difronte al grave problema della mala sanità a meno che non si ha l’amico di turno o non si decida di prendere il famoso aereo/treno della speranza. Ovviamente, gli apicali assunti da fuori come salvatori della patria, sono mossi soltanto dall’idea di far quadrare i conti, e quindi compiere il loro compitino. Ma, ripristinare dalle fondamenta la sanità calabrese, non è solo questo. Qui bisogna riorganizzare tutto partendo dalla preistorica macchina assistenziale per garantire non diciamo una ottimale ma quantomeno decente sanità ai cittadini calabresi. Le parole e i comunicati stampa dei vari soggetti politici con le false promesse non servono più, adesso servono solo i fatti. Che purtroppo non arrivano. <strong>Per risolvere i problemi è importante unire competenza innanzitutto, abnegazione verso quello che si sta facendo e, soprattutto, senso di appartenenza</strong>. Fino ad oggi, però, soltanto passerelle. Si ha chiara l’impressione che al Governo centrale nulla importi delle sorti della Calabria e qui torna ad essere centrale e davvero opportuno <strong>l’urlo di Fabio Gallo su La7</strong>.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" src="http://noimagazine.it/wp-content/uploads/2020/06/pronto-soccorso-1024x682.jpg" alt="Pronto Soccorso" class="wp-image-4240"/><figcaption>Pronto Soccorso</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sono trascorsi mesi oramai ed il pronto soccorso di Cosenza è decimato</strong>, è acefalo per la mancanza di un primario e, inoltre, di personale paramedico ed OSS, per poter fornire agli ammalati il minimo dell’assistenza. Di quei famosi primi 3 medici promessi che poi sono diventati sei, neanche l’ombra. Sono stati assunti per l’emergenza Covid 4 giovani medici che ironia della sorte non appena finirà lo stato di emergenza automaticamente concluderanno il loro contratto. Sono rimasti 7 medici (tutte donne) ai quali si aggiungono 4 medici che lavorano ai codici bianchi che affetti da talune inabilità sono esonerati dall’assistere l’emergenza. Il resto dei turni, è coperto da medici che lavorano a prestazioni aggiuntive provenienti da altri reparti e fanno lo straordinario. E <strong>i poveri unici sette medici rimasti,</strong> talvolta, devono sobbarcarsi turni anche di 18 ore, per senso di responsabilità ma soprattutto come si diceva prima, senso di appartenenza. Perché è vero che se le competenze vacillano ma si è dotati di abnegazione e spirito di appartenenza i risultati si ottengono.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="http://noimagazine.it/wp-content/uploads/2021/05/maurizio-bortoletti-1024x548.jpg" alt="Il Colonnello dei Carabinieri Maurizio Bortoletti, Movimento NOI" class="wp-image-5470"/><figcaption>Il Colonnello dei Carabinieri Maurizio Bortoletti</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Diciamo a gran voce alla <strong>dott.ssa Mastrobuono</strong> e al <strong>dott. Barbato</strong> che non è corretto nei confronti di un popolo stare qui solo per onere del contratto o per svolgere il compitino, se veramente non si ha interesse a risolvere i tanti e difficili problemi bisogna dimettersi. Inoltre, chiediamo al <strong>commissario Longo</strong> di voler procedere con nomine di persone che nello stesso campo hanno ottenuto risultati eccellenti come ad esempio il Colonnello <strong>Maurizio Bortoletti</strong>, ricordandogli che, seppur per una poltrona così pesante e prestigiosa come lo è appunto quella <strong>dell’AO di Cosenza</strong>, <strong>ha individuato Isabella Mastrobuono</strong>, manager con un trascorso professionale alle spalle, alla stessa, pare non manchino alcuni scheletri nell’armadio. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" src="http://noimagazine.it/wp-content/uploads/2021/05/barbatoemastrobuono-1024x489.jpg" alt="" class="wp-image-5482"/><figcaption>La Dott.ssa Mastrobuono e il Dott. Barbato</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Uno di questi, nel Lazio, ha fatto molto rumore. Ricordiamo infatti che, nell’autunno del 2015, la Mastrobuono è direttore generale dell’Asl di Frosinone ed è in corsa per andare a dirigere un altro ospedale molto prestigioso della città’, ma, il presidente della Regione <strong>Nicola Zingaretti</strong> letteralmente la “silura”. Per una ragione secca e semplice, dunque, non ha raggiunto gli obiettivi aziendali all’interno dell’Asl e l’organismo indipendente di valutazione l’ha sonoramente bocciata. Ma gli obiettivi da raggiungere, secondo Mastrobuono, sarebbero stati inseriti in corso d’opera dalla Regione e dall’Asl e non sarebbero stati presenti al momento della sottoscrizione del contratto. Alla Mastrobuono, stando al dossier redatto all&#8217;epoca <strong>dall&#8217;Organismo indipendente di valutazione della Regione Lazio</strong>, venne contestato il mancato abbattimento delle liste di attesa, il ritardo nell&#8217;adozione del bilancio, il ricorso ad assunzioni non autorizzate dalla Regione. Un altro degli aspetti più criticati è risultato essere quello del sovraffollamento dei Pronto Soccorso nel Dea di Frosinone e nella struttura di Sora. <strong>La media del punteggio ottenuto dalla ex manager risultò pari a 6,4 mentre il minino richiesto era pari a 7</strong>. Ciononostante, quattro anni dopo, l&#8217;ex direttore della Asl di Frosinone evidentemente meritò un premio, e fu nominata nuova Manager dell’AO di Cosenza.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="http://noimagazine.it/wp-content/uploads/2020/12/movimento-civico-noi-2-1024x532.jpg" alt="Il Movimento civico NOI - I Valori" class="wp-image-4751"/><figcaption>Il Movimento civico NOI &#8211; I Valori</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">A questo punto, sarebbe forse opportuna una <strong>maggiore osservanza </strong>da parte della <strong>Commissione Sanità del comune di Cosenza</strong> e, in tal caso, ci rivolgiamo alla <strong>dottoressa De Marco</strong> consigliandole una <strong>maggiore vigilanza dell’operato dei vertici dell’AO</strong> e dei risultati ottenuti finora che appaiono, presumibilmente, vicini allo zero. Perché, se è pur vero che le elezioni sono vicine, e bisogna prepararsi, la <strong>salute dei cittadini in questo momento è certamente la maggiore priorità</strong>.</p>
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		<title>Sanità in Calabria al centro del manifesto-denuncia del Movimento NOI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 May 2021 19:26:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
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					<description><![CDATA[Ancora una volta la rete sanitaria della provincia di Cosenza ha fatto flop nel momento più importante in cui il meccanismo già reduce delle due precedenti ondate di Covid, invece di funzionare, ha dimostrato di non essere all’altezza. La rete Asp di Cosenza con tutti i suoi problemi naviga da anni in un buco di [&#8230;]]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Ancora una volta <strong>la rete sanitaria della provincia di Cosenza ha fatto flop</strong> nel momento più importante in cui il meccanismo già reduce delle due precedenti ondate di Covid, invece di funzionare, ha dimostrato di non essere all’altezza. La rete Asp di Cosenza con tutti i suoi problemi naviga da anni in un buco di debiti talmente grande che la stessa <strong>Procura della Repubblica di Cosenza</strong> ha dichiarato che sarà impossibile ricostruire con precisione i bilanci precedenti e la loro relativa approvazione. <strong> </strong>A ciò si aggiunga l’inesistenza di politiche degne di essere chiamate tali da parte della <strong>Regione Calabria, governata da improvvisazione e incompetenza </strong>al punto tale da avere fatto dimenticare per averlo oltrepassato di molto, quanto di peggio è stato già conosciuto nel passato e che si riteneva insuperabile per mala gestione. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" width="1200" height="784" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Fabio-Gallo-portavoce-nazio.jpg" alt="Fabio Gallo - Portavoce nazionale del Movimento civico NOI" class="wp-image-15616" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Fabio-Gallo-portavoce-nazio.jpg 1200w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Fabio-Gallo-portavoce-nazio-300x196.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Fabio-Gallo-portavoce-nazio-413x270.jpg 413w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Fabio-Gallo-portavoce-nazio-768x502.jpg 768w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Fabio-Gallo-portavoce-nazio-696x455.jpg 696w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Fabio-Gallo-portavoce-nazio-1068x698.jpg 1068w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption>Fabio Gallo &#8211; Portavoce nazionale del Movimento civico NOI</figcaption></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Lo dichiara il Portavoce del Movimento NOI Fabio Gallo unitamente al Comitato Sanità dello stesso Movimento che propongono una dura analisi del contesto</strong> attraverso la quale si chiede ai Commissari e ai Dirigenti della Sanità di prendere le distanze dalla gestione irresponsabile della Sanità dei calabresi da parte della mala politica, compiendo azioni immediate al fine di colmare il vuoto strategico che insiste nella Sanità Calabrese con immediate assunzioni del personale mancante.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><strong>I dati parlano chiaro</strong></p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La Calabria è ultima come dotazione di posti letto negli ospedali con appena 1,95 posti letto ogni mille abitanti.</strong> I dati del ministero della Salute del 2018, giusto per porre confronto del divario tra Nord e Sud dicono che per ogni 100mila abitanti in Puglia si hanno 7,92 posti nelle terapie intensive, in Sardegna 7,5, in Sicilia 7,84, in Calabria 7,85, in Basilicata 8,7 e in Campania 8,72. Le Regioni del Sud occupano quasi tutte le ultime posizioni, <strong>in testa alla graduatoria ci sono soprattutto Regioni del Centro-Nord</strong>: spicca la Liguria con 11,99 posti letto di terapia intensiva ogni 100mila residenti, segue il Friuli Venezia Giulia (10,45), al quarto posto c’è l’Emila Romagna (10,06), la Toscana (10,1), Valle d’Aosta (9,54), Veneto (9,37). </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><strong>Incapacità politica e gestionale</strong></p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">L’emergenza Covid-19 ha portato l’Italia a correre ai ripari ma, incredibile a credersi, non <strong>la Calabria che sembra essere staccata dal resto del Paese.</strong> In Calabria si sviscera, senza tema di smentita, l’incapacità politica e professionale di chi gestisce il sistema sanità. Un vortice di inefficacia che non ha risparmiato i Commissari delegati dal Governo divenuti delle vere icone di inefficacia.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><strong>I numeri dei posti letto</strong></p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">In Calabria nonostante tutti gli scandali, non si registra un aumento dei posti letto nelle rianimazioni. <strong>Il Veneto</strong>, ad esempio, <strong>ha aggiunto 338 posti letto</strong> alla sua dotazione iniziale, <strong>la Lombardia 208</strong>. In <strong>Calabria da 109 posti letto</strong> in terapia intensiva <strong>si è giunti appena a 141</strong>. Dall&#8217;inizio dell&#8217;anno si è in attesa di <strong>ulteriori 80 posti</strong> che porterebbero la regione ad avere una dotazione complessiva di 221 posti di terapia intensiva.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><strong>Commissari inutili</strong> <strong>e inefficaci</strong></p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Per quanto riguarda l’Hub del capoluogo bruzio, <strong>il decreto Calabria ha portato l’avvicendarsi di due Commissari che in comune hanno avuto</strong> – giudichiamo dai fatti &#8211; <strong>il dono dell’immobilismo e dell’incapacità gestionale</strong> che come unico evidente risultato, ha portato il peggioramento del piano assistenziale nei confronti dei cittadini e dei bilanci della Sanità, a causa dei loro lauti compensi. <strong>Ad esserne convinto è anche il neo responsabile regionale alla Sanità per la Lega in Calabria</strong> <strong>Elio D&#8217;Alessandro</strong> che proprio in queste ore ha affermato <em><strong>&#8220;E&#8217; necessario avere coraggio e guardare la realtà: in Calabria bisogna fare tabula rasa. Anche il commissario Longo, che ha un’ottima carriera, non sa nulla sulla Sanità e lo affiancano coloro che l’hanno distrutta&#8221;.</strong></em></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><strong>Nessun cambiamento. Le cose peggiorano</strong></p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Nulla è cambiato e i cittadini bisognosi di cure non hanno risposte quando si recano nei centri ospedalieri. </strong>La carenza di personale non solo medico ma soprattutto di infermieri e oss, limita le performance ospedaliere costringendo i vertici ad accorpare più reparti in una corsia riducendo la capacità assistenziale ed aumentando le liste d’attesa e <strong>costringendo i cittadini a migrare altrove implementando l’economia delle regioni del nord.</strong> Non si comprende come sia possibile, inoltre, che si rivendichino massive quantità di fondi europei dopo avere sperperato fondi UE per miliardi e miliardi, dopo avere costruito, attrezzato e inaugurato Ospedali, per poi chiuderli.<strong> Un tema, questo, sul quale la classe politica deve riflettere e subito </strong>anche per non legittimare il dubbio di potenti infiltrazioni mafiose che spingono la classe politica calabrese a richiedere fondi europei in quantità superiore alla capacità reale di spesa e investimento del territorio.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><strong>Parliamo dei concorsi</strong></p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Bisogna sottolineare che reparti cruciali come <strong>il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Cosenza ha una graduatoria concorsuale già pronta </strong>da tempo dalla quale ancora non è stato chiamato nessun medico, bensì solo 2 specializzandi con il rischio di affidare loro un compito al quale svolgimento potrebbero non essere ancora pronti. Mancano inoltre Oss ed infermieri e questo deficit allunga i tempi di presa in carico e trattamento dei pazienti in attesa di cure.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><strong>Parliamo delle strutture</strong></p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le strutture sono vetuste e cadenti.</strong> E’ sufficiente un temporale per causare perdite d’acqua dai soffitti, tamponati alla buona. Le serrature tutt’altro che antiscasso, permettono ai malintenzionati come accaduto, di entrare tranquillamente nei reparti profittando dell’oscurità per compiere il vile gesto di derubare dei loro beni anziani ricoverati. In tal senso,<strong> in una struttura da considerare una groviera in quanto chiunque può accedere anche nei settori più delicati, non mancano episodi di violenza inaudita</strong> registrati contro il personale medico del Pronto Soccorso.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><strong>La crisi delle strutture periferiche pesa sull’Hub di Cosenza</strong></p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">A ciò si aggiunga che <strong>la mancanza di strutture adeguate e funzionanti nella periferia </strong>fa sì che gli ospedali periferici trasferiscano all’hub della capitale bruzia patologie dalle più banali alle più severe mettendo a dura prova la capienza della struttura e la tenuta psicologica del personale che è soggetta a turni sempre più’ estenuanti.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><strong>Parliamo del Reparto Covid mai aperto</strong></p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Al Commissario straordinario dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza <strong>Isabella Mastrobuono</strong> ed al Direttore Sanitario dell&#8217;Azienda ospedaliera di Cosenza <strong>Angelo Barbato</strong>, facciamo notare che da quanto <strong>ci risulta il nuovo reparto Covid che doveva essere aperto al secondo piano del plesso di Via Migliori a Cosenza, nello stesso giorno deciso per l’apertura è stato, invece, immediatamente bloccato per carenza di personale medico ed infermieristico.</strong> Chi si sarebbe dovuto occupare di questo nuovo reparto, infatti, era stato, evidentemente in maniera azzardata, nello stesso corpo sanitario già impegnato in altri reparti e anche con doppi turni. A questo punto la domanda appare scontata: si è capito o no che nel Pronto Soccorso di Cosenza e nell’Ospedale tutto insiste un drammatico vuoto di personale sanitario? O ancora no?</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><strong>E’ necessaria una ricognizione del personale</strong></p></blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Agli stessi, in tal senso, chiediamo se hanno mai fatto una ricognizione del personale sanitario e amministrativo al fine di verificare se tutti sono al loro effettivo posto di lavoro e se la carenza di personale possa dipendere anche da possibili assunti nella qualità di infermieri, capo sala e oss che, invece, vengono impegnati in altri uffici, magari comodamente in poltrona, come negli uffici di Via San Martino o altri. Sarebbe il caso di verificarne? <strong>Il Movimento NOI è dalla parte di chi, oggettivamente, sta caricando sulle proprie spalle gravami insostenibili</strong> e si fa carico del lamento dei lavoratori che chiedono risposte chiare. Motivo per il quale <strong>invitiamo chi di dovere</strong>, ammesso che esista, <strong>ad espletare indagini approfondite</strong>, <strong>per sapere quale è il personale che risulta far parte del comparto amministrativo e di quello sanitario</strong>. Sarebbe una grave mancanza nei confronti della Pubblica Amministrazione e dei cittadini tutti, nonché di tutti i loro colleghi, se la carenza di personale fosse dovuta anche a questo. E’ opportuno ricordare a chiunque che se si assume un infermiere o un oss e poi lo si impiega con mansioni di segreteria rimuovendolo dal compito assistenziale senza promuoverlo nell’organico del personale amministrativo, è normale che i conti non torneranno mai a chi amministra e a pagarne le conseguenze saranno i pazienti ed il Corpo Sanitario spogliato da unità lavorative preziose.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Alla Commissario Longo, al Commissario Mastrobuono e al dott. Barbato chiediamo un profondo esame di coscienza</strong> perché non debbano giustificare l’ingiustificabile o problemi atavici creati da altri. A loro chiediamo di stare dalla parte della verità e della salute pubblica. Lo si deve ai cittadini che pagano con le tasse lo stipendio di chi opera nell’amministrazione sanitaria. <strong>i Commissari inviati dal Governo prendano le distanze dalla cattiva gestione della Sanità pubblica che assume sempre più lineamenti e connotati della politica corrotta, culturalmente mafiosa e della corruzione che rappresenta l’involuzione del sistema Paese che tutti abbiamo il dovere di salvare partendo dalla Calabria.</strong></p>
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		<title>Covid, Conte: su rallentamenti vaccini ricorreremo in sede legale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Jan 2021 13:19:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Top News]]></category>
		<category><![CDATA[covid19]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe conte]]></category>
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					<description><![CDATA[“Le ultime notizie che ci arrivano dalle aziende produttrici dei vaccini anti-Covid sono preoccupanti”. Lo scrive su facebook il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. “Dapprima Pfizer-Biontech ha comunicato un rallentamento della distribuzione ai Paesi europei delle dosi di vaccino già programmate e questo sta penalizzando proprio i Paesi che, come l’Italia, stanno correndo più velocemente: [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">“Le ultime notizie che ci arrivano dalle aziende produttrici dei vaccini anti-Covid sono preoccupanti”. Lo scrive su facebook il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Dapprima Pfizer-Biontech ha comunicato un rallentamento della distribuzione ai Paesi europei delle dosi di vaccino già programmate e questo sta penalizzando proprio i Paesi che, come l’Italia, stanno correndo più velocemente: le Regioni italiane sono costrette a rallentare le nuove somministrazioni per assicurare il richiamo alle persone già vaccinate – spiega il premier -. Ma ancora più preoccupanti sono le notizie di ieri diffuse da AstraZeneca, il cui vaccino è in attesa di essere presto distribuito anche nell’Unione Europea. Se fosse confermata la riduzione del 60% delle dosi che verranno distribuite nel primo trimestre significherebbe che in Italia verrebbero consegnate 3,4 milioni di dosi anziché 8 milioni”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Questa mattina il ministro Speranza e il commissario Arcuri hanno incontrato con urgenza i vertici di Astrazeneca Italia, che però hanno confermato il ridimensionamento della capacità produttiva – ammette Conte -. Tutto questo è inaccettabile. Il nostro piano vaccinale, approvato dal Parlamento italiano e ratificato anche in Conferenza Stato-Regioni, è stato elaborato sulla base di impegni contrattuali liberamente assunti e sottoscritti dalle aziende farmaceutiche con la Commissione Europea. Questi rallentamenti delle consegne costituiscono gravi violazioni contrattuali, che producono danni enormi all’Italia e agli altri Paesi europei, con ricadute dirette sulla vita e la salute dei cittadini e sul nostro tessuto economico-sociale già fortemente provato da un anno di pandemia”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Ricorreremo a tutti gli strumenti e a tutte le iniziative legali, come già stiamo facendo con Pfizer-Biontech, per rivendicare il rispetto degli impegni contrattuali e per proteggere in ogni forma la nostra comunità nazionale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Asca NEWS &#8211; www.ascanews.it </p>
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		<title>Coronavirus: 29 regole e multe salate: ecco il nuovo decreto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2020 10:18:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Apertura]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[emergenza sanitaria]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[nuovo decreto]]></category>
		<category><![CDATA[pandemia]]></category>
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					<description><![CDATA[Multe da 400 a 3000 euro e il rischio del carcere fino a 5 anni per chi viola volontariamente la quarantena essendo positivo e che incorre in un reato contro la salute pubblica, provocando il diffondersi dell&#8217;epidemia. Un elenco di 29 gruppi di regole e limitazioni anti contagio che il governo potrà adottare fino alla fine dell&#8217;emergenza, con [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><figure id="attachment_14599" aria-describedby="caption-attachment-14599" style="width: 620px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/PresidenteConte.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-14599" alt="Il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/PresidenteConte.jpg" width="620" height="312" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/PresidenteConte.jpg 620w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/PresidenteConte-300x150.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/PresidenteConte-480x241.jpg 480w" sizes="(max-width: 620px) 100vw, 620px" /></a><figcaption id="caption-attachment-14599" class="wp-caption-text">Il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte</figcaption></figure></p>
<p style="text-align: justify;">Multe da 400 a 3000 euro e il rischio del carcere<strong> fino a 5 anni</strong> per chi viola volontariamente la quarantena essendo positivo e che incorre in un reato contro la salute pubblica, <strong>provocando il diffondersi dell&#8217;epidemia</strong>. Un elenco di 29 gruppi di regole e limitazioni anti contagio che il governo potrà adottare fino alla fine dell&#8217;emergenza, con provvedimenti da rinnovare mese per mese. E che le Regioni potranno anche inasprire, ma solo negli ambiti di loro competenza.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nuovodecreto-25marzo2020.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14598" alt="nuovodecreto-25marzo2020" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nuovodecreto-25marzo2020.jpg" width="600" height="400" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nuovodecreto-25marzo2020.jpg 600w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nuovodecreto-25marzo2020-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nuovodecreto-25marzo2020-405x270.jpg 405w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a>Con il nuovo decreto anti-Coronavirus il governo <strong>dà copertura normativa a tutti i divieti introdotti finora con i Dpcm</strong> e delimita il campo d&#8217;azione proprio e dei governatori, <strong>facendo salve le ordinanze locali per altri 10 giorni</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Per le sanzioni si prevede anche il raddoppio per i recidivi e l&#8217;aumento di un terzo se si circola in auto senza ragione. E&#8217; possibile chiudere da 5 a 30 giorni, una volta superata l&#8217;emergenza, l&#8217;attività dei negozi che restano aperti nonostante i divieti. E le nuove regole saranno valide anche per chi sia già stato sanzionato, limitando così anche il rischio di ricorsi a raffica in tribunale.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nuovodecreto.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14597" alt="Coronavirus in Italy" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nuovodecreto.jpg" width="700" height="467" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nuovodecreto.jpg 700w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nuovodecreto-300x200.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/nuovodecreto-404x270.jpg 404w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>Ecco i 28 ambiti di azione per contenere il virus:</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; limitazione della circolazione delle persone, compresa la possibilità di allontanarsi dalla propria residenza, domicilio o dimora, o di entrare o uscire dal territorio nazionale se non per spostamenti individuali, limitati nel tempo e nello spazio e motivati da esigenze lavorative, da situazioni di necessità o urgenza, da motivi di salute o da altre specifiche ragioni;</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; chiusura al pubblico di strade urbane, parchi, aree gioco, ville e giardini pubblici o altri spazi pubblici;</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; divieto di allontanamento e di ingresso in territori comunali, provinciali o regionali;</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; quarantena per chi ha avuto contatti stretti con contagiati &#8211; divieto assoluto di uscire di casa per i positivi;</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; limiti o stop a riunioni o assembramenti in luoghi pubblici</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; niente eventi e riunioni anche culturali, ludiche, sportive, ricreative e religiose;</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; sospensione delle cerimonie civili e religiose, limitazione dell&#8217;ingresso nelle chiese;</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; chiusura di cinema, teatri, sale da ballo, discoteche, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, centri culturali, centri sociali e centri ricreativi;</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; sospensione di congressi e convegni, solo videoconferenze;</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; limitazione o sospensione di eventi e competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, compresa la possibilità di disporre la chiusura temporanea di palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori e impianti sportivi, anche se privati;</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; limiti o stop ad attività ludiche o sportive all&#8217;aperto; &#8211; possibilità di ridurre o sospendere i trasporti pubblici;</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; sospensione o chiusura di tutte le scuole e le università, anche per gli anziani, i master e i corsi professionali, ferma la possibilità di svolgimento di attività formative a distanza;</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; stop a gemellaggi e viaggi di istruzione;</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; limitazione o chiusura dei musei e luoghi culturali;</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; limitazione della presenza fisica negli uffici pubblici, salve le attività indifferibili e i servizi essenziali puntando prioritariamente sullo smart working;</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; limitazione o sospensione dei concorsi, salvo a distanza;</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; limitazione o sospensione per i negozi, ad eccezione di quelle che garantiscono beni alimentari e di prima necessità che devono comunque assicurare le distanze anti contagio;</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; limitazione o sospensione per bar e ristoranti;</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; limitazione o sospensione di ogni altra attività d&#8217;impresa o di attività professionali e di lavoro autonomo con possibilità di esclusione dei servizi di pubblica necessità previa assunzione di protocolli di sicurezza anti-contagio e con adozione di adeguati strumenti di protezione individuale;</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; limitazione a fiere e mercati, salvo quelli alimentari;</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; specifici divieti o limitazioni per gli accompagnatori dei pazienti al pronto soccorso;</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; limitazione dell&#8217;accesso di parenti in ospedali, hospice, residenze sanitarie e per gli anziani, nonché nelle carceri;</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; obblighi di comunicazione al servizio sanitario nazionale per chi è transitato o ha sostato in zone a rischio epidemiologico indicate da Oms o Ministro della salute;</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; disporre misure di informazione e di prevenzione;</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; lavoro agile anche in deroga alle discipline vigenti;</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; previsione che le attività consentite si svolgano evitando assembramenti e rispettando distanza e protocolli anti contagio;</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; possibilità per il prefetto di autorizzare deroghe alle varie limitazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte Ansa</p>
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		<title>Coronavirus, in Puglia medico va in ospedale con sintomi: 7 sanitari infetti. Primario di Bari: “Ricoveri di genitori di figli rientrati dal Nord”</title>
		<link>https://ilparlamentare.it/2020/03/coronavirus-in-puglia-medico-va-in-ospedale-con-sintomi-7-sanitari-infetti-primario-di-bari-ricoveri-di-genitori-di-figli-rientrati-dal-nord/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2020 22:30:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Dalle Regioni]]></category>
		<category><![CDATA[castellaneta ospedale]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[emergenza]]></category>
		<category><![CDATA[Medici]]></category>
		<category><![CDATA[pandemia]]></category>
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					<description><![CDATA[a cura della Redazione/ “Gravissimo, inaudito, inconcepibile”. Sono le parole di Giovanni Gugliotti, sindaco di Castellaneta, piccolo comune di provincia di Taranto nel quale si teme la nascita di un focolaio di coronavirus nell’ospedale. Sono sette i medici, infermieri e personale sanitario risultati positivi ai tamponi e contagiati, secondo quanto trapelato, per i contatti con un medico che pur avendo avvertito nelle scorse settimane i sintomi causati dal virus avrebbe continuato a recarsi al [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Coronavirus-690x362.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14572" alt="Coronavirus-690x362" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Coronavirus-690x362.jpg" width="690" height="362" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Coronavirus-690x362.jpg 690w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Coronavirus-690x362-300x157.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/Coronavirus-690x362-480x251.jpg 480w" sizes="auto, (max-width: 690px) 100vw, 690px" /></a>a cura della Redazione/</p>
<p style="text-align: justify;">“Gravissimo, inaudito, inconcepibile”. Sono le parole di Giovanni Gugliotti, sindaco di Castellaneta, piccolo comune di provincia di Taranto nel quale si teme la nascita di un focolaio di coronavirus nell’ospedale. Sono sette i medici, infermieri e personale sanitario risultati positivi ai tamponi e contagiati, secondo quanto trapelato, per i contatti con un medico che pur avendo avvertito nelle scorse settimane i sintomi causati dal virus avrebbe continuato a recarsi al lavoro nella struttura sanitaria.</p>
<p style="text-align: justify;">Il fronte della Puglia<br />
A questo si aggiunge un secondo punto: non è chiaro se il medico nelle scorse settimane sia stato a Milano per riportare a casa un parente o se il parente sia tornato autonomamente. Il nodo dei rientri dal Nord Italia in Puglia, ancora una volta, resta cruciale. Come spiegato negli scorsi giorni dal primario di Malattie Infettive del Policlinico di Bari che ha denunciato molti ricoveri tra i genitori dei figli rientrati dal Nord.</p>
<p style="text-align: justify;">Il caso dell’ospedale di Castellaneta<br />
Dalla sua pagina Facebook, il sindaco Gugliotti, che venerdì mattina si è sottoposto al tampone, ha spiegato che “un medico, che lavora in ospedale, è andato lì, in nosocomio, e invece di passare dal pre-triage come prevedono la procedura e i protocolli, è andato regolarmente al pronto soccorso, come se nulla fosse, e da lì è andato poi nei reparti” della struttura sanitaria. “Si è permesso il lusso di girare vari reparti e ora abbiamo medici, caposala e impiegati della direzione sanitaria positivi”, denuncia. La struttura ospedaliera si era infatti dotata di una tenda in cui veniva effettuato il pre-triage, cioè una pre analisi per individuare casi sospetti ed evitare il loro transito nel pronto soccorso e nei vari reparti. Un sistema che invece sarebbe ignorato causando un danno che ora mette a rischio l’operatività dell’ospedale.</p>
<div id="adv-intext-0" style="text-align: justify;" data-sizes="[[300,250],&quot;fluid&quot;,[336,280]]" data-ad-unit="FattoQ_300x250_First_Art"></div>
<p style="text-align: justify;">Emiliano: “Procedimento disciplinare. E indaghi la procura”<br />
Sul tema è intervenuto anche il governatore Michele Emiliano che ha chiesto al direttore generale dell’Asl di Taranto di avviare la procedura di licenziamento del medico e ha poi contattato il procuratore Carlo Maria Capristo e l’aggiunto Maurizio Carbone perché indaghi la magistratura. “A causa di quanto accaduto – ha spiegato Emiliano in una nota – saranno probabilmente chiusi molti reparti dell’ospedale e posti in quarantena moltissimi sanitari”. Il danno alla comunità, aggiunge il governatore, “è enorme”. E sottolinea: “Si aggiunga che molto probabilmente queste condotte violano diverse norme penali che prevedono gravi conseguenze sull’autore dell’eventuale reato. Ho dato indirizzo al dg Rossi di avviare un procedimento disciplinare finalizzato all’eventuale sospensione e successivo licenziamento ove i fatti ipotizzati venissero oggettivamente accertati”. Al momento l’ospedale di Castellaneta è ancora funzionate: nelle prossime ore dovrebbero arrivare i risultati di altri tamponi effettuati sul personale ed è a quel che punto che Asl e Regione Puglia decideranno sulle misure da adottare. Nel Palazzo di giustizia di Taranto, invece, la procura attende che l’Asl invii una relazione sulla vicenda per aprire un fascicolo di indagine e valutare eventuali responsabilità penali.</p>
<p style="text-align: justify;">Il primario di Bari: “Ricoveri tra genitori di chi è tornato dal Nord”<br />
In Puglia, insomma, la situazione sembra peggiorare giorno dopo giorno. La causa, come detto, potrebbe essere principalmente legata ai rientri dal Nord Italia e in particolare dalla Lombardia. Nei giorni scorsi il professor Gioacchino Angarano, direttore del reparto di Malattie infettive al Policlinico di Bari, in una intervista al <em>Corriere del Mezzogiorno</em> aveva denunciato il ricovero di persone “i cui figli sono tornati dal Nord nei giorni scorsi: prevedo – aveva a aggiunto – per questo grandi o piccoli focolai che a loro volta creeranno altri focolai. L’epidemia durerà ancora”. L’ultima ondata di rientri è stata monitorata dall’Asl che dopo aver provveduto alla scansione termometrica degli arrivati, ha scoperto che una parte di loro è giunta nelle destinazioni pugliesi – come ha raccontato oggi <em>Repubblica</em> – con la febbre. Non un elemento che sancisca la positività al test, ma certamente un indizio che avrebbe dovuto indurre a maggiore attenzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte Il Fatto Quotidiano</p>
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		<title>Coronavirus, superate le 4mila vittime. Nuova ordinanza, chiusi i parchi. Vietati spostamenti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione Il Parlamentare]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2020 21:07:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[covid 19]]></category>
		<category><![CDATA[emergenza]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[virus]]></category>
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					<description><![CDATA[a cura della Redazione/ Superate le 4mila vittime in Italia per coronavirus. Sono 4.032 i morti, con un incremento rispetto a mercoledì di 627. E&#8217; il maggior incremento dall&#8217;inizio dell&#8217;emergenza. Il dato è stato reso noto dalla Protezione Civile. Ieri l&#8217;aumento era stato di 427. Sono 5.129 le persone guarite in Italia dopo aver contratto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/coronavirus-bici.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-14551" alt="Emergenza Coronavirus: parco nord Milano" src="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/coronavirus-bici.jpg" width="700" height="451" srcset="https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/coronavirus-bici.jpg 700w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/coronavirus-bici-300x193.jpg 300w, https://ilparlamentare.it/wp-content/uploads/coronavirus-bici-419x270.jpg 419w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a>a cura della Redazione/</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Superate le 4mila vittime in Italia per coronavirus. Sono 4.032 i morti, con un incremento rispetto a mercoledì di 627. E&#8217; il maggior incremento dall&#8217;inizio dell&#8217;emergenza. Il dato è stato reso noto dalla Protezione Civile. Ieri l&#8217;aumento era stato di 427.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sono 5.129 le persone guarite in Italia dopo aver contratto il coronavirus, 689 in più di ieri. Ieri il dato giornaliero sui guariti era di 415.  Sono complessivamente 37.860 i malati di coronavirus in Italia, con un incremento rispetto a mercoledì di 4.670. Il numero complessivo dei contagiati &#8211; comprese le vittime e i guariti &#8211; ha raggiunto i 47.021. Il dato è stato fornito dal commissario per l&#8217;emergenza Angelo Borrelli in conferenza stampa alla Protezione Civile. Sono complessivamente 37.860 i malati di coronavirus in Italia, con un incremento rispetto a mercoledì di 4.670. Il numero complessivo dei contagiati &#8211; comprese le vittime e i guariti &#8211; ha raggiunto i 47.021.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;A noi &#8211; prosegue Borrelli &#8211; <strong>non risultano difficoltà nelle terapie intensive</strong>. E&#8217; evidente che ci siano attività impegnative e sostenute, che tutti i medici siano occupati e si lavori in modo sostenuto, ma a noi non risultano difficoltà. Quando gli ospedali devono alleggerirsi, fanno ricorso alla Cross e fino ad ora tutte le richieste alla Cross sono state accolte. La Cross ha sempre funzionato e ce lo dice anche la Lombardia. <strong>Quando è partita l&#8217;emergenza, avevamo 5.400 posti nelle terapie intensive, oggi siamo intorno agli 8mila e stanno ancora crescendo e </strong>stanno aumentando anche i posti in pneumatologia e nei reparti specializzati. C&#8217;è tutta un&#8217;attività di potenziamento &#8211; ha proseguito &#8211; che è stata messa in atto&#8221; dalle Regioni e dal governo.  <strong>Non sapremo mai quando sarà il picco</strong>, dicono gli esperti: si parlava ragionevolmente della settimana prossima o successiva, ma non c&#8217;è un dato scientifico. Ci sono tendenze o valutazioni. Le misure finora hanno dato risultati: il numero di persone positive è frutto della circolazione del virus precedente alla stretta e ci auguriamo che con misure attuali e che saranno prese ci permetteranno di fermare l&#8217;epidemia&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Smentisco seccamente che il dipartimento di Protezione civile  &#8211; ci ha tenuto a sottolineare Borrelli &#8211; si starebbe preparando per dichiarare le condizioni di biocontenimento su tutto il territorio nazionale da metà aprile. E&#8217; una fake news che circola, queste false notizie vanno punite, chi le mette in rete deve essere punito: sono destituite di ogni fondamento e sono anche allarmistiche&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Roberto Bernabei</strong>, specialista in geratria del Comitato tecnico scientifico, ha specificato che &#8220;la fine delle misure di contenimento del coronavirus estesa fino all&#8217;estate? Non lo so, tutto è possibile, ancora non lo sappiamo. Finchè non avremo una valutazione del picco della pandemia non possiamo fare questi calcoli ulteriori. <strong>Il livello di contagi al centro sud  è ancora contenuto</strong>. Le misure di contenimento iniziano a funzionare, non è successo qualcosa di paragonabile a quanto accaduto al centro nord, dove invece c&#8217;era un mucchio di pazienti zero e le cose hanno continuato a esplodere&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&#8220;Solo lo 0,8% delle vittime non aveva altre patologie &#8211; </strong>dice ancora Bernabei &#8211; mentre  il 25% ne aveva una, un altro 25% due e il 48% tre. E solo il 10% aveva meno di 60 anni. Sono i risultati di uno studio dell&#8217;Iss su 355 cartelle cliniche delle prime vittime del coronavirus. &#8220;Il dato che fotografa bene la realtà &#8211; dice il membro del comitato tecnico scientifico &#8211; è che il fattore di rischio vero è quello di avere un&#8217;età geriatrica e patologie concomitanti, ipertensione, cardiopatia ischemica, diabete soprattutto, che trovano terreno fertile. E&#8217; questo che spiega l&#8217;eccesso di mortalità&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p style="text-align: justify;">Intanto <strong>il governo ha emesso una nuova ordinanza, con misure più restrittive</strong> per contenere il contagio da Coronavirus. Le nuove misure, che si sommano alle esistenti, sono valide dal 21 marzo al 25 marzo, quando scade il dpcm che aveva imposto la stretta a tutti gli spostamenti e la chiusura di bar e negozi. E&#8217; vietato l&#8217;accesso del pubblico ai parchi, alle ville, alle aree gioco e ai giardini pubblici, resta consentito svolgere individualmente attività motoria nei pressi della propria abitazione, purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona, non è consentito svolgere attività ludica o ricreativa all&#8217;aperto. Chiusi gli esercizi alimentari nelle stazioni ferroviarie e stop agli spostamenti verso le seconde case nei giorni festivi.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8212;-</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A Roma rigorosi controlli su chi va a piedi. </strong>&#8220;Si raccomanda fermezza nei controlli degli spostamenti a piedi&#8221;,  si legge nella disposizione di servizio decisa dal Comando generale della Polizia locale di Roma che prevede anche maggiori verifiche nei parchi. &#8220;Esiste un preciso divieto di ingresso nei parchi ed anche l&#8217;esercizio di attività motoria deve essere svolta nel rispetto del distanziamento interpersonale ed evitando aggregazione di persone&#8221;<strong>.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E anche la Pasqua si adegua: </strong>la data del 12 aprile, resterà invariata, mentre la &#8220;messa crismale&#8221;, quella di solito celebrata il Giovedì Santo mattina, potrà essere rinviata. Nella messa &#8220;in coena Domini&#8221; la lavanda dei piedi &#8220;si omette&#8221;, mentre le processioni e le altre &#8220;espressioni di pietà popolare&#8221; della Settimana Santa e del Triduo Pasquale si potranno rimandare &#8220;in altri giorni convenienti, ad es. il 14 e 15 settembre&#8221;. Sono i contenuti di un decreto &#8220;In tempo di Covid-19&#8221; emanato dal card. Robert Sarah, prefetto per il Culto divino e la Disciplina dei sacramenti, diffuso via Twitter<strong>.<br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un nuovo caso di contagio è stato registrato nella notte a Vo&#8217; Euganeo</strong>, il primo focolaio di Coronavirus in Veneto, dopo giorni in cui il bilancio segnava zero. Dal report della Regione, i positivi nella cittadina padovana sono così 83 dall&#8217;inizio dell&#8217;epidemia. Padova &#8211; escluso Vo&#8217; &#8211; è la provincia con più casi (943, +42 rispetto a ieri), seguita da Verona (784, +66) e Treviso (719, +49).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ed è passato un mese da quando un uomo di 38 anni</strong> <strong>è diventato il paziente 1 affetto da coronavirus</strong>. L&#8217;uomo fu trovato positivo a Codogno (Lodi) il 20 febbraio ed è ora in via di guarigione. E&#8217; uscito dalla terapia intensiva ma è ancora ricoverato. Anche sua moglie, incinta di otto mesi, fu trovata positiva al virus ma è guarita ed è stata dimessa. L&#8217;uomo era già stato in ospedale qualche giorno prima ma non gli era stato diagnosticato il Covid-19. Da quel giorno la vita in Lombardia è stata stravolta. All&#8217;indomani, il Comune di Codogno, come quello di Castiglione d&#8217;Adda e di Casalpusterlengo presero i primi provvedimenti: chiusura dei bar e dei ristoranti. Misure che si rivelarono timide a fronte del numero di contagi nella zona che aumentarono in numero esponenziale..</p>
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